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La lingua al microscopio

Tempi difficili per il congiuntivo


Spesso alla radio o alla televisione capita di sentir pronunciare, anche da persone di notevole livello sociale, frasi come: Credo che bene adottare questo provvedimento; oppure: Mi piacerebbe che le cose vanno meglio. Chi stato abituato allosservanza delle
regole grammaticali prova un senso di fastidio nelludire frasi di questo genere e storce la
bocca. Ma come? Si deve dire: Che sia bene adottare questo provvedimento, Che le
cose vadano meglio! Tuttavia, come sappiamo, la lingua che fa la grammatica e non
viceversa, perci la questione deve essere valutata in maniera pi approfondita, senza
tirare in ballo verit rivelate. Ora, un fatto certo: il congiuntivo (e non solo nellitaliano)
tende a essere utilizzato sempre meno e addirittura nel linguaggio colloquiale va quasi
scomparendo. Eppure lindicativo, con il quale lo si sostituisce, ha generalmente una funzione ben diversa, come abbiamo visto, poich esprime certezza, mentre il congiuntivo
il modo della possibilit, del dubbio, dellaugurio, e quindi dellincertezza. Luso delluno o
dellaltro modo non dipende dunque da una semplice pignoleria grammaticale, ma dalla
logica stessa della lingua: non ha senso infatti esprimere in maniera identica eventi certi
ed eventi incerti. Confondere i due piani significa impoverire la lingua e andare incontro a
possibili ambiguit. Un conto dire: So che Dario verr, un altro dire: Penso che
Dario venga. Nel primo caso larrivo di Dario dato per certo, nel secondo lo si ipotizza
come una possibilit o, al massimo, come una probabilit. Ma torniamo a una delle frasi
da cui partito il nostro discorso: Credo che bene adottare questo provvedimento.
Non difficile notare una contraddizione in termini: se infatti io credo, vuol dire che non
sono sicuro; ma se io dico bene, mi esprimo come se fossi certo. Basterebbe usare
il congiuntivo sia per far cadere ogni contraddizione ed evitare equivoci. In conclusione,
il mancato uso del congiuntivo (nei casi opportuni, ovviamente) non unoffesa alla grammatica, ma alla logica, pertanto riteniamo che ognuno di noi debba sforzarsi di impedire
che questo modo si estingua. Come? Usandolo, naturalmente!

P.G. VIBERTI, Di bene in meglio 2011 SEI - Societ Editrice Internazionale