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Umberto Saba

Nato nel 1883 a Trieste, assumer il cognome Saba in omaggio alla madre (conoscer il padre
solo a 20 anni).
Di origini ebraiche, ebbe uneducazione severa e repressiva, sar quindi inquieto e
problematico, numerosi saranno i traumi (da vecchio parla anche di unesperienza
omosessuale).
Ebbe bisogno della psicoanalisi, per lui solo un metodo per meglio interpretare i propri
problemi; passer la Seconda Guerra Mondiale rifugiato in Italia da altri intellettuali, e nel
dopoguerra ricever fama e riconoscimenti.
Dopo la morte della moglie e guai con le case editrici, si isola fino a morire solo, in clinica, nel
1957.
La sua poetica frutto del dolore, nato nellinfanzia e a causa dei traumi subiti
(labbandono del padre, nevrosi edipiche).
Essendo triestino vicino al mondo tedesco, assimilando quindi caratteristiche tipiche della
filosofia Nietzschiana e Freudiana.
Saba rimasto estraneo al Simbolismo e al Decadentismo, si distacca dalle avanguardie e
anche da DAnnunzio: la sua una poetica autodidatta, formatasi sui grandi del passato:
scandaglia il proprio io ma si interessa anche del quotidiano, egli ritiene che la poesia
devessere autentica e realista, non sfarzosa come DAnnunzio. Deve saper cogliere in
modo efficace il cuore dei problemi e dei sentimenti umani.
Il Canzoniere
Nato nellarco di quarantanni, dalledizione del 1921 sino a quella del 1961, il poeta aggiunse
sempre nuovi versi: esso litinerario completo della poesia di Saba, 437 liriche, una specie
di racconto autobiografico sulla vita interiore e sui rapporti con gli altri, ricco di
collegamenti interni.
Accanto alle persone domina un luogo, Trieste, la citt crocevia di tanti popoli e culture
diverse: rispecchia la contraddittoriet dellanima sabiana.
Il suo rapporto con questa citt oscilla tra amore e odio: daltronde, qui che egli sviluppa la
sua filosofia del dolore.
Dolore visto come personale, ma anche universale: infatti, come lo prova egli, lo provano tutte
le creature.
Uomini e animali sono accumunati da questo senso di sofferenza, aggravata anche dagli
avvenimenti storici che egli avr modo di vedere in prima persona.
Nelle poesie Trieste e Citt vecchia, solo alcune di tutte quelle dedicate a Trieste, egli
cerca di vedere la vera vita, osservando le persone: gli umili, lamore della vita e del dolore,
servono per andare a fondo e indagare i veri motivi del male.
In Leopardi, tutti gli essere viventi sono nati per soffrire e la natura indifferente al loro
dramma: per Montale, invece, possibile una via di fuga nellindifferenza, intesa come
impassibilit e superiorit nei confronti del male del mondo. Per Saba, invece, lamore fraterno
fra gli uomini pu fungere da soluzione.
In particolare, il tema del dolore affrontato nella lirica La capra.
Lanimale infatti visto come la rappresentazione del dolore universale: essa bela solitaria nel
prato, sazia derba e bagnata, ma sola, come tutti gli uomini del pianeta.
E ancora, egli la accumuna a un semita a causa del suo pelo, che ricorda la barba tipica
degli ebrei: questo un richiamo alle dure condizioni patite dagli ebrei, appunto,
considerando che Saba era ebreo.

Un altro tema del Canzoniere rappresentato dai traumi dinfanzia e dagli affetti famigliari:
come detto, Saba visse uninfanzia difficile, segnata dallassenza del padre e dal rapporto
problematico con la madre.
Nei primi tre anni di vita egli fu affidato ad una nutrice, allegra e lieta, da sempre
contrapposta alla figura fredda della madre biologica.
In particolare, nei Sonetti 1 e 3 appartenenti alla sezione Autobiografia, egli ripercorrer il
momento dellincontro con il padre: nonostante le accuse che la madre gli aveva sempre
lanciato, e i conseguenti insegnamenti al figlio sul non essere come lui, Saba riconoscer
nelluomo un fanciullo, riuscendo subito a capire qual il vero motivo del suo abbandono: la
madre e il padre erano separati dalla nascita, erano di culture e religioni diverse, eran due
razze in antica tenzone.
Il padre era spensierato e allegro, non sentiva il peso della vita come la madre: erano
profondamente diversi, e per questo non hanno potuto vivere insieme.
Daltronde la madre gli ha trasmesso il male di vivere tipico della cultura ebrea, mentre dal
padre ha appreso un nuovo modo di approcciarsi al mondo, con lo sguardo di un bambino.
Nella poesia A mia moglie, egli ripercorre lesperimento gi affrontato da Simonide (500
a.c): egli infatti descriver la moglie Lina paragonandola alle femmine di sette animali.
Usando la tecnica del confronto, egli riuscir a prendere il buono di ognuno di questi animali e
trasportarlo quindi sulla moglie: in particolare, Lina migliore perch ha le qualit degli
animali, che sono viste come lessenza e la verit dellesistenza.
Non c nessun intento offensivo, evidentemente: Saba, in un pomeriggio in cui la moglie era
fuori, vide avvicinarsi a s una cagna che gli diede lispirazione: questa va vista come una
poesia religiosa, o ancora meglio una poesia infantile.
In ultimo, egli dedicher poesie anche alla figlia, Linuccia.
In Ritratto della mia bambina egli user numerose metafore per delineare la tenerezza e
la morbidezza della giovinezza della figlia. Il lessico famigliare e musicale, per essere vicino
al lettore.

Giuseppe Ungaretti
Nato nel 1888 ad Alessandria dEgitto da genitori di origine lucchese, frequent in Egitto
scuole di lingue francesi, studiando Baudelaire, Nietzsche, Leopardi, Mallarm.
Da ognuno di questi egli assimiler qualcosa, rivedendosi in loro: si rec poi a Parigi, per
approfondire gli studi, ma la Prima Guerra Mondiale che lo segner profondamente: nel
1914 ader al movimento interventista di Mussolini, che conobbe personalmente a Milano.
Combatt prima sul Carso, poi in Francia, ma nel primo luogo che egli svilupper
maggiormente la propria esperienza.
Torner poi a Parigi, poi a Roma, prima di andare in Brasile dove passer 7 anni di intenso
lavoro, colpiti per dalla morte del figlio Antonietto.
Torner poi a Roma, dove ricever il successo internazionale: morir nel 1970 a Milano.
Ungaretti spesso considerato il padre dellermetismo, ma egli non fu mai un ermetico.
Egli non si vedeva come un poeta vate, n fanciullo: piuttosto come un sub, che
doveva immergersi nella lingua per poter risalire a galla, con parole ricche di significato.
Inoltre, il poeta non egoista, e condivide con gli altri le sue scoperte.
Il suo registro linguistico scarno, ma di alto significato.
LAllegria
Nella sua opera LAllegria si intravedono gi i temi della sua poesia: egli vuole indagare la
verit, dentro di s, per portarla a galla, deve essere un testimone: egli contrappone ai
Naufragi (gli insuccessi, le sventure, la guerra) lAllegria che consiste nello slancio vitale,

nella forza delluomo di superare gli ostacoli senza demordere mai.


La parola deve riportare alla luce ci che rimane nellabisso nellinconscio, per far rifiorire la
vita.
Lesperienza della trincea fu lesperienza collettiva per eccellenza, che lo port ad un totale
rifiuto della guerra: lesperienza della morte e della precariet umana ebbero un effetto
devastante per lui. Egli giunger ad un sentimento di solidariet universale, ma anche di una
migliore intesa con la natura e con la storia.
Dal punto di vista linguistico, la parola tutto: la punteggiatura deve fare spazio allo scorrere
dei vocaboli, che devono mostrare le esperienze di trincea: l dove si rischia di pi la vita, ci si
sente pi legati ad essa.
La frammentazione dei versi richiama la frammentazione degli eventi, vissuti in maniera quasi
impersonale: difatti in trincea non esiste lui, ma esistono tutti quelli che sono l con lui e non
sapranno se potranno ancora vivere.
Egli andr in cerca dellessenzialit, che deve essere significativa.
Inoltre, egli era anche solito rielaborare spesso i propri versi.
Particolare la suddivisione interna dellopera: essa si apre con Ultime, a voler indicare la fine
dei unesperienza lirica giovanile; prosegue con Il porto sepolto, Naufragi, Girovago, e termina
con Prime, a voler questa volta indicare laprirsi di una nuova stagione poetica.
Sentimento del tempo
Dopo LAllegria, egli torner con Sentimento del tempo, dove confluiscono tutti i
componimenti nati a partire dagli anni Venti: per lItalia sono gli anni del Fascismo.
Egli avvert lesigenza di un ritorno allordine, un ritorno alla classicit e alla tradizione dei
grandi del passato.
Si torna quindi ad una regolarit di strofe e di ritmo, capovolgendo quello che aveva fatto
nella raccolta precedente.
Di questi anni anche ladesione al Cristianesimo: infatti, il senso del tempo ora un tempo
di ulteriore riflessione sul dolore e sulla vita.
Un esempio costituito dalla poesia La madre: composta nel 1930, in occasione della morte
della stessa.
In questa poesia egli fa tornare la punteggiatura, e delinea nella madre una sorta di
intermediario tra lui e Dio: ella infatti dovr pregare ancora molto per poter far ottenere il
perdono al figlio, e solo allora sar pronta a tendergli la mano e accoglierlo nellaldil.
Notevole il contrasto con Montale: per questultimo infatti la madre vista come ombra,
cristiana, mentre s stesso corpo, ateo. Egli fermo sul fatto che la vita e il ricordo della
madre sono inseparabili dalla sua irripetibile materialit. Essa rester viva non per la religione
quanto per il fatto che il ricordo di essa rimarr nella mente dellautore.
Il Dolore
Lultima stagione di Ungaretti quella della raccolta Il Dolore, dove si intrecciano i dolori
per la morte del fratello Costantino e del figlio Antonietto, cos come il dolore per lavvento
della Seconda Guerra Mondiale.
Il discorso poetico assume una struttura sintattica rigorosa, abbandona la ricerca formale
degli anni passati per unespressione pi viva e immediata: spesso fa ricorso ai punti di
sospensione, per sottolineare il grido disperato del poeta.
Legata allopera anche Un grido di paesaggi, sei liriche che rievocano la terra brasiliana e
ancora la tragica morte del figlio.
Da ricordare la poesia Non gridate pi, dove egli cerca di far capire ai sopravvissuti che
necessario deporre lodio e scegliere la convivenza civile, nonostante leffettiva difficolt.

Eugenio Montale
Nato nel 1896 a Genova, Montale ebbe problemi di salute che interruppero i suoi studi tecnici.
Prender poi il diploma di ragioniere, ma rimarr sempre affascinato dalla letteratura.
Firmer il Manifesto degli intellettuali antifascisti, dal 1939 convive con Drusilla Tanzi
(Mosca), che sposer solo nel 1962.
Dopo Firenze, egli si trasferir a Milano, dove otterr molti riconoscimenti: morir nel 1981, il
funerale verr celebrato in presenza del Presidente della Repubblica Sandro Pertini.
La sua una poetica originale e autonoma: inoltre, la poesia non pu offrire alcun aiuto
alluomo, pu solo essere ricerca ma non raggiungimento della verit. (Opponendosi
alle idee di Ungaretti). Luomo pu solo avere coscienza del male di vivere.
Montale respinge i falsi miti e le illusioni, cerca di andare oltre alle apparenza come Svevo e
Pirandello: la sua condizione di pessimismo cosmico ricorda quella di Leopardi, ma nel suo
caso maggiormente presente una costante di aridit e di effimeratezza, condita dalla
incomunicabilit delluomo con i suoi simili.
Di qui la ricerca di un varco, che gli permetta di intravedere la verit, che infranga la regola
e apra alle possibilit di unimprovvisa rivelazione del significato della vita. In questo egli
vicino al Titanismo di Leopardi, alla filosofia irrazionalista e pessimista di Schopenhauer, al
contingentismo di Boutroux (in sintesi, lidea che ogni fenomeno non si ripete mai nella stessa
maniera, rendendo vano ogni tentativo di interpretazione).
Infatti il varco non c mai, non c spiegazione al dolore.
Il compito di ricerca affidato ad una poetica degli oggetti che tende a lasciar parlare le cose,
lasciando perdere leffusione diretta di sentimenti e riflessioni.
Il procedimento di Montale vicino a quello del cosiddetto Correlativo oggettivo dellinglese
Eliot.
Gli oggetti e i paesaggi sono contemporaneamente visti come cosa ma anche come
emblema della condizione umana di sofferenza.
Ossi di seppia
Si tratta della sua prima raccolta poetica, pubblicata nel 1925.
Gi nel titolo contenuto il programma poetico di Montale: fuggire ogni vitalismo, ogni fiducia
nel valore superiore della parola poetica, per prediligere un linguaggio semplice e chiaro.
I temi trattati sono il male di vivere, laridit della vita, la ricerca del varco, il
miracolo laico, lindifferenza come riparo dal dolore, lamore sotto forme di figure
femminili, il ricordo destinato a dissolversi come ogni cosa, il dramma
dellincomunicabilit e lo scorrere del tempo.
I ricordi del passato, anche quelli belli, lasciano solo vuoto e solitudine: di per s il ricordo
positivo, ma non sempre bene. Inoltre, spesso solo uno dei soggetti ricorda.
Sotto un certo punto di vista il suo rimedio al male di vivere paragonabile allascesi di
Schopenhauer.
In I limoni, possibile individuare un manifesto poetico del giovane Montale.
Egli infatti vuole andare oltre DAnnunzio, capisce che la natura non consolatrice ma
faticosa.
Vuole che anche i poeti poveri come lui, ovvero quelli non laureati, possano esprimere la
propria opinione: egli nota inoltre che spesso la verit sembra rivelarsi, ma solo unillusione,
dato che infine non c mai significato.
In Meriggiare pallido e assorto, invece, egli tratter il tema del male di vivere: egli far un
largo uso di verbi allinfinito, perch di tutti, assolutizza lesperienza.
Egli contrappone al mare, elemento vitale ma lontano, una epifania che per poco gli rivela la
verit: ma cercare questa verit come camminare lungo un muro recintato.

In Spesso il male di vivere ho incontrato egli sposta il male su oggetti, usando la tecnica
delloggettivo correlativo.
Il rivo strozzato che gorgoglia, lincartocciarsi di una foglia, il cavallo stramazzato sono tutti
simboli del male.
Ad essi, egli contrappone delle immagini calme e indifferenti: la statua, ferma, il falco alto
levato, la nuvola.
Infatti lindifferenza il superiore distacco, la scelta avveduta delluomo saggio ed
condizione prodigiosa, in quanto solo questa pu staccare lesistenza umana dal dolore.
Le occasioni
In questa raccolta confluiscono le poesie composte tra il 1928 e il 1940. Inizialmente
pubblicata nel 1939, essa contiene la dedica a Irma Brandeis.
Le occasioni della poesia sono momenti casuali e quotidiani, flash di vita vissuta, fulminee
illuminazioni da cui Montale coglie il significato dellesistenza.
Il dialogo con la donna appare salvifico per il poeta, seppur solo per brevi periodi: le donne,
nellopera, sono chiamate tramite snal, ovvero dei soprannomi derivati dalla lirica
cavalleresca.
Le donne, in particolare, sono viste come possibilit di salvezza tramite lamore e la voglia di
vivere.
Annetta rappresentata nella Casa dei doganieri, mentre Clizia una sorta di Beatrice
dantesca, langelo di pace rispetto alle barbarie della guerra, una cultura raffinata e nuova
minacciata dal neonazismo. presente ne La bufera.
Nella raccolta si pu trovare La casa dei doganieri, egli cerca il varco, inteso come
superamento della solitudine esistenziale, come ricerca di una vita autentica, ma che rimane
una possibilit irrealizzata.
Dei due, per, solo il poeta a ricordare quella casa, teatro degli incontri amorosi: questo
sottolinea il senso di smarrimento, di solitudine di fronte agli eventi, che hanno cancellato
dalla memoria della donna quei lieti incontri.
Quale significato ha il presente? Il passato? La vita stessa?
Per Montale il passato si perde nel buio della memoria, e non possibile riviverlo.
La memoria incapace di custodirlo di fronte allo scorrere inesorabile del tempo.

La bufera
In questa raccolta confluisce la produzione tra il 1940 e il 1954.
La bufera la guerra, in specie quella guerra dopo quella dittatura, ma anche quella guerra
di sempre e di tutti.
La struttura romanzesca, con un filo narrativo che intreccia gli eventi: in questa c per
unapertura del poeta nei confronti della storia e dellattualit, cui si unisce una fitta tensione
metafisica.
Satura
Essa lultima fase della poetica di Montale. Uscita nel 1971, la raccolta si predispone come
una sorta di diario poetico.
Il titolo richiama la variet di un antico piatto latino, la satura lanx, ricolmo di primizie da
offrire agli dei e un genere sempre latino, caratterizzato da linguaggio semplice.
Il tono prosaico del diario oscilla tra il colloquio sereno e garbato nella sfera intimo-privata e la
satira nei confronti del mondo contemporaneo.
La prima parte composta dagli xenia, in greco doni per gli amici: egli scrisse i 28 xenia
per la moglie Mosca, morta nel 1963, che era stata ospite della sua casa e della sua vita.

Il tutto si gioca sul filo della memoria di semplici ma toccanti momenti di vita famigliare.
Mosca limmagine stessa della poesia dellultimo Montale, che ora aderisce allinforme vita
quotidiana e coglie con immediatezza la realt.
Di questa ricordiamo Ho sceso, dandoti il braccio, dedicata alla moglie Mosca dopo la sua
morte: compagna di tutta la vita. In essa Montale elogia la moglie, e dice al mondo che ora
che ella morta, le coincidenze, le prenotazioni, le trappole e le delusioni degli altri esseri
umani non lo colpiscono pi, dato che la realt non quella che si vede.
In Avevamo studiato per laldil, Montale vorrebbe dire a Mosca che sta studiando quel
fischio che avevano inventato per riconoscersi nellaldil: la poesia rinuncia a essere alta e
torna al quotidiano, e apre un dibattito: chi pu dire con certezza di essere ancora vivo? Da un
lato egli vorrebbe essere gi morto, per poter incontrare di nuovo la donna amata.
In Non ho mai capito se io fossi il poeta usa lironia per elogiare Mosca: egli la paragona a
un cane, un insetto, un pipistrello, per indicare che molti pensavano di poterla prendere in
giro, quando in realt era lei a prendere in giro gli altri, nonostante quel suo viso miope.

Carlo Emilio Gadda


Egli nacque a Milano, nel 1893, da una famiglia della media borghesia. Da giovane and
incontro a difficolt economiche, anche per colpa del padre, verso il quale porter sempre un
certo odio.
Nei confronti della madre avr sempre un mix di amore, odio e senso di colpa.
Pi tardi egli andr incontro a delle nevrosi per questi problemi: rimarr deluso dellesperienza
interventiste.
Passer tutta la vita ai limiti della misantropia, anche colpito della morte del fratello, dai quali
far sorgere una colpa del sopravvissuto.
necessario ricordare dei punti cardine nella letteratura di Gadda: il mondo confuso,
quindi confuso il suo scritto. Nelle sue opere spesso manca una fine, conseguenza
dellimpossibilit di trovare un ordine alle cose.
Il suo linguaggio inimitabile e profondamente innovativo, la sua prosa intrecciata e
aggrovigliata: lironia e lumorismo non sono senza senso, ma vogliono denunciare la
condizione di caos del mondo che il mondo borghese ha costruito.
Fra le sue opere vale la pena ricordare La madonna dei filosofi, composto tra il 1926 e il
1938, che rappresentano un mondo venuto alle tradizioni di ordini e onest, e le novelle
Ducato in fiamme, confluite poi nella raccolta pi ampia Accoppiamenti giudiziosi.
In questa presente Lincendio di via Keplero, un racconto che pur avendo il suo fulcro in
un incendio, propone una miriade di tipici quadretti: divagante, scomposto in frammenti,
indaga ogni singola parte degli eventi non fermandosi al fondamentale.

Italo Calvino
Egli nasce nel 1923 a Cuba, con una famiglia improntata alla scienza.
Si iscrisse alla facolt di Agraria a Torino, che poi abbandoner.
Visse esperienze nella resistenza, durante la WW2, per poi iscriversi alla facolt di Lettere
sempre a Torino, dove si laure con una tesi sullo scrittore Conrad.
Intanto aveva iniziato a collaborare con il giornale LUnit, di stampo comunista: nel 1956
egli prender le distanze dal PC.
Pochi anni dopo, in Francia, sposer Singer, donna argentina, da cui avr una figlia, Abigail.
Dal 1980 torner a Roma, ma i suoi impegni lo porteranno spesso in giro per il mondo. Morir
nel 1985.

Egli pu essere collocato nel Neorealismo, che egli sostiene di aver passato
inconsapevolmente, nato a posteriori.
La spiegazione pu essere trovata nella prefazione della riedizione de Il sentiero dei nidi di
ragno.
Qui lautore spiega che lessere usciti da una guerra civile aveva riacceso la volont di
narrare, narrare s stessi, dando peso al contenuto pi che alla forma.
Per lui quindi il Neorealismo nato da un insieme di voci, una scoperta delle diverse Italie, dai
dialetti e dalle lingue: non era un movimento coeso e cosciente, ma era un insieme di nuove
rappresentazioni vere e scarne.
Seppur partendo da Verga, comunque tutti i Neorealisti presero strade diverse.
Dopo questo romanzo egli scriver Ultimo viene il corvo, sempre ambientato nella
Resistenza, con unamara riflessione sulle condizioni umane.
Egli far seguire il filone allegorico-fantastico, con opere come I nostri antenati (Visconte
dimezzato, Cavaliere inesistente, Barone rampante), con fiabe in armonia con la natura.