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G.F.

CAMPOBASSO

DIRITTO
COMMERCIALE
2

DIRITTO DELLE
SOCIETA’
4° Edizione

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I. LE SOCIETA’
1. Il sistema legislativo

I tipi di società tra i quali i soggetti possono scegliere sono otto:


» Società semplice » Società in accomandita per azioni
» Società in nome collettivo » Società a responsabilità limitata
» Società in accomandita semplice » Società cooperativa
» Società per azioni » Mutue assicuratrici

A. LA NOZIONE DI SOCIETÀ

2. Il contratto di società

Società = con il contratto di società due o più persone conferiscono beni o servizi per
l’esercizio in comune di una attività economica con lo scopo di dividerne gli utili. (art.
2247)
» Oggi le SRL e le SPA possono essere costituite anche con atto unilaterale

In generale, comunque, le società si caratterizzano per:


1. Conferimenti dei soci
2. Esercizio in comunità di una attività economica (scopo – mezzo)
3. Divisione degli utili

3. I conferimenti
= contributi dei soci alla formazione del capitale di rischio iniziale per lo svolgimento
dell’attività di impresa.
È essenziale che tutti i soci facciano o si obbligano a fare un conferimento che si
esporrà al rischio d’impresa.
Oggetto del conferimento secondo l’art. 2247 possono essere beni o servizi quindi
denaro, beni in natura, prestazioni di attività lavorativa (seppure non possibile in tutte
le società). Si applica alle società di persone e dopo la riforma del 2003 nelle società a
responsabilità limitata. Mentre per le società per azioni ha espressamente stabilito che
non possono formare oggetto di conferimento le prestazioni d’opera o di servizio.

4. Patrimonio sociale e capitale sociale

IL PATRIMONIO SOCIALE
= complesso dei rapporti giuridici attivi e passivi della società (attività e passività)
Esso (o meglio l’attivo di bilancio) costituisce la garanzia principale o esclusiva (con
responsabilità limitata) dei creditori della società.

IL CAPITALE SOCIALE
= valore in danaro dei conferimenti all’atto costitutivo.
Il CS è un valore storico e non cambia nel corso della vita della società. Ha funzione:
» Vincolistica
È una voce che vincola i valori dell’attivo = garanzia patrimoniale supplementare.
Esso sarà stabilmente destinato all’attività sociale e non sarà distribuibile.
» Organizzativa
Esso è organizzativo nel senso che è rilevante nel verificare se la società ha
conseguito utili o perdite.

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Funge anche da base di misurazione di alcune fondamentali situazioni soggettive di
carattere amministrativo (diritto di voto) o patrimoniale (partecipazione agli utili) in
quanto i diritti spettano in modo proporzionale alle quote conferite

5. L’esercizio in comune di attività economica [scopo – mezzo delle società]


= oggetto sociale = attività con la quale la società creerà gli utili da distribuire (scopo-
mezzo)
L’attività deve essere:
» Iscritta nell’atto costitutivo e può essere modificata in base alle norme sulle
modificazioni di tale atto
» Produttiva = attività condotta con metodo economico e finalizzata alla produzione
o allo scambio di beni e servizi
» ≠ godimento dei beni conferiti dai soci >> disciplina sulla comunione (aggressione
dei creditori personali anche sulla cosa comune)
NB! quindi società di mero godimento vietate ma godimento + att. produttiva
consentite!
--> le società immobiliari di comodo (locazione a terzi di immobili) sono quindi
vietate ≠ società immobiliari che gestiscono residence (si attività produttiva)
6. Società e impresa. Le società occasionali.

7. Società tra professionisti.

Come già visto i professionisti intellettuali, pur svolgendo attività economica, non
svolgono ai fini di legge attività d’impresa. Ma possono costituirsi in società??
No, vi sono alcune norme:
» 2229 C.c.: carattere rigorosamente personale dell’attività intellettuale.
≠ ente impersonale come la società
» lgg 1815/1939: se più professionisti si uniscono allora “studio legale, tecnico,
commerciale, contabile amministrativo o tributario” con i nomi dei consociati
nella denominazione dell’ufficio.
Comunque, oggi le società tra professionisti assumono sempre più carattere
imprenditoriale e si necessita di una nuova legge sulle società tra professionisti.
 (segue) La società tra avvocati.

In deroga a tale principio vi è la disciplina delle società tra avvocati.


Le società tra avvocati:
» hanno per oggetto l’esercizio in comune della ‘attività professionale di
rappresentanza, difesa e assistenza svolta dai propri soci
<
» si applicano le norme sulla SNC se non diversamente disposto
» sono soci solo avvocati e no soci di più società contemporaneamente
» la ragione sociale deve contenere l’indicazione “Società tra professionisti” e i
nomi e le professioni dei soci
» è iscritta nell’albo degli avvocati --> applicazione norme deontologiche degli
avvocati.
» Non è soggetta a fallimento

Inoltre, per valorizzare il carattere personale della professione:


» L’amministrazione non può essere affidata ai terzi
» Il cliente può chiedere l’assistenza da un particolare socio

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» Il socio e i soci incaricati dal cliente (e non tutti) sono personalmente e
illimitatamente responsabili per l’attività professionale svolta in esecuzione
dell’incarico + patrimonio della società
oppure tutta la società se si è omesso di comunicare il socio assistente il cliente
Esistono forme di società tra professionisti che sono ammesse (cioè lecite e valide)
perché non hanno come oggetto sociale l’esercizio della professione:
1. società di mezzi = acquisto e gestione in comune di beni strumentali per
l’esercizio
individuale delle professioni
2. società di servizi imprenditoriali = professione + servizi di carattere
imprenditoriale
(es. società di ingegneria = progettazione + realizzazione e vendita impianti
industriali)
8. Lo scopo – fine delle società
Lo scopo fine della società può essere diverso:
» Lucrativo
= conseguire utili (lucro oggettivo) e dividerli tra i soci (lucro soggettivo)
Scopo tipico affidato dal legislatore a società di persone e società di capitali
» Mutualistico
Scopo perseguito dalle società cooperative: fornire ai singoli soci un vantaggio
patrimoniale diretto che può consistere in un risparmio di spesa o in una maggior
remunerazione del lavoro dei soci nella cooperativa.
Necessario metodo economico per la realizzazione di scopi economici.
» Consortile
Tutti i tipi di società tranne la società semplice possono realizzare lo scopo
consortile.
Metodo economico per la realizzazione di uno scopo economico degli imprenditori
quali minori costi o maggiori ricavi.
Non devono perseguire scopo di lucro in senso proprio.
Queste sono le tre categorie fondamentali degli scopi della società che sempre
perseguono un risultato economico a favore esclusivo dei soci.
 9. (segue) Società ed associazioni. L’impresa sociale.
Vi sono norme eccezionali che prevedono società
» Senza scopo di lucro
Previste per legge (legislazione speciale quindi) hanno scopi esclusivamente
pubblici o incompatibili con la causa economica (es. società di gestione dei mercati
regolamentati di strumenti finanziari) ≠ ONLUS!!!
Oggi si stanno riducendo.

10. Società e comunione

11. (segue) Società e “comunione d’impresa”

12. (segue) L’impresa coniugale

B. TIPI DI SOCIETÀ

1. Nozione. Classificazioni.
I tipi di società tra i quali i soggetti possono scegliere sono otto:
» Società semplice » Società in accomandita semplice
» Società in nome collettivo » Società per azioni

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» Società in accomandita per azioni » Società cooperativa
» Società a responsabilità limitata » Mutue assicuratrici
Si possono classificare in vari modi:
» In base allo scopo:
<

 Lucrative
 Mutualistiche e cooperative
» Tra le lucrative, in base alla natura dell’attività:
 Società semplice = solo attività non commerciale (con la riforma del 2001
obbligo iscrizione nel registro delle imprese con funzione di pubblicità
legale).
 Tutte le altre = attività commerciale e non con iscrizione nel registro delle
imprese
» In base alla personalità giuridica:
 Società di capitali e società cooperative = con personalità giuridica
 Società di persone = senza personalità giuridica.

S.s. Att. non commerciale


No personalità giuridica
SNC LUCRATIVE
SAS Att. commerciale
Personalità giuridica SRL
SPA
SAPA
Soc. Cooperative MUTUALISTICHE
Nelle società di capitali:
» Vi è una pluralità di organi
» Principio di maggioranza nel funzionamento degli organi
» Il singolo socio non ha diretto potere di amministrazione e controllo
Nelle società di persone:
» Non vi è una pluralità di organi
<

» Si riconosce al socio il potere di amministrare la società (e di esserne


illimitatamente responsabile) + il consenso dei soci per modificare l’atto costitutivo
» Il singolo socio ha potere di amministrazione e rappresentanza nella società.

Ulteriore distinzione può essere fatta sul regime di responsabilità delle obbligazioni
sociali:
» Società in cui rispondono patrimonio + soci personalmente e
illimitatamente
» Società in cui rispondono patrimonio + alcuni soci personalmente e
illimitatamente
» Società in cui risponde solo il patrimonio

14. Personalità giuridica e autonomia patrimoniale delle società

Personalità giuridica e autonomia patrimoniale sono due tecniche giuridiche per


ottenere lo stesso obiettivo economico che consiste in:
» Rendere il patrimonio della società aggredibile solo dai creditori sociali
» Separare il patrimonio sociale e quello personale

Le società di capitali hanno personalità giuridica:


» Società sono soggetti di diritto formalmente distinti dai soci (patrimonio società
autonomo)

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» Autonomia patrimoniale perfetta (patrimonio soci autonomo)

Le società di persone non hanno personalità giuridica ma:


» Autonomia patrimoniale imperfetta:
I creditori personali non possono aggredire il patrimonio sociale per soddisfarsi.
-- > i creditori personali possono (con limitazioni) al massimo far liquidare la
quota societaria

» Beneficio di preventiva escussione sul patrimonio sociale = responsabilità


sussidiaria dei soci

È comunque diffuso che le società di persone formino soggetti di diritto a se stanti


seppur senza personalità giuridica. Da cui deriva che:
o i beni sociali non sono in comproprietà speciale ma della società
o le obbligazioni sociali non sono personale ma della società
o imprenditore è la società e non il gruppo dei soci

NB. Se non si sceglie un tipo di società tra quelli indicati dal codice
>> società semplice se attività non commerciale
>> SNC se attività commerciale
Volendo si possono con apposite clausole (cd clausole atipiche), non incompatibili con
il modello scelto, disegnare un assetto organizzativo diverso da quello impostato dal
legislatore.
Non è possibile creare società di tipo diverso da quelle indicate dal codice = No
società atipiche

15. La soggettività delle società di persone.

16. Tipi di società ed autonomia privata.

17. Contratto di società ed organizzazione.

II. LA SOCIETA’ SEMPLICE. LA SOCIETA’ IN NOME COLLETTIVO.

A. LE SOCIETÀ DI PERSONE

1. Le società di persone.
2. L’atto costitutivo. Forma e contenuto.
3. Società di fatto. Società occulta.
4. La società apparente.
5. La partecipazione degli incapaci.
6. Partecipazione di società in società di persone.
7. L’invalidità della società.

B. L’ORDINAMENTO PATRIMONIALE

8. I conferimenti
9. La disciplina dei conferimenti
10. Il socio d’opera
11. Patrimonio sociale e capitale sociale.
12. La partecipazione dei soci agli utili e alle perdite.
13. La responsabilità dei soci per le obbligazioni sociali.
14. Responsabilità della società e responsabilità dei soci.

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15. I creditori personali del socio.

C. L’ATTIVITÀ SOCIALE

16. Modello legale e modelli statutari.


17. L’amministrazione della società.
18. Amministrazione e rappresentanza
19. I soci amministratori.
20. I soci non amministratori.
21. Il problema dell’amministratore estraneo.
22. Il divieto di concorrenza.
23. Le modifiche dell’atto costitutivo.
24. metodo collegiale e principio maggioritario.

D. SCIOGLIMENTO DEL SINGOLO RAPPORTO SOCIALE

25. Scioglimento del singolo rapporto e scioglimento della società.


26. La morte del socio.
27.Il recesso.
28. L’esclusione.
29. La liquidazione della quota.

E. SCIOGLIMENTO DELLA SOCIETÀ

30. Le cause di scioglimento.


31. La società in stato di liquidazione.
32. Il procedimento di liquidazione.
33. L’estinzione della società.
34. Il fallimento della società estinta.

III. LA SOCIETA’ IN ACCOMANDITA SEMPLICE

1. Nozione e caratteri distintivi

È disciplinata dagli art. 2313 – 2324.


La SAS si basa su norme della SNC ma in pratica anticipa leggermente la disciplina
delle società di capitali. Essa è l’unica che permette l’esercizio dell’impresa
commerciale con la distinzione dei soci.
Si caratterizza per la presenza di due categorie di soci:
a. Soci accomandatari
Rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali
b. Soci accomandanti
“Rispondono”1 solamente della quota conferita (= solo obbligo di eseguire i
conferimenti promessi) + divieto di immistione.
2. La costituzione della società. La ragione sociale.

1
Significa che rischiano soltanto la quota conferita

7
L’atto costitutivo deve essere iscritto nel registro delle imprese pena irregolarità della
SAS.
L’atto costitutivo:
» Deve indicare soci accomandanti e accomandatari
» Deve indicare la ragione sociale nella quale deve essere indicato il nome di almeno
uno dei soci accomandatari e l’indicazione SAS.
NB se viene iscritto nome accomandante --> stessa disciplina accomandatario ma
senza amministrazione, diventa solo illimitatamente e solidalmente responsabile
per le obbligazioni sociali.

3. I soci accomandanti e l’amministrazione della società.

Divieto di immistione Art. 2420:


<

Gli accomandanti non possono compiere atti di amministrazione né trattare o


concludere affari in nome della società se non in forza di procure speciali per singoli
affari.
≠ risponde di fronte ai terzi illimitatamente e solidalmente per TUTTE le
obbligazioni sociali.
se la società fallisce, fallisce anche lui al pari degli accomandatari
può essere escluso dalla società con decisione a maggioranza dei soci (tranne
che sia stato autorizzato / ratificato dagli amministratori)
Quindi il socio accomandante:
» Non può prendere decisioni e non ha potere decisionale autonomo
» Non può agire come institore
» Può solo concludere affari in nome di procure speciali concesse dagli
amministratori
>> no responsabilità per l’operazione = no violazione divieto

I soci accomandanti partecipano con gli accomandatari alla nomina e alla revoca degli
amministratori che deve avere il consenso unanime dei soci accomandatari +
maggioranza del capitale dei soci accomandanti.
I soci accomandanti possono partecipare all’attività d’imprese limitatamente a:
» Procure speciali per singoli affari (v. sopra)
» Prestare opera all’interno della società sotto la direzione degli
amministratori
» Dare autorizzazioni e pareri su determinate operazioni se l’atto
costitutivo lo consente.
Comunque i soci accomandanti hanno diritto a:
» Comunicazione annuale del bilancio
» Controllo dell’esattezza del bilancio consultando libri e documenti
societari
» Approvare il bilancio se inteso come atto di controllo e non di gestione.

4. Il divieto di immistione

5. Il trasferimento della partecipazione sociale.


Il trasferimento della partecipazione è diverso a seconda del tipo di soci:
» Accomandatari = consenso unanime tra vivi, consenso anche degli eredi se mortis
causa (SNC)
» Accomandanti = maggioranza del capitale sociale tra vivi, salvo diversa
disposizione; liberamente trasferibile senza consenso dei soci se mortis causa.

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6. Lo scioglimento della società
Oltre alle cause di scioglimento della SNC la società si può sciogliere se viene meno
una delle due categorie di soci e non viene ripristinata nel termine di 6 mesi.
Se mancano accomandatari --> accomandanti nominano provvisorio con sola ordinaria
amministrazione che risponde limitatamente alla quota conferita.
La chiusura e la cancellazione sono uguali alla SNC; se vi sono creditori rimasti
insoddisfatti potranno far valere i loro crediti sulla quota di liquidazione (da eccesso di
attività) degli accomandatiti.

7. La società in accomandita irregolare


Rimane la distinzione tra soci accomandanti e accomandatari.
I soci accomandanti rispondono limitatamente alla propria quota salvo che abbiano
partecipato alle operazioni sociali
--> non si possono compiere operazioni nemmeno con procura, altrimenti resp.
Illimitata.
Per il resto valgono le regole della SNC irregolare.

IV. LA SOCIETA’ PER AZIONI

1. Nozione e caratteri essenziali

La SPA è caratterizzata dal fatto che:


a. risponde per le obbligazioni sociali solo con il patrimonio sociale
b. la partecipazione sociale è rappresentata da azioni
I suoi caratteri essenziali sono:
a. Personalità giuridica
La SPA è un soggetto distinto dalle persone fisiche e gode perciò di una piena e
perfetta autonomia patrimoniale.
b. Responsabilità limitata dei soci
La società risponde delle obbligazioni sociali solo con il proprio patrimonio.
Nella società per azioni i soci e tutti i soci non assumono alcuna responsabilità
personale, neppure sussidiaria, per le obbligazioni sociali; di queste risponde
soltanto la società con il suo patrimonio. I soci sono obbligati solo ad eseguire i
conferimenti promessi. RIFORMA diritto societario 2003  anche quando tutte le
azioni sono concentrate nelle mani di un unico socio.
c. Organizzazione corporativa
Vi sono tre organi con autonome funzioni:
» Assemblea » Cda » Collegio sindacale
Le decisioni sono prese a maggioranza dell’assemblea in base alle quote detenute.
Ma autonomia amministratori per gestire ≠ blocco attività impresa
d. Quote rappresentate da azioni
<

Partecipazioni omogenee e standardizzate che conferiscono uguali diritti.


Sono trasferibili mediante documenti assoggettati alla disciplina dei titoli di credito.
SPA di grandi dimensioni: azionisti imprenditori e azionisti risparmiatori (no
interesse gestione)
Maggiore possibilità abusi amministratori = meno
controllo
SPA a base ristretta: Chi rischia di più amministra e lo farà bene perché è lui a
rischiare.

9
2. Società per azioni e tipologia della realtà.

3. Evoluzione della disciplina delle SPA nel tempo


1974:
strumenti di tutela degli azionisti risparmiatori + creazione azioni di risparmio,
maggior trasparenza, certificazione bilanci da società di revisione, creazione CONSOB
1998:
Investimento indiretto in azioni con intermediari detti investitori istituzionali e loro
valorizzazione (emanazione TUF), potenziamento degli istituiti delle società quotate
(es. maggior autonomia statutaria, potenziamento dell’informazione)
2003 (entrata in vigore nel 2004):
Semplificazione disciplina società di capitali, + autonomia statutaria per aumentare
competitività imprese italiane, previsione di nuovi modelli di amministrazione, di
società unipersonali e semplificazione della costituzione e della disciplina delle
modificazioni statutarie.
Disciplina separate per società (quotate e non) che fanno ricorso al capitale di rischio
(= superano un numero di azionisti determinati dalla CONSOB)
--> volontà di rendere più flessibile e duttile la normativa sulla spa
4. Società per azioni e modelli societari.

A. LA COSTITUZIONE

5. Il procedimento.
Si compone di 2 fasi fondamentali:

6. La stipulazione dell’atto costitutivo.

La stipulazione dell’atto costitutivo può avvenire:


» Simultaneamente
Atto costitutivo stipulato e sottoscritto integralmente immediatamente
» Per pubblica sottoscrizione
Si raccoglie tra il pubblico il capitale iniziale sulla base di un programma
proposto dai promotori. (raramente utilizzato per complessità)

7. L’atto costitutivo: forma e contenuto.

La società per azioni può costituirsi per CONTRATTO e dopo la riforma del 2003 anche
per ATTO UNILATERALE.

» Deve essere redatto con atto pubblico pena la nullità


» Deve indicare (art. 2328)
1. Generalità soci, promotori e azioni loro assegnate
2. Denominazione (regole antitrust + SPA) e comune dove è posta la
sede della società e le eventuali sedi secondarie
3. Oggetto sociale = attività che si vuole svolgere
4. Ammontare capitale sottoscritto e versato
5. Numero e valore nominale azioni e loro modalità di circolazione
6. Valore attribuito ai crediti e ai beni conferiti in natura
7. Norme di ripartizione degli utili (se si modifica quella di legge)
8. Benefici a soci fondatori o promotori (max 10% utili per 5 anni)
9. Sistema di rappresentazione, numero e poteri amministratori e chi
ha la rappresentanza
10. Numero di componenti del collegio sindacale

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11. Nomina dei primi amministratori, sindaci e soggetto che esercita
controllo contabile
12. Importo globale di spese di start-up
13. Durata della società (si può stabilire a tempo indeterminato,
recessione entro un anno dalla costituzione)
Lo STATUTO, redatto accanto all’atto costitutivo, indica le regole di funzionamento della
società ed è considerato parte integrante dell’atto costitutivo --> atto pubblico.
8. Le condizioni per la costituzione.

Le CONDIZIONI per la costituzione sono:


» Capitale non inferiore a 120.000 € (tranne leggi speciali)
» Sottoscrizione integrale del capitale sociale
» Versamento in banca del 25 % dei conferimenti in danaro (tutti se
unilaterale)
>> C/c vincolato fino a iscrizione ≠ rientro in possesso entro 90 gg
» Che sussistano le altre condizioni richieste da leggi speciali

9. Gli effetti della stipulazione dell’atto costitutivo

10. Il controllo notarile

11. L’iscrizione nel registro delle imprese

1. Deposito da parte del notaio entro 20gg all’ufficio del registro ≠ amministratori ≠
sanzioni pecuniarie e può farlo ogni socio a spese della società.
2. Controllo di legalità (conformità alle leggi) del notaio dell’adempimento delle
condizioni stabilite dalla legge per la costituzione
3. Controllo della documentazione da parte dell’Ufficio delle imprese
4. Iscrizione nel registro con acquisto della personalità giuridica e viene ad esistenza

NB! per gli atti compiuti tra la stipulazione e l’iscrizione i soci fondatori / promotori
sono illimitatamente e solidalmente responsabili verso i terzi.
La società creata si accolla solo le spese necessarie per la costituzione ma non la
responsabilità.
NB!! non è consentita l’emissione di azione prima dell’iscrizione nel registro delle
imprese salvo quelle costitute per pubblica costituzione. Le azioni emesse non sono
comunque nulle.

12. Le operazioni compiute prima dell’iscrizione

13. La nullità delle società per azioni


Prima dell’iscrizione: cause di nullità uguali a quelle della disciplina generale dei
contratti
Dopo l’iscrizione: le cause di nullità sono 3:
» No atto pubblico
» Illiceità dell’oggetto sociale
» Mancanza di ogni indicazione della denominazione della società o
conferimenti o ammontare CS o oggetto sociale

La dichiarazione di nullità:
» non pregiudica l’efficacia degli atti compiuti in nome della società dopo
l’iscrizione nel registro delle imprese

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» i soci non sono liberati dall’obbligo dei conferimenti sino a quando i
creditori sociali non sono soddisfatti.
» Opera solo per il futuro e determina lo scioglimento della società
>> liquidatori nominati direttamente dal
tribunale
» È sanabile: la nullità non può essere dichiarata quando la causa è stata
rimossa e di tale eliminazione è stata data pubblicità nel registro delle
imprese
Come nel diritto privato la dichiarazione di nullità è imprescrittibile e esercitabile da
chiunque vi abbia interesse.

B. LA SOCIETÀ PER AZIONI UNIPERSONALE. I PATRIMONI DESTINATI.

14. La società per azioni unipersonale


É possibile con la riforma del 2003. Essa prevede che:
a. è consentita la costituzione della SPA con atto unilaterale di un unico socio
fondatore.
b. risponde di regola il patrimonio sociale con alcune eccezioni
Ci sono norme particolari però:
» Costituzione: l’unico socio risponde in solido prima dell’iscrizione nel registro delle
imprese.
» Conferimenti: l’unico socio deve versare integralmente i versamenti in denaro. Se
viene meno pluralità di soci deve versare anche gli altri conferimenti entro 90 gg --
> resp. illimitata
» Trasparenza: negli atti e nella corrispondenza indicare che c’è un unico socio + dati
anagrafici unico socio nel registro delle imprese
» Rapporti società e socio: le operazioni a favore del socio sono opponibili a terzi solo
se risultano dal libro delle adunanze o da atto scritto con data anteriore certa prima
del pignoramento.
» Eccezioni: oggettive e formali che comportano responsabilità illimitata del socio nel
periodo in cui detiene tutte le azioni; le eccezioni sono causate da:
o no versamento integrale
o fino a attuazione specifica pubblicità SPA unipersonale.
La illimitata responsabilità si sana appena si adempie.
15. I patrimoni destinati

Patrimoni destinati = patrimoni destinati ad un singolo affare per limitare rischio di un


settore.
Ci sono 2 tipi di patrimoni destinati:
a. Patrimoni destinati a uno specifico affare entro il 10% del patrimonio netto, salvo
attività che si basano su leggi speciali
» Deliberato dal CDA a maggioranza dei suoi componenti
» Deliberazione iscritta nel registro delle imprese e verbalizzata da un notaio
» Dà effetti dopo 60 gg da iscrizione
» Indicazione dell’affare e se si emettono titoli relativi all’affare (+ assemblea di
chi sottoscrive gli eventuali titoli)
» Devono essere tenuti separatamente libri e scritture contabili per il patrimonio
destinato
» Alla fine dell’affare --> rendiconto finale nel registro delle imprese.
» Se creditori insoddisfatti --> liquidazione del patrimonio destinato entro 3 mesi.

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Il patrimonio destinato è separato dal resto del patrimonio e non è aggredibile dai
creditori salvo che per i proventi destinati alla società se gli atti compiuti per
l’affare rechino espressa menzione del vincolo di destinazione (destinati cioè al
singolo affare).

b. Stipulare con terzi un contratto di finanziamento con rimborso da utili derivanti


dall’affare stesso.
» Indicazione degli elementi dell’operazione con specificazione beni strumentali,
parte coperta dal finanziamento o dalla società, garanzia per il rimborso di una
<
parte del finanziamento.
» Il patrimonio destinato = proventi affare, frutti e investimenti eventualmente
effettuati.
» Deposizione nel registro delle imprese
» Sistemi di incasso e contabilizzazione separati
» I creditori sociali non possono agire sui beni per la realizzazione dell’affare ma
solo azioni conservative per i loro diritti
Delle obbligazione con il finanziatore risponde solo il patrimonio destinato +
eventuali garanzie per il rimborso di una parte.
Se la società fallisce, il finanziatore si insinua nel fallimento per le somme non
riscosse.

16. Patrimoni destinati c.d. operativi.

17. I finanziamenti destinati.

C. I CONFERIMENTI.

18. I conferimenti
Conferimenti = contributi dei soci alla formazione del capitale iniziale di rischio
d’impresa.
Capitale sociale = ∑ dei conferimenti promessi / eseguiti dai soci alla società

= il valore dei conferimenti non può scendere sotto il valore nominale


del capitale sociale ma, si può prevedere che alcuni soci, conferendo
meno abbiano più azioni e altri, conferendo di più, abbiano minori
azioni; basta che il totale dei conferimenti sia pari al valore del CS
>> funzione vincolistica ed organizzativa
Nella disciplina dei conferimenti vi sono 2 obbiettivi:
1. garantire che i conferimenti vengano realmente acquisiti
2. garantire che il valore loro assegnato sia veritiero (no prestazioni d’opera ad es.)

19. I conferimenti in danaro

Art. 2342:
I conferimenti devono essere eseguiti in danaro se l’atto costitutivo non prevede
diversamente.
Alla sottoscrizione dell’atto costitutivo deve essere versato presso una banca almeno
il 25% dei conferimenti in danaro o intero ammontare nel caso di società
unipersonale.
Per i versamenti dovuti gli amministratori possono richiamarli a loro piacimento.
Se vengono trasferite azioni non interamente liberate, l’obbligo di conferimenti cade

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sia sul socio attuale che sull’alienante entro 3 anni dall’iscrizione del trasferimento nel
libro dei soci.
Se il socio che non esegue il pagamento:
» non ha diritto al voto
» si offrono le azioni agli altri soci in proporzione alle quote di partecipazioni e
per un valore non inferiore ai conferimenti ancora dovuti
» vendita a mezzo banca o intermediario finanziario
» esclusione del socio trattenendo ciò che è già versato + risarcimento danni
» nuova circolazione entro l’esercizio
» annullamento azioni
» oppure si procede con la normale azione giudiziaria.

20. I conferimenti diversi dal danaro.

Non possono formare oggetto di servizi le prestazioni di opera o di servizi (art. 2342
c.5)
>> difficile valutazione – è necessario che CS sia effettivo
Beni in natura e crediti: stesse norme SNC e le azioni sono interamente liberate con i
conferimenti.
I conferimenti devono essere contestuali alla sottoscrizione.
I conferimenti non possono prevedere cose generiche, future o
altrui.
Diritti di godimento: sono ammessi
Beni immateriali: sono ammessi, come prestazione di dare (es. brevetti)

21. La valutazione.

La VALUTAZIONE dei beni in natura deve essere veritiera e oggettiva.

>> stima di un perito nominato dal tribunale che deve assegnare un valore
almeno pari a quello ad essi attribuito ai fini della determinazione del capitale
sociale e l’eventuale sovrapprezzo.
Entro 6 mesi gli amministratori devono controllare la valutazione e possono e
procedere alla revisione della stima (le azioni collegate diventano inalienabili).
<

Se il valore dei beni è inferiori di almeno un 1/5, gli amministratori devono


ridurre proporzionalmente il CS e annullare le azioni scoperte.
Il socio può però, dopo la revisione del suo conferimento:
» versare la differenza in danaro
» recedere dalla società con restituzione del bene conferito se possibile

NB. L’ACQUISTO DI BENI DAI SOCI


<

È necessaria la preventiva autorizzazione dell’assemblea ordinaria + relazione giuriata


di stima di un esperto designato dal tribunale per l’acquisto (≠ conferimenti) da parte
della società di crediti o beni da soci, promotori, fondatori o amministratori quando:
» l’acquisto è entro 2 anni dall’iscrizione in bilancio
» il corrispettivo è pari o superire a 1/10 del CS
» gli acquisti non riguardano operazioni correnti della società
L’acquisto è comunque valido ma l’amministratore e l’alienante sono solidalmente
responsabili per i danni causati alla società.

22. Gli acquisti potenzialmente pericolosi.

23. Le prestazioni accessorie.

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Oltre i conferimenti, l’atto costitutivo può prevedere e descrivere (durata, modalità e
compenso) prestazioni accessorie non consistenti in danaro.
>> si vincolano i soci ad effettuare a favore della società prestazioni che non
formano conferimento + elemento personalistico (qualità del socio che le
esegue)
Le azioni con incorporate le prestazioni accessorie sono nominative e non trasferibili
senza il consenso degli amministratori.
Gli obblighi possono essere modificati con il consenso di tutti i soci.

V. LE AZIONI

1. Nozione e caratteri

Azioni = quote di partecipazione dei soci nella SPA.


Esse sono omogenee, standardizzate e liberamente trasferibili.
In particolare le azioni sono:
» di identico ammontare
» attribuiscono identici diritti
>> distinte e autonome anche quando sono in mano alla stessa persona
» indivisibili
>> se intestate a più persone --> rappresentante comune
» circolano similarmente ai titoli i credito nominativi

A. AZIONI E CAPITALE SOCIALE.

2. Il valore delle azioni.


Le azioni rappresentano un’identica frazione del capitale sociale nominale [identico
ammontare]
Le azioni possono essere:
a. con valore nominale
Sono insensibili alle variazioni patrimoniali della società.
Il valore può essere modificato solo a causa di modificazione dell’atto costitutivo
con un frazionamento o raggruppamento di azioni che va a modificare il valore
nominale
b. senza valore nominale
lo statuto indica solo capitale sociale e numero di azioni.
La partecipazione sarà espressa non in numero d’azioni ma in una % del numero di
azioni emesse.
Le azioni possono assumere vari valori:
A. VALORE D’EMISSIONE
In nessun caso il valore complessivo dei conferimenti può essere inferiore
all’ammontare del capitale sociale ≠ da dire che a conferimenti uguali
corrispondono uguali azioni.
Le azioni possono essere emesse:
» complessivamente per un valore inferiore a quello dichiarato
» sopra la pari [valore reale > valore nominale];
obbligatoria con esclusione diritto d’opzione degli azionisti su nuova
emissione
B. VALORE DI BILANCIO
= patrimonio netto / n ° azioni
C. VALORE DI MERCATO

15
= prezzo di scambio delle azioni --> da quotazione se quotata, + rappres. del
valore reale
Il pacchetto azionario ha un proprio specifico valore di solito notevolmente superiore
a quello delle azioni che lo compongono --> disciplina particolare
3. L’indivisibilità delle azioni

4. Frazionamento e raggruppamento delle azioni

B. LA PARTECIPAZIONE AZIONARIA.

5. L’uguaglianza dei diritti


DIRITTI DELL’AZIONISTA
Ogni azione costituisce una partecipazione sociale e attribuisce diritti e poteri:
» Di natura amministrativa (es. diritto di voto, di impugnazione delibere)
» Di natura patrimoniale (es. diritto agli utili e quota di liquidazione)
» Di natura patrimoniale e amministrativa insieme (es. diritto di opzione)
Art. 2348: le azioni conferiscono ai loro possessori uguali diritti.
Tale uguaglianza può essere:
» Relativa: si possono creare categorie di azioni fornite da diritti diversi.
» Oggettiva: si hanno alcuni diritti indipendentemente dal numero di azioni
possedute ma per il solo fatto di essere azionisti (diritto di partecipazione
all’assemblea).
» Disuguaglianza soggettiva: una quota di partecipazione più ampia
attribuisce al possessore di tale quota maggiori diritti e in particolare
capacità di controllo
>> chi rischia di più ha più potere
≠ se c’è poteri pubblici: indipendentemente da azioni, maggiori poteri
(es. veto)

6. Unità ed autonomia delle partecipazioni azionarie.

7. Le categorie speciali di azioni


Si creano nella creazione dello statuto o in una modificazione dello stesso.
Esse comportano mutamenti a livello organizzativo:
» Si creano assemblee speciali che funzionano:
 Se quotate: con disciplina azionisti di risparmio + rappresentante az. speciali
 Se non quotate: con disciplina assemblea straordinaria
» Se l’assemblea generale pregiudica i diritti delle azioni speciali -- > approvata anche
dall’assemblea speciale
>> sacrificio interessi speciali a quelli generali – interesse di gruppo x le azioni
speciali ≠ singoli
Diritti amministrativi [diritto di voto]
» No azioni con diritto di voto plurimo
» Si azioni senza diritto di voto
No + di ½ CS
» Si azioni con diritto di voto limitato a certi argomenti
» Si azioni con diritto di voto subordinato al verificarsi di particolari
condizioni
Per le SPA chiuse sono ammessi:
a. Il voto limitato in una misura massima

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b. Il voto scalare (es. fino al 10%, un azione un voto, dal 10 al 20 un voto ogni 2
azioni)

Diritti patrimoniali
a. Azioni privilegiate = privilegio nella distribuzione degli utili e rimborso del capitale
alla liquidazione e anche nella partecipazione alle perdite.
Possono essere modellate a seconda delle esigenza ma sempre divieto di patto
leonino.
b. Azioni correlate = diritti patrimoniali correlati ai risultati della SPA in un
determinato settore.
Lo statuto deve indicare chiaramente i criteri di individuazione dei risultati del
settore.
NB. Ai possessori di azioni correlati non possono essere corrisposti dividendi
superiori agli utili risultanti dall’attività generale dell’impresa. [tutela creditori
sociali]
8. Il contenuto della partecipazione azionaria.
9. Le azioni di risparmio
Le azioni di risparmio offrono limitati poteri amministrativi + diritti patrimoniali come
le privilegiate.
Possono essere emesse solo da società le cui azioni ordinarie sono quotate
≠ azioni senza voto emesse da SPA chiuse perché in azioni di
risparmio devono necessariamente avere alcuni privilegi
patrimoniali
Non possono superare ½ del CS insieme alle azioni a voto limitati (v. sopra).
Le azioni di risparmio:
» Diritti amministrativi: no diritto di voto e collegati (intervento e impugnazione) nelle
assemblee ordinarie e straordinarie; si convocazione assemblea perché cmq soci.
» Diritti patrimoniali: azioni privilegiate con privilegi minimi indicati dall’atto
costitutivo.
» Organizzazione: si basa su:
 Assemblea speciale
delibera su decisioni di quella generale che pregiudicano i diritti degli az. di
risparmio
 Rappresentante comune
diritto di impugnazione e di assistere alle assemblee generali (≠ azionista di
risparmio) e tutela interessi azionisti di risparmio

10. Le azioni a favore dei prestatori di lavoro


Derivano sempre da delibera con assemblea straordinaria. Possono essere
» Gratuite = assegnazione straordinaria di utili ai dipendenti con emissione
gratuita
» A pagamento = si limita diritto d’opzione azionisti e si offrono ai
dipendenti
» Strumenti finanziari partecipativi = norme particolari per l’esercizio dei
diritti e trasferimento degli stessi

11. Le azioni di godimento.

12. Gli Strumenti finanziari partecipativi.


Gli strumenti finanziari partecipativi si configurano a metà strada tra obbligazioni e
azioni.

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Non vanno ad aumentare il CS ma il patrimonio della società.
La disciplina prevede che:
» No diritto di voto (o solo su argomenti indicati) ma diritti amm.vi (es. partecip. in
assemblea)
» Possono essere acquisiti con conferimenti di vario titolo tra cui la prestazione
d’opera / servizi
» Lo statuto indica le varie modalità d’emissione, i diritti che conferiscono, le
sanzioni in caso d’inadempimento e la legge di circolazione se consentito
>> ampia autonomia ed elasticità lasciate all’autonomia privata
Sono uno strumento per reperire facilmente capitali e si possono adattare al mercato a
seconda delle esigenze --> elasticità voluta dal legislatore

C. LA CIRCOLAZIONE DELLE AZIONI.

13. I titoli azionari


I titoli azionari sono i documenti che rappresentano le azioni e ne consentono il
trasferimento.
Possono essere o no emessi nelle SPA chiuse:
» qualità di socio da iscrizione nel libro dei soci
» trasferimento con disciplina della cessione del contratto

Per le SPA quotate o le cui azioni o obbligazioni sono diffuse in modo rilevante sul
mercato non esistono più i titoli --> gestione accentrata dematerializzata (solo
registrazioni contabili)
Le azioni sono titoli di credito emessi in base ad un determinato rapporto causale.
Le azioni oggi devono essere nominative, salvo le azioni di risparmio e quelle emesse
da Sicav che possono essere nominative o al portatore se interamente liberate.
Azioni nominative --> disciplina generale dei titoli di credito nominativi [doppia
annotazione]
Azioni al portatore --> disciplina generale dei titoli di credito al portatore [consegna]

I vincoli sulle azioni


Le azioni possono essere costituite in usufrutto o in pegno e quindi sottoponibili a
sequestro e pignoramento.
In questo caso:
» Diritti amministrativi
 diritto di voto: all’usufruttuario o creditore pignoratizio ma in modo da non
ledere gli interessi del socio ≠ risarcimento danni
 diritti diversi dal voto: esercizio disgiunto tranne che sequestro, esercizio da
parte del custode
» Diritto d’opzione
Spetta al socio che deve provvedere al versamento delle somme necessarie entro 3
gg dalla scadenza dell’esercizio ≠ alienazione con banca o SIM
Se l’aumento è gratuito le nuove azioni sono sottoposte a pegno, usufrutto e
sequestro.
» Azioni non interamente liberate
Con pegno il socio deve versare il restante ≠ il creditore pignoratizio fa vendere a
banca o SIM
Con usufrutto versa l’usufruttuario ma viene rimborsato alla termine dell’usufrutto.
I limiti alla circolazione delle azioni
I limiti sono diversa natura:

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1. Limiti legali
La libera trasferibilità è limitata dalla legge per:
a. Le azioni liberate con conferimenti diversi dal denaro 1a del controllo della
valutazione
b. Le azioni con prestazioni accessorie senza il consenso del CDA
2. Limiti convenzionali
La libera trasferibilità può anche essere limitata da accordi intercorsi tra i soci.
Tali accordi sono i cd sindacati di blocco. Essi:
» hanno lo scopo di evitare l’ingresso a terzi non graditi.
» vincolano solo le parti contraenti (= inopponibili a terzi)
>> la vendita è comunque valida; l’inadempiente risarcirà gli altri contraenti

3. Limiti statutari
La libera trasferibilità può anche essere limitata da norme contenute nello statuto.
Si inseriscono nell’atto costitutivo clausole che acquistano efficacia reale e che
possono essere opponibili ai terzi non graditi.
Lo statuto può anche vietare la circolazione delle azioni per un periodo non superiore
ai 5 anni.
Esistono diversi tipi di clausole:
» Clausole di prelazione
Prima di vendere le azioni bisogna offrirle ai soci e di preferirli ai terzi a
parità di condizioni.
≠ inefficacia del trasferimento --> riscatto dell’azione da parte dei soci
dal terzo
» Clausole di gradimento
Due sottocategorie di clausole che prevedono il trasferimento se
 Possesso di determinati requisiti da parte dell’acquirente
 Consenso di un organo sociale (quasi sempre CDA) [cd di mero
gradimento]
Se rifiuto acquisto da parte della società o recesso dell’alienante.
Contestate perché abuso da parte del controllo verso i soci di
minoranza.
» Clausole di riscatto
Le azioni possono essere riscattate dalla società al verificarsi di
determinati eventi.
Valore si determina da disciplina del recesso e, se è la società a riscattare,
anche quella sulle azioni proprie.
Tali clausole possono essere inserite o tolte con approvazione dell’assemblea
straordinaria; a chi era in disaccordo viene riconosciuto il diritto di recesso.
Operazioni su azioni proprie
Sono operazioni pericolose perché minano l’integrità del CS, per i diritti amministrativi
falsati e per il mercato dei titoli (es. evitare scalata).
Sono 3 le situazioni regolate:
1. Sottoscrizione
In nessun caso la società può sottoscrivere proprie azioni salvo l’esercizio del
diritto di opzione su azioni già detenute dalla società.
Questo divieto agisce sia in caso di sottoscrizione diretta o da parte di terzi per
conto della società.
≠ chi ha sottoscritto deve liberare le azioni:
sottoscrizione diretta >> amministratori o soci fondatori / promotori, salvo provino
di essere
esenti da colpe

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sottoscrizione indiretta >> terzo considerato sottoscrittore per conto proprio ma
risponde in
solido con amministratori per la liberazione dell’azione.
2. Acquisto
Ci sono 4 condizioni:
a. Somme utilizzate non superiore a utili distribuibili e riserve disponibili
b. Le azioni da acquistare devono essere interamente liberate
c. Autorizzazione specifica dell’assemblea ordinaria
d. Non superiore a 1/10 del CS tenendo conto anche delle azioni delle
controllate.
≠ azioni vendute entro un anno e annullamento in mancanza di tale vendita
3. Altre operazioni
Quando l’acquisto è funzionale alla riduzione del CS non sono applicabili limitazioni.
La SPA non può concedere prestiti o garanzie a favore di soci o terzi per la
sottoscrizione di azioni proprie.
La SPA non può accettare azioni proprie in garanzia.
Le azioni sociali detenute dalla società:
» Hanno diritti amministrativi sterilizzati (no diritto di voto ma conteggio
nel quorum)
» Gli utili spettano proporzionalmente alle altre azioni
» Il diritto d’opzione spetta proporzionalmente alle altre azioni salvo
l’autorizzazione dell’assemblea e le condizioni per l’acquisto di azioni
proprie
» Non possono essere liberamente utilizzate dagli amministratori senza
l’autorizzazione dell’assemblea per qualsiasi operazione.

D. LE OPERAZIONI DELLA SOCIETÀ SULLE PROPRIE AZIONI.

Si ha lo stesso problema delle azioni proprie quando due imprese acquistano una
dall’altra e viceversa azioni con lo scopo di aumentare il CS in modo illusorio.
20. Sottoscrizione
È vietato alle società di costituire o di aumentare il capitale mediante reciproca
sottoscrizione di azioni, anche per tramite di società fiduciarie o di interposta persona.
(Art. 2360)
Per la sottoscrizione di azioni della società controllante, sono previste le stesse
condizioni per l’acquisto di azioni proprie (Art. 2359 Quinquies).
Se vi è comunque acquisto le azioni sono imputate agli amministratori che non
dimostrino di essere esenti da colpe o dal terzo che le ha sottoscritte.
21. Acquisto
Esso è ammissibile senza limiti:
a) Quando non esiste un rapporto di controllo
b) Se l’incrocio tra controllante e controllate si considera cmq attribuibile alla
controllante
Diversamente è assoggettato alle stesse condizioni dell’acquisto di azioni proprie + no
diritto di voto della controllata nella controllante.
Se si violano tali condizioni si ha la vendita entro un anno e, in mancanza di questa,
l’annullamento delle azioni da parte della controllante con rimborso alla controllata del
loro valore.
Se le SPA sono quotate:
a) L’incrocio non può superare il 2%
b) Se una è non quotate, la quotata può detenere il 10% della non quotata

20
Se si eccedono tali limiti, no diritto di voto per parte in eccedenza + vendita entro un
anno; se questa non avviene, no diritto di voto per l’intera partecipazione.
≠ delibere impugnabili.
NB in questo caso si possono utilizzare tutti i soldi voluti (no utili distribuibili e riserve)
perché il pericolo di annacquamento del capitale è limitato dalle % di partecipazione.

22. Altre operazioni.

VI. LE PARTECIPAZIONI RILEVANTI. I GRUPPI DI SOCIETA’.


A. LE PARTECIPAZIONI RILEVANTI
1. L’informazione sulle partecipazioni rilevanti.

L’individuazione dei principali azionisti di una società non è a volte di facile


individuazione perché il libro dei soci:
» Indica l’intestatario formale e non il possessore dell’azione
» Viene aggiornato solo nel caso di esercizio dei diritti sociali
Tale problema risulta maggiormente evidente nelle SPAQ --> norme sulla
trasparenza.
L’art.120 del TUF prevede l’obbligo di comunicazione alle partecipate e alla CONSOB
per:
1. tutti coloro che detengono il 2% del CS di una SPAQ
2. le SPAQ che detengono partecipazioni del 10% in SPA non quotate
3. quando si raggiungono 5, 7.5, 10 e poi di 5 in 5 e qnd si scende al di sotto di qst
e del 2.
NB! nel calcolo delle % computano solo le azioni o quote con diritto di voto (≠ azioni
di risparmio)
LA CONSOB determina quando comunicare anche la presenza di strumenti finanziari
partecipativi.
Se non si attiene alle norme della CONSOB sono previste delle sanzioni:
<

» pecuniarie
» di soppressione del voto per le azioni o strumenti finanziari non
comunicati.
--> se si vota cmq la delibera è impugnabile se il voto è
determinante
Vi sono norme sulla trasparenza anche per SPA non quotate di partecipazioni in società
di interesse pubblico quali:
» società bancarie --> comunic. Banca d’Italia
» società di assicurazione --> comunic. ISVAP
» società di intermediazione mobiliare, di gestione del risparmio e di
investimento a capitale variabile --> comunic. CONSOB

2. Acquisto di partecipazioni rilevanti in SPAQ


Prima: per ottenere il controllo di una società si poteva accordarsi con il principale
azionista (no
premio di maggioranza ai piccoli azionisti), lanciare un’ OPA (offerta pubblica di
acquisto) ostile o rastrellare azioni con l’anonimato (aumento quotazione).

21
Oggi: massima trasparenza nel passaggio di proprietà di pacchetti di controllo per
permettere a tutti gli azionisti di godere del premio di maggioranza.
Sono stati introdotti 2 principi cardine:
a) OPA obbligatoria per il trasferimento del pacchetto di controllo
b) Sia che l’OPA sia obbligatoria sia facoltativa deve svolgersi con
determinate regole di comportamento.

a) OPA obbligatoria
I casi in cui l’OPA è obbligatoria sono 2:

1. OPA successiva totalitaria


Chiunque acquisti a titolo oneroso venga a detenere una quota del 30 % di
azioni che attribuiscono diritto di voto nelle delibere riguardanti nomina di
amministratori e organo di controllo, deve obbligatoriamente promuovere
un’OPA sulla totalità delle azioni.
--> Si consente agli az. di minoranza di uscire dalla società con il
cambiamento dell’azionista di controllo.

--> il prezzo da pagare agli az. di minoranza è la media tra prezzo medio
di mercato dell’ultimo anno e quello più elevato pagato “fuori borsa”

--> al posto di lanciare un’OPA totalitaria si può lanciare un’OPA


preventiva che porti ad ottenere una partecipazione superiore al 30%
L’OPA preventiva è facoltativa e può essere totale (100% azioni) o parziale
(almeno il 60%)
--> si fissa liberamente il prezzo delle azioni
NB l’OPA preventiva parziale dev’essere autorizzata dalla CONSOB e dagli az. di
minoranza
≠ OPA successiva totalitaria
2. OPA residuale
Chiunque detiene più del 90 % di azioni è tenuto a lanciare un’OPA sulla totalità
delle azioni al prezzo fissato dalla CONSOB se non ripristina entro 120 gg un
flottante sufficiente ad assicurare il regolare andamento delle azioni.

--> si consente agli azionisti di minoranza di uscire a un prezzo equo


quando la società è ormai saldamente in mano a un gruppo di controllo.
Chi cmq detiene il 98 % delle azioni deve acquistare coattivamente il restante
ad un prezzo fissato dal tribunale [cd Acquisto coattivo]
Se si viola l’obbligo di OPA:
» Il diritto di voto non può essere esercitato per l’intera partecipazione
» Le azioni eccedenti il 30 o 90 % devono essere alienate entro 12 mesi

3. Le offerte pubbliche di acquisto e di scambio.

Regole di comportamento nelle OPA


OPA = una proposta irrevocabile rivolta a parità di condizioni a tutti i titolari dei
prodotti che ne
formano oggetto.
L’OPA si svolge sotto il controllo della CONSOB che può anche sospendere o far
decadere l’OPA.
Per lanciare un’OPA ci sono varie fasi:
a) Documento di offerta
Bisogna dare preventiva comunicazione alla CONSOB della volontà di lanciare
un’OPA allegando un documento d’offerta con le informazioni necessarie.

22
Il documento viene poi inviato anche alla società target che è obbligata a
diffonderne un comunicato con i dati utili riguardanti l’offerta.
b) Accettazioni dell’offerta
Possono essere raccolte dall’offerente o da intermediari indicati, sempre con
trasparenza
c) Difesa dall’OPA
Gli amministratori devono astenersi da compiere operazioni che contrastino l’OPA
salvo che l’assemblea rimuova questo divieto con la maggioranza del 30% del CS.

--> lancio di un’OPA concorrente da una società amica (cavaliere bianco) e rialzi
vari

d) Chiusura dell’OPA
A scadenza l’offerta diventa irrevocabile se si raggiunge il quantitativo minimo
indicato nel documento. Se si eccede bisogna vedere cosa prevedeva il documento.

4. Limiti all’assunzione di partecipazioni rilevanti.

5. Le partecipazioni modificative dell’oggetto sociale.


Le partecipazioni a responsabilità illimitata.

6. Le partecipazioni reciproche

B. I GRUPPI DI SOCIETÀ

1. Il fenomeno di gruppo. I problemi

Gruppo di società = insieme di società formalmente autonome ed indipendenti ma


assoggettate ad
una direzione unitaria.

= ad un’unica impresa dal punto di vista economico vi sono più


imprese dal
punto di vista giuridico.
I gruppi sono largamente diffusi per i vantaggi economici ottenibili ed è necessaria una
specifica disciplina che:
a) Assicuri l’info sui collegamenti di gruppo e sull’andamento economico del
gruppo
b) Eviti che intrecci di partecipazioni alterino l’integrità della capogruppo
c) Eviti che le decisioni delle società figlie ispirate dall’ interesse di gruppo
pregiudichino le aspettative dei soci e dei terzi di quella società.
Nel sistema italiano è disciplinato il controllo societario e l’attività di direzione e
coordinamento.

2. Società controllate e direzione unitaria.

Società controllata = società posta sotto l’influenza dominante di un’altra società


che ne
indirizza l’attività nel senso voluto
≠ Collegata = società posta sotto l’influenza notevole (20% o 10% in SPAQ)
Il controllo può essere di varie forme:
1. Controllo di diritto

23
Si dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria (nomina
CDA) sia in modo diretto che indiretto (voti di controllate, fiduciarie e di interposta
persona)
2. Controllo di fatto
Si dispone di una quantità di voti sufficiente per avere un’influenza dominante
nell’assemblea.
3. Controllo derivante da vincoli contrattuali (economico)
Si dispone di un particolare vincolo contrattuale che pongono la controllata in una
situazione di oggettiva dipendenza economica.

Per la presenza di un gruppo bisogna presumere l’esercizio dell’attività di direzione e


controllo.
Art. 2497 sexies. Si presume, salvo prova contraria, che l’attività di direzione e
coordinamento di società sia esercitata dalla società o ente che:
a. rediga il consolidato
b. controlli le società
c. risulti da un contratto con le società medesime o da clausole dei loro
statuti.

3. Disciplina dei gruppi


Pubblicità
È istituita una apposita sezione del registro delle imprese nel quale sono iscritte le
società che esercitano attività di direzione e coordinamento (D&C) e le loro controllate.
Gli amministratori delle controllate hanno il dovere di procedere a tale iscrizione e di
indicare nella corrispondenza la soggezione alla società con D&C
≠ responsabili dei danni di soci o terzi per la mancata conoscenza di tali fatti
Vi è l’obbligo di redazione del bilancio consolidato di gruppo che evidenzia
l’andamento economico del gruppo considerato come unità.
NB! divieto di sottoscrizione e azioni della controllante da parte della controllata per
più del 10%.

Responsabilità
Pur restando la formale indipendenza giuridica e quindi la responsabilità va posta
l’attenzione sulle operazioni fatte nell’interesse di gruppo ma che pregiudicano
l’interesse della singola società.
Art. 2497 Le società o gli enti che, esercitando attività di D&C violano i principi di
corretta gestione societaria e imprenditoriale delle società controllate, sono
direttamente responsabili nei confronti dei soci di queste per il pregiudizio arrecato
alla redditività [socio] e per la lesione cagionata all’integrità del patrimonio sociale
[creditore].
Il socio e il creditore sociale lesi dalla violazione dei principi di corretta gestione
devono prima rifarsi sulla loro società e poi sulla capogruppo

--> il danno va valutato a fronte dell’insieme dei vantaggi compensativi


derivanti dall’appartenenza al gruppo e nn della singola operazione
--> in solido con la capogruppo rispondono coloro che abbiano preso parte al
fato lesivo e coloro che ne abbiano consapevolmente tratto beneficio
ATT! c’è danno solo se si viola la corretta gestione!
Art. 2497 ter Le decisioni delle società soggette ad attività di D&C, quando da queste
influenzate, devono essere analiticamente motivate e recare puntuale indicazioni delle
ragioni e degli interessi la cui valutazione ha inciso sulla decisione.

24
--> gli amministratori motivano la loro decisione per provare che sono esenti da
colpe e evitare la responsabilità nei loro confronti
Nei finanziamenti infragruppo si applica la disciplina per i finanziamenti da parte dei
soci nella SRL quando sarebbe necessario o ragionevole un aumento di CS
--> postergazione nel rimborso = tutela dei creditori
Recesso
È riconosciuto ai soci della società soggetta a D&C quando vi siano eventi riguardanti
la capogruppo che cambiano le condizioni di rischio nelle controllate.
Art. 2497 quater. Il socio di società soggetta ad attività di D&C può recedere:
a) quando la società con D&C delibera una trasformazione del suo scopo sociale o
un cambiamento dell’oggetto tale da laterare in modo sensibile e diretto le
condizioni economiche e patrimoniali della controllata
b) quando il socio ha esercitato nei confronti della capogruppo azione di
responsabilità e abbia ottenuta la sentenza di condanna esecutiva; in tal caso il
diritto di recesso può essere esercitato solo per l’intera partecipazione
c) all’inizio e alla cessazione dell’attività di D&C se derivano alterazione delle
condizioni di rischio dell’investimento e non venga promossa un’OPA.

11. Il gruppo insolvente


Non c’è disciplina se una società facente parte del gruppo fallisce.
Si può far riferimento all’amministrazione straordinaria dei grandi gruppi insolventi:
Gli amministratori delle società che hanno abusato di D&C rispondono in solido con gli
amministratori della società fallita per i danni cagionati alla società stessa.

= gli amministratori della capogruppo sono coinvolti nella responsabilità degli


amministratori delle società dominate per i danni derivanti dalle direttive di
gruppo

12. Le lettere di “Patronage”

VII. L’ASSEMBLEA.
1. Gli organi della S.p.a.
In ogni SPA ci sono tre distinti organi:
<

» Assemblea dei soci


Organo con funzioni deliberative determinate dalla legge su atti di maggior rilievo
» Organo deliberativo
Organo che gestisce l’impresa e con ampi poteri decisionali
» Organo di controllo interno

Oggi il Codice civile, in seguito alla riforma del 2003, prevede diversi sistemi di
combinarli:

25
a. Sistema tradizionale
L’amministrazione e il controllo sono esercitati da due organi CDA Coll.
distinti nominati entrambi dall’assemblea.
b. Sistema monistico Assemblea
L’amministrazione è esercitata da un consiglio di
amministrazione nominato dall’assemblea all’interno del quale
CDA al cui interno vi è il
vi è un comitato per il controllo della gestione composto da comitato di gestione
amministratori che devono essere:
<<

» Non esecutivi
» Indipendenti Assemblea

c. Sistema dualistico
Consiglio di gestione
L’amministrazione è esercitata da un consiglio di sorveglianza
che a sua volta nomina un consiglio di gestione per il controllo.
Consiglio di
Al consiglio di sorveglianza sono delegate ulteriori funzioni che
solitamente pervengono all’assemblea.
Assemblea

NB! Dal 2003 il controllo contabile di tutte le SPA è affidata ad un


organo esterno quale il revisore o la società di revisione contabile indipendentemente
dal modello prescelto.
NB! se non è disposto diversamente si intende adottato il sistema tradizionale

2. Nozione e distinzione

L’assemblea
L’assemblea è un organo collegiale che decide secondo il principio maggioritario sulle
questioni a essa riservate dalla legge o dall’atto costitutivo.
Principio maggioritario = le decisioni prese a maggioranza vincolano tutti i soci anche i
dissenzienti
o gli assenti
Organo collegiale = è composto dalle persone dei soci (o da coloro a cui spetta
l’esercizio del
diritto di voto come vedremo più avanti)
A seconda dell’oggetto delle delibere distinguiamo in:
» Assemblea ordinaria
Art. 2364:
Nelle società prive di consiglio di sorveglianza (quindi in quelle con sistema
tradizionale e monastico), l’assemblea ordinaria:
a. Approva il bilancio
b. Nomina e revoca amministratori, sindaci e il presidente del collegio sindacale, il
soggetto demandato del controllo contabile
c. Compenso degli amministratori e sindaci se non già stabilito nell’atto costitutivo
d. Delibera su responsabilità amministratori e sindaci
e. Approva il regolamento dei lavori assembleari
f. Delibera sugli altri oggetti attribuiti dalla legge e sulle autorizzazioni
eventualmente richieste dallo statuto per il compimento di atti degli
amministratori ferma in ogni caso la loro responsabilità [delibera cd residuale].
» Assemblea straordinaria
Art. 2365:
L’assemblea straordinaria delibera:
a. Sulle modificazioni dello statuto
b. Sulla nomina, sulla sostituzione e sui poteri dei liquidatori
c. Su ogni altra materia espressamente attribuita dalla legge alla sua competenza

26
Lo statuto può però attribuire al CDA la competenza su materie per legge riservate
all’assemblea straordinaria come, ad esempio:
1. fusione fra controllante e controllata quando è intermente posseduta o per il 90%
2. indicazione degli amministratori che hanno la rappresentanza
3. istituzione e soppressione di sedi secondarie
4. trasferimento della sede nel territorio nazionale
5. riduzione del CS in caso di recesso del socio
6. adeguamento statuto a disposizioni normative.
Esistono due tipi di assemblea:
» Assemblea generale
= dei soci. L’assemblea è unica e generale se la società ha emesso solo
azioni ordinarie.
» Assemblea speciale
= dei possessori di particolari categorie di azioni alle quali si applica:
 La disciplina dell’assemblea straordinaria se la SPA non è quotata
 La disciplina dell’assemblea delle azioni di risparmio se la SPA è
quotata
ATT! L’assemblea non decide mai sulla gestione della SPA che è esclusivamente
affidata agli
Amministratori, al massimo delibere con valore consultivo.

3. Il procedimento assembleare

L’assemblea si compone di varie fasi:


CONVOCAZIONE
È deliberata dal CDA con indicazione del giorno , ora, luogo dell’adunanza e dell’ordine
del giorno
È deliberata dai sindaci nelle società quotate se:
» non vi provvedono gli amministratori e la convocazione è obbligatoria.
» Sussistono fatti censurabili
» Non ci sono amministratori
La convocazione può essere:
» Facoltativa = decisa dal CDA ogni volta che lo ritengano opportuno
» Obbligatoria = almeno una volta l’anno entro il termine previsto dallo statuto e
comunque non superiore a 120 giorni dopo la chiusura dell’esercizio.
--> può essere portato a 180 giorni in caso di imprese con bilancio
consolidato o con particolari esigenze (va motivata la dilazione)
La convocazione può avvenire:
» Per istanza degli amministratori
» Per istanza del collegio sindacale
» Per istanza di tanti soci che rappresentino almeno il 10% (o minore se prevista
nello statuto) del capitale sociale e indichino le materie su cui discutere (art. 2367)
 non possono inserire argomenti su cui si può deliberare solo su proposta
del CDA
 È ordinata con decreto dal tribunale dopo aver sentito l’organo
amministrativo e l’organo di controllo che ingiustificatamente non l’hanno
convocata.

Nelle società quotate è poi oggi previsto che i soci che rappresentano almeno un
quarantesimo del capitale possono chiedere l’integrazione dell’ordine del giorno di
un’assemblea già convocata. (legge 262/2005). Né la convocazione né l’integrazione

27
dell’ordine del giorno su richiesta della minoranza sono però ammesse per gli
argomenti sui quali l’assemblea deve deliberare su proposta degli amministratori.

Procedura di convocazione
L’assemblea è convocata nel comune dove ha sede la società o se diversamente
disposto dallo statuto (art. 2363).
L’avviso di convocazione:
» Può essere pubblicato nella G.U. 15 giorni prima dell’assemblea
» Può essere pubblicato in un quotidiano 15 giorni prima se lo statuto lo
prevede
» Può essere portato a conoscenza dei soci con mezzi che ne garantiscano
la prova (es. raccomandata con ricevuta di ritorno) 8 gg prima
dell’assemblea per le società chiuse il cui statuto lo preveda
» Deve contenere giorno, ora, data e ordine del giorno (=quest’ultimo
contiene le materie da trattare, delimita le competenze di
quell’assemblea e impedisce di deliberare su ulteriori e diversi
argomenti). Sono tuttavia consentite le delibere strettamente
consequenziali ed accessorie.

Nelle stesse forme dell’avviso di convocazione, per le società quotate, viene


pubblicato l’integrazione dell’ordine del giorno su richiesta della minoranza, che deve
avvenire almeno 10 giorni prima di quello fissato per l’assemblea.

L’assemblea totalitaria: pur in assenza di convocazione (o di convocazione nelle


forme di legge), l’assemblea è regolarmente costituita quando è rappresentato:
» = 100% Capitale Sociale (con diritto di intervento) +
» maggioranza degli organi amministrativi e di controllo +
» il rappresentante comune degli azionisti di risparmio e delle obbligazioni.
» ognuno dei soci può dichiarare di non essere informato e impedire la
deliberazione.

4. Costituzione dell’assemblea. Validità delle deliberazioni.

Nella costituzione dell’assemblea abbiamo 2 tipi di quorum:


» Quorum costitutivo
Necessario perché l’assemblea sia regolarmente costituita.
Nel suo compito non si calcolano le azioni senza diritto di voto ma si computano
quelle con diritto di voto “sospeso” (es. azioni proprie e socio moroso)
» Quorum deliberativo
Necessario perché una deliberazione sia approvata.
Non sono computate nemmeno quelle con diritto di voto “sospeso”.
A seconda del tipo di assemblea e della convocazione abbiamo diversi quorum
costitutivi e deliberativi:
1. Assemblea ordinaria
a. In prima convocazione
Quorum costitutivo: almeno ½ del CS con diritto di voto
Quorum deliberativo: 50% + 1 delle azioni presenti
b. In seconda convocazione
Quorum costitutivo: nessuno = sempre costituita validamente
Quorum deliberativo: 50% + 1 delle azioni presenti
2. Assemblea straordinaria per SPA che non fanno ricorso a capitale di
rischio
a. In prima convocazione
28
Quorum costitutivo e deliberativo: 50% + 1 del CS2 con diritto di voto
b. In seconda convocazione
Quorum costitutivo: più di 1/3 del CS
Quorum deliberativo: 2/3 delle azioni presenti
c. Eccezioni:
Per delibere di particolare importanza (cambiamento oggetto sociale,
trasferimento della sede all’estero) è comunque richiesto come quorum
deliberativo più di 1/3 del CS
Per escludere il diritto d’opzione è richiesto come quorum deliberativo 50%
+1 del CS.
3. Assemblea straordinaria per SPA che fanno ricorso al mercato dei capitali
a. In prima convocazione
Quorum costitutivo: almeno ½ del CS con diritto di voto (come AS di SPA
chiusa)
Quorum deliberativo: 2/3 delle azioni presenti
b. In seconda convocazione
Quorum costitutivo: più di 1/3 del CS (come AS di SPA chiusa)
<

Quorum deliberativo: 2/3 delle azioni presenti


c. Eccezioni
Solo quella sul diritto d’opzione, le altre sono state abolite per evitare il
problema dell’assenteismo che bloccava tali delibere.

5. Svolgimento dell’assemblea. Verbalizzazione.

Il presidente dell’assemblea:
» È indicato nello statuto o eletto con la maggioranza dei presenti
Poteri del Presidente:
» garantisce la regolarità della costituzione dell’assemblea,
» accerti l’identità e la legittimazione dei presenti,
» regola lo svolgimento e accerta le delibere
Poteri derivati:
» assume decisioni su aspetti dell’attività dell’assemblea non regolati dalla
legge, dallo statuto o dal regolamento assembleare.

È coadiuvato da un segretario; in assemblea straordinaria esso è un notaio.


Rinvio dell’assemblea = non oltre 5 giorni:
» da 1/3 dei soci che dichiarano di non essere sufficientemente informati.
» Il rinvio può essere esercitato una sola volta per lo stesso oggetto.

Informazione preassembleare: Le norme volte ad assicurare l’esercizio consapevole


del voto in occasione di delibere di particolare rilievo (es. approvazione di bilancio,
fusione, scissione…), con l’imposizione agli amministratori dell’obbligo di redigere e di
depositare preventivamente presso la sede sociale specifici documenti informativi e/o
relazioni illustrative.

Votazione: Nulla è stabilito per quanto riguarda i sistemi di votazione conseguiti nelle
assemblee sociali. Il modo con cui procedere alla votazione può essere perciò
liberamente stabilito di volta in volta. Non è ammissibile la votazione a scrutinio
segreto.
Verbalizzazione: il verbale è il documento da cui risultano le delibere assembleari e in
quelle straordinarie dev’essere redatto dal notaio. Esso:
2
del CS ≠ dei presenti --> maggior rigidità

29
» Deve essere redatto senza ritardo
» Deve essere trascritto nel libro delle adunanze a cura degli
amministratori
» Deve essere trascritto nel registro delle imprese nel caso che una
delibera modifichi l’atto costitutivo
» Deve allegare l’identità e il capitale rappresentato da ogni socio
» Deve allegare le modalità e il risultato delle votazione e i soci favorevoli,
astenuti o dissenzienti --> importante per impugnazione
Lo statuto
Lo statuto può:
» modificare solo in aumento le maggioranze previste per legge
>> no per approvazione del bilancio e per la nomina o revoca delle
cariche sociali
» stabilire norme speciali per la nomina alle cariche sociali
» prevedere convocazioni successive alle quali si applicano quelle della seconda
convocazione
>> per SPA aperte in AS dopo la II convocazione, il quorum costitutivo si
abbassa a 1/5 del CS mentre il deliberativo non cambia 2/3.

Tipo d’assemblea
Quorum costitutivo Quorum deliberativo

AO di Ia convocazione
½ del Capitale sociale 50% +1 del CS presente

AO di IIa convocazione
Nessuno 50% + 1 del CS presente

SPA CHIUSE: Almeno ½ del Capitale


50% + 1 del CS della SPA
AS di Ia convocazione sociale
SPA CHIUSE: Almeno 1/3 del Capitale
2/3 del CS presente
AS di IIa convocazione sociale
Più di 1/3 del CS della SPA
per delibere di particolare
SPA CHIUSE: imp.;
Eccezioni Più di ½ CS della SPA per
escludere il diritto
d’opzione
SPA APERTE: Almeno ½ del Capitale 2/3 del CS presente
AS di Ia convocazione sociale (differenza con chiuse)
SPA APERTE: Almeno 1/3 del Capitale
2/3 del CS presente
AS di IIa convocazione sociale
Più di ½ CS della SPA per
SPA APERTE:
escludere il diritto
Eccezioni
d’opzione

30
6. Il diritto di intervento. Il diritto di voto.
Art. 2370: Possono intervenire all’assemblea gli azionisti cui spetta l’esercizio del
diritto di voto3.
Art. 2352: Possono intervenire all’assemblea i soggetti che pur non essendo soci
hanno il diritto di
voto (creditore pignoratizio e usufruttuario).
Non sono più obbligatori ma possono essere previsti dallo statuto con termini liberi per
le SPA chiuse o non superiori ai 2gg per le SPA aperte:
» il deposito preventivo delle azioni presso la sede della società
>> aggiornamento del libro dei soci
» il divieto di ritiro anticipato delle azoni

Lo statuto può inoltre prevedere la possibilità di voto telematico o per corrispondenza,


nelle SPA aperte le modalità di tali esercizi sono regolate dalla CONSOB.
7. La rappresentanza in assemblea
Esistono due discipline:
1. APPLICABILE A TUTTE LE SPA
La delega deve:
» Essere conferita per iscritto
» Contenere il nome del rappresentante e di un suo eventuale sostituto
» È sempre revocabile fino al giorno precedente l’assemblea
» Opera solo per singole assemblee (in tutte le sue convocazioni) salvo si
abbia una procura generale o una procura data ad un proprio dipendente
non della società.
La rappresentanza non può essere data a organi amministrativi, di controllo o
dipendenti della società ≠ esercizio di voto senza correlato investimento e a favore
del gruppo di comando. Può essere conferita solo per le singole assemblee.
Limitazioni numeriche  Ogni rappresentante non può rappresentare:
» Più di 20 soci nelle SPA chiuse
» Più di 50, 100, 200 soci nelle SPA chiuse a seconda delle dimensioni del CS

Nonostante queste norme esiste ancora oggi il fenomeno di rastrellamento da


parte dei gruppi di comando di deleghe; forse era meglio fare in modo che i piccoli
azionisti rilasciassero le deleghe in modo consapevole grazie ad una informazione
preventiva (cm USA).
2. APPLICABILE SOLO ALLE SPA APERTE IN ALTERNATIVA ( RIFORMA 1998 – SPA QUOTATE)
Sono previsti due nuovi istituti rispetto all’altra disciplina:
a. Sollecitazione
= richiesta di deleghe di voto da parte di un soggetto che richiedono
l’adesione a specifiche proposte di voto.
Il committente deve avere almeno l’1% delle azioni con diritto di voto da
almeno 6 mesi e deve obbligatoriamente affidarsi ad un intermediario
professionale.
Il contenuto del modulo di delega e del prospetto di proposta di voto sono
determinati dalla CONSOB.
b. Raccolta di deleghe
= richiesta di deleghe di voto da parte di una associazione di azionisti nei
confronti dei propri associati.

3
Basta una serie continua di girate per legittimare il diritto di voto

31
Gli associati possono comunque non conferire la delega e indicare come
dovrà essere esercitato il proprio voto.

- Regole comuni: La CONSOB stabilisce regole di trasparenza e correttezza per questi


istituti in modo da consentire una decisione consapevole da parte dell’azionista.
8. Limiti all’esercizio del voto. Il conflitto d’interessi.

Art. 2373 La deliberazione approvata con il voto determinante di soci che abbiano, per
conto proprio o di terzi, un interesse in conflitto con quello della società è impugnabile
qualora possa recarle danno.
Abbiamo una delibera impugnabile a causa di conflitto d’interessi se:
» Il socio in conflitto ha votato (può astenersi)
<

» Il suo voto sia stato determinante


» La delibera possa danneggiare la società --> basta potenzialità.

La delibera adottata col voto del socio in conflitto di interessi è annullabile se


intercorrono due condizioni:
a. prova di resistenza = il voto è stato determinante
b. danno potenziale = la delibera può danneggiare la società.
L’art. 2373, comma II presenta anche due ipotesi tipiche di conflitto d’interessi:
» Gli amministratori non possono votare nelle deliberazioni riguardanti la loro
<
responsabilità
» I componenti del consiglio di gestione non possono votare nelle deliberazioni
riguardanti la nomina, la revoca o la responsabilità dei consiglieri di sorveglianza
--> in questo caso vieta addirittura il voto ≠ impugnabilità
Negli abusi della maggioranza a danno della minoranza non è però invocabile l’art.
2373.
In questi casi (es. aumento CS a pagamento per far diminuire quota azionisti di
minoranza), la giurisprudenza ha affermato che:
Le delibere prese con lo solo scopo di danneggiare i singoli soci sono annullabili.
 è difficile comunque dar prova di un danno specifico

9. I sindacati di voto.

Patti parasociali (o sindacati di voto) = due o più soci si accordano circa le modalità
dell’esercizio del diritto di voto in modo da decidere uinivocamente previo confronto;
la decisione presa nel confronto vincola tutti gli aderenti al patto anche se
dissenzienti.
I sindacati di voto possono essere:
» Occasionali
» Permanenti. In questo caso si dividono in :
 A tempo determinato (max 5 anni e rinnovabili in SPA chiuse; max 3 anni in
SPA aperte4)
 A tempo indeterminato (recesso con preavviso di 6 mesi – Spa quotate 180
giorni)
» Riguardare tutte le delibere
» Riguardare solo alcune delibere (es. nomina amministratori).

4
Si applicano anche a patti di semplice consultazione; nelle SPA chiuse i limiti non si applicano a patti di
collaborazione nella produzione con altre società e in patti relativi a controllate per intero

32
All’interno del patto parasociale si può decidere a maggioranza o all’unanimità ma,
tale decisione, vincola comunque tutti gli aderenti al sindacato di voto.
VANTAGGI: I sindacati di voto consentono di dare stabilità di indirizzo alla condotta
della società ma svuotano anche di significatività sostanziale5 il procedimento
assembleare in quanto le decisioni si prendono al di fuori dell’assemblea e non
necessariamente con la maggioranza di capitale (la maggioranza dei soci sindacati
infatti basterebbe). Danno un indirizzo unitario all’azione dei soci sindacati.
PERICOLI: cristallizzano il gruppo di controllo, il procedimento assembleare viene
rispettato solo formalmente.

EFFETTI: Il voto effettuato in violazione del patto parasociale è comunque valido ma il


socio dovrà risarcire il danno agli altri soci.

 il patto funziona solo tra le parti e non vincola assolutamente la società

Ambito di applicazione: Il regime di pubblicità previsto per le società con azionariato


diffuso e diverso fra quotate e non quotate.
» Società non quotate che non fanno ricorso al capitale di rischio
Nessun regime di pubblicità
» Per le società non quotate che fanno ricorso al capitale di rischio
Comunicazione dei patti parasociali all’inizio dell’assemblea e trascrizione nel
verbale
≠ impugnabilità se voti determinanti e sospensione diritto di voto degli aderenti
al patto
» Società quotate
I sindacati di voto devono essere:
 Comunicati alla CONSOB
 Depositati nel registro delle imprese
 Pubblicati per estratto sulla stampa quotidiana
≠ impugnabilità se voti determinanti, nullità dei patti e sospensione del diritto di
voto.
10. Le deliberazioni assembleari invalide.
Le deliberazioni sono invalide sostanzialmente per due motivi:
A. Violazione delle norme che regolano il procedimento assembleare
<

B. Violazioni che riguardano il contenuto della delibera

Nelle SPA abbiamo una grossa differenza tra le norme che la regolano e il diritto
comune in tema di invalidità:

Diritto comune SPA


Fattispecie generale: violazione Fattispecie speciale: 3 casi previsti
Nullità
norme imperative dalla legge
Fattispecie generale: violazione norme
Annullabilità Fattispecie speciale
della legge o dello statuto

Il regime delle SPA si caratterizza in questo modo per l’esigenza di certezza che deve
derivare dall’attività imprenditoriale che non sarebbe possibile se si avesse un campo
d’applicazione della nullità vasto.
Nel sistema previgente:
» Annullabilità per vizi di procedimento
» Nullità solo per delibere con oggetto impossibile e illecito

5
Formalmente infatti dal punto di vista assembleare non cambia nulla. Sono comunque richiesti gli stessi
quorum.

33
» Nullità per delibere inesistenti (creazione giurisprudenziale) = vizi di procedimento
talmente gravi da non potersi considerare come attività d’assemblea --> nullità
|

alto grado di soggettività = incertezza >> riforma del 2003


La riforma del 2003 elimina la categoria delle delibere inesistenti:
A. DELIBERE ANNULLABILI [ART. 2377]
Sono annullabili tutte le deliberazioni che non sono prese in conformità della legge o
dello statuto.
Possono sicuramente dar vita ad annullabilità:
a. La partecipazione all’assemblea di persone non legittimate se la loro
partecipazione era determinante per la costituzione dell’assemblea
b. L’invalidità di singoli voti o il loro errato conteggio se determinanti per
raggiungere la maggioranza
c. Incompletezza o inesattezza del verbale se impedisce di fatto l’accertamento del
contenuto, degli effetti e della validità della delibera
I soggetti legittimati all’azione di annullabilità (cd impugnativa) della delibera sono:
<

» Soci assenti, dissenzienti o astenuti ma con diritto di voto


» Amministratori, consiglio di sorveglianza e consiglio di gestione
» Rappresentante comune degli azionisti di risparmio
» CONSOB, Banca d’Italia e ISVAP in alcuni casi tassativamente previsti

L’impugnativa può però essere proposta solo da chi possiede:


» Nelle SPA APERTE: 1 ‰ del capitale sociale
» Nelle SPA CHIUSE: 5 % del capitale sociale
Tale limite può essere escluso dallo statuto e, al massimo, chi non raggiunge tali limiti,
può chiedere il risarcimento per i danno cagionati dalla non conformità della delibera.
Termine: l’impugnativa o l’azione di risarcimento danni devono essere proposte entro
breve termine di decadenza: 90 giorni dalla data della deliberazione o, se questa è
soggetta a trascrizione o anche solo a deposito nel registro delle imprese, 90 giorni
dall’iscrizione o dal deposito. Termine allungato a 180 giorni dalla Consob, per la
Banca d’Italia e per l’Isvap.

L’azione di annullamento: Procedimento di impugnazione


» È proposta al tribunale del luogo dove la società ha la sede; dichiarazione del
possesso
delle azioni, se questo viene meno: no annullabilità.
Per evitare impugnative presuntuose il tribunale può chiedere una garanzia per
l’eventuale risarcimento dei danni alla società ai soci opponenti
» Ha effetto per tutti i soci e obbliga gli amministratori ai provvedimenti necessari
sotto la propria responsabilità
» Non ha effetto su chi ha acquistato in buona fede da terzi dei diritti in
esecuzione della delibera annullata
» Può essere chiesta la sospensione degli effetti della delibera ≠ fino
all’annullamento la delibera produce effetti.
» Non è possibile quando la delibera è stata sostituita con una conforme alla
legge o se è stata revocata dall’assemblea
11. Le deliberazioni nulle.
B. DELIBERE NULLE [ART. 2379]
La delibera è nulla solo nei 3 casi indicati tassativamente dalla legge:
1. Mancata convocazione dell’assemblea

34
Non si ha nullità della delibera se l’avviso era irregolare ma comunque idoneo
ad avvertire i legittimati all’assemblea sulla data e sulla convocazione
dell’assemblea.
L’azione di nullità non può essere esercitata da chi aveva dato il suo assenso
allo svolgimento dell’assemblea.
2. Mancanza del verbale
Il verbale non si considera mancante se:
» Contiene data e oggetto della delibera e sia sottoscritto dal presidente
d’assemblea o dal presidente del CDA o del CDS o dal segretario o dal
notaio
La nullità in questo caso può essere sanata con la verbalizzazione prima della
prossima assemblea salvi i diritti acquisiti dai terzi di buona fede che
ignoravano la delibera.
3. Impossibilità o illiceità dell’oggetto
Si ha nullità quando l’oggetto è illecito (es. non redigere bilancio) o impossibile
(es. trasferire la sede in mezzo al mare) ma anche quando la delibera ha
oggetto lecito ma contenuto illecito (es. bilancio falso approvato).
Legittimazione ad agire: chiunque vi abbia interesse + dal giudice d’ufficio
Termini per l’azione: 3 anni dall’iscrizione nel registro delle imprese o nel libro
delle adunanze;
salvo modifiche dell’atto costitutivo illecite o impossibile in cui non
c’è termine di prescrizione.
Come per le delibere annullabili anche per quelle nulle:
» I diritti acquistati in buona fede dai terzi in esecuzione della delibera non
sono pregiudicati dalla dichiarazione di nullità
» La nullità non può essere dichiarata se la delibera è sostituita con una
“legale”.

Casi particolari di nullità


Sono: Aumento CS, Riduzione CS e emissione obbligazioni.
Gli effetti di tali casi sono:
<

» Termine per l’azione di 6 mesi (tranne se mancata convocazione: 90 gg);


» in SPA aperte, no dichiarazione di nullità aumento CS/riduzione
CS/emissione obbligazioni se parziale esecuzione --> risarcimento dei
danni ai soci e ai terzi

VIII. AMMINISTRAZIONE.

1. I sistemi di amministrazione e controllo.


a. tradizionale
b. dualistico
c. monistico

Vedi primo paragrafo capitolo precedente + capitolo X.

2. Struttura e funzioni dell’organo amministrativo.

Iniziamo ora con l’analizzare il modello tradizionale:


L’organo amministrativo può essere composto da:
» un amministratore unico
» un CDA che decide in modo collegiale

35
» un CDA che delega il potere di gestione ad altri soggetti quali il comitato esecutivo
o l’amministratore delegato.
Art. 2380 La gestione dell’impresa spetta in via esclusiva agli amministratori, i
quali compiono le operazioni necessarie per l’attuazione dell’oggetto sociale.

In generale le funzioni dell’organo amministrativo sono:


1. Gli amministratori deliberano su tutti gli argomenti attinenti alla gestione che
non siano riservati all’assemblea per legge
2. gli amministratori hanno la rappresentanza generale dell’impresa
3. danno impulso all’attività assembleare e ne attuano le delibere
4. devono adempiere agli adempimenti pubblicitari indicati per legge, tenere i libri
obbligatori e redigere bilancio
5. prevenire il compimento di atti pregiudizievoli per la società
Tali poteri sono contemperati dalla responsabilità degli amministratori verso la società,
verso i terzi e verso i creditori sociali.

3. Il rapporto assemblea-amministratori.

4. Nomina e cessazione della carica


Nomina  Gli amministratori possono essere nominati:
» nell’atto costitutivo
» dall’assemblea successivamente (di regola)
» da Stato o enti pubblici se previsto dalla legge o dallo statuto
Gli amministratori possono essere soci o non soci; vi sono inoltre:
» cause di ineleggibilità: interdizione, inabilitazione, fallimento, condanna ad una
pena che
comporta l’interdizione per alcuni atti
» cause di incompatibilità: scegliere tra una carica e l’altra

Numero degli amministratori:


» è determinato dallo statuto, il quale può indicarne il numero minimo e
massimo
» è indicato di volta in volta dall’assemblea se non è previsto dallo statuto.

Durata  Gli amministratori restano in carica per un massimo di 3 anni e in particolare


fino all’approvazione del bilancio dell’ultimo anno in cui erano in carica.
Decadenza  Essi possono decadere per:
A. Dimissioni da parte degli amministratori.
>> hanno effetto immediato se rimane in carica almeno ½ del CDA
≠ prorogatio fino a accettazione della nomina da parte dei nuovi
B. Revoca da parte dell’assemblea (risarcimento se no giusta causa)
C. Morte
D. Decadenza (scadenza) dell’ufficio o sopravvenute cause di
ineleggibilità
Proroghe impossibili  In questi 3 casi non si può fare la prorogatio; 3 ipotesi (art.
2386):
A. se rimangono più di ½ CDA
Non si nominano di nuovi ma si continua così con una delibera
approvata dal consiglio sindacale [cd cooptazione]
B. se rimangono meno di ½ CDA

36
si convoca l’assemblea e si nominano di nuovi e questi scadono
insieme a quelli in carica all’atto della nomina
C. se non rimane nessuno
il collegio sindacale deve convocare con urgenza l’assemblea
per ricostituire l’organo amministrativo.
Nel frattempo il collegio sindacale compie gli atti di gestione
ordinaria.
Sono valide le clausole che se cadono alcuni amministratori cadono tutti; in questo
caso i superstiti (ancora per poco!) convocano l’assemblea.
La nomina e la revoca degli amministratori è da iscrivere sul registro delle imprese.
5 . Compenso. Divieti.
Art. 2389, compensi degli amministratori:
I compensi spettanti ai membri del CDA e del comitato esecutivo sono stabiliti all’atto
della nomina o dall’assemblea.
Essi possono essere costituiti in tutto o in parte da partecipazioni agli utili o da stock
options.
>> delibera dell’AS per eliminare diritto
d’opzione ai soci
Il compenso:
» per particolari cariche (amm. delegato) è determinato dal CDA col parere del
Collegio Sindacale
» può essere fissato in misura generale per tutti gli amministratori se previsto dallo
statuto.
Art. 2390, divieto di concorrenza:
Gli amministratori non possono assumere la qualità di soci illimitatamente responsabili
in società concorrenti, né esercitare un’attività concorrente per conto proprio o di
terzi, né essere amministratori o direttori generali in altre società salvo autorizzazione
dell’assemblea.

>> concessa anche anticipatamente da clausola nell’atto


costitutivo
Pena  L’inosservanza porta alle revoca dal mandato e al risarcimento degli eventuali
danni naturalmente.
6. Il consiglio di amministrazione

Il consiglio d’amministrazione svolge la sua attività collegialmente.


Tale attività è coordinata dal PRESIDENTE, il quale:
<

» convoca il CDA con data, giorno, ora e ordine del giorno


» ne coordina i lavori
» dà info sulle materie trattate nell’ordine del giorno.

I quorum richiesti per il CDA sono:


» Costitutivo = maggioranza degli amministratori;
» Deliberativo = maggioranza semplice dei presenti con voto per teste;
Entrambi sono derogabili dallo statuto.
Non è ammesso il voto per rappresentanza perché la funzione di amministratore non è
delegabile!
L’INVALIDITÀ DELLE DELIBERE CONSILIARI
Non sono previste cause di nullità (necessità di certezza)
Le delibere sono annullabili se non conformi alla legge o allo statuto.
Esse sono impugnabili entro 90gg da:
<

37
» Amministratori dissenzienti o assenti
» Collegio sindacale (nel suo insieme e quindi con sua delibera)
Il procedimento d’impugnazione è quello previsto per l’assemblea e sono cmq salvi i
diritti acquistati dai terzi in buona fede derivanti dall’esecuzione della delibera
invalida.
Un caso particolare di annullabilità deriva dalla posizione di conflitto d’interessi
dell’amministratore.
In questo caso l’amministratore in conflitto d’interessi:
» Deve darne notizia agli altri amm. e al CS indicandone natura, termini, origine e
portata
» Se delegato, deve astenersi dall’operazione e investirne il CDA
» Il CDA deve, cmq, indicare nella delibera la motivazione e la convenienza
nell’operazione.

La delibera è annullabile se e solo se idonea ad arrecare danno alla società e se:


» Si violano i tre punti precedenti
» La delibera è stata approvato dal voto determinante dell’amm. in conflitto
d’interessi
La delibera può essere anche impugnata da coloro non informati che avevano votato a
favore.
Se vi sono stati danni alla società naturalmente l’amministratore ne risponde e
risponde anche se ha usato a proprio favore informazioni derivanti dal suo incarico.

7. Comitato esecutivo. Amministratori delegati.

Art. 2381 Se lo statuto o l’assemblea lo consentono, il consiglio di amministrazione


può delegare proprie attribuzioni ad un comitato esecutivo composto da alcuni dei
suoi componenti o ad uno più dei suoi soci componenti.
La delega può essere quindi data:
» A un comitato esecutivo = organo collegiale
» A 1 o + amministratori delegati = organi unipersonali che agiscono
disgiuntamente
» A un comitato esecutivo + amm. delegato con funzioni ripartite
La delega non può essere data per alcuni argomenti quali:
a) Redazione del bilancio d’esercizio
b) Aumento CS o emissione obb. convertibili e gli adempimenti per la
riduzione del CS
c) Redazione del progetto di fusione / scissione.
Gli organi delegati:
» Curano che l’assetto organizzativo, amministrativo e contabile della SPA sia
adeguato
» Danno info al CDA ogni 6 mesi e subito per operazioni rilevanti
» Danno info ad altri amministratori che lo richiedano.
Il CDA svolge una funzione di controllo sull’operato degli organi delegati e infatti:
» Può sempre impartire direttive o imputarsi operazioni
» Valutare assetto organizzativo amministrativo e contabile della SPA
» Valutare piani strategici, industriali e finanziari
» Valutare l’andamento della gestione da relazioni degli organi delegati
--> obbligo di info ogni 6 mesi e immediate su quelle di rilievo
8. La rappresentanza della società
Art. 2384 Il potere di rappresentanza attribuito agli amministratori dallo statuto o dalla
deliberazione di nomina è generale.

38
Le limitazioni ai poteri degli amministratori che risultino dallo statuto o da una
decisione degli organi competenti non sono opponibili ai terzi, anche se pubblicate,
salvo che si provi che questi abbiano intenzionalmente agito a danno della società.
Di regola lo statuto indica gli amministratori con il potere di rappresentanza (organica
e negoziale).
Di solito sono il presidente del CDA e gli amministratori delegati.
Il potere di rappresentanza è generale = rappresentanza processuale, attiva e
passiva anche per
atti che non rientrano nell’oggetto sociale (ultra
vires)
Vi è una ampia tutela dei terzi (II comma):
a) È inopponibile ai terzi di buona fede la mancanza di potere rappresentativo per
invalidità nell’atto di nomina.[art. 2383]
La società è vincolati per gli atti compiuti dai “non-rappresentanti” dal momento
dell’iscrizione della loro nomina nel registro delle imprese, salvo la mala fede del
terzo..
b) Sono inopponibili le limitazioni anche se iscritte nel registro delle imprese
Per opporle bisogna provare l’esistenza di un accordo fraudolento tra
amministratore e terzo.
NB. se l’amministratore supera la sua limitazione egli è negligente e sarà
responsabile verso la società se con tale superamento vi ha provocato danno.
NB! Rimangono comunque validi i limiti legali (es. stipulare un contratto in conflitto
d’interessi).

9. La responsabilità degli amministratori


La responsabilità degli amministratori si divide in tre tipi di responsabilità:
a. verso la società: art. 2392-2393
b. verso i creditori sociali: art. 2394
c. verso i singoli soci o i terzi: art. 2395

Responsabilità verso la società .

Art. 2392 Gli amministratori devono adempiere ai doveri loro imposti per legge e dallo
statuto con
la diligenza richiesta dalla natura dell’incarico e dalle loro specifiche competenze.
Essi sono solidalmente responsabili verso la società dei danni derivanti
dall’inosservanza di tali doveri, a meno che si tratti di attribuzioni proprie del comitato
esecutivo o di funzioni in concreto attribuite ad uno o più amministratori.

Un amministratore è quindi responsabile se:


» Non agisce con la normale diligenza professionale
» Causa danno alla società
» Essendo a conoscenza di atti pregiudizievoli, non hanno fatto quanto
potevano per impedirne il compimento o attenuarne le conseguenze
dannose.
>> responsabilità solo in culpa vigilandi = devono risarcire ma hanno
diritto di regresso sull’amministratore che ha compiuto il danno
Responsabilità solidale  Gli amministratori sono solidalmente responsabili tra loro
tranne nel caso in cui, l’amministratore esente da colpe :
a. abbia fatto notare il suo dissenso nel libro delle adunanze e deliberazione del
CDA

39
b. dia immediata notizia del suo dissenso al presidente del collegio sindacale.
L’art. 2381, 3°comma, pone a carico degli amministratori senza delega specifici
obblighi:
a. valutare “sulla base della relazione degli organi delegati” il generale
andamento della gestione
b. valutare, sempre “sulla base delle info ricevute”, l’adeguatezza
dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile della società.
c. Esaminare, quando elaborati, i piani strategici, industriali e finanziari
della società.
La legge impone agli amministratori di agire in modo informato e di adempiere ai
propri obblighi con la diligenza del buon professionista.

» Esercizio dell’azione []
Deliberata dall’assemblea ordinaria (poca tutela delle minoranze, comunque decisione
della maggioranza e quindi degli stessi che hanno nominato gli amm.), anche se in
liquidazione. Essa:
o comporta la cessazione degli amministratori se approvata da + di 1/5
Capitale Sociale
≠ espressa delibera
o può essere esercitata entro 5 anni dalla cessazione della carica
<<
dell’amministratore
o può essere espressa in sede di approvazione di bilancio se riguarda fatti
concernenti l’esercizio anche se non era nell’ordine del giorno
o compete al curatore fallimentare, al commissario liquidatore o al
commissario straordinario se la società è dichiarata fallita o assoggettata a
liquidazione coatta amministrativa o amministrazione straordinaria.
Si può rinunciare all’azione di responsabilità e “patteggiare” con l’amministratore
basta che 1/5 del CS (1/20 in SPA quotate) non sia contrario.
Può anche essere esercitata dalle minoranze con il 20% del CS o la diversa misura
prevista dallo statuto cmq non superiore a 1/3 del CS (5% o + bassa se prevista per
SPA aperte).
--> solo reintegrazione del patrimonio, non risarcimento danno subito dai soci
(≠ società)
la società deve quindi essere chiamata in giudizio; i soci ricorrenti si vedranno
rimborsate dalla società solo le spese giudiziarie (vantaggi per la società che è la
danneggiata).

RIFORMA 2005  In base all’art. 2393-bis modificato dalla Legge 262/2005 l’azione
sociale di responsabilità contro gli amministratori (nonché contro i sindaci e i direttori
generali) può essere promossa anche dagli azionisti di minoranza, così superando
l’eventuale inerzia del gruppo di comando. I soci che assumono l’iniziativa devono
rappresentare almeno il 20% del capitale sociale o la diversa misura prevista nello
statuto comunque non superiore ad un terzo.
Società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio: è sufficiente l’azione
promossa dai soci che rappresentano 1/40 del capitale sociale o la percentuale più
bassa prevista dallo statuto.

Responsabilità verso i creditori sociali

40
Art. 2394 Gli amministratori rispondono verso i creditori sociali per l’inosservanza
degli obblighi inerenti alla conservazione dell’integrità del patrimonio sociale.
L’azione può essere proposta quando il patrimonio sociale risulta insufficiente al
soddisfacimento dei loro crediti.
L’azione può essere quindi esercitata se:
a. gli amministratori sono inosservanti degli obblighi inerenti alla conservazione
dell’integrità del Patrimonio Sociale
b. l’azione può essere proposta ai creditori solo quando il patrimonio sociale risulta
insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti. (≠ no danno)

Onere probatorio: i creditori che agiscono in giudizio non sono tenuti a provare il dolo o
la colpa degli amministratori. L’azione è diretta ed autonoma (non surrogatoria di
quella della società) e quindi il risarcimento danni andrà ai creditori per l’importo del
credito che non hanno riscosso. L’azione dei creditori si prescrive in 5 anni.
Di solito interferenze con azione della società: di solito vi è azione di responsabilità
della società se il patrimonio sociale viene ridotto così tanto; i creditori sociali non
possono più richiedere il risarcimento (≠ doppio!) e non possono interferire salvo la
possibilità di azione revocatoria (se ci sono gli estremi) nel caso vi sia la transazione
(“patteggiamento”) tra società ed amministratori.

L’azione può essere esercitata solo dal curatore fallimentare se la SPA è in fallimento.
11. Responsabilità verso i singoli soci o terzi

Responsabilità verso i soci


Art. 2395 Le disposizioni precedenti non pregiudicano il danno spettante al socio o al
terzo che sono stati direttamente danneggiati da atti colposi o dolosi degli
amministratori.
Devono ricorrere i 2 presupposti:
a. nesso di causalità (danno diretto) ≠ danno indiretto come meno utili distribuiti
b. compimento da parte degli amministratori di un illecito nell’esercizio del loro
ufficio
es. bilancio falso che induce i soci ad un aumento di CS a prezzo eccessivo
.

Danno diretto  ogni atto di depauperamento del patrimonio sociale, dovuto ad illeciti
degli amministratori.
Onere probatorio  Il socio o il terzo che agiscono in responsabilità contro gli
amministratori devono comunque provare che esiste un nesso
causale diretto tra il danno subito e l’illecito degli amministratori.
Spetta dunque al socio provare dolo e colpa degli amministratori.
Prescrizione L’azione va esercitata entro 5 anni dal compimento dell’atto che ha
pregiudicato il socio o il terzo.

12. I direttori generali


Direttori generali = lavoratori subordinati dell’impresa con compiti di alta gestione.
Sono nominati dall’assemblea o dal consiglio di amministrazione per disposizioni dello
statuto.

In base all’art 2396 essi hanno:


a. Responsabilità penali uguali a quelle degli amministratori
b. Responsabilità civili nei loro compiti se nominati dall’assemblea o dall’atto
costitutivo

41
La loro nomina non spoglia gli amministratori dei relativi poteri di gestione e
rappresentanza.
Nelle società quotate hanno ruoli specifici: attestano atti e comunicazioni previste
dalla legge contenenti info sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria.
Hanno come gli amministratori responsabilità civili e penali. Sono responsabili nei
confronti della società, dei creditori sociali, verso i singoli soci ed i terzi.

13. Gli amministratori di fatto.

Nozione  soggetto, privo della veste formale di amministratore per la mancanza di


nomina assembleare, che di fatto si ingerisce sistematicamente nella direzione
dell’impresa sociale: impartisce istruzioni agli amministratori, ne condiziona le scelte
operative, tratta con i terzi.
 azionista di comando: Sono paragonati agli amministratori legali per le norme
di responsabilità penale.

IX. IL COLLEGIO SINDACALE. CONTROLLO CONTABILE.


A. IL COLLEGIO SINDACALE

1. Premessa

Il collegio sindacale è l’organo di controllo interno della SPA nel sistema tradizionale,
con funzioni di vigilanza sull’amministrazione della società.
Con il tempo la legislazione che lo riguarda si è evoluta cercando di renderlo il più
indipendente possibile e vi sono grosse differenze tra SPA quotate e non.
1942: composizione semirigida dell’organo (3/5 membri), limitata competenza
professionale, nomina assembleare, scarsa incisività dei poteri
1974: invariato. Introduzione, per le società quotate, di un controllo esterno = società
di revisione
1992: istituzione apposito registro dei revisori contabili
1998: modificata la disciplina del collegio sindacale. Il controllo contabile passa alle
soc. di revisione
2003 definiti i requisiti di professionalità e indipendenza dei sindaci
2005: parzialmente riformata la composizione del collegio sindacale, dei requisiti dei
sindaci e rafforzato i poteri dell’organo.

2. Composizione. Nomina. Cessazione.

Composizione  Art. 2397 Il collegio sindacale delle società con azioni non quotate si
compone di 3 o 5 membri effettivi, soci o non soci. Devono inoltre
essere nominati due sindaci supplenti.
 società quotate rimane il limite minimo di 3 ma quello massimo è derogabile dallo
statuto
Nomina  I sindaci sono nominati da:
» atto costitutivo (i primi)
» assemblea ordinaria (art. 2400)
 nelle SPAQ almeno 1 dalla minoranza; se il CS ha + di 3 allora almeno 2
» da Stato o enti pubblici se lo prevede la legge o lo statuto

Riforma 2005  siccome i sindaci erano nominati dagli stesso organo che nominava
gli amministratori si aveva scarsa funzionalità del collegio sindacale (controllanti =
controllati).

42
Con la riforma la situazione è MUTATA solo per le SOCIETA’ QUOTATE dove un membro
effettivo del collegio sindacale deve essere nominato dai soci di minoranza con le
modalità fissate dalla Consob.

a. Requisiti di professionalità
SPA: Almeno un sindaco effettivo ed un supplente devono essere iscritti nel registro
dei revisori contabili6; gli altri, se non iscritti devono essere scelti tra gli albi
professionali del ministero della giustizia o fra i professori universitari i ruolo in
materie economico-giuridiche.
SPAQ: i requisiti sono fissati con regolamento del Ministero della Giustizia (148 Tuf)
b. Cause di ineleggibilità
Non possono essere sindaci:
a. Parenti e affini entro il IV grado degli amministratori e gli amministratori
stessi
b. Coloro legati alla SPA con un rapporto da lavoro o da un rapporto
continuativo di consulenza o di prestazione d’opera retribuita ≠ no
indipendenza
c. Tutte le cause di ineleggibilità degli amministratori
d. Le cause previste dallo statuto
I sindaci:
» hanno diritto ad un compenso predeterminato dallo statuto o dall’assemblea
all’atto della nomina per l’intera durata del loro esercizio
» rimangono in carica per 3 esercizi (scadono al momento dell’approvazione del
bilancio)
rimangono in carica sino alla nomina dei nuovi e sono rieleggibili
» sono revocati per giusta causa con delibera approvata dal tribunale ≠ restano in
carica
» decadono per cause di ineleggibilità o cancellazione dal registro dei revisori e se
si disertano 2 riunioni del CDA, comitato esecutivo o CS in un esercizio.
» Sostituzione: in caso di morte, rinuncia o decadenza di un sindaco subentrano
automaticamente i supplenti in ordine di età.
» Pubblicità: la nomina e la cessazione devono essere iscritti nel registro delle
imprese entro 30 gg, a cura del CDA nel registro delle imprese
3. Il controllo sull’amministrazione.

Funzione primaria, anche se non esclusiva, del collegio sindacale è quella di controllo.
Art 2403. Il collegio sindacale vigila
» sull’osservanza della legge e dello statuto
» sul rispetto dei principi di corretta amministrazione
» sull’adeguatezza del sistema organizzativo, amministrativo e contabile
della SPA.

Il collegio sindacale svolge anche il controllo contabile se e solo se previsto dallo


statuto nelle SPA chiuse che non devono redigere il consolidato >> CS composto da
tutti revisori
Caratteri del controllo  Il controllo del collegio sindacale è
Globale = riguarda attività CDA e assemblea >> diritto di
intervento e impugnativa in riunioni.

6
Possono iscriversi nel registro dei revisori contabili persone fisiche con requisiti di
professionalità e che hanno passato un esame + società con oggetto la revisione

43
e Sintetico = analitico se le circostanze lo richiedono

I sindaci hanno ampi poteri:


» possono procedere, anche individualmente in qualsiasi momento ad atti di
ispezione e controllo
» può chiedere agli amministratori (collegialmente) notizie, anche su controllate, su
andamento operazioni o su determinati affari
» si scambiano informazioni con i soggetti incaricati del controllo contabile (anche
SPA)
» si scambiano info con collegio sindacale delle controllate / controllanti
» possono promuovere collegialmente il controllo giudiziario se sospetto gravi
irregolarità
Nelle SPAQ, inoltre:
» gli amministratori devono comunicare ogni 3 mesi sull’attività svolta e
tempestivamente sulle operazioni più importanti
» bisogna denunciare le irregolarità alla CONSOB
» la CONSOB può attivare un controllo giudiziario sull’attività dei sindaci stessi.
Un potere importante del collegio sindacale è quello di convocare l’assemblea se
nell’esperimento del suo incarico ravvisi fatti censurabili di rilevante gravità e vi sia
urgente necessità di provvedere.
Anche i soci possono denunciare le irregolarità. Si presentano 2 fattispecie:
A. Soci singoli o che non raggiungono il 5% CS (2% SPAQ)
Bisogna tenerne conto nella relazione annuale all’assemblea
B. Soci che raggiungono il 5% CS (2% SPAQ)
Bisogna indagare senza ritardo sui fatti denunciati e presentare le conclusioni in
assemblea.

4. Controllo contabile. Altre funzioni.

Il collegio sindacale non svolge più il controllo contabile sulla società, oggi affidato alle
società di revisione. Oggi il C.S. vigila solo sull’adeguatezza e sull’affidabilità del
sistema amministrativo-contabile. Nelle società non quotate il suo consenso è tuttora
necessario per l’iscrizione all’attivo di alcune voci in bilancio: costi di impianto e di
ampliamento, costi di ricerca e sviluppo…

 Altre funzioni del Collegio Sindacale:


a. consulenza propositiva e di amministrazione attiva
b. parere sulla remunerazione agli amministratori investiti di particolari cariche
c. amministrazione attiva quando vengono meno gli amministratori

5. Il funzionamento del collegio sindacale


Il presidente del collegio sindacale è nominato dall’assemblea nelle SPA mentre nelle
SPAQ sono stabiliti dallo statuto i criteri della sua nomina.
Il collegio sindacale:
» si riunisce almeno ogni 90gg
» quorum costitutivo: maggioranza dei sindaci
» quorum deliberativo: maggioranza dei presenti
» deve redigere verbale con indicazione dei pareri dissenzienti se richiesto
» può avvalersi a proprie spese di dipendenti e ausiliari per specifiche
operazioni
SPAQ: solo dipendenti della società.
Denunzia dei soci: la sua attività di controllo può essere sollecitata dai soci.

44
6. La responsabilità dei sindaci
Art 2407. I sindaci devono adempiere i loro doveri con la professionalità e la diligenza
richieste dalla natura dell’incarico; sono responsabili della verità delle loro attestazioni
e devono conservare il segreto sui fatti e sui documenti di cui hanno conoscenza per
ragione del loro ufficio.
Essi sono solidalmente responsabili con gli amministratori per i fatti o le omissioni di
questi quando il danno non si sarebbe prodotto se essi avessero vigilato in conformità
degli obblighi della carica.

Abbiamo 2 tipi di responsabilità:


» Esclusiva (I comma): Ai sindaci viene quindi richiesto il risarcimento dei danni
qualora il danno
sia imputabile solo al mancato o negligente adempimento dei
loro doveri
(es. violazione segreto).
» Concorrente (II comma): sono solidalmente responsabili con gli amministratori
quando non
vigilano bene e ciò comporta un danno.
L’azione di responsabilità contro i sindaci è uguale a quella fatta dalla società contro
gli amministratori.

B. IL CONTROLLO CONTABILE

7. Il sistema

Il controllo contabile è affidato ad un revisore esterno, salvo il caso in cui il collegio


sindacale assumi tale controllo da previsione statuto se non vi è l’obbligo del bilancio
consolidato e con la composizione di tutti revisori.
Esistono 3 discipline:
1. SPA: revisore contabile o società di revisione7
2. SPA aperta ma non quotata: società di revisione + vigilanza della CONSOB
3. SPAQ: società di revisione iscritta nell’albo speciale della CONSOB.
>> la CONSOB controlla l’indipendenza e l’idoneità tecnica e può anche
raccomandare principi e criteri per la revisione contabile.
8. Il controllo contabile

Nelle SPA e SPAA l’incarico è conferito dall’atto costitutivo (la prima volta) e
dall’assemblea sentito il collegio sindacale (di regola).
All’atto della nomina si fissa anche il compenso per l’intera durata dell’incarico.
Nelle SPAQ l’incarico è conferito al momento dell’approvazione del bilancio
dall’assemblea altrimenti lo determina d’ufficio la CONSOB.
Le cause di ineleggibilità sono:
» Essere sindaci di una controllata / controllante
» Cause di ineleggibilità dei sindaci
» Altre cause previste dallo statuto + cause di incompatibilità o requisiti di
professionalità.
L’incarico [durata, revoca e pubblicità]:
» Dura 3 anni e non è rinnovabile più di 2 volte (max 9 anni)

7
Le società di revisione hanno come oggetto sociale la revisione contabile e devono avere
alcuni requisiti per garantire la professionalità e l’onorabilità della maggioranza dei soci e degli
amministratori

45
» Viene revocato solo per giusta causa dall’assemblea sentiti i sindaci e con
la delibera approvata dal decreto del tribunale (come per i sindaci).
SPAQ: Non è richiesta approvazione tribunale
» Rimane in carica la società di revisione revocata fino al conferimento ad
un’altra.
» La nomina e la revoca devono essere iscritte nel registro delle imprese
NB: Ampia tutela dell’indipendenza
9. La revisione contabile obbligatoria

L’attività di revisione contabile obbligatoria è riservata alle società di revisione iscritte


nell’albo speciale tenuto a cura della Consob. Sono queste società di persone o di
capitali il cui oggetto sociale deve essere limitato all’organizzazione e revisione
contabile di aziende.
Quando accerta gravi irregolarità nello svolgimento dell’attività di revisione, la Consob
può irrogare sanzioni amministrative pecuniarie ed adottare provvedimenti
temporanei (legge 262/2005 – Legge sulla Tutela del Risparmio).

Conferimento dell’incarico:
- cause di incompatibilità
- mancanza idoneità tecniche
- compenso della s. di revisione: deciso dall’assemblea contestualmente al
conferimento dell’incarico
- trasferimento di personale: la revisione non può essere effettuata da coloro che sono
stati amministratori presso la società che ha conferito l’incarico se non sono trascorsi
almeno 3 anni.

Durata: sei esercizi rinnovabili una sola volta.


Revoca: giusta causa previo parere dell’organo di controllo
Revoca d’ufficio: da parte della Consob.
Pubblicità: conferimento o revoca dell’incarico devono essere depositati presso il
registro delle imprese.

10. Funzioni e responsabilità del revisore dei conti

La funzione principale è il controllo della regolare tenuta della contabilità


+ giudizio sul bilancio d’esercizio e consolidato.
Il controllo consiste in pratica:
» Controllo ogni 3 mesi della regolare tenuta della contabilità
» Corrispondenza scritture contabili e bilancio e sua conformità alle norme
» Espressione di un giudizio sull’affidabilità del bilancio.
Nelle SPAQ il giudizio può essere:
A. Senza rilievi
B. Con rilievi
C. Negativo motivazione dei rilievi
D. Impossibilità di dare un giudizio
>> informare immediatamente la CONSOB
Se il giudizio è positivo (A+B) vi è una restrizione per l’impugnativa sul bilancio (5% CS
≠ 1‰)
La società di revisione può:
» richiedere documenti e notizie agli amministratori
» compiere autonomamente ispezioni e controlli
» scambiarsi info con il collegio sindacale

46
E inoltre deve informare tempestivamente la CONSOB e il CS se vi sono gravi
irregolarità.
La responsabilità è uguale a quella dei sindaci (art. 2407) anche nell’azione di
responsabilità.
Inoltre oltre alla società di revisione rispondono in solido con essa i soggetti che hanno
effettivamente effettuato il controllo contabile.
L’azione si prescrive in 5 anni dalla cessazione dell’incarico.

X. SISTEMI ALTERNATIVI DI AMMINISTRAZIONE E CONTROLLO.

I SISTEMI ALTERNATIVI
Tali sistemi sono adottati se espressamente previsti dallo statuto.

1. Il sistema dualistico

Comunque il controllo contabile è affidato ad un revisore esterno senza eccezioni.


IL SISTEMA DUALISTICO
.

Consiglio di gestione: poteri e funzioni proprie del CDA Consiglio di gestione


Consiglio di sorveglianza: Collegio sindacale + alcune funzioni
peculiari dell’assemblea. Consiglio di

Assemblea
Assemblea: ha competenze piuttosto ridotte:
» nomina e revoca consiglieri di sorveglianza,
azione di responsabilità e compenso.
» Delibera sulla distribuzione degli utili ≠ approvazione bilancio
» Nomina il revisore.
2. Il consiglio di sorveglianza
<

Il consiglio di sorveglianza può essere composto da soci o non soci e:


» Il suo numero è determinato dallo statuto ma almeno > 3 persone
» È eletto dall’assemblea di regola, dall’atto costitutivo il primo.
>> in SPAQ almeno 1 eletto dalla minoranza (2 se numero > 3)

REQUISITI  per essere eletti consiglieri di sorveglianza bisogna avere:


a) Requisiti professionali
Almeno uno deve essere revisore e lo statuto può decidere che gli altri abbiano
requisiti di professionalità e onorabilità
b) Cause di ineleggibilità
<
» Cause di ineleggibilità degli amministratori
» coloro che hanno un rapporto continuativo di consulenza o prestazione
d’opera retribuito con la società (o controllate/collegate)
» componenti del consiglio di gestione
» altre cause previste dallo statuto
DURATA e REVOCA  I consiglieri di sorveglianza, inoltre:
» restano in carica 3 anni e sono rieleggibili
» possono essere revocati con le norme sul mandato (anche senza giusta
causa) con delibera approvata da 1/5 CS
COMPENSO  retribuzione annuale deve essere predeterminata ed invariabile in corso
di carica e viene determinata dall’assemblea, se non è stabilita nello statuto.

3. Competenze e funzionamento del consiglio di sorveglianza.

Le competenze del consiglio di sorveglianza sono:

47
- controllo sull’amministrazione (del collegio sindacale nel sistema tradizionale)
- poteri: assistono alle assemblee e possono, ma non devono, assistere alle adunanze
del consiglio di gestione.
- convocare l’assemblea (previa comunicazione al presidente del consiglio di gestione)
- sostituirsi agli amministratori in caso di omissioni
- è destinatario delle denuncie dei soci
- riferisce per iscritto una volta l’anno sull’attività svolta in un apposito libro

Funzioni di indirizzo:
a) tutti i poteri del collegio sindacale e anche quei poteri dettati per le SPAQ per 2
sindaci sono anche eseguibili da 2 consiglieri [funzione di controllo].
b) Alcuni poteri dell’assemblea
» nomina, revoca e stabilisce il compenso dei consiglieri di gestione
» approva il bilancio d’esercizio (≠ decisione sulla distribuzione) se non c’è
richiesta di approvazione dall’assemblea da 1/3 del CDG o del CDS e se
non si approva.
» promuove azione di responsabilità contro i consiglieri di gestione (anke
l’assemblea)
» approvazione piani strategici, finanziari e industriali se previsto dallo
statuto
Il consiglio di sorveglianza funziona:
» con un presidente eletto dall’assemblea e con poteri definiti dalla stessa
» con la disciplina sull’invalidità delle deliberazioni del CDA
» i consiglieri sono responsabili se non adempiono con la diligenza necessaria e
rispondono del danno che non si sarebbe prodotto se avessero vigilato bene (come
sindaci)
» la responsabilità verso i soci e i creditori sociali sono uguali a quelle degli
amministratori.

PUBBLICITA’  iscritte, a cura degli amministratori, nel registro delle imprese entro 30
gg.

4. Il consiglio di gestione
<

Stesse norme CDA. Le differenze sono:


» numero di consiglieri fissato dallo statuto ma non inferiore a 2
» nominato da CDS che ne fissa anche il numero nei limiti nello statuto
» se uno decade viene immediatamente sostituito (no cooptazione)
» la azione di responsabilità nei loro confronti può essere esercitata anche
dal CDS con delibera presa a maggioranza dei presenti ma con quorum
costitutivo di 2/3.
Si può anche transigere (con delibera approvata a maggioranza) se non si
oppone la % dei soci necessaria per impedire la transazione con
l’assemblea.
NB! Al CDG e al CDS sono applicabili le disposizioni su amministratori e sindaci se non
diversamente disposto

5. Il sistema monistico

IL SISTEMA MONISTICO.

Il controllo è esercitato da un organo interno al CDA, il comitato di gestione.


Il CDA ha la stessa disciplina di quello tradizionale ma dal suo
CDA al cui interno vi è il
interno devono essere estratti i componenti del comitato di comitato di gestione

Assemblea
48
gestione e quindi almeno 1/3 del CDA deve possedere i requisiti di indipendenza
stabiliti per i sindaci o da codici di autodisciplina (es. codice Preda).
Comitato per il controllo della gestione
È costituito da consiglieri con:
» requisiti di indipendenza
» da almeno uno iscritto nel registro dei revisori
» requisiti di onorabilità e professionalità se stabiliti dallo statuto
» senza funzioni gestorie nemmeno in controllate / collegate.
» un consigliere eletto dalla minoranza se SPAQ (2 se > 3)
Il CDA decide il numero e sostituisce i consiglieri di gestione se vengono meno.
Le funzioni e i poteri sono uguali a quelle del collegio sindacale. Le differenze sono:
» non possono decadere se hanno assenze ripetute e ingiustificate
» nelle SPAQ le operazioni eseguibili da 2 sindaci sono eseguibili anche da 2
consiglieri di gestione
» il comitato elegge il suo presidente e osserva le stesse norme di
funzionamento del collegio sindacale (ogni 90gg, magg. dei componenti
+ decisione a magg. semplice)
Considerazioni: controllori eletti da controllati ma sicuramente maggiore informazione.

XI. I CONTROLLI ESTERNI.

1. Il sistema

I CONTROLLI ESTERNI
I controlli esterni sono di 2 tipi:
» Controllo giudiziario per tutte le SPA se si presentano situazioni che alterano il
corretto funzionamento della società e se vi sono gravi irregolarità
» Controllo della CONSOB per le SPAQ per la tutela degli investitori e della
trasparenza.

2. Il controllo giudiziario sulla gestione. Presupposti ed iniziativa.

Il tribunale interviene se
gli amministratori ( e non i sindaci) in violazione dei loro doveri abbiano compiuto
gravi irregolarità nella gestione che possano arrecare danno alla società o a una del
gruppo [danno potenziale].
I requisiti per l’intervento sono quindi gravi irregolarità + danno potenziale
L’intervento può essere richiesto:
» Dal 10% (5% nelle SPAQ) dei soci o minore se previsto dallo statuto
» Da collegio sindacale, comitato di gestione o consiglio di sorveglianza
» In SPA aperte dal pubblico ministero

49
» Dalla CONSOB in SPAQ se vi sono irregolarità dei sindaci.

3. Il procedimento

Il procedimento attivato con la denunzia si articola in 2 fasi:


1. Fase istruttoria
Si accerta l’esistenza delle irregolarità e a sentire amministratori e sindaci.
Può anche esserci una ispezione da parte di un consulente del tribunale.
La maggioranza della società può evitare l’ispezione e sospendere il procedimento
giudiziario se sostituisce gli amministratori e sindaci con soggetti di adeguata
professionalità che si attivano per accertare le violazioni ed eliminarle.
2. Provvedimenti
Si possono porre due tipi di provvedimenti:
<

» Provvedimenti cautelari da parte del giudice


Per evitare il ripetersi delle irregolarità
» Nomina di un amministratore giudiziario
Egli propone (≠ assemblea) l’azione di responsabilità contro il CDA e i sindaci.
L’azione si può comunque transigere da parte della società o rinunciare.
L’amministratore giudiziario può compiere solo atti ordinari e alla fine del suo
operato può:
 Convocare l’assemblea per la nomina degli amministratori e i sindaci
 Mettere in liquidazione la società
Comunque la decisione spetta all’assemblea.
4. La Consob

La CONSOB è una persona giuridica di diritto pubblico e gode di piena autonomia.


La CONSOB svolge varie funzioni ma noi analizziamo solo quella dell’informazione
societaria.
Essa assicura una adeguata e veritiera informazione sui mercati finanziari.
Tale informazione si basa su 2 principi cardine:
a) Tutte le società con azioni e obbligazioni diffuse fra il pubblico [SPA aperte] che
possono influire sensibilmente sul prezzo degli strumenti finanziari
b) La CONSOB può richiedere che siano resi pubblici notizie e documenti necessari
per l’informazione del pubblico e provvedervi direttamente.
La CONSOB ha anche predisposto, in questo senso, obblighi di informazione preventiva
su operazioni straordinarie e che siano messi a disposizione del pubblico
tempestivamente il bilancio d’esercizio e la relazione semestrale degli amministratori.
La CONSOB ha poi ampi poteri di indagine e controllo per ottenere un informazione
corretta e veritiera.

5. Ammissione delle azioni alle quotazioni di borsa.

La privatizzazione della borsa valori realizzata nel 1997 in attuazione dell’art. 56 del
d.lgs. 415/1996, ha determinato un significativo mutamento della disciplina in tema di
ammissione delle azioni alle quotazioni di borsa, sospensione e revoca. Le relative
competenze, in precedenza della Consob, sono state trasferite alla società di gestione
della Borsa (Borsa Italiana s.p.a.) sia pure sotto la vigilanza della Consob stessa
(rafforzata dalla legge 262/2005).

50
RIFORMA 2005  attuale disciplina: le condizioni, le modalità di ammissione,
esclusione e sospensione delle azioni dalle negoziazioni sono determinate dal
regolamento di mercato deliberato dall’assemblea ordinaria della società di gestione
dello stesso.
- Ammissione: avviene esclusivamente su domanda della società interessata “previa
deliberazione dell’organo competente” da individuarsi nell’assemblea dei soci. La
società di gestione della borsa delibera entro 2 mesi dalla presentazione della
domanda e comunica ammissione o rigetto.
- Inizio: deve essere preceduto dalla pubblicazione di un apposito prospetto di
quotazione contenente le informazioni necessarie.

MERCATO EXPANDI  mercato accanto a quello della Borsa, gestito da quest’ultima


dove vengono negoziati azioni ed altri titoli che non hanno ancora raggiunto un grado
di diffusione tra il pubblico sufficiente per l’ammissione alla quotazione presso la
borsa.

MERCATO MTAX  Dal 2005 destinato alla negoziazione di azioni di società di medie
dimensioni ad alto potenziale di sviluppo.

6. Consob e informazione societaria.

La C. svolge un ruolo centrale per assicurare un’adeguata e veritiera informazione del


mercato mobiliare sugli eventi di rilievo che riguardano la vita delle società che fanno
appello al pubblico risparmio, in modo da consentire agli investitori scelte più
consapevoli.

In base all’attuale disciplina sono assoggettati ad obblighi informativi nei confronti del
pubblico:
a. tutti gli emittenti strumenti quotati
b. gli emittenti strumenti finanziari non quotati in mercati italiani ma diffusi
tra il pubblico in misura rilevante, individuati secondo i criteri della
Consob.
Principi cardine dell’attuale disciplina sull’informazione societaria:
a. i soggetti sopra indicati devono comunicare al pubblico le info privilegiate che li
riguardano
b. accanto a tale obbligo di info c’è poi il potere della Consob di richiedere che
siano resi pubblici notizie e documenti necessari per l’info del pubblico.

XII. I LIBRI SOCIALI. IL BILANCIO.

1. I libri sociali obbligatori.

a. libro dei soci


b. libro delle obbligazioni
c. libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee
d. libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di
amministrazione
e. libro delle adunanze e delle deliberazioni del collegio sindacale
f. libro delle adunanze e delle deliberazioni del comitato esecutivo
g. libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’assemblea degli
obbligazionisti

51
h. libro degli strumenti finanziari di partecipazione ad uno specifico
affare.

I primi 4 e l’ultimo sono tenuti dagli amministratori, il 5 dal collegio sindacale (o


consiglio di sorveglianza o comitato per il controllo sulla gestione), il 6 a cura del
comitato esecutivo e l’ultimo a cura del rappresentante comune degli obbligazionisti.

2. Il bilancio d’esercizio.

Bilancio d’esercizio = documento contabile che rappresenta in modo chiaro, veritiero e


corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il suo risultato
economico nell’esercizio.
Il bilancio d’esercizio è composto da:
» Parti essenziali: CE, SP e nota integrativa
» Allegati: relazione sulla gestione degli amministratori del collegio sindacale e del
revisore.
Il bilancio è il solo strumento legale di informazione ai soci e agli stakeholder.
è la base per la normativa fiscale (doppio binario) .
3. Principi fondamentali della disciplina del bilancio.

Art. 2423 Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo
veritiero e corretto la situazione patrimoniale, finanziaria e il risultato economico
della società.
Il postulato di bilancio indica quindi che questo deve essere:
» Chiaro = secondo struttura C.c.
» Veritiero e corretto = redatto secondo buona fede e con i criteri di
valutazione.
I criteri di valutazione sono:
a) Prudenza e continuità aziendale, comunque tenendo conto della
“funzione economica” della voce iscritta in bilancio = sostanza > forma
[come IAS]
b) Competenza economica
c) Costanza dei criteri, le eventuali deroghe devono essere eccezionali e
comunque motivate nella nota integrativa
4. La struttura del bilancio redatto secondo la disciplina del codice civile.
In osservanza del principio di chiarezza bisogna rispettare alcuni criteri di redazione
quali:
a) Le singole voci devono essere inserite secondo l’ordine tassativo previsto per
legge
b) Le voci sono organizzate in categorie [lettere], sottocategorie [numeri
romani], voci [numeri arabi] e sottovoci [lettere minuscole]
c) Ad ogni voce va affiancata quella dell’esercizio precedente per facilitare il
<
confronto
d) È vietato il compenso di partite = analiticità
Alle società che non superano determinate dimensioni di attivo patrimoniale, fatturato
e numero di dipendenti è consentita la redazione di un bilancio in forma abbreviata
con meno voci di conto economico e di stato patrimoniale e senza relazione sulla
gestione se si ottempera ai comma 3,4 dell’art. 2428.
Stato patrimoniale: Art. 2424

52
Attivo Passivo

A. Crediti v/soci A. Patrimonio netto

B. Immobilizzazioni B. F.do per rischi e oneri

C. Attivo circolante C. TFR

D. Ratei e risconti D. Debiti

E. Ratei e risconti

In calce allo stato patrimoniale devono essere iscritti i conti d’ordine che indicano gli
impegni, i rischi e le garanzie date dall’impresa ai terzi ma che non influiscono
direttamente sul patrimonio.

Il conto economico, art. 2425 è redatto in forma scalare:

A. Valore della produzione

B. Costi della produzione Gestione ordinaria


Differenza A-B

C. Proventi e oneri finanziari


Gestione finanziaria
D. Rettifiche di valore di attività finanziarie

E. Proventi e oneri straordinari Gestione


straordinaria
Risultato prima delle imposte

22) imposte correnti, differite e anticipate

Utile / perdite d’esercizio

Per le operazioni in valuta estera, va applicato il tasso di cambio del giorno


dell’operazione.
Gli amministratori devono poi redigere:
» La nota integrativa (art. 2427) in cui si illustrano e specificano le voci dello SP e del
CE e altre informazioni integrative su n° di dipendenti, sul compenso di
amministratori e sindaci, sulle azioni e altri strumenti finanziari emessi dalla
società, sui finanziamenti dei soci alla società, sulle operazioni di locazione
finanziaria e sulle partecipazioni in società controllate e collegate
» La relazione sulla gestione (art. 2428) in cui si illustra la situazione e l’andamento
della gestione nel suo complesso e nei vari settori in cui ha operato con riguardo a
costi, ricavi e investimenti.
Dalla relazione alla gestione devono risultare i fatti rilevanti accaduti dopo la
chiusura dell’esercizio e l’evoluzione prevedibile della gestione

5. La struttura del bilancio redatto secondo i principi contabili internazionali.

6. I criteri di valutazione nel codice civile.

53
Per le stime e le congetture effettuate dagli amministratori a fine esercizio il principio
base assunto è quello del costo.
I criteri sono vari e riguardano più voci (art. 2426):
Immobilizzazioni: iscritto al costo d’acquisto o di produzione con imputazione dei
costi accessori
e degli oneri finanziari se direttamente correlati.
Ammortamenti: se la vita utile delle immobilizzazioni è limitata nel tempo il loro
valore deve
essere ammortizzato in ogni esercizio in relazione alla residua
possibilità di utilizzazione. Si predispone un piano di ammortamento
tenendo conto dei diversi coefficienti.
Svalutazioni: Bisogna svalutare un’immobilizzazione se il suo valore risulta
durevolmente
inferiore al suo costo storico. La svalutazione non può essere mantenuta
negli esercizi successivi se sono venuti meno i motivi della stessa.
Partecipazioni: Le partecipazioni in controllate e collegate iscritte tra le
immobilizzazioni possono
essere valutate al costo o al metodo del patrimonio netto. Le
variazioni da questo metodo vanno in una riserva indisponibile.
Costi pluriennali: i costi d’impianto, ampliamento, ricerca, sviluppo e pubblicità
possono essere
capitalizzati se hanno un’utilità pluriennale. Ammortamento entro i 5
anni.
Avviamento: può essere iscritto solo se acquistato a titolo oneroso. Amm.to entro i 5
anni.
Crediti: valutati al valore di presunto realizzo.
Attivo circolante: i cespiti diversi dai crediti devono essere iscritte al minore tra
costo d’acquisto
e valore di realizzo desumibile dall’andamento di mercato
( min(costo, FV))
Lavori in corso su ordinazione: possono essere iscritti sulla base dei corrispettivi
maturati con
ragionevole certezza.
Operazioni in valuta: se attività e passività correnti >> tasso di cambio alla data di
riferimento;
la diff. è utili o perdite su cambi [CE] e cn costituzione riserva
indisponibile
se attività e passività immobilizzate >> al tasso di cambio
dell’acquisto o al valore di mercato se durevolmente inferiore.
Se l’applicazione di questi principi va in contrasto con i principi di veridicità e
correttezza, in casi ,quindi, eccezionali8, gli amministratori possono derogare ai criteri
di valutazione motivandoli naturalmente nella nota integrativa.
>> utili derivanti dalla diversa applicazione vanno iscritti in una riserva
indisponibile fino al loro effettivo realizzo.
7. I criteri di valutazione dei principi contabili internazionali.

8. Il procedimento di formazione del bilancio

8
Tra i casi eccezionali non rientra naturalmente la svalutazione della moneta. La rivalutazione monetaria
è possibile solo con apposite leggi

54
Alla redazione e approvazione del bilancio cooperano tutti e tre gli organi sociali nel
sistema tradizionale e monistico mentre in quello dualistico l’assemblea interviene
solo se richiesto da 1/3 del comitato di gestione o del comitato di sorveglianza.
1. Gli amministratori redigono il progetto di bilancio e 30gg prima della discussione
in assemblea lo comunicano al collegio sindacale e all’organo revisore che
esprimono i loro commenti e il loro giudizio.
2. il progetto di bilancio va depositato nella sede della società nei 15 gg prima della
discussione dell’assemblea.
3. esame dell’assemblea che lo approva o lo respinge (dubbio se possa anche
modificarlo)
4. entro 30gg deve essere depositato nel registro delle imprese

Le azioni di nullità e annullabilità della delibera di approvazione del bilancio non


possono più essere esercitate dopo che è stato approvato il bilancio dell’esercizio
successivo.
Ratio: certezza dei bilanci e delle operazioni ≠ rapporti con i terzi deboli o inibiti
Se la società di revisione ha espresso un giudizio positivo sul bilancio allora l’azione di
annullabilità e di nullità possono essere esercitate solo da tanti soci che abbiano il 5%
del CS.
9. Invalidità della delibera di approvazione.

10. Utili. Riserve. Dividendi


La delibera di distribuzione degli utili è approvata dall’assemblea in tutti e tre i modelli
di gestione.
≠ società di persone, diritto del singolo socio a ricevere l’utile spettante
Il potere dell’assemblea di decidere sugli utili può essere limitato da clausole statutarie
che impongono la distribuzione degli utili a determinate categorie ≠ interesse del
gruppo di comando di reinvestire.
Non tutti gli utili possono essere distribuiti perché bisogna compiere degli
accantonamenti a riserva. Le riserve sono diverse:
Riserva legale: 5% degli utili fino a quando non si raggiunge il 20% del CS.
È un accantonamento imposto per legge per salvaguardare l’integrità
del CS.
Non è mai distribuibile ai soci.
Riserva statutaria: % decisa dallo statuto con il fine di salvaguardare ulteriormente
il CS e di
autofinanziamento. Con delibera straordinaria può essere
distribuibile ai soci.
Riserve facoltative: disposte dall’assemblea che approva il bilancio e liberamente
disponibili.
Partecipazione agli utili: lo statuto può prevedere la partecipazione agli utili di soci
fondatori,
promotori e amministratori (% su utile – riserva legale).
Perdita di capitale: non sono distribuibili utili se negli esercizi si è verificata una
perdita di capitale (attivo – passivo < CS) e non è stata reintegrata o è stato ridotto il
CS.
I dividendi sono quindi costituiti da utili distribuibili + utili portati a nuovo + riserve
disponibili.
La società può distribuire solo utili realmente conseguiti ≠ utili fittizi.
La delibera di distribuzione degli utili fittizi è nulla e gli amministratori e i sindaci sono
soggetti a responsabilità anche penale.
Gli azionisti che hanno ottenuto gli utili fittizi non sono tenuti al rimborso se:

55
1. li hanno riscossi in buona fede
2. il bilancio era regolarmente approvato
3. dal bilancio risultavano utili netti.
Le SPAQ possono distribuire acconti sui dividendi sulla base di un prospetto contabile
e di una relazione dalla quale risulti che la situazione patrimoniale, economica e
finanziaria della società consente la distribuzione stessa.
NB prospetto contabile e relazione devono essere analizzati dalla società di revisione.
11. Gli acconti dividendo.

12. Il bilancio consolidato di gruppo.


Bilancio consolidato = bilancio redatto dalla capogruppo in cui viene rappresentata la
situazione patrimoniale, finanziaria ed economica del gruppo considerato nella sua
unità.
L’area di consolidamento è costituita dalle società controllate tramite il possesso di
partecipazioni e ne sono escluse:
» le società controllate con vincoli contrattuali
» le società che svolgono un’attività del tutto eterogenea rispetto alla
maggior parte del gruppo
Non devono obbligatoriamente redigere il bilancio:
» i gruppi di piccole dimensioni che non abbiano società quotate
» le subholding di gruppi a catena, salvo abbiano società controllate
quotate.
Il bilancio consolidato è redatto dagli amministratori della capogruppo ed è costituito
da SP, CE, nota integrativa e relazione sulla situazione del gruppo (allegato).
I principi di consolidamento sono uguali a quelli del bilancio d’esercizio con i dovuti
accorgimenti per far risultare il gruppo come se fosse un’unica impresa = eliminazione
dei rapporti interni:
1. eliminazione delle partecipazioni della controllante nelle controllate e la
corrispondente frazione del patrimonio netto
2. eliminazione crediti e debiti fra imprese incluse nel consolidamento
3. proventi e oneri relativi ad operazioni effettuate fra le stesse
4. utili e perdite conseguenti.

Il procedimento di formazione del consolidato è uguale a quello d’esercizio ed è


sottoposto agli stessi controlli e alle stesse forme di pubblicità ma non è approvato
dall’assemblea.
Se la redigente il consolidato è soggetta alla revisione contabile, i soci che
rappresentano il 5% del CS o la CONSOB possono richiedere l’accertamento del
tribunale sulla conformità alle norme nei criteri di redazione.

13. L’informazione contabile sulle società off-shore.

56
XIII. LE MODIFICAZIONI DELLO STATUTO.

1. Nozione.

Costituisce modificazione dello statuto9 ogni mutamento del contenuto del contratto
sociale con inserimento, modificazione o soppressione di clausole.

Modificazione soggettiva 
Modificazione oggettiva 

2. Il procedimento

Delibera assembleare: nelle SPA si può modificare lo statuto con delibera


dell’Assemblea straordinaria.
Vi sono comunque delle maggioranze più elevate per alcuni temi nelle SPA non
quotate:
» cambiamento dell’oggetto sociale
» scioglimento anticipato o proroga della società
» revoca dello stato di liquidazione
» trasferimento della sede sociale all’estero
» emissione di azioni privilegiate
» introduzione, modificazione o soppressione della clausola compromissoria
» trasformazione e trasformazione eterogenea (anche SPAQ)
» esclusione o limitazione del diritto d’opzione (anche SPAQ)
Controllo notarile:
Art. 2436 Il notaio che ha verbalizzato la deliberazione di modifica dello statuto, entro
30gg, verificato l’adempimento delle condizioni previste per legge, ne richiede
l’iscrizione nel registro delle imprese contestualmente al deposito e allega le eventuali
autorizzazioni richieste.

9
Società di persone = consenso unanime, anche per cessione della quota.
Società di capitali = modifiche delle partecipazioni non sono modifiche dell’atto costitutivo (non
centralità del socio)

57
L’ufficio del registro, verificata la regolarità formale della documentazione, iscrive la
delibera nel registro.
Omologazione facoltativa:
Se il notaio vede che la delibera non è conforme alla legge ne dà tempestivo avviso
agli amministratori che possono:
» nei 30gg successivi convocare l’assemblea straordinaria per una nuova
delibera o
» ricorrere al tribunale che verifica la conformità alla lgg e decreta l’iscrizione
nel registro.
» Inerzia = delibera inefficace (art. 2436, 3° comma)
Efficacia: La delibera produce effetti solo dopo la sua iscrizione nel registro delle
imprese.
Efficacia differita:
Pubblicità legale: Dopo ogni modificazione va depositato nel registro delle imprese il
testo integrale dello statuto aggiornato.

3. Il diritto di recesso

Limiti al potere della maggioranza: L’operatività del principio maggioritario anche per
le modificazioni dello statuto fa si che nella spa l’interesse di gruppo a variare l’assetto
organizzativo della società prevalga sull’eventuale opposto interesse del singolo. Il che
non significa che il potere sia senza limiti. E’ necessario infatti che vengano rispettate
le norme inderogabili e non siano violati i principi cardine della correttezza e della
buona fede nell’attuazione del contratto nonché quello della parità di trattamento.
In previsione di delibere modificative la minoranza e indirettamente tutelata dalla
previsione di maggioranze più elevate e dal riconoscimento del diritto di recesso.
L’attuale disciplina amplia le cause di recesso e le suddivide in:
a- cause di recesso inderogabili
b- cause derogabili dallo statuto
c- cause statutarie

A. INDEROGABILI
Sono nulli i patti che cercano di escludere tali ipotesi.
Art. 2437, I comma: hanno diritto di recedere per tutte o parte delle loro azioni i soci
che non hanno concorso alle deliberazioni:
a) Modifica dell’oggetto sociale quando consente un cambiamento significativo
della SPA
b) Trasformazione della società
c) Trasferimento della sede sociale all’estero
d) Revoca dallo stato di liquidazione
e) L’eliminazione di una o più cause di recesso derogabili o statutarie
f) Modifica dei criteri di determinazione del valore dell’azione nel caso di
recesso
g) Modifiche riguardanti diritto di voto o di partecipazione
h) Soci dissenzienti o assenti alla delibera che introduce, modifica o sopprime la
clausola compromissoria (è concessa solo nelle SPA chiuse)
i) Soci dissenzienti, assenti o astenuti all’esclusione dalla quotazione
In tutti questi casi il diritto di recesso non può essere soppresso dallo statuto ed è
nullo ogni patto volto ad escluderlo o a rendere più gravoso l’esercizio.

B. DEROGABILI

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Art. 2437, II comma: Salvo che lo statuto disponga diversamente, hanno diritto di
recedere i soci (per tutte le azioni) che non hanno concorso all’approvazione delle
deliberazioni riguardanti:
a) La proroga del termine di durata della società
b) L’introduzione o la rimozione di vincoli alla circolazione dei titoli azionari
Il recesso può essere esercitato solo per parte delle azioni.

C. PREVISTE DALLO STATUTO.

Art. 2437, IV comma: lo statuto delle società che non fanno ricorso al capitale di
rischio può prevedere ulteriori cause di recesso.

Società a tempo indeterminato:


Nelle SPA chiuse a tempo indeterminato il socio può liberamente recedere con un
preavviso di 180 giorni, salvo che lo statuto preveda un termine superiore, comunque
non superiore all’anno.

Esercizio del diritto di recesso:


Il diritto di recesso deve essere esercitato entro:
» 15 giorni dall’iscrizione nel registro delle imprese della delibera che lo
legittima
» 30 giorni dalla conoscenza da parte del socio se non dipende da una
delibera

Le azioni interessate dal recesso devono essere depositate presso la sede della società
e non possono essere cedute.

Il socio che recede ha diritto al rimborso del valore delle azioni a meno che la
società revoca la delibera che lo legittima o la società si scioglie entro 90 gg.

Determinazione valore azioni: in modi diversi a seconda si tratti di:


SPA non quotate: valore determinato dagli amministratori sentiti i sindaci e i revisori
tenuto conto
della consistenza patrimoniale della società, delle sue prospettive
reddittuali e dell’eventuale valore di mercato delle azioni.
Lo statuto può stabilire criteri più analitici per valutare la consistenza
del patrimonio.
Se c’è contestazione allora il valore è determinato da un esperto
designato dal tribunale.
SPA quotate: il valore è uguale al prezzo medio di chiusura dei 6 mesi precedenti la
convocazione
dell’assemblea
Le azioni del socio recedente:
1. Vanno offerte agli altri soci in opzione e anche possibile prelazione sull’inoptato.
2. Se i soci non le sottoscrivono tutte allora collocamento sul mercato
3. Se no soci e no terzi, allora le azioni vengono rimborsate mediante acquisto da
parte della società rispettando il limite di riserve o utili disponibili
4. Se no riserve o utili disponibili allora riduzione del capitale o scioglimento della
società.
4. Le modificazioni del Capitale sociale

Modificazioni dello statuto relative al capitale sociale: aumento e diminuzione (art.


2438-2447).

59
5. L’aumento reale del Capitale sociale
REALE [A PAGAMENTO] .

Si ha un aumento del capitale sociale nominale e del patrimonio della società per
effetto di nuovi conferimenti. Con l’aumento reale del capitale sociale, la società
intende procurarsi nuovi mezzi finanziari a titolo di capitale di rischio. L’aumento reale
dà perciò luogo all’emissione di nuove azioni a pagamento, che vengono sottoscritte
dai soci attuali, cui per legge è riconosciuto diritto di opzione.

Condizioni per l’aumento. Art. 2438 Un aumento di capitale non può essere eseguito
fino a che le azioni precedentemente emesse non siano interamente liberate.
Ratio: gonfiare crediti v/soci e no reale funzione vincolistica
L’aumento non è però invalido ma gli amministratori rispondono in solido dei danni
eventualmente arrecati ai soci ed ai terzi. In presenza di perdite che rendono
obbligatoria la riduzione del capitale la società non può procedere ad un aumento
dello stesso senza aver prima ridotto il capitale in misura corrispondente alla perdita.

La delibera di aumento: L’aumento di capitale sociale può essere deliberato:


» Dall’assemblea straordinaria (di regola) >> norme per delibere
modificanti lo statuto
» Dagli amministratori con delega dell’assemblea
La competenza dell’assemblea non ha tuttavia carattere inderogabile. Lo statuto o una
successiva modifica dello stesso possono attribuire agli amministratori la facoltà di
aumentare in una o più volte il capitale sociale. Tuttavia:
a. deve essere predeterminato l’ammontare massimo entro cui gli
amministratori possono aumentare il capitale sociale
b. la delega può essere concessa per un periodo massimo di 5 anni che
decorrono dalla data dell’iscrizione della società nel registro delle imprese
o da quella della delibera assembleare di delega. La delega però è
rinnovabile.
L’attuale disciplina consente che agli amministratori sia riconosciuta anche la facoltà
di deliberare in merito all’esclusione o limitazione del diritto di opzione dei soci, ma lo
statuto deve determinare i criteri cui gli amministratori devono attenersi. Se tale
facoltà è attribuita con modifica dello statuto è necessaria la maggioranza qualificata
prevista per l’esclusione del diritto di opzione.

Sottoscrizione dell’aumento del capitale:


La deliberazione (assembleare o consiliare) di aumento deve fissare il termine, non
inferiore a 30 giorni dalla pubblicazione dell’offerta, entro il quale le sottoscrizioni
devono essere raccolte.
A causa della sottoscrizione parziale l’aumento di capitale può essere di due tipi:
a. Scindibile = se sottoscrizione parziale il capitale si aumenta solo per la
parte di azioni sottoscritte ma dev’essere espressamente previsto dalla
delibera.
b. Inscindibile = se non sono sottoscritte tutte non si fa nulla e i
sottoscrittori e la società sono liberati dai rispettivi obblighi.

Conferimenti:
Per i conferimenti in sede di aumento valgono le stesse norme per la costituzione della
società solo che essi non possono essere complessivamente inferiori all’aumento del
capitale deliberato e il versamento del 25% ( ed eventualmente il sovrapprezzo) fatto
presso la società e non presso la banca.

60
Versamenti in conto capitale:
Versamenti fatti dai soci alla società a titolo di conferimento. Fatti “a copertura di
perdite al fine di sopperire alle esigenze di capitale di rischio e/o di costituire un fondo
destinato a ripianare eventuali perdite evitando di incorrere nella disciplina della
riduzione obbligatoria di capitale. Tali apporti incrementano il patrimonio della società
senza modificarne il capitale sociale e restano sottratti alla disciplina dei conferimenti.

6. Il diritto d’opzione

Diritto d’opzione = diritto dei soci attuali di essere preferiti ai terzi nella sottoscrizione
dell’aumento
del CS a pagamento
Funzioni  Il diritto d’opzione ha la funzione di:
» F. Amministrativa: Mantenere inalterata la % di partecipazione
nell’assemblea
» F. Patrimoniale: Mantenere il valore reale della partecipazione solitamente
> del valore nominale per la presenza di riserve e non cederlo a terzi.
 valore economico intrinseco del diritto d’opzione
Oggetto: Art. 2441 le azioni di nuova emissione e le obbligazioni convertibili in
azioni devono essere offerte in opzione ai soci in proporzione al numero delle azioni
possedute.
Se vi sono già obbligazioni convertibili queste spettano ai possessori di queste in
concorso con i soci sulla base del rapporto di cambio.
Oggetto del diritto d’opzione sono quindi le azioni + obbligazioni convertibili.
Termine: Se il diritto d’opzione non si esercita entro 30gg o vi si rinuncia, le nuove
azioni inoptate nelle:
SPA non quotate: coloro che hanno esercitato il diritto d’opzione possono manifestare
la volontà di
acquistare anche l’inoptato al momento dell’esercizio del loro diritto.
SPAQ: l’inoptato va offerto sul mercato regolamentato dagli amministratori per almeno
5 riunioni e
il ricavato va a beneficio della società.
≠ l’inoptato potrà essere liberamente collocato.
Esclusione del diritto di opzione:
Il diritto d’opzione può essere escluso in presenza di situazioni che rispondono a un
concreto interesse della società:
A. Quando le azioni devono essere liberate con conferimenti in natura.
Anche nelle società quotate si può escludere il 10% del CS preesistente per tali
conferimenti purchè il prezzo d’emissione sia congruo col prezzo d’emissione.
B. Quando l’interesse della società lo esige con delibera di ½ del CS
C. Quando le azioni devono essere offerte ai dipendenti della società con delibera
di ½ del CS se l’offerta ai dipendenti riguarda più di ¼ dell’aumento.
≠ azioni ai dipendenti per partecipazione straordinaria agli utili
In A,B le azioni devono obbligatoriamente avere il sovrapprezzo. E’ stabilito che la
delibera di aumento del capitale “determina il prezzo di emissione delle azioni in base
al valore del patrimonio netto, tenendo conto per le azioni quotate in mercati
regolamentati, anche dell’andamento delle quotazioni nell’ultimo semestre. Il collegio
sindacale deve esprimere il proprio parere sulla congruità del prezzo di emissione.

Il sovrapprezzo è determinato:
SPA non quotate in base al valore del patrimonio netto + parere collegio sindacale.

61
SPAQ in base all’andamento delle azioni degli ultimi 6 mesi + parere dell’organo di
revisione .
Opzione indiretta:
Il diritto d’opzione non si considera escluso o limitato quanto le azioni sono sottoscritte
da SIM o banche che poi devono obbligatoriamente offrirle agli azionisti.

Warrant:
La società può ricorrere anche ad altra tecnica per differire o diluire nel tempo un
aumento del capitale sociale: L’emissione di appostiti buoni di opzione (warrant) che
attribuiscono al titolare il diritto di sottoscrivere le azioni di nuova emissione a
condizioni predeterminate. I warrant di sottoscrizione, di regola rappresentati da titoli
di credito al portatore, devono essere emessi rispettando la disciplina del diritto di
opzione in quanto attribuiscono un’opzione contrattuale che sostituisce quella ex lege.
Devono essere offerti ai soci attuali, se non ricorrono i presupposti per l’esclusione del
diritto di opzione. Scaduto il breve termine la società è libera di collocare i warrant sul
mercato.

7. L’aumento nominale del capitale sociale

NOMINALE [GRATUITO] .

Si incrementa solo il capitale nominale e non il patrimonio della società.

Art. 2442 L’assemblea può aumentare il capitale imputando a capitale le riserve e gli
altri fondi iscritti in bilancio in quanto disponibili.
Effetti:
L’effetto è quello di legare tali riserve disponibili al vincolo di indisponibilità del CS e di
aumentare la funzione vincolistica del CS. Conseguenze giuridiche: il passaggio a
capitale di riserve e fondi disponibili comporta che la società non può più disporre a
favore dei soci dei corrispondenti valori del patrimonio netto.

Modalità di attuazione:
» Aumentando il valore nominale delle azioni in circolazione
» Emettendo nuove azioni date gratuitamente agli azionisti in proporzione
alle quote da loro possedute. Non si devono alterare le preesistenti
posizioni reciproche tra azionisti.

8. Riduzione del Capitale sociale. La riduzione reale.

Al pari dell’aumento, anche la riduzione del capitale può essere reale o nominale a
seconda che la riduzione dia luogo o meno ad un corrispondente rimborso ai soci del
valore dei conferimenti.

REALE
Art. 2445 La riduzione del CS può aver luogo sia mediante liberazione dei soci
dall’obbligo dei versamenti ancora dovuti sia mediante rimborso di capitale ai soci.
La riduzione reale è sottoposta ad alcune condizioni abbastanza stringenti:
» No riduzione sotto il minimo legale (120.000 €)
» Se sono emesse obbligazioni, non si può ridurre se non è rispettato il
limite per l’emissione delle stesse
Vi sono anche alcune cautele procedimentali:

62
» L’avviso di convocazione deve indicare ragioni e modalità della riduzione
» La delibera dell’AS (modificazioni statuto) può essere eseguito solo 90gg
dopo l’iscrizione nel registro delle imprese

Opposizione dei creditori  I creditori sociali possono opporsi alla riduzione perché
vedono diminuita la loro garanzia; si possono opporre se la riduzione pregiudica il loro
diritto al credito.
L’opposizione sospende l’esecuzione della delibera sino all’esito del giudizio a meno
che il tribunale ritenga la richiesta infondata o che la società dia una garanzia.
Le modalità di esecuzione  della riduzione (riduzione proporzionale di tutte, acquisto
di azioni proprie e poi annullamento, sorteggio) devono garantire la parità di
trattamento degli azionisti.
Con il sorteggio gli azionisti rimborsati del solo valore nominale hanno diritto ad azioni
di godimento che partecipano agli utili dopo che sia stato distribuito alle altre un
dividendo pari all’interesse legale sul valore nominale delle azioni.

9. La riduzione del capitale sociale per perdite.

La riduzione del capitale sociale può essere di due tipi:


A. NOMINALE O PER PERDITE FACOLTATIVA .

La riduzione del capitale è nominale in quanto non esce realmente ricchezza dalla
società come con il rimborso ai soci ma si adegua solo la cifra del CS al minor valore
verificatosi.
Quindi siamo in presenza di una riduzione di capitale non quando siamo in presenza di
perdite d’esercizio ma quando:
Attività – Passività < Capitale sociale
CS ≠ Patrimonio netto, altrimenti non avrebbero senso le riserve che hanno proprio la
funzione di
mantenere l’integrità del CS
Se tale diminuzione è minore di 1/3 del CS allora la riduzione è facoltativa.
La riduzione facoltativa segue le norme delle modificazioni dello statuto.
ATT.! non possono comunque essere distribuiti utili fino a quando le perdite siano state
colmate.

B. NOMINALE O PER PERDITE OBBLIGATORIA .

Art. 2446 Quando risulta che il capitale è diminuito di oltre un terzo in conseguenza di
perdite, gli amministratori e in caso di loro inerzia, il collegio sindacale, devono
convocare l’assemblea per gli opportuni provvedimenti .
Riduzione per perdite > 1/3 --> amministratori o sindaci convocano l’assemblea.
La riduzione può intaccare o no il minimo legale:
Non è stato intaccato: si sottopone all’assemblea una situazione patrimoniale
aggiornata con le
opinioni del collegio sindacale + relazione amministratori in cui
danno conto dei fatti di rilievo. Tali opinioni devono essere
depositate presso la sede negli 8 giorni precedenti all’assemblea.
Gli opportuni provvedimenti possono essere:
» Ridurre il capitale sociale
» Rinviare a nuovo le perdite ma, se nell’es. successivo sono
ancora

63
> di 1/3, riduzione obbligatoria da parte dell’assemblea10 o,
in mancanza, è disposta d’ufficio dal tribunale.
È stato intaccato: l’assemblea deve necessariamente deliberare la riduzione del
capitale ed il
contemporaneo aumento al minimo legale o la trasformazione della
società .
Se nn aumenta CS o nn si trasforma la società si scioglie e entra in
liquidazione.

Riduzione obbligatoria 

Riduzione a zero del capitale 

XIV. LE OBBLIGAZIONI

1. Nozione

Obbligazioni = titoli di credito che rappresentano frazioni di eguale valore nominale e


con uguali
10
Se le azioni sono senza valore nominale la riduzione può essere decisa anche dagli amministratori.

64
diritti di un’unitaria operazione di finanziamento.
Le differenze con le azioni sono perciò evidenti:
a) Creditore ≠ socio
b) Remunerazione fissa (interessi) ≠ dividendi “aleatori”
c) Rimborso del valore nominale ≠ rimborso in sede di liquidazione
“aleatorio”11

Obbligazioni e strumenti finanziari partecipativi:


La differenza è meno netta perché hanno in comune la caratteristica di essere emessi
a fronte di un apporto non imputato a capitale. Le obbligazioni però: a. sono titoli di
massa (frazioni standardizzate di un’unica operazione economica), b. attribuiscono il
diritto al rimborso di una somma di denaro.

2. Tipi speciali di obbligazioni

Esistono vari tipi particolari di obbligazioni:


a) Obbligazioni partecipanti
Remunerazione è commisurata agli utili di bilancio
b) Obbligazioni indicizzate
Si adegua il rendimento dei titoli ancorandoli all’andamento di indici che
possono anche riguardare la società.
c) Obbligazioni convertibili in azioni
Si può trasformare il credito in una partecipazione
dell’emittente/controllata/collegata
d) Obbligazioni con warrant
Si ha il diritto di sottoscrivere azioni pur restando la posizione di creditore
e) Obbligazioni subordinate
Il diritto degli obbligazionisti ad ottenere interessi e il rimborso del capitale è
subordinato all’integrale soddisfacimento degli altri creditori in caso di
liquidazione volontaria o assoggettamento a procedura concorsuale.
f) Obbligazioni a premio
prevedono l’attribuzione agli obbligazionisti di utilità aleatorie (in denaro o
natura) da assegnare mediante sorteggio o altro sistema
g) Obbligazioni in valuta estera
rispondono al medesimo scopo delle o. indicizzate.

3. Limiti all’emissione di obbligazioni

Limite del capitale e delle riserve 


Art. 2412 La società può emettere obbligazioni al portatore o nominative, per somma
complessivamente non eccedente il doppio del capitale sociale, della riserva legale e
delle riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio approvato.

--> Limiti: 2*(CS + riserva legale + riserve disponibili)

Deroghe a tale limite sono:


a) Le obbligazioni eccedenti devono essere sottoscritte da investitori
istituzionali (SIM, banche) soggetti a vigilanza prudenziale (Banca d’Italia)
--> se le vendono a non investitori istituzionale i primi
devono
rispondere della solvenza della società emittente
Si ha rimborso solo se vi è un residuo dell’attivo netto e questo può a sua volte essere
11

maggiore, uguale o addirittura minore della quota conferita

65
b) Le obbligazioni sono garantite da ipoteca di primo grado su immobili di
proprietà della società sino a 2/3 del valore di bilancio di questi
c) Ricorrono particolari ragioni di interesse nazionale e vi è
un’autorizzazione dell’autorità governativa.
d) Le emissioni obbligazionarie effettuate da società con azioni (e le stesse
obbligazioni) negoziate in mercati regolamentati.
Il rapporto tra limite e obbligazioni in circolazione deve permanere per tutta la durata
del prestito obbligazionario. Se:
» Riduzione volontaria (reale + nominale <1/3 CS) non si può fare se viene meno il
rapporto
» Riduzione obbligatoria si fa ma non si possono distribuire utili fino al ripristino del
rapporto.

4. Le obbligazioni emesse all’estero.


I limiti all’emissione di obbligazioni potevano essere in passato elusi facilmente: si
facevano emettere le obbligazioni da una società controllata (in genere con modesto
capitale) avente sede in Stati che non pongono limiti all’emissione, e la controllante
italiana (reale beneficiario del finanziamento) prestava garanzia per il loro rimborso.
(vedi caso CIRIO)
Il nuovo art. 2412, 4° comma introdotto dalla legge 262/2005 prevede che al computo
del limite generale all’emissione di obbligazioni previsto dall’art.2412, 1° comma,
concorrano gli importi relativi alle garanzie comunque prestate dalla società per
obbligazioni emesse da altre società, anche estere.

5. Il procedimento di emissione.

Art. 2410 se lo statuto o la legge non dispongono diversamente, l’emissione di


obbligazioni è deliberata dagli amministratori. [prima assemblea straordinaria]
In ogni caso la delibera deve risultare da verbale redatto da notaio ed è depositata ed
iscritta a norma dell’articolo 2436 [modificazioni dello statuto]. Produce effetti e può
essere eseguita solo dopo l’iscrizione.

La delibera di emissione di obbligazioni che prevede la costituzione di garanzie reali a


favore dei sottoscrittori deve designare un notaio per il compimento delle formalità
necessarie per la costituzione delle stesse. Art. 2414bis.

Sottoscrizione: il collocamento sul mercato delle obbligazioni è soggetto alla disciplina


della sollecitazione all’investimento in strumenti finanziari. Alla sottoscrizione secondo
le modalità fissate nel bando di emissione segue il rilascio dei titoli che possono essere
nominativi o al portatore.

Prezzo di emissione: può anche essere inferiore al valore nominale salvo che per le
obbligazioni convertibili.

Libro delle obbligazioni: L’ammontare delle obbligazioni emesse deve risultare da un


apposito libro delle obbligazioni in cui di volta in volta si annotano le obbligazioni
estinte e i trasferimenti se nominative.

6. Le obbligazioni convertibili in azioni

66
Art. 2420-bis L’assemblea straordinaria [e non gli amministratori!] può deliberare
l’emissione di obbligazioni convertibili in azioni, determinando il rapporto di cambio e
il periodo e le modalità di conversione.
Contestualmente la società deve deliberare l’aumento del CS [scindibile naturalmente]
per un ammontare corrispondente alle azioni da attribuire in conversione.
Condizioni per l’emissione sono simili a quelle richieste per l’emissione di nuove
azioni.
Per le obbligazioni convertibili, infatti:
a) Il capitale sociale dev’essere interamente versato
b) Non possono essere emesse per somma complessivamente inferiore al
loro valore nominale
c) Non possono esuberare il limite generale delle obbligazioni (vedi sopra)
Inoltre, come per le azioni, le obbligazioni convertibili:
» devono essere offerte in opzione agli azionisti e ai possessori di
obbligazioni convertibili precedentemente emesse
» possono essere emesse dagli amministratori [ + contestuale aumento CS]
se hanno una delega di durata massima di 5 anni in cui sia anche
espresso l’ammontare complessivo emettibile.
Durante il periodo di conversione sono particolarmente delicate le operazioni sul CS:
<

a) Aumento CS a pagamento + emissione di nuove obbligazioni convertibili: si


offrono in opzione ai vecchi possessori --> si mantiene inalterata la futura
<
partecipazione
b) Aumento CS gratuito: si modifica automaticamente il rapporto di cambio
c) Riduzione nominale: si modifica automaticamente il rapporto di cambio
d) Riduzione reale: conversione anticipata
e) Fusione e scissione: conversione anticipata o diritti equivalenti a quelli
spettanti prima della fusione o della scissione
NB! riduzione reale, fusione e scissione sono soggette a un divieto relativo durante il
periodo di conversione. Relativo perché si può fare ciò di cui sopra.

Procedimento indiretto: non è specificamente disciplinato. Si ha quando l’obbligazione


emessa da una determinata società è convertibile in azione di altra società.

Obbligazioni con Warrant: queste obbligazioni si distinguono nettamente da quelle


convertibili in quanto attribuiscono un diritto cumulativo ( e non alternativo) rispetto al
rimborso del capitale. E’ anche vero che sollevano problemi di tutela degli
obbligazionisti in parte coincidenti con quelli posti dalle obbligazioni convertibili,
sicchè anche per esse è prospettabile l’applicazione analogica della disciplina dettata
per queste ultime.

7. Organizzazione degli obbligazionisti

Gli obbligazionisti hanno un’organizzazione che prevede due organi: assemblea e


rappresentante comune con la finalità di:
a. assicurare una più efficace tutela degli interessi comuni degli obbligazionisti nei
confronti della società
b. consentire, ove l’evolversi della situazione dell’emittente lo renda necessario,
modifiche a maggioranza, delle originarie condizioni del prestito, così sollevando la
società dalla necessità di ottenere il consenso dei singoli obbligazionisti.

1.Assemblea degli obbligazionisti che funziona come l’assemblea straordinaria


(anche su

67
impugnazione delibere come l’assemblea) dei soci e delibera su:
» Nomina e revoca del rappresentante comune
» Modificazioni delle condizioni del prestito (delibera cn ½
obbligazioni circol.)
» Proposte di amministrazione controllata e concordato preventivo
» Costituzione di un fondo per le spese necessarie
» Oggetti di interesse comune degli obbligazionisti

Essa viene convocata dal CDA o dal rappresentante comune; obbligatoria se


richiesta dal 5% delle obbligazioni in circolazione.

2. Rappresentante comune. Esso è:


» Nominato dall’assemblea degli obb. o dal tribunale in mancanza
» Resta in carica 3 esercizi ma è rieleggibile
» Regole sul mandato = revoca anche senza giusta causa
» Segue l’assemblea degli obbligazionisti e la convoca.
» Segue il sorteggio delle obbligazioni che in sua mancanza è nullo
» Ha la rappresentanza processuale degli obbligazionisti.

NB! il singolo obbligazionista può tutelare i propri interessi basta che non sia in
contrasto con le delibere dell’assemblea degli obbligazionisti.

XV. LO SCIOGLIMENTO DELLA SOCIETA’ PER AZIONI.

1. Le cause di scioglimento

Le cause di scioglimento sono simili per SPA, SAPA e SRL con piccole differenze.
Analizziamo la SPA.
Art. 2484 Le SPA, le SAPA e le SRL si sciolgono per:
1. per il decorso del termine
il termine può essere prorogato prima della scadenza dall’assemblea
straordinaria con la maggioranza di 1/3 CS per le SPA chiuse
2. per il conseguimento dell’oggetto sociale o la sopravvenuta impossibilità di
conseguirlo salvo siano occorse le modifiche statutarie da parte dell’assemblea
3. impossibilità di funzionamento o continuata inattività dell’assemblea
= non si possono fare le delibere necessarie per il funzionamento della società
4. riduzione del CS al di sotto del CS salvo che non vi sia un contemporaneo
aumento o la trasformazione della società
5. nei casi previsti dagli articoli 2437 e 2473
[delibera di scioglimento dell’assemblea straordinaria in seguito al recesso di
uno o più soci] [ l’impossibilità di provvedere al rimborso delle azioni senza
ridurre il CS o all’opposizione dei creditori alla riduzione]
6. per deliberazione dell’assemblea
in sede straordinaria con maggioranza di 1/3 del CS
7. per le altre cause previste dallo statuto o dall’atto costitutivo
Lo statuto deve indicare la competenza e gli adempimenti pubblicitari necessari
8. per le altre cause previste dalla legge [es. dichiarazione di nullità in fase di
costituzione].
Dopo la riforma del 2003 non è più causa di scioglimento la dichiarazione di fallimento
della società tuttavia la riforma della legge fallimentare del 2006 prevede che alla
chiusura del fallimento, il curatore debba chiedere la cancellazione della società dal

68
registro delle imprese di fatto continuando a configurare il fallimento come una causa
estintiva della società.

Effetti dello scioglimento: decorrono dalla data di iscrizione nel registro delle
imprese della delibera di scioglimento ≠ verificarsi della causa
La causa di scioglimento e la successiva iscrizione può essere accertata da:
» dagli amministratori senza indugio
≠ personalmente e solidalmente responsabili per i
danni
» dal tribunale su istanza dei soci o del collegio sindacale

Verificatasi una causa di scioglimento la società entra in liquidazione.

2. La società in stato di liquidazione

Accertata la causa di scioglimento gli amministratori devono convocare l’assemblea


per le deliberazioni relative allo stato di liquidazione (≠ individuazione della causa!).
Art. 2486 Al momento del verificarsi di una causa di scioglimento [≠ iscrizione nel
registro] e fino al momento della consegna ai liquidatori gli amministratori conservano
il potere di gestire la società, ai soli fini della conservazione dell’integrità e del valore
del patrimonio sociale.

≠ da tali operazioni personalmente e solidalmente responsabili per i


danni arrecati
Gli amministratori vedono limitati i loro poteri e anche gli altri organi sociali sono
penalizzati:
Art. 2488 Le disposizioni sulle decisioni dei soci, sulle assemblee, sugli organi
amministrativi e di controllo si applicano in quanto compatibili anche durante la
liquidazione.
In particolare:
a) collegio sindacale = controllo anche su liquidatori, no modifiche
b) assemblea = è controverso se siano compatibili alcune delibere che modificano
lo statuto.
Sicuramente compatibili la fusione prima della ripartizione
dell’attivo
La revoca dello stato di liquidazione può essere fatta con delibera dell’assemblea
straordinaria ma:
» con maggioranza di 1/3 del CS
» i soci in disaccordo possono recedere
» provoca effetti dopo 60gg dlla sua iscrizione nel registro dlle imprese in
modo ke i creditori sociali possano opporsi cn le stesse modalità dlla
riduzione facoltativa dl CS.

3. Il procedimento di liquidazione.

Nomina dei liquidatori:


Art. 2487 Tranne nei casi in cui lo scioglimento lo decide l’assemblea stessa, gli
amministratori debbono convocare l’assemblea perché deliberi, con le maggioranze
previste per le modificazioni dello statuto su:
a) numero dei liquidatori e funzionamento del collegio in caso di pluralità
b) nomina dei liquidatori con indicazione di quelli cui spetta la rappresentanza
c) criteri in base ai quali deve svolgersi la liquidazione;

69
i poteri dei liquidatori con particolare riguardo alla cessione dell’azienda o di
rami di essa;
gli atti necessari per la conservazione del valore dell’impresa, ivi compreso il
suo esercizio provvisorio, anche di singoli rami, in funzione del miglior realizzo

Se non vi provvede l’assemblea vi provvede il tribunale su istanza dei soci o del


collegio sindacale.

I liquidatori:
» restano in carica per la durata della liquidazione, salvo sia previsto un termine
» sono soggetti alle stesse cause di ineleggibilità e decadenza degli
amministratori
» sono revocati da:
 assemblea straordinaria
 tribunale se sussiste giusta causa e istanza dei soci, sindaci e PM
» hanno poteri simili a quelli degli amministratori. Essi:
a) devono adempiere con diligenza e professionalità richieste ≠
responsabilità
b) devono prendere in consegna i beni e i documenti sociali dagli
amministratori e redigere con gli stessi l’inventario del patrimonio
sociale
c) compiono tutti gli atti utili per la liquidazione salvo diversa
disposizione
≠ non compiere nuove operazioni

d) devono redigere annualmente il bilancio indicando le variazione


I liquidatori devono innanzitutto pagare i creditori sociali:
» se i fondi risultano insufficienti possono chiedere ai soci i versamenti
<
ancora dovuti
» possono dare acconti ai soci con le opportune cautele ma se pregiudicano
i creditori sociali ne rispondono personalmente e solidalmente per i danni.

Pubblicità: i provvedimenti di nomina e di revoca dei liquidatori sono soggetti ad


iscrizione nel registro delle imprese.
Alla fine del loro mandato e completata la liquidazione i liquidatori devono redigere il
bilancio finale di liquidazione:
» bisogna dar evidenza del piano di riparto
» dev’essere approvato dai singoli soci --> interesse singolo [approvazione
tacita]

4. L’estinzione della società.

Approvato il bilancio si ha la cancellazione del registro delle imprese e il deposito dei


libri societari.
Entro un anno dalla cancellazione e creditori rimasti insoddisfatti possono far valere i
loro diritti con una domanda notificata preso la sede della società nei confronti:
» dei soci nel limite delle quote riscosse con il bilancio di liquidazione
» dei liquidatori se il mancato pagamento dipende da loro colpa.

NB la cancellazione avviene d’ufficio se per 3 anni non si deposita il bilancio annuale di


liquidazione.

70
Con la cancellazione dal registro la SPA si estingue. I creditori possono comunque
richiederne il fallimento entro un anno dalla cancellazione; decorso tale termine
nessuno potrà più fare richieste12.

XVI. LA SOCIETA’ IN ACCOMANDITA PER AZIONI.

1. Caratteri distintivi

La SAPA è una società di capitali in cui esistono 2 categorie di soci13:


» SOCI ACCOMANDATARI = rispondono solidalmente ed illimitatamente per le
obbligazioni sociali ma in compenso sono amministratori per legge ed hanno
altri importanti poteri
» SOCI ACCOMANDANTI = rischiano solo della quota di capitale sottoscritta

Art. 2454 AllA SAPA sono applicabili in quanto compatibili le norme della SPA.

Azioni: la società in accomandita per azioni è nel contempo un tipo di società che,
come la Spa, si caratterizza per il fatto che le quote di partecipazione dei soci
(accomandatati e accomandanti) sono rappresentate da azioni.

Disciplina: la sua disciplina è modellata su quella della Spa, dato che “alla società in
accomandita per azioni” sono applicabili le norme relative alla Spa in quanto
compatibili con le disposizioni seguenti” (art. 2454).

Differenze Sas - Saa: L’accomandita semplice è una società di persone: una società in
nome collettivo modificata dalla presenza di soci a responsabilità limitata
(accomandanti). L’accomandita per azioni è una società di capitali: una società per
azioni modificata dalla presenza di socia a responsabilità illimitata (accomandatari)
che, come contropartita della più gravosa responsabilità, sono di diritto
amministratori.

2. L’azionista accomandatario.

La figura più importante e peculiare di questa società è sicuramente la posizione di


soci accomandatario14. Infatti:
a) I soci accomandatari iscritti nell’atto costitutivo sono tutti amministratori
di diritto e senza limiti di tempo. (non esiste accomandatario non
amministratore)

12
≠ vecchia disciplina in cui la società esiste fino al pagamento dell’ultimo creditore.
13
È sbagliato dire che la SAPA sta a metà tra una società di persone e una di capitali perché vi si
applicano le norme della SPA e alla responsabilità illimitata sono collegati ampissimi poteri degli
amministratori.
14

La SAPA è un tipo di società utilizzata dai gruppi familiari dove si vuol dare al “patriarca”, con la carica di
socio accomandatario il potere di gradire o no gli amministratori.

71
b) Il socio accomandatario risponde delle obbligazioni sociali dal momento
dell’accettazione della nomina a quando viene iscritta la sua cessazione
dall’ufficio nel registro delle imprese
≠ non risponde per debiti anteriormente o posteriormente contratti
Società in accomandita semplice Società in accomandita per azioni
Gli accomandatari possono ma non devono essere
I soci indicati nell’atto costitutivo come
necessariamente amministratori e si possono
accomandatari sono tutti di diritto amministratori
perciò avere soci accomandatari che non sono
della società. (art. 2455) e senza limiti di tempo
amministratori
Il socio accomandatario che cessa dall’ufficio di
L’accomandatario risponde delle obbligazioni amministratore, non risponde per le obbligazioni
sociali anche se non è amministratore o cessa di della società sorte posteriormente all’iscrizione nel
esserlo registro delle imprese della cessazione dell’ufficio
(art2461)
L’accomandatario risponde anche delle Il nuovo amministratore assume la qualità di socio
obbligazioni sociali anteriori all’acquisto della accomandatario dal momento della citazione della
qualità di socio e di quelle successive nomina (art 2457) e ciò implica che esso risponde
all’eventuale cessazione della carica di solo per le obbligazioni sociali che sorgono a partire
amministratore. da tale momento, non di quelle anteriori.

3. Costituzione. Conferimenti. Azioni.

Per la costituzione della società, i conferimenti e le partecipazioni azionarie, trova


piena applicazione la disciplina della Spa, con due sole differenze:

Atto costitutivo:
Art. 2460 Le modificazioni dell’atto costitutivo devono essere approvate
dall’assemblea con le maggioranze prescritte per l’assemblea straordinaria e devono
inoltre essere approvate da tutti i soci accomandatari
>> i soci accomandatari hanno quindi un potere di veto su ciò che modifica il
patto sociale

Denominazione sociale:
Deve essere costituita dal nome di almeno uno dei soci accomandatari, con
l’indicazione di società in accomandita per azioni. (art. 2453)

Azioni:
Nessuna diposizione specifica è dettata per le azioni intestate agli accomandatari.

4. Gli organi sociali.

L’organizzazione interna della S.A.A. si fonda sulla necessaria presenza di tre distinti
organi:
a. Assemblea
b. Amministratori
c. Collegio Sindacale
Assemblea:
All’assemblea si applicano le regole di funzionamento dettate per la Spa. Norme
particolari valgono tuttavia per l’adozione di talune delibere.
a. Gli accomandatari non hanno diritto di voto nelle deliberazioni di nomina e
revoca dei sindaci, nonché in quelle concernenti l’esercizio dell’azione di
responsabilità nei loro confronti. (art. 2459)
b. Le modificazioni dell’atto costitutivo non solo devono essere deliberate
dall’assemblea straordinaria con le consuete maggioranze, ma devono essere
approvate da tutti i soci accomandatari. (art. 2460)
c. Nella competenza della assemblea straordinaria rientra anche la nomina e la
revoca degli amministratori.

72
Gli amministratori:
» Non hanno diritto di voto nelle deliberazioni di nomina e revoca dei
sindaci e in quelle che riguardano la loro responsabilità
» anche se hanno una carica permanente, possono essere revocati con le
maggioranze prescritte per l’assemblea straordinaria, anche senza
giusta causa come nelle norme sul mandato (no giusta causa =
risarcimento danni)

5. Lo scioglimento della società.

I soli soci accomandanti:


» nominano e revocano i sindaci = + indipendenza
» nominano e revocano l’organo di revisione se la revisione è obbligatoria.

La SAPA gode beneficio di preventivo escussione prima dell’erosione del


patrimonio dei singoli soci accomandatari.
Oltre alle normali cause di scioglimento, la SAPA si scioglie se vengono meno tutti gli
amministratori e non si ripristinano entro 180 gg.
>> in tale periodo agisce un amministratore nominato dal collegio
sindacale che non assume la carica di socio accomandatario.

XVII. LA SOCIETA’ A RESPONSABILITA’ LIMITATA.

1. Caratteri distintivi

La SRL è un tipo di società che ricalca le basi della SPA ma consente una articolazione
più snella e una maggior partecipazione dei soci nella vita della società.
>> spazio particolarmente ampio alla autonomia privata
>> si vuole un modello funzionale e flessibile per le esigenze economiche di
imprese di
piccole/medie dimensioni.
15
La differenza principale con le SPA è che nelle SRL la POSIZIONE DEL SOCIO È CENTRALE.

Nozione  La Srl (art. 2462-2483) è una società di capitali nella quale:


a. per le obbligazioni sociali risponde soltanto la società col suo patrimonio
b. le quote di partecipazione dei soci non possono essere rappresentate da azioni e
non possono costituire oggetto di sollecitazione all’investimento (art. 2468)

Responsabilità limitata  come nella Spa e diversamente alla Saa, qui tutti i soci
godono del beneficio della responsabilità limitata e nessuna pretesa possono perciò
avanzare nei loro confronti i creditori della società. Il beneficio della responsabilità
limitata inoltre permane, salvo talune eccezioni, anche in presenza di un unico socio

Quote  di partecipazione dei soci non possono essere rappresentate da azioni (art.
2468) non possono cioè essere rappresentate da documenti destinati a circolare nelle
più agili forme dei titoli di credito.
 Criterio personalistico: divisione in parti del capitale sociale = ostacolo alla
raccolta di ingenti capitali di rischio fra il pubblico dei risparmiatori, rendendo
meno agevole la mobilitazione dell’investimento.

15
In questo senso possiamo dire che la SRL è “come una società di persone a responsabilità limitata”.

73
Struttura 
2. La costituzione della società. La s.r.l. unipersonale.

La costituzione della SRL è simile a quella delle SPA ma:


a) il capitale sociale non dev’essere inferiore a 10.000 €
b) la denominazione sociale deve contenere l’indicazione SRL
c) come nelle SPA, può essere costituita a tempo indeterminato ma il socio
può recedere con un preavviso di 6 mesi che lo statuto deve allungare
fino ad un anno.
L’atto costitutivo dev’essere redatto con atto pubblico e il suo contenuto è descritto
dall’art. 2463.
La SRL può anche essere costituita da parte di un singolo socio con la stessa disciplina
per la costituzione di SPA unipersonali.

3. I Conferimenti. Le forme di finanziamento.

Art. 2464 Possono essere conferiti tutti gli elementi dell’attivo suscettibili di
valutazione economica.
--> ≠ iscrivibili all’attivo patrimoniale ma basta che siano suscettibili di
valutazione
economica e che coprano il capitale >> funzione vincolistica
--> possono essere conferite quindi anche le prestazioni d’opera.
Poi, come nelle SPA, [sempre art. 2464]:
» Il valore dei conferimenti non può essere complessivamente inferiore
all’ammontare globale del capitale sociale
» Se non è disposto diversamente i conferimenti vanno fatti in denaro

Condizioni dei singoli tipi di conferimenti:


DENARO: bisogna versarne in banca il 25% o stipulare per un importo corrispondente
una polizza
d’assicurazione o di una fideiussione bancaria con modalità stabilite
--> poco usate la polizza e le fideiussioni per i costi che comportano
BENI IN NATURA E CREDITI: La stima può essere fatta da un esperto o da una società di
revisione
iscritti nell’albo dei revisori contabili [≠ perito del tribunale!!] e
dev’essere naturalmente pari o superiore al conferimento

--> nn è prevista la revisione della stima da parte del CDAi


[≠ SPA]
PRESTAZIONE D’OPERA/SERVIZI: l’intero valore assegnato a tale conferimento dev’essere
garantito
dalla stipula di una polizza d’assicurazione o da una
fideiussione.
NB! non sono conferibili beni futuri o cosa altrui >> esigenza cmq di certezza
Il socio moroso = che non conferisce:
» viene escluso dalle decisioni della società
» si può provvedere a:
 azione giudiziaria
 vendita coattiva della sua quota agli altri, la vendita sul mercato è
concessa solo se prevista dallo statuto ≠ riduzione CS perché non
è possibile buy-back

74
Lo statuto può prevedere la possibilità per la SRL di emettere titoli di debito, indicando
inoltre la competenza, i limiti, le modalità e le maggioranza necessarie.
I titoli di debito possono però essere sottoscritti solo da investitori professionali (e non
dal pubblico dei risparmiatori) che, se li vendono al pubblico, devono rispondere della
solvenza della società.

Finanziamenti dei soci 


Nel passato era diffusa la concessione da parte dei soci di ingenti finanziamenti alle
SRL ottenendo così una pesante sottocapitalizzazione di tali società. Oggi:
Art. 2467 Il rimborso dei finanziamenti dei soci a favore della società è postergato
rispetto alla soddisfazione degli altri creditori e, se avvenuto nell’anno antecedente il
fallimento della società esso dev’essere restituito.
Tale norma opera se i finanziamenti sono stati concessi in un momento in cui risulta un
eccessivo squilibrio dell’indebitamento rispetto al PN o in un momento in cui sarebbe
stato ragionevole un conferimento.
>> se la società era sottocapitalizzata e il socio ha finanziato al posto di
conferire allora egli è postergato nel rimborso.

4. I titoli di debito
Con l’attuale disciplina è infine caduto il divieto per le Srl di emettere obbligazioni o
meglio, l’atto costitutivo può prevedere l’emissione di titoli di debito (art. 2483) per
altro sottratti alla disciplina propria delle obbligazioni di Spa ma soggette alla
disciplina secondaria del comitato interministeriale per il credito e il risparmio.

Emissione: A differenza delle obbligazioni l’emissione dei titoli di debito è consentita


solo se prevista nell’atto costitutivo. E’ l’atto costitutivo a stabilire se la competenza
ad emettere titoli di debito spetta ai soci o agli amministratori “determinando gli
eventuali limiti, modalità e le maggioranze necessarie”. La decisione di emissione (per
la quale non è previsto l’intervento di un notaio verbalizzatore) fissa le condizioni del
prestito e le modalità di rimborso ed è iscritta nel registro delle imprese. Può anche
prevedere che condizioni e modalità di rimborso possano essere modificate con il
consenso della maggioranza dei possessori dei titoli. Il taglio minimo dei titoli non può
essere inferiore a 50 mila euro.

Contenuto: Ampia libertà autonomia statutaria nella determinazione del contenuto dei
titoli di debito. (titoli di massa, titoli individuali…)

Sottoscrizione: i titoli di debito non possono essere collocati direttamente presso il


pubblico dei risparmiatori. Possono essere sottoscritti solo da investitori professionali
soggetti a vigilanza prudenziale.

Garanzia: l’identità del garante e l’ammontare della garanzia devono essere indicati
sul titolo di debito.

5. Le quote sociali

Nella SRL non esistono azioni ma quote sociali, ognuna attribuita ad un socio.
Il capitale è diviso in base al numero di soci i quali detengono una quota di
partecipazione proporzionale al conferimento.
Art. 2468 I diritti sociali spettano ai soci in misura proporzionale alla partecipazione
possedute, salvo il III comma.
Se l’atto costitutivo non dispone diversamente, le partecipazioni dei soci sono
determinate in isura proporzionale al conferimento.

75
Resta salva la possibilità che l’atto costitutivo preveda l’attribuzione ai singoli soci di
particolari diritti riguardanti l’amministrazione o la distribuzione degli utili.
NB l’attribuzione è a singoli soci, non alle quote. Se X ha un particolare diritto e cede
la quota il diritto in più non si trasferisce con la quota.
I diritti particolari:
1. Amministrazione: l’intervento può essere a tutto campo come nella società di
persone; es. socio non amministratore con diritto di info, diritti di veto a un
socio su alcune delibere, etc.

2. Distribuzione degli utili: fermo restando il patto leonino, si può prevedere che un
socio abbia più utili ≠ postergazione o minor % nelle perdite, solo utili.
» Possono essere modificati solo con il consenso unanime dei soci.
Le quote non rappresentano titoli azionari e il documento è solo una prova della
qualità di socio.
L’atto costitutivo può prevedere:
» La non trasferibilità totale delle quote
--> possibile causa di recesso
» La trasferibilità soggetta a gradimento di soci, terzi o alcune
condizioni
--> possibile causa di recesso
» Che il recesso non sia esercitato entro 2 anni dalla costituzione
» Cause di esclusione per giusta causa [come Soc. di persone]
Il recesso avviene:
» STATUTO: In tutte le cause e modalità previste dallo statuto
» LEGGE: può avvenire in due casi
o SRL a tempo indeterminato: recesso libero con preavviso di 6 mesi
allungabile dallo statuto a 1 anno
o SRL a tempo determinato: i soci che non hanno acconsentito (contrari
assenti e astenuti) a grosse modifiche del contratto sociale (es.
ogg.,fusione, scissione)
In caso di recesso il valore delle quote dev’essere quello di MRKT ≠ esperto nominato
dal tribunale
Per la quota del socio recesso si offre agli altri soci
>> un terzo concordemente individuato
>> riduzione del CS nominale o reale se necessaria;
ma se i creditori vi si oppongono naturalmente la SRL
si scioglie.
6. Il trasferimento delle quote sociali
Il trasferimento delle partecipazioni nelle SRL è soggetto a varie formalità per la
centralità del socio in questo modello societario.
Il trasferimento della quota è valido e efficace con il solo consenso traslativo.
Il trasferimento inter vivos:
» Deve risultare da scrittura privata autenticata
» Dev’essere iscritto nel registro delle imprese
» Deve essere annotato nel libro dei soci con misura dell’iscrizione nel
registro
Dopo che è stato annotato nel libro dei soci allora il trasferimento è efficace nei
confronti della SRL
Se il trasferimento è fatto con contratti a più persone, prevale chi per primo lo iscrive
in buona fede nel registro delle imprese.
Il trasferimento mortis causa è libero salvo vi siano clausole limitative nel testamento.

76
La SRL non può in nessun caso acquistare le proprie quote.
La quota può essere espropriata dai creditori personali del socio e se:
» Normale e fallimento del socio: vendita forzata e assegnazione al
creditore.
» La partecipazione non è liberamente trasferibile: la vendita forzata non è
valida se la società presenta entro 10gg un altro acquirente.
--> si impedisce l’ingresso non graditi nella SRL

7. Recesso ed esclusione

Disciplina del recesso radicalmente riformata. Ampia libertà autonomia statutaria. Atto
costitutivo stabilisce quando il socio può recedere e le relative modalità. E’
inderogabilmente riconosciuto nei casi:
a. se la società è a tempo indeterminato ogni socio può recedere con un preavviso di
almeno 180 gg, che l’atto costitutivo può allungare fino ad un anno
b. se la società è a tempo determinato possono recedere i soci che non hanno
consentito (contrari, assenti e astenuti):
• Al cambiamento dell’oggetto sociale o del tipo di società
• Alla sua fusione o scissione
• Alla revoca dello stato di liquidazione
• Al trasferimento della sede sociale all’estero
• All’eliminazione di una o più cause di recesso previste dall’atto costitutivo al
compimento di operazioni che comportano una modifica dell’oggetto sociale o
dei diritti particolari attribuiti a un singolo socio.
• Riconosciuto al socio contrario all’aumento di capitale sociale con esclusione del
diritto di opzione (art. 2481).
Il recesso non può essere esercitato o se esercitato è privo di efficacia se la società
revoca la delibera che lo legittima ovvero se è deliberato lo scioglimento della società
(art. 2473).

Liquidazione della quota  i soci che recedono hanno diritto di ottenere il rimborso
della propria partecipazione in proporzione al patrimonio sociale

Esclusione  l’atto costitutivo può prevedere specifiche cause di esclusione del socio
per giusta causa. Per il rimborso si applica la disciplina del recesso con esclusione
della riduzione del capitale sociale. (art. 2473)

8. Gli organi sociali. Le decisioni dei soci

Anche negli organi sociali la figura del socio, anche singolo, è centrale.
C’è ampio spazio all’autonomia statutaria ma ci si basa cmq su assemblea, CDA e
collegio sindacale.

Assemblea
Art. 2479 I soci decidono sulle materie riservate alla loro competenza dall’atto
costitutivo, nonché sugli argomenti che uno o più amministratori o tanti soci che
rappresentano 1/3 del CS sottopongono alla loro approvazione.

In ogni caso sono riservate alla competenza dei soci:


1. Approvazione del bilancio e distribuzione degli utili
2. Nomina degli amministratori se prevista dallo statuto
3. Nomina del collegio sindacale nei casi previsti dall’articolo 2477
4. modificazioni atto costitutivo

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5. operazioni che comportano una modifica rilevante dell’oggetto sociale o dei
diritti dei soci.
L’assemblea di regola decide quindi su:
» materie previste dalla legge (vedi su)
» materie previste dall’atto costitutivo
» materie presentate su istanza di 1/3 del CS.
L’assemblea della SRL può deliberare con un procedimento più snello (consultazione
scritta o consenso per iscritto) col voto favorevole di ½ del CS tranne nei casi di:
» riduzione del capitale per perdite obbligatoria
» modificazioni dell’atto costitutivo
» modifica dell’oggetto sociale o dei diritti dei soci
» istanza di 1/3 del CS
Anche la disciplina dell’assemblea è lasciata all’autonomia statutaria:
» Convocazione: atto costitutivo o lettera raccomandata entro 8gg ≠ Gazzetta
Ufficiale
» Intervento: tutti i soci iscritti nel libro dei soci e no limitazioni di rappresentanza
della SPA
» Voto: in misura proporzionale alla partecipazione (come SPA)
» Quorum costitutivo: ½ del CS
» Quorum deliberativo ordinario: maggioranza dei presenti
» Quorum deliberativo “straordinario”: ½ CS per modifiche atto cost., ogg. sociale e
diritti soci.
L’assemblea totalitaria è prevista mentre quella di seconda convocazione no (volendo
si inserisce nell’atto cost.).

9. L’invalidità delle decisioni dei soci

L’invalidità delle delibere assembleari rispetto a quelle che hanno per oggetto:
a) Non conformità a legge o atto costitutivo / decisioni in conflitto d’interessi
Impugnate dai soci dissenzienti anche individualmente [≠ % SPA], da
amministratori e collegio sindacale, entro 90gg dalla trascrizione nel libro delle
delibere.
Il tribunale può prevedere che entro 180gg sia adottata una nuova delibera che
elimini la causa di invalidità e sani la delibera invalida, fatti salvi i diritti acquistati
dai terzi di buona fede.
b) Oggetto impossibile o illecito / assenza assoluta di informazione
Possono essere impugnate da chiunque entro 3 anni + disciplina specifica SPA per
aumento CS, riduzione reale CS, impugnazione del bilancio
c) Modifica oggetto sociale con attività impossibili o illecite
Impugnabili da chiunque e senza limiti di tempo

10. Amministrazione e controllo

Art. 2475 Salvo diversa disposizione dell’atto costitutivo l’amministrazione è affidata a


uno o più soci che restano in carica a tempo indeterminato.
Se vi sono più soci  CDA che può avere metodo collegiale o disgiuntivo ≠ SPA!
 cmq collegialmente redazione del bilancio, progetto di
fusione e
scissione, aumento CS con delega.
Le decisioni possono essere prese con consultazione scritta o consenso espresso per
iscritto basta che sia indicato chiaramente l’argomento e il consenso.

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Invalidità delibere CDA: solo se vi è stato voto decisivo di un socio in conflitto di
interessi e portano danno alla società; possono essere impugnate da amministratori,
collegio sindacale e revisore entro 90gg.
--> l’amministratore in conflitto d’interesse non deve comunicarlo
obbligatoriamente.
Rappresentanza: uguali a SPA + contratti conclusi da amministratori in conflitto
d’interessi sono annullabili su domanda della società se il terzo conosceva o poteva
riconoscere il conflitto.
Responsabilità: vi sono alcune peculiarità:
a) Non si menziona responsabilità verso creditori sociali ma solo verso società, soci e
terzi con le stesse norme SPA
b) Sono solidalmente responsabili i soci che hanno intenzionalmente deciso o
autorizzato il compimento di atti dannosi per la società, i soci o i terzi
--> responsabilità anche di chi amministra di fatto
c) L’azione di responsabilità può essere esperita dal singolo socio che può anche
chiedere la revoca dell’amministratore se sussistono gravi irregolarità.

Controllo
La nomina del collegio sindacale è obbligatoria se:
» CS > 120.000 €
» No presupposti per la redazione del bilancio in forma abbreviata
In questo caso non è obbligatoria la nomina del revisore; il controllo contabile viene
effettuato dal collegio sindacale.
Il collegio sindacale e la presenza del revisore possono cmq essere previsti dall’atto
costitutivo.
Se manca proprio, i soci non amministratori hanno alcuni poteri di controllo quali:
» notizie sullo svolgimento degli affari sociali
» consultazione professionisti di fiducia
» consultazione libri e scritture contabili della società

11. Bilancio. Modificazioni dell’atto costitutivo. Scioglimento.

Bilancio: stessa disciplina SPA


Modifiche dell’atto costitutivo: alcune differenze:
Aumento CS
È prevista la delega agli amministratori ma nei limiti e modalità previste dall’atto
costitutivo.
NB! cmq verbale redatto da notaio e iscrizione nel registro delle imprese
Nell’aumento del CS con nuovi conferimenti il diritto d’opzione è escludibile solo se
previsto dallo statuto e mai quando l’aumento sia obbligatorio dopo una riduzione
obbligatoria.
I soci dissenzienti all’esclusione del diritto d’opzione possono recedere (importanza
socio)

Riduzione CS
Il CS è di 10.000 € per la riduzione per perdite.
Le riduzioni di CS non modificano le quote di partecipazione dei soci.
Per il resto è uguale alla SPA
Scioglimento della società: stessa disciplina SPA

XVIII. LE SOCIETA’ CORPORATIVE

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Art. 2511 Le cooperative sono società a capitale variabile con scopo mutualistico.
Le cooperative hanno un ampio sistema legislativo:
» Costituzione Art. 45: la Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione
a carattere
di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne
promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne
favorisce il carattere e le finalità.
» Codice civile
» Leggi regionali e leggi speciali (es. legge Basevi nel 1942)

Lo scopo mutualistico consiste nel fornire beni o servizi o occasioni di lavoro


direttamente ai membri dell’organizzazione a condizioni più vantaggiose di quelle che
otterrebbero sul mercato.
--> “gestione di servizio” a favore dei soci
--> vantaggio patrimoniale singolo che consiste in un risparmio di spesa
in una maggior retribuzione
Lo scopo mutualistico è prevalente, non esclusivo nelle cooperative. Infatti possiamo
essere anche in presenza, nelle società cooperative di:
1. lucro oggettivo
svolgere attività anche con terzi per produrre un utile e non solo con i soci
2. lucro soggettivo
si può avere distribuzione degli utili ma solo in limiti massimi di %.
Vietata l’integrale distribuzione degli utili prodotti.
All’interno della cooperativo possiamo determinare 2 categorie di soci:
» Soci sovventori = forniscono solo il capitale di rischio
» Soci cooperatori = lavorano nella cooperativa
Le cooperative possono essere:
» di consumo = i soci usufruiscono dei beni prodotti dall’impresa
» di produzione e lavoro = i fattori produttivi sono forniti dai soci
La riforma del 2003 ha diviso tra:
» cooperative a mutualità prevalente = agevolazioni tributarie
» altre cooperative = no agevolazioni tributarie

Le cooperative a mutualità prevalente


Art. 2512 Sono società cooperative a mutualità prevalente quelle che:
1. svolgono la loro attività prevalente in favore dei soci, consumatori o utenti di
beni e servizi
2. si avvalgono prevalentemente delle prestazioni lavorative dei soci
3. si avvalgono prevalentemente degli apporti di beni e servizi da parte dei soci
La prevalenza viene evidenziata dagli amministratori e sindaci nella nota integrativa al
bilancio dove si verifica che il 50% di ricavi, di costo del lavoro e di costo della
produzione siano attribuibili a ricavi verso soci, lavoro dei soci e costi per servizi dati ai
soci.
≠ per 2 anni si perde la qualifica di cooperativa a mutualità prevalente
Le CMP vanno iscritte in un apposito albo tenuto presso il ministero presso il quale si
deposita anche il bilancio annualmente.
Si caratterizzano per clausole che:
a) limitano la distribuzione di utili
b) limitano la remunerazione di strumenti finanziari offerti ai soci
c) vietano la distribuzione di riserve ai soci cooperatori

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d) prevedono l’assegnazione del patrimonio netto tranne capitale sociale e
dividendi distribuibili a “fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della
cooperazione.
L’atto costitutivo prevede le regole di svolgimento e garantisce parità di trattamento
tra i soci.

Disciplina per tutte le società cooperative (anche CMP)

Struttura e disciplina
Cooperative medio grandi = disciplina SPA
Cooperative piccole (meno di 20 soci e attivo <1.000.000 €) = disciplina SPA o SRL
Cooperative con meno di 9 soci = disciplina SRL
Per evitare che siano perseguiti scopi meramente lucrativi sono previsti:
a) Numero minimo di soci per la costituzione e continuazione della cooperativa
+ specifici requisiti soggettivi dei soci
b) Limiti alla quota di partecipazione di ogni socio e alla % di utili ad ognuno
distribuibile
c) le variazioni del numero di soci e le conseguenti modifiche del CS, non
comportano la modifica dell’atto costitutivo
d) In assemblea il voto è per teste ≠ quota di partecipazione
e) Vigilanza dell’autorità governativa

Costituzione
Per costituire la società bisogna avere vari requisiti:
1. N° minimo di soci: 9 se disciplina SPA
3 se disciplina SRL
--> se vengono meno e non si reintegra il numero in un anno la coop si
scioglie
2. Requisiti dei soci cooperatori: non possono essere soci di COOP coloro che
esercitano in
proprio imprese identiche o affini con quelle delle COOP.
Poi variano da settore a settore
3. Atto costitutivo: è uguale a quello della SPA ma con in più l’indicazione di:
a. Oggetto sociale e requisiti dei soci
b. Requisiti e condizioni per l’ammissione di nuovi soci e modalità
di conferimento
c. Condizioni per l’esclusione o il recesso dei soci
d. Regole per la ripartizione degli utili e per la ripartizione dei
ristorni
4. Denominazione sociale: indicare che è una COOP, se CMP bisogna indicare anche il
numero
d’iscrizione dell’albo
5. Pubblicità: iscrizione nel registro delle imprese --> pubb. costitutiva di personalità
giuridica
iscrizione nell’albo delle COOP --> agevolazioni
6. Regolamenti: l’attività mutualistica può essere disciplinata da vari regolamenti
predisposti dagli
amministratori e approvati dall’assemblea straordinaria.
7. Conferimenti: i conferimenti seguono la disciplina di SPA o SRL a seconda della
COOP.

81
Il socio che non esegue in tutto o in parte i conferimenti può essere
escluso.

Responsabilità dei soci


Art. 2518 Nelle cooperative per le obbligazioni sociali risponde solo la società con il
suo patrimonio.
[come disciplina SPA e SRL del resto]
Il creditore particolare del socio cooperatore non può agire esecutivamente sulla quota
o sulle azioni dello stesso finchè dura la società.
Il socio che cessa di far parte della società risponde verso la COOP per il pagamento
dei conferimenti non eseguiti per un anno dall’esclusione o dal recesso.
--> se entro un anno la COOP è insolvente egli deve ridare la liquidazione della
sua quota

Quote e azioni
La partecipazione sociale può essere rappresentata da quote o azioni.
Nessun socio può avere una quota superiore ai 100.000 € tranne nei casi di
conferimenti in natura o di crediti.
--> le COOP con più di 500 soci possono avere come limite maggiore il 2% del
CS
Art. 2530 La quota o le azioni dei soci cooperatori non possono essere cedute con
effetto se la cessione non è autorizzata dagli amministratori.

--> entro 60 gg da comunicazione del socio (silenzio - assenso)


--> in ogni caso non vale se l’acquirente non ha i requisiti richiesti
La negazione dell’autorizzazione dev’essere motivata e il socio può opporsi in
tribunale.
L’atto costitutivo può prevedere il divieto di trasferimento se è possibile per il socio
recedere con un preavviso di 3 mesi.
L’acquisto di azioni proprie è permesso se:
» rapporto tra Pn e Indebitamento è < di ¼
» con utili e riserve distribuibili

Oggi, per favorire la raccolta di capitale di rischio sono stati previsti particolari istituti
quali:
1. I soci sovventori
Sono soggetti sprovvisti degli specifici requisiti soggettivi richiesti per i cooperatori
che conferiscono capitale di rischio.
--> le loro azioni sono liberamente trasferibili salvo diversa previsione
--> sono solitamente privilegiati nella distribuzione dei dividendi anche se non
possono
essere maggiori del 2% di quelli dei cooperatori.
--> possono avere al massimo 5 voti e cmq non superiori a 1/3 del totale
--> possono essere amministratori ma il CDA deve essere fatto maggiormente
da soci
cooperatori
2. Azioni di partecipazione cooperativa
Sono simili alle azioni di risparmio: no voto e privilegio in rimborso capitale e
distribuzione utili
--> possono essere emesse nei limiti del valore del PN, anche al portatore se
interamente

82
liberate
--> il 50% deve essere offerto ai soci e ai lavoratori dipendenti
I diritti patrimoniali consistono in:
» utili maggiori del 2% ex lege
» prelazione nel rimborso
» le perdite incidono solo per la parte eccedente il valore nominale delle altre
azioni
È prevista l’organizzazione di gruppo come nelle azioni di risparmio (assemblea di
categoria + rappresentante comune)

Per quanto riguarda il capitale di prestito abbiamo:


1. Obbligazioni che possono oggi essere emesse con limiti e criteri previsti dal
CICR16 e con le norme della SPA in quanto compatibili.

2. Strumenti finanziari partecipativi come nelle SPA con modalità di trasferimento


ed esercizio dei diritti amministrativi previsti dall’atto costitutivo.
Comunque non possono esserci diritti di voto > di 1/3 del totale dell’assemblea.
È prevista un organizzazione con assemblea speciale e rappresentante comune.
Si possono dare strumenti finanziari senza diritti amministrativi solo ad investitori
qualificati

Gli organi sociali


A. Assemblea
Il funzionamento principale dell’assemblea di una coop è che ad ogni socio
cooperatore spetta un solo voto qualunque sia il valore della quota posseduta.

--> si vota per testa


--> il quorum dipende dal numero di soci e non dal capitale
Inoltre poi:
» Hanno diritto di voto coloro che risultano iscritti da almeno 3 mesi nel libro dei soci
» Ciascun socio può farsi rappresentare solo da un altro socio. Massimo 10 deleghe
allo stesso.
» Il voto può essere dato per corrispondenza o telematico se l’atto costitutivo lo
consente.
Esiste la possibilità di avere assemblee separate e quindi formare la volontà in 2
momenti:
1. Assemblee separate (si agevola la partecipazione dei soci)
Deliberano sull’ordine del giorno della generale e eleggono dei soci-delegati che vi
partecipano.
2. Assemblea generale
Costituita da tutti i soci delegati e deliberano definitivamente sull’ordine del giorno.
Le delibere impugnabili sono solo quelle della generale ma possono impugnarle anche
i dissenzienti o assenti delle separate se il voto del loro delegato era necessario per il
quorum costitutivo della generale.
Tale sistema è obbligatorio quando vi sono più di 3.000 soci e attività in più province.
B. Amministrazione
È possibile applicare sistema monistico, dualistico o tradizionale.
Monistico: gli amministratori eletti dai possessori di strumenti finanziari (non superiori
a 1/3) non
possono far parte del comitato esecutivo

16
Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio

83
Dualistico: I componenti del consiglio di sorveglianza eletti dai possessori di strumenti
finanziari
non possono essere superiori a 1/3.
I componenti eletti dai soci cooperatori sono soci cooperatori.
Tradizionale: È necessario che la maggior parte degli amministratori siano soci
cooperatori indicati
dai soci cooperatori persone giuridiche.
Gli altri possono essere eletti da altre categorie

--> amministra chi ha interesse mutualistico


Gli amministratori possono essere rieletti per un massimo di 3 anni.
Per il resto operano stesse norme SPA (nomina da assemblea..) tranne il divieto di
delegare i propri poteri in tema di ammissione, recesso o esclusione dei soci e rapporti
mutualistici.
C. Controllo
I controlli sono di varia natura:
Collegio sindacale: previsto se SPA e quando è obbligatorio nelle SRL (CS >120.000,..)
La nomina può essere prevista in proporzione alle quote (≠ teste)
Controllo giudiziario: come quello previsto da SPA (art. 2409).
Sono legittimati alla richiesta il 10% del numero dei soci o il 10%
del CS
In tale controllo dev’essere sentita anche l’autorità di vigilanza
governativa e se sta già operando una delle due l’altra si blocca.
Vigilanza governativa: verifica del rispetto delle regole per la concessione delle
agevolazioni.
Viene fatta dal Ministero del Lavoro con ispezioni ordinarie e
straordinarie.
Se irregolarità: revoca amministratori e sindaci >> commissario
governativo

D. Collegio dei probiviri


È previsto dallo statuto per evitare liti di fronte all’autorità giudiziaria.
Risolve controversie fra soci, fra soci e società su temi quali il rapporto sociale
(ammissione, esclusione soci) e la gestione mutualistica.

Bilancio, utili e ristorni


Il bilancio dev’essere redatto con le stesse norme delle SPA.
--> revisione obbligatoria per chi emette obbligazioni e chi ha partecipazioni in
SPA
Vi sono particolari norme per la destinazione degli utili:
a) Riserva legale del 30% indipendentemente dal fondo preesistente
b) 3% ai “Fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione”
c) Limiti alla distribuzione degli utili ai soci:
a. Cooperative a mutualità prevalente
Clausole che prevedono
» No distribuzione di utili oltre interesse massimo di buoni postali
aumentato del 2%
» No remunerazione di strumenti finanziari offerti ai soci in misura
superiore al 2% rispetto al limite massimo previsto per i dividendi
» No distribuzione di riserve ai soci cooperatori

84
» prevedono l’assegnazione del patrimonio netto tranne capitale
sociale e dividendi distribuibili a “fondi mutualistici per la
promozione e lo sviluppo della cooperazione.
b. Altre cooperative
L’atto costitutivo fissa la % ripartibile tra i soci sovventori di utili.
Sono distribuibili le risorse disponibili con aumento gratuito CS o
emissione di strumenti finanziari.
Non sono mai distribuibili le riserve indisponibili, neanche allo
scioglimento.
Per tutte le cooperative possono essere distribuiti dividendi solo se il
rapporto tra PN e Indebitamento è < di ¼.
Ciò che rimane dev’essere destinato a fini mutualistici.
I ristorni sono un rimborso ai soci di parte del prezzo pagato per i beni acquistati
dalla cooperativa a prezzo di mercato.
--> viene ridato ai soci lo spread derivante dall’adesione allo scopo mutualistico,
si ridà a fine anno il vantaggio patrimoniale diretto.
>> non operano le limitazioni sulla distribuzione dei dividendi

Variazioni dei soci e del capitale sociale


L’entrata e l’uscita di soci dalla cooperativa non comporta modifiche dell’atto
costitutivo salvo nel caso vi sia un aumento del capitale sociale a pagamento.
Art. 2528 Ammissione e carattere aperto della cooperativa
L’ammissione di un nuovo socio è fatta con delibera degli amministratori su domanda
dell’interessato. La delibera d’ammissione dev’essere comunicata all’interessato e
annotata nel libro dei soci.

--> delibera da amministratori


--> se l’istanza non è accolta, si può chiedere la pronuncia dell’assemblea
Il nuovo socio deve versare, oltre l’importo della quota/azioni il sovraprezzo
eventualmente determinato dall’assemblea in sede d’approvazione del bilancio.
--> pagamento quota + sovraprezzo
L’atto costitutivo può prevedere un periodo di formazione dei soci cooperatori con
diritti limitati per un massimo di 5 anni.

Le cause di riduzione del numero di soci (e quindi di capitale sono):


1. Recesso
è ammesso per legge:
» in tutte la cause della SPA o SRL
» quando l’atto costitutivo vieta la cessione di quote e azioni (preavviso di
90gg)
» altre cause previste dall’atto costitutivo
Se gli amministratori non lo concedono --> opposizione in tribunale
Gli effetti decorrono per il rapporto sociale dall’accoglimento della domanda, per il
rapporto mutualistico con la chiusura dell’esercizio.
2. Esclusione
Può essere:
» Di diritto in caso di fallimento
» Deliberata in caso di mancato pagamento delle quote, nei casi delle società
di persone,
per gravi inadempienze, per mancanza o perdita dei
requisiti, per cause previste dall’atto costitutivo.

85
--> delibera da amministratori o da assemblea se previsto
--> il socio può opporsi al tribunale
--> il tribunale può sospendere l’esclusione
3. Morte
Il rapporto si scioglie tranne se l’atto costitutivo prevedeva la continuazione con gli
eredi e purchè questi abbiano i requisiti necessari.
La liquidazione della quota comprende rimborso della quota + sovraprezzo versato e si
basa sul bilancio d’esercizio in cui il rapporto si scioglie. Va fatta entro 6 mesi
dall’approvazione del bilancio.
Lo scioglimento della cooperativa
Per lo scioglimento valgono le cause previste per le SPA + scioglimento da perdita
totale del capitale (per la variabilità).
Vi sono poi cause specifiche quali:
a. riduzione dei soci sotto il numero minimo (9 o 3) e mancata reintegrazione in
un anno
b. liquidazione coatta amministrativa disposta dall’autorità governativa

Se vi sono ritardi o irregolarità l’autorità governativa può sostituire i liquidatori.


NB! non vi è ripartizione dell’attivo; si distribuisce solo capitale versato e rivalutato e i
dividendi maturati; il resto va a “fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo
della cooperazione”

Il gruppo cooperativo paritetico


É raro che ci siano gruppi di cooperative poichè l’assemblea decide per testa e non per
quota
--> contratto di consorzio per dar vita al gruppo cooperativo paritetico
Nel contratto devono essere indicate le cooperative aderenti e quelle che dirigono e
soprattutto i criteri di compensazione e equilibrio nella distribuzione dei vantaggi
derivanti dall’attività comune.
Il contratto va depositato nell’albo delle società cooperative
Ogni COOP può recedere senza oneri.

Le mutue assicuratrici
Interdipendenza tra socio e assicurato:
art. 2546 Non si può acquistare la qualità di socio se non assicurandosi presso la
società e si perde la qualità di socio con l’estinguersi dell’assicurazione.
--> se cessa il rischio si scioglie sia il rapporto assicurativo che societario
Per le obbligazioni sociali risponde la società con il proprio patrimonio.
Il patrimonio è costituito da conferimenti di:
» soci assicurati (conferimento = premio assicurazione)
» soci sovventori se previsti dall’atto costitutivo (stesse limitazioni di voto e
amministrazione delle normali cooperative)

XIX. TRASFORMAZIONE. FUSIONE. SCISSIONE.


A. TRASFORMAZIONE

1. Nozione e limiti

E’ il cambiamento di tipo di società, o il passaggio da una società di capitali ad altro


tipo di ente giuridico o comunione d’azienda e viceversa.
La trasformazione può essere di due tipi:

86
» Omogenea = cambiamento tipo di società
» Eterogenea = cambiamento natura della società (da SPA a cooperativa,
etc.)

Caratteristica propria dell’istituto è la regola della continuità dei rapporti giuridici:


Art. 2498 Con la trasformazione l’ente trasformato conserva i diritti e gli obblighi e
prosegue in tutti i rapporti anche processuali dell’ente che ha effettuato la
trasformazione.
--> è la stessa società a vivere in una nuova veste giuridica.
Vantaggio di non dover liquidarne una e poi costituirne un'altra.
I limiti alla trasformazione sono:
» Art. 2499 Può farsi luogo alla trasformazione anche in pendenza di procedura
concorsuale, purchè non vi siano incompatibilità con la finalità o lo stato della
stessa. [finalità conservativa]
» È vietata la trasformazione di società cooperativa a mutualità prevalente in società
lucrative anche se c’era stato il consenso unanime.
È invece permessa con un particolare procedimento quella delle altre società
cooperative.

2. La trasformazione omogenea: il procedimento di trasformazione.

Maggioranze
È necessaria la delibera con le maggioranze previste per le modifiche dell’atto
costitutivo:
S. Persone: basta il consenso della maggioranza dei soci in base alla partecipazione
agli utili (≠
unanimità!!!!) salvo diversa previsione dello statuto.
Il socio dissenziente può recedere.
S. Capitali: Assemblea straordinaria con maggioranze rafforzate + consenso di chi con
la
trasformazione assume responsabilità illimitata.
Il socio dissenziente può recedere.
S. cooperative: voto favorevole della metà dei soci (2/3 se sono meno di 50). Se più di
10.000
soci bastano i 2/3 dei votanti se è presente almeno il 20% della società.
Delibera
Deve rispondere ai requisiti di forma e di contenuto della nuova forma di società e
delle sue regole di costituzione:
Da S. Capitali a S. Capitali: relazione amministratori e deposito nei 30gg prima
dell’assemblea
Da S. Persone a S. Capitali:
delibera con atto costitutivo (controllo di legittimità dal notaio e iscrizione nel registro)
+ contenuto di legge della società scelta
+ relazione giurata di stima del patrimonio come quella dei conferimenti in natura.
Le azioni vengono assegnate in base alla partecipazione di ognuno.
Se vi è un socio d’opera, in base alla partecipazione che l’atto costitutivo gli
riconosceva prima
--> accordo tra i soci
--> decisione del giudice secondo
equità
Da S. cooperative a S. lucrative:

87
Bisogna versare tutto al “Fondo per la promozione e sviluppo della cooperazione”
tranne il capitale versato e i dividendi non distribuiti.
Invalidità:
Art. 2500-bis.
Eseguita la pubblicità l’invalidità dell’atto di trasformazione non può essere
pronunciata.
Resta salvo il diritto al risarcimento del danno eventualmente spettante ai partecipanti
dell’ente trasformato e ai terzi danneggiati dalla trasformazione.

3. La esponsabilità dei soci

A. Se viene meno la responsabilità illimitata


I soci a responsabilità illimitata non sono liberati per le obbligazioni anteriori
all’iscrizione nel registro delle imprese. Si può ovviare con:
» Consenso dei creditori alla trasformazione
» Il consenso si presume se la trasformazione è stata comunicata con
raccomandata e loro non hanno espressamente negato il loro consenso
entro 60 gg
B. Se si viene a creare la responsabilità illimitata
Consenso dei soci a responsabilità illimitata.
I soci a responsabilità illimitata rispondono anche per le obbligazioni antecedenti
all’iscrizione al registro delle imprese.
4. Trasformazione eterogenea.
È disciplinata solo la trasformazione eterogenea di società di capitali in “cooperative”
e viceversa.
Le trasformazioni eterogenee hanno effetto dopo 60 gg dall’ultimo adempimento
pubblicitario. Nei 60gg i creditori possono opporsi con le stesse modalità della
riduzione facoltativa del capitale.
A. Da società di capitali a altro
Art. 2500 septies. Le società di capitali possono trasformarsi in consorzi, società
consortili, società cooperative, comunioni di azienda, associazioni non riconosciute e
fondazioni.
Si applica la disciplina della trasformazione omogenea ma:
voto favorevole di 2/3 degli aventi diritto + consenso dei soci ke assumono
responsabilità illimitata
NB. se trasformazione in fondazione, effetti che si ricollegano alla volontà del
fondatore.
B. Da altro a società di capitali
Art. 2500 octies I consorzi, le società consortili, le comunioni d’azienda, le associazioni
riconosciute e le fondazioni possono trasformarsi in una società di capitali
--> No associazioni non riconosciute e
cooperative
Consorzi: maggioranza assoluta dei consorziati
Comunioni d’azienda: unanimità
Società consortili o associazioni17: maggioranze richieste per lo scioglimento da legge
o statuto.
Vietata in associazioni che abbiano ricevuto contributi
pubblici o liberalità.
Fondazioni: disposta da autorità governativa su proposta dell’organo competente
17
Lo statuto delle associazioni può prevedere l’esclusione della trasformazione

88
B. FUSIONE

5. Nozione e distinzione

La fusione può essere:


» Semplice = nuova entità giuridica
» Per incorporazione = una società incorpora l’altra
» Tra società omogenee = stesso tipo
» Tra società eterogenee = diversi tipi; stessi limiti della trasformazione
La fusione può essere effettuata con società sottoposte a procedura concorsuale ma
non con quelle in liquidazione avanzata (distribuzione dell’attivo)
Vi è comunque una continuazione dell’attività delle due società in quanto:
Art. 2504 La società che risulta dalla fusione o l’incorporante assumono gli obblighi e i
diritti delle società partecipanti alla fusione, proseguendo in tutti i loro rapporti, anche
processuali, anteriori alla fusione.
--> i creditori fanno valere i loro diritti sulla nuova entità
--> i soci diventano soci della nuova in base ad un rapporto di cambio

La fusione si articola in 3 fasi:


6. Il progetto di fusione.

Dev’essere redatto dagli amministratori delle società e contenere le modalità di


fusione.
Deve avere uguale contenuto per le società che si fondono e in particolare deve
indicare:
i. Tipo e denominazione delle società partecipanti alla fusione
ii. Atto costitutivo della nuova società
iii. Il rapporto di cambio delle quote o delle azioni e l’eventuale
conguaglio in denaro (non maggiore del 10% del valore delle
azioni)
Il progetto di fusione dev’essere iscritto nel registro delle imprese.
Oltre al progetto di fusione sono obbligatori altri 3 documenti:
A. Situazione patrimoniale
Bisogna redigere un vero e proprio bilancio d’esercizio infraannuale per
aggiornare le informazioni [≠ valore effettivo].
B. Relazione degli amministratori
Illustrano motivi della fusione e in particolare il rapporto di cambio
C. Relazione degli esperti
Relazione sulla congruità del rapporto di cambio e sull’adeguatezza del metodo
per la sua determinazione da esperti nominati dal tribunale. Se SPAQ, l’esperto
è un revisore.
Tutti questi documenti + i bilanci degli ultimi 3 esercizi devono essere depositati
nei 30gg precedenti l’assemblea presso la sede delle società e sino alla delibera di
fusione.
Vi sono poi facilitazioni di procedura in particolari condizioni (es. partecipazione
totalitaria, LBO)

9. La delibera di fusione.

Per l’approvazione vanno rispettate le regole per le modifiche dell’atto costitutivo


ma:

89
o S. Persone: basta il consenso della maggioranza dei soci in base alla
partecipazione agli utili (≠ unanimità!!!!) salvo diversa previsione dello
statuto.
Il socio dissenziente può recedere.
o S. Capitali: Assemblea straordinaria con maggioranze rafforzate se la fusione è
eterogenea, normali se omogenea.
Il socio dissenziente può recedere se la fusione è eterogenea (+ omogenea
solo in SRL).
Le delibere devono essere iscritte nel registro delle imprese. Se la risultante è una
società di capitali c’è il controllo di legalità da parte del notaio.
10. La tutela dei creditori sociali.

L’atto di fusione può avvenire solo 60gg dopo l’iscrizione delle delibere per tutelare
i creditori che, in questo periodo, opporsi alla fusione.
La fusione si blocca sino alla decisione del giudice a meno che non si predisponga
» una garanzia per i creditori
» relazione degli esperti sia fatta da una soc. di revisione che assicura la solvenza
dlla società
Per le obbligazioni antecedenti alla fusione di una società di persone rispondono i
soci a responsabilità illimitata salvo il consenso dei creditori.

11. Atto di fusione

È l’atto costitutivo della nuova società e deve essere sempre redatto per atto
costitutivo (anche se la risultante è una società di persone).
Deve essere iscritto nel registro delle imprese delle varie sedi delle società.
--> da questo momento decorrono gli effetti di unificazione soggettiva e
patrimoniale.

12. L’invalidità della fusione

Non si può dichiarare l’invalidità una volta iscritti gli atti di fusione.
--> si può impugnare solo tra momento delibera e iscrizione nel registro
I soci o i terzi danneggiati dalla fusione possono chiedere il risarcimento agli
amministratori e/o alla nuova società.

C. SCISSIONE

13. Nozione. Forme

Si suddivide un unico patrimonio e una società in più società.


È diversa dalla cessione di un ramo d’azienda perché le azioni vengono acquisite dai
soci della società che si scinde, non dalla società stessa.
La scissione può essere:
» Totale = l’intero patrimonio viene trasferito a più società.
La prima società si estingue ma senza liquidazione perché
continua l’attività nelle beneficiarie.
» Parziale = solo parte del patrimonio viene trasferita a uno o più società.
La prima società continua a vivere e continua l’attività
parallelamente
alle società beneficiarie di cui faranno parte i soci della prima.
Beneficiarie possono essere:

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»Società di nuova costituzione = più società da quella scissa. Sono soci i
soli soci della società scissa (scissione in senso stretto)
» Società preesistenti = si incrementa il loro patrimonio e entrano i soci di
quella scissa (scissione per incorporazione)
Non possono essere scisse società in liquidazione avanzata.

14. Il procedimento.

Gli amministratori devono preparare un progetto di scissione che dev’essere iscritto


nel registro delle imprese e deve contenere:
a. esatta descrizione degli elementi da trasferire a ciascuna delle società
beneficiarie
se la destinazione non è desumibile:
» Scissione totale:
Le attività sono distribuite in proporzione alla quota di PN trasferita
Per le passività rispondono tutte in solido nei limiti del valore effettivo
trasferito.
» Scissione parziale:
le attività restano alla trasferente
per le passività rispondono in solido la trasferente e le beneficiarie

b. criteri di distribuzione ai soci delle azioni delle società beneficiarie


non è obbligatorio dare ad ogni socio un pacchetto assortito di azioni delle
varie beneficiarie.
I soci dissenzienti possono vendere le loro azioni a soggetti indicati nel
progetto di scissione secondo le norme sul recesso (valore effettivo)
Sono ammessi conguagli in denaro nel limite del 10% del valore delle azioni.
La situazione patrimoniale, la relazione degli amministratori e la relazione degli esperti
sono disciplinate come nella fusione.
Qui però si possono esonerare gli amministratori dal farlo col consenso unanime dei
soci + consenso unanime dei possessori di strumenti finanziari con diritto di voto.
Le fasi del procedimento di scissione e invalidità sono uguali a quelle di fusione e l’atto
di scissione, redatto per atto pubblico, funge da atto costitutivo delle nuove società
beneficiarie.
La scissione provoca effetti dall’iscrizione dell’atto di scissione nel registro delle
imprese.
La tutela dei creditori è rafforzata perché: ciascuna società è solidalmente
responsabile, nei limiti del valore effettivo del PN ad esso assegnata, dei debiti della
società scissa non soddisfatti dalla prima beneficiaria.
--> una sorta di garanzia sussidiaria per i creditori

XX. LA SOCIETA’ EUROPEA

Società Europea (SE) = tipo di società predisposto dall’Unione Europea uniformemente


regolata
nei vari ordinamenti comunitari.
--> Regolamento UE direttamente applicabile del 8/10/2001 (non ancora attuato
in ITA)
--> disciplina residua si assimila a SPA e a statuto delle stesse
La SE favorisce la creazione di imprese di dimensioni comunitarie, Holding o affiliate.
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Si caratterizza per la facilità di trasferire la sede della società da un paese all’altro
della CEE senza dover liquidare la società in uno e poi crearla nell’altro.
--> si approfitta di agevolazioni fiscali degli stati più convenienti, anche
da parte dei
soci per i dividendi

Costituzione
La SE è una SPA con personalità giuridica e limitata responsabilità.
Il Capitale minimo è di 120.000 €.
Si può costituire solo in 5 casi tassativi previsti dal regolamento:
1. COSTITUZIONE PER FUSIONE
quando due società di 2 stati diversi si fondono
2. SE HOLDING
quando due società di 2 stati diversi o controllanti un’affiliata di un
diverso stato da 2 anni costituiscono una SE HOLDING per sottoporsi ad
una direzione unitaria
3. SE AFFILIATA
quando due o più enti di 2 stati diversi o controllanti un’affiliata di un
diverso stato da 2 anni costituiscono una SE controllata in comune
4. DA ALTRA SE
5. TRASFORMAZIONE
La trasformazione di una SPA se controlla da più di 2 anni un’affiliata di un
diverso stato
Per gli adempimenti pubblicitari si adempie alle leggi dei singoli stati (ITA = iscrizione
nel registro)

--> la pubblicità ha effetto costitutivo della personalità giuridica


Per i conferimenti si adempie alle leggi dei singoli stati.
Assemblea
L’assemblea dei soci è necessaria nella SE.
Il regolamento disciplina solo che l’assemblea deve tenersi almeno una volta l’anno
entro 6 mesi dalla chiusura dell’esercizio.
La convocazione può avvenire da:
» Organi di direzione, vigilanza e amministrazione in qualsiasi momento
» Azionisti che detengano almeno il 10% del capitale
Salvo maggioranze più alte previste dalle leggi dei singoli stati:
» Delibere normali = maggioranza semplici
» Delibere modificanti l’atto costitutivo = 2/3 dei voti
Competenze, organizzazione, procedure di voto sono regolati dalla disciplina
nazionale.

Gestione
L’amministrazione può essere con sistema monistico o dualistico (no tradizionale
italiano)
Sistema dualistico
C’è un organo di vigilanza e un organo di direzione.
Organo di vigilanza nominato dall’assemblea e da una parte dei lavoratori se previsto.
--> funzione di controllo sull’operato degli amministratori
Organo di direzione nominato dall’organo di vigilanza amministra la società
--> alcune competenze possono essere autorizzate dall’organo di vigilanza se
previsto

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--> può essere nominato dall’assemblea se previsto (cmq no componente sia
organo di vigilanza che di direzione)
Sistema monistico
Vi è un solo organo di amministrazione nominato dall’assemblea e dai lavoratori se
previsto dalle norme per il coinvolgimento dei lavoratori.
Non è obbligatoria la costituzione di un comitato di controllo all’interno del CDA

Norme in comune
I componenti degli organi restano in carica per un massimo di 6 anni e sono
rieleggibili.
Può essere nominato componente anche una società o un ente ma con un
rappresentante fisico che ne faccia le veci.
Valgono le cause di ineleggibilità della disciplina nazionale e quando vi sia un
provvedimento giudiziario emanato da uno stato europeo.
Gli organi si costituiscono a maggioranza dei componenti e votano con maggioranza
semplice, se non disposto diversamente dallo statuto.
Per la responsabilità e i bilanci valgono le norme dello Stato dove ha sede la SE.

Il coinvolgimento dei lavoratori nella gestione


Sono obbligatorie forme di coinvolgimento dei lavoratori (come normalmente in
Germania).
Le forme di coinvolgimento possono essere varie (solo info o nomina Amministratori) e
derivano da un processo di negoziazione tra rappresentanti sindacali e società.
--> obbligatorio l’avvio della procedura di negoziazione per l’iscrizione.
Si istituisce una delegazione speciale di negoziazione dei rappresentanti dei lavoratori
che può:
» Optare per la disciplina nazionale
» Negoziare per 6 mesi con proroga sino a un anno

Se non si arriva ad un accordo si applicano automaticamente queste norme (≠ no


iscrizione):
1. Organo di rappresentanza dei lavoratori
Eletto dai dipendenti della SE e da quelli delle sue affiliate.
Diritto di informazione e consultazione ogni anno su attività e prospettive della
società.
Diritto di informazione su eventi eccezionali con parere non vincolante e copia di
tutti i documenti necessari per l’assemblea generale (es. bilancio).
2. Partecipazione dei lavoratori alla gestione se già presenti
I dipendenti possono eleggere alcuni membri dell’organo di amministrazione e di
vigilanza.
Stesse forme attuate prima della costituzione della SE. Se sono diverse la
delegazione di negoziazione sceglie quale introdurre.
È obbligatorio introdurre tali obblighi se
» sono previste già partecipazioni solo in alcune società aderenti alle SE
» è coinvolta nel totale una parte significativa dei dipendenti
complessivi
NB! Gli stati membri possono escludere il coinvolgimento dei lavoratori ma, se vi
sono società della SE in cui si applicavano, vi dev’essere un accordo tra
rappresentanti dei lavoratori e società, pena la non iscrizione della SE.
Altri aspetti della disciplina

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La SE si può ritrasformare in una SPA di uno stato membro solo dopo 2 anni l’iscrizione
e cmq non prima dell’approvazione del II bilancio d’esercizio.
Per il resto la disciplina è affidata ai singoli stati.

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