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cap. 4 REGOLAMENTO CE n. 805/2004: titolo esecutivo europeo per i crediti non contestati (TEE) Tale reg.

. fa parte del Progetto di programma del Consiglio Europeo per l'attivazione del principio di riconoscimento reciproco delle decisioni, emanato nel 2000. Si assiste ad una grande evoluzione rispetto alla disciplina del reg. 44/01. Dall'automatica ed uniforme vigenza del provvedimento giurisdizionale comunitario (tale da far ritenere l'exequatur quasi un provvedimento certificativo di un'efficacia che gi appartiene alla sentenza comunitaria) si passa all'abbandono della procedura di delibazione nello Stato richiesto, sostituita dall'attribuzione di un certificato di titolo esecutivo europeo rilasciato direttamente nello Stato d'origine ed insuscettibile di impugnazione. Il procedimento europeo d'ingiunzione di pagamento si spinge ancora pi avanti, essendo uniforme in tutto il territorio comunitario e prevedendo un provvedimento idoneo a circolare in tutti gli Stati membri senza bisogno di alcun exequatur. Il reg. 804/2004 permettere di chiedere, per i soli provvedimenti aventi ad oggetto crediti pecuniari liquidi ed esigibili che non siano stati contestati, l'ESECUZIONE IMMEDIATA in un altro Stato membro, senza dover ottenere da questo alcun provvedimento certificativo o autorizzativo. Quindi, oltre al riconoscimento espresso, vale anche il riconoscimento tacito o implicito, ma secondo le norme dello Stato d'origine (Italia al contumace si applica la contestazione per legge!). Sono certificabili quali TEE tutte le decisioni giudiziarie emesse da un giudice di uno Stato membro; le decisioni pronunciate in seguito ad impugnazioni di decisioni giudiziarie; le transazioni giudiziarie approvate dal giudice, nonch qualsiasi documento che sia stato formalmente redatto o registrato come atto pubblico sebbene, al riguardo, non si possa parlare di crediti non contestati in senso proprio. Una volta attribuita la certificazione di TEE dal giudice a quo, la decisione ha forza esecutiva su tutto il territorio comunitario. A tutela del convenuto (soprattutto contumaciale) la certificazione del TEE condizionata al rispetto di un ampio novero di garanzie processuali minime, che devono sussistere fin dall'inizio: l'atto introduttivo deve indicare precisamente le parti, l'importo, i motivi della domanda; il debitore deve essere posto nella condizione di conoscere termini e modalit della propria eventuale contestazione e le conseguenze che potrebbero derivare dalla mancanza della stessa; vi poi un rigido regime notificatorio, per garantire la certezza che il convenuto sia pienamente informato su tutto; infine, la certificazione non pu essere concessa se la mancata contestazione dovuta a forza maggiore o circostanze non imputabili al debitore. L'avvenuto rispetto di queste norme minime, seppure molto rigorose, sempre affidato all'autocertificazione del giudice d'origine senza alcuna possibilit di riesame nello Stato ad quem, neppure ove il certificato venisse emesso nella conclamata assenza dei requisiti prescritti! Per ovviare a tali obiezioni, il regolamento configura la possibilit non solo di chiedere la RETTIFICA della certificazione TEE o del provvedimento di rigetto, ma anche di proporre una vera e propria impugnazione (REVOCA), volta a censurare l'errore commesso dal giudice nel concedere il certificato alla luce dei requisiti richiesti dal regolamento. Per quanto riguarda l'Italia, la disciplina della rettifica degli errori delle sentenze consente di chiedere la rettifica in caso di errori materiali da cui derivi una divergenza tra la decisione e il certificato. Attraverso il procedimento in camera di consiglio, invece, possibile chiedere la revoca della certificazione volta a censurare l'errore manifesto del giudice nel concedere il certificato alla luce dei requisiti suesposti.
La nozione di credito non contestato dovrebbe comprendere tutte le situazioni in cui un creditore, tenuto conto dell'assenza accertata di contestazione da parte del debitore in ordine alla natura o all'entit del debito, ha ottenuto o una decisione giudiziaria contro quel debitore o un documento avente efficacia esecutiva che richieda l'esplicito consenso

del debitore stesso, sia esso una transazione giudiziaria o un atto pubblico. Campo di applicazione Sono esclusi dal campo di applicazione del presente regolamento: a) lo stato o la capacit delle persone fisiche, il regime patrimoniale fra coniugi, i testamenti e le successioni; b) i fallimenti, i concordati e le procedure affini; c) la sicurezza sociale; d) l'arbitrato. 1) Il presente regolamento si applica alle decisioni giudiziarie, alle transazioni giudiziarie e agli atti pubblici relativi a crediti non contestati. Un credito si considera non contestato se: a) il debitore l'ha espressamente riconosciuto mediante una dichiarazione o mediante una transazione approvata dal giudice o conclusa dinanzi al giudice nel corso di un procedimento giudiziario; o b) il debitore non l'ha mai contestato nel corso del procedimento giudiziario, in conformit delle relative procedure giudiziarie previste dalla legislazione dello Stato membro di origine; c) il debitore non comparso o non si fatto rappresentare in un'udienza relativa a un determinato credito pur avendo contestato inizialmente il credito stesso nel corso del procedimento, sempre che tale comportamento equivalga a un'ammissione tacita del credito o dei fatti allegati dal creditore secondo la legislazione dello Stato membro d'origine, o d) il debitore l'ha espressamente riconosciuto in un atto pubblico; 2. Il presente regolamento si applica inoltre alle decisioni pronunciate a seguito dell'impugnazione di decisioni giudiziarie, transazioni giudiziarie o atti pubblici certificati come titoli esecutivi europei. La decisione giudiziaria che sia stata certificata come titolo esecutivo europeo nello Stato membro d'origine riconosciuta ed eseguita negli altri Stati membri senza che sia necessaria una dichiarazione di esecutivit e senza che sia possibile opporsi al suo riconoscimento. Requisiti per la certificazione come titolo esecutivo Europeo 1. Una decisione giudiziaria relativa ad un credito non contestato pronunciata in uno Stato membro certificata, su istanza presentata in qualunque momento al giudice di origine, come titolo esecutivo europeo se: a) la decisione esecutiva nello Stato membro d'origine, e b) la decisione non in conflitto con le norme in materia di competenza giurisdizionale di cui al capo II, sezioni 3 e 6 del regolamento (CE) n. 44/2001, e c) il procedimento giudiziario svoltosi nello Stato membro d'origine conforme ai requisiti di cui al capo III, allorch un credito considerato non contestato ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettere b) o c), e d) la decisione giudiziaria pronunciata nello Stato membro del domicilio del debitore ai sensi dell'articolo 59 del regolamento (CE) n. 44/2001, allorch: un credito sia considerato non contestato ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettere b) o c) del presente regolamento, e si riferisca ad un contratto concluso da una persona, il consumatore, per una finalit che pu essere considerata estranea al suo mestiere o alla sua professione, e il debitore sia il consumatore. 2. Allorch una decisione giudiziaria certificata come titolo esecutivo europeo non pi esecutiva o la sua esecutivit stata sospesa o limitata, viene rilasciato, su istanza presentata in qualunque momento al giudice d'origine, un certificato comprovante la non esecutivit o la limitazione dell'esecutivit utilizzando il modello di cui all'allegato IV. 3. Fatto salvo l'articolo 12, paragrafo 2, allorch viene pronunciata una decisione a seguito dell'impugnazione di una decisione giudiziaria certificata come titolo esecutivo europeo ai sensi del paragrafo 1 del presente articolo, viene rilasciato, su istanza presentata in qualunque momento, un certificato sostitutivo utilizzando il modello di cui all'allegato V, se la suddetta decisione riguardante l'impugnazione esecutiva nello Stato membro d'origine.

REGOLAMENTO CE n. 1896/2006: procedimento di ingiunzione europeo (IPE) Anche questo reg. fa parte del Progetto di programma del 2000. Il reg. 1896/2006, istitutivo del procedimento europeo di ingiunzione di pagamento per i crediti non contestati, mira al superamento delle formalit di exequatur operando sul diverso piano dell'uniformazione delle legislazioni processuali. Non si tratta qui di abolire l'exequatur, ma di usufruire di un procedimento per il recupero coattivo dei crediti comune a tutti i cittadini degli Stati membri. L'IPE nasce, quindi, per soddisfare le esigenze di tutela degli operatori commerciali nei rapporti economici internazionali, consentendogli di fare affidamento sul medesimo procedimento per la riscossione dei crediti su tutto il territorio comunitario. Il reg. si applica alle controversie transfrontaliere in materia civile e commerciale, in cui almeno una delle parti abbia domicilio o residenza abituale in uno Stato diverso dallo Stato membro del

giudice adito. L'IPE appartiene alla categoria dell'ingiunzione SENZA PROVA (l'attore non deve provare il credito, ma all'ingiunto sufficiente opporsi negando la pretesa creditoria per evitare una decisione esecutiva) con un procedimento a FASE UNICA (il giudice pronuncia una sola decisione nel merito inaudita altera parte; se il termine per l'opposizione trascorre senza contestazione, la decisione diventa definitiva). Pu chiedere un'ingiunzione di pagamento europea (al giudice territorialmente competente secondo il reg. 44/01) chiunque vanti crediti pecuniari di natura civile e commerciale, certi, liquidi ed esigibili che abbiano ad oggetto il pagamento di una somma di danaro. Non , pertanto, disponibile per le controversie pecuniarie che non possano essere specificate in termini di importo concreto e per le richieste relative ad obblighi di fare o di non fare. La scelta del c.d. modello di ingiunzione senza prova obbligato a causa della totale diversit dei procedimenti probatori in tutti gli Stati membri. Il legislatore europeo ha cercato di individuare un bilanciamento tra i vantaggi di semplicit ed efficienza dell'ingiunzione senza prova e una tutela adeguata del convenuto. Quest'ultimo, pertanto, deve essere messo in condizione attraverso le informazioni fornite dal ricorrente nella domanda introduttiva di identificare chiaramente il credito vantato nei suoi confronti e di valutarne il merito ai fini dell'eventuale contestazione. La descrizione, pur breve e concisa, dei fatti costitutivi e degli altri elementi inerenti il credito, dovrebbe essere in grado di svolgere tale funzione di tutela. Da qui la necessit di descrivere, anche se non di presentare effettivamente, le prove su cui si potrebbe basare il giudizio in un procedimento ordinario qualora il credito venisse contestato. Esclusa ogni valutazione nel merito, quindi, il giudice deve solo verificare l'esistenza dei presupposti per l'applicazione della disciplina comunitaria al caso concreto, tenuto conto ovviamente delle condizioni formali. Se questi sussistono, il giudice entro 30 gg emana l'ingiunzione. Il debitore, a questo punto, pu pagare oppure opporsi entro 30 gg dall'emanazione. Se vi opposizione ( mediante apposito modulo predeterminato), inizia un giudizio modellato sul rito ordinario dello Stato membro, con le relative difficolt inerenti alla totale diversit dei riti interni a ciascun ordinamento. Avvenuto la contestazione, occorrer realizzare correttamente la TRASMUTAZIONE DEL RITO, che avverr secondo le modalit stabilite dalla legislazione dello Stato membro in cui ha sede il foro competente con tutta una serie di problematiche connesse a tale passaggio ed alla molteplicit delle soluzioni adottabili dai singoli legislatori. Se non vi opposizione, il giudice dichiara esecutiva l'ingiunzione. Il debitore pu chiedere un riesame tardivo, se eccepisce errori nella notifica o se l'ingiunzione appare manifestamente viziata da errore per carenza dei requisiti previsti dal regolamento, ci che comporta la nullit dell'ingiunzione ex tunc. Se la richiesta di ingiunzione fatta in un diverso Stato membro, il ricorrente deve fornire copia dell'IPE dichiarata esecutiva dal giudice a quo. Pu essere rifiutata,su istanza del debitore, solo se risulta incompatibile con una decisione o ingiunzione riconoscibile in quello Stato. In nessun caso per pu esservi un riesame nel merito. cap. 5 REGOLAMENTO CE n. 1206/2001: cooperazione giudiziaria nell'assunzione delle prove civili La cooperazione giudiziaria l'unico modo per assumere una prova all'estero senza violare la sovranit degli altri Stati. Il reg. 1206/2001 riprende molti aspetti della Conv. Dell'Aja del 1970 e, soprattutto, prevale sugli accordi bilaterali o plurilaterali aventi lo stesso oggetto. L'ambito di applicazione , come sempre, la materia civile e commerciale (ex reg. 44/01), ma la norma si occupa anche dell'attribuzione del noto ruolo interpretativo alla Corte di Giustizia. Ci infatti una componente essenziale nella macchina della cooperazione. Per evitare problemi interpretativi, il reg. offre una nozione di prova molto ampia, che comprende tutto ci che sia idoneo di apportare elementi di convincimento utili in relazione alla singola controversia. Requisiti per l'applicazione della disciplina sono:

la presenza di una AUTORITA' GIUDIZIARIA (quindi no arbitri, autorit garanti, etc.); la STRUMENTALITA' della richiesta rispetto ad un PROCEDIMENTO GIUDIZIARIO PENDENTE O PREVISTO.

Per ci che concerne le modalit operative, il reg. riprende le due vie tradizionali di assistenza giudiziaria gi presenti nella Conv. dell'Aja: una forma attiva, in cui l'assunzione avviene ad opera del giudice richiesto, ed una passiva, dov' il giudice richiedente che procede direttamente all'incombente istruttorio, sia pure dopo essere stato a ci autorizzato dallo Stato richiesto. Per quanto riguarda la forma di ASSISTENZA ATTIVA, il giudice richiesto procede applicando la propria legge nazionale. Vi sono tuttavia due temperamenti al principio di prevalenza della legge dello Stato richiesto, al fine di raggiungere un equilibrio operativo indispensabile nella cooperazione giudiziaria. Pi precisamente: a) la richiesta pu essere rifiutata soltanto in casi tassativi e circoscritti: l'esorbitanza della richiesta dal campo di applicazione del regolamento, l'estraneit delle attivit oggetto di assistenza dalle attribuzioni del potere giudiziario; b) al giudice richiedente consentito domandare che l'assunzione venga effettuata con un procedimento diverso da quello della lex loci (perch altrimenti, per esempio, non potrebbe essere utilizzabile nel giudizio) salvo notevoli difficolt tecniche o incompatibilit con la lex loci. In tal caso il giudice richiedente, domander di effettuare l'assunzione in base alla lex fori. Si noti per che richiesta un'assoluta impossibilit di seguire il diritto dello Stato richiesto, o per la specificit della materia, o per la delicatezza del diritto sostanziale sottostante. Per quanto riguarda la forma di ASSISTENZA PASSIVA, invece, il reg. presenta la pi importante novit, consistente nella possibilit per il giudice di recarsi personalmente nel territorio di un altro Stato membro per assumere direttamente la prova (e, ovviamente, secondo la lex fori). E' per imprescindibile l'autorizzazione dell'organo centrale o dell'autorit competente dello Stato richiesto (che pu anche subordinare l'attivit a determinate condizioni e modalit) ed escluso che l'autorit procedente possa ottenere l'assistenza di misure coercitive durante l'assunzione della prova. Lo Stato richiesto pu rifiutare l'assunzione diretta se la richiesta incompatibile, se esula dall'ambito di applicazione del regolamento o, infine, se viola i principi fondamentali della lex loci. In generale, l'autorit giudiziaria richiedente ha il diritto di presenziare all'assunzione, senza che sia necessaria un'autorizzazione al riguardo. Se vuole partecipare attivamente per necessaria l'autorizzazione del giudice richiesto. Il coinvolgimento attivo pu sfociare in atteggiamenti propulsivi, fino all'assunzione in prima persona. Ecco perch la richiesta di assunzione diretta pu avvenire, oltre che in via preventiva, anche qualora il procedimento fosse gi iniziato. In tal caso il giudice richiesto provveder a comunicare al giudice richiedente modalit e condizioni per l'assunzione. Anche le parti possono assistere e partecipare all'assunzione. La possibilit di assistenza per le parti non subordinata ad alcuna autorizzazione, purch sia prevista dalla lex fori e sia comunicata all'autorit richiesta. La partecipazione attiva, invece, deve essere previamente autorizzata dall'autorit richiesta, che indicher le condizioni alle quali tale partecipazione ammessa. La lex loci pu consentire l'assistenza o la partecipazione delle parti anche qualora ci non sia stato indicato dal giudice richiedente ( piena applicazione del principio fondamentale del contraddittorio). Fondamentale ed innovativo aspetto del reg. infine la disciplina della COMUNICAZIONE tra i vari soggetti che intervengono nel procedimento di assunzione della prova. Il reg. disciplina le modalit di dialogo tra le autorit giudiziarie con disposizioni diversi, che possono essere raggruppate in quattro serie distinte, rispettivamente sui soggetti, sulle forme e gli

strumenti, sul regime linguistico e sul peculiare uso del dialogo mediante formulari: sotto il primo aspetto, sufficiente che la comunicazione avvenga tra giudice richiedente e giudice richiesto, senza intermediazioni o permessi di autorit centrali; per quanto riguarda le forme, ampio spazio dedicato alle nuove tecnologie, in particolare videoconferenza e teleconferenza, favorendone l'impiego nell'ottica di un pi rapido ed immediato scambio di informazioni. Riguardo alla fase di assunzione, il reg. lascia piena libert all'autorit richiedente sull'impiego, o meno, di tecnologie particolari; per quanto riguarda la lingua, ogni lingua ufficiale nell'ambito dell'UE ha la medesima importanza. Ci comporta che la richiesta debba essere effettuata nella lingua ufficiale dello Stato membro dove deve essere compiuto l'incombente istruttorio. Soltanto come eccezione consentito avanzare richieste in altre lingue (es. inglese), purch lo Stato membro richiesto abbia dichiarato di accettarle; in merito all'uso dei formulari, per agevolare la comunicazione tra le autorit giudiziarie e per attenuare i rischi derivanti dall'esistenza di troppe lingue ufficiali, il reg. prevede una serie di ben dieci formulari, ossia schemi preconfezionati da compilare ed inoltrare. Questa tecnica ha suscitato non poche critiche, basate sull'eccessiva standardizzazione e sulla conseguente compressione della libert di espressione di parti e giudice. cap. 6 REGOLAMENTO CE n. 1393/2007: notificazione e comunicazione negli Stati membri degli atti giudiziari ed extragiudiziari in materia civile e commerciale Tale reg. abroga e sostituisce il reg. 1348/2000, oltre ad innovare l'analoga materia disciplinata dalla Conv. dell'Aja del 1965. Nel campo delle notificazioni transnazionali si riscontra la grande difficolt costituita dal principio di sovranit nazionale, il quale comporta l'impossibilit per gli organi preposti alla notificazione di esercitare all'estero la propria funzione. Infatti, l'attivit di notificazione di un organo statale in un altro Paese si configurerebbe come inammissibile esercizio di un potere pubblico offensivo dell'altrui sovranit. Di qui la necessit che l'esecuzione della notificazione all'estero sia vincolata dal rispetto della specifica legislazione dello Stato in cui risiede il destinatario e delle convenzioni internazionali, seppur la valutazione di idoneit della stessa rimane propria, almeno in via di principio, dell'ordinamento del mittente. Rispetto alla Conv. Dell'Aja 1965, il reg. 1393/2007 elimina il passaggio tramite le autorit giudiziarie centrali degli Stati membri e stabilisce relazioni pi dirette tramite gli organi decentrati. Il reg. si applica alle controversie in materia civile e commerciale qualora un atto giudiziario o stragiudiziale debba essere trasmesso in un altro Stato membro per essere notificato o comunicato al destinatario, a meno che il recapito risulti ignoto. I termini notificazione o comunicazione non devono essere intesi con il significato tecnico-giuridico attribuito da ciascun ordinamento, ma rappresentano il generale fenomeno della trasmissione, ossia della mera consegna materiale dell'atto al destinatario. L'ambito di applicazione riguarda la materia civile e commerciale, anche se non vi identit con le indicazioni del reg. 44/01. Sono incluse infatti le materie di stato e capacit delle persone, regime patrimoniale dei coniugi, testamenti, successioni, fallimento, sicurezza sociale (previdenza) e arbitrato. Rimangono escluse le materie fiscale, doganale e amministrativa. La novit il c.d. SISTEMA DECENTRATO: chi richiede la notifica all'estero pu consegnare l'atto all'organo mittente dello Stato membro in cui si svolge il processo, il quale provvede a trasmetterlo con qualsiasi mezzo appropriato all'organo giudiziario dello Stato in cui deve essere effettuata la notificazione, senza passare quindi attraverso le autorit centrali. Organi mittenti e riceventi sono designati da ciascuno Stato membro. Per l'Italia: organi mittenti sono tutti gli uffici unici degli ufficiali giudiziari costituiti presso le Corti d'Appello, i Tribunali o le sedi distaccate; organo ricevente solo l'ufficio unico degli ufficiali giudiziari presso la Corte d'Appello di Roma.

La modalit principale di trasmissione consiste in qualsiasi mezzo appropriato (ossia anche telefax o posta elettronica, nel rispetto della normativa vigente). Entro 7 gg l'organo ricevente deve trasmettere una ricevuta. Lo stesso non pu rifiutare la notificazione, se non nel caso in cui la domanda esuli manifestamente dall'ambito di applicazione del regolamento o in mancanza dei requisiti di forma che rendano impossibile la notificazione. In questi casi, domanda e documentazione vengono restituiti al mittente. Le modalit di notificazione al destinatario, invece, sono quelle dello Stato richiesto, oppure quelle indicate dal mittente se compatibili con la legge dello Stato destinatario. La notificazione deve avvenire nel minor tempo possibile, qualora ci non avviene entro 30 gg dalla trasmissione, lo Stato richiesto deve dare comunicazione all'organo mittente e continuare a provare la consegna. Una volta eseguita la notificazione, viene inviata all'organo mittente un certificato che la attesti. Di notevole importanza il c.d. SISTEMA DELLA DOPPIA DATA. Vi una scissione cio del momento rilevante per la notificazione, ove gli effetti della stessa vengono a verificarsi in momenti diversi a seconda dei due soggetti interessati. La data da prendere in considerazione per il perfezionamento della notifica viene stabilita alla luce della legge dello Stato di destinazione. La ratio quella di tutelare il destinatario, che altrimenti si troverebbe esposto a ventisei leggi diverse. Tuttavia, se si tratta di stabilire il momento perfezionativo nell'ambito di un procedimento da avviare o pendente nello Stato mittente, allorch un atto deve essere trasmesso da parte del richiedente entro un termine determinato, la data da prendere in considerazione nei confronti del mittente quella prevista dalla legge dello Stato a quo: si vuole infatti assicurare la tutela del mittente che, nel caso di rispetto di un termine di decadenza, risente pi da vicino degli effetti della tempestiva notificazione. Per quanto riguarda la LINGUA della notificazione, viene in rilievo l'aspetto della piena conoscibilit quale componente del fondamentale principio del contraddittorio. Il destinatario pu rifiutare di ricevere, entro 7 gg, un atto non compilato nella lingua dello Stato richiesto o in una lingua dello Stato compresa dal destinatario. La traduzione, inviata entro 30 gg, sana l'eventuale mancanza. Accanto alla forma principale di notificazione, qui descritta, il reg. 1393/2007 ne prevede altre che possono essere utilizzate in via alternativa e facoltativa, ed alle quali si estendono le regole in materia di garanzie linguistiche e di doppia data. Tali forme alternative sono cos distinte: 1. PER VIA CONSOLARE O DIPLOMATICA: a) INDIRETTA: richiedente autorit consolare o diplomatica dello Stato mittente organo pubblico dello Stato ricevente destinatario; b) DIRETTA: da parte dell'autorit consolare o diplomatica dello Stato mittente, su istanza del richiedente, viene notificato l'atto direttamente al destinatario; 2. DOMANDA DIRETTA DI NOTIFICAZIONE O COMUNICAZIONE: dal mittente privato ai pubblici ufficiali o funzionari competenti dello Stato del destinatario; 3. PER POSTA: direttamente al destinatario residente in uno Stato membro o tramite l'organo ricevente. Il reg. si occupa di prevedere anche alcune PRESUNZIONI DI CONOSCENZA, al fine di contemperare due opposte esigenze: garantire l'effettiva conoscenza dell'atto da parte del destinatario e impedire che la prova di tale conoscenza diventi un ostacolo alla tutela giurisdizionale del mittente. Se il convenuto, a cui stato notificato l'atto, non si costituisce nei termini, il giudice deve sospendere il procedimento finch l'attore non avr dimostrato che il destinatario sia stato effettivamente raggiunto dalla comunicazione, dando la prova della regolarit della trasmissione secondo la legge dello Stato richiesto o della effettiva consegna con altra procedura prevista dal

regolamento. Il giudice pu comunque emanare provvedimenti provvisori e cautelari in caso di urgenza. E' prevista, infine, la RIMESSIONE NEI TERMINI di impugnazione per il convenuto qualora sia rimasto involontariamente contumace, se dimostra di non aver avuto conoscenza dell'atto per causa a lui non imputabile e la non manifesta infondatezza dei motivi di impugnazione. L'impugnazione deve comunque avvenire entro un termine ragionevole dall'avvenuta conoscenza. Il reg. 1393/2007 prevale sugli accordi bilaterali o plurilaterali di cui siano parte gli Stati membri. cap. 7 REGOLAMENTO CE n. 861/2007: procedimento per le controversie di modesta entit e le ADR in ambito comunitario L'obiettivo del reg. quello di tutelare l'accesso alla giustizia, per le cause di modesto valore, a causa dei costi, tempi e complessit dei procedimenti giurisdizionali. Tale obiettivo si attua mediante due direttrici: semplificazione dei procedimenti e della circolazione delle relative decisioni; promozione dei procedimenti non giurisdizionali per le liti di modesto valore ADR (alternative dispute resolutions) Il reg. 861/2007 si compone di tre parti (relative al procedimento per le controversie di modesta entit): capo I: oggetto e applicazione del procedimento per le controversie di modesta entit; capo II: delineazione dei caratteri del procedimento; capo III: riconoscimento od esecuzione delle decisioni. AMBITO DI APPLICAZIONE: controversie transfrontaliere ( una delle parti ha residenza abituale o domicilio in uno Stato diverso) in materia civile e commerciale di valore inferiore a 2000 (esclusi interessi e spese). Vi rientrano anche le controversie lavoristiche, l'affitto di immobili, la violazione della vita privata e dei diritti della personalit. La competenza giurisdizionale si determina in base al reg. 44/01. SVOLGIMENTO DEL PROCEDIMENTO: la domanda o la replica sono proposte mediante moduli standard da compilare. Il modulo va poi presentato all'organo giudiziario competente (per la lex fori) unitamente ai documenti a sostegno della pretesa. Il giudice pu comunque chiedere l'integrazione delle informazioni, qualora non le ritenesse sufficienti. L'autorit adita notifica il tutto al convenuto, il quale deve replicare entro 30 gg con l'apposito modulo da trasmettere al giudice insieme ai documenti giustificatori e all'eventuale domanda riconvenzionale. Se per quest'ultima, insieme alla domanda principale, dovessero superare la cifra di 2000, il procedimento non potr pi essere quello europeo semplificato, ma quello ordinario dello Stato del giudice adito. Il giudice decide entro 30 gg dalla replica del convenuto (o dalla controreplica dell'attore), a meno che ( flessibilit) egli discrezionalmente non ritenga necessario richiedere ulteriori informazioni alle parti, assumere nuovi mezzi di prova, fissare un'udienza di comparizione. Non vi una durata massima del procedimento e i termini per le attivit delle parti non sono perentori. La sentenza immediatamente esecutiva, indipendentemente dalla facolt di impugnazione e di riesame, salva la possibilit di sospensione. Per le spese legali si applica il criterio della soccombenza. Come detto, vi la possibilit di impugnazione e di riesame. Quest'ultimo pu essere chiesto dal convenuto al ricorrere di particolari circostanze che abbiano pregiudicato il suo diritto di difesa o il principio del contraddittorio. Competente sempre il giudice che ha emesso la sentenza, che la dichiara nulla e riesamina il caso.

RICONOSCIMENTO ED ESECUZIONE DELLE DECISIONI: riconoscimento ed esecutivit automatiche e libera circolazione. Per l'esecuzione forzata sufficiente il certificato di esecutoriet emesso dal giudice che ha pronunciato la sentenza. Unico motivo di rifiuto l'incompatibilit con una precedente decisione dello Stato richiesto. Per quanto riguarda, invece, le ALTERNATIVE DISPUTE RESOLUTIONS (ADR), occorre dire che nessun regolamento ha dato loro efficacia vincolante. La Commissione Europea ha elaborato uno schema con i criteri che dovrebbero applicarsi agli organi deputati alla risoluzione stragiudiziale delle controversie in materia di consumo; schema che successivamente ha ampliato il proprio raggio d'azione comprendendo tutta la materia civile e commerciale (dal 2002). Diversamente dal resto della materia processuale, in questo campo non si assiste a vera normazione da parte degli organi comunitari, ma piuttosto all'emanazione di raccomandazioni e comunicazioni (privi di efficacia vincolante) nei confronti degli Stati membri. I principi a cui devono uniformarsi tali procedure, possono cos sintetizzarsi: indipendenza dell'organo imparzialit; trasparenza della procedura; rispetto del contraddittorio; scelta esplicita delle parti per ADR. Uno sviluppo pi approfondito della materia comunque ancora in progetto e al vaglio della Commissione. cap. 8 REGOLAMENTO CE n. 1/2003: concorrenza (aspetti processuali) Gli artt. 81 e 82 del Trattato CE colpiscono i comportamenti anticoncorrenziali delle imprese ( divieti antitrust). Il reg. 1/03 ha modernizzato la materia. Le principali novit consistono in ci: sistema dell'eccezione legale: le imprese non devono pi chiedere l'autorizzazione, che diventa implicita, per ottenere l'esenzione dai divieti. Se per dai controlli emerge una carenza di presupposti per l'esenzione, l'impresa sanzionata ( responsabilizzazione dell'impresa); decentramento verso gli organi degli Stati della maggior parte dei procedimenti antitrust ( obbligo di applicare sempre correttamente e automaticamente il Trattato CE). ECCEZIONE LEGALE: automatica illiceit del comportamento vietato e implicita liceit delle condotte esentate non occorre una previa decisione. ONERE DELLA PROVA: riguardo alla violazione dei divieti incombe sulla parte o sull'autorit che la asserisce, mentre all'impresa che invoca l'esenzione spetta la prova che ne esistono i presupposti. ORGANI COMPETENTI all'applicazione dei divieti antitrust: Commissione, autorit nazionali, giurisdizioni, che applicano direttamente la norma. NORME APPLICABILI: normativa europea unitamente a quella nazionale, ma solo se quest'ultima parimenti o maggiormente severa. REGOLE PROCEDURALI APPLICABILI: regole nazionali (che comunque derivano da norme comunitarie), ma ogni provvedimento avviato deve essere subito comunicato alla Commissione che ne verifica la competenza. Rileva qui anche la competenza esclusiva della Commissione qualora sia essa stessa ad avviare un procedimento. COOPERAZIONE TRA COMMISSIONE E GIURISDIZIONI NAZIONALI: il giudice non pu adottare una decisione contrastante con quella della Commissione sullo stesso caso. E' previsto poi lo scambio di informazioni e la possibilit di sospensione del processo nazionale in attesa della decisione comunitaria. POTERI DI INDAGINE DELLA COMMISSIONE: sono ricognitivi ed inquisitori. Pu anche chiedere informazioni alle imprese, disporre accertamenti e ispezioni presso l'impresa e fuori dalla stessa (es. domicilio amministratori), ma sempre necessario il rispetto del contraddittorio.

DECISIONI DELLA COMMISSIONE: constatazione dell'infrazione obbligo di eliminarla; misure cautelari temporanee e rinnovabili (in caso di urgenza, rischio o danno); accettazione di impegni presentati dalle imprese a fronte delle preoccupazioni espresse dalla Commissione; dichiarazione di inapplicabilit dell'esenzione. SANZIONI: ammenda calcolata in proporzione al fatturato dell'impresa (impugnabile).