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Proposta progetto di ricerca per ammissione al dottorato in STORIA DELLEUROPA.

Candidato: MASSIMO SIANI

OGGETTO: Elaborazione del concetto di spazio comune nellEuropa occidentale cristiana in et carolingia attraverso la trattatistica del tempo, focalizzando lattenzione sul regno di Carlo Magno (771 814). PREMESSA: Sono molti, soprattutto da parte francese e tedesca i tentativi di appropriazione di Carlo Magno in chiave nazionalistica (K. F. Werner) e sulla possibilit o no di attribuirgli il titolo di padre dellEuropa. Quello che giunge a maturazione la notte di Natale dell800 un impero con non poche ambiguit, a partire dal titolo. Che voleva dire un impero franco visto che esso era definito dai contemporanei romano? Non era tanto un impero franco, quanto piuttosto cristiano, che assumendo il nome romano affermava la sua universalit negandola allaltro impero, quello di Costantinopoli (traslatio imperii). Universalit romana e cristiana sono le caratteristiche fondamentali dellimpero carolingio. Come realizzare nella pratica questa universalit affermata in teoria? risaputo come nel dibattito sulla fine del mondo antico e lavvio del medioevo tra lipotesi della rottura e quella della continuit (Pirenne Dopsch) a prevalere infine una terza via. La storiografia ha definito la nozione di unet tardo antica (III-IVsec. d.c.), distinta da quella classica, che molti pensano di poter prolungare fino a Carlo Magno. In questa chiave, le invasioni barbariche non rappresentano pi una rottura decisiva nella storia delloccidente. LEuropa altomedievale tra i secoli VIII e IX vede dunque la nascita di un nuovo spazio comune non pi mediterraneo - romano, ma continentale latinogermanico, con al centro la Gallia, la stirpe franca e lordinamento ecclesiastico, in un sistema che poggiava sullincontro vescovi re, documentato fin dai tempi di Clodoveo. LEuropa di Carlo Magno, con tutte le sue peculiarit e le sue articolazioni, sul piano istituzionale si pone quale culmine del processo di evoluzione delle istituzioni di stirpe verso forme imperiali romane, con assetti originali.

Un primo tema danalisi concerne lufficio di conte, per il quale indagini prosopografiche possono permettere di valutare la tendenza alla trasmissione ereditaria della carica sin dallepoca di Carlo, riconsiderando la prospettiva dellorigine sociale e della carriera dei singoli titolari. Ulteriore campo dindagine quello della giustizia, che ha goduto di un rinnovamento in seguito a un nuovo approccio antropologico alla materia (J. Nelson; C. Wickham; P. Delogu). La giustizia era direttamente amministrata a livello locale dai funzionari nominati dal re, come previsto dallordinamento franco, esteso anche ai paesi di nuova conquista in modo da accelerarne anche per questa via lintegrazione nel regno. Unico limite erano i possedimenti ecclesiastici dotati di immunit. Il controllo dei funzionari locali era affidato ai missi, il cui ruolo rappresentava il maggior sforzo di centralizzazione politica e amministrativa. Lesistenza di una giustizia pubblica accessibile a tutti gli uomini liberi rappresentava nellimpero di Carlo Magno un importante elemento unificante. Il monarca esercitava una funzione di tutela della giustizia raccordando centro e periferia, integrando le leggi nazionali con le disposizioni regie, i capitolari, e salvaguardando cos le identit nazionali. Tema storiografico di notevole attualit quello della personalit delle leggi, intesa oggi secondo criteri interpretativi in parte nuovi e interessante per calibrare il motivo della salvaguardia delle identit particolari, etniche e regionali, nellimpero. Il rapporto potere centrale-poteri locali si pu misurare anche attraverso la valutazione dellatteggiamento assunto dai monarchi verso la trama dei vincoli di natura personale e clientelare che attraversavano la societ. Gli imperatori cercarono di disciplinare e sfruttare tale sistema di rapporti, ma alla lunga i poteri signorili erosero lordinamento imperiale. Su questo tema si pu partire da letture classiche come quella di Tellenbach, che vede una societ che si ristruttura dal basso, che sviluppa una sua originale idea di libert non concessa sorta tra i liberi piccoli e medi proprietari in grado di adempiere alle funzioni pubbliche e per questo protetti dal re; o quella di Violante, che rivaluta i vincoli vassallatici in quanto capaci, insieme allordinamento ecclesiastico, di garantire il mantenimento di una forma di libert e la sopravvivenza di un assetto istituzionale. OBBIETTIVI: Le sperimentazioni che accompagnarono lo sviluppo delle istituzioni carolingie furono sforzi interni operanti nel vivo della societ e costituirono il risultato del condizionamento reciproco tra questa e una serie di impulsi politici e ideologici trasmessi dal vertice del potere. Per questo

listituzione pu essere definita come un sistema di rapporti che emerge dal tessuto sociale, dal basso come diceva Bloch, e tende ad assumere coscienza di s in un programma in permanente azione, organizzato attorno a un nucleo di idee e simboli (Tabacco). La peculiare labilit e fluidit delle istituzioni carolingie il frutto di un celebrato dinamismo sociale, ma anche di un dinamismo culturale accertato. Partendo da questo assunto, il candidato propone una ricerca tesa a osservare non i presunti limiti, la debolezza o linadeguatezza dellImpero carolingio, quanto la sua natura di laboratorio di tradizioni politiche e di forme istituzionali, soprattutto per quanto riguarda il periodo di regno di Carlo Magno. Se la data dell888 chiude formalmente let carolingia e sancisce il fallimento del tentativo di unificazione da essa esperito, come valutare la portata di questo giudizio? Unidea come quella di crisi presuppone che sia stata raggiunta ununit imperiale effettiva, frutto di un progetto coerente, cui abbia fatto seguito unazione di indebolimento con conseguente disgregazione di un quadro istituzionale solido sotto lazione di forze centrifughe. Infine, possibile identificare in questo tentativo di unificazione una delle matrici del moderno Occidente europeo? METODO: il candidato propone, per lo svolgimento della sua attivit, di utilizzare: 1) trattatistica di varia natura di produzione carolingia, come: Eginardo, Vita Karoli (800-803); Alcuino di York; 2) opere storiografiche di carattere generale: Paolo Diacono, Historia Langobardorum,(787 789); Gregorio di Tours, Storia dei Franchi; 3) fonti di carattere normativo, in particolare si prover a concentrare lattenzione su alcuni dei capitolari pi importanti, come: il prologo della legge Salica (VI secolo); i capitolari dell801 (capitolare italico), dell802 e dell803; la Divisio regnum dell806; l Admonitio generalis del 789; il capitolare acquitanico 768. Lo scopo che ci si prefigge di raggiungere al termine dellattivit di ricerca quello di ricostruire i tratti di originalit dellordinamento carolingio, caratterizzato dallessere in continua trasformazione e fortemente empirico, con una particolare attenzione per il tema del rapporto fra centro e periferia, tra ordinamento imperiale generale e adattamenti locali; in questa prospettiva si cercher di privilegiare lanalisi dei particolari adattamenti delle istituzioni carolingie, a cominciare dal sistema normativo e giudiziario, nel regno dItalia.

Bibliografia minima di partenza

Opere moderne: ALBERTONI Giuseppe, LItalia carolingia, NIS, Roma 1997. BARBERO Alessandro, Carlo Magno. Un padre dellEuropa, Laterza, Bari 2004. BECHER Matthias, Carlo Magno, Il Mulino, Bologna 2000. CARAVALE Mario, Ordinamenti giuridici dellEuropa Medievale, Il Mulino, Bologna 1994. CARDINI Franco, Carlo Magno. Un padre della patria europea, Bompiani, Milano 2002. GASPARRI Stefano, Prima delle nazioni. Popoli, etnie e regni tra Antichit e Medioevo, Carocci, Roma 1997. Nascita dellEuropa ed Europa Carolingia: un equazione da verificare , 2 voll., CISAM, Spoleto 1981. PIRENNE H. , Maometto e Carlomagno, Laterza, Bari 1996. POHL W. , Le origini etniche dellEuropa, Viella, 2008. I problemi della civilt carolingia, CISAM, Spoleto, 1954. Le relazioni internazionali nellAlto Medioevo, CISAM, Spoleto 2010. SMITH, Julia, LEuropa dopo Roma, una nuova storia culturale, Il Mulino, Bologna 2005. TABACCO Giovanni, Sperimentazioni del potere nellalto medioevo, Einaudi, Torino 1993.

Fonti: AZZARA C. e MORO P. , I Capitolari italici, Viella, 1998. Capitularia Regum Francorum, ed. Boretius-Krause, MGH, Legum sectio II, Hannover 1897. EGINARDO, Vita Karoli (800-803). GREGORIO DI TOURS, Storia dei Franchi. PAOLO DIACONO, Historia Langobardorum,(787 789).