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IL VERBO EO Il verbo eo, is, ivi/ii, itum, ire vado anomalo nel sistema del presente, come puoi

i vedere dal prospetto: Indicativo Imperfetto i-bam i-bas i-bat i-bamus i-batis i-bant

I singolare II III I plurale II III

Presente e-o i-s i-t i-mus i-tis e-unt Imperativo Presente i i-te

Futuro i-bo i-bis i-bit i-bimus i-bitis i-bunt

II singolare III II plurale III

Futuro i- to (i-to) i-ote (e-unto)

Presente

Infinito i-re

Osservazioni 1) Il verbo eo anomalo solo nel sistema del presente, in cui compaiono forme atematiche e forme tematiche. Lassenza o la presenza della vocale tematica ha modificato il tema originario *eiproducendo due esiti distinti: o ei- si ridotto ad e- davanti a vocale, a, o, u: eo eunt. o ei- si contratto in i- in tutte le forme atematiche: i-bat, i-bis, i-re, ecc. 2) I tempi derivati dal perfetto si formano regolarmente. Alla forma ivi gli autori preferiscono in genere ii, che si contrae in i- davanti a -s-: isti ( da i(v)isti). 3) Il futuro semplice esce in -bo per analogia con la I e II coniugazione. I COMPOSTI DI EO Eo presenta molti composti con preverbi. Ecco lelenco: ab ad ante circu co- (da cum) ex in inter ob per prae praeter vado via ab-eo, ab-is, abii abitum, abire vado presso ad-eo, ad-is, adii, aditum, adire precedo, supero ante-eo, ante-is, anteii, anteitum, anteire circum-eo, circum-is, circumii, circumitum, circumire vado attorno mi unisco co-eo, co-is, co-ii, co-itum, co-ire ex-eo, ex-is, exii, exitum exire esco entro, do inizio in-eo, in-is, inii, initum, inire muoio inter-eo, inter-is, interii, interitum, interire vado incontro, ob-eo, ob-is, obii, obitum, obire affronto perisco per-eo, per-is, perii, perire precedo prae-eo, prae-is, praeii, praeitum, praeire tralascio, passo oltre praeter-eo, praeter-is, praeterii, praeteritum, praeterire

proprodreredsub trans venumven-

prod-eo, prod-is, prod-ii, prod-itum, prod-ire red-eo, red-is, red-ii, red-itum, red-ire sub-eo, sub-is, subii, subitum, subire trans-eo, trans-is, transii, transitum, transire ven-eo, ven-is, ven-ii, ven-itum, ven-ire

avanzo ritorno vado sotto oltrepasso sono venduto

Tema del perfetto, Si ottiene togliendo la terminazione -i della I persona singolare dellindicativo perfetto attivo. Da esso si formano: Modi finiti Indicativo attivo

Congiuntivo attivo

perfetto piuccheperfetto futuro II o perfetto o anteriore perfetto piuccheperfetto

Modi indefiniti Infinito attivo

perfetto

Indicativo perfetto Lindicativo perfetto appartiene al perfectum e assomma in s due tempi dellantica lingua indoeuropea, il perfetto propriamente detto, che indicava unazione compiuta nel passato e i cui effetti perdurano nel presente, e laoristo (conservatosi in greco come forma autonoma), che indicava unazione momentanea, priva di durata. Questa compresenza di due elementi differenti pertinenti alla qualit dellazione, ovvero alla caratteristica aspettuale, si risolta in latino con la creazione di una sola forma con due valori temporali: a) passato prossimo, che dovrebbe essere utilizzato per indicare unazione conclusa i cui effetti continuano nel presente ( il cosiddetto valore logico del perfetto): diffugere nives, nunc est ver, si sono sciolte le nevi, ora primavera (valore logico); b) passato remoto, che dovrebbe essere usato nella traduzione quando il perfetto indica unazione conclusa nel passato e priva di continuazione nel presente ( il cosiddetto valore storico o proprio del perfetto), es. Romani bellum fecerunt, i Romani combatterono una guerra (valore storico). Il trapassato remoto viene usato molto raramente per tradurre lanteriorit di unazione perfettuale rispetto a un altro perfetto, ma sta andando progressivamente in disuso ed sostituito dal passato remoto: Postquam veni, te vidi = Dopo che fui giunto /giunsi ti vidi. Il perfetto attivo si forma secondo le seguenti regole generali: 1) Perfetto con suffissi Radice del verbo + (eventuale vocale caratteristica) + Suffisso + Desinenza Amo (amo) ha come vocale caratteristica a, che si conserva nel perfetto am a v i = amavi Dico ha la radice dic e utilizza il suffisso s dando vita a x dic s i = dixi

Principali suffissi

Coniugazioni interessate -v- (intervocalico) / - Tutte u(davanti a consonante)

Caratteristiche

Esempio put-a-v-i (I) del-e-v-i (II) pet-i-v-i (III) aud-i-v-i (IV) cup-i-vi (mista) dom-u-i (I) cens-u-i (II) col-u-i (III) aper-u-i (IV) rap-u-i (mista) man-s-i (II) dic-s-i >dix-i (III) laed-si > laesi (III) saep-s-i (IV)

Tale suffisso utilizzato in modo particolare da verbi con il tema in vocale, pi raramente con il tema il consonante.

- s-

II, III e IV

Il suffisso utilizzato da verbi con il tema in consonante. Davanti a -s- si possono verificare diverse trasformazioni consonantiche analoghe a quelle della terza declinazione: a) gutturale + s = x b) dentale + s = s; in alcuni casi ss (percutio >percussi) c) labiale + s = generalmente il gruppo resta inalterato; a volte diventa ss (iussi da iubeo) d) nasale + s = esiti vari (pu conservarsi, diventare s, dare vita a una labiale) e) sibilante + s = s o ss

2) Perfetto con raddoppiamento Raddoppiamento + Radice del verbo + Desinenza Pendo (peso) raddoppia la sillaba iniziale pe pend i = pependi Lunico prefisso che agisce in latino nella formazione del perfetto il cosiddetto raddoppiamento. Esso consiste nellaggiunta di una sillaba formata dalla prima consonante della radice verbale seguita dalla vocale e; es.: te-tend-i da tendo o pe-pul-i da pello; in molti casi al posto della vocale e viene ripetuta la stessa vocale della radice; es.: cu-curr-i da curro. Si trovano perfetti raddoppiati nella I, II, III coniugazione e nella coniugazione mista (pario > peperi). 3) Perfetto radicale e apofonico Radice del verbo (con eventuale apofonia vocalica) + Desinenza In iuvo (aiuto) con u si verifica lallungamento della vocale radicale: iuv i = iuvi

Invece tribuo (attribuisco) aggiunge la desinenza del perfetto senza mutare il tema: tribu i = tribui La radice pu: a) non subire nessun mutamento; ci avviene soprattutto nella II, III e IV coniugazione; in questi casi il tema del perfetto si distingue dai temi dellinfectum soltanto per le desinenze: prand-i da prand-e-o (II); b) subire unapofonia quantitativa, ovvero unallungamento della vocale interna della radice: leg-i da leg-o; questo fenomeno si verifica in verbi di tutte le coniugazioni; c) subire unapofonia qualitativa e quantitativa, ovvero la trasformazione della vocale interna della radice in una vocale lunga di timbro diverso: eg-i da ag-o; questo fenomeno si verifica soprattutto nella III coniugazione e nella coniugazione mista. Osservazioni 1) Ricorda che la i del suffisso della I persona plurale breve e che, quindi, laccento cade sempre sulla sillaba precedente: es. rap-imus; la e della III plurale invece lunga e quindi va accentata: es. rapu-runt. 2) Talvolta, nei verbi che hanno suffisso in -v- tale suono poteva cadere dopo vocale lunga, determinando la contrazione con la vocale seguente e, quindi, dando origine a una serie di forme sincopate che sono continuate nelle lingue romanze; es. audivisti> audiisti> audisti udisti; audivit > audiit ud; audiverunt > audierunt udirono; audivissem > audiissem >audissem che io avessi udito; audivisse > audiisse > audisse aver udito. Il perfetto passivo si forma nel seguente modo: participio perfetto + indicativo presente del verbo sum. punitus, -a, -um sum