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La Mo narchia s acra

SOMMARIO GENERALE
Parte Prima: I riti di consacrazione della Monarchia Cristiana
I. 1 - La consacrazione regale nella Bibbia I. 2 - Il rito dellIncoronazione nella tradizione imperiale romana I. 3 - LIncoronazione dellImperatore nastasio I !"#1-$1%& I. " - ncora s'l rito dIncoronazione imperiale a Costantinopoli I. $ - La rinascita dell(nzione dei )e nella *pagna +isigota !secolo +II& I. , - La Consacrazione dei )e nella monarchia -ranca !secolo +III& I. . - Carlomagno e la resta'razione del rito dIncoronazione imperiale in /ccidente !%00& I. % - Il rito dell(nzione imperiale I. # 1 LIncoronazione e l(nzione imperiale sotto i Carolingi I. 10 1 La )eno2atio Imperii del secolo 3

I. 11 - Il rito dellIncoronazione e (nzione del *acro )omano Imperatore secondo il Ponti-icale )omano I. 12. 4li Imperatori 56letti dei secoli 3+I-3+III

Parte *econda: Il tocco g'aritore dei )e


II. 1 - I )e ta'mat'rghi II. 2 - La scro-olosi II. 3 1 Linizio del 5tocco reale in 7rancia II. " 1 Lorigine miracolosa della monarchia -ranca: )e Clodo2eo e la *anta mpolla II. $ - Linizio del tocco in Inghilterra II. , 1 *. 8ommaso Bec9et e l/lio celeste II. . - Il tocco reale nel Medioe2o !sec. 3III-3+& II. % - La cerimonia del tocco nel Medioe2o !3I-3+ secolo& II. # - *. Marcol-o e i )e di 7rancia II. 10 - 4li anelli medicinali inglesi II. 11 - Il tocco regio in epoca moderna: la 7rancia !3+I-3+III secolo& II. 12. - Il tocco regio in epoca moderna: lInghilterra !3+-3+II secolo& II . 13 - La -ine del tocco reale inglese !3+III-3I3 secolo& II. 1" - La -ine del tocco reale in 7rancia !3+III-3I3 secolo& II. 1$ - Il tocco regio e la teologia II. 1, - Il miracolo II. 1. - Il miracolo reale II. 1% - (na :'estione teologica: p'; 'n eretico compiere 'n miracolo<

Parte 8erza: La Monarchia *acra e la 8eologia


III. 1 - Il miracolo regio e la )egalit= *ociale di >.*. 4es? Cristo III. 2 1 Il tocco reale e la monarchia III. 3 1 Il tocco reale e il rito di consacrazione III. " 1 Le relazioni tra lo *tato e la Chiesa III. $ - Il rito dell(nzione dei )e dal p'nto di 2ista sacramentale III. , - Il rito dell(nzione dei )e da 'n p'nto di 2ista dottrinale III. . - Imperatore e *'ddiacono III. % - Il *acro )omano Imperatore @ 'n 2ero *'ddiacono< III. # 1 Il *'ddiacono III. 10 - ltre prerogati2e 5sacerdotali della regalit= sacra III. 11- La monarchia sacrale e la Com'nione al Calice

Parte A'arta:

La Monarchia *acra e i Concili


I+. 1 1 La monarchia sacra e il potere di gi'risdizione nella Chiesa I+. 2 1 I *o2rani cattolici e i Concili misti I+. 3 1 I Principi e i Concili 6cclesiastici !6c'menici& I+. " - Le lettere di con2ocazione dei Concili I+. $ 1 Bichiarazioni imperiali d'rante i Concili I+. , - I Concili con2ocati dagli Imperatori cristiani I+. . 1 *piegazione teologica I+. % - I principi e i Concili ec'menici in /ccidente

Parta A'inta: La Monarchia *acra e i +esco2i


+. 1 1 Lelezione dei +esco2i prima di Costantino !I-I+ secolo& +. 2 1 I 2esco2i e la nascita della monarchia cristiana +. 3 - La monarchia -ranca e lepiscopato d'rante la dinastia mero2ingia !+-+III secolo& +. " 1 I Carolingi e le nomine episcopali !sec. +III-I3& +. $ 1 Lepoca -e'dale e la ri-orma gregoriana !sec. 3-3II& +. , 1 Canonici e Papi nelle elezioni 2esco2ili del 3III secolo +. . - PrincipiC Papi e +esco2i tra 3+ e 3I+ secolo +. % - Il Concordato di Bologna !1$1,& +. # - *. l-onso Maria de Lig'ori e la Monarchia sacra

Parte *esta: La Monarchia *acra e lelezione del Papa


+I. 1 - L6lezione dei Papi -ino al I+ secolo +I. 2 1 Papa *. Boni-acio I e lImperatore /norio !"1#& +I. 3 1 /doacre e 8eodorico !"%3-$01& da2anti al Papato +I. " - I Papi e Bisanzio !$3,-."1& +I. $ - Carlo Magno !..,-%1"& +I. , - La Constit'tio )omana di Lotario I !%2"& +I. . - Papato ed Impero nella seconda met= del secolo I3 +I. % - Il Papato nel secolo di -erro !#00-#,2& +I. # 1 Il Pri2ilegio di /ttone il 4rande !#,2& +I. 10 - /ttone IIC /ttone III e *. 6nrico II !#.3-1022& +I. 11 - LImperatore 6nrico III !103#-10$,& e la ri-orma del Papato +I. 12 - Il decreto di Papa >icolo II !10$#& +I. 13 - *an 4regorio +II e la 2ittoria del Papato +I. 1" 1 Lelezione dei Ponte-ici e il Concla2e !3II-3+ secolo& +I. 1$ 1 La catti2it= d 2ignone !130$-13.%&

+I. 1, - Il grande *cisma d/ccidente !13.%-1"1$& +I. 1. - La deposizione di 4io2anni 33III !2# maggio 1"1$& +I. 1% - 4regorio 3II abdica !l'glio 1"1$& +I. 1# - Beposizione di Benedetto 3III !2, l'glio 1"1.& +I. 20 1 Lelezione di Martino + !1"1.-1"31& +I. 21 1 La monarchia sacra e il diritto di escl'si2a nei secoli 3+I-33

Parte *ettima ! ppendice& /rdo )oman's ad benedicend'm )egem in Imperatorem coronand'm


+II. 1 1 Introd'zione +II. 2 1 /rdo )oman's ad Benedicend'm )egem in Imperatorem coronand'm +II. 3 1 /razione lit'rgia +enerdD *anto +II. " 1 /razione Lit'rgia *abato *anto !Benedizione Cero Pas:'ale&

Parte Prima

I RITI DI CONSACRAZIONE

DELLA
MONARCHIA CRISTIANA
I.1 - La consacrazione regale nella Bibbia
NellAntico Testamento sono distintamente indicati i casi in cui impiegare il rito dellunzione con Olio santo. A coloro che ricevevano lunzione sacra era sempre associata una missione pubblica religiosa, in conformit colla concezione teocratica che era a fondamento della vita del popolo eletto. Cos erano unti i Sommi Sacerdoti, i Profeti ed i Re. !a legislazione mosaica, per divina disposizione, associ", infatti, la funzione del #ommo #acerdozio ad una particolare famiglia della trib$ di !evi. !a discendenza

dAronne, fratello di %os&, si trasmise di primogenito in primogenito la carica del #ommo 'ontificato fino ai tempi di (es$ Cristo. Al #acerdozio era affidato lonore e lonere del culto pubblico secondo una complessa liturgia rivelata da )io a %os*. Aronne, +uindi, investito di tale importantissima missione, fu il primo #ommo #acerdote ad essere unto, Versando -%os&. poi lolio sul capo dAronne, Lo unse e lo consacr. /Lev. 0111, 234 E gli verserai sul capo lolio della consacrazione. Con questo rito sar consacrato. /Esodo, 5515, 64 Nel libro dellEsodo /5515, 33-784 erano inoltre date prescrizioni minute circa la composizione dellolio delle consacrazioni. Non si trattava di semplice olio doliva, ma una mistura di +uesto con balsamo aromatico. 9ra il crisma, ancoroggi impiegato nella consacrazione dei 0escovi, nellamministrazione del sacramento della Cresima e nei riti accessori del :attesimo. 1 Profeti dellAntico Testamento erano pure unti. A costoro, eletti direttamente da )io, era solitamente affidata la missione dincarnare in tutta la sua purezza la rigorosa morale della religione monoteistica, di contro ai pericoli sempre insorgenti dellidolatria e del politeismo. Tale eccezionale mandato li spingeva sovente ad intervenire nelle vicende politico-religiose del popolo eletto, per guidare, ammonire, richiamare, talora anche impiegando poteri taumaturgici soprannaturali e una sovrannaturale facolt di predire gli eventi futuri della nazione ebraica. )ellunzione dei profeti abbiamo almeno una prova nel III libro dei Re, 515, 2;. )io, rivolgendosi ad 9lia, che & ormai giunto alla conclusione del suo compito profetico, gli intima di cercarsi un successore, e cos gli dice, Eliseo, iglio di !a at di Abel"eula ungerai pro eta in vece tua. )a ultimo, con lo stabilirsi della monarchia sacra in 1sraele, dopo il periodo dei (iudici, ecco infine lunzione dei <e. Cos , infatti, & narrata nel I Libro dei Re, 5, 2, lunzione e consacrazione di #aul, primo sovrano d1sraele, #resa allora !a"uele una"pollina dolio, la vers sul capo di !aul, poi baciatolo gli disse$ Ecco il !ignore ti %a unto co"e principe della sua eredit e tu libererai il suo popolo dai ne"ici c%e gli stanno attorno.

Il )e Ba2ide !)'bens&

ronne

1n +uesto versetto & descritto nella sua essenzialit il rito della Consacrazione regale, cos come poi fu restaurato in epoca cristiana. Come ricorda %ons. Antonio %artini, Arcivescovo di =irenze, nel suo celebre commento alla #acra #crittura, i ##. 'adri ritenevano che lolio impiegato dal profeta #amuele fosse il medesimo che per la consacrazione dei #ommi #acerdoti d1sraele, ovvero il sacro Crisma, il pi$ prezioso fra gli unguenti liturgici2. Come per il #acerdote, anche per il #ovrano il sacro crisma & versato sul capo, la parte pi$ nobile del corpo umano. 1l monarca riceve poi il bacio di pace del consacrante. Ancora %ons. %artini osserva che il bacio fu sempre inteso nel mondo antico come gesto di vassallaggio e deferenza.3 #aul tuttavia fu riprovato e )io impose a #amuele di trovargli un sostituto. >uesti fu )avide, ultimo figlio di 1sai, betlemita della trib$ di (iuda, da cui doveva discendere (es$ Cristo. )avide pure fu unto dal 'rofeta e ?da quel giorno lo spirito di &io u in lui@ /I Re, 501, 274. !a #acra #crittura inoltre, narrando alcuni episodi della vita del <e )avide, indugia a rilevare +uanto sincera e profonda devessere la venerazione nei confronti dellAnto eletto dal )io degli 9serciti, anche nel caso di un monarca che, come #aul, era stato riprovato per il suo empio comportamento. Nel I Libro dei Re, infatti, si snoda la rovinosa parabola del primo monarca israelita che, insuperbitosi per lalto onore cui era stato elevato, commise i pi$ nefandi misfatti. Anzich* abbandonarsi totalmente e con fiducia alla potenza di )io, in un momento di difficolt ricorse allespediente immorale della negromanzia per vaticinare gli avvenimenti futuri, macchiandosi di un gravissimo delitto che infrangeva il primo e pi$ sacro dei comandamenti della !egge, ?Non avrai altro )io allinfuori di me@, e rappresentava una vera e propria apostasia. )i +ui la riprovazione divina. Nel suo tralignamento, costellato da pentimenti poco sinceri e sempre pi$ gravi cadute, il #ovrano si diede a perseguitare il giovane figlio di 1sai, di cui invidiava le belle virt$, lascendente sul popolo e le doti di coraggioso guerriero. )avide cos abbandon" di nascosto e in tutta fretta la corte e si nascose con un pugno di fidi amici in luoghi inaccessibili, braccato da presso dal #ovrano incollerito.
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%ons. Antonio %artini, La 'ibbia. Vecc%io e (uovo )esta"ento secondo la volgata tradotta in lingua italiana e con annotazioni dic%iarata da *on + signore Antonio *artini Arcivescovo di ,irenze, 0ol. 1, %ilano, #ociet 9ditrice #onzogno, 2BCB, p. 7DB, n. 2. 2 Ivi.

1n almeno due circostanze, tuttavia, )avide si trov" nella possibilit di assassinare il rivale, spianandosi cos dun colpo la via al trono che gi )io gli aveva assicurato. Ana prima volta, )avide, celatosi in una caverna, riusc addirittura a tagliare con la spada un lembo del mantello del <e, &avide allora si lev e tagli un le"bo del "antello di !aul. &opo di c%e &avide ebbe ri"orso al pensiero di aver tagliato il le"bo del "antello di !aul e disse ai suoi$ &io "i sia propizio a inc%- io non abbia a are una si"ile cosa al "io signore, l.nto del !ignore, di alzar la "ano contro di lui, perc%- / l.nto del !ignore /I Libro dei Re, 5510, D-64 Ana seconda volta, il giovane, accompagnato dal valente Abisai, figlio di una sua sorella, penetra nottetempo nellaccampamento di #aul e lo sorprende nel sonno. Abisai lo incita ad approfittare di +uella favorevole situazione, per sbarazzarsi in modo definitivo del suo mortale nemico, &avide per disse ad Abisai$ (on ucciderlo0 in atti c%i pu "ai stendere la "ano sull.nto del !ignore ed essere innocente /I Libro dei Re, 5501, 6-C4. !unzione col santo crisma, +uindi, nella concezione vetero-testamentaria, d alla persona che n& investita una distinzione particolare di sacralit, ossia indica una speciale appartenenza a )io, in proporzione della sacra funzione che riveste. !olio doliva e il balsamo sono i mezzi materiali che indicano tale speciale dedizione al servizio divino. !uno significa, sia la forza soprannaturale di cui si riveste il consacrato Epoic%- un te"po collolio si ungevano gli atletiF, sia lo Esplendore di una buona coscienza espresso dalla li"pidezza dellolioF, sia, infine, Ela pienezza di grazia, poic%- lolio, essendo pingue e luente, espri"e labbondanza della grazia, c%e ri+ donda da Cristo capo su tutti gli altriF7. 1l balsamo invece, Edal pro u"o graditissi"o, vuole espri"ere questo atto$ c%e i edeli 123 e"anano un efflu io odoroso di irt! 123 Inoltre il balsa"o %a la virt4 di preservare dalla putre azioneFG. Tutta la storia d1sraele & allora la vicenda dellattesa fiduciosa e incrollabile di un misterioso Anto, di cui i testi ispirati andarono via via precisando i sublimi e divi3

Ad. Tan+uereH, !5nopsis )%eologiae &og"aticae, t. 111, )escl*e et soci, 'arisiis-Tornaci /:elg.4-<omae, 2CGD, pp. 7CD-7C;, n. D;G. E#er illu" 1oleu"3 signi icantur$ 67 robur 1..3 quia oleo at%letae oli" ungebantur0 87 nitor bonae conscientiae li"piditate olei e9pressus0 :7 gratiae plenitudo$ oleo eni", cu" pingue sit et luens, gratiae abundantia" e9pri"it, quae a Cristo capite in alios redundat.F 4 Catec%is"o )ridentino ;Catec%is"o ad uso dei parroci pubblicato dal #apa !. #io V per decreto del Concilio di )rento7 , tr. di '. Tito #. Centi O.'., #iena, 9dizioni Cantagalli, 2CB2, p. 376.

ni lineamenti, profezie che si compirono mirabilmente in Ges detto il Cristo , il %essia d1sraele. >uesti due vocaboli, infatti, luno della lingua greca, laltro ebraico, sono sinonimi, e significano appunto lAnto, il Consacrato con il sacro crisma. (es$ & lAnto per eccellenza, unto Edellolio dellallegrezza ben pi4 c%e i suoi co"pagniFD, unto di una triplice unzione, come #ommo #acerdote, secondo lordine eterno di %elchisedech, #ommo 'rofeta e <e dei <e.

Il )eE-sacerdos Melchisedec #e, infatti, appare scontato il riferimento al modello di Cristo per il nuovo sacerdozio da lui istituito solennemente durante lAltima Cena, non pi$ legato ad una trib$ e famiglia particolari, come per +uello antico, ma alla "aniera di *elc%isedec, il misterioso re-sacerdote che benedice Abramo vittorioso dei suoi nemici, ossia per vocazione e ispirazione diretta di )io, senza tener conto della nazione o famiglia dappartenenza, non va nemmeno sottovalutato lelemento regale e monarchico insito nella figura di (es$, in cui confluiva appunto, accanto alla funzione sacerdotale, anche +uella di sovrano. (es$ &, infatti <e, come egli stesso attesta solennemente dinanzi a 'ilato che lo giudica, ERespondit Iesus" Tudicis qui a Rexsum eg # o /#. (iovanni, 2B,764. !a sua regalit non &, per", soltanto +uella che gli deriva dallAnione 1postatica, che implica la partecipazione della Natura umana assunta dal 0erbo eterno, =iglio del 'adre, delle doti della divinit. (es$ & <e anche in +uanto uomo, alla maniera, si potrebbe dire, temporale. (es$ &, infatti, il legittimo discendente dei <e di (iuda. 9gli & voluto nascere allinterno del matrimonio tra #an (iuseppe, principe della dinastia davidica ed erede del trono temporale del suo celebre antenato, e %aria #antissima, +uasi certamente, come attesta unassai antica tradizione, cugina del suo casto sposo, e come lui, appartenente alla famiglia reale d1sraele.

#. 'aolo, Lettera agli Ebrei, 1, C.

*an 4i'seppeC principe della dinastia da2idica. #ia la madre verginale, che il padre legale e putativo di Cristo, erano principi del sangue. (es$ era nobile, principe reale 9gli stesso. 9ra il legittimo <e d1sraele. >ueste considerazioni erano ben presenti alle menti dei prelati e dei principi cattolici dellepoca cristiana, e sono allorigine di +uel meraviglioso rito che consacrava lautorit politico-temporale secondo il modello biblico. 1l rito dellunzione dei re dellAntico Testamento, infine, esprimeva con levidenza della liturgia la dottrina dellorigine divina dellautorit.

I. 2 - Il rito dellIncoronazione nella tradizione im eriale romana


Nel cerimoniale d1ncoronazione dell1mperatore <omano, prima e dopo la conversione al Cristianesimo di Costantino il Grande !"#$- ""%& non v& traccia alcuna della sopravvivenza del rito dellunzione regale. !1mpero romano, costituitosi in principato con '(g(sto !)* a+C- ,- d+C& si consider" lerede delle grandi monarchie orientali /assiro-babilonese, persiana, egiziana, ellenistica4 di cui assimil" e adatt" la concezione della sacralit del sovrano, nonch* le forme rituali che manifestavano esternamente tali idee.

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Cesare 'g'stoC -ondatore della Monarchia )omana =in dai tempi del primo 1mperatore, infatti, il %onarca fu considerato +uale supremo rappresentante, tanto della gerarchia temporale, +uanto della sfera spirituale e religiosa. !1mperatore detiene il titolo di !u""us #onti e9, che lo colloca al vertice dellordinamento cultuale dell1mpero pagano. '(g(sto rifiut" in vita gli onori divini, almeno in Occidente, ma alla sua morte (1 !.C." l1mperatore venne divinizzato e assunto nellolimpo pagano. >ualche anno dopo, il cerimoniale di corte inizi" a risentire dei modelli orientali. 1n origine, infatti, lintronizzazione dell1mperatore consisteva nel conferimento del paluda"entu", il mantello di porpora, e pi$ raramente di una corona dalloro;.

Limperatore Caligola

Bominziano

Tuttavia, prima Caligola !"%- -,& e poi .omiziano !/,- *$& introdussero vesti di seta sempre pi$ suntuose, adorne di pietre preziose, con calzature altrettanto preziose e ricercate /calcea"enta4. =ecero inoltre la loro apparizione, seppure in via semi-ufficiale, il rito !e##$a!orazio%e con la triplice pros<5nesis /prostrazione4 come a divinit ed il titolo di &o"inus et &eus -#ignore e )io. entrambi derivati dal cerimoniale di corte delle monarchie orientali, EIn atti I scrive Aurelio 0ittore I Caligola, pri"o ra tutti, e poi &o"iziano vol+ lero esser c%ia"ati aperta"ente !ignori ed essere adorati e ricevere il titolo di deiF6. Con .iocleziano !)/-- "#0& tale processo si comp , ed il rito delladorazione del sovrano entr" ufficialmente nel cerimoniale imperiale, E=rdin I scrive lo storico 9utropio I di essere adorato, "entre pri"a tutti se"+ plice"ente gli davano il saluto. #retese pure c%e le sue vesti e i calzari ossero ornati di
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=. Cabrol I J. !eclerc+, &ictionnaire dArc%-ologie C%r-tienne et Liturgie, voce, !acre I"p-rial et Ro5al, 'aris, !ibraire !etouzeH et an*, 2CD8, t. 50, '. 1, coll. 728. 7 Cfr. =. =abbrini, )ranslatio I"perii. Li"pero universale da Ciro ad Augusto , <oma, 9dizioni di #toria e !etteratura, 2CB7, p.GB-DDK =. Cabrol I J. !eclerc+, &ictionnaire dArc%-ologie C%r-tienne et Liturgie, voce, !acre I"p-rial et Ro5al, 'aris, !ibraire !etouzeH et an*, 2CD8, t. 50, '. 1, coll. 78D. Cfr. 9utropio, 'reviariu", l. 011. 37.

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preziosi "onili, "entre pri"a linsegna dellI"pero consisteva soltanto della cla"ide di porpora, il resto delle vesti essendo co"uneFB. :en presto il culto allI"peratore divenne un elemento essenziale della religione politeista, la cui accettazione era segno di lealismo verso l1mpero. 1 cristiani dei primi secoli rilevavano la distinzione tra il potere temporale del sovrano, cui essi obbedivano, e le sue pretese religiose, cui si opponevano. 1nvanoL la religio dei cristiani fu messa al bando. 1 suoi seguaci furono perseguiti con laccusa di ateis"o, proprio perch* rigettavano tale culto. E(on c%ia"o lI"peratore col no"e di &io I spiegava inutilmente Tert&##ia%o /2GD ca-3GD4 I sia perc%- non sono capace di "entire, sia perc%- non %o il coraggio di sc%ernire il "io sovrano. >li basti dessere detto I"peratore, appellativo solenne, concesso da &io e solo a &io in eriore, e sappia c%e noi invoc%ia"o il &io vivo, vero ed eterno per la salute di CesareFC. Ancora a .iocleziano !)/-- "#0& si deve lintroduzione del rito dell1ncoronazione, mutuato anchesso dalle monarchie orientali, in particolare da +uella persiana28. !a coro%a o !ia!ema, simbolo del potere supremo del sovrano, era un nastro di stoffa ornato di due serie di perle e pietre preziose, che sostitu lalloro della tradizione romana22. 1n +uesto modo levoluzione in senso monarchico dell1mpero era compiuta.

Biocleziano re

*. Costantino Imperato-

Costantino il Grande nel 73G, in occasione della fondazione della nuova capitale dell1mpero, cui impose il suo nome, Costantinopoli, confer la porpora a suo fi-

9utropio, 15, 3;, in =. Cabrol I J. !eclerc+, &ictionnaire dArc%-ologie C%r-tienne et Liturgie, voce, !acre I"p-rial et Ro5al, 'aris, !ibraire !etouzeH et an*, 2CD8, t. 50, '. 1, coll. 78D. E Adorarique se iussit, cu" ante eu" cuncti salutarentur0 orna"enta ge""aru" vestibus calcea"entisque indidit, na" prius i"perii insigne in c%la"5de purpurea tantu" erat, reliquia co""uniaF. 9 Tertulliano, Apologia, in !. Todesco, Corso di storia della C%iesa, vol. 1, I pri"i :?? anni, Torino-<oma, %arietti, 2C33, p. 6B. 10 =. Cabrol I J. !eclerc+, &ictionnaire dArc%-ologie C%r-tienne et Liturgie, voce, !acre I"p-rial et Ro5al, 'aris, !ibraire !etouzeH et an*, 2CD8, t. 50, '. 1, coll. 78D. 11 %. :loch, I Re tau"aturg%i. !tudi sul carattere sovrannaturale attribuito alla potenza dei re particolar"ente in ,rancia e in Ing%ilterra, traduzione di #. !ega, 9inaudi, Torino, 2CBC, p. GC.

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glio Costanzo I I e adott" per s* e la madre, #. 9lena, il diadema gi reso familiare da .iocleziano23. )a allora la corona divenne linsegna per antonomasia della potest monarchica cristiana, linsigne regiu" -linsegna regale.. 1l diadema, ben presto, fu riservato ai soli Augusti, ossia a +uei 'rincipi che, nel sistema escogitato da .iocleziano, erano al vertice della potest monarchica. 'are invece che si debba a Gi(liano l' ostata !"$#- "$"& lintroduzione nel rito dintronizzazione !e##$e#e'azio%e s&(#i sc&!i del nuovo 'rincipe, cerimonia +uesta dorigine germanica27. Ci volle del tempo, per", prima che la Chiesa intervenisse nella consegna del diadema. E&iocleziano aveva introdotto nu"erose ceri"onie orientali e reso a"iliare ai Ro+ "ani il regio della corona, insegna di onnipotenza. Costantino laveva a sua volta adotta+ ta, "a non gli venne "ai il pensiero di arsi incoronare da #apa !ilvestro. In origine il diade"a era posto sulla ronte i"periale da "ano pro ana. A partire dallanno :@A ;Va+ lentiniano I7 dal predecessore c%e eleggeva il suo collega e successore. !pesso gli I"perato+ ri sincoronavano da se stessi. Allinizio del V secolo non esisteva ancora alcuna tradizio+ ne, alcun ceri"oniale costanteF2G. Nel )* tuttavia si produsse in Oriente, a Costantinopoli, presso la corte ove risedeva l1mperatore, un fatto nuovo e saturo di conseguenze per il futuro. )opo la morte di 1eodosio I I !-#/- -0#& , sua sorella 'ulcheria e lariano Aspar, designarono come imperatore il generale Marciano !-0,- -0% ". Marciano ricevette la corona dalle mani del 'atriarca di Costantinopoli Anatolio. Nel )+, alla morte di Marciano, anche il suo successore Leone I ( )+, + " fu incoronato dal medesimo prelato. #i era creata una tradizione che da allora non fu pi$ abbandonata, salvo +uando, secondo la tradizione romana, il predecessore ancora vivente incoronava il successore designato.

LImperarore Marciano All1ncoronazione di Leone I I !-%-& , il 'atriarca Acacio pronunci" durante il rito delle preghiere2D. Cos , a poco a poco linflusso e, per cos dire, lazione della Chiesa in Oriente si fece sempre pi$ forte.
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=. Cabrol I J. !eclerc+, &ictionnaire dArc%-ologie C%r-tienne et Liturgie, voce, Constantin, 'aris, !ibraire !etouzeH et an*, 2CD8, t. 111, '. 11, col. 3;GC. Cfr. 9utropio, 'reviariu", l. 011, 37. ?&o"inu" se et deu" pri"us appellari iussit@. 13 =. Cabrol I J. !eclerc+, &ictionnaire dArc%-ologie C%r-tienne et Liturgie, voce, !acre I"p-rial et Ro5al, 'aris, !ibraire !etouzeH et an*, 2CD8, t. 50, '. 1, coll. 728. 14 =. Cabrol I J. !eclerc+, &ictionnaire dArc%-ologie C%r-tienne et Liturgie, voce, !acre I"p-rial et Ro5al, 'aris, !ibraire !etouzeH et an*, 2CD8, t. 50, '. 1, coll. 78D. ?&iocl-tien avait introduit no"bre de pratiques orientales et a"iliaris- les Ro"ains avec le port du diad-"e, insigne de la tout+ puissance. Constantin ladopta et la pens-e ne lui serait sans doute Ba"ais venue de se le aire i"poser par le pape !ilvestre. A lorigine il -tait pos- sur le ront i"p-rial par une "ain pro ane. A partir de :@A ;Valentinien7 par le pr-d-cesseur qui c%oississait son coll-gue et successeur. !ouvent les e"pereurs se couronnaient eu9+"C"es. Au co""ence"ent du Ve si/cle, il ne9istait encore aucune tradition, aucun c-r-"onial constant@.

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#i fissarono pure le insegne imperiali, la tunica con il bordo dorato, il cingolo doro con pietre preziose, le ghette di porpora e i coturni pure di porpora con bordure doro e rosette, il paluda"entu" ossia la clamide /manto4 di porpora con il rettangolo doro sul ventre e la fibbia doro sulla spalla destra, infine, la corona, che ben presto sostitu la stoffa per il metallo, prendendo +uella forma che rimase anche in futuro2;. !1mperatore Gi(stino I !0,/- 0)%& fu incoronato due volte, una prima volta dal 'atriarca di Costantinopoli, e una seconda da 'apa -io'a%%i I nel D3G, +uando +uesti fu in visita presso la capitale imperiale26. !a cerimonia di solito si svolgeva o all1ppodromo, o nellatrio del 'alazzo 1mperiale, il tricliniu"2B.

I. . - LIncoronazione dellIm eratore 'nastasio 1 !-*,0,/&


!a breve descrizione dellintronizzazione dell1mperatore 'nastasio I !-*,0,/& pu" dare unidea del complesso cerimoniale con cui nel 0 secolo un nuovo sovrano sinsediava a Costantinopoli. !a sera che segu la morte dell1mperatore 2enone !-%-- -*,& il popolo e lesercito si radunarono all1ppodromo, elevando alte grida. 1 magistrati, i senatori ed il 'atriarca si erano riuniti nel portico davanti al grande )ricliniu" nellattesa dellarrivo dell1mperatrice Ariadne, sposa del defunto e figlia di Leone I !-0%- -%-& . Arrivata, si ritir" col 'atriarca ed alcuni cubicularii /cortigiani4 nella loggia imperiale, mentre il resto della corte era rimasto da basso. >uando apparve sulla loggia, fu acclamata, e, presa la parola per mezzo di un libellensis, approv" +uello che era stato fatto per mantenere lordine /acclamazioni4 e rifer che aveva dato disposizioni per eleggere un imperatore cristiano e romano /altre acclamazioni4.

Leone I Imperatore
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nastasio I

=. Cabrol I J. !eclerc+, &ictionnaire dArc%-ologie C%r-tienne et Liturgie, voce, !acre I"p-rial et Ro5al, 'aris, !ibraire !etouzeH et an*, 2CD8, t. 50, '. 1, coll. 78;. 16 =. Cabrol I J. !eclerc+, &ictionnaire dArc%-ologie C%r-tienne et Liturgie, voce, !acre I"p-rial et Ro5al, 'aris, !ibraire !etouzeH et an*, 2CD8, t. 50, '. 1, coll. 78B-78C. 17 =. Cabrol I J. !eclerc+, &ictionnaire dArc%-ologie C%r-tienne et Liturgie, voce, !acre I"p-rial et Ro5al, 'aris, !ibraire !etouzeH et an*, 2CD8, t. 50, '. 1, coll. 78D. 18 =. Cabrol I J. !eclerc+, &ictionnaire dArc%-ologie C%r-tienne, voce, !acre I"p-rial et Ro5al, 'aris, !ibraire !etouzeH et an*, 2CD8, t. 50, '. 1, coll. 78;.

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Trattandosi di una +uestione di non piccola importanza, l1mperatrice chiese dattendere i funerali del marito /altre acclamazioni4 e si felicit" con i convenuti daver anticipato i desideri di tutti elevando (iuliano alla carica di 'refetto della citt /acclamazioni4. )opo aver nuovamente raccomandato di mantenere lordine, l1mperatrice si ritir" nellAugusteu". 1 nobili allora si riunirono in seduta davanti al delp%a9 per trattare della situazione. 1l capo degli eunuchi /#raepositus sacri cubiculi4 Arbicio raccomand" loro di lasciare all1mperatrice la designazione del successore. 1 senatori invitarono il 'atriarca a sollecitare unudienza per pregare la sovrana di fare la scelta. Cos l1mperatrice design" il silenziario Anastasio, con lapprovazione dei magistrati, il +uale fu fatto chiamare e alloggiato nel concistoro fino al compimento dei funerali di Menone. Terminate le ese+uie, lindomani tutti indossarono la clamide bianca per essere ricevuti da Anastasio nel concistoro. Anche il 'atriarca era presente, entrando come consueto attraverso i balnearia /bagni4. )opo aver ricevuto tutti, Anastasio, secondo luso, si trasfer nel portico davanti al grande )ricliniu". <aggiunto da magistrati e senatori, & da loro invitato a prestare giuramento di non serbare rancore contro chicchessia e di governare l1mpero secondo coscienza. I# Patriarca ric/ie!e 0&re !a# %&o'o mo%arca i# (i&rame%to s&i 1a%(e#i c/e e(#i ma%terr2 #a 3e!e catto#ica %e##a s&a i%te(rit2 e c/e %o% i%tro!&rr2 a#c&%a %o'it2 %e##a C/iesa !i Dio. 1l documento scritto & poi consegnato a %acedonio, il guardiano dei sacri archivi. )opo il giuramento, l1mperatore raggiunge l1ppodromo, entra nel )ricliniu", l dove nei giorni delle corse i senatori Nadorano l1mperatore con la triplice pros<5ne+ sis /prostrazione4. >ui indossa le vesti imperiali e accede alla loggia. 1 soldati sono schierati nella sta"a, la parte dell1ppodromo sotto la loggia imperiale. 1mbracciano le armi e i vessilli. 1l popolo, che riempie il rimanente della pista, lo acclama.

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Mappa di Costantinopoli Anastasio si tiene ritto sullo scudo ed un ca"piductor /alto ufficiale dellesercito4 gli pone la propria collana sulla testa. Allora tutti i vessilli sinnalzano al cielo, i soldati e il popolo gridano acclamazioni. Anastasio scende dallo scudo, rientra al )ri+ cliniu", dove si pone sulle regalia. I# Patriarca 0ro%&%cia 0oi &%a 0re(/iera4 recita i# $%rie eleison& (#i 0o%e s&# ca0o #a coro%a (emmata e (#i 0or(e #a c#ami!e im0eria#e. !1mperatore ritorna cos alla loggia, saluta il popolo che lo acclama a gran voce, AugustoD AugustoD <ivolto allesercito e al popolo, dice, E evidente c%e la sovra+ nit u"ana dipende dal beneplacito della pi4 alta >loria. !o si acclama ancora, Abbon+ danza sul "ondoD Regna co"e %ai vissutoD F5rie eleison, F5rie eleison, ,iglio di &io, abbi piet di luiD 1l sovrano a +uesto punto promette un donativu" di cin+ue piastre doro ed una libbra dargento ciascuno. #i grida, C%e &io conservi il cristiano I"peratore. 'oi il monarca va alla Chiesa di #anta #ofia ed entra nel "utatoriu". >ui si toglie la corona. 1l praepositus la prende per porla sullaltare. !imperatore fa delle offerte, torna al "utatoriu", riprende la corona, annuncia la sua designazione al 'refetto della citt. 1nfine offre un banchetto a tutti i maggiorenti2C.

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=. Cabrol I J. !eclerc+, &ictionnaire dArc%-ologie C%r-tienne, voce, !acre I"p-rial et Ro5al, 'aris, !ibraire !etouzeH et an*, 2CD8, t. 50, '. 1, coll. 78;-786.

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I. - 'ncora s(l rito dIncoronazione im eriale a Costantino oli


)al 2. %o'em5re 6*2, tuttavia, +uando il 'atriarca Ciriaco incoron" l1mperatore 3oca !$#)- $,#& nella Chiesa di #an (iovanni dellJebdomon, il nuovo sovrano, salvo il caso in cui era incoronato dal predecessore ancora in vita, secondo lantica consuetudine, riceveva le insegne del potere imperiale in chiesa. EIl suo successore Eracli o (610641) u incoronato da !ergio a !an ,ilippo del #alazzo il G ottobre @6? ed Eracli o II (613 ) a !anto !te ano di &a ne da Eraclio I il A luglio @:H. Cost a n t e II (641668) , nel @A6, u il pri"o incoronato alla"bone di !anta !o ia, e da allora si"pose quellusanza, salvo il caso degli i"peratori incoronati co"e colleg%iF38. (li Euc%ologia, risalenti alla fine del secolo 0111 /anno 6CD circa4 riportano le formule in uso al momento dell1ncoronazione. 1l sovrano, indossate le vesti imperiali, eccetto la corona, la clamide e la fibbia, si pone allambone, davanti al +uale si colloca il 'atriarca, che pronuncia +uestOrazione32, )omine )eus noster, <eO regum et )ominus dominantium, +ui per #amuelem prophetam, servum tuum )avid elegisti, et super populum tuum 1srael in regem unOisti , ipse tunc nostram indignorum deprecationem eOaudi, et respice de sancto habitaculo tuo, et fidelem servum tuum, +uem super gentem sanctam tuam, Anigeniti =ilii tui sanguine ac+uisitam, regem tibi constituere placuit, eOultationis oleo ungere dignareK indue illum virtute eO altoK coronam de lapide pretioso capiti eius impone, longitudinem dierum tribue illi, sceptrum salutis pone in eius deOtra manu, in Pustitiae throno colloca illum, #ancti Tui #piritus armatura illum circumvalla, brachium eius conforta, omnes illi barbaras gentes subiice, timorem tuum et pietatem erga subditos cordi eius insere, in inculpata fide conserva illum, sanctae tuae catholicae 9cclesiae dogmatum sedulum custodem
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!ignore &io nostro, Re dei Re e !ignore dei signori, c%e per "ezzo del #ro eta !a+ "uele scegliesti il tuo servo &avide e lo un+ gesti Re sopra il tuo popolo Israele, esaudi+ scici e riguarda dalla tua santa di"ora la nostra indegna preg%iera0 e degnati ungere collolio dellesultazione questo edele tuo servo, c%e ti piacque costituire Re sopra il tuo santo popolo, redento col sangue del )uo ,iglio .nigenito0 rivestilo dallalto di virt40 i"poni sul suo capo la corona di pie+ tre preziose0 concedigli una lunga serie di giorni0 lo scettro di salute poni nella sua destra0 collocalo sul trono di giustizia0 cir+ condalo collar"atura del )uo !anto !piri+ to0 d orza al suo braccio0 sotto"ettigli tut+ te le barbare genti0 insinua nel suo cuore il tuo ti"ore e la piet verso i sudditi0 conser+ valo nella ede innocente0 "ostralo solerte custode dei dog"i della tua !anta C%iesa Cattolica0 cosI da giudicare il tuo popolo con giustizia e col giudizio i tuoi poveri0 e salvi i igli dei poveri ed abbia in ine in

=. Cabrol I J. !eclerc+, &ictionnaire dArc%-ologie C%r-tienne et Liturgie, voce, !acre I"p-rial et Ro5al, 'aris, !ibraire !etouzeH et an*, 2CD8, t. 50, '. 1, coll. 78C. E!on successeur, J-raclius, ut couronn- par !erge !.+#%ilippe du #alais le G oct. @6? et J-raclius II !.+Ktienne de &ap%n- par J-raclius Ier le A Buill. @:H. Costant II, en @A6, ut le pre"ier couronn- la"bon de !te.!op%ie et depuis lors cela devint lusage sau pour les e"pereurs couronn-s co""e coll-gues F. 21 =. Cabrol I J. !eclerc+, &ictionnaire dArc%-ologie C%r-tienne et Liturgie, voce, !acre I"p-rial et Ro5al, 'aris, !ibraire !etouzeH et an*, 2CD8, t. 50, '. 1, coll. 78C-728.

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illum ostende, ut in iustitiam populum eredit il regno celeste. #oic%- )u sei la po+ tuum iudicet et pauperes tuos in iudicio, tenza, e tuo / il regno e il valore. salvet etiam filios pauperum et caelesti regni tandem haeres fiat. >uia tua est potentia et tuum est regnum et virtus. )etto +uesto, il prelato prende la clamide e la fibbia, e le consegna ai vestiarii perch* ne rivestano il sovrano. 'ronunciata una seconda orazione33, il 'atriarca trae la corona dallaltare e con tutte e due le mani la pone sul capo del sovrano, dicendo, E(el no"e del #adre e del ,iglio e dello !pirito !antoF37. !a corte imperiale di Costantinopoli I come si & visto - sent il bisogno di armonizzare in senso cristiano i riti pagani dintronizzazione del nuovo sovrano, ma il precedente biblico dellAnzione trov" posto assai tardi in tale contesto. !allusione allAnzione nella preghiera sopra citata non aveva, infatti, che un valore metaforico. !a consacrazione dell1mperatore <omano collOlio santo, cerimonia cos caratteristica della liturgia occidentale, & attestata con certezza in Oriente soltanto alla fine del secolo 511, molto tempo dopo che la Chiesa latina laveva introdotta. !a Cristianit orientale si mostr", infatti, assai refrattaria ad accogliere +uel precedente biblico, non certamente per una concezione Nlaica del potere politico, come vedemmo, ma, sia perch* in generale lolio santo non era affatto impiegato nelle cerimonie dordinazione e consacrazione dei sacerdoti e dei vescovi secondo il rito orientale, sia perch* Ela "onarc%ia bizantina, sacra di suo dalle sue origini ro"ane, appoggiata sulla sopravvivenza del culto i"periale, non sentI cosI per te"po il bisogno, co"e i regni occidentali, di santi icarsi per "ezzo di un rito i"itato dalla 'ibbiaF3G.

I. ) - La rinascita dell(nzione dei Re nella S agna 4isigota !secolo 1II&


A 'onente dun+ue, nel mondo romano-germanico, troviamo i primi esempi di Consacrazione dellautorit monarchica da parte della gerarchia ecclesiastica secondo il modello vetero-testamentario dellAnzione con Olio santo. 'er rintracciare la prima prova certa del rito dellAnzione reale dobbiamo trasferirci nella #pagna visigota del secolo 011. Nel settem5re !e# 6+2, infatti, fu unto 5amba !$%)- $/#& , re cattolico dei 0isigoti di #pagna. Alla morte di <e Reces6indo !$0"- $%)& i grandi del regno lo avevano scelto come nuovo sovrano per reprimere una rivolta di (oti scoppiata in #ettimania. #an (iuliano, pi$ tardi 0escovo di Toledo, racconta nel suo Liber de %istoria >alliae che il
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=. Cabrol I J. !eclerc+, &ictionnaire dArc%-ologie C%r-tienne et Liturgie, voce, !acre I"p-rial et Ro5al, 'aris, !ibraire !etouzeH et an*, 2CD8, t. 50, '. 1, col. 728. 23 =. Cabrol I J. !eclerc+, &ictionnaire dArc%-ologie C%r-tienne et Liturgie, voce, !acre I"p-rial et Ro5al, 'aris, !ibraire !etouzeH et an*, 2CD8, t. 50, '. 1, coll. 728.. 24 =. Cabrol I J. !eclerc+, &ictionnaire dArc%-ologie C%r-tienne et Liturgie, voce, !acre I"p-rial et Ro5al, 'aris, !ibraire !etouzeH et an*, 2CD8, t. 50, '. 1, coll. 727. ?Q la "onarc%ie b5zantine, sacr-e d/s ses origines ro"aines, appu5-e sur les survivances du culte i"p-rial, n-prouva pas daussi bonne %eur que les ro5aut-s d=ccident le besoin de se sancti ier par un rite i"it- de la 'ible@.

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<e Enon volle essere unto dai sacerdoti pri"a dessere ritornato alla sede della citt regia -Toledo.F3D. >uando rientr" vittorioso a Toledo, ricevette cos lAnzione dal 0escovo >uirico nella Chiesa palatina, dedicata ai #anti 'ietro e 'aolo, nota come Ecclesia praetoriensis. E(on appena giunse nella C%iesa del #retorio, ossia quella dedicata ai !anti #ie+ tro e #aolo, l dove doveva ricevere il segno della santa unzione, ponendosi davanti al+ laltare divino in tutto lo splendore della po"pa regale, secondo il costu"e prest' giura( mento al popolo. #oi, inginocc%iatosi, per "ano del sacro Vescovo Luirico fu cosparso sul capo d)olio santo e ricevette una copiosa benedizioneF3;. Anche di <e 7gica !$*-- %#,& un anonimo cronista menziona la Consacrazione collOlio, EIl nostro signore Egic a / stato unto Re nella C%iesa del #retorio dedicata ai !anti #ietro e #aolo do"enica H dice"bre @HGF36. 1l testo di #an (iuliano mostra come fossero due gli elementi sostanziali del rito, /24 il (i&rame%toK /34 l7%zio%e. 1l 7R Canone del 01 Concilio di Toledo prescriveva, a riguardo del giuramento del re, in +uesto modo, E!tabilia"o c%e a c%iunque in uturo tocc%er il vertice del regno, non possa salire al trono pri"a daver pro"esso, tra le altre condizioni del giura"ento, di non per"ettere c%e gli Ebrei violino la ede cattolicaF3B. 'er +uel che riguarda lAnzione - lo si & visto I il sovrano, dopo aver prestato il solenne giuramento, singinocchiava dinanzi al 0escovo, che gli versava sulla testa lOlio santo. 'robabilmente gi al tempo dei <e 0isigoti, la cerimonia dellAnzione era accompagnata da una %essa appropriata alla circostanza, come lascia intendere la Lec+ tio de =rdinatione Regis, un manoscritto che contiene le letture tratte sia dal Nuovo che dallAntico Testamento, adatte per la cerimonia di Consacrazione3C. 'er +uel che riguarda invece le preghiere e benedizioni che il 0escovo pronunciava sul <e al momento dellAnzione, +ueste dovettero essere assai simili a +uelle recitate dal prelato allindirizzo del sovrano in occasione della convocazione di un Concilio, come si leggono nell=rdo de celebrando Concilio78.
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=. Cabrol I J. !eclerc+, &ictionnaire dArc%-ologie C%r-tienne et Liturgie, voce, !acre I"p-rial et Ro5al, 'aris, !ibraire !etouzeH et an*, 2CD8, t. 50, '. 1, coll. 72D. ?.ngi se per sacerdotis "anus ante non passus est, qua" sede" adiret regis urbis@. 26 =. Cabrol I J. !eclerc+, &ictionnaire dArc%-ologie C%r-tienne et Liturgie, voce, !acre I"p-rial et Ro5al, 'aris, !ibraire !etouzeH et an*, 2CD8, t. 50, '. 1, col. 72D. ? At ubi ventu" est quo sanctae unctionis susciperet signu" in #raetoriensi Ecclesia, sanctoru" scilicet #etri et #auli 123 e9 "ore ide" populis reddidit. &einde curvatis genibus, oleu" benedictionis per sacri Luirici #onti icis "anus vertici eius re unditur, et benedictionis copia e9%ibetur @. 27 =. Cabrol I J. !eclerc+, &ictionnaire dArc%-ologie C%r-tienne et Liturgie, voce, !acre I"p-rial et Ro5al, 'aris, !ibraire !etouzeH et an*, 2CD8, t. 50, '. 1, col. 72D. ? .nctus est aute" do"inus noster Egica in regna in ecclesia sanctoru" #etri et #auli #raetoriensis sub die VIII <al. &ece"bris die do"inica, luna MV, aera &CLMMMVII @. 28 Citato in =. Cabrol I J. !eclerc+, &ictionnaire dArc%-ologie C%r-tienne et Liturgie, voce, !acre I"p-rial et Ro5al, 'aris, !ibraire !etouzeH et an*, 2CD8, t. 50, '. 1, coll. 72D. ? !anci"us ut quisque succedentiu" te"poru" regni sortierit apice", non ante conscendat regia" sede", qua" inter reliqua conditionu" sacra"enta %anc se cat%olica" non per"issurus eos ;Nudaeos7 violare ide"@. 29 =. Cabrol I J. !eclerc+, &ictionnaire dArc%-ologie C%r-tienne et Liturgie, voce, !acre I"p-rial et Ro5al, 'aris, !ibraire !etouzeH et an*, 2CD8, t. 50, '. 1, coll. 72;. 30 Cfr. =. Cabrol I J. !eclerc+, &ictionnaire dArc%-ologie C%r-tienne et Liturgie, voce, !acre I"p-rial et Ro5al, 'aris, !ibraire !etouzeH et an*, 2CD8, t. 50, '. 1, col. 726.

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<eO )eus, a +uo <egum regitur regnum, +uo gubernante sublime, +uo deserente fit fragile, famulo tuo illo solers miserator adsiste. )a ei, )omine, fidei rectitudinem firmam et legis tuae custodiam indefessam, ita morum honestate praepolleat, ut tuae %aiestati complaceatK ita nunc praesit populis ut coronetur post transitum cum electis. - 'ater noster. 'enedictio, :enedicat tibi, serenissime 'rinceps, virtutum )ominus et omnipotens )eus. Amen. 1nspiret tibi facere misericordiam et temperare iustitiam. Amen. >ui tibi tribuit regnum, ipse cor tuum conservet inlaesum a nocivitate omnium populorum. Amen. 9t +ui conventum nostrum pro )omino veneraris, cum tuis omnibus post longa saecula coroneris. Amen. 'er )ominum nostrum etc.

!ovrano Iddio, c%e reggi il regno dei re, tu c%e lo rendi subli"e col tuo governo, e senza di )e diviene ragile, assisti con sol+ lecita "isericordia questo tuo servo0 dagli, o !ignore, la er"a rettitudine della ede e linde essa custodia della )ua legge0 cosI c%e eccella per lonest dei costu"i in "odo da co"piacere alla "aest tua0 e governi i popoli in "odo da "eritare, dopo la "orte, la corona ra gli eletti. #adre nostro. 'enedizione$ )i benedica, serenissi"o #rincipe, il !ignore delle virt4 e onnipo+ tente Iddio. CosI sia. )ispiri dessere "i+ sericordioso e "oderare il rigore della giu+ stizia. C%i ti concesse il regno, ti conservi un cuore incolu"e dalla "alvagit dei po+ poli. )u c%e onori il nostro concilio per il !i+ gnore, possa dopo una lunga successione di secoli essere coronato con i tuoi. CosI sia. #er il !ignore nostro ecc.

Non v& traccia, invece, nel rito spagnolo, della consegna delle insegne del potere sovrano, anche se la monarchia visigota conosceva certamente la corona come emblema per eccellenza della potest regale72. !e fonti attestano che lAnzione di 5amba del ;63 non fu la prima, essendo gi frutto di consuetudine.73 Alcuni hanno voluto far rimontare lesordio della cerimonia a Recaredo !0/$- $#,& , primo sovrano cattolico dei 0isigoti spagnoli. %ancano, tuttavia, prove certe. #ta di fatto che, se non Recaredo, +ualche suo successore immediato inizi" a farsi ungere <e dal 0escovo di Toledo, cos che al tempo di 5amba (6+2"4 il rito poteva gi apparire come consuetudinario. )opo la catastrofe del 627, +uando <e Rodrigo !%,#- %,"& fu sconfitto ed ucciso dai musulmani nella battaglia di #egoHguela a ovest di #alamanca, e il regno visigoto scomparve per sempre, nei regni cristiani del nord, che erano sopravvissuti alla invasione islamica, non si perse il ricordo della cerimonia dellAnzione. Cos nellB;; 'lfonso III il Grande !/$$- *,#& fu certamente unto77.

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1bidem. %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. GB. Cfr. Cfr. =. Cabrol I J. !eclerc+, &ictionnaire dArc%-ologie C%r-tienne et Liturgie, voce, !acre I"p-rial et Ro5al, 'aris, !ibraire !etouzeH et an*, 2CD8, t. 50, '. 1, col. 726. 33 Cfr. =. Cabrol I J. !eclerc+, &ictionnaire dArc%-ologie C%r-tienne et Liturgie, voce, !acre I"p-rial et Ro5al, 'aris, !ibraire !etouzeH et an*, 2CD8, t. 50, '. 1, col. 72B.

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I. 6 - La Consacrazione dei Re nella monarchia franca !secolo I8"


!introduzione del rito nel regno franco fu strettamente connessa alle vicende politiche del paese. >ui regnava dalla fine del 0 secolo, dopo la conversione al Cristianesimo del <e Clodo6eo I !-/,- 0,,& , la dinastia cattolica dei %erovingi. 1 sovrani discendenti di Clodoveo, tuttavia, non conobbero mai, n* praticarono, a differenza dei loro colleghi spagnoli, la cerimonia dellAnzione sacra. :en presto essi furono scalzati nellesercizio effettivo del potere dai %aestri di 'alazzo, loro primi ministri, tra cui si distinse la famiglia dei Carolingi. )opo un primo sfortunato tentativo di prendere direttamente la corona con -rimoa#!o (9 6)+:", i Carolingi attesero pazientemente il momento opportuno. Nel 6G6 Pi ino il Bre6e !%-)- %$/& , figlio di Carlo Martello !%"%- %-,& , assunse come il padre la carica di %aestro di 'alazzo sotto il sovrano merovingio Childerico I I I !%-)- %0)& . 1l suo piano, per", era ambizioso, prendere ufficialmente il posto del sovrano merovingio. 'ipino detiene di fatto il potere. 'ossiede +uella che potrebbe dirsi la Nlegittimit desercizio. (li manca - & vero - +uella che gli deriva dal Nsangue, ossia lappartenenza alla legittima famiglia regnante. 'ipino decide dinviare unambasceria, composta da =ulrado, abate di #aint-)enis, e :urcardo, 0escovo di Srzburg, presso 'apa Zaccaria (+ 1,+)2". E,ulrado e 'urcado interrogano quindi il #apa Oa proposito dei re c%e erano in ,rancia senza esercitare il potere e gli c%iedono se sia cosa buona o cattiva 123 CosI Paccaria risponde alla do"anda$ OConviene c%ia"are Re colui c%e detiene il potere reale piuttosto c%e colui c%e tale potere non %a 123 Venuto a conoscenza del elice esito della consultazione e orte dellautorit ponti icia, #ipino pu ora riunire i potenti a !oissons ;nove"bre GQ67 e arsi eleggere re dei ,ranc%i. Il giovane C%ilderico III viene tonsurato e ri"andato al "onastero di !aint+'ertin, dove "uore nel GQQ0 suo iglio )eodorico viene rinc%iuso e educato nel "onastero di ,ontenelleF7G. 1n +uel medesimo anno, Pi ino si fece ungere dai suoi vescovi, nella Cattedrale di #oissons, suggellando con tal cerimonia il passaggio di consegne allinterno del regno. >uasi certamente a consacrare il primo sovrano carolingio fu langlosassone #an :onifacio, legato pontificio e Arcivescovo di %agonza, lapostolo della (ermania. Pi ino vedeva in +uella cerimonia, infatti, la sanzione divina alla legittima presa di possesso della corona, come spesso ricorda nei suoi documenti, ELa &ivina #rovvidenza avendoci unto per il trono reale 2 Con laiuto del !ignore c%e ci %a posto sul trono 2. Il nostro innalza"ento al trono essendo intera"ente co"piuto con laiuto del !i+ 7D gnoreF . 'er il nuovo re il rito dellunzione rappresentava la prova evidente della legittimit della sua ascesa al trono. 'er +uesto il 2; #&(#io +) , volle essere unto una secon34 35

'. <ich*, I Carolingi. .na a"iglia c%e %a atto lEuropa, =irenze, #ansoni, 2CB7, pp. ;6-;B. 1n '. <ich*, I Carolingi. .na a"iglia c%e %a atto lEuropa, =irenze, #ansoni, 2CB7, p. ;C.

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da volta da Pa0a Stefa%o III (+)2,+)+" che si trovava in =rancia. 1n +uelloccasione vennero anche consacrati i due figli del sovrano, Carlo e Carlomanno, che dovevano succedergli. 1l 'apa infine, per rafforzare lalleanza tra la famiglia reale e la #anta #ede, confer al <e e ai 'rincipi ereditari il titolo di Patrizi !ei Roma%i (Patricii Romano( rum", titolo che comportava il dovere di difendere <oma e la Chiesa7;. !a Clausula de onctione #ippini, un documento contemporaneo steso da un monaco di #aint-)enis, precisa il vero senso della cerimonia, EIl suddetto signore iorentissi"o, #ipino, re devoto, in virt4 dellautorit e per or+ dine del signor papa Paccaria di santa "e"oria e per l)unzione del santo crisma ri+ cevuta dalle "ani dei beati vescovi delle >allie e per lelezione dei ,ranc%i tutti, venne tre anni or sono elevato sul trono reale. In seguito, dalle "ani dellattuale ponte ice !te ano, u nuova"ente unto e benedetto re e patrizio con i suddetti igli Carlo e Carlo"anno nella c%iesa dei suddetti santi *artiri &ionigi, Rustico e Eleuterio ove risiede il venerabile uo"o e abate ,ulrado arciprete 123 Ed egli ece divieto a c%iunque, sotto pena dinterdet+ to e di sco"unica, di "ai osare scegliere un re nato da un sangue diverso da quello dei principi c%e la divina piet si era degnata di esaltare, e su intercessione dei santi Apostoli con er"are e consacrare per "ano del beato ponte ice, loro vicarioF76. )a allora il rito dellAnzione pass" in eredit ai <e franchi, e dopo lassunzione da parte di Carlo Magno dellautorit imperiale anche ai suoi successori in Occidente. =orse gi sotto Pi ino, certamente con Carlomagno, inizi" ad impiegarsi nella titolatura del sovrano la celebre e pregnante espressione, *ei gratia, 'er grazia di )io. 1l modello carolingio, inoltre, ebbe imitatori in 1nghilterra, dove nel +;+ durante il Concilio di Chelsea, alla presenza dei legati pontifici, fu consacrato con lOlio il 'rincipe 7gberto , figlio e successore di 8ffa , <e anglo-sassone della %ercia. T il primo esempio della cerimonia nella monarchia inglese7B.

I. + - Carlomagno e la resta(razione del rito dIncoronazione im eriale in 8ccidente !/##&


Con il grande sovrano franco, restauratore della potest imperiale, si ha in Occidente pure la ripresa della cerimonia dell1ncoronazione, come si praticava ormai da secoli nel rituale orientale. !a consegna della Corona imperiale, cos tipica del cerimoniale in uso alla corte di Costantinopoli, fu ripresa a <oma il Natale dellB88 in occasione della Renovatio I"perii carolingia. !a cerimonia fu certamente concordata tra il sovrano, allapice della potenza, e il 'ontefice <omano, Sa% Leo%e III (+<),;16". 1l nuovo papa era succeduto ad A!ria%o I (++1,+<)", ma aveva ben presto suscitato il malanimo dellentourage del defunto pontefice. 1l 3D aprile 6CC, durante la
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'. <ich*, I Carolingi. .na a"iglia c%e %a atto lEuropa, =irenze, #ansoni, 2CB7, p. 62. 1n '. <ich*, I Carolingi. .na a"iglia c%e %a atto lEuropa, =irenze, #ansoni, 2CB7, p. ;C. 38 =. Cabrol I J. !eclerc+, &ictionnaire dArc%-ologie C%r-tienne et Liturgie, voce, !acre I"p-rial et Ro5al, 'aris, !ibraire !etouzeH et an*, 2CD8, t. 50, '. 1, col. 73;.

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processione delle !itanie maggiori, !eone fu assalito da gente armata, che tent" di accecarlo e tagliargli la lingua. (razie ad un cortigiano riusc , seppure malconcio, a fuggire. #occorso dal "issus franco Sirondo e dal )uca di #poleto, Sinigi, venne inviato a 'aderborn, ove sincontr" con Carlo. 1l 3C novembre del medesimo anno !eone 111 rientr" a <oma. 1 suoi avversari presentarono delle accuse contro il prelato, il +uale, per scagionarsi, decise di sottoporsi ad un giuramento. Carlo era giunto nel frattempo nella citt eterna per dirimere la scottante +uestione. Cos il 37 dicembre dellanno B88, antivigilia di Natale, nella :asilica di #an 'ietro, ove era riunita una grande assemblea del clero e della nobilt romana, alla presenza del sovrano franco e del suo seguito, !eone giur" solennemente dessere innocente delle accuse che gli rivolgevano i seguaci di Adriano 1. 1l giorno dopo, vigilia di Natale, i due granduomini passarono insieme lintera giornata. 'oi venne la solennit di Natale. 9cco il resoconto degli Annali reali7C, 1psa die sacratissima natalis )ominicum reO ad missam ante confessionem beati 'etri apostoli ab oratione surgeret, !eo papa coro%am ca0iti ei&s im0os&it et a cuncto <omanorum populo acclamatum est, Carolo, Augusto a &eo coronato "agno et paci ico I"peratori Ro"anoru", vita et victoriaL 9t post laudes ab apostolico more anti+uorum principum adoratus est at+ue ablato patricii nomine imperator et augustus est appellatus. Il santo giorno del (atale del !ignore il Re, durante "essa, dopo c%e si lev dalla preg%iera davanti alla to"ba del 'eato Apostolo #ietro, #apa Leone gli impose sul capo la corona e u accla"ato da tutto il popolo ro"ano$ A Carlo, Augusto incoronato da )io, grande e pacifico 1mperatore dei <omani, vita e vittoria. E, dopo le lodi, il papa, secondo luso degli antic%i sovrani, gli si prostr davanti e, in sostituzione del no"e di #atrizio, u c%ia"ato I"peratore ed Augusto.

!a versione dellavvenimento del Liber #onti icalis & invece alla seguenteG8, 'ost haec, adveniente die natalis domini nostri Uesu Christi, in Pam dicta basilica :eati 'etri Apostoli, omnes iterum congregati sunt. 9t tunc venerabilis et almificus praesul ma%i5&s s&iis 0ro0riis 0retio, sissima coro%a coro%a'it e&m. Tunc universi fideles <omani videntes tantam defensionem et dilectionem +uam erga sanctam <omanam ecclesiam et eius vicarium habuit, unanimiter altisona voce, )ei nutu at+ue :eati clavigeri regni coelo39

&opo questi atti, giunto il giorno di (a+ tale di (. !. >es4 Cristo, di nuovo tutti si riunirono nella detta basilica del '. #ietro Apostolo. Allora il venerabile e nobile prela+ to lo incoron' di sua mano con un pre( ziosissimo diadema. Allora tutti i edeli ro"ani, vedendo quanta devozione e a"ore il sovrano "ostrava verso santa ro"ana C%iesa e il suo vicario, allunisono ed a alta voce, ispirati da &io e dal 'eato clavigero del regno celeste, escla"arono$ A Carlo,

1n =. Cabrol I J. !eclerc+, &ictionnaire dArc%-ologie C%r-tienne et Liturgie, voce, !acre I"p-rial et Ro5al, 'aris, !ibraire !etouzeH et an*, 2CD8, t. 50, '. 1, coll. 77G-77D. 40 1n =. Cabrol I J. !eclerc+, &ictionnaire dArc%-ologie C%r-tienne et Liturgie, voce, !acre I"p-rial et Ro5al, 'aris, !ibraire !etouzeH et an*, 2CD8, t. 50, '. 1, col. 77D.

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rum, eOclamaverunt, Farolo, piissi"o, augusto, a &eo coronato, "agno et paci ico i"peratori, vita et victoriaL Ante sacram confessionem beati 'etri Apostoli, plures sanctos invocantes, ter dictum est et ab omnibus constitutus est imperator <omanorum. 1llico sanctissimus antistes et pontifeO &%=it o#eo sa%cto Varolum eOcellentissimum filium eius, regem in ipso die natalis domini nostri Uesu Christi. 9t missa peracta, post celebrationem missarum, obtulit ipse serenissimus domnus imperator mensa argentea.

piissimo, augusto, incoronato da )io, grande e pacifico imperatore, vita e vittoriaL &avanti alla to"ba del 'eato #ietro apostolo invocando nu"erosi santi, per tre volte u da tutti ripetuta quella escla"azione e tutti lo procla"arono i"peratore dei Ro+ "ani. Il santissi"o so""o sacerdote e pon+ te ice i""ediata"ente dopo unse re con lo+ lio santo, in quel "edesi"o giorno di nata+ le, il suo eccellentissi"o iglio Carlo. )er+ "inata la "essa, dopo la celebrazione del+ lu icio, il serenissi"o I"peratore ece dono al papa di una "ensa dargento.

Ci & giunto anche il testoG2 delle Acclamazioni che si levarono al momento della solenne cerimonia, )ones te rogamus, audi nos, At fructum terrae nobis dones /ter4 At domnum apostolicum !eonem 1n sanctitate et religione conservare )igneris, te rogamus, audi nos. At ei vitam et sanitatem dones /ter4 At domnum Carolum regem Conservare digneris /ter4, At ei vitam et sanitatem at+ue 0ictoriam dones /ter4, At proles regales conservare )igneris, te rogamus, At civitatem et sanitatem dones /ter4, At eis vitam et victoriam dones /ter4, At populo Christiano pacem 9t unitatem largiaris =ilius )ei, te rogamus. Audi nos, Agnus )ei, +ui tollis peccata mundi, miserere nobis. VHrie, eleison. 9Oaudi, Christe, Caroli regi vita. 9Oaudi, )eus, prolibus regalibus vita. 9Oaudi, Christe, eOercitui =rancorum vita. 9Oaudi, )eus, peccata nobis indulge.
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)i preg%ia"o, ascoltaci, di concederci di ottenere il rutto della terra ;tre volte70 c%e ti degni conservare il signor papa Leone in santit e devozione0 c%e )u gli conceda vita e sanit ;tre volte70 c%e ti degni di conservare il signor Re Carlo ;tre volte70 c%e )u gli conceda vita, sanit e vittoria ;tre volte70 c%e ti degni conservare, ti preg%ia"o, la pro+ le regale, c%e )u gli conceda vita e sanit ;tre volte70 c%e )u gli conceda vita e vittoria ;tre volte70 c%e )u conceda al popolo Cristiano pace e unit, ,iglio di &io, ti preg%ia"o, ascolta+ ci. Agnello di &io, c%e togli i peccati del "on+ do, abbi piet di noi, ecc. !ignore, piet. Cristo, concedi vita al Re Carlo0 = &io, concedi vita alla prole reale0 Cristo, concedi vita allesercito dei ,ranc%i0 = &io, esaudiscici, perdona i nostri peccati0 Cristo, ascolta le preg%iere del tuo popolo0 !ignore, piet0

1n =. Cabrol I J. !eclerc+, &ictionnaire dArc%-ologie C%r-tienne et Liturgie, voce, !acre I"p-rial et Ro5al, 'aris, !ibraire !etouzeH et an*, 2CD8, t. 50, '. 1, coll. 77D-77;.

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9Oaudi, Criste, orationes populi tui. VHrie, eleison. Omnes #ancti, intercedite pro nobis. 9Oaudi, )eus, <. '. !eoni papae vita.

!anti tutti, intercedete per noi0 = &io, concedi vita al Rev. #adre papa Leone

!a cerimonia, cos suggestiva e gravida di conseguenze per la storia della regalit sacra in Occidente, fu certamente concordata in precedenza tra il <e franco e il #ommo 'ontefice. 9ssa & chiaramente esemplata sul modello imperiale vigente a Costantinopoli. 0&, +uindi, un preciso disegno di riproporre in Occidente il rito dell1ncoronazione, che significava in modo eminente la potest suprema dell1mperatore <omano e Cristiano. !idea, insomma, della translatio, ossia del trasferimento dell1mpero da Oriente allOccidente, & indubbia, come ammettono esplicitamente gli Annales di !orschG3, 9t +uia tunc cessabat a parte (raecorum nomen imperatoris et femineum imperium apud se habebant, tunc visum est et ipsi apostolico !eoni et universis sanctis patribus +ui in ipso concilio aderant, seu reli+uo christiano populo, ut ipsum Carolum regem =rancorum imperatorem nominare debuissent, +ui ipsam <omam tenebat, ubi Caesares sedere soliti erant seu reli+uas sedes +uas ipse per 1taliam seu (alliam necnon et (ermaniam tenebat Q ideo iustum eis esse videbatur ut ipse cum )ei adiutorio et universo christiano populo petente nomen haberet. #oic%- presso i >reci in quel "o"ento il no"e di I"peratore era venuto "eno e lI"+ pero era tenuto da una donna, se"br allora cosa opportuna sia al so""o ponte ice Leo+ ne, sia a tutti i prelati presenti al concilio, sia al resto del popolo cristiano, c%e Carlo, Re dei ,ranc%i, osse no"inato I"peratore. Costui, in atti, aveva in suo potere la stessa Ro"a, antica sede e capitale dei Cesari, e teneva le altre sedi in Italia, in >allia e in >er"ania 2 perci se"br loro cosa buona c%e con laiuto di &io e, vista la ric%iesta di tutto il popolo cristiano, gli osse attribuito tale titolo.

!a presenza nel rito del solo atto della consegna della Corona, senza alcun accenno al rito dellunzione, cos tipicamente occidentale, mostra la precisa volont da parte delle due supreme potest della Cristianit dinserirsi consapevolmente nella scia della tradizione imperiale romana, cos come si era evoluta alla corte di Costantinopoli. Nel giorno solenne del Natale di Cristo, a <oma, capitale dell1mpero e sede della Cattedra di 'ietro, nella basilica dedicata al 'rincipe degli Apostoli, Carlo, durante la messa, inginocchiatosi dinanzi alla tomba del primo 'apa, & incoronato da !eone 111, che, tratta la corona, certamente simile al suo modello orientale, dallaltare, la pose sul capo del pi$ potente principe del mondo, mentre i <omani e i =ranchi acclamavano il sovrano. 1l papa, infine, ancora alla maniera orientale, compiva il rito delladorazione, in segno di sudditanza, allindirizzo dell1mperatore -ab apostolico, "ore antiquoru"
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1n =. Cabrol I J. !eclerc+, &ictionnaire dArc%-ologie C%r-tienne et Liturgie, voce, !acre I"p-rial et Ro5al, 'aris, !ibraire !etouzeH et an*, 2CD8, t. 50, '. 1, col. 776.

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principu", Carolus adoratus est., inginocchiandosi davanti al principe. !eone 111, da ultimo, ungeva e incoronava il figlio primogenito di Carlo, anchegli di nome Carlo, indicato come suo successore.

I. ; , Il rito dell(nzione im eriale


!a consegna della corona imperiale, ereditata dai <omani dalle antiche monarchie orientali, era divenuta a Costantinopoli lemblema della suprema potest sacra dell1mperatore <omano e Cristiano. >uesta ritorn" in Occidente col medesimo significato. 1l fatto che Carlo, il Natale dellB88, non sia stato unto con lOlio santo, ma solo incoronato alla maniera orientale, dice, nel linguaggio simbolico del rito, lidea di rinnovare e restaurare il #acro 1mpero <omano nella sua persona. 9ra inevitabile, poi, che a tale gesto saffiancasse nel cerimoniale anche +uello occidentale dellAnzione col sacro Crisma. Tale rito venne, infatti, a fondersi ed unirsi armoniosamente con la prassi della consegna della corona. Cos lAnzione e la consegna della Corona divennero i due elementi essenziali ed indispensabili del cerimoniale dintronizzazione del nuovo 1mperatore. Tali rimasero fino al cessare del rito, molti secoli dopo. Carlo era gi stato unto come <e, ma non come 1mperatore, perch* I pi$ volte lo si & detto I l1mperatore <omano riceveva la Corona e non lunzione con Olio santo, estranea al cerimoniale orientale cui, sia Carlomagno, sia !eone 111, sispirarono nel Natale dellB88. 9ra tuttavia logico che i due riti sincontrassero gi nella cerimonia dintronizzazione di L(do6ico il Pio (;1 ,; *", erede di Carlo. >uesti era gi stato consacrato <e dA+uitania collOlio santo, alla maniera franca, a <oma nel 6B2 da 'apa Adriano 1 /662-6CD4. 1l sovrano, tuttavia, fu nuovamente unto nellanno B2; a <eims dal 'ontefice #tefano 0. 1n +uelloccasione egli ricevette la corona imperiale. Tutte le fonti rilevano che +uella cerimonia riguardava lintronizzazione del nuovo 1mperatoreK si trattava, vale a dire, della consacrazione imperiale. Nella sua Vita Jludovici, il cronista Th*gan & assai esplicitoG7, Co%secra'it e&m et &%=it e&m ad imperatorem et coro%am auream +uam secum adportaverat posuit super caput eius. 9t 1rmingardam reginam appellavit Augustam et posuit coronam auream super caput eius. Il papa lo consacr e lo unse i"peratore e pose sul suo capo la corona doro c%e aveva portato con s-. Anc%e la Regina Er"engar+ da c%ia" Augusta e pose pure sul suo capo la corona doro.

Anche 9rmoldo il Nero, nel suo poema In %onore" LudoRici, accenna ai medesimi elementiGG,
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1n =. Cabrol I J. !eclerc+, &ictionnaire dArc%-ologie C%r-tienne et Liturgie, voce, !acre I"p-rial et Ro5al, 'aris, !ibraire !etouzeH et an*, 2CD8, t. 50, '. 1, col. 7G8, n. 2C.

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Anguine suffuso, hHmnis+ue eO ordine &opo averlo unto collolio e celebrato il rito dictis, secondo il suo ordine, i"pose sul cesareo Caesareo capiti moO decus imposuit. capo la corona.

I. < 9 Lincoronazione e l(nzione im eriale sotto i Carolingi


:en presto sand" formando un cerimoniale assai complesso, che segu , in un certo senso, le vicende dei rapporti tra le due supreme autorit. )urante lepoca carolingia si fiss" la consuetudine che fosse il 'apa a conferire a <oma la corona imperiale al legittimo detentore. Costui, in omaggio alla sovranazionalit della monarchia imperiale, deteneva gi il titolo sovrano di altri regni. Cos , dopo Carlomagno e L(do6ico il Pio, furono unti e incoronati Lotario I a <oma il D aprile B37 da 'apa 'as+uale 1, L(do6ico I I nel BD8 da !eone 10, Carlo I I il Cal6o il 3D dicembre B6D da papa (iovanni 0111, Carlo I I I il Grosso il 23 dicembre BB2, G(ido da S oleto il 32 febbraio BC2 a <oma da papa =ormoso, suo figlio Lamberto nellBC3 sempre da 'apa =ormoso, ma a <avenna, 'rnolfo di Carinzia a <oma il 33 febbraio BC; dal medesimo #ommo 'onteficeK Berengario I da 'apa (iovanni 5 a <oma il D dicembre C2D. So6rano Carlomagno (;**,;1 " Romano Im eratore <e dei =ranchi, <oma, 3D.23.B88 3B.6.6DG /#aint-)enis4 <e dei !ongobardi, mag. 66G <e dA+uitania, 6B2 <eims, B2; <e di !orena <oma, D.G.B37 <e d1talia, B3C <e d1talia 2D.;.BGG BD8 <e dA+uitania, B7B 3D.23.B6D <e di =rancia, 28.B.BG7 <e di !orena, C.C.B;C <e d1talia, %ilano 'ltri titoli Pontefice Romano !eone 111

L(do6ico il Pio (;1 ,; *" Lotario I (; *,;))" L(do6ico I I (;)),;+)" Carlo I I il Cal6o (;+),;++"

#tefano 10 'as+uale 1 !eone 10 (iovanni 0111

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1n =. Cabrol I J. !eclerc+, &ictionnaire dArc%-ologie C%r-tienne et Liturgie, voce, !acre I"p-rial et Ro5al, 'aris, !ibraire !etouzeH et an*, 2CD8, t. 50, '. 1, col. 7G2.

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Carlo I I I il Grosso (;;1,;;+" G(ido di S oleto (;<1,;< " Lamberto di S oleto (;< ,;<;" 'rnolfo di Carinzia (;<6,;<<" L(do6ico I I I il Cieco (<*1,<1)" Berengario I (<1),<2 "

gen. B6; <e d1talia, ;.2.BB8 23.23.BB2 a <avenna <e di #vevia, B6; <e di =rancia, ;.23.BBG <e d1talia, a 'avia, <oma, 32.3.BC2 febb. BBC <avenna, BC3

(iovanni 0111

=ormoso =ormoso

<e di (ermania, BB6

<oma, 33.3.BC;

=ormoso

<e di :orgogna, BB6 =ebb. C82 <e d1talia, 'avia 23.28.C88 <e d1talia, 'avia 2;.2.BBB <oma, D.23.C2D (iovanni 5

>uesti sovrani seguivano un cerimoniale sorto nellambiente carolingio, dove, accanto all1ncoronazione da parte del 'ontefice, gesto dorigine romana, saggiungeva il rito della consacrazione col sacro Crisma sul capo, sulle mani, sul polso, le spalle ed il braccio del novello 1mperatore. 1l sacro Crisma, il pi$ pregiato tra gli olii liturgici ed in uso pure per le consacrazioni episcopali, effuso sul capo del 'rincipe, come per i vescovi, rende bene la concezione del Re9+!acerdos propria di tale tradizioneGD. I. 1* 9 La Reno6atio Im erii del secolo : !a fine della casata discendente dal grande Carlo non comport", n* il termine del #acro <omano 1mpero, n* il venir meno della cerimonia d1ncoronazione. )opo un periodo di sede vacante seguita alla morte di Berengario I (> <2 ", la restaurazione compiuta da 8ttone I (<62,<+.", <e di (ermania, signific" anche la renovatio del rito dintronizzazione dell1mperatore <omano. 8ttone non apparteneva alla dinastia di Carlomagno, ormai sulla via del tramonto e confinata nel regno franco occidentale, ma volle richiamarsi esplicitamente al modello del grande 1mperatore. #ucceduto al padre 7nrico I (<1<,<.6", fu incoronato ed unto <e di (ermania ad A+uisgrana, capitale di Carlomagno, lB agosto C7; dai prelati pi$ importanti del suo regno, gli Arcivescovi di Colonia, Treviri e %agon45

Cfr. 0oce, Incoronazione, in Enciclopedia Cattolica, vol. 01, =irenze, #ansoni, 2C8B, coll. 2666.

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za. )ivenuto in seguito <e dei !ongobardi, ricevette la Corona =errea a 'avia il 37 settembre CD2. 8ttone, cos , oper" il trasferimento del titolo imperiale dai =ranchi occidentali /<egno di =rancia4 a +uelli orientali /<egno di (ermania4. 9gli, sovrano di due regni in+uadrati nellimpero di Carlomagno /(ermania ed 1talia4 coron" la sua ascesa alla massima potenza della Cristianit col titolo imperiale il 2 fe55raio <62 a <oma. 1l rito, nel frattempo, era stato in parte modificato. 9ssendo desclusiva competenza del papato, +uesti apport" una serie di cambiamenti, che ponevano laccento sulla differenza sostanziale tra la consacrazione del sovrano e lautorit episcopale, tra il potere temporale dei <e e la potestas sacerdotale dellOrdine sacro. 1l nuovo 1mperatore, gi allepoca della dinastia sassone /B;3-283G4, era unto, anzich* col crisma, come in antico, col meno prezioso olio dei catecumeni, non pi$ sul capo, ma su braccia e spalle solamente. !a liturgia imperiale sassimil", cos , alla cerimonia dintronizzazione del nuovo pontefice, con le tre orazioni pronunciate dai vescovi-cardinali di Albano, 'orto ed Ostia, e lunzione conferita da +uestultimo. !a collazione delle insegne del potere, invece, con l1ncoronazione vera e propria, era riservata unicamente al 'apa. 1l #onti icale Ro"ano, testo liturgico che ordinava i riti della Curia romana di spettanza del 'apa, inoltre, vede far capolino una singolare cerimonia, i# %&o'o so'ra, %o4 !o0o essere stato &%to e i%coro%ato i% S. Pietro4 0arteci0a'a a##a messa 0a0a#e (#a Missa pro Imperatore" s'o#(e%!o'i #e f&%zio%i !e# s&!!iaco%o. !innovazione nei propositi del papato, uscito rafforzato dalla lotta per le investiture del secolo 51, rimarcava linferiorit ontologica della monarchia temporale rispetto al sacerdotiu" gerarchico. 1l pi$ potente principe della Cristianit, il #acro 1mperatore, se paragonato ad un sacerdote della pi$ sperduta contrada, il +uale, per", in virt$ dellOrdine, esercita il potere sublime di compiere il sacrificio eucaristico, era al massimo un semplice suddiacono. Tuttavia, come vedremo, +uesta singolare assimilazione dellautorit temporale ad un ordine, seppur minore, del #acerdozio, si rivel" unarma a doppio taglio. 9 la teoria del Re9+sacerdos, che i carolingi avevano fatto propria, ereditandola da Costantinopoli, espulsa dalla porta, rientr" misteriosamente dalla finestra. #e il rito dellunzione col Crisma sul capo del #acro 1mperatore era stato espunto dal 'ontificale <omano, nei cerimoniali dei pi$ antichi regni europei, =rancia, 1nghilterra e (ermania, tuttavia, esso rimase in vigore fino alla cessazione del ritoG;. !a consuetudine in +uei regni era troppo potente perch* lautorit pontificia riuscisse a metterla in discussione. )a allora, con il definitivo trasferimento del titolo imperiale dal regno di =rancia a +uello di (ermania, si fiss" la tradizione che il sovrano tedesco, dopo aver ricevuto ad A+uisgrana lunzione e la corona dargento di <e di (ermania da parte dellArcivescovo di Colonia, assistito da +uelli di %agonza e Treviri, e a 'avia /o %ilano4 lunzione e la corona =errea di <e d1talia, otteneva, infine, +uella doro d1mperatore <omano nella citt eterna da parte del #ommo 'ontefice.
46

%. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 2D7, nn. 73, 77.

29

Tale prassi rimase in tutto il suo vigore fino al 2D78, +uando Carlo 4 dAustria fu incoronato da 'apa Clemente 011 a :ologna il 2 fe55raio 1).*. )opo dallora, fino alla cessazione del #acro <omano 1mpero /2D78-2B8;4 non vi fu pi$ alcun <e di (ermania, 1mperatore 9letto, come si diceva, a ricevere la corona imperiale a <oma da un papa. So6rano Re di Germania A+uisgrana, B.B.C7; 3;.D.C;2 'ltri regni Re dItalia 'avia, 37.C. CD2 Re dei Romani Im era- Pontefitore Ro- ce Romano mano <oma, (iovanni 3.3.C;3 511 <oma, 3D.23.C;6 <oma, 32.D.CC; 'avia, 2D.D.288G <oma, 2G.3.282G (iovanni 5111 (regorio 0 :enedetto 0111

8ttone I di Sassonia (<.6,<+." 8ttone I I di Sassonia (<+.,<;." 8ttone I I I di Sassonia (<;.,1**2" S+ 7nrico I I di Sas sonia (1**2, 1*2 " Corrado I I di 3ranconia (1*2 , 1*.<" 7nrico I I I di 3ranconia (1*.<, 1*)6" 7nrico I4 di 3ranconia (1*)6, 11*6" 7nrico 4 di 3ranconia (11*6,112)" Lotario I I di S( lim-

3D.23.CB7

%agonza, 6.;.2883

G.C.283G

<e di :or- %ilano, gogna, 37.3.283; 3.3.2877 G.;.287C

<oma, 3;.7.2836

(iovanni 515

G.;.287C

<oma, Clemente 3D.23.28G; 11

D.28.28D;

'avia, 28B2

<oma, 72.7.28BG

Clemente 111 /Antipapa4 'as+uale 11 1nnocenzo 11

;.2.228;

<oma, 27.G.2222 <oma, G.;.2277

%agonza, 27.C.223D

30

b(rgo (112),11.;" Corrado I I I di S6e6ia (11.;,11)2" 3ederico I di S6e6ia (11)2,11<*" 7nrico 4I di S6e6ia (11<*,11<+" 8ttone I4 di Br(ns;ic< (11<;,12* " 3ederico I I di S6e6ia (121 ,12)*" Corrado I4 di S6e6ia (12)*,12) " Rodolfo I d'sb(rgo (12+.,12<2" 'dolfo di =assa( (12<2,12<;" 'lberto I d'sb(rgo (12<;,1.*;" 7nrico 4I I di L(ssemb(rgo (1.*;,1.1." L(do6ico

6.7.227B

%ilano, 27.7.223B

6.7.227B

D.7.22D3

<e di :or- %onza, gogna lug. 26.G.22DD 226B <e di Napoli e #icilia ott. 22CG

D.7.22D3

<oma, 2B.;.22DD <oma, 2D.G.22C2 <oma, 36.C.238C

Adriano 10 Celestino 111 1nnocenzo 111

28.;.22C8

2B.B.22;C

A+uisgrana, 232D

<e di #icilia 26.D.22CB e di (erusalemme 233C

C.23.2323

<oma, Onorio 33.22.2338 111

2376

2.28.2367 =rancoforte 2.6.23C3

3B.28.2367 A+uisgrana D.D.23C3

3G.B.23CB

36.6.23CB

36.22.278B

;.2.2728 %ilano

;.2.278C 3C.;.2723 A+uisgrana <oma

38.28.272G

72.D.2736

3D.22.272G 26.2.273B

31

I4 di Ba6iera (1.1 ,1. +" Carlo I4 di L(ssemb(rgo (1. +, 1.+;" 4enceslao di L(ssemb(rgo (1.+;,1 **" Roberto di Ba6iera (1 **,1 1*" Sigismondo di L(ssemb(rgo (1 1*,1 .+"

%ilano

<oma

22.6.27G6

<e di :oe- ;.2.27DD mia %ilano 27G; <e di :oemia 27;7 2.;.276;

D.G.27DD <oma

;.2.2G82 Colonia

32.B.2G88

'lberto I I d'sb(rgo (1 .;,1 .<" 3.3.2GG8 3ederico I I I d'sb(rgo (1 *,1 <." Massimiliano I d'sb(rgo (1 <.,1)1<" 36.28.2D38 Carlo 4 d'sb(rgo A+uisgrana (1)1<,1))6"
1.

C.22.2G2G <e dAn- 3D.22.2G72 32.6.2G22 A+uisgrana gheria %ilano 27B; <e di :oemia 2;.B.2G2C 78.D.2G7B 2B.7.2G7B

72.D.2G77 <oma

9ugenio 10

;.G.2GG8

2D.7.2GD3

Nicol" 0

C.G.2GB;

33.3.2D78 :ologna

3B.8;.2D2C 3G.83.2D78 Clemente :ologna 011

11 -

Il rito dellIncoronazione e >nzione del Sacro Romano Im eratore secondo il onti!i c a l Roma e n o

32

1l rito dellAnzione raggiunse certamente la pi$ splendida magnificenza nel cerimoniale dincoronazione e benedizione del #acro <omano 1mperatore, che assunse la sua forma definitiva sul finire del secolo 511.G6 1l luogo ove si svolge la cerimonia & <oma, la citt eterna dei Cesari e dei 'api, capitale dellorbe cristiano. 1n tale fastosa cornice, il #acro 1mperatore ed il #ommo 'ontefice della Chiesa universale, legittimi successori del grande Costantino e di #. 'ietro, ne erano gli immortali protagonisti. Cos , per tutto il periodo aureo della Cristianit medioevale, dal #. Natale dellanno B88, +uando il :eato Carlo %agno e #an !eone 111 'apa rinnovarono l1mpero <omano in Occidente, fino al 2D78, anno in cui, per lultima volta, un altro Carlo, +uinto di +uesto nome, fu incoronato da 'apa Clemente 011 de %edici a :ologna /citt dello #tato 'ontificio4 i popoli cristiani, per oltre sette secoli poterono ammirare con stupore la veneranda cerimonia, che dispiegava in una serie di simboli comprensibili ed efficaci, il gran dogma della suprema <egalit dellWAomo-)io sulla societ temporale, e al tempo stesso, la fruttuosa e necessaria alleanza delle due spade, delle due supreme autorit sulla terra, !acerdotiu" e I"periu", +uali guide supreme dellumano consorzio dal tempo alleternit. 1l rito dellincoronazione imperiale si articola in due momenti fondamentali. 1nnanzi tutto, l(nzione del #ovrano, che & il rito pi$ strettamente religioso della cerimonia e che innalza il principe su di un piano dordine superiore, indicando la natura sacra dellautorit di cui & rivestito.GB Con il conferimento dellOlio santo, infatti, il principe riceve un sacramentale assai potente, che se debitamente ricevuto, gli conferisce in maniera sovrabbondante la grazia necessaria alla sua nuova delicatissima condizione. !unzione e consacrazione del #ovrano erano ritenute talmente importanti in +uelle epoche di fede, che il senso comune rifuggiva dal considerare vero <e, o vero 1mperatore, chi ne fosse sprovvisto. Cos il principe prescelto dai grandi 9lettori del <egno di (ermania al soglio imperiale, prima della cerimonia poteva soltanto fregiarsi del titolo di Re9 Ro"anoru", e solo in seguito allunzione papale rivendicava il titolo di #acro <omano 1mperatore, e come tale esercitava le funzioni di capo e preside supremo della Cristianit.GC 1l secondo momento della cerimonia prevedeva lIncoronazione vera e propria, il conferimento della corona o diadema, +uale insegna del supremo potere.D8 Attorno a +uesti due momenti salienti, il rito dellincoronazione venne col tempo sempre pi$ ampliandosi ed arricchendosi. )i tale progressivo arricchimento n& prova la cerimonia di benedizione e incoronazione imperiale, cos come venne fissandosi nei secoli 51 e 511. !a sacert del principe eletto, che, fa duopo ricordarlo, si presentava al 'ontefice gi segnato almeno da una duplice unzione, +uella come <e di (ermania ad A+ui-

47 48

%. Andrieu, Le #onti ical Ro"ain au *o5en Sge, Citt del 0aticano, #tudi e Testi, 2C7B, vol. 11, pp. 3BB- 788 K 3D2-3DGK 7B3-G8B K G36-G7D. %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, pp. G; e D2. 49 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 2;B, n. D. 50 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. GC.

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sgrana /Corona dargento4 e +uella come sovrano d1talia a 'avia o %ilano /Corona di ferro4, era confermata dal conferimento di un vero ordine clericale. !1mperatore, a differenza degli altri monarchi della Cristianit, svolgeva nella cerimonia le mansioni del suddiacono, indossando i paramenti liturgici che gli sono propri /stola, dalmatica, piviale4 e servendo allaltare il 'ontefice nella celebrazione della *issa pro I"peratore. (li offriva, infatti, il sacro calice e lampolla e, alla maniera sacerdotale, si comunicava sotto le due specie.D2 !a storia ha registrato +uanto i #acri 1mperatori presero sul serio +uelle prerogative, ECarlo IV -27G6-276B. corona in capo, spada in "ano, leggeva in c%iesa, il giorno di (atale, la setti"a lezione del "attino, particolar"ente appropriata ad una bocca i"pe+ riale, perc%- inizia con queste parole, tratte dal Vangelo della *essa di "ezzanotte ;!. Luca, II, 67$ 1n +uel tempo fu pubblicato un editto di Cesare AugustoQ Il 8Q dice"+ bre 6A6A !igis"ondo -Q. iglio di Carlo IV, si "ostr nel "edesi"o ruolo ai #adri del Concilio di Costanza.FD3 !a maestosa comparsa dei sacri 1mperatori nelle absidi delle Chiese, rivestiti dei paludamenti sovrani, nello sfarzo delle liturgie pi$ care ai popoli della Cristianit, meglio di +ualsiasi astratta formulazione teorica esprimeva in concreto la sacralit del potere regio e imperiale. Cfr. sotto l ppendice della Parte *ettima.
1.

12. Gli Im eratori ?7letti dei secoli 81I,81III

Carlo 4 fu lultimo #acro 1mperatore ad essere unto ed incoronato dal 'apa /2D784. Nella nuova cornice storica di un9uropa scossa dal progredire nel <egno di (ermania delleresia luterana, che ruppe la tunica inconsutile della Respublica C%ri+ stiana medioevale e introdusse la sovversione in Occidente, il rito dellincoronazione romana and" in desuetudine. 1 #acri 1mperatori dei secoli 501-50111 furono, cos , degli 1mperatori Neletti . #i trattava, infatti, del sovrano Neletto, ossia prescelto dalla )ieta dei 'rincipi 9lettori del <egno di (ermania, ai +uali spettava per consuetudine lofficio di scegliere e designare il nuovo candidato alla massima carica temporale della Cristianit. #e il rito della Consacrazione imperiale a <oma non fu pi$ compiuto, +uesti sovrani erano, tuttavia, spesso incoronati, secondo lantico cerimoniale medievale, <e di (ermania e <e dei <omani, o ad A+uisgrana, antica capitale di Carlomagno, o, talvolta, in =rancoforte sul %eno, la citt tedesca che in epoca moderna divenne la sede preferita della )ieta dell1mpero. Tutti gli 1mperatori N9letti di +uesti secoli furono principi cattolici, ed appartennero, ad eccezione dell1mperatore Carlo 4I I di :aviera (1+ 2,1+ )", alla Casata
51 52

%. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 2DG. E(ella sua consacrazione, li"peratore continu a co"unicare sia col pane sia col vinoF, p. 2D6. %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 2DD.

34

dAsburgo e, dopo lestinzione di +uesta nel ramo maschile /26G84, alla dinastia dei D&c/i !i Lore%a, loro antichi cugini germani, che ne raccolse leredit. So6rani 3erdinando I d'(stria !,00$- ,00%& Massimiliano I I d'(stria !,0$-- ,0%$& Rodolfo I I d'(stria !,0%$- ,$,)& Mattia d'(stria !,$,)- ,$,*& 3erdinando I I d'(stria !,$,*- ,$"%& 3erdinando I I I d'(stria !,$"%- ,$0%& Leo oldo I d'(stria !,$0%- ,%#0& Gi(se e I d'(stria !,%#0- ,%,,& Carlo 4I d'(stria !,%,,- ,%-#& Carlo 4I I di Ba6iera !,%-)- ,%-0& 3rancesco I di Lorena !,%-0- ,%$0& Gi(se e I I di Lorena !,%$0- ,%*#& Leo oldo I I di Lorena !,%*#- ,%*)& 3rancesco I I di Lorena !,%*)- ,/#$& Re di Germania Re dei Romani )?1?1).1 (Re !ei Roma%i" .*?11?1)62 (Re !ei Roma%i" Im eratori Romani ?7letti 2 ?2?1))6 2)?+?1)6

2+?1*?1)+) 1.?6?1612

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++++++++++++++ Parte Seco%!a

IL @TOCCO$ -7ARITORE DEI RE


Sommario
II. 1 - I )e ta'mat'rghi II. 2 - La scro-olosi II. 3 1 Linizio del 5tocco reale in 7rancia II. " 1 Lorigine miracolosa della monarchia -ranca: )e Clodo2eo e la santa ampolla II. $ - Linizio del tocco in Inghilterra II. , 1 *. 8ommaso Bec9et e lolio celeste II. . - Il tocco reale nel Medioe2o !sec. 3III-3+& II. % - La cerimonia del tocco nel Medioe2o !3I-3+ secolo& II. # - *. Marcol-o e i )e di 7rancia II. 10 - 4li anelli medicinali inglesi II. 11 - Il tocco regio in epoca moderna. La 7rancia !3+I-3+III secolo& II. 12. - Il tocco regio in epoca moderna: lInghilterra !3+-3+II secolo& II . 13 - La -ine del tocco reale inglese !3+III-3I3 secolo& II. 1" - La -ine del tocco reale in 7rancia !3+III-3I3 secolo& II. 1$ - Il tocco regio e la teologia II. 1, - Il miracolo II. 1. - Il miracolo reale

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II. 1% - (na :'estione teologica: p'; 'n eretico compiere 'n miracolo<

II. 1 - I Re ta(mat(rghi
!a Consacrazione dichiara, per cos dire, la sacralit del %onarca cristiano, che diviene inviolabile, protetto in virt$ di essa dalle offese degli uomini, pi$ ancora che dalle leggi dello stato. 1n lui riposa lautorit promanante da )io. !a sacralit della figura del #ovrano, tuttavia, per una misericordiosa disposizione del <e del Cielo, non fu soltanto affidata ai sentimenti di devozione e sottomissione dei sudditi o alla suggestione di un rito misticamente fastoso. #e la persona del <e & sacra, se a buon diritto pu" essere considerato un alter C%ristus, vicario di (es$ Cristo sulla terra in te"poralibus, )io pu" servirsene anche per operare azioni soprannaturali, che superano il corso ordinario delle cose di +uesto mondo. >uale evento dallorigine trascendente & pi$ agevole constatare del miracolo, che per definizione consiste nella verificabile sospensione delle leggi di naturaX >uale miracolo, poi, pi$ convincente, pi$ entusiasmante per la nostra povera umanit sofferente della guarigione miracolosaX Cos , per lunghi secoli, i <e legittimi di =rancia ed 1nghilterra stupirono la Cristianit intera per il miracoloso potere di guarire, con il tocco della mano consacrata, i ma#ati !i scrofo#e. 1 <e inglesi inoltre si applicavano con altrettanta devozione alla guarigione delle0i#essia, o ma# ca!&co. 9rano dei Re ta(mat(rghi, figure e tipi di (es$ Cristo, il +uale nel corso della vita pubblica aveva cos profondamente con+uistato il cuore dei suoi contemporanei, oltre che per la divina autorevolezza della dottrina, anche per il suo sbalorditivo potere guaritore. ?)ra"ontato il sole, tutti quelli c%e avevano in er"i, a etti da varie "alattie, li conducevano a lui, ed egli, imposte a ciascuno le mai li risanava@ /!. Luca, 10, G84.

II. ) - La scrofolosi
!a malattia delle scrofole, o scrofolosi, & ladenite tubercolare. 1l morbo causa linfiammazione delle ghiandole linfatiche infettate dai bacilli della tubercolosi. !infezione aggredisce soprattutto le ghiandole delle articolazioni e del collo, che enfiandosi suppurano e si trasformano in piaghe purulente che emanano cattivo odore. 1n alcune regioni la malattia in epoca medioevale e moderna era endemica, e pur essendo raramente mortale, gli infelici che ne erano affetti, trascinavano la vita in una condizione di semi-esclusione dalla societ.

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!e piaghe maleodoranti e nauseabonde, la difficolt nel movimento degli arti a causa del gonfiore, spiegano a sufficienza la triste condizione in cui versavano gli scrofolosi. >uesto in breve era il *al le Roi, t%e Fings evil, il %al reale.D7

II. . 9 Linizio del tocco reale in 3rancia


>uando hanno inizio in =rancia le guarigioni miracolose delle scrofole operate dai #ovraniX !a risposta & incerta. !origine del tocco regale & misteriosa. !a prima notizia documentata data, infatti, attorno al 2228. Chi ne scrive & un chierico francese che vive alla corte di <e L(igi 4I !,,#/- ,,"%& , (ilberto, abate di Nogent-sous-CoucH. Cos afferma nel trattato &e !anctoru" reliquis, EC%e dicoT (on abbia"o visto il nostro signore, il Re Luigi, ar uso di un prodigio consuetudinarioT Jo veduto con i "iei occ%i dei "alati so erenti di scro ole nel collo o in altre parti del corpo, accorrere in gran olla per arsi toccare da lui + al quale tocco aggiun+ geva un segno di croce. Io ero l, vicinissi"o a lui, e lo di endevo persino contro la loro i"portunit. Il Re "ostrava verso di essi la sua generosit innata0 avvicinandoli con la "ano serena, aceva u"il"ente su di essi il segno della croce. Anc%e suo padre ,ilippo aveva esercitato con ardore questo stesso potere "iracoloso e glorioso0 non so quali errori, da lui co""essi, glielo ecero perdereFDG. #econdo (ilberto, non solo lallora regnante L(igi 4I godeva del singolare privilegio di guarire la scrofolosi. Anche suo padre 3ili o I !,#$#- ,,#/& aveva impiegato Econ ardoreF +uel Eprodigio consuetudinarioF. !abate, poi, ci fa sapere che =ilippo ad un certo punto, per uninopinata causa, aveva smesso di toccare e guarire i malati. >uel <e fu, infatti, scomunicato dal 'apa per ladultera relazione con :ertrada di %onfort, e, colpito da malattie Nignominiose, non seppe pi$ avvalersi del tocco guaritore. #i pu" dire con certezza, +uindi, che sia 3ili o I !,#$#- ,,#/& che suo figlio, L(igi 4I !,,#/- ,,"%& guarivano pubblicamente le scrofole. !autore sottolinea come +uelle guarigioni miracolose fossero un Eprodigio consuetudinarioF dei sovrani Capetingi. >uei re non ne erano stati gli iniziatori, ma lorigine andava ricercata in tempi anteriori. )urante il loro regno, tale prassi aveva gi assunto la connotazione di un vero e proprio rito pubblico, il principe toccava con la mano consacrata dallunzione le parti doloranti del malato con un segno di croce, ad indicare la derivazione tutta religiosa e soprannaturale della cerimonia e del suo effetto taumaturgico. An testo precedente, infatti, la biografia di <e Roberto il Pio !**$- ,#",& secondo sovrano della dinastia Capetingia e nonno di 3ili o I , scritta dal monaco Jelgaud, ascrive gi a +uel monarca il potere di guarire le malattie,
53

%. :loch, I Re )au"aturg%i. !tudi sul carattere sovrannaturale attribuito alla potenza dei re particolar"ente in ,rancia e in Ing%ilterra, traduzione di #. !ega, 9inaudi, Torino, 2CBC, pp. 2D-2;. 54 1n %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, pp. 26-2B.

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ELa virt4 divina accord a questuo"o per etto una grazia grandissi"a$ quella di guarire i corpi0 toccando le piag%e dei "alati e segnandoli col segno della santa croce con la sua piissi"a "ano0 egli li liberava dal dolore e dalla "alattiaFDD. T possibile cos concludere che almeno a partire da Roberto il Pio !**$,#",& & storicamente attestata nei <e francesi la prodigiosa facolt di guarire i malati con il tocco della mano regale accompagnato dal segno della croce. #uo nipote, 3ili o I !,#$#- ,,#/&, ventinove anni dopo, infatti, testimonia come la miracolosa forza guaritrice fosse divenuta una consuetudine consolidata, con una fondamentale differenzaK mentre, infatti, Roberto il Pio guariva indistintamente tutte le malattie, con il tempo la capacit medicinale dei <e francesi and" specializzandosi nella cura di una malattia particolare, ladenite tubercolare, volgarmente detta scrofolosi.

II. - 9 Lorigine miracolosa della monarchia franca@ Re Clodo6eo e la santa am olla


1 <e di =rancia erano unti e consacrati col miracoloso Crisma, a cui unindiscussa ed antichissima tradizione assegnava una provenienza celeste. Clodo6eo, infatti, divenuto nel GB2 d.C. sovrano dei =ranchi #alii, trib$ germanica professante il paganesimo, che si era stabilita in una regione a cavallo tra lattuale =rancia del Nord-9st ed il :elgio, aveva preso in moglie Clotilde, una principessa cattolica di origine burgunda, che, assieme a #an <emigio, arcivescovo di <eims, impiegava ogni sforzo per convertire il sovrano alla vera fede, senza per" alcun esito. (regorio di Tours nella sua !toria dei ,ranc%i, cos narra la conversione del <e pagano, EIntanto la regina non s"etteva di pregare perc%- Clodoveo arrivasse a conoscere il vero &io e abbandonasse gli idoli. Eppure in nessun "odo egli poteva essere allontanato da queste credenze, inc%- un giorno, durante una guerra dic%iarata contro gli Ala"anni, egli u costretto per necessit a credere quello c%e pri"a aveva negato se"pre ostinata"en+ te. Accadde in atti c%e, venuti a co"batti"ento i due eserciti, si pro ilava un "assacro e lesercito di Clodoveo co"inci a subire una grande strage. Vedendo questo, egli, levati gli occ%i al cielo e con il cuore addolorato, gi scosso dalle lacri"e, disse$ U= >es4 Cristo, c%e Clotilde predica co"e iglio del &io vivente, tu c%e, dicono, presti aiuto a coloro c%e sono angustiati e c%e doni la vittoria a quelli c%e sperano in te, io devota"ente c%iedo la gloria del tuo avore, a inc%/, se "i concederai la vittoria sopra questi ne"ici e se potr speri+ "entare quella grazia c%e dice daver provato il popolo dedicato al tuo no"e, io possa poi credere in te ed essere cosI battezzato nel tuo no"e. #erc%- %o invocato i "iei dei "a, co"e vedo, si sono astenuti dallaiutar"i0 per questo credo c%e loro non posseggano alcuna ca+ pacit, perc%- non soccorrono quelli c%e credono in loro. Allora, adesso, invoco te, in te vo+ glio credere, basta c%e tu "i sottragga ai "iei ne"iciV. E dopo aver pronunciato queste
55

%. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 37.

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rasi, ecco c%e gli Ala"anni si volsero in uga, e co"inciarono a disperdersi. #oi, quando seppero c%e il loro re era stato ucciso, si sotto"isero alla volont di Clodoveo dicendo$ U)i preg%ia"o, non uccidere pi4 la nostra gente$ or"ai sia"o in "ano tuaV. Ed egli, sospese le ostilit, parl allesercito e, tornando in pace, raccont alla regina in qual "odo "erit dottenere la vittoria attraverso linvocazione del no"e di Cristo. E questo u nel quindice+ si"o anno del suo regno. Allora la regina co"anda di nascosto al santo Re"igio, vescovo della citt di Rei"s, di presentarsi, pregandolo dintrodurre nellani"o del re la parola della vera salute. >iunto presso di lui, il vescovo co"inci con delicatezza a c%iedergli c%e credesse nel &io vero, creatore del cielo e della terra, c%e abbandonasse gli idoli, i quali non potevano giovare n- a lui n- ad altri. *a Clodoveo rispondeva$ UIo ti ascoltavo volentieri, santissi"o padre0 "a c/ una cosa$ lesercito, c%e "i segue in tutto, non a""ette di rinun+ ciare ai propri dei0 eppure, egual"ente, io vado e parlo a loro secondo quanto "%ai dettoV. )rovatosi quindi con i suoi, pri"a c%egli potesse parlare, poic%- la potenza di &io lo aveva preceduto, tutto lesercito accla" allunisono$ U(oi ri iutia"o gli dei "ortali, o re pio, e sia"o preparati a seguire il &io c%e Re"igio predica co"e i""ortaleV. E an+ nunziano queste decisioni al vescovo, c%e, pieno di gioia, co"and c%e osse preparato il lavacro. Le piazze sono o"breggiate di veli dipinti, le c%iese sono adornate di drappi bian+ c%i, si prepara il battistero, si spargono pro u"i, ceri ragranti di ondono aro"i partico+ lari e tutto il te"pio del battistero / so uso duna essenza quasi divina e in quel luogo &io o rI ai presenti la grazia di sentirsi posti ra i pro u"i del paradiso. Allora il re c%iede dessere battezzato per pri"o dal ponte ice. !avvicini Wal lavacro co"e un nuovo Costan+ tino, per essere liberato dalla lebbra antica, per sciogliere in unacqua resca "acc%ie luri+ de createsi lontano nel te"poX. E, quando Clodoveo u entrato nel battesi"o, il santo di &io cosI disse con parole solenni$ U#iega quieto il tuo capo, o !ica"bro0 adora quello c%e %ai bruciato, brucia quello c%e %ai adoratoV.123 CosI il re con ess &io onnipotente nella )rinit, u battezzato nel no"e del #adre, del ,iglio e dello !pirito !anto e venne segnato con il sacro cris"a del segno della croce di Cristo. &el suo esercito, poi, ne vennero battez+ zati pi4 di tre"ilaFD;. 1 =ranchi di Clodo6eo furono, cos , lunica nazione di stirpe teutonica a non cadere neglinganni delleresia ariana, negatrice della divinit di Cristo, che, a partire dal secolo 10, sera diffusa entro e fuori il li"es imperiale. )opo lintervento miracoloso di )io nella battaglia di Tolbiac del GC; contro gli Alemanni, seguendo lesempio del loro principe, +uesti si convertirono in massa, divenendo protettori e benefattori della Chiesa, cos da proporsi ben presto come il pi$ potente regno cattolico dellOccidente. Clodo6eo e Clodilde, principessa canonizzata dalla Chiesa, divennero i capostipiti della prima dinastia regale di =rancia, +uella dei %erovingiD6, che regn" senza discontiniut fino al 6D2, +uando lultimo sovrano della casata venne deposto da Pi ino il Bre6e, primo monarca consacrato della dinastia carolingia.

56 57

(regorio di Tours, !toria dei ,ranc%i, a cura di %. Oldoni, =ondazione !orenzo 0alla, %ilano, 2CB2, pp. 2;C-267. )a %eroveo, fondatore della dinastia cui apparteneva Clodoveo.

40

>uello che (regorio di Tour accenna velatamente nel racconto del battesimo di Clodo6eo - il miracolo della santa ampolla - viene cos menzionato con lapidaria semplicit dal :eato 1acopo da 0aragine nella sua celebre Legenda aurea, ELuando il Re savvicin al onte battesi"ale il vescovo saccorse c%e "ancava il sacro cris"a, ed ecco c%e una colo"ba venne a volo portando nel becco una colo"ba di Cri+ s"a. Luesta"polla / ancora conservata nella cattedrale di Rei"s ed / usata per la consa+ crazione dei ReFDB. !autore domenicano del secolo 5111 non faceva che riprendere un dato a tutti noto. >uesta & lantichissima tradizione di <eims, che venne creduta senza tentennamenti per tutto il %edioevo e gran parte dellet moderna, in =rancia e fuori di =rancia, divenendo +uasi un indiscutibile luogo comune, finch* a partire dal secolo 50111, il secolo dei Nlumi, una critica scettica e demolitrice giunse a dichiararla completamente infondata e menzognera. %a perch* tanto odio e tanta avversione contro uno dei numerosissimi episodi meravigliosi di cui riferivano doviziosamente le cronache dellOccidente cristianoX 1n verit, almeno dallepoca carolingia, la #anta Ampolla aveva assunto un significato politico-religioso di primordine. Ancora Uacopo da 0aragine non manca di sottolinearlo, ELuesa"polla / ancora conservata nella cattedrale di Rei"s ed , usata per la consacrazione dei ReF. Tutti i sovrani legittimi di =rancia, infatti, per +uasi mille anni e sino alle soglie dellet contemporanea, furono unti <e con il Crisma celeste della #anta Ampolla conservata a <eims. !a #anta Ampolla era uno dei Ndogmi pi$ rilevanti, per cos dire, della religio monarchica della Civilt cristiana, fondata sulla stretta alleanza tra il Trono e lAltare e sulla concezione dellautorit derivante da )io, secondo il noto aforisma paolino, ="nis potestas a &eo -ogni potere viene da )io.. #cardinare e denigrare +uesta tradizione storica, abbassandola a mera fantasticheria leggendaria, significava, cos , non soltanto colpire il meraviglioso e il soprannaturale di cui era intessuta la storia della =rancia cattolica, ma sferrare un attacco diretto contro la monarchia, massima istituzione di +uella nazione. A +uesto si dedicarono, ora con paziente tenacia, ora con violenta determinazione, i rivoluzionari del 50111 secolo. Tuttavia, ancora nel N688, la tradizione della #anta Ampolla conservava agli occhi dei contemporanei di 0oltaire tutto il suo misterioso splendore. Cos alle soglie della <ivoluzione, il 6 luglio 266D, L(igi :4I di :orbone si dispose a ricevere, come i suoi padri, dalle mani del successore di #an <emigio, novello ClodoveoDC anche nel nome, la consacrazione col crisma portato dal Cielo. 'oi la catastrofe dellBC, limprigionamento della famiglia reale, il martirio del sovrano sul palco della ghigliottina. 9 la #anta Ampolla di <eimsX Anchessa sub loltraggio dei giacobini. 'er ordine della Convenzione Nazionale, infatti, 'hilippe <Yhl, deputato del :asso <eno, il 7 ottobre di +uel tragico 26C7, mentre infuriava il Terrore, infranse sullo zoccolo della
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1acopo da 0aragine, Leggenda Aurea, traduzione di Cecilia !isi, =irenze, !ibreria 9ditrice =iorentina, vol. 1, p. 288. Anche nel nome, visto che !uigi, !udovico, & la versione moderna di Clodoveo.

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statua di L(igi :4 nella 'iazza <eale la preziosa reli+uia conservata in una teca a forma di colomba. E*a la vigilia del giorno in cui u ordinata la sua distruzione, !eraine ed Jourel+ le, co"e lo a conoscere un processo verbale autentico, estrassero collaiuto di un ago doro, il pi4 c%e poterono del balsa"o "iracoloso, lo c%iusero in una carta e lo conservaronoF;8. 'roprio il giorno prima di +uella singolare Nesecuzione, per", vi fu chi riusc ad estrarre provvidenzialmente con un ago doro alcune gocce del prezioso li+uido;2. >ueste vennero in parte utilizzate, per lultima volta, nel 2B3D in occasione della consacrazione di Carlo : /2B3G-2B784, ultimo monarca legittimo di =rancia. )opo dallora e fino ai nostri giorni, +uando ormai i princ pi sovvertitori dellBC si sono radicati nelle istituzioni e nella societ civile, fu principalmente nellambito storico-critico ed accademico che continu" una sorda guerra contro la tradizione della #anta Ampolla, di cui I re tau"aturg%i di %arc :loch, & uno degli esempi pi$ negativi. Anobiezione apparentemente insormontabile era sollevata da storici ed eruditi. Tra i fatti miracolosi di <eims della fine del secolo 0 e la prima testimonianza scritta di essi, nel 15, intercorre un lasso di tempo di pi$ di tre secoli e mezzo anni, senza che nessun documento anteriore ne faccia menzione. Colui che per primo li attesta, 1ncmaro, Arcivescovo di <eims dal BGD, nella sua Vita Re"igii, appare come il testimone pi$ interessato, meno attendibile e degno di fiducia. Non era infatti ovvio che il successore di #an <emigio creasse a bella posta, in +uei secoli di facile credulit, una meravigliosa fiaba per esaltare il #anto 'atrono di <eims e la sua cattedraX 1l silenzio dei documenti per pi$ di tre secoli sembrava la prova pi$ convincente. Nel 2CGD, tuttavia, un erudito benedettino di !ovanio, )om C. !ambot, scopre, su di un manoscritto del 5111 secolo, tracce di unantica liturgia dedicata a #an <emigio. !e antifone e i responsorii citano espressamente il Crisma celeste e lapparizione dello #pirito #anto sotto forma di colombaL !anno successivo un altro religioso belga, il canonico =. :aiO, tenta una datazione della nuova scoperta, e la fissa ad almeno il secolo 0111, retrodatando di un secolo la tradizione remense della #anta Ampolla, e scagionando cos il povero 1ncmaro. Tali scoperte, anzich* suscitare un nuovo fervore di studi per calibrare meglio la datazione dellantica liturgia, passarono del tutto sotto silenzio e furono lasciate ammuffire negli archivi. #i tratta di alcuni versetti della liturgia, poi caduta in disuso, che festeggiava il trapasso del #anto il 27 gennaio, giorno della sua morte, sostituita poi da +uella del 2R ottobre tuttora in vigore. 1n +uella pi$ antica formulazione erano raccolti i ricordi dellevento centrale della feconda attivit apostolica del santo francese, la conversione di Clodo6eo. Cos lAntifona recitava,
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9. )elassus, Il proble"a dellora presente. Antagonis"o tra due civilt, vol. 11, 'iacenza, Cristianit, 2C66, p. ;oo, nota 3. Cfr. <. )e %attei, Introduzione, a U. )e %aistre, !aggi sul principio generatore delle costituzioni politic%e e delle altre u"ane istituzioni, traduzione dal francese di <oberto )e %attei e Agostino #anfratello, %ilano, #ociet 9ditrice 1l =alco, 2CB3, p. C.

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EIl 'eato Re"igio santi ic lillustre popolo dei ,ranc%i e il suo nobile re, con lac+ qua consacrata dal cris"a portato dal -ielo. Egli li arricc%I grande"ente col dono del+ lo !pirito !antoF. 1l versetto a sua volta recita, EIl quale 1!pirito !anto3 grazie al dono di una particolare grazia, appar e sotto forma di colomba e port' al Pontefice dal -ielo il crisma di inoF;3. !olio sacro, tuttavia, che #. <emigio aveva ottenuto colle sue preci dal Cielo al momento di battezzare il sovrano =ranco, non serv al prelato per amministrare a Clodo6eo lunzione reale. 1l celeste unguento infatti fu impiegato per conferire il sacramento del battesimo al <e franco e alla sua corte. !a miracolosa ampolla fu +uindi gelosamente conservata tra le reli+uie pi$ preziose dellabbazia di <eims. Con il diffondersi in Occidente della consuetudine di ungere e consacrare i principi cristiani, sul modello vetero-testamentario, +uesta venne introdotta anche nel <egno di =rancia. 1l primo <e franco unto con lolio santo fu Pi ino il Bre6e nel 6D2, che volle cos legittimare la deposizione dellultimo <e della dinastia merovingia, deposto e confinato in un convento;7. 'i$ di un secolo dopo, lArcivescovo 1ncmaro di <eims innov" luso liturgico di benedire con lolio santo i sovrani carolingi, aggiungendo al crisma che serviva per lunzione, una goccia del balsamo miracoloso, conservato nella #anta Ampolla di <eims. >uando la goccia del balsamo celeste cadeva nellolio consacrato, tuttintorno, raccontano unanimi le cronache, si spargeva un intenso profumo di paradiso. Cos i <e di =rancia, come gli altri sovrani d9uropa, erano unti sul capo con il sacro crisma, alla stessa stregua dei vescovi, detentori della pienezza del sacerdozio. !a grande prerogativa della monarchia franca consisteva nellorigine soprannaturale del sacro crisma impiegato nel rito della consacrazione del sovrano. !a gerarchia ecclesiastica in seguito alla controversia delle investiture del secolo 51-511 cerc" di sottolineare anche nella liturgia la diversit e subordinazione tra lordine sacerdotale e la condizione di sovrano. Cos limpiego del sacro crisma, come il pi$ prezioso e sacro degli oli liturgici, venne riservato alla sola consacrazione episcopale, mentre nelle cerimonie di unzione dei <e si volle introdurre luso del semplice olio dei catecumeniK ed anzich* sul capo, come per i vescovi, lunzione, con il meno prezioso olio dei catecumeni, era applicata sul braccio destro, sul gomito e tra le scapole. !a nuova prassi, tuttavia, non fu universalmente accolta e il 'apato dovette tollerare alcune notevoli eccezioni, che si fondavano su antiche consuetudini liturgiche. Nei <egni pi$ antichi e prestigiosi lantica prassi rimase ininterrotta fino allepoca contemporanea. 1 #ovrani di =rancia, +uelli d1nghilterra, e il <e di (ermania, eletto al soglio imperiale, continuarono per lunghi secoli ad essere unti con il sacro crisma sul capo, come i designati allepiscopato.;G !importanza di cui era investito il rito consacrato62

Citato in =r. Augustin du #aint-#auver, Il !anto Cris"a di Rei"s, in ECivitas ChristianaF, a. 1, nn. 7-G, giugnoZsettembre 2CC;, p. G3. Cfr. anche N.C., *onarc%ia di ,rancia. =rigine "iracolosaT in ECivitas ChristianaF, a. 1, nn. [, giugnoZsettembre 2CC;, pp. 72-73. 63 '. <ich*, I Carolingi. .na a"iglia c%e %a atto lEuropa, =irenze, #ansoni, 2CB7, pp. ;B-;C. 64 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, pp. 2D3-2D7.

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rio dellunzione non riguardava solo lessenziale aspetto della legittimit del monarca nella esecuzione delle sue ordinarie funzioni, ma, almeno nel caso dei sovrani guaritori di =rancia e d1nghilterra, era strettamente connessa alla facolt medicinale sulle scrofole. >uesto spiega perch* i sovrani preferissero Ntoccare i malati soltanto dopo la consacrazione, vale a dire, +uando, col solenne e pubblico rito dell1ncoronazione, la loro legittima ascesa al trono era sanzionata, per cos dire, anche dal Cielo.

II. ) -

Linizio del tocco in Inghilterra

ECon esso c%e assistere il Re equivale 1per un c%ierico3 co"piere una cosa santa0 perc%- il re / santo0 egli / l.nto del !ignore0 non invano %a ricevuto il sacra"ento del+ lunzione, la cui e icacia, se per caso qualcuno la ignorasse o la "ettesse in dubbio, sareb+ be a"pia"ente di"ostrata dalla sco"parsa di quella peste c%e colpisce linguine e dalla guarigione delle scro oleF;D. Cos scriveva, sul finire del secolo 511, riferendosi a <e 7nrico I I dInghilterra !,,0-- ,,/*& 'ietro di :lois, un chierico dorigine francese presso la corte di !ondra. T la prima testimonianza documentata del tocco reale in terra inglese, ove & espressa anche la dottrina ufficiale con cui si spiegava il prodigioso potere. 1l <e & santo, ossia sacro, poich*, a seguito dellunzione ecclesiastica, & divenuto lunto del #ignore, un alter C%ristus. !effetto soprannaturale della sacralit del potere regale, palesato dalla cerimonia dellAnzione consacrante, & provata, appunto, dalla guarigione miracolosa delle malattie. !a facolt taumaturgica del medico reale &, +uindi, un fatto dordine spirituale, e non la magica ed oscura eredit di una famiglia, o di una stirpe;;. 7nrico I I Bea(clear , primo rappresentante coronato della dinastia anglonormanna dei 'lantageneti, &, dun+ue, anche il primo sovrano dOltremanica che certamente sapplic" alla miracolosa medicazione della scrofolosi. !o scritto di 'ietro di :lois, tuttavia, lascia intendere che lattitudine medicinale del monarca inglese fosse a +uel tempo, come gi in =rancia, il frutto di una lunga e prestigiosa consuetudine. )urante il regno di 7nrico I !,,,#- ,,"0& infatti, penultimo sovrano della dinastia normanna discendente da G(glielmo il ConA(istatore !,#$$- ,#/%& sand" formando una tradizione che individuava nella figura del #anto <e 7doardo il Confessore !,#-)- ,#$$& lautorevole iniziatore, sulle rive del Tamigi, del tocco miracoloso. An episodio della sua vita in particolare, narrato in maniera identica dalle varie fonti, accreditava luniversale opinione. #i raccontava, infatti, che una giovane donna, afflitta da uninesplicabile e vistosa enfiagione al collo, che le sfigurava il viso
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'ietro di :lois, #atrologia Latina, t. 386, col. GG8), citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 36. %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 36.

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e da cui emanava un lezzo nauseabondo, avvertita in sogno, si rec" presso il sovrano per essere guarita. )io premi" la sua fede, poich* S+ 7doardo, anzich* rimandarla, dopo aver asperso le dita in un vaso pieno dac+ua, tocc" le piaghe purulente, benedicendole con il segno di croce. #ubito il sangue marcio inizi" a fuoriuscire dalla piaga, mentre il gonfiore diminuiva, fino a scomparire del tutto in capo ad una settimana;6. >uesto episodio, attestato da unantichissima tradizione, & non a torto considerato come il primo esempio inglese del rito di guarigione delle scrofole. #ha\espeare, cin+ue secoli pi$ tardi, in una scena del *acbet%, si riferiva a +uellantica e unanime credenza +uando metteva in bocca ad un personaggio della tragedia +uesti versi, E&ella gente a litta da strane "alattie, tutta gon ia ed ulcerosa, c%e a piet a ve+ derla, vera disperazione della "edicina, egli 1Re Edoardo3 la guarisce, appendendo al loro collo una "edaglia doro, con sante preg%iere0 e si dice c%e ai re suoi successori tra+ s"etter questa benedetta virt4 guaritriceF;B. 1n conclusione si pu" affermare che 7nrico I I Plantageneto (11) ,11;+" era solito eseguire pubblicamente la cerimonia guaritrice. Nulla esclude, tuttavia, che la meravigliosa prerogativa rimontasse a S+ 7doardo il Confessore , un centinaio danni prima, sovrano che unopinione universalmente accettata, indicava come lautentico progenitore della potenza taumaturgica dei suoi successori inglesi.

II. 6 9 S+ 1ommaso Bec<et e lolio celeste


Anche la monarchia inglese si glori" di possedere un unguento dallorigine miracolosa. !a prima notizia certa di tale prodigioso olio, si ha nel 272B, sotto il regno di 7doardo I I !,"#%- ,")%& . 1l domenicano frate Nicholas #tratton, gi 'adre provinciale d1nghilterra e penitenziere della )iocesi di Sinchester, si present", per conto del sovrano, dinanzi a 'apa -io'a%%i 88II (1.16,1.. " per narrarli un singolare episodio e sottoporgli un +uesito che stava a cuore del suo <e. Ai tempi di 7nrico I I Plantageneto (11) ,11;<" il celebre #. Thomas :ec\et, Arcivescovo di CanterburH e 'rimate d1nghilterra, esiliato in =rancia, ebbe una visione. (li apparve la #anta 0ergine per predirgli la morte vicina. 1noltre la %adonna diede al santo 0escovo alcune profezie sul futuro dell1nghilterra, e prima di scomparire, affid" al prelato unampolla contenente dellOlio, che sarebbe stato impiegato in futuro per le consacrazioni reali. )opo varie vicissitudini, lampolla giunse a !ondra nel 1.*+, portata dal )uca (iovanni 11 di :rabante in occasione dellincoronazione di 7doardo I I . 1l duca, che era sposo di una sorella del monarca, consigli" vivamente il sovrano ad impiegare +uellolio per la sua unzione, ma 7doardo si rifiut", non intendendo
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%. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 78. Atto 10, scena 111, citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3C.

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prudentemente interrompere le usanze seguite fino ad allora. 'oi sul regno sabbatterono una serie di sciagure. Non era forse I domandava angosciato il sovrano, per bocca del frate domenicano I per aver disprezzato +uel santo olio consegnato dalla %adonna a #an Tommaso di CanterburHX 'oteva il <e essere nuovamente consacrato senza commettere peccatoX (iovanni 5511 rispose il G giugno con una missiva, che sottolineava, conforme alla dottrina tradizionale, che, non essendo il rito dellunzione dei <e un sacramento, ma piuttosto un sacramentale, e non imprimendo +uindi il Ncarattere, poteva essere ripetuto senza sacrilegio;C. T ignoto se 7doardo I I si sia fatto ungere nuovamente. 1l miracoloso olio, per", donato dalla 0ergine a #an Tommaso Cantuariense, fu impiegato il 1. otto5re 1.<< per la consacrazione di 7nrico I4 di Lancaster !,"**- ,-,"& 68. )opo dallora il singolare unguento venne sempre utilizzato nella cerimonia dincoronazione dei <e inglesi, anche +uando leresia protestante prese piede in 1nghilterra. 1l primo <e che, se non rifiut" dessere unto, rifiut" di ricevere lunzione con lolio miracoloso, fu il calvinista Giacomo I St(art (16*.,162)". >uellolio era troppo legato alla devozione Npapista della %adonna e al culto dei santi per trovare lapprovazione delleretico monarca62.

II. + , Il tocco reale nel Medioe6o !sec+ 8III,81&


:en presto il tocco guaritore dei regnanti di =rancia ed 1nghilterra assurse a tale notoriet che divenne un luogo comune dellopinione pubblica europea colta e meno colta. Nessuno in +uelle epoche di fede si stupiva che )io potesse legare alla funzione sacra del <e un potere straordinario. 1 medici indicavano nei loro trattati il tocco reale come efficace rimedio contro +uella particolare patologia. Cos il Co"pendiu" "edicinae, un manuale della prima met del secolo 5111, attribuito a (ilberto Anglico, nel libro 111, al capitolo dedicato alle scrofole, recita testualmente, Et vocantur scrop%olae 2 et etia" morbus regius quia reges %unc "orbu" curant -9 si chiamano scrofole Q ed anche malattia reale, in +uanto i re curano tale morbo.63. Nel secolo successivo, 9nrico di %ondeville, chirurgo di corte di 3ili o I4 di 3rancia !,)/$- ,",-& scriveva, ECo"e il nostro !alvatore, il !ignor >es4 Cristo, esercitando con le sue "ani la c%irurgia volle onorare i c%irurg%i, cosI e nello stesso "odo il nostro serenissi"o sovrano il Re di ,rancia a loro onore, a essi e alla loro categoria, guarendo le scro ole con il se"pli+ ce toccoF67.
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%. :loch, I Re )au"aturg%i Q, pp. 2B7-2BD. %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 2B;. 71 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 2B;. 72 (ilbertus Anglicus, Co"pendiu" "edicinae, citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. B; e n. 2. 73 Citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. B6.

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%olto pi$ semplicemente, in altri celebri compendi di medicina della medesima epoca, come il Lis de la "edicine di :ernard di (ourdon, si pu" leggere, a proposito dei rimedi contro ladenite tubercolare, +uesto singolare consiglio, EIn ulti"o bisogna are ricorso al c%irurgo, o se no, andia"o dai ReF6G. >uestaltro suggerimento, invece, si trova, nella #ra9is "edica di (iovanni di (eddesden, E!e i ri"edi sono ine icaci, il "alato vada dal Re, e si accia toccare e benedire2F6D. !a vera misura, tuttavia, dellimmenso successo del tocco sovrano, si rileva meglio dal costante e impressionante afflusso di ammalati alle corti di =rancia ed 1nghilterra. :en presto, sia lungo la #enna che a !ondra, invalse luso di accompagnare il tocco con la consegna di una simbolica somma di danaro a mo di elemosina6;. !epoca medioevale, infatti, consider" sempre tra i compiti pi$ nobili ed importanti del monarca +uello di gran elemosiniere a vantaggio dei bisognosi. Accadde cos sovente che i funzionari regi annotassero nei !ibri dei Conti, indicandone con precisione le voci, i versamenti di elemosine a vantaggio degli ammalati di scrofole, molti dei +uali erano povera gente. >ueste importanti, anche se parziali, testimonianze, fanno fede, tanto del numero altissimo dei tocchi regi, +uanto del diffondersi, ben oltre i confini di +uei regni, della popolarit dei sovrani taumaturghi. Cos , per +uanto concerne lI%(/i#terra, su cui siamo meglio informati, i libri mastri di corte durante i regni in se+uenza di 7doardo I !,)%)- ,"#%& , 7doardo I I !,"#%- ,")%& ed 7doardo I I I !,")%- ,"%%& , che abbracciano un periodo di poco superiore al secolo /2363-27664 sono la prova pi$ elo+uente della costante attivit medica dei <e inglesi. !e cifre, come osserva %arc :loch, Enel loro insie"e, sono i"ponentiF66. 7doardo I , che regn" dal 12+2 a# 1.*+, nel +uinto anno di regno /38 novembre 236;-2C novembre 23664 Ntocc" ;36 ammalatiK nel dodicesimo /38 novembre 23B7-2C novembre 23BG4 ricorsero alla cure reali in 2C6 scrofolosiK D2C invece durante il diciassettesimo anno /38 novembre 23BB-2C novembre 23BC4K si sale a 267; nel diciottesimo /38 novembre 23BC-2C novembre 23C84K il venticin+uesimo ne vide accorrere 63DK CB7 il ventottesimo annoK mentre furono 232C i toccati da E d o a r d o 1 nellanno trentasettesimo di regno /38 novembre 2787-2C novembre 278G4. 'er 7doardo I I !,"#%- ,")%& nei +uattro mesi che vanno dal 36 luglio al 78 novembre del 272; sono C7 gli scrofolosi che ricorsero al suo toccoK tra il 38 marzo e il 6 luglio 2738 invece se ne presentarono 32GK mentre nel suo +uattordicesimo anno di regno /B luglio 2738-6 luglio 27324 sono registrati 6C ammalati benedetti dal sovrano.

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%. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. BC. %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. BC. 76 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, pp. 68-62. 77 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 67

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1 funzionari di 7doardo I I I !,")%- ,"%%& registrarono, per il decimo anno di regno /28 luglio 2776-C luglio 277B4 27; scrofolosiK mentre nei mesi tra il 23 luglio 277B e il 3B maggio 27G8, i toccati furono BBD6B. 1 libri contabili della corte francese, al contrario, non offrono alcun dato numerico. Tuttavia, grazie alla meticolosa precisione di <enaud de <oHe, un funzionario di corte di 3ili o I4 il Bello !,)/0- ,",-& , che annot" le spese di palazzo tra il 2B gennaio e il 3B giugno 2786 e dal 2R luglio al 78 dicembre 278B, indicando nome e luogo di provenienza dellinfermo cui veniva elargita lelemosina, ci si offre un vivace spaccato della varia umanit che, in +uei primi anni del secolo 510, si accalcava, speranzosa di guarigione, presso le residenze dei principi medici. Tutte le condizioni sociali sono rappresentate. Cos , il 23 maggio 2786, si present" al <e per essere toccata la nobildonna Ueanne de la Tour /Epatiens "orbu" re+ giu"F, affetta dal mal reale46C. Anche i religiosi non disdegnavano far ricorso al potere guaritore del sovrano. 1l libro mastro, infatti, segnala la presenza a corte di un frate agostiniano, di due francescani e di un cordiglieroB8. (li afflitti dal morbo regio sono disposti ad affrontare un lungo e pericoloso cammino, pur di potersi accostare alla mano taumaturgica dei <e. !asciano allora le zone montane del %assiccio Centrale, o le foreste bretoni per accostarsi alla mano guaritrice del monarca. An uomo chiamato (uilhem, originario della regione pirenaica della :igorre, si present" al sovrano francese mentre soggiornava a Nemours. 9ra il 27 dicembre 2786. Nonostante la stagione inclemente, +uel pellegrino si era impegnato in un faticoso viaggio, che gli aveva fatto attraversare +uasi tutta la =ranciaB2. Non sono soltanto i francesi, come la francescana, suor Agnese, di :ordeauOB3 /allora feudo soggetto al re d1nghilterra4, o (ilette, castellana di %ontreuil, o %argherita di Jans,B7 a voler approfittare del rimedio reale. 1 libri contabili infatti segnalano infermi provenienti dalla !orena, allora terra imperiale, dalla #avoia, dalla #vizzeraBG. Tra il 2786 e il 278B arrivano a corte anche sedici italiani, tra i +uali dei milanesi, alcuni emiliani di 'arma e 'iacenza, un No%an+ nes de VeronaBD, +uattro veneziani, un toscano, degli scrofolosi romagnoli, una donna urbinate e un frate agostiniano di 'erugia, rater >regorius de >ando prope #erusiu", ordinis !ancti Augustini paciens "orbu" regiu" -il frate (regorio di (ando, nei pressi di 'erugia, dellordine di #antAgostino, ammalato di scrofole.B;. Non senza orgoglio, Thomas :rad]ardine, gi cappellano di <e 7doardo I I I , poi Arcivescovo di CanterburH /^ 27GC4 in un suo trattato teologico del 27GG, &e cau+
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%. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 63. %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 6B, n. 26. 80 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 6B. 81 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 6C, n. 32. 82 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 6C, n. 38, 83 1vi. 84 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. B8. 85 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. B2, n. 3D. 86 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. B2, n. 36.

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sa &ei contra #elagiu" et de virtute causaru" ad suos *ertonenses libri tres, poteva esclamare, EC%i nega i "iracoli del Cristianesi"o, venga a vedere con i suoi occ%i, anc%e ai nostri giorni sui luog%i dei santi i "iracoli c%e vi avvengono. Venga in Ing%ilterra dal !ovrano attual"ente regnante, conduca con s- un cristiano a etto dal "al reale, per quanto inveterato, pro ondo e deturpante, e atta da quello orazione, i"posta la "ano e i"partita la benedizione col segno della croce, lo curer nel no"e di Cristo. Ci co"pie di continuo, spessissi"o nei con ronti di uo"ini e donne i""ondissi"i, c%e si accostano a lui in "assa, dallIng%ilterra, dalla >er"ania e dalla ,rancia. Cose attestate dai atti c%e ogni giorno accadono, da coloro c%e guarirono, da c%i era presente e vide coi suoi occ%i, dalla opinione delle nazioni2 tutti i Re Cristiani dIng%ilterra e di ,rancia son soliti co"piere tali "iracoli, co"e attestano concorde"ente le antic%e cronac%e e la a"a di quei regni, per cui tal "alattia venne c%ia"ata "ale del reFB6.

II. ; - La cerimonia del tocco nel Medioe6o !8I,81 secolo&


'rima di seguire le vicende storiche del tocco regio in epoca moderna, & conveniente dire +ualcosa sul rito guaritore che, da forme semplici ed elementari, venne man mano arricchendosi. Nel celebre testo dellabate di Nogent, ricordato +uale documento pi$ antico ove si menziona, in terra di =rancia, la prassi taumaturgica dei <e, abbiamo ancora la pi$ antica testimonianza della modalit cerimoniale del tocco guaritore, EJo veduto con i "iei occ%i - scriveva infatti il prelato - dei "alati so erenti di scro ole nel collo ed in altre parti del corpo, accorrere in gran olla per arsi toccare da lui, al quale tocco aggiungeva un segno di croceFBB. 9d ancora, EAvvicinandosi con la "ano serena aceva u"il"ente su di essi il segno della cro+ BC ceF . 9lemento essenziale +uindi del rito di guarigione & il contatto della mano destra nuda del monarca sulla piaga infetta dellammalato, EQpoi con la mano destra tocca i "alatiFC8. #enza +uesto contatto o Ntocco la guarigione o lavvio alla guarigione della patologia non & possibile. !a mano del <e & una delle parti del suo corpo consacrata e unta dal #acro Crisma al momento della Consacrazione. 1l monarca, infatti, ordinariamente preferisce toccare la prima volta gli scrofolosi dopo la sua solenne consacrazione, perch* & soltanto per essa che un principe erede al trono prende di fatto, dopo la morte del titolare, pieno possesso della Corona. Come si & pi$ volte ripetuto, il 'rincipe & alter C%ristus, vicario di (es$ Cristo nellesercizio dellautorit temporale.
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&e causa &ei contra #elagiu" et de virtute causaru" ad suos *ertonenses libri tres citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 67, n. D Citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 26. 89 Citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 2B. 90 #tefano di ContH citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. ;6, n. D.

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Non sorprende allora che i sovrani, anche nellazione vicaria particolarmente prestigiosa di guaritori, abbiamo imitato assai da vicino nei gesti, la prassi taumaturgica del )ivin %aestro, come si legge nei 0angeli, EEntrato poi >es4 nella casa di #ietro, n- trov la suocera a letto con la ebbre. Le tocc' la "ano e la ebbre la lasci, cosicc%- ella si alz e si pose a servirlo F /#. %atteo, 0111, 2G-2D4K E)ra"ontato il sole, tutti quelli c%e avevano in er"i, a etti da varie "alattie, li conducevano a lui ed egli, imposte a ciascuno le mani, li risanavaF /#. !uca, 10, G84K E>li si accost un lebbroso c%e, prostratosi innanzi a Lui, gli disse$ !ignore, se vuoi, puoi "ondar"i. >es4& stesa la mano, lo tocc' dicendo$ Lo voglio, sii "ondato. E sullistante u "ondato dalla lebbraF. !a somiglianza col rito regale & evidente. Nel cerimoniale tuttavia, fin dagli inizi, si aggiunse al semplice contatto della mano, un secondo importante gesto simbolico, i# se(%o !e##a croce. >uesto doveva essere impartito a mo di benedizione, tracciandolo cio& semplicemente nellaria allindirizzo dellinfermo poco prima toccato, oppure contemporaneamente al tocco, nel senso che il monarca toccava la piaga facendo il segno della croce. 'er +uesto talvolta i testi medioevali che riportavano il rito di guarigione usavano designare i malati toccati dal <e col termine di Nsegnati, MVII egrotis signatis per rege" -26 ammalati segnati dal <e.C2, recita una nota inglese del 36 maggio 276B. Cos infatti lo intendeva, Thomas :rad]ardine, arcivescovo di CanterburH, EQbene+ dictione, sub segno crucis dataF -con la benedizione impartita col segno di croce.C3. 1l significato del tocco col segno di croce & molto chiaro. Non & il sovrano il primo autore del miracolo, ma svolge solo unazione vicaria, essendo il semplice canale o strumento della grazia celeste, che opera per il tramite del principe consacrato. >uesto carattere strumentale e mediato del potere taumaturgico dei <e, & ancora evidenziato nel terzo elemento che accompagna e segue il tocco, le 0re(/iere a )io. #tefano di ContH, un monaco di Corbie, scrive durante il regno di Carlo 4I I di 3rancia !,"/#- ,-))& un trattatello sulla monarchia francese, ove ricorda che il <e, prima daccostarsi ai malati, si soffermava un poco in preghieraC7. Anche linglese :rad]ardine allude ad una simile consuetudine +uando, nellopera pi$ volte citata del 27GG, rammenta che il monarca, soleva precedere il rito taumaturgico con la recita di alcune preghiere, orazione usa -dopo aver pregato.CG. >uesto corollario di preghiere, che introduceva e concludeva il rito del tocco, si svilupp" in 1nghilterra, in un vero e proprio servizio liturgico, di cui il sovrano, coadiuvato dal suo cappellano, era il principale officiante. !e prime testimonianza di esso sono da ascriversi al regno di 7nrico 4I I I . 1 principi inglesi, per", nel momento cruciale del contatto della mano nuda con la parte
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Citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. ;;, n. 3. Citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 67, n.D. 93 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. ;B. 94 Citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 67, n.D.

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lesa dalla malattia, non pronunciarono mai alcuna orazione particolare, che poi si sia fissata in una formula entrata nelluso. Tale formula, invece, non mancava nella versione francese del rito. (offredo di :eaulieu, narrando di S+ L(igi I: di 3rancia !,))$- ,)%#& ricorda come, nellatto deseguire la cerimonia curativa fosse solito pronunziare delle formule devozionali particolari, che lo storico francese, senza menzionarle, definisce, Eadatte alla cir+ costanza, e sanzionate dallYuso, dYaltro canto per etta"ente sante e cattolic%eFCD. >uelle medesime formule, che, stando a 1vo di #aint-)enis, 3ili o I4 il Bello, il 3; novembre 272G, si sforzava dinsegnare sul letto di morte, al figlio primogenito e suo erede, EC%ia"ato a s/ segreta"ente il iglio pri"ogenito, alla presenza cio/ del solo con+ essore, lo istruI sul "odo di toccare i "alati, dicendogli le sante e devote preg%iere c%e egli era solito pronunciare nel toccare gli in er"i. &el pari lo a""onI c%e doveva esercitare il tocco degli in er"i con grande reverenza, santit e purezza e con le "ani "onde dal pecca+ toFC;. A partire dal 501 secolo, sempre in =rancia, le preghiere che venivano pronunciate al momento del tocco, si fissarono in una formula, che rimase in vigore fino alla cessazione del rito. 1l sovrano infatti prese a pronunciare al momento del contatto, ll Re ti tocca. *io ti guarisceC6. >uesta breve e suggestiva preghiera ricordava tanto al beneficiato, +uanto al 'rincipe, che il miracolo non derivava da un magico potere personale del <e, ma dalla potenza di )io, di cui il sovrano era semplice strumento. !a piet popolare, almeno in =rancia, durante i secoli del %edioevo, vide la medesima facolt terapeutica anche in un elemento del tutto marginale e accessorio del rito del tocco. !acA&a, infatti, con cui il sovrano, secondo unelementare regola digiene, si detergeva la mano che aveva toccato le piaghe purulente degli scrofolosi, venne ben presto considerata come un rimedio altrettanto efficace del tocco stesso. Testimonia #tefano di ContH, E&opo detta santa unzione e coronazione dei Re di ,rancia, tutti i predetti Re du+ rante la loro vita co"pirono "olti "iracoli, sanando co"pleta"ente da una "alattia vele+ nosa, turpe e i""onda, c%e in rancese c%ia"ia"o scro ole. Il "odo di guarire / il se+ guente$ dopo c%e il re %a ascoltato la "essa, gli portano un vaso pieno dacqua, poi a la sua preg%iera davanti allaltare, poi con la "ano destra tocca gli in er"i, e si lava con la detta acqua. I "alati in vero c%e prendono tale acqua e la bevono per nove giorni a digiu+ no con devozione senza altra "edicina sono sanati co"pleta"ente. CosI stanno le cose real"ente, sicc%- nu"erosissi"i a""alati di scro ole urono sanati da "olti re di ,ran+ ciaFCB. Come si & accennato, il #ovrano non intraprendeva mai il rito di guarigione prima dessere legittimamente e debitamente consacrato. 1l giorno stesso della consacra-

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Citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. ;B. Citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. ;B, n. 6. 97 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. ;B. 98 Citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. ;6, n. D.

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zione e unzione del <e, infatti, o poco dopo, segnava linizio, anzi lobbligo della cerimonia del tocco. )opo allora, ogni giorno ed ogni occasione erano buoni. #oprattutto in epoca medioevale, +uando i sovrani erano soliti percorrere in lungo e in largo i loro territori, accompagnati da un seguito poco numeroso, non era inusuale vedere frotte di ammalati di ogni condizione, ma pi$ spesso poveri, accalcarsi presso le provvisorie sedi ove il monarca soggiornava, pretendendo che tenesse fede al suo dovere guaritore. !e cifre, sopra menzionate, relative al tocco di alcuni <e inglesi del 510 secolo, dimostrano con tutta evidenza che i sovrani non si sottrassero ad un dovere, certamente prestigioso, ma anche assai faticoso. Con il trapasso dalla monarchia feudale a +uella moderna, +uando i re divennero sedentari e lapparato burocratico si fece pi$ robusto, il rito delle scrofole si adatt" alla nuova situazione. #e ai tempi di L(igi 4I , nel secolo 511, come ricorda (ilberto di Nogent, non infre+uentemente gli ammalati si accalcavano tumultuosi attorno al sovrano per esserne Ntoccati, gi S+ L(igi I: , in +uello successivo, sebbene gli scrofolosi potessero accedere al tocco ogni giorno, riservava alla cerimonia medicinale un momento preciso della giornata, cio& al mattino, subito dopo la prima messa. (li scrofolosi che, per vari accidenti, non fossero riusciti a ricevere il tocco, erano ospitati, con vitto e alloggio, dal sovrano fino al mattino seguenteCC. Tale situazione rimase stabile fino al 50 secolo, +uando L(igi :I !,-$,,-/"& decise di ricevere gli infermi un solo giorno della settimana 288. 1noltre i pazienti erano sottoposti ad una visita medica preventiva che accertasse la presenza della malattia282. 1n 1nghilterra, ai tempi di 7nrico 4I I !,-/0- ,0#*& , non risulta essere stato dedicato un giorno particolare per il tocco283.

II. < , S+ Marcolfo e i Re di 3rancia


#. %arcolfo, abate del monastero di Nant, probabilmente lattuale cittadina di #. %arcouf, nella diocesi di Coutances, nel nord-ovest francese, visse in epoca merovingia, attorno al DG8. 1l convento divenne il luogo dirradiazione del suo culto, fin +uando non venn& dato alla fiamme e distrutto nel corso di una scorreria normanna. 1 monaci dovettero abbandonare in tutta fretta labbazia trasportando con s* le reli+uie, e, dopo varie traversie, grazie allintervento di Carlo il Sem lice !/*/- *))& i religiosi trovarono rifugio a CorbenH, in una tenuta che il sovrano aveva loro donato, non distante da <eims, l dove tradizionalmente i <e di =rancia venivano unti e incoronati.
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%. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. ;C. %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. ;C. 101 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 68. 102 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. ;C.
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Nel C8; inizi" la costruzione di un monastero, ove custodire le sante ossa di #. %arcolfo. Cos il convento divenne il centro di diffusione pi$ importante del suo culto e tale rimase anche per lavvenire.287 1n un sermone databile tra il 511 e il 5111 secolo, compare la prima testimonianza scritta che associa il pio abate merovingio alla guarigione miracolosa delle scrofole, ELuesto santo %a ricevuto dal Cielo una tale grazia per la guarigione della malat( tia c.e ien c.iamata male reale, c%e si vede accorrere a lui una olla din er"i pro+ venienti tanto da paesi lontani e barbari quanto da nazioni vicineF28G. Anzi #. %arcolfo divenne presto il patrono degli scrofolosi, tanto da attirare lWattenzione dei sovrani taumaturghi. Cos i <e di =rancia, a partire dal secolo 510, forse anche prima, iniziarono a far visita alla tomba del #anto a CorbenH, subito dopo la consacrazione a <eims, per invocarne la potente intercessione, nel momento stesso in cui si accingevano per la prima volta al miracolo reale. 'are che gi L(igi : !,",-- ,",$& nel 272D, di ritorno da <eims a 'arigi dopo la sua consacrazione, abbia sostato presso labbazia per onorare il santo. Certamente con Gio6anni I I il B(ono (135 0- 13 6 4) le sporadiche iniziative dei sovrani precedenti si fissarono in una vera tradizione, che dur" ininterrotta fino al tempo di L(igi :I4 !,$-"- ,%,0& 28D. 1l monarca, infatti, il giorno successivo all1ncoronazione di <eims, si recava in pio pellegrinaggio al monastero di CorbenH. #i form" cos un 'ero e 0ro0rio cerimo%ia, #e. 1l priore del convento, accompagnato dagli altri monaci, savviava in processione verso leccezionale visitatore, portando la reli+uia della testa di #. %arcolfo. >uando i due cortei sincontravano, labate la consegnava al <e, deponendola nelle Esacre "aniF28; del sovrano, perch* la portasse, e cos toccasse con le mani consacrate i venerandi resti del santo guaritore, di cui, dopo poco, il sovrano avrebbe imitato la prodigiosa efficacia. 1l principe proseguiva fino alla chiesa, e sulla tomba del suo potente intercessore, seffondeva in preghiera. L(igi :I4 , nel 2;DG, innov" +uellantico rituale. 1l principe, una volta incoronato, non si mosse da <eims, a causa della turbolenza situazione nel paese, ma attese che i religiosi di CorbenH vi conducessero processionalmente il reli+uiario di #. %arcolfo. 1l monarca poteva +uindi assolvere al suo debito di riconoscenza verso il santo taumaturgo senza doversi trasferire al convento. !esempio di L(igi :I4 , fu imitato dai suoi successori L(igi :4 !,%,0,%%-& e L(igi :4I !,%%-- ,%*"& , rispettivamente nel 2633 e nel 266D, +uando furono incoronati. !a pia pratica delle visite alla tomba di #an %arcolfo, finch* rimase in vigore, rivest tale importanza che i sovrani si rifiutarono di procedere al miracolo reale, prima daverla compiuta286.
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%. :loch, I Re )au"aturg%i Q, pp. 383-387. Citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 38D, e n. 22. 105 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 326. 106 Citatazione da un 'rocesso verbale di inchiesta sul furto della testa di #an %arcolfo del 2B luglio 2;76, in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 326, e n. 3. 107 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 32B.

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Accadde cos che i sovrani toccassero i loro primi malati, proprio nei chiostri dellWabbazia. Appena terminate le devozioni, infatti, il monarca era solito toccare gli infermi. Cos Carlo 4I I I !,-/"- ,-*/& nel 2GBG vide accorrere sei ammalati al suo padiglione per essere toccati28B. >uando vi giunse L(igi :I !,-$,- ,-/"& nel 2GCB erano gi venti+uattro. Nel secolo successivo, +uando fu la volta di 7nrico I I !,0-%- ,00*& vi erano presenti anche alcuni stranieri. :en presto il numero di coloro che volevano adire al medico coronato sal a centinaia, ed anche migliaia. Nel 5011 secolo L(igi :I I I !,$,#- ,$-"& ne trov" novecento in attesa del tocco regio28C. !idea, in terra francese che il potere guaritore dei <e fosse legato allintercessione del santo monaco merovingio, si fece strada. #pesso i risanati si conducevano a CorbenH in pio pellegrinaggio in ringraziamento per lavvenuta guarigione. Anche +uando il miracolo era ottenuto soltanto col tocco regale, i fedeli si sentivano, infatti, in dovere di ringraziare #an %arcolfo, compiendo novene in suo onore, o portandovi degli eO voto. Cos attesta, per esempio, un certificato di guarigione redatto il 3D marzo 2;;C da due medici dAuraH per uno scrofoloso, che si era trovato risanato Eal ritorno dallessere stato toccato da !ua *aest Cristianissi"a e da un pelle+ grinaggio a !an *arcol oF228.

II. 1* , Gli anelli medicinali inglesi


!asciamo per un attimo la =rancia e i suoi re guaritori, e torniamo Oltremanica, presso la corte sulle rive del Tamigi. !epoca medioevale vide nascere in 1nghilterra una seconda prerogativa medicinale da parte dei principi regnanti, i cramps(rings& gli anelli miracolosi contro lepilessia. 1l pi$ antico documento attestante tale prassi rimonta al 1.2., durante il regno di 7doardo I I !,"#%- ,")%& . #i tratta di unordinanza emessa dal sovrano con cui viene ufficialmente regolata la cerimonia dei cra"ps+rings che, al pari del tocco delle scrofole, era divenuta una delle funzioni ordinarie della dignit reale inglese222. 1l rito dovette essere antecedente. Tuttavia la sua origine & avvolta nel mistero. )a allora, per oltre due secoli, i monarchi britannici sapplicarono a benedire gli anelli miracolosi contro lepilessia. Addentriamoci nella descrizione della suggestiva cerimonia. 1l <e, il 0enerd #anto, giorno commemorativo della 'assione di Cristo, era solito svolgere, come ogni altro fedele, il rito dellAdorazione della Croce. 1n particolare, il monarca inglese, secondo un cerimoniale fissatosi nel tempo, dopo aver collocato nella cappella del palazzo reale, la Croce !i -%eBt/, che, con+uistata da <e 7doardo I !,)%)- ,"#%& ai
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%. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 32C. %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 32C, n. C. 110 Citato %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 33D, n. 26. 111 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 272.

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(allesi, conteneva una reli+uia miracolosa del legno della #anta Croce, si prosternava a terra e procedeva strisciando in +uella posizione fin a giungere a baciare la Croce223. A partire sicuramente dal regno di 7doardo I I !,"#%- ,")%& , ma certamente anche prima, il sovrano deponeva sullaltare, tocca%!o#e co% #e ma%i %&!e, una certa +uantit di monete doro e dargento, poi le riscattava sostituendole con un e+uivalente importo. Con le monete Nriscattate e da lui Ntoccate erano in seguito fabbricati degli anelli medicinali, Eda donare co"e "edicina a varie personeX, come recita la sopra citata ordinanza227. Tali anelli erano indicati per la cura dellepilessia e degli spasmi muscolari in genere, come indica il vocabolo inglese cra"ps+rings, a%e##i co%tro i cram0i. >uesta cerimonia il monarca la compiva una sola volta lanno, il 0enerd #anto. 1l libro dei Conti di 'alazzo danno un +uadro abbastanza preciso del rito degli anelli. 7doardo I I I !,")%- ,"%%& li consacr" il 0enerd #anto 2G aprile 277D, 3C marzo 277;, 2B aprile 2776, 28 aprile 277B, 3; marzo 277C, 2G aprile 27G8, 78 marzo 27;C, 23 aprile 2768. Cos riporta, per esempio, la nota di spesa del 2G aprile 277D, E= erte del !ignor Re alla Croce di >ne5t%, il VenerdI !anto, nella !ua cappella nel ca+ stello di Clipstone, per un i"porto di due iorini iorentini, il 6A aprile per sei scellini e otto denari, riscattati, per fare gli anelli, con una "edesi"a so""a, pari a sei scellini0 in tutto 68 scellini e H denari F22G. Riccardo I I !,"%%- ,"**& li benedisse sicuramente il G aprile 27C7 e il 72 marzo 27C;. 7nrico I4 di Lancaster !,"**- ,-,"& il 3D marzo 2G86K suo figlio e successore 7nrico 4 !,-,"- ,-))& il 0enerd #anto 32 aprile 2G27, E= erte del !i+ gnor Re atte adorando la Croce, il VenerdI !anto, nella c%iesa dei rati di Langle5, ossia tre nobili doro, e cinque soldi dargento, pari a scellini 8Q0 pi4 lo erta al decano della Cappella di pari i"porto per riscattare il denaro pri"a o erto e are degli anelli "edici+ nali. I"porto$ 8Q scelliniF22D. Ana pia tradizione riferiva tale prodigiosa e soprannaturale virt$ degli anelli medicinali, come gi per il tocco dello scrofole, al santo Re 7doardo I il Confessore !,#-)- ,#$#& . #i raccontava infatti di come il monarca avesse fatto dono ad un povero, in mancanza daltro, del suo anello. #otto i miseri cenci del mendicante la tradizione narrava celarsi #an (iovanni 9vangelista. 1n seguito due pellegrini inglesi in Terrasanta simbatterono nel medesimo vegliardo che restitu loro lanello, pregandoli di riportarlo ad 9doardo collannuncio che fra poco lavrebbe scortato in 'aradiso22;. !anello fu custodito nellabbazia di Sestminster, ove pure era sepolto il santo <e, e ben presto divenne celebre per il suo miracoloso potere di guarire lepilessia226.
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%. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 238. %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 232. 114 Citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 7GC, n. 7B. EIn oblacionibus do"ini Regis ad cruce" de >ne5t%, die #arasceves, in capella sua in ra "anieru" de Clipstone, in precio duoru" lorencioru" de ,lorentia, MIIII die aprilis VI s. VIII d.0 et in denarius quos posuit pro dictis lorenciis reasu"ptis pro anulis inde aciendis, ibide", eode" die, VI s. !u""a MII s. VIII d.F 115 EIn oblacionibus do"ini regis actis adorando cruce" in die #arasceves in ecclesia ratru" de Langle5, videlicet in tribus nobilibus auri et quinque solidis argenti MMV s. In denariis solutis decano Capellae pro eiusde" denariis reassu"ptis pro anulis "edicinalibus inde aciendibus MMV s. F, citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 7GC, n. 7B. 116 1l primo a riferire per iscritto tale episodio, un centinaio danni dopo la morte del pio sovrano, fu Ailred, Abate di <ielvauO, citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 233. 117 Cfr. 'olHdorus 0ergilius, Jistoria Angelica, l. 0111, citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, pp. 237-23G.

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#i comprende pure la connessione tra gli anelli medicinali, consacrati dal #ovrano nel giorno che commemorava la 'assione e %orte di Cristo, in cui si svolgeva il rito dellAdorazione della Croce, con la potenza esorcistica che emanava dalla Croce stessa, e lepilessia, di cui i 0angeli menzionavano gli effetti con riferimento esplicito allintervento del demonio. #i rammenti, ad esempio, il celebre episodio narrato in #an %atteo dellepilettico che gli Apostoli non riescono a guarire. E&e"oni si atti non si scacciano se non con la preg%iera e col digiunoF, dice loro il )ivin %aestro, dopo aver scacciato il maligno dal fanciullo22B. #ir Uohn =ortescue, partigiano dei !ancaster e noto giurista, in un opera di diritto composta tra il 2G;2 e il 2G;7, nel pieno della guerra delle )ue <ose, riportava lopinione comune circa la miracolosa prerogativa dei monarchi inglesi di guarire lepilessia, EAnc%e loro e largento devota"ente toccati, secondo la costu"anza annuale, dalle "ani consacrate, dalle "ani unte dei re dIng%ilterra, il giorno del VenerdI !anto, e o er+ ti da essi, guariscono gli spas"i e lepilessia0 il potere degli anelli atti con quelloro e quellargento e "essi alle dita degli a""alati / stato speri"entato da un uso requente in gran parte del "ondoF22C. Allepoca di =ortescue il rito si era semplificato. (li anelli guaritori era gi preparati in precedenza. 'oi la cerimonia procedeva come per il passato. 1l principe, dopo aver ricevuto in un bacile doro dal dignitario presente di grado pi$ levato238, gli anelli, li toccava, li deponeva +uindi sullaltare ove era la CroceK infine li Nriscattava corrispondendo una somma fissata dalla tradizione in 3D scellini per la cappella reale232. Maria la Cattolica , figlia di 7nrico 4I I I , che regn" dal 2DD7 al 2DDB, fu lultimo sovrano inglese a compiere il rito degli anelli contro lepilessia. )opo di lei, infatti, i suoi successori protestanti si rifiutarono di compiere la cerimonia, evidentemente giudicata troppo Ncattolica. 1l %essale della <egina contemplava anche la liturgia del 0enerd #anto colla funzione degli anelli medicinali. 1l sovrano, terminata ladorazione della Croce, si poneva ai piedi dellaltare, con a fianco il bacile doro contenente gli anelli medicinali da benedire. <ecitava, +uindi, una prima preghiera, E= &io onnipotente ed eterno c%e 123 %ai voluto c%e coloro c%e tu elevasti al asti+ gio della dignit regale, ornati delle grazie pi4 insigni, ossero organi e canali dei tuoi doni, di "odo c%e co"e essi regnano e governano grazie a te, cosI per tuo volere giovano agli altri uo"ini e tras"ettono al popolo i tuoi bene ici 123F233. >uindi il principe doveva pronunciare unaltra preghiera e due formule di benedizioni sugli anelli, ove, accanto alla virt$ medica dei monili, appare anche la loro +ualit esorcistica contro gli influssi diabolici,
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#an %atteo, 5011, 2G-38. #ir U. =ortescue, &e ensio iuris &o"us Lancastriae, citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 27D, n. C. 120 Cos almeno dai tempi di 9nrico 0111 /2D8C-2DG64. Cfr. %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 27;. 121 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 27;. 122 Citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 27B, n. 2G.

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E&io, degnati di benedire e santi icare questi anelli 123, a inc%- tutti coloro c%e li porteranno siano immuni dalle insidie di Satana 123, siano preservati dalla contra+ zione dei nervi e dai pericoli dellepilessiaF237. )opo la recita di un salmo e di unaltra orazione, la cerimonia giunge al suo momento centrale, il re prende gli anelli guaritori e li strofina ad uno ad uno nelle sue mani, pronunciando nel contempo +uesta prece, E= !ignore, santi ica questi anelli, e irrorali benigno con la rugiada della tua bene+ dizione, e consacrali con il rega"ento delle nostre "ani, c%e tu ti sei degnato santi icare, secondo lordine del nostro "inistero, con la sacra unzione esterna dellolio, cosI c%e tutto ci c%e la natura del "etallo non potrebbe are, sia co"piuto con la grandezza della tua graziaQ23G A +uesto punto, dopo laspersione con lac+ua benedetta, il monarca terminava la cerimonia con il rito del riscatto, sopra pi$ volte riferito23D.

II. 11 - Il tocco regio in e oca moderna+ La 3rancia !81I,81III secolo&


#ul finire dellet di mezzo, su entrambe le rive della %anica, la popolarit del miracolo regio era rimasta immensa. 'er la =rancia sono ancora i Libri di Conti dellEle"osina reale, che permettono di valutare la fre+uenza e +uindi la fama del rito di guarigione. Carlo 4I I I !,-/"- ,-*/& in un solo giorno, il 3B marzo 2GCB, tocc" sessanta persone23;. #e L(igi :I I !,-*/- ,0,0& nel periodo dal 2R ottobre 2D86 al 78 settembre 2D8B, si limit" a toccare D3B scrofolosi, il suo immediato successore 3rancesco I !,0,0- ,0-%& ne guarisce 273; durante il 2D3B, CBB nel 2D3C e 2672 durante lWanno 2D78. Carlo I: !,0$#- ,0%-& , suo nipote4 pur regnando nel travagliato periodo delle guerre di religione, durante il solo 2D;C vide accorrere alla sua reggia 38C3 ammalati di scrofole236. Tra i malati non francesi, che accedevano in gran numero presso il <e Cristianissimo, figuravano al primo posto gli spagnoli, la cui terra a +uel tempo era particolarmente devastata dalladenite tubercolare. >uesti, +uando le circostanze lo permettevano, formavano delle vere e proprie carovane di pazienti, guidate da un WcapitanoW. A. )uchesse, scrivendo nel 2;8C, accenna al Egrande nu"ero di questi a""alati, c%e vengono tutti gli anni dalla !pagna per arsi toccare dal nostro pio e religioso Re. Il Capi+ tano c%e li guidava nel 6@?8, riport la testi"onianza dei #relati di !pagna, di un gran nu"ero di guariti con il tocco di !ua *aestF23B.
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Citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 27B. Citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 27C, e n. 2B. E!ancti ica &o"ine anulos istos, et rore tuae benedictionis benignus asperge, ac "a+ nuu" nostraru" con ricatione, quas, olei sacra in usione e9terna, sancti icare dignatus es pro "inisterii nostri "odo, consecra, ut quod natura "etalli praestare non possit, gratiae tuae "agnitudine e iciaturF. 125 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 27C. 126 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3G2, n. G. 127 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3G2. 128 A. )uschesne, Les antiquites et rec%erc%es de la grandeur et "aBest- del Ro5s de ,rance, 2;8C, p. 2;6, citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3G3, n. B.

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1 sovrani Capetingi, inoltre, esercitarono talvolta il tocco taumaturgico fuori dal <egno. (i Carlo 4I I I !,-/"- ,-*/& , durante la spedizione in 1talia del 2GCG, aveva dato un saggio del suo potere guaritore, a <oma, il 38 gennaio 2GCD, presso la cappella di #anta 'etronilla, mezzo migliaio di affetti da scrofole avevano beneficiato del suo tocco, suscitando lammirazione della citt eterna. !o stesso si era verificato a Napoli il 2C aprile 2GCD23C. L(igi :I I !,-*/- ,0,0& esegu il tocco a 'avia il 2C agosto 2D83 ed a (enova il 2R settembre dello stesso anno278. 3rancesco I !,0,0- ,0-%& a :ologna, ospite di 'apa !eone 5, comp la cerimonia taumaturgica il 2D dicembre 2D2D, dopo averne dato pubblico annuncio, in una cappella del palazzo apostolico. Tra i numerosi infermi, che accorsero a farsi toccare dal medico reale, era presente anche un vescovo polacco.272 !evento fu immortalato in un affresco eseguito alla met del 5011 secolo da Carlo Cignoni ed 9milio Taruffi su commissione del Cardinal (irolamo =arnese, legato pontificio a :ologna, e che & tuttora visibile nella #ala =arnese del 'alazzo Comunale273. #u un cartiglio si legge, E,rancesco I Re di ,rancia guarisce a 'ologna nu"ero+ si a""alati di scro oleF277. Ancora 3rancesco I , sconfitto e prigioniero dell1mperatore Carlo 0 dopo la battaglia di 'avia /2D3D4, continu" in terra spagnola, prima a :arcellona, poi a 0alenza, ove era stato imprigionato nel giugno di +uellanno, ad esercitare la sua prerogativa taumaturgica, e, bench* nemico giurato del signore di +uel regno, vide accorrere a s* numerosissimi spagnoli, Eun cosI gran nu"ero di "alati di scro ole I riferiva )e #elve, 'residente del 'arlamento di 'arigi I con grande speranza di guarigione quale, in ,rancia, non vi u "ai in sI grande calca F27G. #ituazione immortalata da un celebre distico del poeta !ascaris, E&unque, il re accostando la sua "ano guarisce le scro ole Z benc%- prigioniero, egli /, co"e per il passato, gradito ai celestiF6:Q. 1n +uesti primi decenni del ND88, sassiste al passaggio dallamministrazione del tocco a cadenze irregolari allintroduzione, sotto 3rancesco I , di giorni determinati in cui il sovrano sesercita nella sua prerogativa medicinale, secondo un cerimoniale pi$ fastoso e regolare. 'u" tuttavia ancora accadere, come per laddietro /ma si tratta ormai di casi isolati4 che il sovrano usi del miracoloso potere occasionalmente. Cos 3rancesco I nel gennaio 2D78, mentre attraversa la Champagne, permette che ad ogni tappa del viaggio gli scrofolosi si presentino al suo cospetto27;. Analtra volta, commosso dal pianto di un infermo che lo importuna, il sovrano lo tocca sul posto /aprile 2D3C4276.
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%. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3G3 e n. 22. %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3G3, n. 22. 131 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3G3. 132 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, pp. 3B7 e 7D;. 133 E,ranciscus pri"is >alliaru" Re9 'ononiae qua" pluri"os scro ulis laborantes sanatF, citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 7D;. 134 A. Champollion-=iegac, Captivit- du roi ,ran[ois Ier /? )oc. in*dits@4, 2BG6, p. 3D7, n. C501 /2B luglio 2D3D4, citato in %. :loch, I Re )au"a+ turg%i Q, p. 3G7, n. 27. 135 1ani !ascaris <hHndaceni, Epigra""ata, 'aris, 2DGG, p. 2Cv, ?Ergo "anu ad"ota sanat re9 c%oeradas, estque + Captivus, superis gratus, ut ante uit @, citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3G7, n. 2G. 136 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3G7. 137 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3G7.

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1l <e, per", decise di dare sistematicit alla cerimonia. Cos il #ervizio dell9lemosina raggruppava i malati fino al giorno stabilito per il rito, mantenendoli a spese del #ovrano. Trattandosi, tuttavia, spesso, di una corte itinerante, +uel singolare corteo dammalati saccodava al monarca, in attesa del giorno favorevole. 1nfine prevalse la modalit di far comparire gli scrofolosi in giorni prefissati27B. !e date che divennero ben presto canoniche per il rito guaritore coincidevano con le principali feste liturgiche, le Candelora, le 'alme, 'as+ua, o un giorno della #ettimana #anta, 'entecoste, Ascensione, il Corpus &o"ini, lAssunzione, la Nativit della 0ergine ed il #. Natale. #pesso il sovrano toccava i malati gi dalla vigilia della festa27C. 1n via eccezionale 3rancesco I guar gli scrofolosi lB luglio 2D78, in occasione del suo matrimonio con 9leonora dAustria2G8. !a concentrazione del tocco in alcune date comport", da un lato, che vere e proprie folle, anche di parecchie centinaia dinfermi, si presentassero alla Corte, e, dallaltro, favor lo sviluppo del rituale, che ora riveste un carattere imponente. 1l sovrano francese assolve in primo luogo devotamente i pi$ importanti doveri religiosi, si confessa e, in conformit ad un antico privilegio, si comunica, alla maniera dei sacerdoti, sotto entrambe le #pecie. 1l principe, poi, accompagnato dallW9lemosiniere di Corte, procede verso il luogo prescelto per il miracolo reale, dove i chirurghi regi hanno fatto accedere solo +uei malati che presentano con certezza i sintomi delladenite. Cos attesta, nel suo )iario di viaggio, il nobile veneziano (irolamo !ippomano, che scrive nel 2D66, E#ri"a c%e il Re tocc%i, alcuni "edici e cerusic%i vanno guardando "inuta"ente le qualit del "ale, e se trovano alcuna persona c%e sia in etta daltro "ale c%e dalle scro+ ole, la scaccianoF2G2. 1 malati attendono pazientemente in ginocchio larrivo del <e-medico, il +uale, prima di procedere al tocco, compie una breve liturgia dedicata a #an %arcolfo2G3. 'oi, accompagnato dall9lemosiniere e da alcuni nobili del seguito, procede al tocco, fino allesaurirsi del numero dei sofferenti. EEssendo glin er"i acco"odati per ila 2 il re li va toccando duno in uno, riferisce sempre !ippomano nella sua relazione2G7. Anche il luogo ove compiere la cerimonia era prescelto, in modo da sottolineare la solennit dellevento. !ippomano parla di Ecortili regali, o qualc%e gran c%iesaF2GG. Cos , potevano essere le volte gotiche di N_tre-)ame di 'arigi ad accogliere i pazienti, come avvenne lB settembre 2D3B, festa della Nativit di %aria ##., +uando 3rancesco I tocc" 38D scrofolosi2GDK oppure, il 2D agosto 2D36, festa dellAssunzione,
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%. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3GG. %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3GG. 140 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3GG. 141 (irolamo !ippomano, Relations des a"bassadeurs v-netiens, ed. Tommaseo /?)oc. in*dits @4 11, p. DGD, citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3GG, n. 32. 142 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3GD.. 143 (irolamo !ippomano, Relations des a"bassadeurs v-netiens, ed. Tommaseo /?)oc. in*dits @4 11, p. DGD, citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3GD, n. 3D. 144 (irolamo !ippomano, Relations des a"bassadeurs v-netiens, ed. Tommaseo /?)oc. in*dits @4 11, p. DGD, citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3G;, n. 3;. 145 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3GD.

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+uando nell chiostro del 'alazzo vescovile di Amiens, il Cardinal SolseH pot& ammirare il medesimo sovrano segnare un numero +uasi uguale di pazienti2G;. 1l rito rimase immutato rispetto a +uello praticato in precedenza. 1l sovrano toccava con la mano nuda le piaghe, facendo poi il segno di croce. #i venne per" fissando in +uel tempo la formula che rimase in uso fino a L(igi :I4 !,$-"- ,%,0& , e che il <e pronunciava su ciascun ammalato, Il Re ti tocca& e *io ti guarisce2G6. Nemmeno nella =rancia sconvolta dalle guerre di religione, nella seconda met del secolo 501, gli scrofolosi rinunciarono al rimedio regale, n* i monarchi francesi, seppure, forse, con minor sollecitudine, data la pericolosit dei tempi, si sottrassero al loro dovere. 7nrico I I I !,0%-- ,0/*& ultimo sovrano del ramo 0alois-Angouleme, pur nellinfuriare della guerra civile tra la !ega cattolica dei )uchi di (uisa e i protestanti calvinisti, guidati da suo cugino 9nrico di :orbone, trov" modo di toccare gli scrofolosi in varie circostanze, a 'oitiers il 2D agosto 2D66, festa dellAssunzione, a Chartres almeno nel 2DB2, 2DB3 e nel 2DB;2GB. Con la conversione al cattolicesimo e lascesa al trono, del calvinista 7nrico I4 di Borbone !,0*-- ,$,#& , appartenente ad un ramo collaterale della dinastia capetingia, continu" la tradizione del tocco regio. !a domenica di 'as+ua del 28 aprile 2DCG, poco pi$ di un mese dopo la sua consacrazione /36 febbraio 2DCG4 che avvenne a Chartres, anzich* a <eims, e senza limpiego del crisma della #anta Ampolla, tocc" i malati per la prima volta a 'arigi. #e ne presentarono circa C88, e cos fino alla morte /2;284 non rifiut" mai il rito, non solo nei giorni pi$ solenni fissati dalla tradizione, ma anche in molte altre occasioni meno importanti. Come per i suoi predecessori, gli infermi erano migliaia, nella 'as+ua del 2;8B, per esempio, 9nrico 10 tocc" 23D8 scrofolosi. 1n altra occasione salirono addirittura a 2D88L2GC 1l grand si-cle non fu avaro daltrettanto strepitoso favore che i precedenti secoli alla fama guaritrice dei principi francesi. Anzi, nellepoca della Controriforma, il tocco reale riconferm" il proprio prestigio. !e cifre sono pi$ elo+uenti delle parole, L(igi :I I I !,$,#- ,$-"& tocca nel 2;22 3328 scrofolosi, 723D nel 2;38. Nella 'as+ua del 2;27 sono ben 2868 gli ammalati che si presentano al !ouvre per il miracolo regio2D8. 1l sovrano compie regolarmente la funzione nelle grandi solennit, 'as+ua, 'entecoste, Natale, o Capo dAnno, talvolta, come per il passato, alla Candelora, la Trinit, lAssunta, Ognissanti2D2. !a cerimonia si svolge in luoghi diversi. A 'arigi, di solito, nella grande galleria del !ouvre, o in una sala bassa della reggia. 'oich* la folla degli infermi & numerosa, il rito & faticoso per il <e fanciullo, salito al trono ancora adolescente, soprattutto a causa del gran caldo, EEgli si sentiva
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. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3G;. %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3GD, e n. 37. 148 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3;D. 149 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3;D, n. 72. 150 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3B3. 151 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3B8.

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un po a aticato, "a non voleva arlo apparire2 Egli si sente deboleF, riporta J*roard, medico personale del monarca2D3. %a il sovrano, a meno che non sia serimente indisposto, non si sottrare mai alla cerimonia. Anche +uando la peste sconsiglia gli assembramenti per non diffondere il contagio, gli scrofolosi si presentano ugualmente a centinaia per accedere al medico regale, EEssi "i perseguitano "olto I si lamenta il <e con un certo sarcasmo I &icono c%e i Re non possono "orire di peste2#ensano c%e io sia un Re di CarteF2D7. Con L(igi :I4 !,$-"- ,%,0& , suo figlio, nulla cambia nella sostanza, a parte latto di venerazione alle reli+uie di #an %arcolfo che - come si disse pi$ sopra - ora erano condotte presso il <e a <eims, prima dellinizio del tocco, senza che il principe si recasse fino al monastero che le custodiva. 1l sovrano, ricorda #aint-#imon, Esi co"unicava se"pre col collare dell=rdine, acciole e "antello, cinque volte lanno, il !abato !anto nella #arrocc%ia, gli altri giorni nella Cappella$ la vigilia di #entecoste, il giorno dellAssunzione, seguita da una gran "essa, la vigilia di =gnissanti e la vigilia di (atale2 e ogni volta toccava gli a""ala+ tiF2DG. #e il rito si svolge nella capitale & cura del (ran 'revosto far affiggere dei manifesti che annunziano levento. Ano di essi recita cos , &a parte del Re e del !ignor *arc%ese di !ouc%es, #revostodell=stello della *aest e >ran #revosto di ,rancia. !i a sapere ad ognuno c%e legge, c%e &o"enica prossi"a giorno di #asqua, !ua *aest tocc%er i *alati di !cro ole, nella >alleria del Louvre, alle ore dieci del "attino, in "odo c%e nessuno possa scusarsi per non es+ serne a conoscenza, e c%e coloro c%e sono a litti da detto "ale, se cosI gli aggrada, abbiano a trovarsI lI. Redatto a #arigi, alla presen+ za del Re, il 8@ "arzo 6@QG. ,ir"ato, &e !ouc%es.6QQ 1l <e #ole nel #abato #anto del 2;;; tocca B88 scrofolosi2D;. Ammalato di gotta la 'as+ua 2;CB, e +uindi impossibilitato a compiere il rito, vede presentarsi a corte la 'entecoste successiva circa tremila infermi. Nella solennit della ##. Trinit, il 33 maggio 2628, vide presentarsi a 0ersailles si accalcano 3G88 scrofolosi. 1l sabato B giugno 262D, invece, vigilia di 'entecoste, tre mesi prima di morire /> 2R settembre 262D4, il sovrano tocc" per lultima volta i malati. (li scrofolosi, nonostante Eil gran+ dissi"o caloreF2D6, sammassarono in circa millesettecento2DB.
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J*roard, Nournal, 11, pp. 73 e 6;, citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3B2, n. G. J*roard, Nournal, 11, p. 376, citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, pp. 3B2-3B3. 154 #aint-#imon, *-"oires, ed. :oislisle, 550111, pp. 7;B-7;C, citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3B8, n. 3. 155 Cfr. Registres da isc%es et publications des Bur-s crieurs de la Ville de #aris, in :N, = GB-;2, citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, pp. 3B8, n. 7. 156 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3B8, n. 2. 157 )angeau, Nournal, ed. #ouli*, 0, p. 7GB, citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3B3, e n. C. 158 1vi, 50, p. G73, citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3B3.

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Come per il passato, i pazienti che accorrono a farsi benedire dal <e appartengono a svariate nazioni europee. 0ediamo cos Etanto !pagnoli, #ortog%esi, Italiani, )edesc%i, !vizzeri, ,ia""ing%i, c%e ,rancesiF, i +uali, durante il regno di L(igi :I I I , a #aint-(ermain-en-!aHe, la 'entecoste del 2;2B, si schierano Elungo tutto il gran via+ le e sotto il oglia"e del parcoF2DC in attesa del principe medico. (li ecclesiastici non disdegnano la cerimonia. Tre gesuiti portoghesi sono tra i malati il 2D agosto 2;38, festa dellAssunta2;8. (li spagnoli, comun+ue, sono gli stranieri pi$ numerosi. 'er +uesto il cerimoniale prevedeva che fossero i primi ad essere beneficiari del tocco regale2;2.

II. 12. , Il tocco regio in e oca moderna@ lInghilterra !81,81II secolo&


Col declinare del %edioevo, durante la seconda met del secolo 50, listituzione monarchica in 1nghilterrra entr" in una grave crisi. Ana lunga guerra dinastica, infatti, la -&erra !e##e D&e Rose, vide scontrarsi per parecchi decenni i due rami /+uello di !ancaster della <osa <ossa, e +uello di `or\ della <osa :ianca4 della casata reale anglo-normanna dei 'lantageneti. 1 sovrani tuttavia continuarono ad offrire alle popolazioni il loro taumaturgico beneficio. A riguardo di 7nrico 4I di Lancaster !,-))- ,-$,B ,-%#- ,-%,& cos scrive il dotto giurista #ir Uohn =ortescue, suo sostenitore, EAl contatto delle sue "ani purissi"e 2 si vedono ancor oggi i "alati so erenti del "ale reale, quelli stessi per i quali i "edici %anno disperato, recuperare, per intervento divino, la salute tanto desiderata0 attraverso di ci l=nnipotente viene lodato, perc%- dalla grazia divina deriva la grazia della salute, e i testi"oni di questi atti vengono ra orzati nella loro edelt al Re0 lindubitato titolo di questo "onarca, con lapprovazione di &io, viene cosI con er"atoF2;3. 9gli inoltre, come i suoi predecessori, continu" pure a benedire gli anelli contro epilessia il 0enerd #anto, dopo il rito dellAdorazione della Croce. Cos nel !ibro dei conti di 'alazzo alla data del .* marzo 1 2, si legge, E= erte del !ignor Re, atte al+ ladorazione della Croce il giorno del venerdI santo, in oro e in argento, per arne anelli medicinali, 8Q scelliniF2;7. 1l suo rivale 7doardo I4 !,-%,- ,-/"& benedisse pure gli anelli il 36 marzo 2G;6 e il 2D aprile 2G;B2;G. 1 successori, 7nrico 4I I !,-/0- ,0#*& ed 7nrico 4I I I !,0#*- ,0-%& non furono da meno. !a medesima fonte, il !ibro dei conti di 'alazzo, rammentano che il primo comp sicuramente lantica cerimonia il D aprile 2GC72;D. 9n159 160

U. :arbier, &e "iraculeu9 e ects, p. 3D, citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3B3. J*roard, ms frana. G83; fol. G72v, citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, pp. 3B3, e n. 27. 161 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3B7. 162 #ir U. =ortescue, &e titulo co"itis *arc%iae, c. 5, p. 68, citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. B7. 163 Citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 7GC, n. 7C. EIn oblacionibus do"ini Regis actis ad orandu" cruce" die #arasceves in Auro et ar+ gento pro Anulis "edicinalibus inde iendis MMV s.F. 164 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 7GC, n. 76. 165 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 7GC, n. 76.

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rico 0111, invece, vi si dedic" il 3C marzo 2D73, E#er o erte del !ignor Re atte adoran+ do la croce il giorno del VenerdI !anto e per il riscatto, dovendo arne anelli "edicinali, oro e argento, 8Q scelliniF2;;, e l22 aprile 2D772;6. 1 regni di +uesti ultimi sovrani, nel corso del secolo 501, sono poveri di notizie relativamente alla fre+uenza del tocco guaritore. !a documentazione, invece, sullo svolgersi della cerimonia & relativamente abbondante, e permette di notare le differenze dal contemporaneo rito francese. Comune ai due riti era lofferta da parte del monarca di unelemosina ai sofferenti. 1n terra inglese +uesto elemento secondario assunse, almeno dai tempi di 7nrico 4I I !,-/0- ,0#*& una caratteristica peculiare. !elemosina del sovrano infatti si fiss" in una moneta doro dal peso di cin+ue grammi, che portava impressa da un lato leffigie di #an %ichele Arcangelo, e dallaltro la Croce. 9ra detta volgarmente angel2;B. 1l rito inglese in et moderna prevedeva prima della cerimonia vera e propria, la recita da parte del #ovrano del Con iteor, lassoluzione impartita dal cappellano, e la lettura di due brani evangelici, il primo, tratto da #an %arco, rievocava il potere taumaturgico del <edentore, il secondo era lIncipit di +uello di #an (iovanni, assai in uso nelle formule di benedizione2;C. 1l <e riceveva i malati, a differenza del suo collega francese, seduto sul trono. An ecclesiastico glieli conduceva uno ad uno. Allora il <e li toccava, passando la mano nuda sulle piaghe. Concluso il tocco vero e proprio, i malati ripassavano una seconda volta. 1l <e li benediceva, sempre uno ad uno, facendo sulle piaghe il segno della croce, mentre teneva fra le dite la moneta doro, langel, gi preparata con un foro e munita di nastro, che poi appendava al collo dello scrofoloso268. Cos , nella liturgia dOltremanica, lelemosina divenne un elemento accessorio, ma integrante del rito. Maria I la Cattolica !,00"- ,00/& modific" la scritta che si leggeva sullesergo della moneta, e sostitu la frase E#er Cruce" tua" salva nos C%riste Rede"ptorF -Cristo <edentore, salvaci con la Tua Croce. con un motto che appariva pi$ appropriato al miracolo reale, EA &o"ino actu" est istud, et est "irabile in oculis nostris F262 ->uesto & stato compiuto dal #ignore, ed & una cosa meravigliosa ai nostri occhi.. 1n +uesto periodo, tuttavia, il rito inglese entr" in una nuova e convulsa fase. %olti principi che lo praticarono non era pi$ cattolici, avendo aderito agli errori delleresia protestante. >uesta singolare situazione non pot* non recare i suoi effetti anche sulla cerimonia del tocco. 7nrico 4I I I !,0#*- ,0-%& con lo scisma, comp il primo passo verso la rottura completa col Cattolicesimo. #uo figlio e successore 7doardo 4I !,0-%- ,00"& educato nel Calvinismo, attu" nello sventurato regno una persecutoria politica anti-cattolica, ed oper" una riforma liturgica in tal senso, promossa da Thomas Cranmer, che previde, tra laltro,
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Citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 7D8. EIn oblacionibus do"ini Regis actis in adorando cruce" die #arasceves et pro re"e"ptione", Anulis "edicinalibus inde iendis, auru" et argentu", in ra te"pus %uius co"poti MMV s.F. 167 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 7GC. 168 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. BG. 169 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3G6. 170 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3G6. 171 #almo C5011, v. 37.

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labolizione nel 2DGC dellantico rito dellAdorazione della Croce. 7doardo, tuttavia, non smise, n* di consacrare gli anuli "edicinales contro lepilessia, n* di toccare i malati "ore antiquo, mantenendo persino, cosa inconcepibile per un calvinista, il segno della croce. 1l lealismo monarchico era evidentemente troppo forte nel principe malaticcio per cedere su +uesto punto. Cos egli benedisse sicuramente i cra"p+rings lB aprile 2DG6, come attesta il gi citato !ibro dei conti di 'alazzo, E#er le o erte atte dal !i+ gnor Re adorando la Croce secondo unantica usanza e ceri"onia il VenerdI !anto e loro e largento per il riscatto per gli anelli "edicinali da benedire, i"porto di 8Q scellini F263 e, poco prima della morte, il 72 marzo 2DD7. Con Maria la Cattolica !,00"- ,00/& come sappiamo da altre fonti, i riti guaritori continuarono, ma mentre il tocco avr ancora un lungo futuro, il rito del 0enerd #anto mor con +uella sovrana, poich* 7lisabetta I !,00/- ,$#"& non lo esegu mai durante il suo lungo regno. Come il fratellastro 7doardo 4I , 7lisabetta , pur avendo aderito alleresia, mantenne +uasi integralmente il rito del tocco nella sua veste Npapista, segno della croce incluso. #accontent" - pare I di far eliminare una preghiera accessoria che accennava alla 0ergine e ai #anti, e a far tradurre il rituale in lingua inglese267. T conservata +ualche cifra del numero di ammalati che si accostava alla sanguinaria sovrana, il 2B luglio 2D6D a Velin]orth tocc" nove scrofolosi, mentre il 0enerd #anto del 2DC6 /X4 furono in 7B ad accostarsi ad 9lisabetta26G. Alla sua morte, avvenuta nel 2;87, sal sul trono inglese un principe scozzese, educato nel pi$ puro calvinismo e lontano cugino dellultima Tudor, Giacomo I St(art !,$#"- ,$)0& figlio di %aria #tuarda. 9gli si rifiut", in occasione della sua solenne incoronazione, dessere unto con lolio donato dalla 0ergine a #an Tommaso :ec\et. )omand" poi dessere dispensato dalla cerimonia del tocco. EE per anco vero I scrive un anonimo informatore al 0escovo di Camerino, nunzio in =rancia, nel gennaio 2;8G I c%e il Re dal principio della sua entrata nel Re+ gno dIng%ilterra desider e do"and queste tre cose 2 8\ di non toccare le scro ole, non volendosi vana"ente arrogare tal virt4 et divinit di potere col solo tatto guarire le "alat+ tie 2 intorno alle quali do"ande u risposto dalli consiglieri, c%e non poteva !ua *aest senza suo gran pericolo e del Regno uggir queste coseF26D. 1l <e vi fu +uindi +uasi costretto dai suoi consiglieri inglesi. Nellottobre del 2;87 comp riluttante il suo primo tocco, EIl Re sabbia questi giorni intricato I riferisce il medesimo informatore I in quello c%e aveva di are intorno a certa usanza antica dei Re dIng%ilterra di sanare glin+ er"i del "orbo regio, et cosI essendogli presentati detti in er"i nella sua antica"era, ece pri"a are una predica per un "inistro calvinista sopra quel atto, e poi lui stesso disse c%e se trovava perplesso in quello c%aveva di are, respetto c%e delluna parte non vedeva
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%. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 7D8, n. G8. EIn oblacionibus do"ini regis secundu" antiqua" consuetudine" et ordine" pro ad%orando cru+ ce" die #arasceves et pro rede"ptione" Anuloru" *edicinaliu" inde iendibus auru" et argentu", in ra te"pus %uius co"puti MMV s.F, 173 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, pp. 3DB-3;8. 174 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3;8, n. 2D. 175 !ettera di un anonimo informatore al 0esc. di Camerino, nunzio in =rancia /gennaio 2;8G, in Arch. 0aticano, ,rancia (unziatura, t. 5!15, fol. 33, citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3;2, nota 32.

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co"e potessero guarire glin er"i senza "iracolo, et gi li "iracoli erano cessati et non se ne acevano pi40 et cosI aveva paura di co""ettere qualc%e superstizione0 dallaltra parte, essendo quella usanza antica et in bene icio delli suoi sudditi, se risolveva di provarlo, "a sola"ente per via dorazione la quale pregava a tutti volessero are assie"e con lui0 e con questo toccava alli in er"i. Vedre"o presto le etto c%e seguir. !i vedeva c%e quando il Re aceva il suo discorso spesse volte girava gli occ%i alli "inistri !cozzesi c%e stavano appresso, co"e aspettando la loro approvazione a quel c%e diceva, avendolo pri"a con eri+ to con loroF26;. >uello non fu lunico tocco dello #tuart, che anzi da allora lo pratic" costantemente. Apport" tuttavia alcune modifiche di pretto stampo calvinista allantico cerimoniale. >uando infatti i malati ripassavano dal re, dopo essere stati toccati, Giacomo si limitava ad appendere al collo la moneta doro, senza tracciare il segno di Croce sulle piaghe. Cos +uellantico gesto, cos profondamente cattolico, venne abolito. !a Croce scomparve anche dagli angels, ove era raffigurata su uno dei versi della moneta. Come pure ne venne modificata la legenda, che si ridusse alla pi$ banale, Luesto / sta+ to co"piuto dal !ignore, sopprimendo, ed / una cosa "eravigliosa ai nostri occ%i266. #uo figlio Carlo I !,$)0- ,$-*& educato nellanglicanesimo, non ebbe gli scrupoli del padre nellesercitare la prerogativa taumaturgica. Come in =rancia, la Corte pubblicava e faceva affiggere gli avvisi che indicano il luogo e la data del tocco. Cos Carlo tocc" il 27 maggio e 2B giugno 2;3DK il 26 giugno 2;3BK il ; aprile e 23 agosto 2;78K il 3D marzo, 27 ottobre, B novembre 2;72K il 38 giugno 2;73K l22 aprile 2;77K il 38 aprile, 37 settembre, 2G dicembre 2;7GK il 3B luglio 2;7DK il 7 settembre 2;7626B. 1l rito & il medesimo dei tempi di 7lisabetta I e di Giacomo I . 1l numero dei malati & notevole. %olti cercano addirittura dessere toccati due volte, probabilmente attirati dalla generosa elemosina in oro. 'er +uesto il proclama del 1. ma((io 162) ordina che glinfermi si presentino al rito con un certificato attestante la loro condizione rilasciato dalla parrocchia dorigine. 1noltre le parrocchie dovevano tenere un re(istro ove trascrivere i nomi dei beneficiati26C. Come in =rancia, anche a !ondra, il malato dove superare una visita medica preventiva che ne accerti la patologia. 1l medico di servizio distribuiva poi ai pazienti un gettone metallico, che serviva come biglietto dentrata2B8. Nel 2;77, la funzione religiosa per la guarigione delle scrofole fece la sua comparsa ufficiale nel 'oo< o Co"+ "on #ra5er I il libro di preghiere della Chiesa Anglicana2B2. Che il taumaturgo reale riscuotesse ancora successi, dimostra la lettera del 78 aprile 2;72 inviata da !ord Uohn 2R :arone 'oulett /2DB;-2;GC4 un calvinista, al #egretario di #tato, !ord )orchester, grazie ai buoni uffici del +uale la figlioletta di 'oulett, devastata dalle scrofole, era stata sollecitamente presentata al #ovrano e guarita,
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9stratto da una lettera anonima dellB ottobre 2;87, citata in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3;3, nota 33,. %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3;3, e nota 3G. 178 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3B6, nota 3D. 179 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3B6, nota 3;. 180 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3B6, nota 3;. 181 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3B6, nota 36.

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EIl ritorno di una bi"ba "alata cosI sollevata dal "ale a rivivere un padre "ala+ to2 / stata una grande gioia per "e c%e !ua *aest si sia degnata di toccare la "ia po+ vera ba"bina con le sue "ani benedette0 cosI con laiuto della benedizione di &io, egli "i %a reso una iglia c%e avevo cosI poca speranza di salvare, tanto c%e avevo dato istruzioni per arne riportare il cadavere2 essa / tornata sana e salva0 la sua salute "igliora di giorno in giorno0 la sua vista "i d ogni volta loccasione di ricordar"i la graziosa bont di !ua *aest verso di lei e verso di "e e di renderle grazie in piena u"ilt e gratitudi+ neF2B3. !ord 'oulett, durante la guerra civile, si schier" apertamente per il partito del <e. 9splose infatti il conflitto intestino tra i partigiani della monarchia e i fanatici calvinisti repubblicani di Crom]ell. Nel 2;G6, gli scozzesi consegnarono ai puritani il sovrano. >uesti venne condotto a !ondra per essere giudicato dal 'arlmento. )urante il viaggio, gli ammalati gli si affollavano attorno per farsi toccare, portando essi stessi le monete da appendere al collo, poich* il <e nelle mani dei suoi implacabili nemici non poteva certo disporne. 1 Commissari del 'arlamento, tutti di fede calvinista, cercavano vanamente di tener lontana la folla. >uando Carlo venne rinchiuso a JolmbH, si rivide la medesima scena. !a Camera dei Comuni decise allora dintervenire drasticamente, nella consapevolezza di +uanto +uel rito parlasse contro la pretesa di giudicare il <e. 1l 33 aprile 2;G6 venne istituita una Commissione incaricata di redigere una &ic%iarazione destinata ad essere di usa tra la gente in "erito alla !uperstizione del )occo2B7. 1l <e venne giustiziato il 78 gennaio 2;GC. )urante la dittatura di Crom]ell, nessuno toccava pi$ in 1nghilterra. Carlo I I !,$-*- ,$/0& esiliato sul continente, proseguiva tuttavia la pratica guaritrice. An ingegnoso commerciante organizzava viaggi per condurre gli scrofolosi inglesi e scozzesi verso le citt olandesi dove il sovrano era solito soggiornare2BG. !a <estaurazione della monarchia che segu allingloriosa fine della sanguinaria dittatura puritana /2;GC-2;DC4 comport" pure la restaurazione del rito guaritore, da secoli una delle prerogative pi$ illustri dei <e britannici. 1l 78 maggio 2;;8, poco dopo che il 'arlamento aveva fatto atto di sottomissione al #ovrano, +uesti, ancora in Olanda, nella citt di :reda, comp una cerimonia del tocco assai solenne. Appena rientrato in patria, i malati corsero a lui in massa. 1l 37 giugno nella #ala dei :anchetti di Shitehall, Carlo accost" pi$ volte la mano consacrata ai pazienti2BD. 1l monarca, consapevole di +uanto la singolare cerimonia, dopo i torbidi del regime repubblicano, fosse adatta a ravvivare la fede nella monarchia, comp assai coscienziosamente il suo dovere di medico reale. 9gli toccava gli scrofolosi tutti i venerd , almeno allinizio del regno. 1l cerimoniale era sempre +uello modificato da suo nonno, mentre la moneta doro con corso legale, langel, fu sostituita con una medaglia doro appositamente coniata per loccasione.
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Citata in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3BC, nota 72. %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3C2, nota 7G. 184 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, pp. 3C2-3C3. 185 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3C3, nota G2.

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!e cifre del tocco sotto Carlo I I sono impressionati. T stato infatti calcolato sulla base di documenti inoppugnabili che il monarca tocc" nel corso del suo lungo regno !,$$#- ,$/0& %o% me%o !i 1**.*** amma#ati2B;L )al maggio 2;;8 al settembre 2;;G sono circa 37.888 personeK dal 6 aprile 2;;C al 2G maggio 2;62 si presentarono a Corte in ;;;;K dal 23 febbraio 2;BG al 2R febbraio 2;BD in ;;282B6. A Shitehall non si accalcavano solo inglesi e scozzesi, comera naturale, ma pure tedeschi, olandesi, francesi, e molti coloni americani, provenienti dalla 0irginia e dal Ne] Jampshire2BB.

II . 1. , La fine del tocco reale inglese !81III,8I8 secolo&


Con la temporanea caduta della monarchia ad opera dei settari calvinisti di Crom]ell (16 <,166*" pure cess" in terra inglese, se pur momentaneamente, la cerimonia delle scrofole. !o spirito protestante infatti non poteva che veder di malocchio la sopravvivenza dun rito marcatamente Npapista e cattolico. (li #tuart, daltra parte, una volta reinsediati sul trono /2;;84 edotti dalla severa lezione della guerra civile, compresero che il pi$ saldo appoggio e sostegno della monarchia restaurata era il ritorno alla religione cattolica. !eresia protestante infatti aveva dimostrato a sufficienza, nella sua sanguinaria versione puritana, lodio antimonarchico. #e infatti la nuova dottrina eterodossa postulava linutilit della mediazione della Chiesa docente in ordine alla retta pratica cristiana, a maggior ragione, inutile e nociva era pure la mediazione politico-sociale rappresentata dallistituto monarchico nellordine temporale. Ci si era sbarazzati dellautorit spirituale, forse, per sottomettere la religione - ragionavano coerentemente i fautori di Calvino - ad un potere terreno, ad una Chiesa di #tatoX (li #tuart compresero la gravit della situazione, e, prima timidamente, poi con maggior convinzione, improntarono la loro politica religiosa al ritorno in seno alla Chiesa romana. 9ra noto che Carlo I I era morto Npapista. #uo fratello e successore, Giacomo I I !,$/0- ,$//B C ,%#,& sera convertito al cattolicesimo romano prima della salita al trono. Era i# 0rimo so'ra%o catto#ico i%(#ese !ai tem0i !i Maria 1(dor /2DD72DDB4. 1l rito inglese delle scrofole rientr" cos nel suo alveo naturale. Giacomo non manc" al suo dovere di guaritore. )al marzo al dicembre 2;BD tocc" GGG3 scrofolosi. 1l 3B e il 78 agosto 2;B6, nel coro della cattedrale di Chester, gli saccostarono rispettivamente 7D8 e GD8 ammalati2BC. )al 2;B; il clero cattolico, anzich* +uello anglicano, lo assisteva nel rito. 1l messale cattolico in latino dei tempi di 7nrico 4I I /b2D8C4 venne ristampato.
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%. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3C7, nota GB.. %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3C7. 188 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3CG. 189 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 783

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Giacomo pensava addirittura di resuscitare la cerimonia di benedizione dei cra"p+rings, +uando la reazione protestante guidata da -&(#ie#mo !$Ora%(e, marito di %aria #tuart, figlia anglicana di primo letto del sovrano, lo costrinse allesilio /-#o, riosa Ri'o#&zio%e4 16;;4. !usurpatore, calvinista convinto, non volle saperne di toccare le scrofole. An articolo di cronaca della E(azette de =ranceF datato 3B aprile 2;BC riferiva, EIl G di questo "ese il principe d=range %a desinato presso *5lord (eRport. Luel giorno, secondo lusanza ordinaria, egli avrebbe dovuto co"piere la ceri"onia del tocco dei "alati e lavare i piedi a "olti poveri. *a egli dic%iar c%e credeva c%e queste ceri"onie non era esenti da superstizione0 e diede sola"ente ordine c%e venissero distribuite le ele"o+ sine ai poveri secondo lusanzaF2C8. -&(#ie#mo era salito al trono, dopo la breve guerra civile, chiamatovi dalla fazione calvinista, che mal tollerava, dopo la nascita a Giacomo di un erede cattolico, che l1nghilterra fosse governata da una dinastia Npapista. !o #tuart aveva infatti sposato nel 2;67, dopo la morte della prima moglie anglicana, che gli aveva dato due figlie, pure educate nella religione protestante /%aria ed Anna4, la duchessa Maria Ceatrice !$Este (16);,1+1;", da cui aveva avuto Giacomo I I I , detto il (ran 'retendente. )opo la morte di G(gliemo I I I !,$//- ,%#,& , sal al trono inglese 'nna St(art !,%#)- ,%,-& , figlia protestante di Giacomo I I . 'nna ripristin" il tocco reale nel marzo-aprile 2687, seppure con una cerimonia ancor pi$ semplificata rispetto al passato, i malati passavano davanti al sovrano una sola volta, ricevendo immediatamente dopo il tocco la medaglia che ricordava levento2C2. 1l 12 a0ri#e 1+1 , pochi mesi prima di morire, la regina tocc" gli scrofolosi per lultima volta. =u anche lultima volta che la cerimonia ebbe luogo nellisola2C3. !a cricca protestante che dominava la Corte, ottenne che il fratellastro cattolico di Anna #tuart, che viveva in esilio sul continente, Giacomo I I I , il (ran 'retendente, fosse escluso dalla successione. 0enne chiamato a regnare sull1nghilterra un lontano cugino degli #tuart, Giorgio I !,%,-- ,%)%& , principe elettorale dellJannover, pure protestante. 9gli non tocc" mai le scrofole. Giacomo I I tuttavia continu" a compiere il rito guaritore nel suo esilio francese, a 'arigi e #aint-(ermain, ove mor nel 26822C7. #uo figlio Giacomo I I I !,$//,%$$& fece lo stesso. (li #tuart cattolici, infatti, si consideravano i legittimi sovrani della (ran :retagna, e, come tali, non mancarono al loro officio di <e guaritori. (iacomo 111 tocc" i malati a 'arigi, Avignone, :agni di !ucca e <oma2CG. 1 sudditi inglesi intraprendevano lunghi viaggi per raggiungere i loro sovrani spodestati, ma ancora dotati del singolare privilegio taumaturgico. Nel 262; il (ran 'retendente sbarc" in #cozia per tentare la ricon+uista del trono. 0i tent" di nuovo
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Citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 787, nota ;. %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 787, e nota B. 192 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 78G. 193 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 78D, nota 2D. 194 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 78D, nota 2D.

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nel 26GD Carlo 7doardo il Gio6ane Pretendente !,%)#- ,%//& , figlio di Giacomo I I I , ma dopo promettenti inizi, dovette ritornare nel suo esilio italiano. #ucceduto al padre, Carlo 7doardo prosegu ad accogliere gli scrofolosi. Tocc" a =irenze, 'isa ed Albano nel 2668 e nel 26B;. Alla sua morte, non avendo avuto figli, gli successe il fratello minore 7nrico I: !,%)0- ,/#%& 0escovo di Tuscolo e Cardinale di `or\, che non dimentic" il celebre rito e lo pratic" a <oma fino alla morte avvenuta nel 1;*+. Con lui sestinse la casata reale degli #tuart e cess" definitivamente il tocco guaritore operato da principi inglesi2CD. !a fine del tocco nel <egno d1nghilterra era in certo senso strettamente connesso alla concezione politica rivoluzionaria che vi prese piede. Nota giustamente %arc :loch, ELa >ran 'retagna dovette il consolida"ento del suo regi"e parla"entare, allav+ vento, nel 6G6A, di un principe straniero, c%e non poteva appoggiarsi n- al diritto divino n- su alcuna popolarit personale. >li dovette anc%e, certa"ente, d)a er eliminato& pi! presto c.e in /rancia& l)elemento soprannaturale dalla politica "ediante la sop+ pressione del vecc%io rito, nel quale sespri"eva cosI per etta"ente la regalit sacra dei vecc%i te"piF2C;.

II. 1 , La fine del tocco reale in 3rancia !81III,8I8 secolo)


Nel corso del secolo dei Nlumi la cerimonia del tocco regio non perse nulla della propria notoriet. L(igi :4 !,%,0- ,%%-& il 3C ottobre 2633, giorno della sua consacrazione, trov" una folla di duemila scrofolosi ad attenderlo nel parco di #aint-<*mi a <eims2C6. Almeno in tre occasioni il sovrano, a causa della sua cattiva condotta, si vide rifiutare dal confessore laccesso alla Comunione /'as+ua 267C, 'as+ua 26G8 e Natale 26GG4 di modo che non esercit" il tocco. L(igi inoltre modific" leggermente, probabilmente senza alcuna intenzione recondita, la formula tradizionale che accompagnava il venerando rito. Anzich*, come per il passato, dire, Il Re ti tocca, e &io ti guarisce /con il modo indicativo4 egli pronunci", Il Re ti tocca, &io ti guarisca /al condizionale4, espressione che rimase in uso anche presso i successori. )inanzi al progredire dellincredulit insufflata dall9nciclopedismo scettico ed anti-cristiano dei seguaci di 0oltaire, i fedeli monarchici inviavano spesso a Corte i certificati di guarigione. Cos , poco dopo lincoronazione di L(igi :4 /ottobre 26334 il %archese dArgenson, amico di 0oltaire e intendente reale nellJainaut, venne a conoscenza di una guarigione miracolosa,
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%. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 786. %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, pp. 78C-728. 197 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 78C.

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EAlla consacrazione del Re a Rei"s I scrive nelle sue *-"ories I un uo"o dAve+ snes, c%e aveva scro ole terribili, and a arsi toccare dal Re. Egli guarI per etta"ente, in+ tesi dir questo. Io eci are un processo e presi in or"azione del suo stato precedente e sus+ seguente, il tutto ben autenticato. ,atto ci, inviai le prove di questo "iracolo a &e La Vrilli-re, segretario di !tato della provinciaF2CB. L(igi :4I !,%%0- ,%*"& , incoronato il 6 luglio 266D, non fu da meno. )ovette toccare 3G88 ammalatiL Anche per lui abbiamo dei certificati di guarigione che attestano la permanenza del miracolo reale. An tal <*mH <ivi&re, parrocchiano di %atougues, fu toccato dal sovrano a <eims in +uelloccasione. <iac+uist" la salute. !intendente della provincia, <oull* dOrfeuil, il 26 novembre 266D fece stendere un certificato sottoscritto dal risanato, dal medico locale e dal parroco. Tra il novembre e il dicembre del medesimo anno vennero stilati altri +uattro certificati di guarigione riguardanti +uattro ragazzi guariti dopo la cerimonia reale2CC. 1l monarca continu" certamente, come i suoi avi, a toccare i malati nelle grandi solennit. 'oi venne il 26BC e la prigionia. 1nfine, nel gennaio 26C7, la ghigliottina pose fine alla sua vita. 1l tocco per" non mor con lui, ma sopravvisse alluragano rivoluzionario, e rifece capolino nel nuovo secolo. Nel 1;2), a differenza del fratello L(igi :4I I I !,/,-- ,/)-& , che non volle essere consacrato a <eims, Carlo : !,/)-- ,/"#& fedele ai propri convincimenti realisti, decise di rinnovare lantica liturgia. Cos venne unto e incoronato "ore anti+ quo con il Crisma della #anta Ampolla. Come un tempo, gli scrofolosi si presentarono al sovrano per essere toccati, ma +uesti rifiut", limitandosi a far loro una generosa elemosina, E*olte persone erano davviso di soppri"ere questa ceri"onia per togliere un prete+ sto alle derisioni dellincredulit, e si diede ordine di ri"andare gli scro olosi. Essi si la+ "entarono, il Re invi una so""a di denaro da distribuir loro. Essi dissero c%e non era a atto ci c%e volevano. Labate &esgenettes, allora #arroco della parrocc%ia delle *issio+ ni Estere, pi4 tardi #arroco di (]tre+&a"e de la Victoire, c%e era alloggiato a !aint+ *arcoul, vedendo la loro desolazione, si rec a perorare la loro causa, e il re annunzi la sua visita per il :6 "aggio allospizio. I "alati urono visitati dal sig. (o^l, "edico del+ lospizio, e dal sig. &upu5tren, pri"o c%irurgo del re, a ine di non presentare c%e i "alati vera"ente colpiti da scro ole. Ri"asero cento trenta. Essi urono presentati successiva+ "ente al Re dai dottori Alibert e )%-vent de !aint+'laise. Il Re li tocc pronunciando la or"ula tradizionale. Il pri"o guarito u un anciullo di cinque anni e "ezzo, >iovanni 'attista Co"us0 egli aveva quattro piag%e0 la seconda u una giovine sedicenne, *arie+ Clarisse ,anc%er"0 essa aveva una piaga scro olosa alla guancia in dallet di cinque anni. La terza, !usanna >r-visseau9, di undici anni. Essa presentava delle piag%e e dei tu"ori scro olosi. La quarta, *aria Elisabetta Colin, di nove anni, aveva "olte piag%e. La quinta, *aria Anna *at%ieu, danni cinque aveva un tu"ore scro oloso e una piaga
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)Argenson, *-"ories, 1, 382, citato in 9. )elassus, Il proble"a dellora presente. Antagonis"o tra due civilt, vol. 11, 'iacenza, Cristianit, 2C66, p. ;22. Cfr. %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 722. 199 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, pp. 722-723.

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nel collo. !i stese processo verbale di queste guarigioni e si aspett cinque "esi pri"a di c%iuderlo e di pubblicarlo, per assicurarsi c%e il te"po le con er"asseF388. Nonostante il felice esito della mano sovrana, lo spirito incredulo del tempo prevalse. Carlo : non rinnov" pi$ il rito venerando. 'ochi anni dopo, nel luglio 2B78, la marea rivoluzionaria rinascente lo travolgeva. Cessava cos con lantica cerimonia delle scrofole, anche la monarchia legittima di =rancia.

II. 1) - Il tocco regio e la teologia


#an Tommaso dA+uino, nel suo celebre &e Regi"ine #rincipu", ove dimostra leccellenza della monarchia fra le forme di governo, accenna pure alla consacrazione dei <e e alla prodigiosa prerogativa taumaturgica dei sovrani francesi, EIl Re inoltre non solo / tenuto al culto divino co"e uo"o e co"e signore, "a anc%e co"e Re, perc%- i Re sono unti con olio consacrato, co"e risulta c%iaro nel caso dei Re del popolo dIsraele, c%e venivano unti con olio santo dalle "ani dei #ro eti. #erci erano an+ c%e detti .nti del !ignore, per eccellenza di virt4 e di grazia in unione con &io, delle quali dovevano essere dotati. #er questunzione essi ottenevano un certo ossequio e un certo con+ eri"ento donore 123 &i questa consacrazione trovia"o un altro argo"ento dalle gesta dei ,ranc%i, sia dallunzione di Clodoveo, pri"o cristiano tra i Re ranc%i, sia dal tra+ sporto dellolio dal cielo, per "ezzo di una colo"ba0 e con questolio u unto il Re suddetto0 e vengono unti i suoi successori con segni e prodigi e guarigioni di cui sono portatori a causa di questunzioneF382. >uesto passo, anche se ne & stata messa in discussione la paternit del sommo A+uinate, trattandosi pi$ probabilmente di un suo discepolo che aggiust", almeno a partire dal libro secondo dellopera, gli appunti del grande teologo, mostra, come nel secolo 5111, il fatto dellunzione miracolosa dei sovrani di =rancia, e la conseguente facolt medicinale, fossero un fatto ac+uisito dalla scienza teologica stessa. 'apa Pao#o III /1). ,1) <" il D gennaio 2DG6, nella bolla di fondazione dellAniversit di <eims, cita espressamente il miracolo reale, ELa citt di Rei"s, ove i Re Cristianissi"i ricevono dalle "ani dellarcivescovo co"e un bene icio inviato dal Cielo la santa unzione ed il dono di guarire i "alatiF383. Anche uno strenuo difensore dellortodossia cattolica come il padre domenicano Ceato L&i(i !i -ra%ata O.P. (1)* ,1);;" nella Introduction del s5"bolo de la ,e del 2D63 tratta esplicitamente del miracolo reale, E(eppure possia"o sottacere un "iracolo "olto noto in tutto il "ondo, c%e / la vir+ t4 c%e %anno i Re di ,rancia di sanare un "ale contagioso e inguaribile, c%e sono le scro+ ole. Visto c%e quel !ignore ;alla cui #rovvidenza appartiene delargire ri"edi alle sue creature7 tra le in inite erbe "edicinali c%e %a creato per la guarigione delle "alattie dei
200

9. )elassus, Il proble"a dellora presente. Antagonis"o tra due civilt, vol. 11, 'iacenza, Cristianit, 2C66, pp. ;22-;23. Cfr. %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, pp. 723-72D e 778-772. 201 #. Tommaso dA+uino, &e Regi"ine #rincipu", /l. 11, c. 5014, traduzione di <. Tamburini, introduzione e note di '. Tito #. Centi, O', #iena, Cantagalli, 2CB2, pp. 22;-226. 202 ECivitas Re"ensis, in qua C%ristianissi"i ,rancoru" Reges sibi coelitus "issu" !anctae .nctionis, et curandoru" languidoru" "unus, a pro te"pore e9istente Arc%iepiscopo re"ensi suscipiunt, et diade"ate coronantur F, citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 3BD, nota 72.

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nostri corpi, %a voluto c%e per questa ;"alattia7, c%e era inguaribile, ci osse il ri"edio in persone tanto principali e cristianissi"e quali sono i re di ,rancia, successori ed eredi non solo del regno "a anc%e della ede di san Luigi. E c%e questo sia "iracolo si vede per+ c%- non cY/ i"piastro, n- purga, n- salasso, n- qualsiasi altra "edicina, "a guariscono questo "ale solo toccando il "alato e dicendo$ Il re di ,rancia ti tocca, &io ti guarisce. E nel giorno di questa "eraviglia i detti re si con essano e si co"unicano, preparandosi con ogni devozione, perc%- &io operi per loro questa "iracolosa saluteF387. =orse ancor pi$ celebre & laccenno che ne fa in pieno 50111 secolo il Cardinal 'rospero !ambertini /2;6D-26DB4, futuro 'apa Ce%e!etto 8I1 (1+ *,1+);" nel trattato &e servoru" &ei beati icatione et canonizatione, EAd altro genere di "iracolo si ri erisce quello cui ora accennere"o, al privilegio cio/ dei Re di ,rancia di guarire le scro ole. )ale "iracolo non deriva da un diritto eredi+ tario, o da virt4 innata, "a in virt4 di una grazia ad essi graziosa"ente concessa, o al te"po in cui Clodoveo, "osso dalle preg%iere della "oglie Clotilde, si convertI a Cristo, o quando !an *arcol o la ottenne da &io per tutti i Re di ,ranciaF38G.

II. 16 , Il miracolo
1l miraco#o dei <e ha una notevole importanza e valore dottrinali. 0ediamo innanzi tutto cosa si debba intendere per miracolo. 1l miracolo & un fatto sensibile, straordinario e divino. T sensibile nel senso che produce effetti sensibili, ossia conoscibili tramite i sensi. T un segno della <ivelazione divina. Tale segno & straordinario, nel senso che sorpassa lordine della natura creata. 1l miracolo non opera la distruzione, la violazione o la sospensione dellordine o delle leggi di natura, ma & piuttosto una deroga e un certa +ual particolare eccezione a dette leggi, prodotta e causata da uno speciale intervento di )io. 'er +uesto il miracolo & divino, nel senso che )io & lautore del miracolo. #olo )io infatti, che & onnipotente, pu" compiere +ualcosa che supera e sorpassa lordine di natura. )io opera il miracolo sia i""ediata"ente per s/, o "ediata"ente per mezzo delle creature. E;67 La causa principale di tutti i "iracoli / soltanto &io. !olo &io in atti pu operare oltre lordine naturale con la proprio potenza, ovvero co"piere da s/ veri "iracoli. ;87 La causa ministeriale o strumentale del "iracolo / talvolta la creatura libera, ovvero gli angeli, o gli uo"ini. >li Angeli buoni e gli uo"ini santi intervengono o "oral"ente in luendo con le preg%iere, o agendo con autorit in no"e di &ioF38D.
203

!uis de (ranada O.'., Introduction del s5"bolo de la e, parte segunda, c 51, #alamanca, Cornelio :onardo, 2DBB, p. 266. E)a"poco pode"o de+ 9ar de reconocer por "ilagro "u5 notorio a todo el "undo, la virtud que los re5es de ,rancia tienen para sanar un "al contagioso 5 incurabile, que es de los la"parones.F 204 :enedetto 510, &e !ervoru" &ei beati icatione et beatoru" canonizatione , l. 10, parte 1, cap. 111, c. 32, 0enezia, 26BB, p. 26, citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i 2, pp. 33D-33;, nota 38. EAd aliud quodda" genus re erendu" est illud, quod "odo a (obis subnectitur, ad privilegiu" vide+ licet Regu" >alliae stru"as sanandi$ illud quippe non %ereditario iure, aut innata virtute obtenitur, sed >ratia ipsa gratis data, aut cu" Clodoveus Clotildis u9oris precibus per"otus C%risto no"en dedit, aut cu" sanctus *alculp%us ipsa" pro Regibus o"nibus >alliaru" a &eo i"petravitF. 205 Ad. Tan+uereH, !5nopsis )%eologiae &og"aticae ,unda"entalis, t. 1, 'arisiis-Tornaci /:elg.4-<omae, )escl*e et socii, 2CG6, p. 2B7, n. 782. E67 Causa principalis o"niu" "iraculoru" est solus &eus$ solus eni" &eus propria virtute praeter ordine" universale" naturae operari potest, seu per se acere vera "iracula. 87 Causa "inisterialis aut instru"entalis "iraculi est aliquando libera creatura, sive angeli, sive %o"ines. Angeli boni et %o"ines sancti interveniunt vel "oraliter in luendo per orationes suas, vel potestative agendo no"ine &eiF.

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1n ordine alle leggi di natura che deroga, il miracolo & /a4 fisico, Equando si veri+ ica uori dallordine consueto della natura isica, co"e ad ese"pio nella "oltiplicazione dei pani, o nella cura di un lebbrosoF38;K oppure pu" essere /b4 i%te##ett&a#e, se la cognizione si attua al di fuori dellordine consueto della natura intellettuale, come nel caso della profezia, o della cognizione dei pensieri reconditiK o /c4 mora#e, se lazione si produce fuori dalle norme ordinarie della morale, come per esempio nella repentina conversione di #an 'aolo386. 1l miracolo poi va considerato in ordine alla natura che supera, ossia /a4 riguardo alla sosta%za o esse%za, tale effetto non sarebbe in nessun modo possibile alle forze della natura, ma solo a )io, come nel caso della glorificazione del corpo umanoK o /b4 in ordine al so((etto in cui avviene, nel senso che tale effetto potrebbe prodursi dalla natura, ma non in +uel soggetto particolare, come la visione in un cieco natoK /c4 infine in ordine al mo!o, nel senso che tale effetto sarebbe possibile nellordine naturale, ma non in +uanto al modo in cui avviene, come nel caso della guarigione di una malattia operata con il semplice tocco della mano38B. 1nfine, per +uel che riguarda il mo!o o ma%iera co% c&i i# miraco#o s&0era #a %a, t&ra si distingue in 24 miracolo che & sopra la natura, +uando supera assolutamente tutte le forze della natura, come nel caso della risurrezione di un mortoK 34 oltre la na+ tura, se produce effetti che la natura pu" operare, ma non in +uel modo in cui effettivamente si sono operati, come nel caso di una guarigione miracolosaK o 74 contro la natura, +uando si verifica pur permanendo la disposizione contraria della natura, come nel caso dei tre fanciulli rimasti illesi nella fornace38C. 1 veri miracoli provano con assoluta certezza lorigine divina della <ivelazione. ERipugna in atti, da un punto di vista "eta isico, c%e &io, la verit per essenza, con er"i co"e vero ci c%e / also. Luindi se la religione in cui avore si opera il "iracolo osse alsa, &io approverebbe co"e vera tale religione, poic%- il "iracolo, potendo essere operato solo da &io, / co"e il divino sigillo c%e testi"onia lorigine divina della religione. U!i deve in atti sottolineare Z insegna !an )o""aso Z c%e nessun vero "iracolo avviene senza il concorso della potenza di &io, e c%e &io non / "ai testi"one della "enzogna. &ico quindi c%e, quando un "iracolo avviene in prova di una dottrina predicata, necessa+ ria"ente quella dottrina / veraVF328. !a #acra #crittura infatti mostra i miracoli come prova certissima della missione divina di +ualcuno o della dottrina che insegna. Cos %os*, (es$ Cristo, #an 'aolo compirono miracoli a conferma della origine divina della loro predicazione. 1n ordine allutilit e vantaggio spirituale degli uomini, )io opera il miracolo con due scopi, 24 per dimostrare e provare la santit di un uomoK 34 o 0er co%fermare #a 'erit2 i%se(%ata.
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Ad. Tan+uereH, !5nopsis )%eologiae2, t. 1, p. 2BG, n. 787. EQquando it e9tra consuetu" ordine" naturae p%5sicae, v.g., "ultiplicatio panu", curatio leprosi etc.F. 207 Ad. Tan+uereH, !5nopsis )%eologiae2,t. 1 K p. 2BG, n. 787. 208 Ad. Tan+uereH, !5nopsis )%eologiae2, t. 1, p. 2BG, n. 78G. 209 Ad. Tan+uereH, !5nopsis )%eologiae2, t. 1, pp. 2BG-2BD, n. 78D. 210 Ad. Tan+uereH, !5nopsis )%eologiae2, t. 1, p. 2CC, n. 73;. E*etap%5sice repugnant, &eu" esentialiter veritate", ut veru" con ir"are quod est erroneu". #orro, si religio in cuius avore" "iraculu" patratur esset alsa, &eus ipse %anc religione" tanqua" vera" approbaret0 quia "iraculu", quia a solo &eo e ici queat, est sicut divinu" sigillu" testi icans divina" religionis origine". Est aute" attendendu" Z inquit !. )%o"as Z quod nullu" veru" "iraculu" it nisi virtute divina0 et quod nunqua" &eus est testis "endacii. &ico ergo quod, quandocu"que "iraculu" it in testi"o+ niu" doctrinae praedicatae, necessariu" est doctrina" illa" esse vera"F.

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EIl "iracolo prova e di"ostra la verit della religione non intrinseca"ente, ossia tra"ite prove e argo"enti scienti ici, "a estrinseca"ente di"ostrando la sua divina origi+ ne$ se in atti una certa religione / insegnata da &io, necessaria"ente deve essere vera. CosI si co"prende co"e un atto contingente con er"i e provi li""utabile verit di qual+ c%e dottrina. )uttavia, a inc%- il "iracolo abbia tale valenza probatoria, occorre assolu+ ta"ente c%e si veri ic%i a con er"a della religione. *ancando in atti ogni vincolo tra il "iracolo e la dottrina, il "iracolo non sarebbe a atto il sigillo di &io apposto sulla dottri+ na F322.

II. 1+ , Il miracolo reale


!e guarigioni miracolose operate dai <e di =rancia ed 1nghilterra sono prove e conferme della verit della cattolica religione. Ogni vero miracolo, lo si & visto, attesta lorigine divina della <ivelazione. Che si tratti di un vero miracolo, poi, non mette conto dilungarsi troppo. Non occorrono lunghe dis+uisizioni per ritrovare, infatti, anche nel miracolo reale, le note caratteristiche, in +uanto fatto sensibile, straordinario e divino. 'er secoli ognuno pot* constatare il potere e la prerogativa medicinale di uomini che non erano medici. #olo il tocco della mano era sufficiente per ottenere la guarigione delle scrofole, malattia esternamente visibile, contagiosa e incurabile. 1l modo della guarigione appariva a tutti come non ordinario. 1l miracolo regio, tuttavia, & troppo singolare, sia per la sua continuit nel tempo, sia soprattutto per chi ne era protagonista ed attore, per non trarne altre logiche deduzioni. Chi infatti operava tale miracolose guarigioniX :enedetto 510 sottolinea giustamente che tale facolt non proveniva ai <e di =rancia Eiure %ereditario aut innata virtuteF -per diritto ereditario e per innata virt$.. 9sclude cio& che la miracolosa operazione sia una sorta di dono familiare. T vero infatti che tutti coloro che esercitarono, almeno in =rancia, il tocco guaritore, appartenevano alla medesima famiglia, +uella di Ago Capeto, fondatore della dinastia reale francese. Tuttavia, so#ta%to i <e di +uella famiglia toccarono i malati. 1 :orbone, cos , discendenti da <oberto, ultimo figlio maschio di #an L(igi I: , attesero poco pi$ di tre secoli, prima di toccare le scrofole. !o fecero soltanto +uando salirono al trono di =rancia con 7nrico I4 !,0*-- ,$,#& . 1l caso & ancora pi$ evidente per la monarchia inglese, ove si successero sul trono varie dinastie, legate tra loro da vincoli di parentela pi$ o meno stretti, 'lantageneti, Tudor, #tuart. 1n secondo luogo, non tutti i re di =rancia e d1nghilterra che toccarono gli ammalati erano santi, nel senso tecnico di fedeli cattolici, che praticarono le virt$ cristiane al grado eroico.
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Ad. Tan+uereH, !5nopsis )%eologiae2, t. 1, pp. 2CC-388, n. 736. E*iraculu" religionis veritate" de"onstrat non intrinsece per scienti ica argu+ "enta, sed e9trinsece probando eius divina" origine"0 si eni" religio quaeda" a &eo praedicatur, est necessario vera. Et sic intelliges quo"odo actu" contingens con ir"at et probat i""utabilitate" doctrinae alicuius veritate". .t "iraculu" %oc valore gaudeat, requiritur absolute ut iat in religionis con ri"atione" $ de iciente eni" o"ni vinculo inter "iraculu" et doctrina", "iraculu" non esset quasi sigillu" &ei doctrinae appositu"F.

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Tan+uereH insegna infatti, con #an Tommaso, che lutilit morale del miracolo & duplice, 24 o per comprovare la santit, nel senso sopra indicato, di un fedele, o 34 per dimostrare la verit e lorigine soprannaturale di una dottrina. 1l miracolo delle scrofole persegue proprio tale seconda finalit. !o si ricava considerando lattore del miracolo. Chi compiva lopera guaritrice & il <e. >uesti 'rincipi spesso non erano santi, n* possedevano un dono familiare ereditario, si deve logicamente dedurre che il potere taumaturgico era strettamente legato alla loro prerogativa di sovrani. 1l miracolo reale si rivela cos un miracolo Npolitico. Non lappartenenza familiare, n* la santit individuale, & causa del miracolo, ma la potest politica, lautorit temporale, il fatto di essere <e cristiani.

II. 1; , >na A(estione teologica@ (D (n eretico com iere (n miracoloE


Anobiezione apparentemente insormontabile potrebbe levarsi contro la veracit del rito guaritore. Non & forse vero che, almeno per il <egno d1nghilterra, dei sovrani non cattolici, eretici, esercitarono il tocco medicinaleX >uale credibilit allora pu" avere il rito miracoloso se fu tran+uillamente operato col medesimo successo anche da monarchi nemici dichiarati della Chiesa e da 9ssa formalmente scomunicatiX #e il miracolo & un fatto da tutti constatabile che dimostra e attesta la verit della dottrina cattolica, come & possibile che il medesimo rito, operato da principi cattolici e protestanti, ne sia unattendibile argomentoX 7nrico 4I I I !,0#*- ,0-%& mor scismatico, mentre 7doardo 4I !,0-%,00"&, 7lisabetta I !,00/- ,$#"&, Giacomo I !,$#"- ,$)0&, Carlo I !,$)0- ,$-/& e Carlo I I !,$$#- ,$/0& furono eretici notori, anche se +uestultimo si convert in punto di morte. #olo con Giacomo I I !,$/0- ,$//& , a parte la parentesi di sua figlia 'nna !,%#)- ,%,-& che era anglicana, il rito inglese rientr" pienamente nellambito cattolico per restarvi fino alla morte di 7nrico I: , ultimo principe inglese a toccare i malati /2B864. (i in antico alcuni teologici cattolici, come il gesuita Marti% A%to%io De#rDo nel &isquisitionu" "agicaru" libri se9, risolsero la +uestione negando per i principi eretici la possibilit del miracolo ed avanzando tre spiegazioni non miracolose, 24 luso di medicine da parte del sovrano al momento del toccoK 34 lillusione di guarire da parte chi malato non eraK 74 un prodigio diabolico323. #enza nulla togliere a tali argomentazioni, vorremmo avanzare in via ipotetica unaltra soluzione. Tan+uereH si domanda se sono possibili miracoli nelle altre religioni, EE "eta isica"ente certo I insegna leminente teologo I c%e &io non pu con er+ "are col "iracolo lerrore$ poic%-, se consta con certezza c%e alcuni prodigi siano stati co"piuti a vantaggio dellerrore, tali atti debbono essere attribuiti ai de"oni, c%e dispon+
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%.A. )elr o #.U., &isquisitionu" "agicaru", ed. 2;8;, pp. ;G e ss, citato in %. :loch, I Re )au"aturg%i 2, p. 782, n. 22. E!ed ea cogi"ur di+ cere, vel ictitia, si non vere aegri0 vel ieri p%5sica aliqua vi e"plastroru"0 aut alioru" ad%ibitoru"0 vel e9 pacto tacito vel espresso cu" dae"oneF.

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gono di un qualc%e potenza preternaturale e c%e i"piegano volentieri per perdere le ani"e -Q. !e i atti sono veri, occorre investigare se sono dorigine soprannaturale e divina, o "eno. *olti di essi si spiegano con la rode, la suggestione, le orze straordinarie di cui dispone il diavolo o con le leggi di natura. CosI i "iracoli attribuiti ad Asclepio "olto ve+ rosi"il"ente si devono alla scienza "edica dei sacerdoti. I prodigi avvenuti sulla to"ba del diacono #aris -pseudo-santo dei giansenisti francesi del 50111 secolo. spesso sac+ co"pagnavano a violente convulsioni e atti disonesti, c%e "ani estano leccita"ento ner+ voso. I prodigi degli spiritisti e dei ac%iri spesso procedono da cause naturali F327. 1l grande teologo, +uindi, confermando le assennate affermazioni di )elr o, ammette che un evento straordinario, che per" non & vero miracolo, pu" essere prodotto per intervento del demonio. T possibile che i Nmiracoli inglesi, operati da principi non-cattolici, fossero +uindi il risultato di un influsso preternaturale. #i tratterebbe in +uesto caso di prodigi. Tuttavia I continua Tan+uereH I E&io, talvolta pu operare "iracoli per "ezzo di "inistri c%e pro essano una alsa dottrina, non per approvarne lerrore, "a per pro+ "uovere il bene o una erit0 particolare$ per ese"pio, a lode del no"e di Cristo, c%e invocano, e in virt4 dei sacra"enti, c%e i"piegano. CosI &io avrebbe potuto co"piere veri "iracoli per "ano del sacerdote scis"atico #. >iovanni da Cronstadt a con er"a della presenza di Cristo nellEucaristia0 o per "ezzo di !ad%u !und%ar, o del "onaco !era ino di !arov, per distogliere gli Indiani e i Ruteni dalle superstizioni del paganesi"o e c%ia+ "arli a Cristo. In 1uesto caso& tutta ia& non i de e essere alcuna relazione diretta tra il miracolo e la parte propriamente erronea della dottrina professata dal taumaturgoF32G. 1l miracolo delle scrofole fu suscitato da )io in ambiente cattolico +uale naturale corollario della concezione cristiana dellorigine divina del potere politico. !a sua sopravvivenza nel <egno d1nghilterra, caduto disgraziatamente nelleresia, fu resa assai difficile dallincompatibilit con le erronee opinioni degli eretici. 9ra insomma un retaggio di cattolicesimo in un ambiente in cui dominava uno spirito avverso. 9sso probabilmente fu mantenuto dalla 'rovvidenza, poich* non aveva alcun nesso diretto con le eretiche dottrine sostenute dai principi che lo compivano, anzi in un certo senso ne era la confutazione. 1 protestanti inglesi non credevano nella possibilit che )io operasse miracoli al presente, e il loro <e li compiva +uotidianamente col tocco della mano. 9ssi negavano lorigine divina del potere politico, ed il sovrano protestante li sconfessava con un miracolo visibile.
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Ad. Tan+uereH, !5nopsis )%eologiae2, t. 1, p. 382, nr. 778. ECertu" est "etap%5sice &eu" "iraculo errore" con ir"are non posse0 quare si con+ stat prodigia quaeda" in erroris gratia" certe patrata, adscribi debent dae"onibus, qui aliqua potentia praeternaturali gaudent et ea libenter utuntur ad ani"aru" perditione"F. 214 Ad. Tan+uereH, !5nopsis )%eologiae2, t. 1, pp. 382-383, nr. 778. E!i acta sint vera, e9pendatur utru" sint supernaturalia et divina annon. *ulta eni" e9plicantur raude, suggestione, viribus e9traordinariis diaboli aut naturae legibus. Ita "iraculis Asclepii "ulta verosi"iliter scientiae "edicinali sacerdotu" tribui debent. #rodigia in tu"ulo diaconi #aris patrata, saepe co"itabantur violentae convulsiones, actusque in%onesti, qui ner+ voru" e9citatione" "ani estant. *ira spiritistaru" et a<iroru" saepe a causis naturalibus procedunt. &eus aliquando per "inistros alsa" doctri+ na" pro itentes, "iracola operari potest, non quida" ad errore" approbandu", sed ad bonu" aut veru" aliquod pro"ovendu"$ v.g., Oad co""enda+ tione" no"inis C%risti, quod invocant, et in virtute sacra"entoru", quae e9%ibent. !ic &eus vera "iracela acere potuisset per "anus #. Noannis de Cronstadt, presbiteri sc%is"atici, ad praesentia" C%risti in Eucaristia con ir"anda"0 vel per !ad%u !und%ar !ing% aut "onac%u" !erap%inu" de !arov, ut Indios et Rut%enos a paganis"o vel a superstitionibus ad C%ristu" revocaret. (ulla ta"en in %oc casu relativo directa esistere debet inter "i + raculu" et parte" proprie erronea" doctrinae a t%au"aturgo pro essae .F

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!a loro falsa teologia contestava alla radice lefficace mediazione della Chiesa in ordine alla santificazione individuale. Tra )io ed il singolo fedele non vera posto per nessuno, n* per i santi in Cielo, n* per i sacerdoti sulla terra. 1l loro monarca, semplice laico, sebbene laico sui generis, attestava proprio il contrario. 9ssendo capace, in +uanto re, di guarire il corpo, si mostrava mediatore efficace tra )io, fonte del potere regale, e il malato di scrofole. 9ra insomma difficile, anzi impossibile, giustificare il tocco taumaturgico del sovrano in unottica rigorosamente anglicana. Tale incontestabile evento sovrannaturale, a ben vedere, sembrava pi$ una prova contro che a favore della dottrina eretica. Ana fazione assai coerente del movimento eterodosso, +uella calvinista, giunse ad abbattere in nome di tali idee la monarchia, assassinando il <e. 1l miracolo reale, restaurato dopo la sanguinaria prima <ivoluzione inglese /2;GC-2;DC4 era la pratica confutazione e sconfessione di +uelle opinioni. >uando, con la seconda <ivoluzione /2;BB4 le idee sovversive ripresero il sopravvento, se non nella forma, poich* la monarchia venne mantenuta, certamente nella sostanza, ci" decret" la morte del rito inglese, che sopravvisse solo presso i legittimi principi cattolici discendenti da Giacomo I I . (li Jannover, che salirono sul trono inglese nel 262G, e i loro successori, semplicemente si rifiutarono di operare il tocco guaritore.

******************* Parte terza

La Monarchia sacra

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e la teologia
Sommario
III. 1 - Il miracolo regio e la )egalit= *ociale di >.*. 4es? Cristo III. 2 1 Il tocco reale e la monarchia III. 3 1 Il tocco reale e il rito di consacrazione III. " 1 Le relazioni tra lo *tato e la Chiesa III. $ - Il rito dell'nzione dei )e dal p'nto di 2ista sacramentale III. , - Il rito dell'nzione dei )e da 'n p'nto di 2ista dottrinale III. . - Imperatore e *'ddiacono III. % - Il *acro )omano Imperatore @ 'n 2ero *'ddiacono< III. # 1 Il *'ddiacono III. 10 - ltre prerogati2e 5sacerdotali della regalit= sacra III. 11- La monarchia sacrale e la Com'nione al Calice

III. , - Il miracolo regio e la RegalitF Sociale di =+S+ Ges Cristo


1l miracolo reale & la prova dellorigine divina dellautorit politica. 1l potere dei <e & sacro. E=gni potere proviene da &ioF, insegna, infatti, #an 'aolo. )io & la fonte e lorigine di ogni legittima autorit, +uella del Capofamiglia, del #ovrano e del #acerdote.

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1l miracolo regio, tuttavia, riguarda espressamente la potest temporale, lautorit politica dello #tato legittimo, inteso come societ perfetta, avente in s& i mezzi per conseguire il suo fine proprio, che & la felicit temporale, ossia il bene comune. 1l potere dello #tato, +uando & legittimo, & sacro, derivando da )io, fonte di ogni autorit. Tale miracolo collima perfettamente con linsegnamento costante della Chiesa Cattolica e la retta filosofia. !autorit politica si fonda sul diritto e sulla legge di natura, il cui autore & )io. ?E la legge di natura I insegna !eone 5111, nellenciclica &iuturnu" illud I c%e spinge gli uo"ini a vivere in societ, o "eglio, pi4 esatta"ente / lautore della natura, cio/ &io@. !autorit civile, inoltre, procede da )io imme!iatame%te. ?Lautorit procede da &io immediatamente. C%e gli uo"ini, in atti, non pos+ sano con erire lautorit alla societ si ricava dalle seguenti considerazioni$ ;67 >li uo"i+ ni, quando vivono riuniti assie"e secondo la legge di natura, non possono i"pedire lau+ torit. Volenti o nolenti, in atti, occorre c%e nella "oltitudine sia presente unautorit su+ pre"a. ;87 >li uo"ini non possono annullare i diritti principali di quellautorit. #os+ sono invero dividerla, separando, ad ese"pio, il potere legislativo da quello giudiziario, ed assegnare le diverse prerogative dellautorit a soggetti diversi. !e vogliono, per, vivere in societ, non possono annullarla co"pleta"ente, abolendo, per es., il potere giudiziario. ;:7 La supre"a autorit possiede alcuni diritti, a""essi co"e legitti"i senza esitazione da tutti i popoli di tutti i te"pi, diritti c%e superano la capacit dei singoli, e c%e quindi non possono essere da loro con eriti alla societ, "a soltanto i""ediata"ente da &io. )ali sono per ese"pio il diritto di guerra, quello di co""inare pene, di coercizione ed altri si"ili. &alla vera dottrina circa lorigine dellautorit segue c%e colui c%e viene insignito del supre"o potere in una societ, / propria"ente un "inistro di &io. (on / in verit "i+ nistro del popolo, se non nel senso c%e egli ade"pie il suo u icio a avore del popolo. (el+ la dignit del superiore quale "inistro di &io si onda ci c%e si dice "aest e inviolabili+ t dellautorit@234. T +uindi )io, autore dellordine naturale, che conferisce immediatamente e direttamente allo #tato lautorit. 1l dettato scritturale, sia del 0ecchio che del Nuovo Testamento, & anche su +uesto punto assai perspicuo, ?#er *e regnano i Re, per *e i #rincipi co"andano@ /#rov., 5111, 274K ?Il #rincipe / "inistro di &io@ /Ro"., 5111, 34K ?C%i resiste allautorit, resiste allordine di &io@ /Ro"., 5111, G4.

III. 2 E Il tocco reale e la monarchia

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#. <einstadler, Ele"enta #%ilosop%iae !c%olasticae, vol. 11, ed.28a, =riburgi :risgoviae, Jerder, 2C73, pp. GBD-GB;. EAuctoritas a &eo procedit i""ediate. Ab %o"inibus eni" auctoritate" societari con erri non posse sequitur$ 6. E9 eo, quod %o"ines, cu" natura duce in unu" collecti vivant, auctoritate" i"pedire non possunt. Eteni", velint nolint, auctoritas supre"a in "oltitudine illa adsit oportet. 8. E9 eo, quod auctoritatis illius iura principalia "inuere non possunt. #ossunt quida" potestate", e.g. legislativa et potestate" iudiciale", dividere et diversis subiectis diversa auctoritatis iura tribuere0 "inuere aute" auctoritate", potestate" e.g. iudiciale" au erendo, nullatenus possunt, si socialiter vivere volunt. :. E9 eo, quod supre"a auctoritas iura quaeda" %abet ab o"nibus o"niu" te"poru" populis sine dubio ut legiti"a ad"issa, quae singuloru" civiu" acultate" e9cedunt et proinde non ab ipsis, sed a &eo tantu" i""ediate societari con erri possunt. )alia sunt e.g. ius belli, ius puniendi, coercendi, alia esius"odi. Corolla+ riu". E9 vera doctrina circa origine" auctoritate" sequitur, ut, qui supre"a potestate insignitus est in societate, ille proprie sit "inister &ei0 "inister vero populi non est nisi eo sensu, quod "unus gerit a &eo in gratia" populi ordinatu". In qua dignitate undatur superioris quae dicitur "aiestas et inviolabilitasF.

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1l tocco guaritore dei sovrani, tuttavia, consente ulteriori considerazioni. )icevamo trattarsi di un miracolo, per dir cos , Npolitico, tendente a confermare lorigine divina dellautorit temporale. 9sso pure comprova un altro punto della dottrina sociale cattolica, #a mo%ar, c/ia F #a mi(#ior forma !i (o'er%o. #ono infatti dei <e, dei %onarchi, che compiono il rito taumaturgico. !a dottrina classica insegna che vi sono tre legittime forme di governo, la monarchia, governo di uno soloK laristocrazia, governo dei miglioriK e la democrazia, governo di molti /purch* non presupponga lerronea dottrina della cd. sovranit popolare4. Tali regimi politici, se rispettano la legge di natura e la religione rivelata, sono egualmente legittimi. 'resentano, tuttavia, una gradazione di perfezione, dal meno al pi$ perfetto, in ordine al fine che lo stato legittimo persegue, che & il bene comune. !a monarchia & il pi$ perfetto, seguito dallaristocrazia, per finire con la democrazia. #an Tommaso dA+uino nel &e Regi"ine #rincipu" dedica alcuni fondamentali capitoli a dimostrare leccellenza della monarchia da un punto di vista filosofico. Tale supremazia della forma monarchica & inoltre attestata, oltre che dalla retta ragione, anche dalla storia della civilt cristiana e dallesempio della #acra #crittura. !a monarchia fu il regime politico +uasi esclusivo della civilt cristiana medioevale. 9rano pure presenti le altre forme di governo. #i pensi alla democrazia dei Cantoni #vizzeri, o alla costituzione aristocratica di #tati prestigiosi e potenti come le <epubbliche di (enova e 0enezia. Tuttavia il Cristianesimo non ha mai nascosto la sua predilezione per la monarchia. !esempio dellAntico Testamento, ove si narrano particolareggiatamente le vicende dei <egni d1sraele e (iuda, +uello del Nuovo, ove lo stesso Cristo si proclama pubblicamente discendente del <e )avide, <e egli stesso, ove continuamente saccenna al nuovo <egno che il %essia, lAnto per eccellenza, & venuto a fondare, furono modelli troppo evidenti e importanti per non essere tenuti in considerazione in +uelle epoche di fede. Cristo istitu poi la Chiesa secondo il modello della monarchia, ponendone al vertice, +uale sovrano supremo, il 0escovo di <oma. 'apa Pio 1I (1++),1+<<" nellAllocuzione al !acro Collegio del 26 giugno 26C7, commentando la drammatica, ma religiosa dipartita del <e Cristianissimo L(igi :4I (1++),1+<.", vittima della ferocia rivoluzionaria, rovescia completamente la tesi giacobina, che considera la monarchia il governo peggiore, incompatibile per essenza con gli Nimmortali princ pi, sottolineando invece con forza, +uale aggravante dellempiet rivoluzionaria, labolizione della monarchia francese, 5La Convenzione 2 dopo aver abolito la monarc.ia& la miglior forma di go( erno& aveva tras erito tutto il pubblico potere al popolo, c%e non si co"porta n- secondo ragione, n- secondo consiglio, e c%e non si or"a su nessun punto delle idee giuste, apprez+ za poc%e cose in base a verit e "oltissi"e ne valuta secondo lopinione0 c%e / se"pre inco+

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stante, acile da ingannare, attirato da tutti gli eccessi, ingrato, arrogante, crudele0 c%e gioisce nella carne icina e nelle usione di sangue u"ano2 632;. !a Chiesa, in sintonia con la sua predilezione per tale pi$ perfetto regime politico, istitu appositamente per la monarchia il rito della consacrazione. #olo <e ed 1mperatori, durante i felici secoli della civilt cristiana, erano consacrati col rito dellAnzione. 1nsomma, /24 ragioni filosoficheK /34 esempi storiciK /74 il modello della #acra #critturaK /G4 lesempio di N. #. (es$ CristoK /D4 la costituzione monarchica della Chiesa CattolicaK /D4 il rito della Consacrazione dei <e, tutto predica a favore di tale forma di governo a preferenza delle altre. No% si 0&G i%fatti !irsi catto#ici4 se %o% si F a%c/e mo%arc/ici. 1l miracolo dei <e conferma in pieno tali conclusioni.

III. . E Il tocco reale e il rito di consacrazione


(li autori che trattano del rito taumaturgico dei <e sottolineano spesso la sua connessione colla cerimonia dellAnzione. 5Con esso c%e assistere il Re equivale -per un chierico. co"piere una cosa santa0 perc%- il re / santo0 egli / l.nto del !ignore0 non in ano .a rice uto il sacramento dell)unzione6, affermava con forza #tefano di :lois riferendosi ad 7nrico I I d1nghilterra. 5Il Re inoltre non solo / tenuto al culto divino co"e uo"o e co"e signore, "a anc%e co"e Re, perc.7 i Re sono unti con olio consacrato, co"e risulta c%iaro nel caso dei Re del popolo dIsraele, c%e venivano unti con olio santo dalle "ani dei #ro eti. #er+ ci erano anc%e detti .nti del !ignore, per eccellenza di virt4 e di grazia in unione con &io, delle quali dovevano essere dotati. Per 1uest)unzione essi ottene ano un certo osse1uio e un certo conferimento d)onore6, insegna a sua volta #an Tommaso. 9 si potrebbero citare altri esempi. 1l )ottore Angelico con lespressione 5per 1uest)unzione essi ottene ano un certo osse1uio e un certo conferimento d)onore6, indica con chiarezza che non & lAnzione che costituisce il sovrano. 1l monarca riceve, infatti, la sua autorit direttamente da )io. Tale potest preesiste allunzione. 1l potere temporale si fonda sulla legge e lordine di natura, il cui autore & )io. !ordine soprannaturale, disciplinato in terra dallautorit ecclesiastica, presuppone lordine naturale, lo perfeziona anche, ma non lo costituisce. )io avrebbe potuto elevare il potere temporale dello #tato dallordine naturale a +uello soprannaturale, come & avvenuto per il matrimonio, ma non lha fatto. 1l #acramento del %atrimonio /ordine soprannaturale4 infatti presuppone il contratto /ordine naturale4. Nel momento in cui in una monarchia ereditaria il titolare della sovranit muore, subentra il successore che, se, da un lato, riceve mediatamente e accidentalmente il potere per il fatto di appartenere a +uella famiglia, dallal216

'io 01, Allocuzione tenuta al Concistoro del 6G giugno 6G_: , citato in '. Corrda )e Oliveira, (obilt ed elites analog%e nelle allocuzioni di #io MII al #atriziato ed alla (obilt ro"ana, %ilano, %arzorati, 2CC7, p. 2D2.

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tro, in s* e per s*, lottiene formalmente, direttamente e immediatamente da )io, senza doverlo a nessun altri che a )io. !unzione in +uesto senso profondo conferisce al sovrano solo Eun certo osse( 1uio e un certo conferimento d)onoreF. 1n unaristocrazia, in una democrazia, in una monarchia elettiva avviene la medesima cosa. Cos il 'apa, eletto dal Conclave, il Collegio che raccoglie laristocrazia della Chiesa, i Cardinali, una volta eletto non risponde ad altri che a )io. %ediatamente e accidentalmente il 'ontefice <omano /nella monarchia elettiva che regge la Chiesa cattolica4 & designato dal Conclave, avendo tale organo collettivo un effettivo potere di Ndesignazione del candidato al 'apato, ma formalmente, direttamente e immediatamente lautorit proviene al 'apa da )io. !autorit del Conclave & limitata alla scelta del candidato al #ommo 'ontificato. 'rima del diffondersi della consuetudine della consacrazione degli 1mperatori e dei <e, verano certamente legittimi <e ed 1mperatori cristiani, ben consci della propria autorit e dellorigine divina di essa. 1eodosio il Grande (.+<,.<)" che eman" l9ditto di Tessalonica /7B8 d.C.4 con cui inizia la vicenda dell1mpero Cristiano, non venne mai unto o consacrato. 'ure il pio monarca era ben consapevole della sacert del suo mandato e della origine divina della potest che esercitava, come attesta la sua politica a favore della religione rivelata. #i comprende come, ben presto, sulla scorta dellesempio biblico, sia andata diffondendosi la prassi di ungere e consacrare i sovrani con unapposita cerimonia. 9ssa va riguardata sotto un duplice aspetto, a4 da un punto di vista sacramentaleK b4 da un punto di vista dottrinale.

III. E Le Relazioni tra lo Stato e la Chiesa


Astrattamente parlando, N# (es$ Cristo avrebbe potuto elevare la potest politica dallordine naturale, ove poggia per volont di )io, allordine sovrannaturale, istituendo un apposito sacramento che conferisse e stabilisse soprannaturalmente lautorit temporale, come avvenne per il matrimonio, per cui non vi sono vere nozze tra battezzati senza sacramento, il contratto naturale essendo insufficiente a stabilire e costituire un vero matrimonio. 1n +uesto caso il potere temporale dipenderebbe direttamente dallistituzione cui (es$ Cristo commise la cura dellordine soprannaturale, la Chiesa Cattolica. #e cos fosse stato, ne sarebbe derivata alla Chiesa unautorit diretta non solo, come & ovvio, sulle cose sacre inerenti al fine della sua istituzione /la salus ani"aru"4, ma pure su +uelle temporali /potestas directa in te"poralibus4. !a Chiesa tuttavia non dispone di tale potere. 9ssa non costituisce i sovrani e i capi di governo. )io, tuttavia, & autore sia dellordine e della legge di natura, sia dellordine e della legge sovrannaturali. T capo sia della Chiesa sia dello #tato. T istitutore sia del !acerdotiu" che dellI"periu". Tra le supreme potest, che reggono le sorti dellumanit, vi & +uindi relazione. !a Chiesa, infatti, in ordine alla maggior perfezione del suo fine, ha una supremazia sullo #tato, +uella che i teologi chiamano Po(

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testas indirecta in temporalibus ratione peccati, potere indiretto sulle realt terrene in ordine al peccato. 1 sovrani cattolici, non solo in +uanto privati, ma pure come detentori della suprema autorit, necessitano, come ogni altro fedele, della Chiesa per salvarsi. 'er +uesto devono rispettarla, amarla, e sottomettersi alla sua potest magisteriale, sacramentale e disciplinare. !o #tato e lautorit suprema che lo regge, infatti, non sono stati istituiti da )io per se stessi. 9ssi hanno come fine diretto la prosperit temporale, ma indirettamente concorrono con la Chiesa allo scopo ultimo delluomo redento, che & la salvezza ultramondondana dellanima immortale. 'er +uesto la relazione e il rapporto tra le due potest non pu" essere, n* di stretta dipendenza luna dallaltra, n* di reciproca ignoranza od ostilit, ma di casta alleanza. Tale idea & ben espressa dalla mistica cerimonia dellunzione degli 1mperatori e dei <e.

III. ) , Il rito dell(nzione dei Re dal (nto di 6ista sacramentale


1l rito dellunzione non & un vero e proprio sacramento, ma un sacrame%ta#e. >uesta distinzione & fondamentale. 1 sette #acramenti, istituiti direttamente da Cristo in ordine alla santificazione delle anime, producono il loro effetto soprannaturale e9 opere operato. #ono, cio&, efficaci per se stessi, a prescindere sia dalle disposizioni di chi li conferisce, sia di chi li riceve. 5La santi icazione / prodotta dal !acra"ento stesso co"e tale, indipendente"ente dalla santit del "inistro, e anc%e senza c%e le disposizioni del ricevente vi concorrano co"e causa e iciente6326. 9ssi costituiscono chi li riceve nellordine soprannaturale. 'oich* la potest temporale deriva da )io in +uanto autore dellordine di natura, e non avendo disposto il )ivin <edentore lelevazione di tale autorit allordine soprannaturale, & conseguente che il rito dellunzione dei sovrani non sia mai stato inteso come vero e proprio sacramento, bens come sacramentale. 0ero sacramento & invece +uello che conferisce autorit nella Chiesa, societ perfetta soprannaturale. 5L=rdine / il !acra"ento della potest ecclesiastica. Esso in atti con erisce diret+ ta"ente la potest di santi icare ;potest di =rdine7 e d insie"e una particolare idoneit al governo e allinsegna"ento sacro632B. 1 #acramentali, dice il Codice di )iritto Canonico 'io-:enedettino al can. 22GG, Esono cose o azioni, c%e la C%iesa suole adoperare, i"itando in qualc%e "odo i !acra"en+ ti, per ottenere "ediante la sua i"petrazione, e etti special"ente spiritualiF32C. 0i sono tre specie di sacramentali, 24 le consacrazioniK 34 le benedizioniK e 74 gli esorcismi.
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#ac. '. Albrigi, !acra Liturgia. I !acra"enti e i !acra"entali, 0icenza, #oc. Anonima Tipografica, 2CG2, p. 78. #ac. '. Albrigi, !acra LiturgiaQ, p. 3DD. 219 Citato in #ac. '. Albrigi, !acra Liturgia.., p. G2. E!acra"entalia sunt res aut actiones quibus Ecclesia, in aliqua" !acra"entoru" i"itatione", uti solet ad obtinendos e9 sua i"petratione e ectus praeserti" spirituales F. Cfr. Code9 Iuris Canonici #ii M #onti icis *a9i"i iussu digestus 'enedi+ citi #apae MV auctoritate pro"ulgatus, THpis 'oliglottis 0aticanis, %C%!51l, liber 111, caput 511, titulus 0111, can. 22GG, p. 723.

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5Le Consacrazioni sono riti con cui si costituiscono sacre, cio/ dedicate a &io, in "odo irrevocabile e solenne, alcune persone o cose 123 .no di questi riti / vero sacra"en+ to, cio/ la Cresi"a0 gli altri riti consacratori sono sacra"entali. Ele"ento essenziale / lunzione con =lii sacri$ lolio penetrando pro onda"ente loggetto unto, serve ad indicare "olto bene la dedicazione co"pleta dellessere al servizio di &io. *inistro della Consacra+ zione / per s- il Vescovo6338. !efficacia spirituale dei sacramentali si ottiene, parte e9 opere operantis, ossia dalle disposizioni individuali di chi li riceve, parte mediante limpetrazione della Chiesa, 5(on si applicano in essi i "eriti di Cristo e9 opere operato -come per i sacramenti veri e propri.0 insie"e per si esclude anc%e c%e tutta le icacia sia e9 opere operantis$ le icacia viene soprattutto dalle supplic%e della C%iesa. #oic%- Cristo %a pro"esso di esaudire le supplic%e della sua !posa, i !acra"entali %anno une icacia ben grande6332. !a Chiesa dal conferimento dei #acramentali si ripromette principalmente dei benefici spirituali come 5leccita"ento ad atti di ,ede, di !peranza, di Carit ecc., e con+ seguente"ente, a seconda della per ezione di questi atti, condono di pene, re"issione di colpe e in usione di >razia santi icante. Lin usione diretta della >razia non vi / inclusa, essendo riservata ai !acra"enti6333. 1l sovrano, +uindi, che saccosta devotamente al rito consacratorio, riceve un #acramentale, che non gli conferisce lautorit, che detiene gi per divina disposizione prima della cerimonia, ma, grazie ed in virt$ dellimpetrazione della Chiesa, ottiene una serie di (razie che gli saranno dausilio nel compimento dei suoi doveri di sovrano.

III. 6 , Il rito dell(nzione dei Re da (n (nto di 6ista dottrinale


1l rito consacratorio non & dun+ue necessario stricto iure perch* un 'rincipe cattolico eserciti, nel rispetto della legge di natura e della <ivelazione, le sue prerogative sovrane. 1l suo potere, la sua persona sono sacre anche prescindendo dalla benedizione e consacrazione della Chiesa. 0i furono ottimi <e ed 1mperatori cattolici, che mai ricevettero tale consacrazione, e +uesto nulla tolse alla legittimit della loro autorit. Non si pu" a meno di cogliere, tuttavia, la convenienza per cui ordinariamente un monarca cattolico si sottoponga a tale solenne cerimonia. 9ssa esprime in maniera assai perspicua, semplice ed armoniosa, un punto capitale della dottrina cattolica, #$a##ea%za tra il potere dei 'rincipi e lautorit dei 'ontefici sotto il supremo dominio di )io, istitutore delluna e dellaltra autorit. Nella cerimonia della Consacrazione ed 1ncoronazione degli 1mperatori e dei <e si coglie lunit e indivisibilit della societ cristiana, pur nella distinzione tra ordine naturale e legge soprannaturale, tra potest temporale e potere sacerdotale. 1l monarca legittimo cui )io, autore e creatore dellordine di natura, conferisce immediata220 221

#ac. '. Albrigi, !acra Liturgia.., p. GG. Cfr. Code9 Iuris CanoniciQ, can. 22G6, p. 723. #ac. '. Albrigi, !acra Liturgia.., p. G2. 222 #ac. '. Albrigi, !acra Liturgia.., p. G3.

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mente la potest sovrana, riconosce, sottomettendosi alla cerimonia dellunzione, che tale autorit & anche al servizio dellordine soprannaturale e della legge di (razia. !a Chiesa gerarchica, per parte sua, con la sua speciale impetrazione, chiede a )io, autore della natura e istitutore dellordine sovrannaturale, che il 'rincipe ottenga in modo sovraeminente e sovrabbondante le grazie che gli sono indispensabili per lesercizio della sua prerogativa. 1l rito conferma visibilmente, tramite il conferimento dellOlio santo, la speciale dedicazione del sovrano cattolico, non solo alla conservazione della legge di natura, ma soprattutto a difesa e salvaguardia della <eligione <ivelata. Ne sottolinea la sacert, la sacralit, il fatto che lautorit divina di cui & investito, lo pone su di un piano che, se non & certo e+uiparabile a +uello #acerdotale, non &, tuttavia, neppure semplicemente e meramente profano e laico. !a Chiesa ha, cos , tradotto, con una speciale cerimonia, lidea misteriosa, ma salutare, che il potere temporale & distituzione divina, e che riveste una sua singolare sacralit in ordine alla conservazione della legge di natura e alla salvaguardia dellordine soprannaturale /religione rivelata4. )a un punto di vista giuridico, poi, la cerimonia dell1ncoronazione comportava anche limpegno solenne assunto sotto (i&rame%to dal #ovrano di rispettare i diritti della Chiesa e dei vassalli. 1l giuramento prestato in tale fastosa occasione vincolava maggiormente il monarca alla fedelt ai solenni impegni presi davanti a )io, al potere sacerdotale ed ai rappresenti del regno, o dei regni di cui era sovrano, nel caso del #acro 1mperatore, che lo assistevano durante la consacrazione. Cos l1mperatore, prima della cerimonia vera e propria, era condotto dal decano dei Cardinali diaconi nella Chiesetta di #. %aria in Turri, ove, tenendo la mano sul 0angelo sorrettogli da un suddiacono, pronunciava il seguente giuramento, ?Io, (. Re dei Ro"ani, per di ina disposizione uturo I"peratore, pro"etto, garantisco, attesto e giuro, dinanzi a &io e al 'eato #ietro, c%e per il resto sar di ensore e protettore della !anta C%iesa Apostolica Ro"ana, e tuo, (., della "edesi"a C%iesa !o"+ "o #onte ice, e dei tuoi successori, in tutte le vostre necessit ed interessi, custodendo e conservando i vostri possessi, dignit e diritti, in quanto, sostenuto dallaiuto di &io, sar capace, co"e sapr e potr, con retta e pura edelt. CosI "i soccorrano &io e questi suoi santi Vangeli@337.

III. + , Im eratore e S(ddiacono


<ovesciando la pi$ volte citata espressione di #tefano di :lois, 5Il Re / santo0 egli / l.nto del !ignore0 non in ano .a rice uto il sacramento dell)unzione6, potrebbe dirsi che il #ovrano legittimo & unto proprio perch* & sacro. 9gli & di gi sacro, prima e senza lunzione. !a Consacrazione, per", operata dalla Chiesa, che sola dispo223

%. Andrieu, Le #onti ical Ro"ain au *o5en Sge, Citt del 0aticano, #tudi e Testi, 2C7B, vol. 11, pp. 7B;-7B6. E#rior diaconoru" a sinistra de+ ducat eu" usque ad Ecclesia" !anct` *ariae in )urribus, ubi, subdiacono Evangelii te9tu" ante altare tenente, Re9 ipse praestat super illu" corpo+ raliter %uius"odi iura"entu"$ Iura"entu". ?Ego (., Re9 Ro"anoru", annuente &o"ino, uturus I"perator, pro"itto, spondeo, polliceor atque iuro cora" &eo et 'eato #etro "e de cetero protectore" atque de ensore" ore !anctae Ro"anae et Apostolicae Ecclesiae et )ui )alis, su""i et eiusde" Ecclesiae #onti icis, et successoru" tuoru" in o"nibus necessitatibus et utilitabus vestris, custodiendo et conservando possessiones, %onores et iura ve+ stra, quantu" divino ultus adiutorio potero, secundu" scire et posse "eu", recta et pura ide. !ic "e &eus adiuvet et %aec !ancta &ei Evangelia@.

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ne sulla terra del potere di santificare e benedire, dichiara tale sacralit dorigine divina. !a Chiesa, istituendo la cerimonia della Consacrazione, ha tradotto col linguaggio mistico che le & proprio, la dottrina dellorigine divina della prerogativa sovrana. Nella cerimonia solenne e complessa con cui il Sacro Roma%o Im0eratore4 i# 0ri%ci0e tito#are !e##a 0otest2 &%i'ersa#e in temporalibus, era unto e incoronato a <oma dal 'ontefice <omano, (erarca e 'astore supremo della Chiesa Aniversale, sevidenza con chiarezza tale connotazione della potest sacra temporale. Accanto infatti ad elementi strettamente connessi allesercizio della sovranit temporale, come la consegna delle insegne del potere, corona, s ada, scettro, omo doro, ve ne sono altri nella cerimonia che sottolineano, alla maniera ecclesiastica, tale tratto distintivo, (I" l1mperatore si prosterna a terra e su di lui si cantano le !itanie che simpiegano nellordinazione del #uddiaconoK (II" poi avviene lAnzione vera e propria, 5#rocedono allaltare di !an *aurizio, dove il Vescovo di =stia unge col segno di croce con =lio dei catecu"eni il suo braccio destro e le scapole2633G. #i noti che dal secolo 5 il #onti icale Ro"ano ha svilito la prassi dellunzione imperiale, /a4 introducendo luso dellOlio dei catecumeni al posto del #acro Crisma, unguento pi$ pregiatoK /b4 restringendo lunzione al braccio e alle scapole, e non, come in antico, sul capo e sulla mano alla maniera episcopale. #olo nei regni pi$ prestigiosi della Cristianit /=rancia, 1nghilterra e (ermania4 lantica prassi rimase in vigore33D. (III" #ubito dopo lunzione il sovrano riceve dal 'apa il bacio della pace Esicut unu" e9 diaconibusF33; -come uno dei diaconi.. (I1" All1ncoronazione, secondo momento capitale della cerimonia, il 'apa pone la corona Esupra "itra" i"perialeF, ossia la corona sappoggia su una mitria simile a +uella dei vescovi336. Al riguardo va poi menzionato il fatto che il #acro 1mperatore veste durante la cerimonia paramenti para-sacerdotali come la tunica, la stola, la dalmatica /paramento proprio del )iacono4 ed il piviale, il EmantoF citato nell =rdo del 'ontificale <omano. (1" !azione liturgica, tuttavia, davvero notevole e che vale la pena di commentare & la seguente, durante la #anta %essa pro I"peratore, allOffertorio, l1mperatore E"ore subdiaconi o ert 1#onti ici3 calice" et a"pulla"F33B -alla maniera del suddiacono porge al 'apa il calice e lampolla.. )opo il conferimento dellunzione con Olio sacro e la consegna della Corona, si ha +ui il momento massimo dellespressione ecclesiastica delle potest sacra dell1mperatore. 9gli porge al 'ontefice, il +uale sta esercitando il potere sacerdotale nella
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%. Andrieu, Le #onti ical Ro"ain au *o5en Sge, Citt del 0aticano, #tudi e Testi, 2C7B, vol. 11, p. G78. E #rocedunt ad altare sancti *auricii, ubi Jostiensis episcopus ungit in "odu" crucis cu" oleo e9orcizato brac%iu" eius de9tru" et inter scapulas2F. 225 %. :loch, I Re tau"aturg%i, 9inaudi, Torino, 2CBC, pp. 2D3-2D7. 226 %. Andrieu, Le #onti ical Ro"ain au *o5en Sge, Citt del 0aticano, #tudi e Testi, 2C7B, vol. 11, p. G78. 227 %. Andrieu, Le #onti ical Ro"ain au *o5en Sge, Citt del 0aticano, #tudi e Testi, 2C7B, vol. 11, p. G72. 228 %. Andrieu, Le #onti ical Ro"ain au *o5en Sge, Citt del 0aticano, #tudi e Testi, 2C7B, vol. 11, p. G77.

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consacrazione delle #acre #pecie, il Ca#ice, il vaso sacro ove sar raccolto il 0ino trasformato in 'reziosissimo #angue di N# (es$ Cristo, e lam0o##a con lac+ua da aggiungere al vino, simbolo della natura umana di Cristo. An semplice profano non avrebbe mai avuto accesso ai 0asi sacri, con cui si compie il rito principale della religione rivelata, il #anto #acrificio della %essa. Cos il sacro 1mperatore partecipa 5"ore subdiaconi6, come un suddiacono, alla liturgia sacerdotale per eccellenza del Cattolicesimo. !=rdo della consacrazione specifica, 5stat ibi 1ad altare3633C fino alla Comunione. !1mperatore rimane presso lA#tare, ove il 'ontefice offre a )io il #. #acrificio della %essa, nel Pres5iterio, il luogo sacro per eccellenza delledificio di culto, fino alla conclusione del rito. 1n +uesta rubrica v& lintenzione di sottolineare la sacert del sovrano, che 5alla "aniera del suddiacono6, come un chierico ordinato, rimane accanto al 'ontefice <omano, presso lAltare, il fulcro dellazione sacrificale, fino al compimento del rito sacro. (1I" 1nfine il sovrano riceve la #anta Comunione, sotto le due specie, ossia bevendo al Calice, con il bacio della pace, come un sacerdote378. 5La consacrazione 1unzione3non era il solo atto c%e "ettesse in luce il carattere quasi+sacerdotale dei re. Luando, verso la ine del secolo MIII, ci si abitu a riservare ri+ gorosa"ente ai preti la co"unione sotto le due specie, accentuando cosI energica"ente la distinzione tra il clero e i laici, la nuova regola non venne applicata a tutti i sovrani. (el+ la sua consacrazione, li"peratore continu a co"unicare sia col pane sia col vino6372.

III. ; , Il Sacro Romano Im eratore G (n 6ero S(ddiaconoE


#arebbe da chiedersi se +uesta suggestiva cerimonia, che certo non costituisce il #acro <omano 1mperatore in +uanto 1mperatore, lo costituisca come 'ero S&!!iaco, %o. 9ssa, per certi versi, riveste unimportanza ancora maggiore, in ordine allespressione della natura divina dellautorit imperiale e della sacralit del sovrano, rispetto allAnzione vera e propria, anche se, da un punto di vista simbolico, il rito dellOlio, con il suo retaggio biblico, si mostra pi$ appariscente e comprensibile. !a domanda che ci si pone, infatti, &, l1mperatore & un vero #uddiaconoX Ovvero, durante la liturgia della sua 1ncoronazione gli viene conferito tale Ordine sacroX #e cos fosse, secondo la pi$ probabile e comune tesi teologica, il sovrano riceverebbe il Sacrame%to dellOrdine sacro, e non un mero sacramentale. Ci" tuttavia non avverrebbe in virt$ dellAnzione sacra. 1l conferimento del #acramento, in tale ipotesi, sarebbe la co%se(%a /traditio instru"entoru"4 al #ovrano del Calice sacro e dellAmpolla, prerogative appunto dellOrdine del #uddiacono. #olo nellamministrazione della Cresima e nell9strema Anzione infatti lOlio #acro & materia necessaria del #acramento.
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%. Andrieu, Le #onti ical Ro"ain au *o5en Sge, Citt del 0aticano, #tudi e Testi, 2C7B, vol. 11, p. G77. %. Andrieu, Le #onti ical Ro"ain au *o5en Sge, Citt del 0aticano, #tudi e Testi, 2C7B, vol. 11, p. G77. 231 %. :loch, I Re tau"aturg%i Q, p. 2D6.

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1n tutti gli altri casi, lunzione & un rito accessorio, e +uindi con valore di sacramentale. Cos tra i riti accessori del :attesimo & contemplata sia lunzione con lOlio dei Catecumeni, sia, dopo il :attesimo vero e proprio, +uella col #acro Crisma. Nel conferimento dellOrdine #acro & pure prevista, ma sempre come rito accessorio e +uindi come sacramentale, la sacra Anzione, sulle mani per il presbitero, sulle mani e sul capo con il Crisma per il 0escovo, che detiene la pienezza del #acerdozio. Altra & la materia che conferisce con la debita formula il #acramento vero e proprio, li"positio "anuu", limposizione delle mani. Nel caso del #uddiacono, invece & la consegna dei vasi sacri, /calice e patena4 e dellampolla, che conferisce lOrdine sacro, proprio come avviene al #acro 1mperatore al momento della sua consacrazione. #e cos fosse, la cerimonia, con la consegna al %onarca principale della Cristianit del Calice sacro e dellAmpolla, lo costituirebbe come vero #uddiacono.

III. < - Il S(ddiacono


1l #acramento dellOrdine costituisce nella Chiesa lautorit governante. 9sso conferisce, seppure in gradi diversi, la potest di santificare. EI riti c%e con eriscono i poteri sacri sono otto nella C%iesa Latina, due sacerdotali -9piscopato, e #acerdozio vero e proprio. e sei "inisteriali -)iaconato, #uddiaconato, Accolitato, 9sorcistato, !ettorato, Ostiariato.. #er i due =rdini sacerdotali si soglio+ no co"putare co"e uno solo, perc%- lEpiscopato non / c%e un a"plia"ento del #resbite+ rato. Ri"angono dunque sette =rdini ;nu"ero "istico7. )uttavia non sono a rigore sette =rdini distinti, "a piuttosto sette gradi di uno stesso Ordine, perc.7 tutti dicono relazione pi! o meno prossima all)Eucaristia. I tre gradi "inisteriali in eriori or+ dinano re"ota"ente allEucaristia$ l=stiariato accogliendo il popolo in C%iesa0 il Letto+ rato istruendolo, lEsorcistato provvedendo alla sua disciplina e soprattutto ri"ovendo un ostacolo alla Co"unione ;il do"inio del de"onio7. I tre gradi "inisteriali superiori ordi+ nano prossi"a"ente allEucaristia$ lAccolitato con erendo il potere sugli utensili non sa+ cri necessari al !acri icio0 il Suddiaconato conferendo il potere sui asi sacri0 il &iaconato sulla stessa Eucaristia consacrata. Il !acerdozio poi consiste soprattutto nel potere di consacrare lEucaristia, "entre lEpiscopato tras"ette ad altri questo stesso pote+ re consacratorio. Luestunit dell=rdine si deve concepire 123 co"e lunit di un tutto potestativo, nel quale i singoli partecipanti possiedono la stessa cosa in grado pi4 o "eno per etto 123$ colui c%e sta nel grado superiore possiede tutto quello c%e %anno i gradi in e+ riori e qualc%e cosa di pi4F373. Oltre alla distinzione tra Ordini sacerdotali e ministeriali, v& anche +uella tra Ordini sacri o maggiori /in senso stretto4 e Ordini non sacri o minori, E=rdine sacro / quello c%e d potere diretto sulle cose sacre ed esige una speciale consacrazione a &io "ediante laccettazione del celibato 123. &al secolo MI in poi i La+
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#ac. '. Albrigi, !acra Liturgia.., pp. 3D6-3DB. Cfr. Ad. Tan+uereH, !5nopsis )%eologiae2, pp. 62B-62C, n. CCB, E!. )%o"as %uius distinctionis ratione" sic e9plicat$ ordinis sacra"entu" ad euc%aristia" praecipue ordinatur$ 67 sacerdos Euc%aristia" consecrate0 87 diaconus ea" dispensat0 :7 subdiaconus "ateria" sacra"enti praeparat in vasis sacris0 A7 acol5tes ea"de" praeparat in vasis non sacris0 Q7 e9orcista puri icat illos qui dae"oni + bus ve9ati ab Eucaristiae receptione i"pediuntur0 @7 lector docet eos qui ab Euc%aristiae receptione" sese praeparant0 G7 ostiarius ab ecclesia, ubi eu+ c%aristia consecretur, arcet in idelesF.

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tini co"inciarono a considerare co"e sacro anc%e il Suddiaconato& soprattutto per( c.7 89: realmente d0 potere su cose sacre& ossia sui ;asi sacri eucaristiciF377. 1l #uddiaconato & il primo degli Ordini #acri, assieme al )iaconato e al #acerdozio, di cui l9piscopato rappresenta il perfezionamento. 9sso fu istituito in aiuto dei )iaconi, sia nelle funzioni liturgiche, sia nellamministrazione dei beni della Chiesa. 1l rito dordinazione del suddiacono indica come suo primo ufficio, EAqua" ad "inisteriu" altaris preparare -'reparare lac+ua per il ministero dellaltare.. Co"e pri"o e pi4 nobile u icio del !uddiacono viene indicato quello din+ ondere lacqua nel Calice all= ertorio della *essa, co"e il &iacono in onde il vino$ / unazione "olto breve e poco appariscente, "a si tratta di preparare i""ediata"ente la "ateria del !acri icio, e precisa"ente in quella particolarit della "istione dellacqua nel vino, c%e %a un alto valore "istico 123si"boleggiando lunione delle due nature in Cristo e la congiunzione delle "e"bra del Corpo "istico con il capo, CristoF37G. Accanto ad altre mansioni il #uddiacono ha inoltre la cura dei 0asi #acri occorrenti per il #. #acrificio, ECalice" et #atena" in usu" !acri icii eide" o erreF -'orgere al )iacono il Calice e la 'atena per il #acrificio.. 1n +uesto modo al #uddiacono & conferita potest sui 0asi sacri in ordine al #acrificio 9ucaristico. >ual & la natura sacramentale dei vari OrdiniX !9piscopato e il #acerdozio sono certamente #acramenti. #i discute se lo siano o meno anche gli altri Ordini. T comun+ue dottrina certa che il )iaconato & vero #acramento37D, mentre & 0iH 0ro5a5i#e che lo siano anche gli altri Ordini, ELa questione / se a questi =rdini sia annessa la grazia sacra"entale, e perci ab+ bia"o ragione di vero !acra"ento$ a7 *olti, soprattutto tra i "oderni teologi, lo negano 123b7 Altri tuttavia, con !an )o""aso, quasi tutti gli !colastici, )o"assino e L. 'il+ lot, ritengono c%e questi =rdini nella loro sorgente, ossia nel &iaconato, siano distituzione divina, e c%e Cristo abbia poi lasciato alla C%iesa il potere di dividere il diaconato in vari =rdini in eriori 123$ opinione c%e, un te"po co"une tra gli !colastici, noi consideria"o co"e pi4 probabileF37;. Tuttavia, anche prescindendo dalla +uestione se il %onarca sia o non sia ordinato e costituito vero #uddiacono al momento della sua solenne Consacrazione ed 1ncoronazione da parte del #ommo 'ontefice, ovvero se egli riceva o meno il #acramento dellOrdine e +uindi il Carattere e la grazia sacramentale che gli sono annessi, rimane il profondo significato teologico e dottrinale incluso alla partecipazione attiva "ore suddiaconi del depositario della %onarchia Aniversale, del 'rincipe eminente della Cristianit, dellAlter ego in te"poralibus del 'apa, alla cerimonia sacerdotale per eccellenza, il #anto #acrificio della %essa cattolica. Non si sottolineer mai a sufficienza limportanza di tale situazione. Le9 oran+ di, Le9 credendi, la norma della preghiera & anche norma e regola della fede, recita un
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#ac. '. Albrigi, !acra Liturgia.., p. 3DC. #ac. '. Albrigi, !acra Liturgia.., pp. 3C;-3CD. 235 Cfr. Ad. Tan+uereH, !5nopsis )%eologiae2, pp. 637-63G, n. 288D. 236 Ad. Tan+uereH, !5nopsis )%eologiae2, pp. 63G-63D, n. 288;. ELuaestio est nu" %is ordinibus adne9a sit sacra"entalis gratia, ideoque nu" ratione" %abeant sacra"enti. A7 *ulti, praeserti" inter "odernos negant 123 '7 Alii ta"en, cu" !. )%o"as, ere o"nibus !c%olasticis, )%o"+ "asino et L. 'illot, putant %os ordines in onte suo, seu in diaconatu, institutionis esse divinae, et C%ristu" Ecclesiae potestate" reliquisse dividendi diaconatu" in varios in eriores ordines 123 Lua" opinione", oli" inter !c%olasticos co""une", tanqua" probabiliore" a"plecti"urF.

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celebre adagio. !a liturgia dellAnzione imperiale nei suoi due elementi centrali, ossia lAnzione del sovrano, e la sua attiva partecipazione "ore suddiaconi, come un suddiacono, al #anto #acrificio della %essa, gettano uno s+uarcio sulla concezione sacrale del potere politico. /24 1l #ovrano riceve lAnzione, che non & un #acramento, ma un #acramentale, e che non lo costituisce come monarca, ma, pur nella sua solenne fastosit, appare come un rito accessorio e declaratorio. Ci" conferma la dottrina dellorigine divina del potere temporale, che si appoggia alla legge di natura, di cui )io & lautore. /34 Tuttavia, durante la #anta %essa della #ua Consacrazione /*issa pro I"pe+ ratore4, esercita un reale potere sui 0asi sacri come un #uddiacono in ordine alla cerimonia essenziale della Chiesa Cattolica, il #anto #acrificio della %essa. Come ammetteva candidamente il celebre canonista (uglielmo )urando, senza dirimere la +uestione se l1mperatore fosse o no un vero suddiacono, EEsercita tuttavia tale u icio 1di suddiacono3, poic%- nel giorno della sua ordina+ zione, dappri"a viene ricevuto co"e canonico dai canonici di !an #ietro, serve poi al !i+ gnor #apa durante la *essa nellu icio di suddiacono, preparando il calice e co"piendo quel c%e gli co"peteF376. Cos il potere sacerdotale ha espresso lidea della sacralit della suprema autorit politica. #ullesempio biblico, il detentore del potere politico non solo era degno dessere unto, come i #acerdoti, ma soprattutto partecipava attivamente, predisponendo la materia del #anto #acrificio e preparando i 0asi sacri, al #anto #acrificio. !a sua dignit sacra lo rendeva abile ad esercitare una funzione sacerdotale. Certo egli non godeva della pienezza di tale potere, che, la 'rovvidenza, istituendo la Chiesa, aveva ordinato distinta dallautorit temporale. Tuttavia, essendo unica la fonte delle due autorit, era come se vi fosse un punto di contatto. 1nsomma, #$Im0eratore %o% era affatto &% sem0#ice #aico. Certamente la Chiesa )ocente, e+uiparando la carica massima temporale della Cristianit allOrdine minore del #uddiaconato, intendeva sottolinearne la costitutiva inferiorit rispetto alla pienezza del #acerdozio. An umile e povero parroco di campagna della pi$ sperduta landa era, da +uesto punto di vista, di gran lunga superiore al principe pi$ potente della terra. 1l primo, infatti, disponeva di un potere diretto in ordine allelemento pi$ importante del culto e della religione cattolica, poteva consacrare le #acre #pecie, rinnovando come alter C%ristus il #acrificio della Croce nella #anta %essa. Tale potest il #acro <omano 1mperatore non aveva. 1n +uesto senso si ribadiva, anche liturgicamente, linferiorit dellordine naturale rispetto a +uello soprannaturale. Tuttavia, vera anche il rovescio della medaglia. #e, giusta il costante insegnamento della Chiesa, la potest naturale dei 'rincipi legittimi era sottomessa ratione peccati al magistero e alla disciplina della Chiesa gerarchica, era anche vero, come dimostrava il ministero suddiaconale dell1mperatore che anchesso partecipava, in +ualche modo, di tale potere. Al punto che il sovrano, non come semplice laico, ma
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(. )urandus, Rationale divinoru" o icioru", 11, B, citato in %. :loch, I Re Q, p. 2DG, nota 7;. E>erit ta"en illud o iciu", quonda" in die ordinazionis suae, receptus est pri"u" in canonicu", a canonicis !. #etri, "inistrat do"ino #apae in *issa in o icio subdiaconatus, parando cali+ ce" et %uius"odi aciendoF.

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come #uddiacono, partecipava attivamente alla celebrazione della #anto #acrificio della %essa. )a tale dottrina, come vedremo, sarebbero discese inevitabili conseguenze in ordine allazione del monarca cattolico nella Chiesa.

III. 1* , 'ltre

rerogati6e ?sacerdotali della regalitF sacra

!elemento sacro presente nella potest temporale cristiana spiega perch* storicamente i sovrani cattolici rivendicarono con forza riti e prerogative che sottolineavano e dichiaravano tale condizione non-ordinaria. 1l potere sacerdotale, custode occhiuto della disciplina liturgica, sullonda delle <iforma gregoriana del secolo 51, attenu" la portata dei riti di Consacrazione dei #ovrani. Cos per mitigare lanalogia tra la Consacrazione episcopale, dove pure era presente, seppure come rito accessorio, il <ito dellunzione sul capo col #acro Crisma, e le cerimonie d1ncoronazione, abol in +ueste ultime luso del Crisma, sostituito col meno pregiato Olio dei Catecumeni, e confin" lAnzione su parti meno nobili del candidato come le scapole, il gomito, e la mano, anzich* sul capo, come era in antico e come si leggeva nella :ibbia. #e tale cangiamento fu relativamente facile operare nella liturgia dell1ncoronazione imperiale, che dipendeva direttamente dal 'apa, pi$ difficile fu intervenire altrove. Cos i <e di =rancia, d1nghilterra, e il <e di (ermania /l1mperatore 9letto4 continuarono ad essere unti sul capo con il #acro Crisma37B. !intenzione della potest sacerdotale non era +uella dabolire lidea della sacralit dei <e, +uanto dattenuarla. 9ssa, ci" nonostante, faceva capolino nei riti pi$ insigni della <eligione cattolica. Cos , in uno dei momenti pi$ solenni della liturgia del 1e%er!D Sa%to /,eria VI in #arasceve4 nelle =rationes, che si recitano per tutti i generi di persone, ed in primis a vantaggio di coloro che nella Chiesa sono costituiti in dignit, si cita espressamente anche l1mperatore <omano, E=re"us et pro C%ristianissi"o /si non est coronatus, dicatur, electo 1mperatore4 I"peratore nostro (. ut &eus et &o"inus noster subditas illi aciat o"nes barbaras nationes, ad nostra" perpetua" pace". 123 ="nipotens se"piterne &eus, in cuius "anu sunt o"niu" potestates, et o"niu" iura regnoru"$ respice ad Ro"anu" benignus I"periu"0 ut gentes quae, in sua eritate con idunt, potentiae tuae de9tera co"pri"an+ tur. #er &o"inu". A"en. -Pre(/iamo a%c/e 0er i# %ostro Cristia%issimo Im0eratore (se %o% F coro%ato si !icaI Im0eratore e#etto" affi%c/J Dio4 %ostro Si(%ore4 (#i re%!a so((ette t&tte #e %azio%i 5ar5are 0er #a %ostra 0er0et&a 0aceK Dio o%%i0ote%te e! eter, %o4 %e##e c&i ma%i sta%%o t&tti i !iritti e i 0oteri !ei re(%i4 (&ar!a 5e%i(%ame%te #$Im, 0ero Roma%o4 affi%c/J #e %azio%i c/e co%fi!a%o %e##a forza 5r&ta#e sia%o !omate !a##a 0ote%za !e##a t&a !estra.37C.
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%. :loch, I Re )au"aturg%i Q, pp. 2D3-2D7, e note 72-73. *essale Ro"ano. )esto latino co"pleto e traduzione italiana di !. 'ertola e >. &este ani, co""ento di &.>. Le ebvre =!',Torino, Centro !iturgico di Torino, 2C7;, p. ;73.

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Anche il Sa5ato Sa%to, alla :enedizione del Cero 'as+uale, simbolo del Corpo di Cristo <esuscitato, si fa esplicita menzione, dopo il #ommo 'ontefice, del #acro 1mperatore. !a luce del Cristo <isorto deve illuminare le due supreme potest della Chiesa, E#reca"ur ergo )e, &o"ine$ ut nos a"ulos tuos, o"ne"que cleru", et devotissi+ "u" popolu"$ una cu" beatissi"o #apa nostro (., et Antistite nostro (., quiete te"po+ ru" concessa, in %is pascalibus gaudiis, assidua protectione regere, gubernare, et conser+ vare digneris. Respice etia" ad devotissi"u" /si non est coronatus, dicatur, electo 1mperatore4 I"peratore" nostru" (. cuius tu, &eus, desiderii vota praenoscens, ine abili pietatis, et "isericordiae tuae "unere, tranquillu" perpetuae pacis acco"oda$ et coeleste" victoria" cu" o"ni populo suo. #er.F3G8 -Ti preghiamo dun+ue, affinch* noi tuoi servi, il clero tutto, il devotissimo tuo popolo, assieme al beatissimo nostro 'apa N., e col vescovo nostro N., concessa la pace dei tempi, ti degni, durante +uesti gaudi pas+uali, reggere, governare, e conservare con assidua protezione. De(%ati 0&re !i ri(&ar!are fa'ore'o#, me%te i# %ostro 0iissimo Im0eratore N.4 e4 co%osce%!o i !esi!eri !e# s&o c&ore4 accor!a, (#i4 %e##a t&a misericor!ia e %e##a t&a 5o%t2 i%effa5i#e4 c/e e(#i (o!a !e# ri0oso !i &%a 0ace !&rat&ra e c/e co% t&tto i# s&o 0o0o#o co%se(&a A&e##a 'ittoria c/e co%!&ce a# re, (%o ce#este.. Nelloccasione solenne del Triduo 'as+uale, cuore della liturgia cattolica, pregando per la figura sacra dell1mperatore, accanto a +uella del 'apa, si sottolineava ancora una volta lunit e concordia dei due poteri ministeriali nella Chiesa, la loro origine divina, la loro sacralit. #i noti, per inciso, come la rubrica prevedesse la recita di dette orazioni anche nel caso in cui l1mperatore non fosse stato effettivamente Anto dal 'ontefice <omano, ma fosse solo 1mperatore Neletto. 9videntemente, anche in +uesto caso, l1mperatore non era meno 1mperatore, che dopo lAnzione. 'urtroppo lepoca moderna vide cadere in desuetudine la solenne cerimonia della Consacrazione imperiale da parte del 'ontefice <omano. Carlo 4 d'(stria !,0,*- ,00$& i# 2 fe55raio 1).* fu lultimo #acro 1mperatore a farsi incoronare dal 'apa C#eme%te 1II (1)2.,1). ". )opo di lui, fino alla fine del #acro <omano 1mpero /2B8;4, nessuno dei successori rinnov" lantica cerimonia, che, iniziatasi ufficialmente nel Nata#e !e##$;**, con l1ncoronazione di Carlomagno, si protrasse, +uasi senza interruzione, per poco pi$ di sette secoli.

III. 11, La monarchia sacrale e la Com(nione al Calice


!a monarchia sacrale cattolica volle conservare la prerogativa che fra tutte la distingueva dal semplice stato laicale e che dimostrava il possesso, seppure in grado minore, di una connotazione sacerdotale, il potere di toccare i vasi sacri.
240

*essale Ro"ano. )esto latino co"pleto e traduzione italiana di !. 'ertola e >. &este ani, co""ento di &.>. Le ebvre =!', Torino, Centro !iturgico di Torino, 2C7;, p. ;D8.

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!1mperatore I lo si & visto I partecipava alla %essa della sua 1ncoronazione, non come semplice fedele, bens come un #uddiacono, offrendo al 'ontefice, allOffertorio, il Calice e lac+ua per il #acrificio. 1 monarchi non pretesero certo dessere impiegati ordinariamente +uali #uddiaconi nella %essa papale, ma vollero conservare, anche in altre solenni circostanze, +uel rito che, scaturendo dal loro ministero suddiaconale, li palesava sacri e non semplici laici, #a Com&%io%e sotto #e !&e S0ecie, che comportava il contatto con il sacro Calice3G2. A partire dal 51 secolo infatti, nella Chiesa !atina, cominci" a diffondersi il rito di comunicare i fedeli con la sola specie del 'ane, riservando il Calice ai #acerdoti. %otivi pratici e ragioni dottrinali spinsero la (erarchia in tale direzione. !a Comunione al Calice era praticamente difficoltosa, nonostante i vari accorgimenti escogitati. 1noltre, poich* chi riceveva una sola #pecie, riceveva anche laltra, il conferimento del 0ino diveniva inutile. 1nfine, restringendosi la Comunione sub utraque !pecie ai soli #acerdoti, a coloro che soli godevano del potere consacratorio, se ne sottolineava meglio la specificit ministeriale e la gerarchia rispetto al semplice laico. 1 sovrani pi$ consapevoli, comprendendo che a mano a mano che lantica prassi andava in desuetudine a vantaggio del Clero, essi rischiavano di veder, in un certo modo, menomata la propria aura sacrale, si rivolsero allautorit ecclesiastica perch* il rito fosse loro confermato come in antico. Cos i <e di =rancia, che, come il #acro 1mperatore, si comunicavano sotto entrambe le #pecie il giorno dell1ncoronazione, ottennero nel 27GG con 3ili o 4I !,")/- ,"0#& da Pa0a C#eme%te 1I (1. 2,1.)2" di poter comunicare al Calice senza limitazioni3G3. #ul finire del N788 tuttavia, il diffondersi delleresia hussita, che si proponeva, con speciose argomentazioni, la restaurazione integrale dellantica prassi, fece s che i 'api guardassero con diffidenza le eccezioni alla norma, che voleva riservata ai soli sacerdoti la Comunione al Calice. (li eretici, in effetti, giustificavano il ritorno allantico rito, in +uanto rigettavano erroneamente la distinzione tra laici e sacerdoti, mettendo in discussione la natura sacramentale dellOrdine #acro. Tutti erano sacerdoti nella chiesa immaginata da Juss, tutti dovevano +uindi comunicarsi sotto le )ue #pecie. Anche i #ovrani pagarono le spese di tale torbidi religiosi. Cos , l1mperatore 3ederico I I I d'(stria !,--#- ,-*"& , incoronato a <oma i# 1) marzo 1 )2 da 'apa Nicco#G 1 (1 +,1 ))" rinunci" alla Comunione al Calice3G7. Tuttavia il rito appariva troppo essenziale alla natura sacrale dei 'rincipi per scomparire del tutto. Cos , +uando, con il Co%ci#io !i Tre%to (1) 2,1)6 ", la reazione cattolica alla ben pi$ grave eresia protestante conferm" la prassi liturigica, che esclu-

241 242

Cfr. Ad. Tan+uereH, !5nopsis )%eologiae2, pp. ;G;-;GB, nn. C2D-C2;. #ac. '. Albrigi, !acra Liturgia.., pp. 2DD-2D;. %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 2D6. 243 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 2D6.

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deva i semplici fedeli dalla Comunione al Calice per i semplici laici3GG, i #ovrani tornarono alla carica. 1l <e di =rancia vide confermato per s& e i suoi discendenti la Comunione sotto entrambe le #pecie il giorno della Consacrazione ed in punto di morte3GD. (li 1mperatori-#uddiaconi invece, oltre che al momento della loro Consacrazione, rinnovavano il rito al Calice nella solennit del -io'e!D Sa%to. #icuramente Pa0a Pio I1 (1))<,1)6)" conferm" lusanza allIm0eratore Mas similiano I I !,0$-- ,0%$& usanza che rimase in vigore fino al 2C2B, +uando cess" la monarchia austro-ungarica erede del #acro <omano 1mpero3G;. 3rancesco Gi(se e I !,/-/- ,*,$& e Carlo I !,*,$- ,*,/& +uindi comunicarono al Calice ogni (ioved #anto dei loro anni di regno. Non senza profondo significato, infatti, la cerimonia avveniva in +uella solennit. 1l (ioved #anto & la festa Nsacerdotale per eccellenza della liturgia cattolica. Nella *issa in Coena &o"ini si commemora fastosamente l1stituzione da parte del #ignore (es$ del #acerdozio e della #anto #acrificio della %essa. 1l 0escovo, poi, benedice gli Olii santi, Olio degli infermi, Olio dei Catecumeni e #acro Crisma Eunde un9isti !acerdotes, Reges, #rop%etas et *art5resF -col +uale ungesti sacerdoti, <e, profeti e martiri. che sarebbero impiegati nellamministrazione dei #acramenti, o nella consacrazione di persone o cose. 1n +uella solennit, ove risplende nellazione liturgica, +uasi ad ogni passo, la potest sacerdotale che sesercita nel #acrificio 9ucaristico, proprio allora gli 1mperatori si comunicavano al Calice, toccando i 0asi sacri. !a natura sacrale della loro autorit era ancora riconfermata, come nel giorno dell1ncoronazione. 1n +uella medesima solennit i <e Cristiani compivano, come i #acerdoti e i 0escovi, il *andatu", ossia la !avanda dei 'iedi, a dodici poveri.

**************************** Parte quarta


244 245

Cfr. Ad. Tan+uereH, !5nopsis )%eologiae2, pp. ;G;-;GB, nn. C2D-C2;. %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 2D6. 246 %. :loch, I Re )au"aturg%i Q, p. 2D6, nota G3.

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La M onarchia sacra e i Concili


*ommario
I+. 1 1 La monarchia sacra e il potere di gi'risdizione nella Chiesa I+. 2 1 I *o2rani cattolici e i Concili misti I+. 3 1 I Principi e i Concili 6cclesiastici !6c'menici& I+. " - Le lettere di con2ocazione dei Concili I+. $ 1 Bichiarazioni imperiali d'rante i Concili I+. , - I Concili con2ocati dagli Imperatori cristiani I+. . 1 *piegazione teologica I+. % - I principi e i Concili ec'menici in /ccidente

IV. 1 9 La monarchia sacra e il otere di gi(risdizione nella Chiesa


!a natura sacra della potest monarchica e, in generale, del potere politico, cos come la Chiesa lo tradusse in formule liturgiche prima che in enunciazioni dottrinali, spiega un fatto innegabile che caratterizz" lintera vicenda della societ cristiana fin +uando vi furono 'rincipi cattolici legittimi, lesercizio da parte loro, nei confronti delle istituzioni gerarchiche della Chiesa cattolica, di una potest reale, sfumata alle volte, diversamente giudicata ed interpretataK un fenomeno per" troppo costante nel tempo per non essere privo di un +ualche fondamento legittimo.

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(li storici della Chiesa, spesso, avendo perso il senso della concordia e dellunit dei due poteri supremi nella Chiesa, e tendendo soprattutto a sottolineare la distinzione netta, ma astratta tra la Chiesa gerarchica e i fedeli, senza tener conto della singolare natura dellautorit temporale, giudicarono tali fatti alla stregua di indebite Ningerenze del potere politico negli affari ecclesiastici, di intromissioni dei laici nel governo della Chiesa, non distinguendo +uelle che furono vere e proprie ingerenze, come certi fenomeni prodotti dal processo rivoluzionario /gallicanesimo, giurisdizionalismo, febronianesimo, giuseppinismo ecc.4 da una prassi costante, dalla Chiesa in vario modo approvata. =ermo restando, infatti, il principio da nessuno mai contestato che la Chiesa gerarchica ed il 'apato in modo particolare detengono la pienezza dellautorit in ordine ai "unera sancti icandi, docendi e regendi, cio& a dire, +uanto al potere di santificare tramite i #acramenti, dinsegnare collesercizio del %agistero, e di governare disciplinarmente i fedeli, & un fatto che i 'rincipi hanno esercitato un reale potere sussidiario, una sorta di potestas indirecta in sacris, in ordine, /24 ai Concili Ecumenici e particolariK /34 alla scelta degli Ordinari Diocesani /Cfr. 'arte >uinta4K /74 allelezione dei Papi, ossia riguardo alle tre istituzioni somme della costituzione ecclesiastica /cfr. 'arte #esta4. 1n fondo, la liturgia della Consacrazione imperiale non era altro che il riflesso di un fatto da tutti constatabile e dallenorme risalto pratico e giuridico. 1l 'rincipe agiva attivamente nella Chiesa, non solo in ordine allesercizio delle sue prerogative in te"poralibus, il che era ovvio, per la salvaguardia della legge di natura e la difesa, anche armata, del &epositu" ,idei e dellistituzione a ci" preposta /la Chiesa4, essendo +uesto il fine primario della potest politica, ma, cosa meno ovvia, anche in ordine allazione stessa della Chiesa docente. #e egli era un vero #uddiacono, cio& un Naiuto per il #acerdote, perch* non doveva essergli dausilio anche nella conduzione della ChiesaX

IV. 2 9 I So6rani cattolici e i Concili misti


!a mentalit e la prassi rivoluzionarie hanno disabituato il cattolico alla comprensione di +uellunit nella distinzione, in cui consisteva la sostanza della societ cattolica, articolata nella duplice, ma concorde, gerarchia temporale e spirituale. Cos , unistituzione tipica della monarchia cattolica, come i cosiddetti Concili misti /Concilia "i9ta4 potr apparire alluomo contemporaneo, imbevuto di idee liberali, come una stravaganza medioevale. #iffatte assemblee, al contrario, convocate dai sovrani cristiani fin dai tempi di Costantinopoli, ?a cui prendevano parte, oltre ai ;esco i, i conti, i duc%i ed altri princi+ pi secolari, e nelle quali si stabilivano di co"une accordo "isure sia dordine civile, c%e ecclesiastico@3G6, esprimevano bene tale unit politico-spirituale.
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0oce Conciles in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 111, p. 2a, col. ;7;. ?Concilia miOta, au9quelles prenainent part, outre les /vCques, des co"tes, des ducs et dautres princes s/culiers, et dans lesquelles tous /dictaient, dun co""un accord, des "esures dordre tant civil que religieu9@.

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!i ritroviamo nella #pagna visigota del 011 secolo e nella monarchia franca, dove con il nome di Capitolari, erano convocati assai di fre+uente, poich* ?i Re Cri+ stianissi"i avevano labitudine di non prendere alcuna decisione i"portante senza aver udito i Vescovi e i grandi del regno, co"e attesta la or"ula seguente, assai spesso i"pie+ gata nei loro diplo"i$ (oi, assie"e agli apostolici padri nostri vescovi, agli otti"ati e a tutti gli altri "inistri del nostro palazzo ecc.@3GB. Tali riunioni avevano un potere puramente consultivo, e sono da considerarsi le antenate di +uelle assemblee dei -randi del <egno, che in =rancia presero poi il nome di #tati (enerali, in cui figuravano i rappresentanti del Clero, della Nobilt e dei Corpi intermedi /citt, municipi, corporazioni ecc.4. 0a sottolineato che in tale assemblee miste, composte sia da laici che da ecclesiastici, si trattava, sotto lautorit del sovrano, tanto degli affari prettamente temporali, +uanto di +uestioni religiose.

IV. 3 9 I Princi i e i Concili 7cclesiastici !7c(menici&


=in dallepoca apostolica invalse la consuetudine che il corpo episcopale avente giurisdizione, si riunisse in speciali adunanze, eminentemente ecclesiastiche, sia per i membri che le componevano, sia per le materie che vi si dibattevano, onde regolare +uestioni di gravit eccezionale, i Co%ci#i ecc#esiastici3GC. Tali riunioni di 0escovi possono essere sia 0artico#ari /provinciali, nazionali4 sia (e%era#i o ec&me%ic/e. >ueste ultime sono le pi$ importanti e si possono definire ?lasse"blea solenne dei Vescovi di tutto il "ondo, c%e si riuniscono su invito e sotto lau+ torit e la presidenza del #onte ice ro"ano per deliberare e legi erare assie"e su questioni c%e interessano la Cristianit intera@3D8. 1l #ommo 'ontefice, supremo gerarca della Chiesa, ha esso solo il potere e la facolt forma#e di convocare e presiedere i Concili 9cumenici, nonch* ratificarne i decreti. #i tratta, infatti, di unistituzione s+uisitamente ecclesiastica, che vede radunato assieme al 'apa il corpo episcopale, ossia raccoglie lunione, almeno morale, della Chiesa )ocente. #embrerebbe a tutta prima che il potere temporale dei sovrani cattolici non abbia relazione alcuna con tali assise. 9ppure la storia della Chiesa dimostra il contrario, presentando unapparente contraddizione tra il principio teologico /solo il 'ontefice <omano ha formalmente il potere di indire tali riunioni4 e la realt dei fatti. 1 primi otto Concili 9cumenici della Chiesa, da +uello di Nicea del 73D al Costantinopolitano GR dellanno B68, furono, infatti, convocati dagli 1mperatori cristiani. )a alcuni eminenti autori, tra cui #. <oberto :ellarmino, & stata avanzata la spiegazione, che tali convocazioni avvenissero in virt$ di una sorta di !e#e(a, pi$ o
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0oce Conciles in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, t. 111, p. 2a, col. ;7;. ?=4 les rois tr/s c%r-tiens avaient l%abitude de ne prendre aucune d-cision grave sans le conseil des /vCqus et des grands du ro5a"e, ainsi c%e latteste cette or"ule, tr/s usuelle dans leurs dipl]"es $ (os una cu" apostolicis viris patribus nostris episcopis, opti"atibus, caeterisque palatii nostri "inistris, etc.@. 249 Cfr. la 0oce Conciles in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 111, p. 2a, coll. ;7;;6;K Ad. Tan+uereH, !5nopsis )%eologiae2, t. 1, pp. ;8D-;22, nn. BCB-C87. 250 0oce Conciles in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 111, p. 2a, col. ;G2. ?Lasse"bl-e solennelle des -vCques de tout lunivers, r-unis lappel et sous lautorit- et la pr-sidence du ponti e ro"ain pour d-lib-rer et l-gi -rer en co""un sur les c%oses qui int-ressent le c%r-tient- enti-reV.

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meno tacita, da parte del 'apa a vantaggio dei 'rincipi, ?per un diritto in certo "odo O"inisteriale delegato dal !o""o #onte ice@3D2. ?>li I"peratori I cos riassume tale ipotesi U. =orget nel ).T.C. - convocando questi Concili, non agivano di propria autorit, "a per conto del #onte ice Ro"ano, dal quale avevano ricevuto il "andato, o al"eno dal quale avevano ottenuto, o presu"evano di aver ottenuto, il consenso. La convocazione da parte dei #rincipi non sarebbe stata, n- i"+ perativa, n- indipendente, "a se"plice"ente enunciativa o pro"ulgatrice e O"inisteriale, ondandosi su di una delega espressa o tacita@3D3. 1 documenti ufficiali, tuttavia, come le lettere di convocazione e i decreti stessi di +uei Concili, mostrano con tutta evidenza che i sovrani cattolici agivano ?sulla base di un diritto c%e ritenevano connaturato alla loro unzione di I"peratori cristiani@3D7. ?E incontestabile c%e gli I"peratori, convocando di atto, ino al secolo IM, i Con+ cili Ecu"enici, intendevano usare un diritto proprio inerente alla loro carica. La loro convinzione si ricava dalle loro lettere di convocazione, dalle dic%iarazioni scritte od orali ai concili riuniti ed in particolare dagli atti e dalle parole di Costantino a proposito del 6\ Concilio di (icea@3DG. 1n tali documenti ?non solo i loro autori danno ordini perentori, "a vi si cerc%e+ rebbe invano la traccia duna delega ricevuta dal ponte ice ro"ano o anc%e del suo consen+ so espresso o supposto. Al contrario& la con ocazione , c.iaramente e esclusi a( mente presentata come un atto dell)autorit0 imperiale< ed , semplicemente moti ata dalla cura e dallo zelo degli interessi religiosi& considerati come in( separabili da 1uelli ci ili& di cui gli Imperatori sono i guardiani naturali@3DD.

IV. 4 - Le lettere di con6ocazione dei Concili


9cco che cosa scriveva 1eodosio I I nella lettera con cui convocava i %etropolitani al Concilio di 9feso /7R ecumenico4 del G72, sotto il pontificato di Celestino 1, ?Il bene del nostro I"pero dipende dalla religione. V/ una stretta connessione tra queste due cose. Esse si co"penetrano reciproca"ente e luna savvantaggia dallaccresci+ "ento dellaltra. CosI la vera religione / debitrice alla giustizia, e lo stato a sua volta alla religione ed alla giustizia insie"e. !tabiliti da &io a regnare, trovia"o c%e via sia una stretta unione naturale tra la religione dei nostri sudditi e il loro benessere te"porale. (oi guardia"o e "antenia"o inviolabile lar"onia dei due ordini, co"piendo tra la #rovvi+ denza e lu"anit lo icio di "ediatori. (oi servia"o la divina #rovvidenza vegliando sugli a ari dello stato, e se"pre, prendendoci cura e pena perc%- i nostri sudditi vivano pia"ente e co"e si conviene a dei cristiani, stendia"o la nostra sollecitudine ad un dupli+
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Ad. Tan+uereH, !5nopsis )%eologiae2, t. 1, p. ;86, n. C82, . ?Iure quoda" "inisteriali a !. #onti ice delegato@. 0oce Conciles in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 111, p. 2a, col. ;GG. ?Q Les e"pereurs, en convoquant ces conciles,nagissaient pas en leur no" personnel, "a au no" des ponti es ro"ains, dont ils avaient re[u "andat , dont ils avaient du "oins obtenu ou dont ils pr-su"aient le consente"ent. La convocation, de la part des princes, naurait -t- ni i"p-rative ni ind-pendante, "a si"ple"ent -nonciative ou pro"ulgatrice et O"inist-rielle, ond-e sur une d-l-gation e9presse ou tacite@. 253 Ad. Tan+uereH, !5nopsis )%eologiae2, t. 1, p. ;86, n. C82. ?Iure quod suo o icio anne9u" esse cristiani i"peratores putabant@. 254 0oce Conciles in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 111, p. 2a, col. ;GD. ? Il est incontestable dabord que les e"pereurs, en convoquant de ait, Busquau IMe si-cle, les conciles acu"-nique, entendaient user dun droit propre et in%-rent leur c%arge. Leur conviction nous est "ani est-e par leur lettres de convocation, par leur d-clarations -crites ou orales au9 conciles asse"bl-s, et en particulier par les actes et dires de Constantin propos du Ier concile de (ic-e@. 255 0oce Conciles in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 111, p. 2a, col. ;GD.

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ce do"inio. (on si pu in atti interessarsi di uno, senza pari"enti preoccuparsi dellal+ tro. Ci s orzia"o in pri"o luogo dottenere c%e lordine delle cose ecclesiastic%e sia, al no+ stro te"po, rispettato co"e lo esige &io, c%e la concordia e la pace vi regnino senza nessun disordine, c%e la religione ri"anga intatta, c%e la vita e lopera dellalto e del basso clero siano irreprensibili. CosI, convinti c%e tali beni si realizzino e consolidino con la"or di &io e la "utua carit, noi abbia"o spesso sostenuto c%e le attuali circostanze ric%iedano e necessitino di una riunione del corpo episcopale. Abbia"o indugiato davanti a tale even+ tualit in ordine alle di icolt c%e co"portava per i vescovi. *a la considerazione degli i"portanti interessi tanto ecclesiastici c%e civili la cui trattazione si"pone durgenza al "o"ento presente, "i convince c%e tale riunione / or"ai alta"ente opportuna, o "eglio indispensabile. )e"endo dunque c%e, a causa della negligenza nello studio di queste que+ stioni i"portanti e attuali, la situazione non peggiori, Vostra !antit si degni, una volta ter"inate le solennit pasquali, di prendere il ca""ino di E eso e di trovarvi per la #en+ tecoste acco"pagnato da qualcuno dei pii vescovi della sua provincia, in "odo c%e, n- la diocesi ri"anga priva di sacerdoti, n- il concilio di "e"bri capaci. (oi scrivia"o nel "e+ desi"o senso e in vista di ci a tutti i "etropoliti. CosI, i disordini causati dalle contro+ versie sorte di recente potranno essere sedati in base ai canoni ecclesiastici, le irregolarit e divergenze saranno raddrizzate, la religione e la pace dello !tato ria er"ate. (ellauspi+ cio c%e il santissi"o concilio da noi riunito con il presente decreto dovr provvedere al bene della C%iesa e al bene co"une, ciascuno dei pii prelati Z noi ne sia"o certi Z si pre"urer di venire, per contribuire con tutto li"pegno a deliberazioni tanto i"portanti e cosI gradi+ te a &io. (oi tenia"o "olto a tale a are e non tollerere"o a atto c%e alcuno se ne astenga volontaria"ente. (- davanti a &io, n- a (oi, saranno scusati coloro c%e "anc%eranno di riunirsi con i loro con ratelli nel luogo e nel giorno indicato@3D;. Con maggior forza si rivolgeva poi l1mperatore a Cirillo dAlessandria, giudicato responsabile delle dissensioni dottrinali che rendevano necessario il Concilio, ?E per questo c%e occorre c%e Vostra Reverenza giunga nel te"po da noi issato nel+ laltra "issiva co"unicata a tutti i "etropoliti. (on sperate di recuperare il nostro a etto, se non "ettete ine a tutte le tristezze e ai disordini e se non vi presentate ben disposto per lesa"e delle questioni sul tappeto@3D6. Convocando i metropoliti al Concilio di 9feso del GGC, il sovrano ribadiva i medesimi concetti, ?(essuno ignora c%e la religione assicura il "anteni"ento dellordine nel nostro i"pero ed il buon anda"ento di tutte cose u"ane 123 C%iunque, incurante di un conci+ lio tanto necessario e tanto a &io accetto, non avr atto tutto il possibile per trovarsi al te"po e al luogo issato, non avr scuse, n- davanti a &io, n- davanti alla nostra i"peria+ le devozione@3DB. !1mperatore Marciano, scrivendo a 'apa S. Leo%e I, in ordine alla riunione di un concilio a Calcedonia /GD24, non appare meno convinto del suo diritto dindire una tale assemblea, anche se il tono appare pi$ rispettoso. )opo aver menzionato il pro256

Citato in 0oce Conciles in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 111, p. 2a, coll. ;GDCitato in 0oce Conciles in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 111, p. 2a, col. ;G;. Citato in 0oce Conciles in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 111, p. 2a, col. ;G;.

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prio zelo per la religione, poich* ?la tranquillit e la orza delli"pero riposano sulla vera religione@3DC, scrive, ?!e piace a Vostra !antit di venire in questo paese e di tenervi il concilio, si degni di arlo per a"ore della religione 2 *a se / troppo arduo c%e Voi possiate giungere in questa contrada, c%e Vostra !antit ci in or"i per iscritto, in "odo c%e, a nostra volta, noi ordinere"o a tutti i vescovi d=riente, di )racia ed Illiria, di riunirsi in un luogo sta+ bilito, da noi indicato. L si prenderanno in avore della religione cristiana e della ede cattolica, quelle "isure c%e Vostra !antit avr prescritte in con or"it con le nor"e ec+ clesiastic%e@3;8. >ualche secolo dopo, l1mperatrice Irene , rivolgendosi a Pa0a A!ria%o I4 in ordine alla convocazione del 011 Concilio 9cumenico di Nicea per il 6B6, ribadiva che ?coloro a cui (.!. >es4 Cristo %a con erito la dignit i"periale o quella di !o""o sacer+ dote, sono tenuti a darsi cura e pensiero di ci c%e gli / accetto e di governare secondo la sua volont i popoli c%e sono stati loro a idati. E per questo c%e, obbedendo alle ispirazio+ ni di un cuore puro e duna vera piet, di concerto con tutti i nostri sudditi e i dottissi"i preti, abbia"o lunga"ente discusso sulla situazione e, dopo "atura ri lessione, abbia"o deciso di organizzare un concilio ecu"enico@3;2.

I1. ) E .ichiarazioni im eriali d(rante i Concili


!1mperatore Marciano, durante la 01 sessione del Concilio di Calcedonia, che defin dogmaticamente la dottrina cattolica sullAnione 1postatica, cos affermava, ?C%ia"ati dalla volont divina a governare, in "ezzo alle pressanti sollecitudini inerenti a tale carica, in dallinizio del nostro regno, noi non abbia"o avuto niente pi4 a cuore c%e assicurare la per etta e incrollabile corrispondenza delle convinzioni religiose con le vere e sante dottrine della ede ortodossa. !venturata"ente, alcuni uo"ini, per bra"a o per also zelo, %anno di uso tra il popolo delle idee singolari ed opposte allantica tradi+ zione e %anno dato origine ad un errore or"ai assai di uso. #er porvi ri"edio, abbiamo riunito 1uesto concilio& con la er"a speranza c%e il "iglior rutto delle atic%e del viaggio sar la er"azione della vera religione 2 Lo scopo perseguito da (ostro !ignore u c%e tutti gli uo"ini abbiano, riguardo a &io, un solo e "edesi"o concetto, e c%e essi onorino la vera religione cattolica, c%e voi esporrete loro, seguendo i dog"i tras"essi dai santi #adri@3;3. Gi(stiniano I , a sua volta, intervenendo al DR Concilio ecumenico, riunitosi a Costantinopoli nel D67, dichiarava, ?I pii ed ortodossi I"peratori, nostri predecessori, ebbero cura di soppri"ere le ere+ sie nascenti e di convocare delle asse"blee di vescovi, per "antenere la pace nella !anta C%iesa di &io con la er"azione della pura dottrina rivelata. CosI, quando il blas e"o Ario os sostenere c%e il ,iglio di &io non era consustanzionale al #adre, "a c%e era una
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Citato in 0oce Conciles in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 111, p. 2a, col. ;G;. Citato in 0oce Conciles in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 111, p. 2a, col. ;G;. 261 Citato in 0oce Conciles in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 111, p. 2a, col. ;G6. 262 Citato in 0oce Conciles in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 111, p. 2a, col. ;G6.

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se"plice creatura, Costantino, di pia "e"oria, riunI a (icea :6H vescovi e con tale conci+ lio, c%e egli sostenne con la sua presenza e c%e procla" la consunstanzialit del Verbo, procur la condanna delle"piet ariana e la conservazione della vera ,ede. 123 #er questo -per dirimere la controversia dei cosiddetti Tre Capitoli. i abbiamo con o( cato nella nostra regia citt in "odo c%e vi"pegniate ad espri"ere nuova"ente le vostri intenzioni in ordine a tale questione 123 Abbia"o anc%e ric%iesto al #apa 1Vigilio3per "ezzo di nostri dignitari e di alcuni di voi di venire a raggiungervi e discutere con voi la are dei detti Capitoli, cosI da arrivare ad una conveniente or"ula dottrinale@3;7. !1mperatrice Irene , intervenendo durante le sessioni del 6R Concilio ecumenico del 6B6, che condann" lerrore iconoclasta, ribadisce con forza il medesimo diritto dei sovrani cristiani di indire tali riunioni ecclesiastiche per il bene della religione rivelata, ?&esiderando esser partecipi della elicit e della nobilt di igli di &io, noi ci s or+ zia"o di condurre tutto il nostro i"pero ro"ano alla pace e allunit. Voglia"o in parti+ colare i"pegnarci per il bene delle sante C%iese di &io e ci interessia"o viva"ente alla per etta intesa dei sacerdoti dellest, del nord, dellovest e del "eridione. =ra, secondo la volont di &io, questi sacerdoti sono qui presenti nelle persone dei loro rappresentanti e co+ storo sono latori della risposta alla lettera sinodale del nostro santissi"o #atriarca. )ale, in atti, / stata, in ogni te"po, la legge dei concili della C%iesa cattolica c%e crede, in tutto il "ondo, nel Vangelo. Per la olont0 e l)ispirazione di *io& noi i abbiamo dun( 1ue riunito, o santissi"i sacerdoti, incaricati di presentare a &io il sacri icio incruento della sua alleanza, perc%- rendiate un giudizio con or"e alle de inizioni dei concili orto+ dossi@3;G. Neppure i contemporanei, ossia i vescovi e gli stessi 'api, misero in discussione o negarono ai sovrani cattolici il diritto di convocare i concili. Nel decreto sinodale del 2R Concilio di Nicea & espressa chiaramente lidea che esso fu adunato per volont dell1mperatore, ispirato da )io. 9usebio di Cesarea, nella sua Vita Constantini, afferma, a sua volta, che il sovrano, ?per opporre al ne"ico della C%iesa un esercito divino, convoc un Concilio ecu+ "enico, invitandovi con una lettera piena di de erenza, i vescovi di tutto il "ondo@3;D. 1 documenti ufficiali del Concilio di 9feso non sono meno evidenti3;;. Allinizio di ogni sessione i 'adri ricordano che lassise & stata indetta dall1mperatore romano, ripetendo il concetto per una trentina di volteL 1l 'apa contemporaneo al Concilio, Celestino 1, scrivendo a 1eodosio I I , dopo essersi felicitato che tale azione a vantaggio della religione, rafforzer anche limpero, prosegue, ?(oi pure, in virt4 del nostro potere sacerdotale, consacria"o i nostri s orzi a que+ sto celeste co"pito e assistia"o nelle persone dei nostri legati al concilio& c.e oi a ete ordinato@3;6.
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Citato in 0oce Conciles in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 111, p. 2a, col. ;G6. Citato in 0oce Conciles in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 111, p. 2a, coll. ;G6;GB. 265 Citato in 0oce Conciles in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 111, p. 2a, col. ;GB. Cfr., anche #atrologia Latina, t. 55, col. 28;8. 266 0oce Conciles in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 111, p. 2a, col. ;GB. 267 Citato in 0oce Conciles in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 111, p. 2a, col. ;GC.

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I1. 6 , I Concili con6ocati dagli Im eratori cristiani


Costantino il Grande (.*6,..+", il primo 1mperatore Cattolico, fu anche il primo sovrano a convocare un Concilio generale di 0escovi, +uello indetto a Nicea nel .2) d.C., per dirimere la grave controversia ariana. Nel discorso dapertura che tenne dinanzi ai 72B 0escovi convenuti, dichiar" di considerarsi ? ratello dei vescovi nel servizio di &io@3;B. 1n seguito partecip" alle sedute, tenendo la presidenza onoraria e disciplinare del Consesso. 9gli espresse chiaramente lidea di aver riunito tale assise su ispirazione divina, in perfetta autonomia3;C. 1l suo esempio, come dicemmo, fece scuola. A 1eodosio il Grande (.+<,.<)" si deve +uindi la convocazione del I Co%ci#io !i Costa%ti%o0o#i (.;1" che condann", tra gli altri, gli errori di %acedonio in ordine alla natura divina dello #pirito #anto. Nel .1 1eodosio I I ( *;, )*" intima il Co%ci#io !i Efeso contro le eresie di Nestorio. A Ca#ce!o%ia nel )1 si riun un il GR Concilio 9cumenico per ordine dell1mperatore Marciano ( )*, )+" che defin dogmaticamente la dottrina dellAnione 1postatica. Nel )). fu la volta di Gi(stiniano I ()2+,)6)" ad intimare la convocazione di un Concilio 9cumenico a Costantinopoli, il Costa%ti%o0o#ita%o 2L, che anatemizz" lorigenismo ed altri errori. !1mperatore Costantino I4 Pogonato (66;,6;)" convoca nel 6;* il Co%ci#io Ec&me%ico Costa%ti%o0o#ita%o .L che condann" leresia monotelita, che opinava esserci in Cristo una sola volont. >uello Nice%o 2L del +;+ invece venne riunito per ordine dellIm0eratore Costantino 4I (++6,+<+" per condannare leresia iconoclasta. Basilio I (;6+,;;6" convoca a Costantinopoli nell;6< l1III Co%ci#io Ec&me, %ico ( L Costa%ti%o0o#ita%o" della Chiesa Cattolica, che oltre a ribadire la dottrina intorno al culto delle 1mmagini, condann" lo scisma di =ozio.

I1. + E S iegazione teologica


1 principi cristiani esercitarono, +uindi, lungo i secoli, un effettivo potere di convocare e riunire il Corpo episcopale, sotto la presidenza del 'apa, per dirimere le controversie religiose. Tale prerogativa, per cui il sovrano interveniva direttamente e autonomamente in ordine alla costituzione di tali assisi ecclesiastiche, richiedeva pur sempre lapprovazione formale della Chiesa docente. 9ra, insomma, il 'ontefice <omano che for268 269

!. Todesco, Corso di storia della C%iesa, vol. 11, Lepoca dei #adri, Torino-<oma, %arietti, 2C3G, p. 36. 0oce Conciles in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 111, p. 2a, col. ;GB.

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malmente confermava, o tacitamente o espressamente, tali assemblee e le loro deliberazioni. 1 teologi hanno, +uindi, distinto tra il potere "ateriale di convocazione dei Concili suddetti, che effettivamente esercitarono gli 1mperatori romani, e +uello or"ale o sostanziale, che spetta di diritto al solo 'ontefice. Agli 1mperatori, che una volta riunito il concilio, non intervenivano mai direttamente nel merito delle discussioni teologiche vere e proprie, lasciando ai vescovi, presieduti dal 'apa per mezzo dei suoi legati, di definire le +uestioni allordine del giorno, spettava anche la 0resi!e%za materia#e. 9ra, cio&, loro affidata la vigilanza sul buon ordine e lo svolgimento secondo i canoni delle sessioni. Cos il principe cattolico si comportava secondo il noto aforisma attribuito a Costantino il (rande. 1l pio sovrano si era definito, in rapporto alla gerarchia ecclesiastica, ? esco o esterno@, espressione che ben esprimeva lidea dellazione propria di un sovrano cristiano nella Chiesa.

I1. ; , I

rinci i e i Concili ec(menici in 8ccidente

%ano a mano che si venne approfondendo la divisione che separava la chiesa latina occidentale da +uella orientale, avviatasi sulla strada senza uscita dello scisma, si prepar" il terreno a +uella translatio e renovatio I"peri che culmin" nel Natale dellanno B88 con lincoronazione del principe franco, Carlo. 'er due secoli e mezzo /B68-22374 la Cristianit non vide pi$ riunirsi il corpo episcopale. >uando, nel 2237, il CR Concilio ecumenico si adun" nel 'alazzo !aterano, nella citt del 'apa, laugusta assise trov" nel supremo 'astore la sua guida naturale. )a allora, furono +uasi sempre i #ommi 'ontefici i protagonisti dei Concili ecumenici che ebbero luogo in Occidente. ?>razie, tuttavia, alla buona intesa tra i due poteri, i principi secolari urono a"+ "essi ad assistervi o a arvisi rappresentare con voto consultivo o con certi privilegi onori+ ici. Al 8\ Concilio del Laterano, constatia"o la presenza del Re 1dei Ro"ani3 Corrado III0 al 6\ Concilio di Lione, quella di 'aldovino II e di !an Luigi0 al Concilio di Vien+ ne, quella dei Re di ,rancia, Ing%ilterra ed Aragona0 al Concilio di ,irenze quella di >iovanni #aleologo0 al Q\ Concilio Laterano quella di *assi"iliano I. Il Concilio di )rento rest edele a questa tradizione, s orzandosi di agire in accordo con i principi catto+ lici, in "odo particolare con lI"peratore Carlo V, e nellaccogliere i loro desiderata nella "isura del possibile@368. Tuttavia /lo si vedr meglio nella #arte !esta di +uesto breve studio4 durante lo scisma che afflisse la Chiesa latina sul finire del secolo 510 e linizio del 50, sar proprio lintervento provvidenziale del #acro 1mperatore ad avviare, con la convocazione del Concilio ecumenico di Costanza, la soluzione della crisi religiosa.

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0oce Conciles in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 111, p. 2a, col. ;6G.

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Parte Quinta

La M o n a r c h i a sa cra

e i +esco2i
Sommario
+. 1 1 Lelezione dei +esco2i a2enti gi'risdizione prima di Costantino !I-I+ secolo& +. 2 1 I 2esco2i e la nascita della monarchia cristiana +. 3 - La monarchia -ranca e lepiscopato d'rante la dinastia mero2ingia !+-+III secolo& +. " 1 I Carolingi e le nomine episcopali !sec. +III-I3& +. $ 1 Lepoca -e'dale e la ri-orma gregoriana !sec. 3-3II& +. , 1 Canonici e Papi nelle elezioni 2esco2ili del 3III secolo +. . - PrincipiC Papi e +esco2i tra 3+ e 3I+ secolo +. % - Il Concordato di Bologna !1$1,& +. # - *. l-onso Maria de Lig'ori e la Monarchia sacra

1. 1 E Lelezione dei 4esco6i rima di Costantino !I - I4 secolo&

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!a Chiesa docente, per divina istituzione, & costituita dagli Apostoli, presieduti da #an 'ietro, e dai loro successori, il 'apa romano e i 0escovi. Ad essi & connesso lesercizio esclusivo dellautorit in ordine al fine della Chiesa, che & la santificazione soprannaturale delle anime. #enza entrare nel merito teologico del potere episcopale, si tratta di affrontare la +uestione della sce#ta4 o e#ezio%e, di coloro che sono degni di ricevere tale potest. !Antico Testamento, da +uesto punto di vista, non era daiuto, poich* nella legge mosaica il sacerdozio si trasmetteva per via ereditaria, allinterno della famiglia di Aronne. Nel Nuovo Testamento, invece, la vocazione al sacerdozio & individuale e personale, slegata da +ualsiasi vincolo familiare o sociale. !a storia della Chiesa, a tale riguardo, presenta uno spartiac+ue tra prima e dopo la conversione di Costantino, ossia, tra prima e dopo la nascita dello #tato cristiano e della monarchia sacra. 1 'rincipi, infatti, erano assai interessati ad avere voce in capitolo nella scelta di coloro che avrebbero rivestito la carica episcopale avente giurisdizione. Terminata let apostolica, la scelta di un nuovo Ordinario diocesano, tra il 11 e il 10 secolo dopo Cristo, si fiss" secondo una precisa modalit. #an Cipriano, alla met del 111 secolo, descrive cos la prassi delezione allora vigente, ?I vescovi pi4 vicini della provincia si riuniscono nella citt la cui sede / vacante. Il vescovo viene scelto, plebe presente -alla presenza del popolo, clero e laici.K occorre c%e il popolo sia presente allelezione, poic%- singulorum vita plenissime novit -conosce benissimo la vita di ciascuno.. La dignit episcopale viene con erita allora universae fraternitatis suffragio et episcoporum iudicio -col consenso di tutta la comunit e su giudizio dei vescovi.@362. #ono cos indicati i tre attori dellelezione vescovile, i laici, il clero diocesano, subordinati ai vescovi della provincia. T evidente che +uesti ultimi rivestivano in tali decisioni il peso maggiore. )altra parte, era pure naturale che il clero cittadino ed i fedeli avessero voce in capitolo nella nomina del prelato che, mantenendo la carica a vita, era posto a capo di una vasta amministrazione, dotato, oltre che di poteri spirituali, anche di una giurisdizione di notevole ampiezza. 1n tali elezioni, a +uestepoca, il 0escovo di <oma non interviene che indirettamente. #i limita a svolgere una costante opera di vigilanza e supervisione, richiamando alla corretta applicazione delle norme elettorali.

1. 2 9 I 6esco6i e la nascita della monarchia cristiana


!a nascita della monarchia sacra, nel 10 secolo, condusse inevitabilmente gli 1mperatori romani ad interessarsi delle nomine vescovili, soprattutto di +uelle riguardanti le sedi episcopali pi$ prestigiose.
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0oce, Klection des -vCques in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. 33D6.

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%entre in Oriente i discendenti di Costa%ti%o intervennero talvolta nella nomina e nella deposizione degli Ordinari /nel 77B Costa%zo depose di propria autorit 'aolo, arcivescovo della capitale, sostituendolo con lariano 9usebio di Cesarea4 in Occidente linfluenza della potest temporale fu pi$ discreta. ?(on si provvedeva, tuttavia, alle sedi principali dellI"pero, senza il consenso i"periale. Lelezione del Vescovo di Ro"a, special"ente, doveva essere regolar"ente sotto+ "essa alla rati ica dellI"peratore. >li atti u iciali i"piegavano a tal riguardo questi ter"ini tecnici del diritto canonico e della cancelleria, consensus plebis& praeceptio regis -consenso del popolo, autorizzazione del re. c%e saranno adottati in ,rancia dalla "onarc%ia "erovingia@363.

1. . , La monarchia franca e le isco ato d(rante la dinastia mero6ingia !V-VIII secolo&


1n Occidente, la miracolosa conversione del <e franco C#o!o'eo I, dopo la vittoriosa battaglia di Tolbiac dellanno GC;, permise linstaurarsi tra la monarchia e il clero cattolico di un proficuo rapporto di collaborazione. 1l monarca solo eccezionalmente si riserv" dintervenire nella nomina dei vescovi del regno, come nel caso della scelta degli ordinari diocesani di #ens, 'arigi e AuOerre, lasciando per il resto che le elezioni episcopali si svolgessero secondo la prassi invalsa nei secoli precedenti367. Come era inevitabile, per", i suoi discendenti vi intervennero sempre pi$ direttamente, sottraendo, di fatto, allantico corpo elettorale /vescovi, clero locale e fedeli laici4 ogni influenza sulle nomine. 1 Concili particolari, come il 3R di Orl*ans del D77, cercarono di rinvigorire lantica prassi, che, naturalmente non prevedeva alcun ruolo al potere temporale36G. >ualche anno dopo, tuttavia, un canone del DR Concilio di Orl*ans /DGC4 riconosceva per la prima volta allautorit monarchica il diritto dintervenire nelle nomine episcopali per ratificare la scelta del popolo e del clero. )opo che la designazione era avvenuta secondo le antiche regole, il metropolitano non poteva consacrare il nuovo vescovo se%za #$a00ro'azio%e re(ia, ?-um oluntate regis, iu9ta electione" cleri ac populi a "etropolitano cu" co"provincialibus ponti e9 consecretur@36D -1l 0escovo sia consacrato dal metropolitano, secondo la scelta del clero e del popolo, con lapprovazione del re.. T il 0rimo !o, c&me%to &fficia#e che riconosce alla monarchia sacra il diritto dintervenire nella scelta dei vescovi, sanzionando una pratica che doveva ormai essere consuetudinaria, e
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0acandard, Ktudes de critique et d%istoire religieuse, 'aris, 2C8;, p. 23B, in Klection des -vCques in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, coll. 33;2-33;3. 273 0oce, Klection des -vCques in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. 33;G. 274 0oce, Klection des -vCques in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. 33;G. 275 0oce, Klection des -vCques in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. 33;7.

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ponendo accanto agli antichi attori dellelezione /vescovi, clero e fedeli4 anche la volont del principe, secondo il seguente schema, 24 scelta del candidato da parte del clero e dei fedeliK 34 conferma del reK 74 consacrazione delleletto da parte del metropolitano assistito dai vescovi della provincia. An editto di C#otario II del 2B ottobre ;2D riassumeva cos la pratica elettorale, ?Colui c%e / stato canonica"ente eletto vescovo, necessita ancora dellapprovazione reale -per ordinationem principis ordinetur.@36;. A +uestepoca si venne cos a creare una sorta di tacito concordato tra la Chiesa e lo #tato cattolico. !a Chiesa ammetteva la prerogativa reale gi formulata nel Concilio di Orl*ans, ossia +uello di ratificare le nomine vescoviliK il <e tollerava che il suo intervento fosse limitato, permanendo ancora al clero diocesano e ai fedeli il diritto di eleggere il nuovo ordinario.

1. E I Carolingi e le nomine e isco ali (sec. 1III,I8"


1 maestri di palazzo carolingi, cresciuti in potenza allombra della decadente dinastia regnante, estesero in modo abnorme linfluenza della potest temporale sulle elezioni episcopali. !a situazione and" migliorando solo dopo il 6G8, +uando Car#oma%%o /Concilio di !eptinnes, 6G74 e Pi0i%o /Concilio di #oisson, 6GG4, 'rincipi fondamentalmente religiosi, ristabilirono la prassi consueta, impegnandosi a procedere alle nomine episcopali, senza aver prima udito il parere dei 0escovi, dei nobili e del clero diocesano366. Car#oma(%o, su invito di 'apa Adriano 1, promulg" un capitolare, in cui accordava al clero dell1mpero la libert delezione, fatto salvo il diritto reale di ratifica. )i fatto, per", il grande sovrano spesso vi interveniva, sia per troncare una troppo lunga vacanza, sia per prevenire i dissensi, sia per togliere terreno alle ambizioni e agli intrighi di potenti fazioni36B. !azione del #ovrano sesercitava attraverso i "issi do"inici, i +uali presenziavano alle nomine. Costoro, solitamente un laico ed un ecclesiastico, dovevano vigilare sullosservanza dei canoni e reprimere le intromissioni degli ambiziosi, mettendo in guardia gli elettori da scelte simoniache. ?C%e nessuno - recita un discorso di un inviato imperiale I accia una scelta ispirata dalladulazione, dal ti"ore, dalla speranza duna rico"pensa o da"icizia. (on dovete scegliere un padrone, "a un sacerdote, non un tiranno, "a un vescovo@36C. 1 'api stessi invocano lintervento dei "issi imperiali, come fa (iovanni 0111, che chiede a Car#o i# Ca#'o linvio di un messo straordinario a !aon per sorvegliare la
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0oce, Klection des -vCques in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. 33;7. 277 0oce, Klection des -vCques in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. 33;G. 278 0oce, Klection des -vCques in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. 33;G. 279 #atrologia Latina, t. C5501, col. 3DB, in Election des -vCques in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. 33;G.

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corretta elezione dellOrdinario3B8. 1 "issi, cos , assunsero unimportanza decisiva nelle nomine episcopali. 'er loro tramite la monarchia sacra, sul finire del secolo 15, esercitava uninfluenza incontrastata nella scelta dei nuovi vescovi, confinando in secondo e terzo piano gli antichi attori dellelezione, clero diocesano e fedeli laici. Anche i confratelli nellepiscopato dovevano tener conto di tale condizione. >uando, infatti, si diffuse la prassi che, alla dipartita dellOrdinario, fosse inviato un suo confratello in +ualit di Nvisitatore, scelto dal metropolitano, per condurre e presiedere la nuova elezione, costui, alla medesima epoca, era sempre designato secondo il volere della Corona3B2. )urante +uestepoca, infine, si assiste ad unulteriore modifica del corpo elettorale. 9merge, infatti, +uale vero ed esclusivo attore dellelezione episcopale, il clero della Chiesa cattedrale, i canonici, i +uali, a poco a poco, divengono gli unici rappresentanti, tanto del rimanente clero cittadino, +uanto di +uello del contado, come del popolo dei fedeli3B3. >uesta semplificazione, ovviamente, favor ancor pi$ lazione +uasi incontrastata della monarchia sacra.

1. ) E Le oca fe(dale e la riforma gregoriana (sec. 8,8II"


1l declino dell1mpero di Car#oma(%o segn" la nascita di forti principati territoriali, i +uali si sostituirono al potere centrale in difficolt nelle elezioni episcopali ed abbaziali. 1l signore avente giurisdizione Ninvestiva, cos , con la consegna dellanello e del pastorale il candidato allepiscopato. Anello e pastorale erano i simboli del potere sacerdotale. #embrava, cos , che linvestitura del beneficio temporale /feudo4 conferisse anche il potere spirituale. 1n cambio di tale Ninvestitura il nuovo Ordinario rendeva al signore il giuramento di fedelt, lomaggio. 'er rimediare a tale stato di cose, attorno al 2888, sorse un movimento di riforma, promosso inizialmente dai monaci di ClunH, e in seguito fatto proprio dai #ommi 'ontefici, tra i +uali si distinse #. (regorio 011. !intento del movimento riformista era +uello di restituire la scelta dei vescovi allantico corpo elettorale. 9sso, +uindi, intendeva limitare, da un lato, la preponderanza dei principi, dallaltro +uella dei canonici delle cattedrali. !a riforma ottenne lo scopo. Accanto al ceto canonicale della chiesa cattedrale torn" ad avere voce in capitolo anche il rimanente clero diocesano /urbano, rurale4, i religiosi e +uei laici che, tradizionalmente, godevano in antico del diritto di presenziare allelezioni.
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0oce, Klection des -vCques in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. 33;G. 281 0oce, Klection des -vCques in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. 33;;. 282 0oce, Klection des -vCques in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. 33;;.

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1 riformisti riuscirono, poi, a sottrarre alla monarchia la nomina !iretta degli Ordinari prima della loro consacrazione, come aveva ottenuto l1mperatore Otto%e I da 'apa (iovanni 5113B7. Non vollero, n* poterono, tuttavia, negare del tutto lazione e linfluenza dei sovrani in tali designazioni. Al principe spettava sempre la licentia eligendi del candidato, che doveva essergli notificato. 9ra in suo potere, infatti, concedere o rifiutare lapprovazione, come revocare o meno il diritto di regalia sui beni del vescovado vacante3BG. !a celebre Nlotta per le investiture si concluse con la stipula di alcuni concordati, come +uello di !ondra /28864 e di Sorms /22334 tra le due supreme potenze. 1n particolare, il Concordato sottoscritto da 'apa Callisto 11 e dall1mperatore E%rico 1 il 37 settembre 2233 nella piana di Sorms prevedeva che le elezioni si svolgessero in presenza del sovrano o di un suo delegato. !art. 2, infatti, recita, ?Io Callisto vescovo, servo dei servi di &io, a te, diletto i+ glio Enrico, per grazia di &io i"peratore dei Ro"ani, augusto, concedo c.e le elezio( ni dei esco i e degli abati del Regno di Germania& c.e sono di pertinenza del Regno& abbiano luogo alla tua presenza@3BD. 1n caso di contestazione ?sentito il parere o il giudizio del "etropolitano e dei ve+ scovi co"provinciali, tu dia lassenso e presti aiuto alla parte pi4 sana@3B;. >uesto passaggio, non del tutto perspicuo, diede luogo, sia ad uninterpretazione favorevole al potere imperiale, nel senso che spettava al monarca decidere in prima persona delle controversie, limitandosi lazione dei vescovi al loro consiglio, sia ad una pi$ restrittiva, che lasciava ai sinodi provinciali la risoluzione delle contestazioni, mentre al principe non restava che di farla eseguire. 1n (ermania, poi, il candidato riceveva lo scettro, simbolo dellinvestitura temporale, prima della consacrazione /anello e pastorale4. Nelle rimanenti parti dell1mpero, invece, era previsto che prima avvenisse la consacrazione da parte del metropolitano, ed in seguito, entro sei mesi, il sovrano conferisse il beneficio temporale. !1mperatore, infine, rinunciava allinvestitura con lanello e il pastorale3B6. 1l 'apato, a +uestepoca rimane nellombra, conservando la prerogativa dintervenire solo come ultima istanza e in modo straordinario.

1. 6 E Canonici e Pa i nelle elezioni 6esco6ili del :I I I secolo


<intuzzata la preponderanza del potere monarchico, i veri beneficiari della riforma gregoriana furono, da principio, i Capitoli delle cattedrali. 1 Canonici, infatti, approfittarono, da un lato, delle difficolt oggettive che impedivano la presenza alle
283 284

Concordats in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 111, p. 2a, col. 63C. 0oce, Klection des -vCques in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, coll. 33;6-33;B. 285 %. :endiscioli I A. (allia, &ocu"enti di storia "edioevale. A??+6A_8, %ilano, %ursia, 2C68-2C62, p. 236. 286 %. :endiscioli I A. (allia, &ocu"enti di storia "edioevale. A??+6A_8, %ilano, %ursia, 2C68-2C62, p. 236. 287 Concordats in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 111, p. 2a, col. 678.

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nomine dei laici autorizzati e degli altri ecclesiastici. #i opposero tenacemente, dallaltro, a cedere ai vescovi comprovinciali e agli abati +ualsiasi influenza nelle designazioni, riuscendo, per un breve periodo, a divenire i veri detentori del diritto elettorale. A +uesto risultato paradossale del moto gregoriano, se ne aggiunse un secondo, di pi$ grande momento, la sempre maggiore azione del 'apato +uale arbitro supremo delle designazioni vescovili. A poco a poco, infatti, le elezioni contestate e dubbie, che divennero sempre pi$ numerose proprio per lo s+uilibrio provocato dalla riforma gregoriana, spianarono la strada allintervento di <oma. 1 'api, al principio del 5111 secolo, devono intervenire sempre pi$ fre+uentemente nella maggioranza delle cause episcopali, nominando spesso direttamente i nuovi titolari, senza tener conto delle pretese dei Capitoli delle cattedrali. !e nomine dirette cominciano a divenire la regola, e non pi$, come per il passato, un fatto deccezione. Al termine di +uesto processo, attorno alle met del secolo 510, nonostante resistenze varie, ?in "ateria di elezioni episcopali la no"ina diretta da parte del so""o ponte ice divenne il diritto comune. Il papa aveva concentrato nelle sue "eni due cose un te"po distinte$ la scelta della persona e latto c%e con eriva la giurisdizione@3BB. Cos , lantica prassi elettorale che lasciava alla chiesa locale la parte maggiore nelle designazioni, divenne leccezione alla norma generale.

1. + , Princi i, Pa i e 4esco6i tra

V e IV secolo

Togliendo il potere elettorale ai Capitoli delle cattedrali, il 'apato, tuttavia, non aveva affatto annullato lazione dei sovrani nelle designazioni episcopali. Anzi, +uesti divennero i suoi veri ed unici antagonisti. !a riforma gregoriana, infatti, come vedemmo, non aveva negato in toto il diritto della monarchia sacra ad intervenire in tali decisioni. 1 sovrani, tra il 510 e il 50 secolo, divennero cos , spesso, i sostenitori dellantica prassi elettorale, che lasciava ad attori locali la nomina degli Ordinari, contro il nuovo diritto della #ede 'ontificia. Nel <egno di =rancia la #ra""atica !anzione di :ourges del 2G7B sosteneva violentemente lantico diritto dei Capitoli e dei monasteri in ordine allelezione dei nuovi giusdicenti. Tuttavia, spesso, i monarchi preferivano trattare direttamente con <oma, chiedendo formalmente lautorizzazione alla %omi%a !iretta di vescovi ed abati. Tale prassi, iniziata in =rancia durante il regno di Car#o 1II, giunse ad una svolta con L&i(i 8I che, nel 2G;6, domand" direttamente a 'apa 'aolo 11 il diritto di nominare i candidati di un certo numero di vescovadi. Cos avvenne. 1l 6 agosto 2G63, 'apa #isto 10, con la bolla Ad universalis Ecclesiae Regi"en, in cambio della ritrattazione della 'ragmatica #anzione del 2G7B, concedeva al sovra288

0oce, Klection des -vCques in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. 3368.

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no francese la nomina di alcuni benefici, rinunciando al diritto di riserva3BC. Nel 2G6D, il medesimo 'ontefice trasfer il diritto di nomina al sovrano di +uattro importanti episcopati, Clermont, Cahors, Carcassonne e Coutances. Nel 2GB7, sono circa una trentina i nuovi vescovi nominati dal <e e istituiti dal #ommo 'ontefice /diritto di ratifica43C8.

4+ / - Il Concordato di Bologna (1)16"


#i giunse, tuttavia, al 2D2; per la definitiva soluzione delle relazioni tra le due supreme potest. 1l <e di =rancia 3ra%cesco I, infatti, e 'apa !eone 5 stipularono a :ologna un concordato che, tra laltro, regolava con certezza la collazione delle dignit episcopali e abbaziali nella monarchia transalpina. Con esso il monarca rinunciava definitivamente alle pretese della #rag"atica di :ourges, mentre il #ommo 'ontefice concedeva una sanzione giuridica alla +uestione delle nomine episcopali ed abbaziali /benefici maggiori4. 1l principio era semplice, nomina da parte del #ovrano, istituzione canonica del 'apa. !Ordinanza reale del 27 marzo 2D26, riprendendo la :olla pontificia !acro approbante Concilio /2G gennaio 2D2643C2 cos stabiliva, ?(elle C%iese "etropolitane e cattedrali del Regno, &el inato e Contee di &ie e Va+ lenza 2 ri"aste vacanti 2 ora o in uturo, anc%e a seguito di unioni atte nelle nostre "ani, o dei nostri successori, i canonici non potranno procedere allelezione o alla postula+ zione del uturo prelato 2 il Re di ,rancia, invece, potr no"inare a (oi, e ai nostri suc+ cessori, #onte ici Ro"ani, una persona .. e con tale persona, cosI designata dal Re, sar da (oi e dai nostri successori provveduto alla sede vacante@3C3. !elezione era cos soppressa. 1l 'apa e il #ovrano sono gli unici attori della designazione. 1l diritto di nomina del monarca & sottomesso alle norme canoniche det e attitudine, il futuro prelato deve avere almeno 36 anni, essere laureato in teologia e in utroque iure /diritto canonico e civile4 ed essere presentato entro sei mesi dalla vacanza della sede. 1l 'apa pu" rifiutare listituzione canonica nel caso in cui giudichi il designato Nnon +ualificato. Al #ovrano, allora, rimangono tre mesi per nominare un altro candidato. >ualora il <e trascuri di farlo, sar direttamente il 'ontefice a compiere lelezione. 1l diritto di nomina del principe & limitato da due eccezioni, 24 le chiese, che possono dimostrare un diritto delezione confermato dalla #anta #ede, lo mantengono anche nel regime concordatarioK 34 !a #anta #ede si riserva, infine, la nomina dei benefici, il cui titolare & morto a <oma /vacantia in Curia43C7. 1l Concordato di :ologna divenne il modello per altri simili trattati tra gli #tati Cattolici e la Chiesa, come +uello del 2676 con la monarchia delle )ue #icilie, +uello
289 290

0oce Concordats in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 111, p. 2a, col. 677. Klection des -vCques in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. 3367. 291 Concordats in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 111, p. 2a, col. 677. 292 Klection des -vCques in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. 336G. 293 Klection des -vCques in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. 336G.

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stipulato nel 26G2 con il <e di #ardegna, +uello del 26D7 con la #pagna, +uello del 2B26 con la :aviera, +uello del 2BDD con l1mpero asburgico ecc.3CG 9sso rimase in vigore in =rancia fino alla <ivoluzione. =u, in +ualche modo, riaffermato da +uello bonapartista del 2B82, e cess" di operare solo nel 2C8D, +uando la #anta #ede, dopo il fallimento del raille"ent, a seguito della scandalosa politica anti-cattolica della Terza <epubblica massonica, denunci" unilateralmente il Concordato. Occorre ricordare, infine, che la Chiesa non riconosce al potere politico non cattolico che un intervento negativo in ordine alle nomine episcopali. Cos , infatti, scriveva, il 38 luglio 2C88, il #egretario di #tato di !eone 5111, Card. <ampolla del Tindaro ai vescovi di 'russia, Jannover e del <eno #uperiore, ove, non vigendo alcun concordato, la modalit delezione era riservata ai Capitoli delle cattedrali, ?Luesta !ede non riconosce alle autorit non cattolic%e c%e un intervento negativo nelle elezioni dei vescovi, e questo intervento consiste nel atto c%e i candidati "eno graditi allo !tato non vengono scelti. (ello scegliere i pi4 degni, i Canonici devono, quindi, are in "odo di designare quello pi4 gradito al >overno@3CD. =in dalla sua nascita, la %onarchia sacra non ha cessato desercitare, seppure con intensit diversa nel corso dei secoli, il proprio diritto-dovere in ordine alla scelta dei prelati destinati a ricoprire posti dautorit /vescovi, abati4 nella Chiesa. Tale azione & stata ratificata +uasi subito dalla gerarchia ecclesiastica e non & mai stata negata di principio. 9ssa, infatti, trova la propria giustificazione nella necessaria alleanza tra potere temporale legittimo e autorit ecclesiastica, ossia in +uellunit, nella distinzione, che & alla base della societ cattolica. 1l monarca legittimo ha esercitato, daccordo col Clero docente, per secoli, in modo praticamente incontrastato, anche in +uestambito, una sorta di potere +uasisacerdotale indiretto in sacris.

1. < , S+ 'lfonso Maria de Lig(ori e la Monarchia sacra


Nel 2666, pochi anni prima dellesplodere della bufera rivoluzionaria, #. Alfonso %aria de !iguori, 0escovo di #antAgata dei (oti, fondatore della Congregazione dei <edentoristi ed insigne dottore e apologeta, diede alle stampe, a Napoli, un interessantissimo volumetto, intitolato "a!ed e l t # dei $ass a . l li Con tale breve operetta il grande santo partenopeo Edi"ostra c%e i sovrani debbono di endere i diritti della religione e repri"ere gli eretici e la sta"pa e"pia, se vogliono salvaguardare i diritti della loro corona. !i appella allese"pio di Costantino il >rande, di !an Luigi, di !anto !te ano d.ng%eria e di altri re cristianiF3C;. Alcuni passi di +uesto aureo libretto dimostrano pure come #. Alfonso, sul finire del secolo 50111 e nellinfuriare delle dispute tra fautori e detrattori delle tesi eretiche giurisdizionaliste /& noto, tra gli altri, il suo intervento a difesa del 'a294 295

Klection des -vCques in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. 336D. 1n Klection des -vCques in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. 336;. 296 '. %aurice de %eulemeester, 'ibliogra ie g-n-rale des -crivains r-de"ptoristes, !uovain, 2C77, p. 268.

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pato contro gli errori di =abronio4 mantenesse ancora salda e chiara la dottrina della necessaria alleanza e collaborazione tra potere spirituale e autorit sacra dei <e, anche nel senso sopra decritto. 1l )e !iguori, cos , non nega affatto che sia legittimo ad un monarca cattolico scegliere i candidati alle cariche ecclesiastiche. Ci" che gli sta veramente a cuore &, infatti, che tali designazioni siano oculate e mosse da sincero zelo per le anime, EAlle caric.e ecclesiastic.e& alle 1uali tocca ai principi di nominare Z sono le sue testuali parole , de ono promuo ere i soggetti pi! degni. E quin+ di conviene ancora c%e provvedano le pensioni ecclesiastic%e a coloro c%e %an pi4 ati+ cato per la c%iesa.X 9gli consiglia poi al 'rincipe cattolico di vigilare che i membri delle congregazioni religiose del suo regno rispettino la regola dellOrdine, E*e ono ancora 8i so rani: igilare affinc.7 i superiori delle religio( ni facciano osser are dai sudditi le regole del loro istituto< poic%- quando i religiosi "ancano al loro dovere ed i loro capi son trascurati per le"enda, ne avviene gran danno ai secolari ed a tutta la repubblicaF. Compito infine del monarca cristiano & +uello di favore la diffusione della =ede, ENon , solo officio del esco o& ma anc.e del so rano& promuo ere tra i assalli gli eserciz= di de ozione e l)onore di *io 123 > ero c.e il mandar le missioni , officio dei esco i< ma l)esperienza fa edere c.e alle olte ale pi! la diligenza d?un principe santo e pruden( te a con ertire i suoi assalli& c.e non algono mille esco i& mille missioni e mille missionar=F3C6.

HHHHHHHHHHHHHHH
Parte Sesta

3C6

#. Alfonso %aria de !iguori, La edelt dei Vassalli, Napoli, 'aci, 2666, in BR, pp. G8.

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La Monarchia sacra e il Pa ato


Sommario
+I. 1 - L6lezione dei Papi -ino al I+ secolo +I. 2 1 Papa *. Boni-acio I e lImperatore /norio !"1#& +I. 3 1 /doacre e 8eodorico !"%3-$01& da2anti al Papato +I. " - I Papi e Bisanzio !$3,-."1& +I. $ - Carlo Magno !..,-%1"& +I. , - La Constit'tio )omana di Lotario I !%2"& +I. . - Papato ed Impero nella seconda met= del secolo I3 +I. % - Il Papato nel secolo di -erro !#00-#,2& +I. # 1 Il Pri2ilegio di /ttone il 4rande !#,2& +I. 10 - /ttone IIC /ttone III e *. 6nrico II !#.3-1022& +I. 11 - LImperatore 6nrico III !103#-10$,& e la ri-orma del Papato +I. 12 - Il decreto di Papa >icolo II !10$#& +I. 13 - *an 4regorio +II e la 2ittoria del Papato +I. 1" 1 Lelezione dei Ponte-ici e il Concla2e !3II-3+ secolo& +I. 1$ 1 La catti2it= d 2ignone !130$-13.%& +I. 1, - Il grande *cisma d/ccidente !13.%-1"1$& +I . 1. - La deposizione di 4io2anni 33III !2# maggio 1"1$& +I. 1% - 4regorio 3II abdica !l'glio 1"1$& +I. 1# - Beposizione di Benedetto 3III !2, l'glio 1"1.& +I. 20 1 Lelezione di Martino + !1"1.-1"31& +I. 21 1 La monarchia sacra e il 5diritto di escl'si2a nei seeoli 3+I-33

6.1 , L7lezione dei Pa i fino al IV secolo

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#orta la monarchia sacra con la conversione dell1mperatore Costantino, i sovrani cristiani, compresi del loro alto ufficio di custodi dellordine naturale ed alleati della (erarchia ecclesiastica nella Chiesa, si interessarono, oltre che della nomina di vescovi ed abati, come abbiamo visto, anche della scelta del #ommo 'ontefice. Tocchiamo +ui un argomento spinoso, che ha fatto versare fiumi dinchiostro. Ana concezione storiografica influenzata dal processo rivoluzionario anticristiano degli ultimi secoli, ha talvolta assuefatto anche gli ecclesiastici di buono spirito, non ultimi alcuni Ntradizionalisti, a giudicare, nella relazione tra !acerdotiu" e I"periu" dei secoli cristiani, sempre e comun+ue, lazione del potere temporale, anche se consacrato e legittimo, nella sfera religiosa, come uno sconfinamento indebito, immaginando la relazione ideale della Chiesa docente con lo #tato cristiano non altrimenti che di semplice obbedienza ad nutu" dei voleri pontificali. %olti tra i moderni storici della Chiesa, avendo perduto il senso dellunit nella distinzione della potest monarchica e dellautorit pontificale nellunica Chiesa di Cristo, influenzati dalla condotta anticattolica dei governi degli ultimi secoli, hanno trasferito, pi$ o meno inconsciamente, anche alle epoche in cui vigeva un regime di concordia tra lo #tato e la Chiesa, il giudizio negativo sulle relazioni tra le due supreme potest nellepoca rivoluzionaria. :asterebbe leggere il lungo e, per altro, ben documentato saggio che nel 2C22 il Dictionnaire de Thologie Catholique298 dedica a tale argomento, per toccare con mano come, ben prima dellesplosione neo-modernista degli anni ;8 del secolo trascorso, molti autori ecclesiastici avessero completamente perduto il senso dellunit e della concordia dei due poteri nella Chiesa. 1l saggio sopracitato, infatti, trasuda di anacronistico nazionalismo anti-tedesco. #i parla continuamente di imperatore Ntedeschi e si riduce la contesa tra le due potest, spesso, a una +uestione nazionaleL A leggere certi autori sembrerebbe che personaggi, per altro controversi, come l1mperatore 7nrico I4 di 3ranconia, lantagonista di #. (regorio 011 nella Nlotta per le investiture del secolo 51, siano da considerarsi +uasi alla stregua dei politici laicisti contemporanei, senza tener conto che +uel sovrano, compreso da unalta concezione della maest imperiale cristiana, ingaggi" +uella celebre lotta, non certo per negare la religione o distruggerla, ma per difendere una consuetudine che, a torto o a ragione, credeva legittima, ossia il diritto dell1mperatore <omano ad aver voce in capitolo nella designazione del 0escovo di <oma. N* !an >regorio VII, per +uanto persuaso della suprema missione spirituale della Chiesa docente e del 'apato in particolare, intendeva misconoscere il principio dellunit della societ cristiana. #i pu", infatti, tran+uillamente affermare, come vedremo brevemente, che non tutti gli atti dei sovrani cristiani in ordine alla scelta e designazione dei 'ontefici <omani, furono indotti soltanto da mere considerazioni terrene, o ispirati dalla bieca ambizione o da volont di potenza. #pesso fu proprio grazie allintervento di principi
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0oce Klection des #apes in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, coll. 33B6 ss.

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saggi e profondamente religiosi, che listituzione papale riusc a risollevarsi da certi momenti poco felici della sua immortale vicenda, e riproporsi +uale degna guida delle popolazioni cristiane del mondo intero. 'oich* la dignit di #ommo 'ontefice & la pi$ elevata che vi sia sulla terra, latto che determina il soggetto che ne deve essere insignito, riveste una capitale importanza. Con esso, infatti, si individua il 0icario visibile di (es$ Cristo, linterprete infallibile della <ivelazione, il capo della Chiesa militante, il padre, infine, di una moltitudine immensa di fedeli. 1l modo, tuttavia, con cui operare tale fondamentale scelta, non & stato fissato per diritto divino. (es$ Cristo, infatti, non ha trasmesso alcuna prescrizione al riguardo, lasciandone la regolamentazione alla Chiesa. )urante i primi secoli, il 0escovo di <oma era designato allo stesso modo degli altri Ordinari. =edeli, clero diocesano e vescovi circonvicini erano, seppure a titolo diverso, i depositari del diritto di nomina3CC. A seguito, tuttavia, dello sviluppo e dellaccrescimento della Chiesa, tale modalit delezione cominci" a mostrare dei pericolosi inconvenienti. #e essa, infatti, poteva essere funzionale fin +uando i partecipanti alla nomina erano relativamente pochi, diveniva fonte di gravi svantaggi +uando tale numero aumentava. !e riunioni divenivano allora tumultuose, a causa dello scontro delle varie fazioni, che vi prendevano parte. Ancora al tempo delle persecuzioni, alla morte di 'apa #an ,abiano /38 gennaio 3D84 si era visto sorgere un antipapa in Novaziano, che appoggiato da un forte partito, aveva cercato di scalzare dalla sede di #an 'ietro, il legittimo eletto, #an Cornelio788. 'oco meno di un secolo dopo, morto 'apa Liberio nelle catacombe il 3G settembre 7;;, venne regolarmente eletto a succedergli sei giorni dopo, il 2R ottobre, #an &a"aso. %a Arsicino, sostenuto da un forte partito popolare e da +ualche prelato, gli si erse contro. #i scaten" una vera e propria battaglia allinterno di #an !orenzo, dove si stava compiendo lelezione di &a"aso. 0i furono parecchi morti, finch* non intervennero le truppe del 'refetto di <oma, il pagano 'rotestato, a ristabilire lordine. 1 seguaci di Arsicino, tuttavia, continuarono ancora per parecchi mesi a tenere la citt in stato di guerra, spargendo il terrore tra la popolazione dellArbe782.

6. 2 E Pa a S+ Bonifacio I e lIm eratore 8norio !-,*&


Consimili episodi spinsero la monarchia sacra, sollecitata dai 'ontefici <omani, ad intervenire ripetutamente nelle nomine papali. Alla morte di 'apa #. Posi"o /G2B4, infatti, lantipapa 9ulalio disput" la tiara al legittimo pontefice #. 'oni acio I /G2B-G334. 1l prefetto dellArbe, il pagano #immaco, intervenne allora per sostenere la candidatura dellantipapa, giudicato pi$ favorevole all1mperatore dOccidente, 8norio, che risiedeva a <avenna, poich* :onifacio, per i suoi passati legami con Costantinopoli, era considerato aderente alla fazio299

0oce Klection des #apes in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. 33B6. 300 0oce Klection des #apes in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. 33BC. 301 0oce Klection des #apes in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. 33C8.

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ne di 1eodosio I I , che regnava sulla #ars =rientis. 9ulalio fu, +uindi, intronizzato a forza in #an (iovanni in !aterano, la basilica papale allinterno dellArbe. Onorio, intervenendo a vantaggio dellantipapa filo-occidentale, ordin", infine, a #. :onifacio di abbandonare <oma. >uesti, tuttavia, riusc a far conoscere le proprie ragioni al sovrano, che decise allora di convocare i due competitori alla sua presenza per lB febbraio G2C, minacciando la decadenza dalla carica per chi non fosse comparso. !1mperatore riun altres a <avenna un consesso di vescovi, per emettere la sua decisione sulla base del loro consiglio. !udienza per" non ebbe lesito sperato. 9ntrambi i contendenti rimasero sulle proprie decisioni. Cos , il sovrano decise di rimandare la sentenza definitiva al 27 giugno di +uellanno, interdicendo ad entrambi di entrare in <oma prima di +uella data. 9ulalio, per", senza tener conto dellordine imperiale, vi fece ritorno il 2B marzo G2C, cercando dimpossessarsi con la violenza della basilica laterana. 0enne allora cacciato su ordine del sovrano che riconobbe per legittimo papa #an :onifacio783. 1l 'ontefice, temendo che dopo la sua morte, potessero rinnovarsi i gravi disordini, che avevano funestato la sua elezione, invi" all1mperatore il 2R luglio G2C la lettera Ecclesiae "eae per supplicarlo di vegliare, durante la sede vacante, sul corretto svolgimento dellelezione papale, conforme ai canoni. 1l principe, prendendo spunto dalla missiva papale, pubblic" un rescritto, poi inserito nel Corpus iuris canonici, che stabiliva che, +ualora fossero fatte due elezioni contemporaneamente da due fazioni opposte, nessuno dei due eletti potesse salire sulla cattedrale pontificia. %a, fatta una nuova elezione, diveniva sommo pontefice colui che avesse raccolto lunanimit dei suffragi, ?(elleventualit c%e due prelati siano ordinati contro il giusto e per la te"erit di azioni, nessuno dei due sia a atto il uturo papa, "a ri"arr nella sede apostolica sol+ tanto colui c%e, con una nuova elezione, sar eletto dal novero dei prelati dal divino giudi+ zio con la unani"it dei consensi@787.

6. . E 8doacre e 1eodorico !-/"- 0#,& da6anti al Pa ato


#ullesempio di #an 'oni acio I, 'apa !i"plicio nel GB7 si rivolse ad Odoacre, re degli 9ruli e 'atrizio romano, titolo di cui era stato investito dall1mperatore di Costantinopoli e che gli conferiva la pi$ alta autorit sulla citt di <oma e le sue dipendenze, perch* impedisse durante la sede vacante i disordini provocati dalle lotte di fazione. Cos , il 'atrizio di origine barbara eman" una legge che interdiceva lelezione di un nuovo papa senza la sua previa autorizzazione, o +uella del 'refetto del pretorio78G.

302

0oce Klection des #apes in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, coll. 33C8-33C2. 303 Citato in 0oce Klection des #apes in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. 33C2. ?!i duo orte contra as, de"eritate concertantiu", uerint ordinati, nullu" e9 %is uturu" penitus sacerdote"0 sed illu" solu" in sede apostolica per"ansuru", que", e9 nu"ero clericoru", nova ordinatione, divinu" iudiciu" et universitatis consensus elegerit@. 304 0oce Klection des #apes in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. 33C3.

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Alla morte di 'apa !. Anastasio II /GCB4 !an !i""aco si trov" contrapposto dalla fazione rivale il Cardinale !orenzo, titolare della Chiesa di #. 'rassede, che venne consacrato in #. %aria %aggiore il giorno stesso in cui !i""aco lo era in !aterano. !o scisma dur" tre anni, scatenando nellArbe una vera guerra civile. Alla fine i due partiti saccordarono per ricorrere allarbitraggio del <e goto 1eodorico, che in nome di :isanzio, dopo aver sconfitto Odoacre nel GC7, era divenuto padrone della penisola, fissando la sua sede a <avenna. 'ur essendo ariano, 1eodorico, grazie allinfluenza del suo ministro Cassiodoro, non si mostrava avverso ai cattolici. 1l sovrano decise che dovesse essere riconosciuto come 'apa colui che era stata eletto per primo e con i suffragi maggiori. #an !i""aco, dun+ue, fu considerato come il legittimo successore di #. 'ietro78D. A seguito degli eventi dolorosi del suo pontificato, il 'apa riun nella basilica vaticana un concilio di sessantadue vescovi con lo scopo di legiferare in materia di elezioni pontificie, in modo da evitare per il futuro i guasti delle lotte fratricide tra le varie fazioni. !a decretale che venne promulgata restringeva al clero romano, escludendo il popolo, il potere di nomina, interdiceva le manovre Nelettorali mentre era ancora in vita il pontefice e a sua insaputa, e rimetteva la designazione del nuovo pontefice alla maggioranza degli aventi diritto, piuttosto che, come per laddietro, alluninimit degli elettori78;. >iovanni II /D77-D7D4 cerc" a sua volta lappoggio della corte gota di <avenna per la sua elezione. <e 'talarico, che allora regnava, gli rispose ribandendo la necessit dellapprovazione regia per lavvenuta nomina ed il pagamento di un tributo di tremila soldi doro786. 1 monarchi ostrogoti intervennero ancora nelle designazioni sia di papa !. Aga+ pito II /D7D-D7;4 sia di +uella di !. !ilverio /D7;-D7B4.

6. , I Pa i e Bisanzio !0"$- %-,&


Gi(stiniano I , volendo restaurare lautorit diretta dell1mpero sull1talia, intraprese una guerra senza +uartiere contro i (oti, per scacciarli dalla penisola. Tale disegno ebbe anche delle conseguenze sul 'apato. (iudicando infatti il 'ontefice regnante !an !ilverio creatura dei barbari, l1mperatore diede ordine al comandante in capo delle truppe imperiali, :elisario, di catturalo e mandarlo in esilio, per sostituirlo con lapocrisario Vigilio /D7B-DDD4, il +uale il 3C marzo D76 accondiscese a tale elezione scismatica, mentre era vivente il legittimo 'apa. !ilverio mor in prigionia +ualche mese dopo, nel giugno D7B. 1n seguito, tuttavia, il clero romano riconobbe lintruso come legittimo pontefice78B.
305

0oce Klection des #apes 33C3. 306 0oce Klection des #apes 33C7. 307 0oce Klection des #apes 33CG. 308 0oce Klection des #apes 33CD-33C;.

in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, coll.

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!1mperatore il 27 agosto DDG eman" una #rag"atica !anzione che, confermando la prassi precedente, legava lelezione del 'ontefice <omano allapprovazione imperiale. Ana volta, infatti, che il clero romano avesse compiuto la nomina, occorreva attendere il placet della cancelleria di :isanzio perch* leletto fosse intronizzato e potesse prendere ufficialmente possesso della #ede apostolica. 1l sovrano si riservava cos un diritto di veto sulla designazione compiuta dai prelati dellArbe secondo i canoni. Nel frattempo lamministrazione interinale restava nelle mani dei tre pi$ elevati dignitari della Chiesa romana, larciprete, larcidiacono e il primicerio dei notai78C. Alla morte di Vigilio, Gi(stiniano fece elevare al soglio pontificio !. #elagio I /DD;-D;24. !1mperatore Costantino Pogonato, poco pi$ di un secolo dopo, singolarmente benevolo verso la #ede apostolica, in occasione dellelezione di 'apa !. Agatone /;6B-;B24 non richiese la tassa consueta di 7.888 bisanti doro, accontentandosi che fosse richiesta, come per il passato, lapprovazione sovrana delleletto. >uando, poi, nel ;BG sal al soglio pontificio #. 'enedetto II /;BG-;BD4, che il #ovrano aveva in grande stima, su richiesta di +uello, sospese pure la consuetudine del placet imperiale728. )opo la morte di >iovanni V /;BD-;B;4, +ualche anno pi$ tardi, tuttavia, la lotta tra le fazioni torn" ad esplodere. 1l clero romano, infatti, aveva designato in #. (iovanni !aterano larcidiacono 'ietro, mentre i maggiorenti dellesercito, riuniti in #anto #tefano in Rotundo, avevano scelto Teodoro. Nellimpossibilit di arrivare ad un accordo, entrambi i candidati furono scartati ed al loro posto fu designato lanziano e pio Conone /;B;-;B64. 'er rafforzare la ritrovata concordia e togliere terreno alle recriminazioni si invi" una delegazione all9sarca di <avenna, rappresentante in 1talia dell1mperatore. Gi(stiniano I I , figlio e successore di Costantino Pogonato, prese, cos , occasione da +uellambasceria per riconfermare lantica prassi dellapprovazione regia sulle designazioni papali722. 1 sovrani di :isanzio, tuttavia, anzich* pretendere, come in antico, che i legati che annunziavano il nuovo 'ontefice, giungessero fino a Costantinopoli per la ratifica, ritennero sufficiente che la nuova nomina fosse comunicata a <avenna, per ottenerne lapprovazione. Con il venir meno, infine, dellautorit imperiale in 1talia durante il secolo 0111, sia a causa della sempre maggiore influenza sulla 'enisola dei !ongobardi, sia a causa dei dissensi dottrinali tra <oma e Costantinopoli, i 'ontefici interruppero volontariamente la prassi, invalsa per circa 3D8 anni, di richiedere al sovrano il placet reale. !ultimo pontefice che comp tale atto fu nel 672 'apa !. >regorio III /6726G24 nei confronti delleretico Leone I I I lIsa(rico, strenuo fautore dellerrore iconoclasta723.
309

0oce 33C;. 310 0oce 33CB. 311 0oce 33CB. 312 0oce 33CC.

Klection des #apes in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. Klection des #apes in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. Klection des #apes in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. Klection des #apes in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col.

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6. ) , Carlo Magno !%%$- /,-&


Nel 6D3 il <e longobardo 'stolfo con+uist" <avenna, ponendo fine allesarcato imperiale e spezzando cos definitivamente il fievole legame tra l1talia centro-settentrionale e Costantinopoli. !a vittoria dei nuovi signori, tuttavia, fu di breve durata. 1l regno infatti venne con+uistato nel 66; dal <e franco Carlomagno, che si fece proclamare nuovo sovrano. Tra la famiglia carolingia ed il 'apato si era stabilita, gi durante il regno del padre di Carlo, Pi ino, una stretta alleanza. Pi ino, infatti, fu consacrato <e dei =ranchi da 'apa !te ano II, che gli confer pure nel 6DG il titolo di #atricius Ro"anoru", la pi$ alta dignit temporale sulla citt eterna e le sue dipendenze. 9ra, +uindi, inevitabile che i sovrani doltralpe non mancassero dintervenire nelle +uestioni papali. A maggior ragione ci" avvenne +uando suo figlio Carlo divenne <e dei !ongobardi, e +uindi titolare di un regno italico. Nel 6CD venne scelto a succedere a 'apa Adriano I, Leone, Cardinale di #. #usanna. Costui di umile origine si mise completamente sotto la protezione di Carlo, inviandogli copia del verbale delezione con le chiavi di #. 'ietro e lo stendardo della Chiesa. 1l carolingio, che aveva lasciato assolutamente libera la designazione del nuovo pontefice, non manc" dinviare un suo messo per ricevere il giuramento di fedelt del popolo romano.727 >ualche anno dopo, Leone III venne assalito e +uasi accecato dai sostenitori di una fazione a lui ostile. #olo a fatica gli riusc di rifugiarsi in #. 'ietro. Condotto in seguito in (ermania alla corte di Carlo, rientr" a <oma nel novembre 6CC, ma, continuando i dissensi, il sovrano in persona decise di giungere nellArbe il novembre dellanno successivo /37 novembre B884. 0enne cos convocata in #. 'ietro unassemblea, composta di chierici e laici, che doveva trattare la grave +uestione del comportamento del 'ontefice. !eone 111 si sottomise allora ad un sacra"entu" purgationis, ossia, ad un giuramento prestato di sua spontanea volont, dove confermava solennemente che le accuse che gli venivano rivolte erano assolutamente infondate. >ualche giorno dopo, Carlo nella medesima basilica veniva incoronato 1mperatore dei <omani. !eone, in conformit al cerimoniale bizantino, singinocchi" in segno di osse+uio davanti al sovrano72G. Cos il grande 1mperatore, in una celebre lettera indirizzata al 'ontefice, intendeva le strette e necessarie relazioni tra le due massime potest, ?&esidero stabilire con la vostra 'eatitudine unalleanza inviolabile di uguale ede e carit, in "odo c%e, per la grazia c%e &io %a donato alla vostra apostolica !antit, "i raggiunga ovunque la benedizione apostolica invocata per "ezzo delle preg%iere dei santi, e la santissi"a !ede della C%iesa Ro"ana, per concessione di &io, sia se"pre di esa dal+ la nostra devozione. A noi, spetta, secondo laiuto della divina "isericordia, di endere con le ar"i ovunque, allesterno, la santa C%iesa di Cristo dallincursione dei pagani e dalla
313 314

'. :rezzi, Ro"a e li"pero "edioevale ;GGA+68Q87, :ologna, Capelli, 2CG6, p. 72. '. <ich*, I Carolingi. .na a"iglia c%e %a atto lEuropa, =irenze, #ansoni, 2CB7, p. 226.

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devastazione degli in edeli, e allinterno orti icarla con il riconosci"ento della ede catto+ lica. A Voi, invece, #adre santissi"o, spetta alzare Z co"e *os/ Z le "ani a &io per aiu+ tare la nostra "alizia, cosicc%-, con la vostra intercessione e grazie alla guida e alla con+ cessione di &io, il popolo cristiano riporti se"pre ed ovunque vittoria sui ne"ici del !uo santo no"e, e il no"e del !ignore nostro >es4 Cristo sia glori icato nel "ondo intero@72D.

6. 6 - La Consti t u t i Roma o n a di Lotario I !/)-&


Alla morte di !. Leone III /B2;4 fu designato a succedergli !te ano IV /B2;B264. 'oich* era la prima elezione papale che avveniva dopo la restaurazione in Occidente dell1mpero, non si sapeva con certezza +uale procedura seguire. #tefano, tuttavia, ? ece rinnovare ai Ro"ani il giura"ento di edelt, "a co"pI tale gesto di sua libera iniziativa 2 poi co"unic la sua elezione a Ludovico e decise di andare personal"ente in ,rancia@72;, dove incoron" l1mperatore. L(do6ico il Pio !/,-- /--& sollecitato da #asquale I /B26-B3G4, che succedette a !te ano IV nel pontificato, eman" in +uel medesimo B26 un diploma, ove confermava i possessi papali e le donazioni territoriali dei suoi predecessori, mentre lelezione del pontefice era lasciata libera, fatto salvo linvio presso il sovrano di un ambasceria che comunicasse il nome del prescelto726. 1l clero romano, alla morte di #asquale I /B3G4 i cui ultimi anni di pontificato erano stati funestati da continui disordini, design" a succedergli Eugenio II /B3GB364. 'er ristabilire lordine ed evitare nuovi subbugli, Lotario I , figlio primogenito di L(do6ico e <e d1talia, di concerto con il sommo 'ontefice, pubblic" l22 novembre B3G una costituzione, che doveva regolare lo stato giuridico del popolo di <oma, la celebre -onstitutio Romana. 1n ordine alla designazione del 'apa, il documento stabiliva che il 'ontefice non poteva essere consacrato ed intronizzato prima daver giurato fedelt all1mperatore. 1l giuramento, infatti, che ogni cittadino romano era tenuto a prestare, si esprimeva al riguardo in +uesto modo, ?#ro"etto io per &io onnipotente, per questi quattro sacri Vangeli, per questa croce di nostro !ignore >es4 Cristo e per il corpo del beatissi"o #ietro principe degli apostoli, c%e da questo giorno in avanti sar edele ai nostri signori i"peratori Ludovico e Lotario in 1tutti3 i giorni della "ia vita, secondo le orze e le "ie acolt, senza inganno e cattiva volont, con intatta ede co"e a "ia volta pro"isi al signore apostolico0 e c%e non consen+ tir c%e vi sia in questa sede ro"ana altra elezione del ponte ice se non secondo i canoni e con giustizia, per quanto potranno le orze e le "ie acolt0 e colui c%e sia stato eletto con il "io accordo non venga consacrato ponte ice, pri"a c%e assu"a tale sacra"ento in presen+ za del missus del signore i"peratore e del popolo con il giura"ento, co"e il signore papa Eugenio %a atto di propria iniziativa in ade"pi"ento di ogni cosa per iscritto@72B.
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Citata in ETradizione =amiglia 'roprietF, dicembre 3887, p. B. '. :rezzi, Ro"a e li"pero "edioevale ;GGA+68Q87, :ologna, Capelli, 2CG6, p. G7. 317 '. :rezzi, Ro"a e li"pero "edioevale ;GGA+68Q87, :ologna, Capelli, 2CG6, p. GD. 318 ? Q et quod non consentia" ut aliter in %ac sede ro"ana iat electio ponti icis nisi canonice et iuste, secundu" vires et intellectu" "eu", et ille qui electus uerit "e consentiente consecratus ponti icis non it, priusqua" tale sacra"entu" aciat in praesentia "issi do"ini i"peratoris et populi, cu" iura"ento, quale do"inus Eugenius papa sponte pro conservatione o"niu" actu" %abet per scriptu"@.

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!1mperatore a sua volta simpegnava solennemente a rispettare i diritti della #anta #ede. !a Constitutio Lot%ari dellB3G, cos , rimase a lungo la base delle relazioni tra 'apa e 1mperatore. <iprendendo la tradizione del passato, latto normativo di !otario reinseriva lintervento della monarchia sacra nella designazione del 'ontefice. 1l giuramento delleletto dinanzi al rappresentante imperiale, infatti, si situava prima della sua intronizzazione. >uesto dava modo agli inviati del sovrano di controllare la regolarit dellelezione. #e tutto si era svolto secondo i canoni, con la pronuncia del giuramento di fedelt, la sanzione imperiale veniva a rafforzare la legittimit del nuovo pontefice, evitando cos eventuali dissensi fomentati dalle avverse fazioni. #i configurava in tal modo un diritto di veto, e +uindi un potere Nnegativo del monarca in ordine alla nomina papale. #e, infatti, la designazione del nuovo papa fosse stata irregolare o agitata da troppo scoperte dissensioni, la potest temporale aveva modo dintervenire prima che +uello divenisse papa a tutti gli effetti. NellB3; Eugenio II convoc" un concilio di vescovi suffraganei, che accolse le disposizioni dellatto di !otario72C. >regorio IV, succeduto al brevissimo regno di Valentino I /B364, durato G8 giorni, fu consacrato, cos , soltanto dopo la verifica della regolarit della designazione ad opera del messo imperiale738. !a Constitutio cominciava a venir applicata.

6. + , Pa ato ed Im ero nella seconda metF del secolo I:


>ualche anno dopo, succeduto a Lotario I il figlio L(do6ico I I !/00- /%0& , ad un tempo 1mperatore e <e d1talia, lapplicazione della Costituzione fu messa a dura prova alla morte di 'apa !. Leone IV /BG6-BDD4. !elezione di :enedetto, cardinale di #. Cecilia, non venne ratificata dai messi imperiali. 1l sovrano, allora, avanz" la candidatura di Anastasio. Tra varie vicissitudini, si stabil che, per evitare lo scisma, dopo un digiuno di tre giorni, lelezione sarebbe stata ripetuta. 'enedetto III /BDD-BDB4 fu di nuovo il prescelto, ottenendo infine la ratifica degli inviati imperiali e intronizzato732. Alla morte di 'enedetto /BDB4 gli subentr" il grande e pio !. (icol I /BDB-B;64, eletto ?in presenza e con il avore di Ludovico e dei suoi "aggiorenti pi4 c%e per scelta del clero@733. %entre andava declinando il prestigio e lautorit imperiale, tuttavia, durante gli ultimi decenni del secolo 15, i 'ontefici romani cercarono di modificare a proprio vantaggio le condizioni delle designazioni papali, collintento di limitare +uanto possibile lazione monarchica. (i *arino I /BB3-BBG4 aveva promulgato una decretale che escludeva il messo imperiale dallelezione del 'ontefice. Adriano III /BBG-BBD4 stabil a sua volta che lelezione pontificale avvenisse in completa autonomia dall1m319 320

'. :rezzi, Ro"a e li"pero "edioevale ;GGA+68Q87, :ologna, Capelli, 2CG6, p. GB. '. :rezzi, Ro"a e li"pero "edioevale ;GGA+68Q87, :ologna, Capelli, 2CG6, p. GC. 321 '. :rezzi, Ro"a e li"pero "edioevale ;GGA+68Q87, :ologna, Capelli, 2CG6, p. ;2. 322 Citato in '. :rezzi, Ro"a e li"pero "edioevale ;GGA+68Q87, :ologna, Capelli, 2CG6, p. ;2. ?(icolaus praesentia "agis ac avore Jludovici regis et proceru" eius qua" cleri electione substituitur@.

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pero e, +uindi, senza la presenza di legati del sovrano, e che, alla morte di Carlo il Grosso, la corona dovesse passare di diritto ad un principe italico737. Anche il 'apato, tuttavia, in +uesto crepuscolo della dinastia carolingia sub il contraccolpo negativo della mancanza di un autorevole potere monarchico alleato alla Chiesa. 1l venir meno infatti dellazione imperiale in <oma, gett" nuovamente la citt in preda ai disordini, e le lotte di fazione ripresero con virulenza sul finire del secolo. )urante il pontificato di !te ano VI /BC;-BC64, che si era visto contrapporre dalla fazione rivale un antipapa /:onifacio 014 e che mor strangolato /agosto BC64, avvenne il celebre Nsinodo col cadavere. #i raccolse in #. 'ietro un singolare tribunale che volle giudicare post "orte" loperato del defunto papa ,or"oso /BC2-BC;4L 1l suo corpo fu riesumato, venne rivestito dei paramenti pontificali, mentre un diacono gli fu messo a fianco con lincarico di rispondere alle domande dellaccusa. 'oich* ,or+ "oso venne trovato colpevole di numerosi reati /ambizione, ostilit verso (iovanni 0111, spergiuro, irregolarit canoniche ecc.4 le vesti delleO pontefice furono lacerate, gli vennero amputate le tre dita della mano benedicente, e i miseri resti, trascinati attraverso le strade di <oma, furono gettati nel TevereL73G Alla morte di )eodoro II /BC64 che aveva regnato per pochi giorni, ancora uno scisma, due prelati si contesero il soglio papale, #ergio e >iovanni IM, il +uale riusc a prevalere. Costui che regn" dallBCB al C88, trov" un valido alleato nell1mperatore Lamberto di S oleto !/*-- /*/& . 0enne, infatti, convocato a <avenna nellestate BCB un concilio che raccolse +uasi cento vescovi. Tra le varie +uestioni che vi furono trattate, lassemblea ritorn" a discutere sullannoso problema delle designazioni papali ed in generale sui rapporti tra i due supremi poteri. 'er +uel che riguarda il primo punto, dopo il fallimentare esito dellesercizio della libert elettorale nelle nomine pontificali degli anni precedenti, venne rimessa in vigore la Costituzione dellB3G con la ratifica imperiale prima della consacrazione delleletto73D.

6. ; , Il Pa ato nel secolo di ferro !*##- *$)&


!incapacit degli ultimi sovrani carolingi e dei loro successori dintervenire efficacemente nella penisola, lasci" la carica papale spesso in balia delle forze locali, aprendo la strada ad una serie di pontificati brevi e tumultuosi, dove spesso i pontefici erano espressione dellaristocrazia romana al potere. !e due supreme autorit, infatti, periclitavano entrambe, luna incapace di riprendere il proprio ruolo di guida suprema della cristianit davanti allinsorgere di molteplici principati territoriali, che agivano da sovrani semi-indipendenti, il papato assoggettato ai giochi ristretti delle varie fazioni, che si contendevano la supremazia dellArbe.
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0oce Klection des #apes in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. 3782. 324 '. :rezzi, Ro"a e li"pero "edioevale ;GGA+68Q87, :ologna, Capelli, 2CG6, p. C2. 325 '. :rezzi, Ro"a e li"pero "edioevale ;GGA+68Q87, :ologna, Capelli, 2CG6, p. CG-CD. 0oce Klection des #apes in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. 3782.

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Nei primi decenni del secolo, bench* il 'ontificato si fosse legato e +uasi dipendesse dai discendenti di Teofilatto, alleati per via matrimoniale con 'lberico di S oleto, che ne aveva sposato la figlia, %arozia /C8D circa4 i 'api non mancarono di tener alta lidea della necessaria e concorde unione tra le due massime autorit. >uesto spiega perch* 'enedetto IV incoron" 1mperatore nel C82 L(do6ico I I I di Pro6enza !*#,- *,0& , mentre il ravennate >iovanni M /C2D-C3B4, artefice della strepitosa vittoria al (arigliano sui saraceni /agosto C2D4 sul finire di +uel medesimo anno consacr" solennemente alla suprema carica Berengario I /3; novembre o 7 dicembre4. )opo che +uesti fu assassinato a 0erona /C3G4, il 'apa si rivolse al nuovo sovrano, >go di Pro6enza !*)$- *-$& , per incitarlo ad intervenire nellArbe. 1 due si incontrarono a %antova nel C3;, dove >iovanni M espose ?la necessit della stretta collaborazione c%e doveva sussistere tra i due poteri e riconosceva lindipendenza dellauto+ rit sovrana, la sua diretta derivazione da &io0 solo co"e uo"o e credente e non co"e go+ vernante il re / soggetto agli ecclesiastici@73;. Caduto vittima di una congiura il 'apa mor in carcere, forse soffocato, nel giugno C3B. %arozia, lenergica figlia del nobile Teofilatto, divenne la padrona dellArbe, innalzando al soglio pontificale sue creature, tra cui il figlio >iovanni MI /C72-C7;4, ma +uando volle sposarsi col <e d1talia, >go di Pro6enza !*)$- *-$& , fu rovesciata da una congiura capeggiata dal suo primogenito 'lberico I I !*")- *0-& , che divenne il nuovo signore della Citt eterna /C734. Nel ventennio in cui Alberico resse le sorti di <oma, design" direttamente i sommi pontefici che si susseguirono, tra i +uali spiccano, comun+ue, alcuni degni successori di #. 'ietro, come Leone VII /C7;-C7C4, *arino II /CG3-CG;4, Agapito II /CG;CDD4. )altra parte, il principe era animato da sinceri sentimenti religiosi, e favor lintroduzione in <oma della riforma del clero promossa dai monaci di ClunH. Nellagosto CDG, poco prima di morire, Alberico fece giurare a clero e popolo, che alla morte di 'apa Agapito, sarebbe stato prescelto suo figlio Ottaviano, il futuro >iovanni MII /CD;-C;G4. 1l nuovo 'ontefice inizi" a regnare allet di 2; anniL

6. < E Il Pri6ilegio di 8ttone il Grande !*$)&


8ttone I , divenuto nel C7; <e di (ermania, il 37 settembre CD2 era stato pure incoronato a 'avia sovrano d1talia, lasciando per" a :erengario 11, che si era fatto suo vassallo, leffettivo governo del regno. )opo la strepitosa vittoria di !echfeld /CDD4 grazie alla +uale le orde pagane degli Angari erano state brutalmente sconfitte, dando avvio alla loro conversione al Cristianesimo, il prestigio del monarca era al sommo +uale il pi$ potente principe della Cristianit. 8ttone, +uando, sul finire del C;8, ricevette unambasciata di 'apa >iovanni MII, che lo invitava a <oma per conferirgli la corona imperiale, venne subito in 1ta326

'. :rezzi, Ro"a e li"pero "edioevale ;GGA+68Q87, :ologna, Capelli, 2CG6, p. 28C.

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lia, senza incontrare resistenza. 1l giovane e dissoluto 'ontefice si era deciso a tal passo, sia per tener fede alla tradizione ormai plurisecolare della concorde alleanza tra le due supreme potest, sia per trovare nel vittorioso monarca un appoggio contro i numerosi nemici che unaggressiva politica gli aveva procurato. 9ntrato nel gennaio C;3 nella citt eterna, il 3 febbraio venne consacrato 1mperatore <omano dal 'ontefice. >ualche giorno dopo, il 27, l1mperatore emanava un #riviliegiu" o #actu" in favore del 'apato, come era consuetudine dai tempi di Pi ino e Carlo Magno. 1l celebre documento, oltre a definire e confermare lambito territoriale dei territori di #an 'ietro, stabiliva, in linea con la Constitutio Ro"ana dellB3G, una forma di controllo del monarca sullelezione papale, rimettendo in vigore il dispositivo, secondo cui, dopo lelezione, ma prima della intronizzazione, il prescelto alla Cattedra di 'ietro doveva prestare giuramento di fedelt al <omano 1mperatore, ?(el no"e del !ignore &io onnipotente, #adre, ,iglio e !pirito !anto, io, =ttone, per grazia di &io I"peratore Augusto, e con noi nostro iglio =ttone, re glorioso, garantia+ "o e con er"ia"o con questo patto a te, beato #ietro, #rincipe degli Apostoli e clavigero del regno dei cieli, e per te al tuo vicario il signore >iovanni MII, ponte ice supre"o e papa universale, c%e 123 salva in ogni cosa lautorit nostra e del nostro iglio e dei no+ stri successori, secondo quanto / sancito nel patto, nella costituzione e con er"a di pro"es+ sa di papa Eugenio 1II3 e dei suoi successori, e cio/ c%e tutto il clero e la nobilt delluni+ verso popolo ro"ano, per provvedere alle sue "olteplici necessit ed allintento di ridurre i rigori irragionevoli dei ponte ici nei riguardi del popolo loro soggetto, si obblig%i con giu+ ra"ento a c%e lelezione utura dei ponte ici, si accia secondo i canoni e con giustizia, per quanto ognuno possa intendere, e c%e nessuno acconsenta alla consacrazione del #onte ice pri"a c%e egli accia, alla presenza di nostri inviati o di nostro iglio ovvero di tutti quan+ ti, a soddis azione e per la conservazione di tutti, una pro"essa tale e quale risulta abbia atto spontanea"ente Leone signore e venerando padre spirituale nostro@736. (li eventi per" precipitarono. >iovanni MII cambi" bruscamente atteggiamento nei riguardi del sovrano. )intesa con parte del popolo cerc" di cacciar le truppe imperiali da <oma, ma, vedendo che laristocrazia sera schierata con 8ttone, fugg in Campania col tesoro della Chiesa. 1l 3 novembre C;7 il monarca rientr" nellArbe senza colpo ferire, richiese alla popolazione un nuovo giuramento di fedelt e la promessa che non sarebbe stato eletto alcun nuovo pontefice senza il suo consenso preventivo o di suo figlio.73B #otto la presidenza del sovrano, il ; novembre fu convocato in #. 'ietro unadunanza cui parteciparono ecclesiastici e fedeli per decidere sulla condotta di >iovan+ ni. 1l pontefice venne anche invitato a comparire per scagionarsi delle accuse che gli venivano fatte, ma +uello, ramingo tra le montagne della #abina, rispose scomunicando i convenuti. )opo una seconda citazione, rimasta senza esito, il 'apa venne deposto. Clero e fedeli chiesero allora ad 8ttone cosa dovevano fare, ed egli rispose di scegliere il pi$ degno, riservandosi la conferma del prescelto. 0enne +uindi eletto
327 328

%. :endiscioli I A. (allia, &ocu"enti di storia "edioevale A??+6A_8, %ilano, %ursia, 2C68-2C62, pp. ;;-;6. '. :rezzi, Ro"a e li"pero "edioevale ;GGA+68Q87, :ologna, Capelli, 2CG6, pp. 278-272.

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#ommo 'ontefice il laico protoscriniario Leone VIII /G dicembre4 al +uale vennero conferiti rapidamente gli ordini sacri. Alla morte di >iovanni MII /2G maggio C;G4 i <omani elessero, senza chiedere il consenso al principe sassone, il suddiacono 'enedetto V /33 maggio4 anche se inviarono all1mperatore una delegazione per comunicargli lavvenuto. !1mperatore, tuttavia, rientr" a <oma, fece deporre 'enedetto, che condusse con s* in (ermania, lasciando Leone VIII come unico pontefice. Alla morte di Leone VIII /C;D4 i romani inviarono in #assonia una delegazione per chiedere al sovrano dindicare il successore. 8ttone sped nellArbe i 0escovi di #pira e di Cremona e alla loro presenza venne elevato al soglio pontificale >iovanni MIII /C;D-C634, il +uale nel C;6 incoron" a <oma il +uattordicenne 8ttone I I , destinato a succedere al genitore, che ?trascorse ancora un ulti"o (atale a Ro"a, quello del _G? -Q. lunica cosa da segnalare / lopera di restaurazione religiosa c%e si andava realizzando nel ratte"po per volont dellI"peratore. In vari concili ;ad es. in quello di Ravenna del _@G27 venivano prese utili disposizioni circa la disciplina ecclesiastica e la vita del clero, "entre a capo dei "aggiori vescovati erano poste persone degne e preparate cultural"ente@73C. %orto nel C63 >iovanni MII, fu insediato col beneplacito imperiale, 'enedetto VI /C63-C674, al +uale, morto a seguito di una congiura guidata dallantipapa 'oni a+ cio VII, subentr" 'enedetto VII /C6D-CBG4, eletto alla presenza del messo imperiale.

6. 1* , 8ttone I I e 8ttone I I I e S+ 7nrico I I !*%",#))&


'rima di scegliere 'enedetto, il nuovo #ovrano, 8ttone I I !*%"- */"& , sera rivolto a #. %aiolo, il rappresentante pi$ autorevole della riforma cluniacense, ma aveva ricevuto un netto rifiuto. 1l nuovo pontefice, tuttavia, era anchegli fautore del miglioramento morale del clero. !alleanza +uindi e la collaborazione tra le due autorit favor la ripresa del prestigio della carica papale. 1l 'apato, infatti, anche se ?era stretta"ente legato allI"pero, essendo stato liberato per lintervento di questo dalle azioni ro"ane, aveva abbracciato lideale della ri or"a e se nera atto unar"a per riprendere una posizione pi4 degna@778. Alla morte del 'ontefice, scomparso nel luglio CB7, 8ttone ritorn" nellArbe e presenziando alla nuova elezione indic" come successore 'ietro, 0escovo di 'avia, che assunse il nome di >iovanni MIV /CB7-CBD4 sia perch* persona di sperimentata fedelt, sia perch* fautore dellopera riformatrice, che ?era il punctum saliens del pro+ gra""a politico dei sovrani sassoni@772. 1l sovrano, improvvisamente ammalatosi nella sua residenza imperiale presso #. 'ietro, si confess" dal 'apa, fece larghe donazioni alle chiese e ai suoi compagni darmi e spir" /6 dicembre CB74 a 3B anni. 8ttone I I & lunico 1mperatore ad essere stato sepolto a <oma.
329 330

'. :rezzi, Ro"a e li"pero "edioevale ;GGA+68Q87, :ologna, Capelli, 2CG6, p. 2G6. '. :rezzi, Ro"a e li"pero "edioevale ;GGA+68Q87, :ologna, Capelli, 2CG6, p. 2DG. 331 '. :rezzi, Ro"a e li"pero "edioevale ;GGA+68Q87, :ologna, Capelli, 2CG6, p. 2D;.

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1l nuovo sovrano, 8ttone I I I !*/"- ,##)& succeduto al padre appena treenne, cominci" a svolgere verso il CCD, +uando fu dichiarato maggiorenne, unautonoma azione politica, nel solco della tradizione familiare, fautrice della riforma dei costumi nel clero e nel 'apato in particolare. %entre era a <avenna, ricevette una delegazione di <omani che gli rinnovarono linvito di venire a <oma, e, soprattutto, lo interrogarono su +uali fossero le sue volont a proposito del nuovo 'apa. Non trovando, tra il clero romano, la persona adatta, il giovanissimo 1mperatore, su consiglio dellarcivescovo di %agonza, Silligiso, design" come candidato un proprio cugino, :runo di Carinzia, il +uale il 7 maggio CC; venne eletto al soglio pontificio, assumendo il nome di >regorio V /CC;-CCC4. 'ochi giorni dopo il novello 'apa incoron" 8ttone nalla basilica vaticana /3D maggio4. Alla sua morte /2B febbraio CCC4 il sovrano indic" il successore nella persona di (erberto dAurillac, arcivescovo di <avenna, che assunse il nome, in linea con lideale della Renovatio I"peri ottoniana, di !ilvestro II /CCC-28874, come il 'ontefice contemporaneo di Costantino il Grande. ?Lidea di un rinnova"ento politico e religioso era co"une a "olti alla ine del pri"o "illennio dellera cristiana, "a per =ttone essa non poteva indicare altro c%e una ri or"a "orale della C%iesa e dellI"pero, poic%- spettava ai capi della societ indicare agli uo"ini la via da percorrere per realizzare il loro ine spirituale@773. Con la morte prematura del giovane sovrano, tuttavia, la carica pontificale rientr" nellorbita delle forze cittadine. Cos alla morte di !ilvestro II /28874, la nobilt locale, capeggiata da (iovanni 11 di Crescenzio, design" a succedergli >iovanni MVII /28874 che mor dopo soli sette mesi di pontificato. >iovanni MVIII /2887288C4 sempre su designazione di (iovanni 11, gli subentr", ma nellanno 288C fu costretto ad abdicare, e venne sostituito dal 0escovo di Albano, !ergio IV /288C-28234. >uando anche +uesti mor /23 maggio 28234 scoppi" uno scisma tra i fautori del detronizzato (iovanni 50111 che insediarono un (regorio, e la potente fazione dei Conti di Tuscolo che, impadronitasi del !aterano, fecero consacrare il prelato Teofilatto, che assunse il nome di 'enedetto VIII /2823-283G4. >regorio decise allora di richiedere il sostegno del <e di (ermania, S+ 7nrico I I !,##)- ,#)-& , che cugino di 8ttone I I I , gli era subentrato nel regno ed attendeva il momento propizio per giungere a <oma a ricevervi la corona imperiale. Costui, consacrato <e d1talia a 'avia il 2D maggio 288G, prefer non accogliere le istanze di (regorio e fin col considerare legittimo 'ontefice 'enedetto VIII. 1 due, infatti, si incontrarono a <avenna nel gennaio 282G. !accordo fu presto raggiunto, il 'apa promise al sovrano la corona imperiale, approvando la politica religiosa di restaurazione morale del clero che il pio monarca intendeva operare soprattrutto in (ermania, mentre 7nrico assicurava il suo appoggio +uale advocatus ecclesiae /protettore4 alla Chiesa <omana. Nellagosto 2833 7nrico I I indisse a 'avia un grande sinodo con lintento principale di promuovere la rinnovazione morale dei costumi religiosi. #i tratt" soprattutto della tutela dei beni ecclesiastici e della correzione del clero,
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'. :rezzi, Ro"a e li"pero "edioevale ;GGA+68Q87, :ologna, Capelli, 2CG6, p. 26G.

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?Luesti punti non erano stati accostati occasional"ente dallI"peratore, perc%- le due cose saranno se"pre stretta"ente collegate durante tutta la lunga lotta indetta dagli ele"enti pi4 consapevoli delle necessit della C%iesa. (ella sua azione puri icatrice Enri+ co II ebbe al suo ianco il #onte ice, c%e nella sua "ulti or"e attivit non tralasci di dare largo posto anc%e a tale proble"a 123 A #avia si pot- assistere allo spettacolo di un I"peratore c%e era preocccupato pi4 del #onte ice di ric%ia"are il clero allosservanza dei suoi doveri "orali2@777. %orto 'enedetto VIII, gli successe il fratello <omano, che assunse il nome di >iovanni MIM /283G-28774. 1n +uellanno moriva anche il grande 1mperatore 7nrico /23 luglio 288G4 cui successe il cugino Corrado I I il Salico !,#)-- ,#"*& , )uca di =ranconia, che, il 3; marzo 2836 venne solennemente consacrato in <oma dal 'ontefice. Nel 2873 infine alla morte di 'apa >iovanni gli subentr" il giovane nipote Teofilatto, che, assunto il nome di 'enedetto IM, in onore dello zio /2873-28GG4.

6. 11 - LIm eratore 7nrico III !,#"*- ,#0$& e la riforma del Pa ato


Nella seconda met del 28GG una rivolta cittadina cacci" dallArbe 'apa 'ene+ detto. 1l 'ontefice, infatti, aveva parecchio scandalizzato i <omani con la sua immorale condotta, attirandone lodio. >uesti allora decisero di eleggere un antipapa che si fece chiamare #ilvestro 111 /28GD4. 1 fautori di 'enedetto, tuttavia, i potenti Conti di Tuscolo, alla cui famiglia :enedetto apparteneva, riuscirono a rientrare in citt e sconfissero la fazione avversaria. Cos il 'apa, nel marzo, era gi reinsediato sul suo trono usurpato. Tuttavia, pochi mesi dopo, in maggio, si assist* ad un ulteriore colpo di scena, 'enedetto rinunziava solennemente al 'ontificato, seguito anche da #ilvestro, che rientrava nel suo vescovado dorigine, in #abina. 0enne indicato come nuovo 'ontefice larciprete di #. (iovanni a 'orta !atina, che assunse il nome di >regorio VI /D maggio 28GG4. !a condotta scandalosa e la sospetta abdicazione di :enedetto, latteggiamento scismatico di #ilvestro, la dubbia elevazione di (regorio, che alcune fonti dicevano ottenuta simoniacamente, convinsero il nuovo 1mperatore, 7nrico I I I detto il =ero !,#"*- ,#0$& , strenuo sostenitore della moralizzazione del ceto ecclesiastico, ad intervenire senza indugio. Cos , giunto in 1talia, convoc" a #utri un concilio /38 dicembre 28G;4 ove si decise la condanna dellantipapa #ilvestro, la deposizione di (regorio, in attesa che vi comparisse 'enedetto VIII. 1l sovrano, senza attendere oltre, si rec" poi a <oma, dove una seconda adunanza decise la deposizione del contumace. 7nrico, +uindi, indic" in #uidgero, 0escovo di :amberga, il candidato per il trono pontificale. >uesti, acclamato dal clero romano, assunse il nome di Cle"ente II /28G;-28G64. 'ochi giorni dopo la sua intronizzazione, nella solennit di Natale, il nuovo 'apa consacrava in #. 'ietro il sovrano

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'. :rezzi, Ro"a e li"pero "edioevale ;GGA+68Q87, :ologna, Capelli, 2CG6, p. 388.

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francone, mentre i maggiorenti dellArbe gli conferivano il titolo di #atricius Ro"a+ noru", la pi$ alta carica cittadina77G. Cle"ente II rinnov" a vantaggio del sovrano il privilegio consuetudinario degli 1mperatori cristiani di confermare lavvenuta elezione del nuovo 'ontefice, mentre i maggiorenti della Citt eterna, prelati e laici, andando ancor pi$ in l, promisero ad 9nrico di non procedere ad alcuna designazione senza il suo consenso, principatus in electione se"per ordinandi ponti icis -parte principale nellelezione del nuovo pontefice.77D. Tale decisione trov" ampi consensi anche tra prelati di specchiata virt$ come #. 'ier )amiani, che plaud per la decisione presa dai cittadini di <oma77;. 1l 'ontefice venne a morte poco dopo, nel gennaio 28G6. Alla sua scomparsa, :enedetto 15, ancora grazie allappoggio della sua famiglia, riusc per pochi mesi ad usurpare la cattedra papale, mentre i <omani chiedevano ad 7nrico di designare il nuovo 'apa. >uesti indic" allora 'oppo, vescovo di :ressanone, che assunse il nome di &a"aso II, che per" mor a 'alestrina dopo soli 37 giorni /C agosto 28GB4. 1l sovrano design" allora, durante una dieta imperiale a Sorms, un suo parente, :runone, 0escovo di Toul, che prese il nome di Leone IM /28GB-28D74. 'apa Leone, spalleggiato incondizionatamente dal pio monarca, prosegu instancabilmente fino alla morte /C aprile 28DG4 la politica di moralizzazione e correzione del clero. Anche il successore di Leone venne suggerito dall1mperatore. 1 maggiorenti romani, giunti a %agonza, per comunicare la morte del 'apa, attesero dal principe la nomina del nuovo sommo pontefice. 0enne designato un altro membro del clero tedesco, giudicato dal sovrano pi$ degno di +uello dellArbe. !a scelta di 7nrico I I I cadde su (erardo, vescovo di 9ichstedt, anchegli imparentato col sovrano e suo consigliere, il +uale prese il nome di Vittore II /28DD-28D64 che segu le tracce dei suoi predecessori nellattuazione della riforma dei costumi del clero. )urante il suo breve pontificato, venne a morte l1mperatore /D ottobre 28D;4 che aveva solo 7C anni. !asciava un erede giovanissimo, 7nrico I4 !,#0$- ,,,0& sotto la reggenza della madre, l1mperatrice Agnese.

6. 12 , Il decreto di Pa a =icolo I I !,#0*&


!a morte improvvisa e inaspettata di 7nrico I I I e la giovanissima et del suo successore, lasciarono, per cos dire, il 'apato in balia di se stesso e delle forze locali di <oma. 1l nuovo pontefice, il cardinale =ederico di !orena, !te ano IM /28D6-28DB4 venne eletto senza chiedere lintervento della corte imperiale. Tuttavia, il nuovo 'apa invi" in (ermania una delegazione, di cui faceva parte il Cardinale 1ldebrando di #oana, strenuo sostenitore della riscossa morale del 'apato e consigliere ascoltato dei pontefici, per ottenere il riconoscimento sovrano alla sua elezione. Anche il ponti334 335

'. :rezzi, Ro"a e li"pero "edioevale ;GGA+68Q87, :ologna, Capelli, 2CG6, p. 32G. '. :rezzi, Ro"a e li"pero "edioevale ;GGA+68Q87, :ologna, Capelli, 2CG6, p. 32G. 0oce Klection des #apes in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, coll. 3728-3722. 336 '. :rezzi, Ro"a e li"pero "edioevale ;GGA+68Q87, :ologna, Capelli, 2CG6, p. 32G.

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ficato di !te ano IM fu breve. %or infatti a =irenze lanno dopo la sua elevazione, il 3C marzo 28DB. 'rima di morire il pontefice aveva indicato in 1ldebrando un degno successore, raccomandando caldamente il clero romano a designarlo al soglio papale776. !a nobilt romana decise allora di elevare al soglio petrino un proprio candidato, (iovanni, vescovo di 0elletri, che intronizzato il D aprile 28DB, assunse il nome di :enedetto 5. 1 Cardinali, per", non vollero legittimare la sua elezione e fuggirono dallArbe. 1ldebrando, allora, dopo +ualche mese di attesa, nel dicembre 28DB, propose la candidatura del pio vescovo di =irenze, il borgognone (erardo, che si fece chiamare, (icol II /28DB-28;24. !a citt rimase in mano alla fazione di :enedetto, finch*, grazie allintervento del principe normanno <iccardo di Capua, lArbe fu liberata e lantipapa condannato e deposto /aprile 28;8477B. %ancando lappoggio imperiale, la carica papale rischiava cos di ricadere nelle mani delle fazioni romane. (icol decise allora dintervenire in ordine alla elezione pontificale in modo da escludere, per +uanto possibile, lingerenza di forze estranee al clero romano. Nellaprile 28DC si raccolse in !aterano un concilio di oltre cento vescovi. 1n tale solenne occasione il pontefice promulg" la bolla In no"ine do"ini che modificava la legislazione dellelezione papale. #olo i Cardinali-vescovi detenevano il potere di designare il 'ontefice romano. 1l rimanente del clero romano poteva, per dir cos , approvare ed aderire alla scelta gi fatta, dare cio& il loro assenso, ?Ideo religio+ sissi"i viri 1cardinales3 praeduces sint in pro"ovendi ponti icis electione@77C -'erci" siano +uegli uomini religiosissimi a decidere della scelta del pontefice.. #. 'ier )amiani, commentando il documento, scriveva, ?!i assegna ai Cardinali Vescovi il giudizio principale. In secondo luogo, si consente al clero di dare lassenso0 terzo, si per"ette c%e il avore del popolo elevi lapplauso@7G8. (li antichi attori delle elezioni papali erano ancora presenti, ma ormai solo ai Cardinali-vescovi era deferito il ruolo principale nella designazione del pontefice. 9ra tale scelta, o elezione, che costituiva, infine, il prelato come vero 'apa, ? Leletto, tut+ tavia, ottiene co"e vero #apa lautorit di reggere la C%iesa Ro"ana e di disporre di tutti le sue acolt@7G2. 9d il ruolo dell1mperatoreX !a bolla di 'apa (icol era interventua pi$ per sottrarre il 'apato ai disordini dellArbe che allinfluenza dell1mpero, la +uale fino a +uel momento era stata assai vantaggiosa alla ripresa morale dellistituzione. Tuttavia, (icol pens" di limitare lazione della potest temporale, se non di escluderla del tutto,
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0oce Klection des #apes in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. 3723. 338 '. :rezzi, Ro"a e li"pero "edioevale ;GGA+68Q87, :ologna, Capelli, 2CG6, pp. 37G-37D. 339 Citato in 0oce Klection des #apes in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. 3727. 340 Citato in 0oce Klection des #apes in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. 3727. ?Episcoporu" cardinaliu" ieri debere principali iudiciu"0 secundo loco, iure praebeat clerus assensu"0 tertio, popularis avor attollat applausu"@. 341 Citato in 0oce Klection des #apes in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. 3727. ?Electus ta"en sicut verus papa obtinet auctoritate" regendi Ro"ana" ecclesia" et disponendi o"nes acultates illius@.

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?Lo eleggano I cos infatti si esprime il documento papale I dal seno della c%iesa di Ro"a, se / trovato degno, altri"enti lo si prenda da unaltra C%iesa. !alvo restando il debito onore e la reverenza verso il nostro diletto iglio Enrico c%e / ora c%ia"ato re e c%e si spera sar con laiuto di &io il uturo i"peratore, co"e gli abbia"o concesso, e verso i successori di lui c%e personal"ente c%iederanno questo privilegio a questa !ede Apostoli+ ca@7G3. 1l testo rimane su +uesto punto volutamente sfumato, ?Il re, o li"peratore, o i loro successori potranno dunque intervenire nellelezione papale solo in virt4 dun privilegio personale libera"ente accordato dalla !. !ede e non per un diretto inerente alla corona. )ale privilegio non sar ereditario, "a apparterr ai suoi successori solo in quanto sar rinnovato a ciascun ca"bia"ento di titolare@7G7. Tale intervento del sovrano non consiste pi$ nel diritto di confermare leletto, ma di ricevere dal nuovo papa +uellonore e +uella riverenza che sono dovuti al sovrano in +uanto maggiore e suprema dignit temporale della Cristianit. #. 'ier )amiani, commentando il testo pontificio, cos intende lespressione papale, ?Lautorit della "aest del Re venga consultata, a "eno c%e non inco"ba un peri+ colo, c%e constringa ad a rettare il pi4 possibile lelezione@7GG.

6. 1. 9 S+ Gregorio 4I I e la 6ittoria del Pa ato


Alla morte di (icol II /28;24 venne applicato il nuovo sistema elettorale ed i Cardinali-vescovi, senza chiedere il consenso imperiale, elessero al papato Anselmo da :aggio, vescovo di !ucca, che si fece chiamare Alessandro II /28;2-28674. !a corte allora gli elev" contro lantipapa Onorio 11, il veronese Cadalo, vescovo di 'arma. Alla fine, tuttavia, grazie soprattutto ad Annone, Arcivescovo di Colonia, tutore del giovane sovrano, Alessandro venne riconosciuto come vero papa. %orto anche Alessandro, il giorno successivo venne unanimemente eletto papa il Cardinale 1ldebrando di #oana, che in onore di >regorio VI, il 'apa deposto da 7nrico I I I nel 28G;, assunse il medesimo nome /33 aprile 28674. #. >regorio VII /2867-28BD4 era stato ardente fautore della riforma del clero e del 'apato. Con la sua elevazione al 'ontificato coronava cos una carriera consacrata allideale della restaurazione morale del clero ed allinnalzamento della dignit petrina. 1l nuovo 'apa comun+ue richiese per lettera la conferma regia, in conformit al decreto di (icol II, che giunse con larrivo di (regorio di 0ercelli, Cancelliere del <egno d1talia, anche se la scelta di 1ldebrando, come per i suoi immediati predecessori, era stata compiuta senza tener conto della volont sovrana7GD. 1l nuovo 'apa sadoper" alacremente per la riforma del clero, stigmatizzando il clero concubinario e simoniaco e cercando di sottrarre allinfluenza dei principi la no342

Citato in 0oce Klection des #apes in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. 372G. 343 0oce Klection des #apes in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. 372G. 344 Citato in 0oce Klection des #apes in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. 372G. ?Regiae celsitudinis consulatur auctoritas, nisi periculu" ortasse i""ineat, quod re" quantocius accelerare co"pellat@. 345 '. :rezzi, Ro"a e li"pero "edioevale ;GGA+68Q87, :ologna, Capelli, 2CG6, p. 3D;.

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mina dei prelati maggiori /vescovi ed abati4. Anche alcuni 0escovi consiglieri del giovane sovrano subirono le conseguenze dellardente pontefice e furono scomunicati. Cos , le relazioni tra le due supreme potest cominciarono a guastarsi, e il 'apa dovette, tuttavia, patire loffensiva della fazione rivale, che il Natale 286D, guidata dal Cardinale Ago di #ilva Candida, un tempo fautore come 1ldebrando della riforma, ma ora passato agli avversari, organizz" una congiura. >regorio fu fatto prigioniero e ferito mentre celebrava la messa di Natale a #. %aria %aggiore. !a reazione dei suoi fautori fu immediata e il pontefice venne tosto liberato. 1 suoi nemici, cacciati dallArbe, si rifugiarono presso 7nrico I4 . 1nizia ora il lungo conflitto tra il 'ontefice e l1mperatore. 7nrico convoc" a Sorms una dieta che decret" la deposizione di >regorio /3G gennaio 286;4, il +uale rispose scomunicando e deponendo il sovrano /3 febbraio 286;4. !a nobilt germanica allora elesse un anti-re, <odolfo di #vevia. 7nrico si ridusse cos a chiedere lassoluzione del 'apa che lo ricevette nel Castello di Canossa, feudo della contessa %atilde, accesa sostenitrice del 'ontefice <omano /gennaio 28664. 9ra la prima volta da +uando Carlo Magno aveva restaurato la potest imperiale in Occidente che un sovrano, anzi, il maggior principe della Cristianit, era scomunicato da un 'ontefice. 9 +uesto non per motivi dordine strettamente dottrinale. 9nrico infatti era stato separato dalla comunione con la Chiesa per il suo attaccamento alla prassi imperiale precedente in ordine alla relazione con la gerarchia ecclesiastica. Come se non bastasse, 7nrico I4 era anche stato deposto. 1l pontefice, infatti, aveva sciolto i sudditi del sovrano dal giuramento di fedelt. !o aveva privato del titolo e della dignit di <e. >uesto era un fatto inaudito. >regorio VII fu il primo pontefice che trasse le estreme conseguenze della superiorit ontologica dellordine soprannaturale su +uello naturale, su cui poggia lautorit dello #tato. 1l rapporto di forza tra I"periu" e !acerdotiu", nel giro di poco pi$ di trentanni, si era del tutto capovolto. Nel 28G; era un principe che interveniva per deporre un pontefice. Nel 286; era la volta del #ommo 'ontefice a fare altrettanto. Nel 28B8, tuttavia, 7nrico riusc a sbarazzarsi con una sanguinosa battaglia del suo antagonista /2D ottobre 28B84. >regorio lo aveva nuovamente scomunicato. 1l sovrano lanno successivo decise di scendere a <oma /28B24 per affrontare direttamente il rivale. =inalmente nel 28B7 la citt leonina era con+uistata dopo un assedio di sette mesi. Cos il monarca pot* insediare il suo antipapa, Clemente 111, in #. 'ietro. >re+ gorio VII, costretto a fuggire da <oma, si rifugi" a #alerno sotto lala protettrice dei Normanni, ove mor il 3D maggio 28BD. 7nrico dopo aver perseguito la sua politica anche durante i pontificati di Vittore III /28B;-28B64 e .rbano II /28BB-28CC4, mor il 6 agosto 228;, durante +uello di 'apa #asquale II /28CC-222B4, senza che fosse trovata una soluzione alla pluridecennale contesa tra le due supreme potest. #ar infatti 7nrico 4 !,,#$- ,,)"& il figlio e successore dell1mperatore, a conchiudere a Sorms il 37 settembre 2233 +uel celebre concordato che regolava la +uestione delle investiture, sancendo la vittoria, anche se temporanea, almeno per

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+uel che riguardava le nomine episcopali, del principio della libera elezione dei ministri ecclesiastici da parte della Chiesa docente, riducendo al minimo lintervento della potest temporale.

6. 1 E Lelezione dei Pontefici e il Concla6e !8II,81 secolo&


'apa Alessandro III /22DC-22B24 con la bolla Licet de vitanda /226C4 modific" ulteriormente la legislazione inerente lelezione del 'ontefice romano. 9gli estese, infatti, il diritto di suffragio anche ai Cardinali-preti ed ai Cardinali-diaconi, introducendo il criterio della maggioranza dei due-terzi7G;. !a bolla non menzionava affatto il ruolo dell1mperatore nella scelta del successori di 'ietro, n* +uella del clero minore e del popolo dellArbe. Nac+ue cos il #acro Collegio Cardinalizio, che raccoglieva gli elettori ecclesiastici del 'apa. Alla morte di Cle"ente IV /23;D-23;B4 sapr un periodo di sede vacante che dur" tre anni, fino allelezione di >regorio M /2362-236;4. Costui, per ovviare ai guasti di uneccessiva durata della vacanza della #ede Apostolica, con la bolla .bi periculu" del 6 luglio 236G istitu il Conclave. 1l #acro Collegio, cos , doveva riunirsi diociotto giorni dalla morte del 'ontefice in un luogo chiuso, le cui chiavi erano conservate, allinterno, dal Cardinale Camerlengo e, allesterno, dal %aresciallo del Conclave. 1 Cardinali non potevano comunicare in nessun modo con lesterno, sotto pena di scomunica, e dovevano rimanere cos fino allavvenuta elezione dei due-terzi7G6.

6. 1) E La catti6itF d'6ignone !,"#0- ,"%/&


!applicazione delle idee di #. >regorio VII con lintroduzione del Conclave aveva cos condotto alla blindatura della designazione del 'apa da parte degli elementi preminenti della Chiesa )ocente, i Cardinali. >uestinnovazione prudente voleva ovviare ai due inconvenienti, che avevano afflitto in passato lelezione dei #ommi 'ontefici, 24 impedire nella scelta del nuovo papa lazione di agenti estranei allalto clero /#acro Collegio4K 34 evitare, per +uanto possibile, il protrarsi della sede vacante. 'oco pi$ di centanni dopo, tuttavia, la Chiesa cattolica attravers" una delle sue pi$ gravi crisi istituzionali, che mise a dura prova +uelle felici precauzioni. 1l 'apato, in particolare, fu scosso nel suo prestigio dal trasferimento della #anta #ede ad Avignone nel <egno di =rancia /278C-27664. )urante tale triste periodo, passato alla storia come Cattivit ;prigionia7 dAvignone, tutti i pontefici furono francesi e graditi, se non eletti, dalla corona di =rancia, Cle"ente V /278D-272G4, >io+ vanni MMII /272;-277G4, 'enedetto MII /277G-27G34, Cle"ente VI /27G3-27D34, Inno+ cenzo VI /27D3-27;34, .rbano V /27;3-27684, >regorio MI /2768-276B4.
346

0oce Klection des #apes in A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 10, p. 3a, col. 372;. 347 0oce Conclave in 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 111, p. 2a, col. 68C.

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%olta ac+ua era passata sotto i ponti dallintransigenza di #. >regorio VII e dalle tesi curialiste della potestas directa in te"poralibusL Anzi di l a poco, listituzione pontificale ebbe bisogno, come ai vecchi tempi, dellenergico intervento della monarchia sacra per districarsi dallingarbugliata e tragica situazione in cui era precipitata.

1I. ,$ - Il grande Scisma d8ccidente !,"%/- ,-,0&


Alla morte di 'apa >regorio MI /2768-276B4 infatti, da poco rientrato in <oma su insistenza di #. Caterina da #iena, il medesimo Conclave elesse uno dopo laltro due 'ontefici, i +uali entrambi si ritennero i legittimi possessori del 'otere delle Chiavi, .rbano VI /276B-27BC4 e Clemente 011. 9ra ancora lo spettro dello scisma che veniva alla ribaltaL Come se non bastasse, alla loro morte, ciascuno ebbe un successore e la Cristianit si spacc" cos in due Nobbedienze, +uella romana e +uella avignonese. 1nizi" il >rande !cis"a d=ccidente /276B-2G2D4. 1l dramma raggiunse il suo culmine, tuttavia, +ualche anno dopo, +uando nel 2G8C un Concilio convocato a 'isa, anzich* porre fine allo scandalo, deliber" deleggere un nuovo pontefice, che prese il nome di Alessandro 0 /2G8C-2G284. !a Cristianit era ora divisa in tre obbedienze, +uella romana, +uella avignonese e +uella pisanaL 'robabilmente, ai tempi degli 1mperatori salici, +uattro secoli prima, lenergico e pio 9nrico 111 avrebbe ridotto in poco tempo i tre contendenti alla ragione. Tocc", comun+ue, ad un sovrano risolvere con modi, forse, meno incisivi, ma alla fine efficaci la tragica farsa. 1l 32 luglio 2G22 venne eletto <e dei <omani, Sigismondo I di L(ssemb(rgo /2G22-2G764. A lui, erede dei #acri 1mperatori, al N#uddiacono 1mperiale, si rivolsero tutti coloro che intendevano trovare una soluzione allingarbugliata e scandalosa situazione. 1ncontratosi nell1talia del Nord con (iovanni 55111, il papa Npisano successore di Alessandro 0, Sigismondo lo convinse a convocare un Concilio che trattasse principalmente della +uestione dello scisma. Cos il sovrano, gi il 78 ottobre 2G27, annunci" allintera 9uropa che, per il 2R novembre 2G2G, sarebbe stato indetto un Concilio generale della Chiesa Cattolica nella citt imperiale di Costanza, a cui egli stesso sarebbe intervenuto. (iovanni 55111, dopo molte titubanze I temeva, infatti, dessere deposto I promulg" da !odi, il C dicembre 2G27, la bolla di convocazione. 1l 'apa, sebbene a malincuore, il 3B ottobre 2G2G, fece lingresso solenne nella citt svizzera, mentre Si gismondo, dopo essere stato consacrato ad A+uisgrana, vi giungeva il 3G dicembre. 1l Concilio fu una grande assemblea dell9uropa cristiana riunitatsi al capezzale del 'apato sofferente. Sigismondo vi aveva convocato tutti i principi cattolici, molti dei +uali si fecero rappresentare da propri delegati. Carlo 4I di 3rancia invi" una legazione capitanata dal celebre teologo (ersone. 7nrico 4 dInghilterra man-

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d" il Conte di Sar]ic\. !1mperatore dOriente Man(ele I I Paleologo era pure presente con una sua ambasceria, cos come il <e di #icilia e +uello di 'olonia. Sigismondo a sua volta aveva condotto con s* una nutrita schiera di 'rincipi 1mperiali, tra i +uali, =iliberto, (ran %aestro dellOrdine Teutonico, i duchi =ederico e Alberto dAustria, il Conte 'alatino !udovico, <odolfo, 'rincipe 9lettore di #assonia, il :urgravio di Norimberga, =ederico di Johenzollern, che stava per essere investito del %argraviato del :randenburgo, il duca di %eclemburgo e +uello di !orena. !a componente ecclestiastica non era meno prestigiosa, Cardinali come )AillH e Mabarella, vescovi, teologi, rappresentanti delle pi$ prestigiose universit. !1mperatore ne era il presidente laico, e, pur avendo agito nei riguardi di (iovanni 55111 come se +uesti fosse il vero 'apa, domandando a lui lindizione formale del Concilio, il principe, tuttavia, era determinato ad abbandonarlo +ualora glinteressi della Chiesa e dell1mpero lo esigessero. Temendo ci", (iovanni stipul" collArciduca =ederico dAustria un trattato segreto che gli garantiva il suo soccorso in caso di difficolt. Anche gli altri competitori, in verit, non meritavano dessergli preferiti, visto che :enedetto 5111, il papa spagnolo, ritiratosi in Catalogna, aveva stancato e disgustato tutti con le sue violenze, e (regorio 511, il pontefice Nromano, pur essendo uomo di costumi intemerati, aveva tuttavia disatteso tutti gli impegni assunti e non mostrava alcuna intenzione di rinunciare spontanemente al seggio papale. Anzi, aveva lanciato le truppe di !adislao di Napoli contro (iovanni 55111L

6. 1+ , La de osizione di Gio6anni 88III !)* maggio ,-,0&


#tando cos le cose l1mperatore, e i numerosi prelati presenti a Costanza, tra cui D 'atriarchi, 3C Cardinali, 77 arcivescovi, pi$ di 2D8 vescovi, 288 abati e 788 dottori in teologia, sentirono di avere, per cos dire, lautorit morale per agire a profitto della Chiesa Aniversale. !a situazione era, tuttavia, delicata, poich* si rischiava di ripetere a Costanza +uello che era avvenuto a 'isa nel 2G8C, eleggere un nuovo 'apa senza che lo scisma fosse neutralizzato. O forse ancora peggio, davanti alla irriducibile volont dei tre papi a non cedere in alcun punto e dimettersi, poteva temersi che la corrente conciliarista, sostenitrice dellerronea tesi della superiorit del Concilio sul 'apato, prendesse il sopravvento, gettando cos la Chiesa dalla padella dello scisma nella brace delleresiaL !unica soluzione possibile parve essere +uella della contemporanea abdicazione dei tre papi, prima di procedere alla nuova elezione. 1l 2R marzo 2G2D, (iovanni 55111, dopo numerose trattative, si decise a leggere in Concilio la promessa della sua abdicazione nel caso che anche gli altri due papi facessero altrettanto. !a rinuncia di (iovanni era, cos , un passo importante verso la soluzione dello scisma. Anche i vescovi e i principi che sostenevano (regorio 511, il 'apa romano, presenti a Costanza, simpegnarono ad abbandonarlo, se egli non accettava la soluzione proposta.

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(iovanni, per", il 38 marzo riusc a fuggire da Costanza. !a reazione del Concilio fu rapida e, con la sessione del 3C maggio 2G2D, si procedette alla deposizione del 'ontefice, che nel frattempo, abbandonato da tutti, era stato arrestato e condotto in un castello a pochi chilometri dalla citt. (iovanni accett" tale decisione con sorprendente umilt e rassegnazione. %artino 0 lo nomin" in seguito )ecano del #acro Collegio, carica che conserv" fino alla morte /2G2C4.

6. 1; - Gregorio 8II abdica !l(glio ,-,0&


#embrava che il pi$ fosse stato fatto, poich* lassise aveva eliminato lostacolo pi$ difficile, essendo (iovanni stimato dal Concilio come il vero e legittimo 'apa. Ora toccava labdicazione di (regorio 511. 1 suoi inviati erano giunti a Costanza il 3D gennaio, dichiarando che il 'apa era disposto ad abdicare a patto che anche gli altri due pretendenti facessero lo stesso. 1l 2D giugno Carlo %alatesta, presso il +uale (regorio si era rifugiato, giunse nella citt come suo plenipotenziario, non per partecipare al Concilio, che (regorio non riconosceva, ma per aprire negoziati con l1mperatore. Cos , durante la 510 sessione del G luglio 2G2D, presieduta da Sigismondo per accondiscendere alle esigenze degli inviati di (regorio 511, il Cardinal )ominici e il %alatesta proclarono solennemente la rinuncia del papa romano. #ubito dopo veniva letta la bolla che a nome suo legittimava il Concilio in ordine alla soluizione dello scisma. #i decise di cassare le censure che colpivano i prelati delle due obbedienze. )ominici fu accolto nel #acro Collegio, mentre l1mperatore lasciava la presidenza del Concilio al Cardinale di Ostia. 1l Concilio allora si pronunci" per labdicazione immediata di (regorio, stabilendo inoltre alcuni decreti secondo cui 24 il futuro papa doveva essere eletto con consenso del ConcilioK 34 lassemblea, sotto la supervisione del sovrano, doveva stabilire il tempo, il luogo e il modo di essaK 74 sarebbero stati ratificate tutte le misure prese da (regorio secondo i canoniK G4 il +uale, con i Cardinali da lui creati, era ammesso al #acro Collegio, anche se, pro bono pacis, rinunciava allelettorato passivo. 1nfine si affidava all1mperatore Sigismondo la custodia della libert dellassise ecumenica e soprattutto sulla libera elezione del nuovo 'apa.

6. 1< - .e osizione di Benedetto :I I I !)$ l(glio ,-,%&


:enedetto 5111 intendeva trattare solo con l1mperatore, ma lo aveva atteso invano, fino al 78 giugno, in 'erpignano, nel sud della =rancia, dove si erano dati convegno. Tuttavia, grazie allinsistenza del <e dAragona vi fu un primo abboccamento che, per", non produsse alcuna soluzione, poich* il sovrano rigett" le esagerate pretese di 'ietro di !una che, in cambio della sua abdicazione, si considerava lunico vero Cardinale e, +uindi, lunico elettore delleligendo 'ontefice.

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1l 38 novembre, comun+ue, i negoziati ripresero a Narbona, tra la delegazione papale, composta dal <e di Navarra, il Conte di =oiO e dArmagnac, da una parte, e l1mperatore e i delegati conciliari dallaltra. 1l 27 dicembre fu, cos , siglato un trattato in 23 punti, secondo cui i Cardinali e prelati della sua obbedienza erano invitati al Concilio, dove avrebbero goduto dei medesimi diritti degli altriK venivano cassate tutte le censure che colpivano :enedetto e i suoiK +uesti, se voleva recarsi a Costanza, avrebbe ricevuto dall1mperatore un salva-condotto. Sigismondo infine e il Concilio avrebbero giurato solennemente di rispettare tali disposizioni. Nel novembre 2G2; inizi" il processo per deporre :enedetto che si concluse con la sua condanna. Nel gennaio 2G26 altri principi aderirono al Concilio, mentre Sigismondo, dopo un viaggio che lo aveva portato a perorare la causa conciliare ad Avignone, Chamb*rH, 'arigi, !ondra, =iandre, Olanda e (ermania, rientr" a Costanza il 36 gennaio 2G26. 1l <e dAragona intanto, tra i principali sostenitori di :enedetto, rinunci" solennemente alla sua obbedienza, mentre #. 0incenzo =erreri pubblic" latto a 'erpignano. 1l 3; luglio il Concilio, nella sua 555011 sessione, pronunci" la definitiva sentenza di condanna e la deposizione del 'apa spagnolo. Costui mantenne le sue pretese fino alla morte /2G3G4 ed ebbe un successore nellantipapa Clemente 0111, che si sottomise, per", nel 2G3C.

6. 2* E Lelezione di Martino 4 !,-,%- ,-",&


#i procedette cos allelezione del nuovo ed unico 'apa e alla conclusione dello scisma. #i stabil che il corpo elettorale che doveva designarlo, sarebbe stato composto dai Cardinali delle tre osservanze /ma i seguaci di :enedetto 5111 non si presentarono4 e dai prelati delegati delle cin+ue nazioni /1talia, (ermania, #pagna, =rancia, 1nghilterra4 presenti al Concilio, in tutto D7 elettori secondo la maggoranza dei dueterzi. !B novembre 2G26 il Conclave si riun e l22 promosse al soglio pontificio il Cardinale romano Oddone Colonna, che prese il nome di *artino V /2G26-2G7247GB.

6. 21 E La monarchia sacra e il diritto di escl(si6a nei seeoli :4I - ::


1l risultato pi$ notevole della riforma gregoriana si ebbe proprio in ordine alla libera elezione dei #ommi 'ontefici. Con la limitazione del diritto di suffragio, prima ai soli Cardinali-vescovi /28DC4, poi esteso ai Cardinali-preti e diaconi /226C4, infine con la nascita del Conclave /236G4, sembrava che almeno la scelta del (erarca supremo della Chiesa cattolica fosse in gran parte sottratta allazione di forze estranee allalto clero, che divenne il vero ed esclusivo soggetto della nomina. Come vedemmo sopra, la monarchia sacra recuper" relativamente in fretta, sul finire del secolo 50, le posizioni perdute in ordine alle designazioni dei candidati al348

0oce Constance ;Concile de7 in A.0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 111, p. 2a, coll. 2388-2327.

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lepiscopato. Anche sul versante, tuttavia, cos delicato dellelezione del #ommo 'ontefice, la potest temporale si sforz" di riac+uistare, almeno in parte, lantica influenza. <itornare allepoca della dinastia salica, +uando i sovrani designavano i candidati al 'apato, era certamente impensabile, ma i monarchi cattolici pi$ potenti, #acro <omano 1mperatore in testa, non dimenticarono le prerogative di un tempo. Nac+ue cos lo ius e9clusionis, o ius e9clusivae, o diritto di veto. #i tratta del diritto, o privilegio, per cui i sovrani delle tre pi$ potenti monarchie cattoliche /Austria, =rancia e #pagna4 ?pri"a c%e osse co"pletata lelezione papa+ le potevano escludere ciascuno u icial"ente uno ra i cardinali dellelezione@7GC, ?di "odo c%e, a seguito di una tradizione plurisecolare, di cui sarebbe di icile indicare la pre+ cisa origine, le tre grandi potenze cattolic%e 123 si trovarono in possesso, senza quasi contestazione, del diritto di veto. In "ancanza di bolle o di docu"enti c%e consacravano tale diritto, da quando non u pi4 seria"ente contestato lo si vide co"e una sorta di tacita concessione autorizzata dalla consuetudine, in vista del bene co"une. )ale privilegio non u "ai riconosciuto ad altre potenze, anc%e se cattolic%e, co"e le corone di #ortogallo o di (apoli@7D8. Alcuni autori fanno risalire la nascita I sarebbe meglio dire la rinascita I del diritto desclusiva all1mperatore Carlo 4 d'(stria /2D2C-2DD;4, la cui azione in tal senso si esercit" durante i Conclavi del 2DGC-D8 e del 2DDD. #enza entrare nel merito giuridico della complessa +uestione, & indubbio che tale privilegio fu impiegato per secoli dalle maggiori potenze cattoliche, cos da configurare per alcuni un diritto almeno consuetudinario, ovvero ac+uisito per via di prescrizione. #i stabil , cos , per consuetudine, che ciascun monarca poteva esercitare formalmente il diritto desclusiva una sola volta e contro un solo soggetto. 1l veto doveva essere notificato ufficialmente al #acro Collegio per mezzo di un Cardinale che aveva ricevuto dal #ovrano lincarico. Tale diritto era tenuto in considerazione solo se il soggetto indicato non aveva ancora ottenuto i due-terzi dei voti, ossia prima che fosse stato eletto validamente. Cos durante il Conclave del 2;GG il Cardinale Albornoz port" il veto della corona spagnola contro il Card. #acchetti. 1l Card. Albizzi, allora, stese un documento che giudicava illegittima la pretesa della #pagna di escludere un candidato alla Tiara, ?"a gli u risposto c%e non si poteva in coscienza dare il voto ad un cardinale escluso da un re cosI illustre e pio@7D2. Nel 2632 l1mperatore Carlo 4I /2622-26G84 escluse il Card. 'aolucci. Nel 2678, =rancia e #pagna insieme esercitarono il privilegio contro il Card. 1mperiali. Nel Conclave del 26DB la =rancia escluse il Card. (iustiniani7D3. !Austria, in particolare, ancora durante il 515 secolo impieg" con ardore tale diritto, alla morte di 'apa #io VII /2B374 il Card. Albani fu incaricato dall1mperatore 3rancesco I /26C32B7D4 di porre il veto sul Card. #everoli, cui in conclave mancavano sette voti per ot349 350

0oce Veto in Enciclopedia Cattolica, vol. 511, =irenze, #ansoni, col. 2773. 0oce Conclave A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 111, p. 2a, col. 632. 351 0oce Veto in Enciclopedia Cattolica, vol. 511, =irenze, #ansoni, col. 2777. 352 0oce Veto in Enciclopedia Cattolica, vol. 511, =irenze, #ansoni, col. 2777.

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tenere lelezione. 0enne eletto il Cardinal )ella (enga, che assunse il nome di Leone MII /2B37-2B3C4. Alla morte di +uesto /28 febbraio 2B3C4 lAustria incaric" ancora lAlbani di pronunciare il veto contro il Card. (regorio. Anche durante il Conclave che segu la morte di #io VIII /78 novembre 2B784 Albani intendeva porre lesclusiva sul medesimo (regorio, ma +uesti lasci" libero il campo allelezione di Cappellari, il futuro >regorio MVI. Al conclave seguente, il Card. (aisruc\, arcivescovo di %ilano, ricevette il mandato da parte di 3erdinando I /2B7D-2BGB4 di porre lesclusiva contro il vescovo di 1mola, card. %astai-=erretti, in odore di liberalismo, ma giunse in Conclave troppo tardi, +uando il #io IM /2BG;-2B6B4 era gi stato eletto. !ultima volta che la monarchia asburgica impieg" tale privilegio fu il 3 agosto 2C87 durante lelezione che segu la morte di Leone MIII /2B6B-2C874, +uando il Card. 'uzHna de Vosiels\o, arcivescovo di Cracovia, su mandato di 3rancesco Gi(se e I /2BGB-2C2;4 lev" lesclusiva contro il Card. <ampolla del Tindaro, gi #egretario di #tato di 'apa 'ecci. Alla fine risult" eletto il Card. #arto, che si fece chiamare #io M /2C87-2C2G47D7. 1l diritto di veto venne abolito ufficialmente proprio da #. 'io 5 con la Costituzione Co""issu" nobis del 38 gennaio 2C8G, alle soglie di +uel conflitto mondiale che, distruggendo la monarchia austro-ungarica, avrebbe con essa fatto scendere nella tomba lultimo vestigio dellantica 9uropa cristiana, unita nella concorde alleanza tra potere sacro dei <e e autorit dei 'ontefici. Tuttavia, anche scorrendo, solo a volo duccello, la storia delle relazioni tra i due supremi poteri in ordine alla scelta dei Capi supremi della Chiesa, & facile scorgere, che il preteso abuso dellingerenza del potere sacro di 1mperatori e <e cattolici in tali elezioni, seppure con modalit diverse e varie nel corso dei secoli, fu +uasi la regola costante, piuttosto che uneffimera eccezione.

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Parte *ettima ! PP6>BIC6&

8rdo Roman(s
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0oce Conclave A. 0acant I 9. %angenot, &ictionnaire de )%-ologie Cat%olique, 'aris, !etouzeH et an&, 2C22, t. 111, p. 2a, coll. 632-637.

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!D "E#EDICE#D$% &E'E%
I# I%PE&!(O&E% CO&O#!#D$%354

Introduzione
#i pubblica +ui di seguito il testo latino, con traduzione nostra a fianco, della versione dell=rdo d1ncoronazione imperiale del 'ontificale <omano, attribuito al celebre canonista e liturgista medioevale -&(#ie#mo D&ra%!o /2376-23C;4, rito che, come abbiamo visto, attraverso vicissitudini secolari, si fiss" poi in tale forma. !o schema della complessa e fastosa cerimonia si pu" sintetizzare come segue,
1.

2. 3.

4. 5. 6.

7.

B.
9.

!1mperatore eletto giunge al %onte (audio, oggi %onte %ario, nei pressi del 0aticano, da cui si scorge la basilica di #an 'ietro e la citt leonina />uartiere Trionfale4. #ceso ai piedi del colle, fino al 'onticello, presta giuramento ai romani di conservare la costituzione dellArbe. Alla 'orta Collina /oggi non pi$ esistente4 nei pressi di Castel #antAngelo, & ricevuto processionalmente dal clero e dai maggiorenti romani, dai +uali & scortato col suo seguito fino alla Cortina, ossia allo spiazzo antistante la basilica vaticana. #i tenga presente che lordo si riferisce alla versione costantiniana della basilica di #an 'ietro, oggi non pi$ esistente, dopo il rifacimento depoca rinascimentale. 1l 'apa, a sua volta, si sistema con i membri della corte pontificia sui gradini antistanti la basilica. 1l neo-1mperatore, allora, gli bacia la sacra pantofola con i maggiorenti del suo seguito. 1l sovrano & poi condotto nella chiesetta di #anta %aria in Turribus /oggi non pi$ esistente4 che era nellatrio della basilica, dove giura solennemente sul 0angelo di proteggere la chiesa <omana e il #ommo 'ontefice. 0iene +uindi aggregato ai Canonici di #an 'ietro, rivestito dei paramenti imperiali, e del pallio, che un cameriere pontificio gli fa indossare in nome del 'apa. 0iene +uindi scortato dal Conte del 'alazzo !ateranense e dal 'rimicerio dei (iudici di <oma, preceduto dai Canonici, fino alla 'orta Argentea /ossia allentrata principale della Chiesa4. >ui il Cardinale 0escovo di Albano pronuncia una prima orazione. !a processione entra +uindi nella basilica, fermandosi al centro della Rota, un disco di porfido rosso di notevoli dimensioni, che ancora oggi si trova nella navata centrale della basilica rinascimentale, poco dopo

354

%. Andrieu, Le #onti ical Ro"ain au *o5en Sge, Citt del 0aticano, #tudi e Testi, 2C7B, vol. 11, pp. GD6-G7D.

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10.

22. 23.
13.

14.

2D.
16. 17. 18.

2C. 38.
21.

33. 37. 3G. 3D.


26.

36.
28. 29. 30.

la soglia, e dove la tradizione afferma sia stato incoronato l1mperatore Carlo %agno. 1l Cardinale 0escovo di 'orto allora pronuncia a sua volta una lunga preghiera. !a processione penetra poi nella basilica fino alla Confessione /tomba4 di #an 'ietro. 1l sovrano si prosterna a terra e il decano dei #uddiaconi intona su di lui le litanie maggiori. 1l Cardinale 0escovo di Ostia benedice a sua volta il monarca. #i procede adesso allaltare di #an %aurizio /oggi non pi$ esistente4 dove lo stesso prelato compie il rito dellunzione, consacrando con olio dei catecumeni il braccio destro e le scapole del re, e recitando due orazioni. 1l corteo procede ora alla Confessione di #an 'ietro, dove si trova il 'apa, che lo accoglie, dandogli il bacio della pace, come un diacono. 1l <e va poi al palco preparato per lui e il suo seguito. I%izia #a Messa Pa0a#e 0er #$Im0eratore. 1l coro intona l1ntroito, le altre orazioni, fino al (loria. 1l 'ontefice recita la Colletta della *issa pro I"peratore. #i canta l9pistola. )opo cantati il (raduale e lAlleluia, il 'apa consegna al sovrano, traendola dallAltare di #an 'ietro, la spada, recitando una lunga orazione. 'oi gliela cinge al fianco col fodero. !1mperatore armato estrae la spada vibrandola per tre volte nellaria e facendo il gesto di astergere la lama sul braccio. 1l 'apa gli impone ora la mitra pontificale e sulla mitra la corona imperiale. #egue una bella orazione. (li consegna poi il manto /piviale4, lo scettro e il pomo doro. #eguono tre splendide orazioni. !1mperatore bacia la sacra pantofola. 'oi viene intronizzato su un faldistorio preparato alla destra di +uello del 'apa. <itornato al suo palco con le insegne del potere /corona, spada, scettro e pomo doro4 si cantano le !audi carolingie. Al termine, si canta il 0angelo, e la #. %essa prosegue. AllOffertorio il sovrano dona al 'apa notevole +uantit doro. 'oi alla maniera del #uddiacono gli porge il Calice e lampolla con la+ua, e rimane nel prebisterio fino alla Comunione del 'apa. )opo la Comunione papale, deposte le insegne imperiali, riceve dal 'ontefice il bacio della pace e viene comunicato sub utro+ue specie. Terminata la %essa, i due escono processionalmente fuori della basilica. 1l #ovrano aiuta il 'apa a montare a cavallo, tenendogli la staffa della sella, e lo accompagna per breve tratto con le briglie.

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31. 32.

'oi salito a sua volta a cavallo, i due procedono fianco a fianco fino alla Chiesa di #. %aria Transpadina, dove si danno commiato. #egue poi il rito dunzione dell1mperatrice, che ricalca lo schema del precedente ordo. 6. Luando il Re eletto al soglio i"periale viene a Ro"a per ricevere la corona del+ lI"pero, una volta disceso dal "onte >audio ed arrivato al #onticello, / consue+ tudine c%e presti ai Ro"ani, postigli in+ nanzi i Vangeli, tale giura"ento$ UIo (., uturo I"peratore, giuro di ri+ spettare le buone consuetudini dei Ro"a+ ni. CosI "i aiutino &io e questi !uoi san+ ti VangeliV. 8. #oi quando deve essere incoronato, pervenuto alla #orta Collina, c%e sta presso al Castello dei Crescenzi o !antAngelo, sia lI ricevuto onorevol"ente dal Clero della citt, riunitosi con croci e turiboli, e venga scortato in processione ai gradini della 'a+ silica di !an #ietro, "entre tutti intonano lanti ona$ UEcco io invio il "io Angelo, c%e preparer la tua strada dinanzi a "eV ;vedi sotto la I &o"enica dAvvento7. I ca"erleng%i, ossia eli"osinieri del sovra+ no, rattanto, gettino innanzi a lui doni o "onete, lontano per, per trattenere la olla0 il #re etto della citt lo segua portandogli la spada. :. Luando sar giunto allo spiazzo detto Cortina dinanzi alla 'asilica di !an #ie+ tro, i !enatori lo scortino ino ai predetti gradini, e lI s"ontato, a idi loro la caval+ catura. A. *entre sta lI in attesa, il !o""o #onte ice con tutti gli ordini del clero, dopo aver indossato in sacrestia i para"enti per la *essa, esca in processione ino al so"+ "it dello spiazzo c%e si trova in ci"a ai gradini, dove sieder sul aldistorio, "entre sul pri"o gradino alla sua destra si acco+

I. C&m Re= i% Im0eratorem e#ect&s 'e%it Romam4 a! s&sci0ie%!&m i5i Im0erii co, ro%am4 A&a%!o 0rim&m !esce%!it !e mo%te -a&!ii et 0er'e%it a! Po%tice##&m4 co%s&e'it4 #i5ro E'a%(e#ior&m coram se 0osito4 /oc i&rame%t&m 0restareI ?Ego N., futurus 1mperator, iuro me servaturum <omanis bonas consuetudines suas. #ic me )eus adiuvet et haec sancta )ei 9vangelia@. II. Sa%e A&a%!o coro%ari !e5et4 c&m 0er, 'e%erit a! 0ortam Co##i%am4 A&ae est i&=, ta caste##&m Cresce%tii si'e Sa%cti A%(e#i4 reci0it&r i5i /o%orifice a C#ero 7r5is4 i5i, !em c&m cr&cis et t/&ri5&#is co%(re(ato4 et 0rocessio%a#iter !e!&cit&r &sA&e a! (ra!&s Casi#icae Sa%cti Petri4 ca%ta%ti5&s &%i'ersis a%ti0/o%amI MEcce mitto a%(e, #&m me&m4 A&i 0rae0ara5it 'iam t&am a%te faciem meamN (ReA&ire s&5 0rima Domi%ica A!'e%t&s"4 camerariis se& !i, s0e%satori5&s i0si&s missi#ia se& 0ec&%ias i% '&#(o #o%(e a! t&r5am arce%!am s0ar, (e%ti5&s a%te i0s&m et 0raefecto 7r5is (#a!i&m 0ostfere%te. III. C&m a&tem 0er'e%erit a! 0#ateam A&ae Corti%a 'ocat&r4 A&ae est a%te Casi#i, cam Ceati Petri4 t&%c a!e=tra%!&s est a Se%atori5&s &sA&e a! (ra!&s 0rae!ictos et4 eo i5i !esce%!e%te4 eA&&s c&i i%se!erat !a%!&s et tra!e%!&s est i##is. I1. Eo i(it&r i5i e=0ecta%te4 S&mm&s Po%tife= c&m om%i5&s or!i%i5&s s&is4 0rO0arat&s i% secretario ta%A&am Missam ce#e5rat&r&s4 0rocessio%a#iter e=it &sA&e a! s&((est&m areae4 A&ae est i% ca0ite (ra!&&m4 &5i s&0er fa#!istori&m resi!eat4 co%se!e%ti5&s s&0er 0rim&m (ra!&m a

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0arte !e=tra e0isco0is et 0res5iteris4 a si, %istra 'ero !iaco%is car!i%a#i5&s4 et i% se, c&%!o (ra!& s&5!iaco%is et aco#itis4 0ri, micerio et ca%tori5&s4 et sta%ti5&s circa i#, #os ma(%ati5&s et %o5i#i5&s a#iis et offi, cia#i5&s et mi%isteria#i5&s A&#ae 0a0a#is.

1. T&%c Re=4 c&m Arc/ie0isco0is et E0isco0is4 0ri%ci0i5&s4 ma(%ati5&s et o0timati5&s s&is asce%!e%s a! S&mm&m Po%tificem re'ere%ter osc&#at&r f#e=is (e%i5&s 0e!em i0si&s4 offere%s Ei a&r&m 0ro s&o 'e##eP et mo= 5e%i(%e sa#&tat&r et reci0it&r a !omi%o Pa0a a! osc&#&m et a! am0#e=&m. 1I. Et4 S&mmo Po%tifice s&r(e%te4 Re= @. Alzatosi il !o""o #onte ice, il Re, i0se a 0arte !e=tra et 0rior !iaco%or&m a con alla sua sinistra il decano dei Cardina+ si%istra !e!&ca%t e&m &sA&e a! Ecc#esiam li diaconi, venga condotto alla C%iesa di !. Sa%ctO Mariae i% T&rri5&s4 &5i4 s&5!iaco, *aria in )urribus, ove, "entre un suddia+ %o E'a%(e#ii te=t&m a%te a#tare te%e%te4 cono tiene innanzi allaltare un volu"e dei Re= i0se 0raestat s&0er i##&m cor0ora#iter Vangeli, il Re, i"ponendovi la "ano, pre+ /&i&smo!i i&rame%t&mI sti il seguente giura"ento$ 1II. 1uramentum. G. >iura"ento. ?Ego N., <eO <omanorum, annuente UIo, (. Re dei Ro"ani, per divina di+ )omino futurus 1mperator, promitto, sposizione uturo I"peratore, pro"etto, ga+ spondeo, polliceor at+ue iuro coram )eo rantisco, attesto e giuro, dinanzi a &io e al et :eato 'etro me de cetero protectorem 'eato #ietro, c%e per il resto sar di ensore e at+ue defensorem fore #anctae <omanae protettore della !anta C%iesa Apostolica et Apostolicae 9cclesiae et Tui Talis, Ro"ana, e tuo, (., della "edesi"a !o""o summi et eiusdem 9cclesiae 'ontificis, et #onte ice e dei tuoi successori, in tutte le vo+ successorum tuorum in omnibus necessi- stre necessit ed interessi, custodendo e con+ tatibus et utilitabus vestris, custodiendo servando i vostri possessi, dignit e diritti, et conservando possessiones, honores et in quanto, sostenuto dallaiuto di &io, sar iura vestra, +uantum divino fultus adiu- capace, co"e sapr e potr, con retta e pura torio potero, secundum scire et posse edelt. CosI "i soccorrano &io e questi meum, recta et pura fide. #ic me )eus suoi santi VangeliV. adiuvet et haec #ancta )ei 9vangelia@. 1III. Dei%!e S&mm&s Po%tife= c&m or!i, H. Luindi il !o""o #onte ice con i suoi %i5&s s&is a! a#tare Ceati Petri 0rocessio, ordini si rec%i processional"ente allaltare %a#iter 0roce!it. Et facta i5i oratio%e4 a! del 'eato #ietro. E dopo aver ivi pregato, se!em asce%!it4 Re(e c&m s&is et tri5&s salga sul trono. Il Re rattanto con il suo E0isco0is4 'i!e#icet Hostie%si4 Port&e%si et seguito e i tre Vescovi di =stia, #orto ed A#5a%e%si4 i% 0refata Ecc#esia Sa%ctae Ma, Albano, ri"anga nella sopraddetta C%iesa riae i% T&rri5&s rema%e%te4 &5i a Ca%o%i, di !. *aria in )urribus, dove, dopo esser

"oderanno i vescovi e i sacerdoti, a sinistra i diaconi cardinali0 sul secondo gradino, invece, prendano posto i suddiaconi e gli accoliti, il pri"icerio e i cantori, e in piedi, attorno a loro, i "agnati, gli altri nobili ro+ "ani, gli u iciali e gli i"piegati della Corte papale. Q. Il Re allora con i suoi arcivescovi e vescovi, i principi, i "agnati ed i nobili salga presso il !o""o #onte ice ed, ingi+ nocc%iatosi, gli baci riverente il piede, o + rendogli al conte"po quanto oro vorr0 il #apa tosto benigna"ente lo saluti, lo baci ed abbracci.

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cis Sa%cti Petri rece0t&s i% fratrem4 im0e, stato aggregato ai Canonici di !. #ietro, ria#i5&s i%!&it&r i%si(%iis4 !ato 0a##io s&o sia rivestito dei para"enti i"periali. Il ca+ camerario Domi%i Pa0ae. "erario del !ignor #apa gli consegni in i+ ne il pallio. I8. Q&o facto4 0rece!e%ti5&s e&m !ictis _. ,atto ci, preceduto dai sopraddetti ca%o%icis et ca%ta%ti5&s a%ti0/o%am MPe, Canonici, c%e canteranno lanti ona U#ie+ tre amas meN (ReA&ire i% Nata#i Sa%cti tro "i a"i tuV ;vedi alla "essa della (ati+ Petri"4 c&m a! /osti&m Casi#icae Pri%ci0is vit di !. #ietro7 quando sar arrivato al+ A0osto#or&m 0er'e%erit4 A&ae Porta Ar, lentrata della 'asilica del #rincipe degli (e%tea %&%c&0at&r4 !e!&ce%ti5&s E&m Apostoli, c%ia"ata #orta Argentea, scorta+ /i%c i%!e Comite Latera%e%sis Pa#atii et to in quel tragitto dal Conte del #alazzo La+ Primicerio i&!ic&m Roma%or&m4 A#5a, terano e dal #ri"icerio dei >iudici del+ %e%sis E0isco0&s a%te i0sam 0ortam Ar, l.rbe, il Vescovo di Albano, dinanzi alla (e%team /a%c s&0er E&m oratio%em ef, sopraddetta #orta, pronunci sul !uo capo f&%!itI questa benedizione$ 8. ;. ?)ominus vobiscum.@ 6?. V. UIl !ignore sia con voiV. R. ?9t cum spirito tuo@. R. UE con lo spirito tuoV. ?Oremus. U#reg%ia"o. = &io, nelle cui "ani stan+ Deus in cuius manu corda sunt <egum, no i cuori dei Re, ascolta "isericordiosa+ inclina ad preces humilitatis nostrae aures "ente le nostre u"ili preci, ed apponi al misericordiae tuae et 1mperatori nostro nostro I"peratore e )uo illustre servo (. la famulo Tuo 1ll. regimen Tuae appone sa- guida della )ua sapienza, cosicc%-, attinti pientiae, ut, haustis de Tuo fonte consi- dal )uo onte i suoi consigli, )i sia gradito liis, et Tibi placeat et super omnia regna e si innalzi sopra tutti i regni. #er Cristo praecellat. 'er Christum )ominum no- (ostro !ignore. CosI siaV. stro. Amen@. 8I. C&m a&tem i%tra Ecc#esiam a! me, 66. Luando poi sar giunto allinterno !i&m Rotae 0er'e%eri%t4 Port&e%sis E0i, della C%iesa, nel "ezzo della R=)A, il Ve+ sco0&s /a%c oratio%em s&0er i0s&m !icitI scovo di #orto intoni sul !uo capo questo+ razione$ ;. ?)ominus vobiscum.@ V. UIl !ignore sia con voiV R. ?9t cum spirito tuo.@ R. UE con lo spirito tuoV. ?Oremus. U#reg%ia"o. = &io, "eraviglioso autore Deus inenarrabilis auctor mundi, condi- del "ondo, creatore dellu"an genere, go+ tor generis humani, gubernator 1mperii, vernatore dellI"pero, sostegno del Regno, confirmator <egni, +ui eO utero fidelis )u c%e dal seno del )uo a"ico edele, il no+ amici Tui patriarchae nostri Abrahae stro #atriarca Abra"o, predestinasti il Re praeelegisti <egem saeculis profuturum, c%e avrebbe salvato il "ondo, arricc%isci, Tu presentem <egem hunc cum eOercito per intercessione di tutti i santi, della )ua suo, per intercessionem omnium #ancto- pingue benedizione questo Re qui presente rum, uberi benedictione locupleta et in so- con il !uo esercito, e stringilo con stabilit lium regni firma stabilitate connecte. 0i- inconcussa al soglio regale. Visitalo co"e sita 9um sicut %oHsen in rubo, 1esum visitasti *os- nel roveto, >iosu- iglio di Nave in praelio, (edeon in agro, #amue- (un in battaglia, >edeone nel ca"po, !a+

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lem in templo et illa eum benedictione sHderea ac sapientiae Tuae rore perfunde, +uam :eatus )avid in psalterio, #alomon filius eius Te remunerante percepit e coelo. #is 9i contra acies inimicorum lorica, in adversis galea, in prosperis patientia, in protectione clHpeus sempiternus, et praesta ut gentes illi teneant fidem, proceres sui habeant pacem, diligant caritatem, abstineant se a cupiditate, lo+uantur iustitiam, custodiant veritatem et ita populus iste pullulet coalitus benedictione eternitatis, ut semper maneant tripudiantes in pace victores. 'er Christum.@ 8II. Post /aec 0roce!&%t. C&mA&e a! co%fessio%em Ceati Petri 0er'e%eri%t4 0ro, ster%it se i% terram et 0rior !iaco%or&m s&0er e&m !icit #eta%iam. (ReA&ire s&5 or!i%atio%e s&5!iaco%i".
)Kyrie, eleison. Christe, eleison. Kyrie, eleison. Christe, audi nos. Christe, exaudi nos. ater de !aelis, "eus, #iserere no$is. %ili, &ede#'tor #undi, "eus, #iserere no$is. ('iritus (an!te, "eus, #iserere no$is. (an!ta )rinitas, unus "eus, #iserere no$is. (an!ta *aria, ora 'ro no$is. (an!ta "ei +enetrix, ora 'ro no$is. (an!ta ,ir-o ,ir-inu#, ora. (an!te *i!hael, ora. (an!te +a$riel, ora. (an!te &a'hael, ora. .#nes san!ti /n-eli et /r!han-eli, orate 'ro no$is. .#nes san!ti $eatoru# s'irituu# ordines, orate. (an!te 0oannes 1a'tista, ora. (an!te 0ose'h, ora. .#nes san!ti atriar!hae et ro'hetae, orate. (an!te etre, ora. (an!te aule, ora. (an!te /ndrea, ora. (an!te 0a!o$e, ora. (an!te 0oannes, ora. (an!te )ho#a, ora. (an!te 0a!o$e, ora. (an!te hili''e, ora. (an!te 1atholo#aee, ora. (an!te *atthaee, ora. (an!te (i#on, ora. (an!te )haddaee, ora.

"uele nel te"pio, e in ondigli quella celeste benedizione e rugiada della )ua !apienza, c%e il 'eato &avide con la cetra e !uo iglio !alo"one, per )uo dono, ottennero dal Cie+ lo. !ii la sua corazza contro le sc%iere dei ne"ici, il suo el"o nellavversa ortuna, concedigli la pazienza nelle sventure, sii il suo se"piterno scudo per proteggerlo, e con+ cedi c%e le nazioni gli siano edeli, i nobili abbiano pace, a"ino la carit, si astengano dalla cupidigia, pratic%ino la giustizia, cu+ stodiscano la verit, e c%e questo popolo vada cosI "oltiplicando nellunit delleter+ na benedizione da star se"pre tripudiando in una pace vittoriosa. #er CristoV. 68. &opo di ci si avanzano e giunto il corteo alla Con essione del 'eato #ietro, lI"peratore si prosterna a terra. Il decano dei diaconi Cardinali, allora, intona su di lui le Litanie ;Vedi il rito dordinazione del !uddiacono7$
[Signore, piet.
Cristo, piet. Signore, piet. Cristo, ascoltaci. Cristo, esaudiscici. Padre celeste, Dio, abbi piet di noi. Figlio, Redentore del mondo, Dio, abbi piet di noi. Spirito Santo, Dio, abbi piet. Santa Trinit, unico Dio, abbi piet. Santa Maria, prega per noi, Santa Madre di Dio, p.p.n. Santa ergini delle ergini, p.pn. San Michele, p.p.n. San !abriele, p.p.n. San Ra""aele, p.p.n. Santi #ngeli ed #rcangeli tutti, pregate p.n. Sante schiere tutte dei beati spiriti, pregate p.n. S. !io$anni %attista p.p.n. San !iuseppe, p.p.n. Santi Patriarchi e Pro"eti tutti, p.p.n. San Pietro, p.p.n. San Paolo, p.p.n. Sant&#ndrea p.p.n. San !iacomo, p.p.n. San !io$anni, p.p.n. San Tommaso, p.p.n. San !iacomo, p.p.n. San Filippo, p.p.n. San %artolomeo, p.p.n. San Matteo, p.p.n. San Simone, p.p.n. San Taddeo, p.p.n.

145 (an!te *athia, ora. (an!te 1arna$a, ora. (an!te 2u!a, ora. (an!te *ar!e, ora. .#nes san!ti /'ostoli et 34an-elistae, orate. .#nes san!ti "is!i'uli "o#ini, orate. .#nes san!ti 5nno!entes, orate. (an!te (te'hane, ora. (an!te 2aurenti, ora. (ant!e ,in!enti, ora. (an!ti %a$ianae et (e$astianae, orate. (an!ti 0oannes et aule, orate. (an!ti Cos#a et "a#iane, orate. (an!ti +er4asi et rotasi, orate. .#nes san!ti *artyres, orate. (an!te (il4ester, ora. (an!te +re-ori, ora. (an!te /#$rosi, ora. (an!te /u-ustine, ora. (an!te 6ierony#e, ora. (an!te *artine, ora. (an!te 7i!olae, ora. .#nes san!ti onti8i!es et Con8essores, orate. .#nes san!ti "o!tores, orate. (an!te 1enedi!te, ora. (an!te /ntoni, ora. (an!te 1ernarde, ora. (an!te "o#ini!e, ora. (an!te %ran!is!e, ora. .#nes san!ti (a!erdotes et 2e4itae, orate. .#nes san!ti *ona!hi et 3re#itae, orate. (an!ta *aria *a-dalena, ora. (an!ta /-atha, ora. (an!ta 2u!ia, ora. (an!ta /-nes, ora. (an!ta Cae!ilia, ora. (an!ta Catharina, ora. (an!ta /nastasia, ora. .#nes (an!tae ,ir-ines et ,iduae, orate. .#nes (an!ti et (an!tae "ei, 5nter!edite 'ro no$is. ro'itius esto, 'ar!e no$is, "o#ine. ro'itius esto, exaudi nos, "o#ine. /$ o#ni #alo, li$era nos, "o#ine. /$ o#ni 'e!!ato, li$era nos, "o#ine. /$ ira tua, li$era nos, "o#ine. / su$itanea et i#'ro4isa #orte, li$era nos, "o#ine. /$ insidiis dia$oli, li$era. /$ ira et odio et o#ni #ala 4oluntate, li$era. / s'iritu 8orni!ationis, li$era. / 8ul-ure et te#'estate, li$era. / #orte 'er'etua, li$era. er #ysteriu# san!tae 5n!arnationis tuae, li$era. er /d4entu# tuu#, li$era. er 7ati4itate# tua#, li$era. er 1a'tis#u# et san!tu# 0eiunu# tuu#, li$era. er Cru!e# et assione# tua#, li$era. er *orte# et (e'ultura# tua#, li$era. er san!ta# &esurre!tione# tua#, li$era. er /d#ira$ile# /s!ensione# tua#, li$era. er /d4entu# ('iritus (an!ti ara!liti, li$era. 5n die 0udi!i, li$era. e!!atores, )e ro-a#us, audi nos. San Mattia, p.p.n. San %arnaba, p.p.n. San 'uca, p.p.n. San Marco, p.p.n. Santi #postoli e ($angelisti tutti, pregate p.n Santi Discepoli del Signore tutti, p.p.n. Santi )nnocenti tutti, p.p.n. Santo Ste"ano, p.p.n San 'oren*o, p.p.n. San incen*o, p.p.n. Santi Fabiano e Sebastiano, pregate p.n. Santi !io$anni e Paolo, pregate p.n. Santi Cosma e Damiano, pregate p.n. Santi !er$asio e Protasio, p.p.n. Santi Martiri tutti, p.p.n. San Sil$estro, p.p.n. San !regorio, p.p.n. Sant&#mbrogio, p.p.n. Sant&#gostino, p.p.n. San !irolamo, p.p.n. San Martino, p.p.n. San +icola, p.p.n. Santi Ponte"ici e Con"essori tutti, pregate p.n. Santi Dottori tutti, pregate p.n. San %enedetto, p.p.n. Sant&#ntonio, p.p.n. San %ernardo, p.p.n. San Domenico, p.p.n. San Francesco, p.p.n. Santi Sacerdoti e 'e$iti tutti, pregate p.n. Santi Monaci e (remiti tutti, p.p.n. Santa Maria Maddalena, p.p.n. Sant&#gata, p.p.n. Santa 'ucia, p.p.n. Sant&#gnese, p.p.n. Santa Cecilia, p.p.n. Santa Caterina, p.p.n. Santa #nastasia, p.p.n. Sante ergini e edo$e tutte, pregate p.n. Santi e sante di Dio tutti, intercedete p.n. Sii propi*io, perdonaci Signore. Sii propi*io, esaudiscici Signore. Da ogni male, liberaci Signore. Da ogni peccato, l. S. Dalla Tua ira, l. S.. Da morte subitanea e impro$$isa, l. S. Dall&insidie del dia$olo, l. S. Dall&ira e dall&iodio, e da ogni catti$a $olont, l. S. Dallo spirito di "ornica*ione, l. S. Dalla "olgore e dalla tempesta, l. S. Dalla morte eterna, l. S. Per il Mistero della Tua Santa )ncarna*ione, l. S. Per il Tuo #$$ento, l. S. Per la Tua nascita, l. S. Per il %attesimo e il Tuo Santo Digiuno, l. S. Per la Croce e la Tua Passione, l. S. Per la Tua Morte e Sepoltura, l. S. Per la Tua Santa Resurre*ione, l. S. Per la Tua ammirabile #scensione, l. S. Per la $enuta dello Spirito Santo Consolatore, l. S. +el giorno del !iudi*io, l. S. +oi peccatori, Ti preghiamo, ascoltaci.

146 9t no$is 'ar!as, )e ro-a#us, audi nos. 9t no$is indul-eas, )e ro-a#us. 9t ad 4era# 'oenitentia# nos 'erdu!ere di-neris, )e ro-a#us. 9t 3!!lesia# tua# (an!ta# re-ere et !onser4are di-neris, )e ro-a#us. 9t "o#nu# /'ostoli!u# et o#nes 3!!lesiasti!os ordines in san!ta reli-ione !onser4are di-neris, )e ro-a#us. 9t ini#i!os (an!tae 3!!lesiae hu#iliare di-neris, )e ro-a#us. 9t &e-i$us et rin!i'i$us Christianis 'a!e# et 4era# !on!ordia# donare di-neris, )e ro-a#us. 9t !un!to o'ulo Christiano 'a!e# et unitate# lar-iri di-neris, )e ro-a#us. 9t nos#eti'sos in tuo san!to ser4itio !on8ortare et !onser4are di-neris, )e ro-a#us. 9t #entes nostra ad !aelestia desideria eri-as, )e ro-a: #us. 9t o#ni$us $ene8a!tori$us nostris se#'itena $ona retri: $uas, )e ro-a#us. 9t ani#as nostra, 8ratru#, 'ro'in;uoru# et $ene8a!toru# nostroru# a$ aeterna da#natione eri'ias, )e ro-a#us. 9t 8ru!tus terrae dare et !onser4are di-neris, )e ro-a#us. 9t o#ni$us 8ideli$us de8un!tis re;uie# aeterna# donare di-neris, )e ro-a#us. 3'is!o'us 6ostiensis sur-it, et a!!e'to $a!ulo 'astorali in sinistra# #anu#, su'er ele!tu# 5#'eratore# 'rostratu#, di!it< 9t hun! ele!tu# in 5#'eratore# !oronandu# $ene>di!ere di-neris. )e ro-a#us audi nos=. (e!undo di!it< 9t hun! ele!tu# in 5#'eratore# !oronandu# $ene>di!e: re, et !onse>!rare di-neris. )e ro-a#us audi nos=. rodu!endo se#'er su'er eu# si-nu# !ru!is. >uo di!to redit ad a!!u$itu#, !antori$us resu#enti$us et 'er8i!ienti: $us 2itanias. 9t nos exaudire di-neris, )e ro-a#us audi nos. %ili "ei, )e ro-a#us audi nos. /-nus "ei ;ui tollis 'e!!ata #undi, 'ar!e no$is, "o#ine. /-nus "ei ;ui tollis 'e!!ata #undi, exaudi nos, "o#ine. /-nus "ei ;ui tollis 'e!!ata #undi, #iserere no$is. Christe audi nos. Christe exaudi nos. Kyrie eleison. Christe eleison. Kyrie eleison=*. #""inch, Tu ci perdoni, t.p.a. #""inch Tu abbia misericordia di noi, t.p.a. #""inch, ti degni di condurci a $era peniten*a, t.p.a. #""ich Ti degni di reggere e conser$are la Tua Santa Chiesa, t.p.a. #""inch ti degni di conser$are nella santa religione il Signor Papa e tutti gli -rdini (cclesiastici, t.p.a. #""ich ti degni di umiliare i nemici della Santa Chiesa, t.p.a. #""inch ti degni di concedere ai Re e Principi Cristiani la pace e la $era concordia, t.p.a. #""inch ti degni di largire a tutto il popolo cristiano la pace e l&unit, t.p.a. #""inch, ti degni di con"ortarci e conser$are nel tuo san. to ser$i*io, t.p.a. #""inch innal*i le nostre menti ai celesti desideri, t.p.a. #""inch tu "accia dono dei beni eterni a tutti i nostri be. ne"attori, t.p.a. #""inch tu sottragga le nostre anime, quelle dei nsotri "ratelli, $icini e bene""atori dall&eterna danna*ione, t.p.a. #""inch, ti degni di conser$are e di concedere i "rutti della terra, t.p.a. #""inch ti degni di donare il riposo eterno a tutti i "edeli de"unti, t.p.a./ )l esco$o di -stia si al*a e, preso il pastorale nella de. stra, dice sopra l&)mperatore eletto prostrato0 1#""inch ti degni benedire questo eletto )mperatore. Ti preghiamo, ascoltaci/. Dice poi ancora0 1#""inch Ti degni, o Dio, bene@dire e consa@crare co. stui eletto )mperatore, Ti preghiamo ascoltaci/. Facendo sopra di lui il segno di croce. Detto questo tor. na a sedere, mentre i cantori riprendono e terminano le litanie. 1#""inch Ti degni esaudirci, Ti preghiamo ascoltaci. Figlio di Dio, Ti preghiamo ascoltaci. #gnello di Dio, che togli i peccati del mondo, risparmia. ci, o Signore. #gnello di Dio, che togli i peccati del mondo, esaudisci. ci, Signore. #gnello di Dio, che toglio i peccati del mondo, abbi pie. t di noi. Cristo ascoltaci. Cristo esaudiscici. Signore, piet. Cristo piet. Signore piet/.]

8III. Q&a fi%ita4 E0isco0&s Hostie%sis 6:. Al ter"ine delle Litanie, il Vescovo di a%%&%tiatI =stia dice$ ?Pater noster. U#adre nostro 2 *a liberaci dal "aleV. 1. 9t ne nos inducas in tentationem. V. U!alva il tuo servo, o !ignoreV. R. #ed libera nos a malo@. R. UC%e spera in )e, o &io "ioV. 1. ?#alvum fac servum tuum )omine@. V. U!ii o !ignore per lui torre di ortez+ R. ?)eus meus sperantem in te@. zaV. 1. ?9sto ei, )omine, turris R. U&ai suoi ne"iciV. fortitudinis@. V. U(essun ne"ico possa scon iggerloV. R. ?A facie inimici@. R. UE il iglio dYiniquit non gli possa 1. ?Nihil proficiat inimicus in eo@. nuocereV. R. ?9t filius ini+uitatis non apponat V. U!ignore, ascolta la "ia preg%ieraV.

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nocere eum@. 1. ?)omine, eOaudi orationem meam@. R. ?9t clamor meus ad te veniat@. 1. ?)ominus 0obiscum@. R. ?9t cum spirito tuo@. 8I1. ?Oremus. Praetende, +uaesumus, )omine, famulo tuo deOteram caelestis auOilii, ut te toto corde per+uirat et +uae postulat asse+ui mereatur. 'er Christum@. 81. ?Actiones nostras, +uaesumus, )omine, aspirandi praeveni et adiuvando prose+uere, ut cuncta nostra oratio et operatio a te semper incipiat et per te coepta finiatur. 'er Christum )ominum nostrum. Amen.@ 81I. Q&o !icto4 0roce!&%t a! a#tare Sa%cti Ma&ritii4 &5i Hostie%sis E0isco0&s &%(it i% mo!&m cr&cis c&m o#eo e=orciza, to 5rac/i&m ei&s !e=ter&m et i%ter sca0&, #as4 /a%c oratio%em !ice%!oI 1. ?)ominus vobiscum@. R. ?9t cum spirito tuo@. 81II. ?Oremus. Domine )eus omnipotens, cuius est omnis potestas et dignitas, te supplici devotione at+ue humillima prece deposcimus, ut huic famulo tuo 1ll. prosperum imperatoriae dignitatis concedas effectum, ut in tua dispositione constituto ad regendam 9cclesiam tuam #anctam nihil ei praesentia officiant, futura+ue non obsistant sed, inspirante #ancti #piritus Tui dono, populum sibi subditum ae+uo iustitiae libramine regere valeat et in omnibus operibus suis te semper timeat, tibi+ue iugiter placere contendat. 'er eundem )ominum nostrum filium tuum, >ui vivit et regnat in unitate #piritus #ancti )eus per omnia saecula saeculorum. Amen@. 81III. Oratio. ?Deus )ei =ilius, 1esus Christus dominus noster, +ui a 'atre oleo

R. UIl "io grido salga ino a )eV. V. UIl !ignore sia con voiV. R. UE con il tuo spiritoV. 6A. U#reg%ia"o. !tendi, o !ignore, te ne preg%ia"o, la destra del celeste aiuto sul tuo servo, a inc%- con tutto il suo cuore ti cerc%i e "eriti di ottenere quel c%e do"an+ da. #er CristoV. 6Q. UCon la tua ispirazione, )i preg%ia+ "o o !ignore, previeni le nostre azioni e aiutaci a co"pierle$ a inc%- ogni nostra preg%iera e azione inizi se"pre da )e e gra+ zie a )e si concluda. #er Cristo nostro !i+ gnore. CosI siaV. 6@. &etto ci, procedono allaltare di !. *aurizio, dove il Vescovo di =stia lo unge a "o di croce con olio esorcizzato sul brac+ cio destro e ra le scapole, pronunciando questa preg%iera$ UIl !ignore sia con voiV. UE con lo !pirito tuoV. 6G. U#reg%ia"o. !ignore &io onnipoten+ te, cui appartiene ogni potest e dignit, supplici ti preg%ia"o con devota ed u"ilis+ si"a prece, a inc%- a questo tuo illustre servo conceda un prospero successo nella di+ gnit i"periale, cosI c%e, costituito per )ua disposizione a reggere la )ua !anta C%ie+ sa, le cose presenti non gli siano avverse e il uturo non lo danneggi, "a, per ispirazione del )uo !anto !pirito, possa reggere il po+ polo a lui soggetto con equit e giustizia, e in tutte le sue operazioni se"pre )i te"a, e si s orzi di se"pre co"piacer)i. #er lo stesso !ignor nostro ,iglio )uo, c%e vive e regna nellunit dello !pirito !anto, &io per tutti i secoli dei secoli. CosI siaV. 6H. #reg%iera. U&io, ,iglio di &io, il !ignor nostro >es4 Cristo, c%e dal #adre u unto con lo+

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eOultationis unctus est prae participibus suis, ipse, per praesentem sacri unguinis infusionem, #piritus 'araclHti super caput tuum infundat benedictionem eamdem+ue us+ue ad interiora cordis tui penetrare faciat, +uatenus hoc visibili et tractabili dono invisibilia percipere et, temporali regno iustis miserationibus eOecuto, aeternaliter conregnare merearis, >ui solus sine peccato <eO regum vivit et gloriatur cum )eo 'atre in unitate #piritus #ancti. 'er omnia saecula saeculorum. Amen@. 8I8. His itaA&e 0eractis4 asce%!it Re= a! a#tare Ceati Petri4 &5i S&mm&s Po%tife= reci0it e&m a! osc&#&m 0acis sic&t &%&s e= !iaco%i5&s. Et mo= i0se 0roce!it a! 0&#, 0it&m4 se& am5o%em4 &5i t/a#am&s co%, str&ct&s !e #i(%is et or%at&s !e 0a##iis !e5et esse 0arat&s4 i5iA&e4 c&m s&is arc/ie0is, co0is et e0isco0is4 0ri%ci0i5&s4 ma(%ati5&s et o0timati5&s4 sec&%!&m #oci ca0acitatem co%sistit. 88. MISSA PRO IMPERATORE Primiceri&s a&tem et sc/o#a ca%tor&m i% c/oro a%te a#tare !eca%ta%t I%troit&m et a#ia. Sa%e HBm%o a%(e#ico R-#oria i% e=, ce#sisS !eca%tato4 S&mm&s Po%tife= !icit 0rimo Co##ectam com0ete%tem i##i !iei et sec&%!o /a%c 0ro i0so Im0eratoreI 88I. Colletta. ?Deus <egnorum omnium et Christiani maOime protector 1mperii, da servo tuo 1mperatori nostro triumphum virtutis tuae scienter eOcolere, ut +ui tua constitutione est princeps, tuo semper sit munere potens. 'er Christum )ominum nostrum. Amen@. 88II. Dei%!e -ra!&a#i et A##e#&ia ca%ta, tis4 Im0erator asce%!it 0rocessio%a#iter a! a#tare4 et i5i S&mm&s 0o%tife= tra!it ei gladi(m e'a(i%at&m4 !e a#tari s&m0t&m4 c&ram toti&s Im0erii tra!ere si5i i%te##i, (e%s. Et tra!e%!o !icitI

lio dallegrezza pi4 dei suoi co"pagni, lui, grazie alla presente in usione del sacro un+ guento, co"unic%i sopra il tuo capo la be+ nedizione dello !pirito #araclito e la accia penetrare ino al pro ondo del tuo cuore, in "odo c%e per "ezzo di questo dono visibile e "ateriale tu possa "eritare di ricevere la grazia invisibile e, esercitato il regno te"+ porale con giustizia e "isericordia, possa tu eterna"ente conregnare con Colui c%e unico Re dei re vive senza peccato ed / glo+ ri icato con &io #adre nellunit dello !pi+ rito !anto. #er tutti i secoli dei secoli. A"enV. 6_. Co"piute queste cose, il Re sale allal+ tare del 'eato #ietro, dove il !o""o #on+ te ice lo riceve al bacio della pace co"e uno dei diaconi. E tosto procede al palco, o a"+ bone, dove / stato preparato un trono di le+ gno, ornato di drappi e tappeti. Lui egli siede secondo la"piezza del luogo assie"e ai suoi arcivescovi e vescovi, principi, "a+ gnati e nobili. 2A. Messa per l)Imperatore Il #ri"icerio e la scola dei cantori canta nel coro davanti allaltare lIntroito e le al+ tre orazioni. &opo aver cantato anc%e lYIn+ no angelico 1>loria3 il !o""o #onte ice dice pri"a la Colletta del giorno, poi questa seconda per lI"peratore$ 86. U= &io, protettore di tutti i regni, e special"ente dellI"pero cristiano, concedi al )uo servo (. e nostro I"peratore di pro+ curare saggia"ente il trion o della tua po+ tenza, a inc%- egli, c%e / principe per tua istituzione, sia se"pre potente col tuo avo+ re. #er Cristo nostro !ignore. CosI siaV. 88. #oi si cantano il >raduale e lAlle+ luia. Al ter"ine lI"peratore sale in pro+ cessione allaltare, dove il !o""o #onte ice gli consegna la s%a d a sguainata, tratta dallYal+ tare, signi icando di consegnarli la cura di tutto lI"pero. (el consegnargliela, dice$

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88III. ?Accipe gladi(m, de super :eati 'etri corpore sumptum, per nostras manus licet indignas, vice tamen et auctoritate sanctorum Apostolorum consecratas, imperialiter tibi concessum, nostrae+ue bene>dictionis officio in defensionem #anctae )ei 9cclesiae divinitus ordinatum, ad vindictam malefactorum, laudem vero bonorum. 9t memento de +uo 'salmista prophetavit, dicens, EAccingere gladio tuo circa femur tuum potentissimeF, ut in hoc per eumdem vim ae+uitatis eOerceas, molem ini+uitatis potenter destruas et #anctam )ei 9cclesiam eius+ue fideles propugnes ac protegas, nec minus sub fide falsos +uam christiani nominis hostes eOecres ac dispergas, viduas ac pupillos clementer adiuves ac defendas, desolata restaures, restaurata conserves, ulciscaris iniusta, confirmes bene disposita, +uatenus haec agendo, virtutum triumpho gloriosus iustitiae+ue cultor egregius, cum mundi #alvatore, cuis tHpum geris in nomine, sine fine regnaris merearis. >ui cum )eo. Amen@. 88I1. His 'er5is e=0#etis4 e%sem i% 'a, (i%a re0osito4 acci%(it i##i e%sem c&m 'a, (i%a4 !ice%sI ?Accingere gladio tuo super femur tuum, potentissime, et attende +uia sancti non in gladio, sed per fidem vicerunt regna@. 881. Et mo= &t acci%ct&s f&erit4 i0se Im0erator e=imit e%sem !e 'a(i%a et e'a, (i%at&m ter 6iriliter 6ibrat i% ma%& et co%ti%&o i##&m a! ma%icam e=ters&m i% 'a(i%a re0o%it. 881I. Eo i(it&r sic acci%cto et Mi#ite Ceati Petri mira5i#iter facto4 s&5seA&e%ter A0osto#ic&s im0o%it ei mitram onticalem i% ca0ite4 ac s&0er mitram im erialem dIadema4 A&o! s&mit !e a#tare !i,

8:. URicevi dalle nostre "ani, benc%- in+ degne, e tuttavia consacrate in vece e per lautorit dei !anti Apostoli, la spada a te i"perial"ente concessa, presa di sopra il corpo del 'eato #ietro, e in virt4 della no+ stra bene>dizione divina"ente ordinata alla di esa della !anta C%iesa di &io, a vendetta dei "al attori e a lode dei buoni. E ricorda quel c%e pro et il !al"ista$ OCingi i tuoi lo"bi della tua spada, o po+ tentissi"o, a inc%- con questa tu possa esercitare la orza dellequit, distruggere con potenza la "ole delliniquit, proteggere e di endere la santa C%iesa di &io e i suoi edeli, disperdere e avversare non "eno i pervertitori della ede c%e i ne"ici del no"e cristiano0 possa tu aiutare e di endere le ve+ dove e gli or ani0 restaurare ci c%e / stato distrutto0 conservare quel c%e / stato rico+ struito0 vendicare le ingiustizie0 con er"are le cose ben ordinate0 in "odo c%e cosI a+ cendo, tu, glorioso per il triondo delle virt4 ed egregio cultore della giustizia, "eriti di regnare senza ine con il !alvatore del "on+ do, di cui tu nel no"e sei igura. C%e con &io. CosI siaV. 8A. &etto questo, riposta la spada nel o+ dero, lo cinge della spada con il odero, di+ cendo$ UCingi il tuo ianco, o potentissi"o, della tua spada, e ricordati c%e i santi non vinse+ ro i regni con la spada, "a con la edeV. 8Q. !ubito dopo c%e sar stato ar"ato, lI"peratore estrae la spada dal odero e la $i&r a tre $olt e con !or ' atenendola in "ano. #oi la ripone nel odero, dopo aver atto il gesto di detergere la la"a sulla "anica. 8@. CosI ar"ato e divenuto "irabil"ente "ilite di !an #ietro, il #apa gli i"pone poi la mitr a %onti !i c a l e sul capo, e sulla "itra il dia de m a im% e r i a l e preso dallYaltare, col dire$

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ce%sI 881II. ?Accipe signum gloriae, dHadema regni, coronam 1mperii, in nomine 'a>tris et =i>lii et #piritus>#ancti, ut spreto anti+uo hoste spretis+ue contagiis vitiorum omnium, sic iustitiam, misericordiam et iudicium diligas, et ita iuste et misericorditer et pie vivas, ut ab ispo )omino nostro 1esu Christo in consortio sanctorum aeterni regni coronam percipias. >ui cum. Amen@.

8G. URicevi linsegna della gloria, il dia+ de"a del regno, la corona dellI"pero, nel no"e del #a>dre, del ,i>glio e dello !piri+ to>!anto, cosI c%-, disprezzato lantico ne+ "ico e i contagi di tutti i vizi, possa tu a"are la giustizia, la "isercordia e la retti+ tudine, in "odo da vivere giusta"ente, "i+ sericordiosa"ente e pia"ente, per ottenere dal !ignor nostro >es4 Cristo leterna coro+ na del regno nella co"unione dei santi. C%e vive con. CosI siaV. t e l ,l o quindi lo sce -t 881III. Dei%!e !at ei mant(m4 0ostea 8H. >li consegna poi il man tro e il %o m d(or o .o tra!it ei sce tr(m et om(m a(re(m. 88I8. Et4 eo (e%&a f#ecte%te4 !icit s&0er 8_. &ice poi, sul sovrano genu lesso$ e&mI ;. ?)ominus vobiscum@. V. UIl !ignore sia con voiV. R. ?9t cum spirito tuo@. R. UE con il tuo spiritoV. ?Oremus. U#reg%ia"o. >uarda, ti preg%ia"o, onni+ Prospice, +uaesumus, omnipotens )eus, potente Iddio, con sereno volto questo tuo serenis obtutibus, hunc gloriosum famu- glorioso servo (., a inc%-, co"e bene>di+ lum tuum N., ut sicut bene>diOisti Abra- cesti Abra"o, Isacco e >iacobbe, cosI )u ham, 1saac et 1acob, sic illi largiaris gli elargisca le bene>dizioni della grazia bene>dictiones spiritualis gratiae, eum- spirituale, e ti degni din ondergli ed irro+ +ue plenitudine tuae potentiae irrigare at- rarlo della pienezza della tua potenza, cosI +ue perfundere digneris, ut tribuas ei de c%e per la rugiada del cielo e la eracit del+ rore caeli et de pinguedine terrae habun- la terra goda abbondanza di ru"ento, vino dantiam frumenti, vini et olei et omnium ed olio, e dovizia dogni genere di prodotti, e frugum opulentiam et eO largitate divini per la larg%ezza del celeste avore )u gli dia muneris longeva tempora, ut illo regnante una vita longeva, cosI c%e durante il suo re+ sit sanitas corporis in patria, paO inviola- gno si goda della sanit del corpo in patria, ta sit in regno et dignitas gloriosa regalis duna pace inviolata nel regno, e la gloriosa palatii maOimo splendore regiae potesta- dignit del palazzo reale con il "assi"o tis oculis hominum luce clarissima corru- splendore della regale potest se"bri brilla+ scare at+ue splendescere +uasi splendidis- re e corruscare agli occ%i degli uo"ini di simi fulgoris maOimo perfusa lumine vi- luce c%iarisi"a co"e pervasa dal "assi"o deatur. Tribue ei, omnipotens )eus, ut sit ulgore di una luce splendentissi"a. Accor+ fortissimus protector patriae et consolator dagli, &io onnipotente, dessere il protettore 9cclesiarum at+ue cenobiorum sanctorum ortissi"o della patria, il consolatore delle maOima pietate regalis munificentiae at- C%iese e dei sacri cenobi con lo zelo subli"e +ue ut sit fortissimus regum, triumphator della regale "uni icenza0 c%e sia il pi4 po+ hostium ad opprimendas rebelles et paga- tente dei Re, il trion atore dei ne"ici nel nas nationes, sit+ue suis inimicis satis ter- conculcare le ribelli e pagane nazioni0 a sI

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ribilis maOima fortitudine regalis potentiae, optimatibus +uo+ue at+ue praecelsis proceribus ac fidelibus sui regni sit munificus et amabilis et pius et ab omnibus timeatur at+ue diligatur et, post gloriosa tempora at+ue felicia vitae presentis gaudia in perpetua beatitudine habitare mereatur. 'er Christum@. 888. Alia benedictio. ?Cene>dic, )omine, +uaesumus, hunc principem nostrum N., +uem ad salutem populi nobis a Te credimus esse concessumK fac annis esse multiplicem, salubri corporis robore vigentem ad senectutem optatam pervenire felicem. #it nobis fiducia obtinere gratiam in populo, +uam Aaron in tabernaculo, Jeliseus in fluvio, 9zechias in lecto, Macharias vetulus impetravit in templo. #it nobis regendi auctoritas, +ualem 1osue suscepit in castris, (edeon sumpsit in praeliis, 'etrus accepit in clave, 'aulus est usus in dogmate, et ita pastorum cura tuum proficiat in ovile, sicut 1saac profecit in fruge et 1acob est dilatatus in grege. >uod ipse praestare ... Amen@. 888I. Oratio. ?Deus, 'ater aeternae gloriae, sit adiutor tuus et protector, et Omnipotens bene>dicat tibi, preces tuas in cunctis eOaudiat. 0itam tuam longitudine dierum adimpleat, tronum regni tui iugiter firmet, et gentem populum+ue tuum in aeternum conservet, et inimicos tuos confusione induat, et super te sancti>ficatio Christi floreat, ut, +ui tibi tribuit in terris 1mperium, ipse in caelis conferat praemium. >ui vivit. Amen@. 888II. Oratio%i5&s e=0#etis4 Im0erator4

c%e ai suoi ne"ici si "ostri assai terribile nellesi"ia ortezza della regia potenza0 c%e invece verso i nobili, i pi4 e"inenti ra gli otti"ati e tutti i edeli del suo regno sia "uni ico, a"abile e pio0 da tutti sia te"uto ed a"ato e, dopo vicende gloriose e le pro+ spere gioie della vita presente, "eriti di sog+ giornare nelleterna beatitudine. #er Cri+ stoV. :?. !econda benedizione. U= !ignore, bene>dici, )i preg%ia"o questo nostro #rincipe (., c%e ritenia"o esserci da )e concesso per la salvezza del popolo0 concedi c%e gli si "oltiplic%ino gli anni, e c%e nel iore della sana orza del corpo possa pervenire elice"ente alla desi+ derata vecc%ia. Accordaci c%e ottenga a vantaggio del popolo quella grazia c%e Aronne i"petr nel )abernacolo, Eliseo ot+ tenne nel iu"e, Ezec%ia nel letto, e lan+ ziano Pacc%aria nel )e"pio. Concedi c%e abbia autorevolezza nel co"ando, co"e >io+ su/ lottenne ra lesercito, >edeone lebbe nelle battaglie, #ietro ricevette col potere delle c%iavi, #aolo us nella dottrina, e sia tale lo zelo dei pastori verso il tuo gregge co"e Isacco prosper nelle "essi e >iacobbe singrandI negli ar"enti. Il c%e degnati di concedere 2 CosI siaV. :6. #reg%iera. U&io, #adre delleterna gloria, sia il tuo sostegno e protettore, e l=nnipotente ti bene>dica ed esaudisca le tue preg%iere in ogni cosa. Col"i la tua vita di una lunga serie di giorni, se"pre ra orzi il trono del tuo regno, e conservi in eterno la nazione e il popolo tuo0 ricopra di con usione i tuoi ne"ici e sopra di te iorisca la santi> ica+ zione di Cristo, cosI c%e Colui c%e ti accord lI"pero sulla terra, te ne con erisca la ri+ co"pensa nei cieli. Lui c%e vive e regna. CosI siaV. :8. Recitate queste orazioni, lI"peratore

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f#e=is (e%i5&s4 osc&#at&r A0osto#ico 0e!em. Q&i5&s om%i5&s (#oriosissime (estis4 A0osto#ic&s a! emi%e%tiam re!eat s0ec&#ae tri5&%a#is et Im0erator sca%!it a! fa#!istori&m si5i i% am0#o (ra!& s&5 A0osto#ici !e=tera 0rae0arat&m. 888III. Dei%!e coro%at&s i%ce!e%s4 et 0om&m i% !e=tera ma%&4 i% si%istra 'ero sce0tr&m 0orta%s4 a! t/a#am&m re!eat. 888I1. Eo itaA&e i5i c&m s&is 0rae#atis et 0ri%ci0i5&s co%siste%te4 0rior s&5!iaco, %or&m c&m s&5!iaco%i5&s Roma%ae Ec, c#esiae et Ca00e##a%is A&#ae Im0eria#is a! 0ectora#em !e=tr&m4 a%te cr&cifi=&m ar, (e%te&m RCo%sta%ti%i Im0eratorisS4 #a&!es Im0eratori a#ta 'oce !eca%ta%t /oc mo!oI ?EOaudi, Christe@. Scri%iarii 'ero &r5is4 sericis ca00is i%!&, tis4 a%te 0ectora#e i% c/oro co%siste%tes4 res0o%!ea%tI ?Domino N., invictissimo <omanorum 1mperatori et semper augusto salus et victoria@. 8881. Q&a #a&!e tertio re0etita4 0rior s&5!iaco%or&m c&m s&is tri5&s 'ici5&s !i, citI ?Salvator mundi@. Et scri%iarii 'icissim res0o%!e%tI ?Tu illum adiuva@. 8881I. Dei%!e 0rior s&5!iaco%or&m c&m s&is !&a5&s 'ici5&s !icitI ?#ancta %aria @. Et i##i 'icissim res0o%!e%tI ? Tu illum adiuva@. ?#ancte %ichael@. ?Tu illum adiuva@. Et sic !e seA&e%ti5&s sa%ctis. ?#ancte (abriel, Tu illum. ?#ancte <aphael, Tu illum. ?#ancte 1oannes :aptista, Tu illum@. ?#ancte 'etre, Tu illum@. ?#ancte 'aule, Tu illum@. ?#ancte Andrea, Tu illum@. ?#ancte #tephane, Tu illum@.

baci in ginocc%io la sacra panto ola. Co"+ piute con "assi"o s arzo tali ceri"onie, torni il #apa nel luogo pi4 elevato del palco e lI"peratore salga al aldistorio, predi+ sposto con spazio acconcio alla destra del !o""o #onte ice. ::. LI"peratore, quindi, con la corona in capo, il globo doro nella "ano destra e nella sinistra lo scettro, torni al suo trono. :A. &opo essersi col assiso con i suoi prelati e principi, il decano dei suddiaconi con i suddiaconi della C%iesa Ro"ana e i Cappellani della Corte I"periale, intona ad alta voce, davanti il Croci isso Argenteo presso il parapetto di destra, le lodi in ono+ re dellI"peratore$ UCristo, esaudisciV. A loro volta gli scriniari dellurbe, rivesti+ ti di "antelli di seta e disposti in coro avanti il parapetto, rispondano$ UAl !ignor (., invittissi"o I"peratore dei Ro"ani e se"pre Augusto salute e vit+ toriaV. :Q. &opo aver per tre volte ripetuta lYac+ cla"azione, il decano dei suddiaconi con i suoi pri"i tre sottoposti dice$ U= !alvatore del "ondoV. Al c%e gli scriniari rispondano$ U)u aiutaloV. :@. Luindi il decano dei suddiaconi can+ ta con due del suo ordine$ U!anta *ariaV. E quelli a loro volta rispondano$ U)u aiutaloV. U!an *ic%eleV. U)u aiutaloV. E cosI riguardo ai seguenti. U!an >abriele. )u aiutaloV. U!an Ra aele. )u aiutaloV. U!an >iovanni 'attista. )u aiutaloV. U!an #ietro. )u aiutaloV. U!an #aolo. )u aiutaloV. U!antAndrea. )u aiutaloV. U!anto !te ano. )u aiutaloV.

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?#ancte !aurenti, Tu illum@. U!an Lorenzo. )u aiutaloV. ?#ancte 0incenti, Tu illum@. U!an Vincenzo. )u aiutaloV. ?#ancte #ilvester, Tu illum@. U!an !ilvestro. )u aiutaloV. ?#ancte !eo, Tu illum@. U!an Leone. )u aiutaloV. ?#ancte (regori, Tu illum@. U!an >regorio. )u aiutaloV. ?#ancte :enedicte, Tu illum@. U!an 'enedetto. )u aiutaloV. ?#ancte :asili, Tu illum@. U!an 'asilio. )u aiutaloV. ?#ancte #abba, Tu illum@. U!an !abba. )u aiutaloV. ?#ancta Agnes, Tu illum. U!antAgnese. )u aiutaloV. ?#ancta Cecilia, Tu illum@. U!anta Cecilia. )u aiutaloV. ?#ancta !ucia, Tu illum@. U!anta Lucia. )u aiutaloV. Post /aec 0rior s&5!iaco%or&m c&m s&is 5is !icatI In seguito il decano dei suddiaconi con ?VHrie eleison@. due dei suoi, dica due volte$ Ac !ei%!e om%es sim&# !ica%tI ?!ignore, piet@. ?Christe, eleison@. E tutti gli altri rispondano assie"e$ ?VHrie, eleison@. ?Cristo, piet@. ?!ignore, piet@. 8881II. Praemissis #a&!i5&s e=0#etis4 :G. )er"inate le accla"azioni, si legge il #e(it&r E'a%(e#i&m. Q&o fi%ito4 Im0erator4 Vangelo del giorno. ,inito il quale, lI"+ coro%a et ma%to !e0ositis4 acce!it a! peratore, deposti "anto e corona, si avvici+ S&mm&m Po%tificem4 offere%s a! 0e!es na al !o""o #onte ice per deporre ai suoi ei&s a&r&m A&a%t&m si5i 0#ac&erit. piedi quanto oro vorr. 8881III. I0soA&e Po%tifice :H. Il #apa allora scende allaltare per !esce%!e%te4 0ro 0erficie%!is missar&m ter"inare il !. !acri icio della *essa, mBsteriis4 a! a#tare4 Im0erator more "entre lI"peratore, co"e a il suddiacono, s(bdiaconi offert calicem et gli o re il calice e la"polla, e ri"ane al+ laltare, inc%- il !o""o #onte ice, ritor+ am (llam et stat i5i4 !o%ec Po%tife= a! nato al trono, si co"unic%i, dove anc%egli, se!em re'ers&s comm&%icet4 &5i i0se4 deposte le insegne i"periali, ricever dal !e0ositis im0eria#i5&s i%si(%iis4 sacram #apa il bacio della pace e la sacra Co"u+ comm&%io%em !e ma%& i0si&s s&sci0it nione. ,atto ci riprende il globo, lo scettro c&m osc&#o 0acis. Q&o facto4 res&mit e la corona, e ritorna al suo seggio. 0om&m4 sce0tr&m4 0ariter et coro%am4 et re!it a! t/a#am&m. 888I8. #ecreta. ?Suscipe, )omine, :_. !ecreta$ URicevi, o !ignore le pre+ preces et hostias 9cclesiae tuae pro salute g%iere e le o erte della tua C%iesa a salvez+ famuli tui N. supplicantis et, in protectio- za del tuo servo (., c%e ora ti supplica, e ne fidelium populorum, anti+ua brachii rinnova a di esa dei popoli edeli gli anti+ tui operare miracula ut, superatis pacis c%i "iracoli della )ua potenza0 cosI c%e, inimicis, secura tibi serviat romana liber- sgo"inati i ne"ici della pace, la libert ro+ tas. 'er. Amen@. "ana possa servirti sicura. CosI siaV. 8L. 'ostcommunio. ?Deus +ui ad prae- A?. &opo la co"unione$ U= &io c%e %ai dicandum aeternis regis 9vangelium ro- preparato lI"pero Ro"ano perc%- osse manum 1mperium praeparasti, praetende predicato il Vangelo delleterno Re, conce+

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famulo tuo 1mperatori nostro arma coelestia, ut paO ecclesiarum nulla turbetur tempestate bellorum. 'er )ominum. Amen@. 8LI. Missa fi%ita4 0o%tifica#em 5e%e, !ictio%em re'ere%ter acci0iat et statim 0raece!at a! #oc&m &5i !e5et S&mm&s Po%tife= eA&itare4 &t4 c&m i0se Po%tife= eA&&m asce%!erit4 te%eat sta0e!i&m se##ae ei&s et4 arre0to fre%o4 a#iA&a%t&#&m i0so a!e=tret4 mo=A&e s&&m eA&&m asce%!e%s4 eA&itet a si%istra 0arte i&=ta A0osto#ic&m &sA&e a! Ecc#esiam Sa%ctae Mariae i% Tra%s0a!i%a4 &5i4 !ato si5i osc&#o4 a5 i%'i, cem %o% cor!e se! cor0ore se0are%t&r. 8LII. Co%s&e'it a&tem Im0erator #ar(a 0res5iteria om%i5&s i##is or!i%i5&s e=i5ere4 A&i5&s ea4 c&m coro%at&r4 S&mm&s Po%ti, fe= e#ar(it&r4 'i!e#icet e0isco0is4 0res5iteris et !iaco%is car!i%a#i&m et om%i5&s 0re#a, tis4 0rimicerio et ca%tori5&s4 s&5!iaco%i5&s 5asi#icariis et re(io%ariis4 et &%i'ersitati c#eri roma%i4 ca00e##a%is et coeteris offi, cia#i5&s et mi%isteria#i5&s C&riae4 0raefec, to &r5is4 se%atori5&s4 i&!ici5&s4 a!'ocatis et scri%iariis ac 0raefectis %o'a#i&m. DE INCORONATIONE IMPERATRICIS 8LIII. Si 'ero Re(i%a i% Im0eratricem 5e%e!ice%!a et coro%a%!a sit4 i0sa 0ost re, (is i%(ress&s a !&o5&s Car!i%a#i5&s !e!&c, ta i%(re!it&r Ecc#esiam. 8LI1. Et E0isco0&s Hostie%sis i% me!io Rotae !icat s&0er eam /a%c oratio%emI 1. ?)ominus vobiscum@. R. ?9t cum spirito tuo@. ?Oremus. Omnipotens sempiterne )eus, fons et origo totius bonitatis, +ui feminei seOus fragilitatis ne+ua+uam reprobando avertis, sed dignanter comprobando potius eligis, et +ui, infirma mundi eligendo, fortia +uae+ue confundere decrevisti, +ui+ue

di al tuo servo e nostro I"peratore (. le ar"i celesti, a inc%- la pace delle C%iese non sia "ai turbata dagli sconvolgi"enti delle guerre. #er il !ignore. CosI siaV. A6. )er"inata la *essa, lI"peratore riceva con riverenza la benedizione papale e tosto si diriga dove il #onte ice deve "onta+ re a cavallo, in "odo c%e, quando il #apa star salendo sulla cavalcatura, egli tenga la sta a della sella, e quindi, tenendo la briglia, lo acco"pagni per breve tratto. !a+ lito poi sul suo cavallo, cavalc%i stando alla sinistra del #apa ino alla C%iesa di !. *aria in )ranspadina, dove, datosi il ba+ cio, si separino con il corpo, "a non collo spirito. A8. Vi / inoltre consuetudine c%e lI"pe+ ratore o ra pingui o erte a tutti gli ordini ivi presenti, co"e a il #apa quando viene incoronato, ossia ai Vescovi, sacerdoti, dia+ coni cardinali, e a tutti i c%ierici, al pri"i+ cerio, ai cantori, ai suddiaconi della basili+ ca e a quelli delle c%iese cittadine, alla con+ gregazione del clero ro"ano, ai cappellani e agli altri unzionari della Curia, al pre etto dell.rbe, ai senatori, ai giudici, avvocati, agli scriniari e ai pre etti dei "onasteri. L)IN-ORONABIONE *ELL)IMPE( RACRI-E A:. !e poi anc%e la regina deve essere unta e incoronata", dopo lingresso del re, sia condotta in C%iesa acco"pagnata da due cardinali. AA. Il Vescovo di =stia, nel centro della Rota, pronunci su di lei questa preg%iera$ V. UIl !ignore sia con voiV. R. UE con il tuo spiritoV. U#reg%ia"o. =nnipotente se"piterno Id+ dio, onte e origine di ogni bont, c%e non avversi a atto con la tua riprovazione la ragilit del sesso e""inile, "a piuttosto, degna"ente ra orzandolo, lo prediligi0 tu c%e, scegliendo le cose deboli del "ondo, %ai stabilito di abbattere quelle orti, e c%e pure

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etiam gloriae virtutis+ue tuae triumphum in manu 1udith foeminae olim iudaicae plebi de hoste saevissimo resignare voluisti, respice, +uaesumus, ad preces humilitatis nostrae, et super hanc famulam tuam N., +uam supplici devotione in 1mperatricem eligimus, bene>dictionum tuarum dona multiplica, eam+ue deOtera tuae potentiae semper et ubi+ue circunda, ut in benedictione tui muniminis undi+ue firmiter protecta visibilis, seu invisibilis, hostis ne+uitias triumphaliter eOpugnare valeat, et una cum #ara at+ue <ebecca, !ia at+ue <achele, beatis reverendis+ue foeminis, fructu uberi sui fecundari seu gratulari mereatur ad decorem totius 1mperii statum+ue #anctae )ei 9cclesiae regendum, necnon et protegendum, per Christum )ominum nostrum, +ui eO intemeratae :eatae %ariae semper 0irginis alvo nasci, visitare ac revocare hunc dignatus est mundum. >ui tecum vivit et gloriatur )eus, in unitate #piritus #ancti per immortalia saecula saeculorum. Amen@. 8L1. Q&o facto4 !&cit&r a! a#tare Ceati Petri et4 facta i5i oratio%e4 !&cit&r a! osc&#&m 0e!is Domi%i Pa0ae4 A&i eam B#a, riter reci0it et sa#&tat. 8L1I. Et mo= !&cit&r a! emi%e%tem t/a#am&m #i(%e&m 0a##eis a!or%at&m4 A&i e= o00osito t/a#ami re(ii si5i esse !e5et 0rae0arat&s4 &5i c&m !&a5&s 0&e##is a! mi%&s et a#iA&i5&s e= 0ri%ci0i5&s Im0erii4 tam ecc#esiasticis A&am m&%!a%is4 resi, !eat. 8L1II. Dem&m4 0ostA&am Re= i%&%c, t&s a! a#tare Ceati Petri asce%!erit4 t&%c i0sa !&cit&r a 0rae!ictis car!i%a#i5&s a! !ict&m a#tare Sa%cti Ma&ritii4 &5i i%&%(i, t&r simi#iter 0er e0isco0&m Hostie%sem !e eo!em o#eo et i% eis!em #ocis4 !e A&o et i% A&i5&s Re= f&it i%&%ct&s4 !ice%temI 8L1III. Oratio. ?Sancti #piritus gratia,

%ai voluto un te"po a idare il trion o della tua gloria e potenza a pro del popolo giu+ daico contro un crudelissi"o ne"ico, nelle "ani della e""ina >iuditta, guarda, ti preg%ia"o, alle nostre u"ili preci, e sopra questa tua serva (., c%e abbia"o scelto con supplice devozione I"peratrice, "oltiplica i doni delle tue benedizioni, circondala se"pre ed ovunque con la destra della tua potenza, a inc%-, protetta er"a"ente e da ogni parte dalla di esa della tua benedizio+ ne, sappia espugnare trion al"ente la ne+ quizia dei ne"ici visibili ed invisibili, e assie"e a !ara e Rebecca, Lia e Rac%ele, donne sante e venerande, "eriti dessere e+ conda col rutto del suo seno e rallegrare ad onore di tutto lI"pero, e nella direzione e di esa della !anta C%iesa di &io, per Cri+ sto (ostro !ignore, c%e si degn, nascendo dal seno dellinte"erata se"pre Vergine *aria, visitare e redi"ere questo "ondo. Lui c%e con te vive glorioso, &io, nellunit dello !pirito !anto, per gli i""ortali secoli dei secoli. CosI siaV. AQ. ,atto ci, / condotta allaltare di san #ietro, e, dopo aver lI pregato, va a baciare la sacra panto ola del !ignor #apa, c%e la accolglie e saluta con gioia. A@. E condotta poi ad un palco di legno elevato, adorno di drappi, c%e deve essere preparato nel lato opposto a quello dove si trova il Re. Lui siede con al"eno due da+ "igelle, ed altri principi dellI"pero, sia ecclesiastici, c%e laici. AG. ,inal"ente, dopo c%e il Re / stato unto ed / salito allaltare di !an #ietro, essa / allora condotta dai predetti cardinali allaltare di !an *aurizio, dove il Vescovo di ostia la unge allo stesso "odo, col "ede+ si"o olio e nei "edesi"i punti, con cui u unto il Re, dicendo$ QH. =razione. ULa grazia dello !pirito

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nostrae humilitatis officio in te copiose descendat ut, sicut manibus nostris licet indignis oleo materiali linita pinguescis eOterius, ita, eius invisibili ungimine delibata, impinguari merearis interius, eius+ue spirituali unctione perfectissime semper imbuta, et illicita declinare tota mente et spernere discas et valeas, et utilia animae tuae cogitare, iugiter optare at+ue operari +ueas et opereris, auOiliante )omino nostro 1esu Christo, >ui cum 'atre. Amen@. 8LI8. Q&o e=0#eto4 !&cit&r a! a#iA&em /o%est&m #oc&m4 &5i re(iis 'esti5&s a!or, %at&r et or%ata a! t/a#am&m re!&cit&r. L. Et imme!iate 0ost coro%atio%em Im, 0eratoris4 !e!&cat&r a! a#tare4 &5i S&m, m&s Po%tife= !et s&0er eam /a%c 5e%e, !itio%emI LI. Oratio. ?Deus, +ui solus habes immortalitatem, lucem+ue habitas inaccessibilem, cuius providentia in sui dispositione non fallitur, +ui fecisti ea +uae futura sunt et vocas ea +uae non sunt tam+uam ea +uae sunt, +ui superbos ae+uo moderamine de principatu deicis at+ue humiles dignanter in sublime provehis, ineffabilem misericordiam tuam supplices eOoramus, ut sicut Jester <eginam, 1sraeliticae causa salutis, de captivitatis suae compede solutam ad regis Assueri thalamum regni+ue sui consortium transire fecisti, ita hanc famulam tuam N. humilitatis nostrae bene>dictione, christianae plebis salutis gratia, ad dignam sublimem+ue 1mperatoris nostri copulam et 1mperii sui participium misericorditer transire concedas, et, ut, imperialis foedere coniugi semper permanens pudica, proOimam virginitati palmam continere +ueat, tibi+ue )eo vivo et vero in omnibus et super omnia iugiter placere desideret et, te in-

!anto, per lu icio della nostra u"ilt, di+ scenda su te abbondante, a inc%-, co"e esterna"ente sei stata unta dalle nostre "ani, benc%- indegne, con olio "ateriale, cosI, toccata dalla sua invisibile unzione, possa tu "eritare di inti"a"nete arricc%ir+ ti, e se"pre per etta"ente rivestita della sua spirituale unzione, i"pari e abbia tu la orza dallontanare e disprezzare con tutta la "ente le cose illecite, e sappia tu se"pre "editare, desiderare e "ettere in pratica quelle utili allani"a tua, con laiuto del !ignor (ostro >es4 Cristo, c%e vive e regna col #adre. CosI sia V. A_. ,atto ci, / condotta in qualc%e luogo appartato, dove si adorna delle vesti regali e, cosI vestita, / ricondotta al suo palco. Q?. !ubito dopo lincoronazione dellI"+ peratore, / condotta allaltare, dove il !o"+ "o #onte ice recita su di lei questa preg%ie+ ra$ Q6. #reg%iera. U= &io, c%e solo %ai li"+ "ortalit, e di"ori nella luce inaccessibile, la cui provvidenza non allisce nelle sue di+ sposizioni0 tu c%e %ai atto ci c%e accadr, e c%ia"i le cose c%e ancora non sono co"e quelle c%e esistono0 tu c%e i superbi con giu+ sto giudizio scacci dai troni, e gli u"ili ele+ vi alle subli"i dignit, preg%ia"o supplici la tua ine abile "isericordia, a inc%-, co"e acesti passare la Regina Ester, stru+ "ento della salvezza dIstraele, sciolta dal ceppo della sc%iavit4, al tala"o del Re As+ suero e al governo del Regno, allo stesso "odo, concedi "isericordiosa"ente a que+ sta tua serva (., per "ezzo della nostra u"ile bene>dizione, e per giova"ento del popolo cristiano, di passare alla degna e subli"e qualit di co"pagna del nostro I"peratore e partecipe del suo I"pero, a + inc%-, ri"anendo se"pre pudica nel patto del coniugio i"periale, possa ottenere la pal"a prossi"a alla verginit, e in tutte le cose e sopra tutto desideri se"pre co"piace+

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spirante, +uae tibi placita sunt toto corde re te, &io vivo e vero, e, con la tua grazia, perficiat. 'er Christum. Amen@. co"piere di tutto cuore la tua volont. #er Cristo (ostro !ignore. CosI siaV. LII. Dei%!e ca0iti ei&s mitram 0o%tifi, Q8. #oi i"pone sul suo capo la "itra ca#em im0o%it4 ita A&o! cor%&a mitrae a ponti icale, cosI c%e i suoi corni siano a de+ !e=tris et a si%istris4 et s&0er mitram coro, stra e a sinistra, e sopra di essa ponga la %am im0eria#em im0o%at !ice%!oI corna i"periale, dicendo$ LIII. ?Officio nostrae indignitatis in Q:. U>razie allu icio della nostra inde+ 1mperatricem solemniter benedicta, acci- gnit solenne"ente consacrata I"peratrice, pe coronam imperialis eOcellentiae, +uae, ricevi la corona della dignit i"periale, licet ab indignis, episcopalibus tamen ma- c%e, benc%- indegni, si i"pone tuttavia sul nibus capiti tuo imponitur, unde sicut eO- tuo capo da "ani episcopali, per cui, co"e terius auro et gemmis redimita enites, ita ri ulgi esterna"ente per loro e le ge""e, et interius auro sapientiae virtutum+ue cosI interna"ente ti s orzi di abbellirti con gemmis decorari contendas, +uatenus loro della sapienza e le ge""e delle virt4, post occasum huius saeculi, cum pruden- cosI c%e, dopo il tra"onto di questa vita, tu tibus virginibus sponso perenni )omino possa "eritare, andando incontro degna+ nostro 1esu Christo digne et laudabiliter "ente e lodevol"ente con le vergini pruden+ occurrens regiam caelestis aulae merearis ti allo sposo eterno (ostro !ignore >es4 ingredi ianuam, auOiliante eodem )omino Cristo, di superare la soglia regale della nostro 1esu Christo, +ui cum )eo 'atre et corte celeste, con laiuto del !ignor (ostro #piritu #ancto vivit et regnat per infinita >es4 Cristo, c%e con &io #adre e lo !pirito saecula saeculorum. Amen@. !anto vive e regna nei secoli dei secoli. CosI siaV. LI1. Coro%ata itaA&e re(i%a re!&cat&r QA. .na volta incoronata, la regina / con+ a! t/a#am&m et 0ost E'a%(e#i&m4 0ost, dotta al palco, e ter"inato il Vangelo, dopo A&am Im0erator o5t&#erit4 !&cat&r a! c%e lI"peratore avr atto lo erta, sia o5#atio%em S&mmo Po%tifici e=/i5e%!am4 condotta a portare la sua al !o""o #onte+ stetA&e i% (ra!i5&s4 i&=ta a5si!am4 'ers&s ice, e stia sui gradini vicino allabside, a#tare Sa%cti Leo%i4 !o%ec !e ma%& S&m, verso laltare di !an Leone, inc%- non ri+ mi Po%tificis 0ost Im0eratorem sacram ceva, dopo lI"peratore, dalle "ani del comm&%io%em acci0iat. Et t&%c4 a! t/a#, #apa la !anta Co"unione. E allora, ri+ am&m re!&cta4 i5i 0erma%eat &sA&e a! condotta al palco, vi ri"anga ino alla ine fi%em missae. della "essa. DALLE ORACIONES DELLA LIT7R-IA DEL 1ENERDT SANTO (/ERIA ;I IN PARAS-E;E" Oremus et pro Christianissimo 1mperatore nostro N., ut )eus et )ominus noster subditas illi faciat omnes barbaras nationes, ad nostram perpetuam pacem. Oremus. 3lectuamus genua. #reg%ia"o anc%e per il nostro Cristianissi+ "o I"peratore (., a inc%- &io (ostro !i+ gnore gli sotto"etta tutte le nazioni barbare per la nostra pace perpetua. #reg%ia"o. Inginocc%ia"oci.

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R. !evate. Omnnipotens sempiterne )eus, in cuius manus sunt omnium potestates, et omnium iura regnorumK respice ad <omanum benugnus 1mperiumK ut gentes, +uae in sua feritate confidunt, potentiae tuae deOtera comprimantur. 'er )ominum nostrum. R. Amen. DALLA CENEDIZIONE DEL CERO PASQ7ALE NELLA SACRA LIT7R-IA DEL SACATO SANTO Respice etiam ad devotissimum 1mperatorem nostrum N. cuius, tu, )eus, desideri vota praenoscens, ineffabili pietatis, et misericordiae tuae munere, tran+uillum perpetuae pacis accomoda, et caelestem victoriam cum omni populo suo.

R. Alzatevi =nnipotente se"piterno Iddio, in cui po+ tere sta ogni autorit, e i diritti di ogni re+ gno, guarda benigno al Ro"ano I"pero0 a ic%- le genti, c%e con idano nella loro e+ rocia, siano do"ate dalla potenza della tua destra. #er il !ignore nostro. R. CosI sia.

Volgi il tuo sguardo anc%e al nostro devo+ tissi"o I"peratore (. )u, o &io, conosci i desideri del suo cuore0 per la tua ine abile bont e "isericordia, concedi a lui e a tutto il suo popolo la tranquillit duna pace continua e la celeste vittoria.