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Problemi di critica testuale:

il caso della Chanson dAspremont

Corso di Filologia e Linguistica romanza I


a.a 2014-5 / Prof. Di Luca

Interrogandosi sullorigine delle numerose varianti che si


ritrovano nei manoscritti che hanno trasmesso una stessa
chanson de geste, Joseph Bdier commenta:

Ognuno di essi [i manoscritti] presenta in effetti degli


elementi di dettaglio e talvolta lunghe scene che gli sono
proprie; ma generalmente essi si corrispondono strofa per
strofa e spesso frase per frase, eppure in modo tale che,
nelle strofe che raccontano una stessa scena, nelle frasi
che rendono una stessa idea, solo raramente si
incontrano due versi identici.
Questo alto livello di differenze che si riscontra nei testimoni
che hanno trasmesso non solo le chansons de geste, ma, in
generale, le opere medievali in volgare viene definito
mouvance (varianza).

Due tipi di mouvance


Microvarianza:
Si manifesta come una proliferazione di varianti a
livello della singola parola, dellemistichio, pi
raramente del verso (per questo si chiama anche
varianza frastica).
Macrovarianza:
Modifica la dimensione e spesso la progressione
narrativa del testo, perch rielabora, aggiunge o
elimina interi episodi (per questo si chiama anche
varianza transfrastica).

Genesi della microvarianza 1/2


In particolare nelle chasons de geste, dove la microvarianza
molto elevata, il fenomeno si pu spiegare in due modi:
Tesi individualista/creazionista.
La microvarianza dovuta al lavoro dei copisti: questi, infatti,
non si limitano alla copia passiva ma si sentono, per
leggerezza o per eccessiva fiducia nelle proprie capacit, liberi
di modificare il testo del modello (o esemplare, o antigrafo)
da cui stanno copiando.
Tesi tradizionalista/oralista.
La microvarianza dovuta alla composizione e diffusione orale
del genere epico: le narrazioni sono instabili perch larte del
giullare non scrittoria ma orale, e per il fatto che una
recitazione cantata sempre in parte improvvisata e non
mai identica a se stessa.

Tradizione attiva e tradizione quiescente


La tradizione dei testi medievali definita attiva, in
opposizione a quella dei testi classici, che quiescente:
1. La tradizione quiescente caratterizzata da un rispetto
per il testo da copiare, da unattenzione particolare da
parte del copista, che cerca di contenere al minimo le
deviazioni dallantigrafo. tipica della produzione classica,
che si esprime in un lingua autorevole e ben codificata ed
percepita come il frutto inviolabile di autori celebri.
2. La tradizione attiva invece quella in cui il copista si cura
assai poco di rispettare il testo del suo esemplare e tende
a migliorarlo (almeno nelle sue intenzioni) dal punto di
vista stilistico, o ad aggiornarlo o comunque a piegarlo alla
sua visione complessiva del testo. tipica della
produzione romanza perch questa si esprime in diverse
variet linguistiche ancora in via di codificazione e non
percepita come il frutto di autori ben definiti o
riconosciuti.

Errori e varianti
La microvarianza che riscontriamo nelle chansons
de geste consta per la maggior parte di varianti
adiafore (dal gr. indifferente), ossia lezioni
alternative che hanno un senso compiuto e
accettabile.
Nei testi si riscontrano, tuttavia, anche veri e
propri errori. Per errore si intende qualsiasi tipo
di lezione che non pu risalire allautore, perch
linguisticamente/metricamente inaccettabile o
perch contraria alla logica. Solo gli errori
possono essere utilizzati per la classificazione dei
testimoni di unopera in famiglie.

Genesi dellerrore 1/2


Latto del copiare si pu scomporre in una
sequenza di fasi:
a) lettura del modello
b) memorizzazione
c) dettato interiore
d) esecuzione
e) ritorno al modello.
Ognuna di queste fasi pu determinare errori
che alterano il testo.

Genesi dellerrore 2/2


Altre cause o occasioni derrore:
Opacit del modello: se il modello non chiaro da un
punto di vista testuale (per la presenza di errori) o
materiale (presenza di fori o macchie che rendono illeggibili
alcune porzioni di testo), il copista pu fraintenderlo e
generare errori.
Conflitto di enciclopedie: il contrasto che si viene a
creare fra quanto trasmesso dal modello e il bagaglio
culturale del copista, in base al quale questultimo pu
decidere di modificare il testo che sta copiando perch non
lo capisce o perch, credendo di saperne di pi, decide di
innovarlo.
Interferenza del discorso endofasico: il discorso endofasico
ci che passa per la testa al copista mentre sta lavorando;
il flusso dei suoi pensieri interferisce con quello che sta
leggendo e pu modificare porzioni (in genere piccole) di
testo.

Tipi di errore 1/2


Gli errori possono essere di varia natura:
Errore paleografico: omissione o aggiunta
indebite di segni abbreviativi, erronea lettura di
sequenze di grafemi ambigui, confusione tra
caratteri di forma simile.
Dittografia: duplicazione impropria di una sillaba
o di una parola ricorrenti a breve distanza luna
dallaltra: biolologia per biologia, se ne ne and
per se ne and.
Aplografia: lerrore opposto alla dittografia,
cio la riduzione indebita di una sillaba o di una
parola ricorrenti a breve distanza luna dallaltra :
filogia per filologia.

Tipi di errore 2/2


Errore danticipo: una parola (o un sintagma) si
trova anticipata rispetto alla posizione che
dovrebbe avere.
Errore di ripetizione: lerrore che ripete due
volte una parola o sintagma, anche a una certa
distanza, senza un giustificato motivo.
Omissioni: mancato inserimento di una o pi
parole, o anche di interi versi (in questo caso si
parla di lacune).
Errore metrico: ipermetria, ipometria, mancato
rispetto della rima/assonanza, mancato rispetto
della divisione in lasse/strofe.

Errori e classificazione dei manoscritti


Solo due tipi di errori possono essere utilizzati per
classificare i manoscritti in famiglie:
Errore congiuntivo: un errore che si trova in due o
pi manoscritti; congiuntivo se non pu essere stato
compiuto dai copisti in modo indipendente. Dimostra
che i manoscritti che lo presentano derivano tutti da
uno stesso manoscritto (antecedente comune) che
aveva gi quellerrore.
Errore separativo: un errore presente solo in un
manoscritto; separativo se i manoscritti che non lo
presentano non hanno potuto correggerlo per
congettura. Dimostra che i manoscritti che non hanno
quellerrore non possono derivare dal manoscritto (o
dal suo antecedente) che invece lo presenta.

Stemma codicum
Lo stemma rappresenta graficamente i
rapporti di dipendenza fra i testimoni
conservati di unopera.
Per costruire uno stemma ci si basa su due
postulati:
loriginale privo di errori;
ogni passaggio di copia genera almeno un
errore significativo (congiuntivo o separativo).

Tradizione a due testimoni

1)

A
B

2)

3)

x
B

1) A e B presentano un errore congiuntivo; B


presenta un errore separativo rispetto a A.
2) A e B presentano un errore congiuntivo; A
presenta un errore separativo rispetto a B.
3) A e B presentano un errore congiuntivo; A
presenta un errore separativo rispetto a B e B un
errore separativo rispetto a A.

Tradizione a tre testimoni

1)
/

O
|

C
3)

x
y

2)

x
|

1) Non esistono errori congiuntivi fra A, B, C:


dipendono tutti e tre dalloriginale O. Ognuno
dei tre manoscritti ha almeno un errore
separativo rispetto agli altri due.
2) Esiste almeno un errore congiuntivo fra A, B, C
che dimostra la loro discendenza non gi
dalloriginale, ma da un ascendente comune
portatore di quellerrore (archetipo) siglato x.
Ognuno dei tre manoscritti ha almeno un errore
separativo rispetto agli altri due.
3) A, B, C hanno almeno un errore congiuntivo che
deriva dallascendente x. A e B hanno almeno un
errore congiuntivo che deriva dallascendente y
(subarchetipo) . Ognuno dei tre manoscritti ha
almeno un errore separativo rispetto agli altri
due.

A
B
C
Lo stemma serve a decidere quali varianti alternative
pubblicare quando si allestisce ledizione critica di un
testo):
1) se A e C presentano la variante alpha e B la variante
beta si sceglie alpha perch, appartenendo A e C a
due rami diversi dello stemma, sicuramente la
lezione dellarchetipo x, mentre beta una lezione
singolare di B. Si applica dunque una scelta
meccanica.
2) se A e B presentano la variante alpha e C la variante
beta non si pu effettuare una scelta meccanica
perch alpha la lezione del subarchetipo y ed ha
pari dignit stemmatica di beta.

Limiti del metodo ricostruttivo


Di fronte a uno stemma bipartito, che non
impone alcuna scelta meccanica, il filologo dovr
utilizzare altri strumenti per scegliere tra una
variante alpha e una beta:
il criterio della lectio facilior e difficilior (si
preferir sempre questultima);
il criterio dellusus scribendi.
Si tratta di strumenti soggettivi che lasciano
molto spazio al giudizio personale delleditore e
che mettono dunque in crisi lapplicabilit del
meteodo ricostruttivo di Lachmann.

Simulazione dei risultati della collazione a partire dai brani analizzati


(lasse 5, 13 della Chanson dAspremont)

Errori congiuntivi di WL3:


lassa 5, v. 9: en eritage le volt en fin clamer;
lassa 5, v. 13: lacuna del verso.
Errori separativi di P2 rispetto a W e L3:
lassa 5, v. 17: cest chevalier;
lassa 5, v. 19: lacuna del verso.

Errori separativi di W rispetto a L3 e P2:


lassa 13, v. 6: plus biele;
lassa 13, v. 7: mais que del caut e del harle.
lassa 13, v. 18: A un Turcople a tolt triers soi balli.

Errori separativi di L3 rispetto a P2W:


lassa 13, v. 3: menuement.

x
y
W

L3

P2

Simulazione di stemma a partire dai brani analizzati


(lasse 5 e 13 della Chanson dAspremont)

Esempi di selezione automatica delle varianti


lassa 5, v. 1: Uns arcevesques (P2, L3) contro Li
archevesques (W);
lassa 5, v. 6: Mialz amoit il (P2, L3) contro Il aime miols
(W);
lassa 5, v. 24: Quil nos an viegnent servir et mercier
(P2, L3) contro Que il nos viegnent servir et honorer
(W).
lassa 5, v. 21: et je et vos (P2, L3) contro et vos et jo
(W).
lassa 13, v. 4: sont les flotes (trois L3) (P2, L3) contro li
erent (W).
lassa 13, v. 5: le vis apert et li (aparali L3) (P2, L3)
contro riant et li (W).

Esempi di selezione non automatica delle varianti


lassa 5, v. 2: haut home i ot (P2) contro gentix hom fu
(y);
lassa 5, v. 3: de toz amer (P2) contro a cort amer (y);
lassa 5, v. 5: puisse (P2) contro voelle (y);
lassa 5, v. 7: bones (P2) contro beles (y);
lassa 5, v. 8: avoir (P2) contro tresors (y);
lassa 5, v. 14: et grant estor livrer (P2) contro sans lui
desordener (y);
lassa 5, v. 21: por nos alus fermer (P2) contro et nostre
abes Fromer (y).
lassa 13, v. 1: en mi la sale (P2) contro en mi la place
(y);
lassa 13, v. 5: gros ot les iaulz (P2) contro gros iols et
vairs (y).

Genesi della macrovarianza


Tesi tradizionalista/oralista.
La macrovarianza dovuta alla composizione e diffusione
orale del genere epico: le differenze di sviluppo narrativo
che si riscontrano nei diversi testimoni di una data chanson
de geste sono dovute alle continue rielaborazioni operate
dai giullari al momento dellesecuzione pubblica.
Tesi individualista/creazionista.
Diverse teorie sono state proposte per spiegare il
fenomeno:
la contaminazione;
la trascrizione memoriale delle chansons de geste;
la capacit di alcuni copisti di farsi co-autori (o
rimaneggiatori) delle opere che trascrivono
aggiungendo, eliminando o modificando alcuni episodi
secondo il loro gusto.

La tesi di Alberto Varvaro 1/3


Come saranno esistiti dei repertori (o
paradigmi) di formule ai quali i copisti
potevano attingere per modificare il testo a
livello frastico, allo stesso modo saranno
esistiti dei repertori (o paradigmi) di situazioni
narrative impiegati dai copisti per modificare
il testo a livello transfrastico.
Limpiego combinato di questi due repertori
permetteva ai copisti di modificare il testo
secondo il proprio gusto o secondo quello dei
loro committenti.

La tesi di Alberto Varvaro 2/3


La genesi di questi repertori di situazioni
narrative dovuta al fatto che le chansons de
geste erano eseguite in pi sedute, ognuna delle
quali corrispondeva grossomodo a un segmento
o a un episodio ben preciso della trama.
Questi segmenti narrativi erano costruiti in modo
da essere autosufficienti e immediatamente
comprensibili anche allo spettatore che non
avesse assistito alle performances precedenti.
Per ottenere questo risultato si faceva ricorso a
brevi riassunti di quello che era gi stato narrato
e, pi in generale, si faceva affidamento sul fatto
che gli spettatori conoscessero nelle grandi linee
la storia.

La tesi di Alberto Varvaro 3/3


Lopera narrativa medievale in lingua volgare non
costruita sul principio del nuovo ma su quello del noto; non
si spinge il pubblico a conoscere ci che ignora, ma a riconoscere ci di cui sa gi qualcosa. Questo principio
funziona come una tela di fondo sulla quale proiettata la
lettura particolare, lepisodio particolare, il testo
particolare.
La modalit di diffusione a puntate indebolisce il legame
fra singoli episodi e testo; il principio del noto contribuisce
a indebolire il legame fra autore e opera in epoca
medievale.
Questi due fattori rendono gli episodi autonomi sia
dallopera da cui sono tratti, sia dallautore che li ha
composti; diventano circoscrivibili in un repertorio di
situazioni narrative e dunque riutilizzabili in primo luogo da
altri autori e in secondo luogo dai copisti che intendono
modificare un dato testo.

Macrovarianza e edizione dei testi


Quando la macrovarianza fra i testimoni di una
data chanson de geste molto elevata, bisogna
presupporre che questa stata trasmessa in pi
redazioni.
Leditore dovrebbe cercare di stabilire quale sia la
diacronia delle differenti redazioni, quale di esse
sia pi vicina alloriginale, e come (ed
eventualmene perch) il testo si sia trasformato
nel corso del tempo.
Pur nellimpossibilit di riscostruire loriginale,
leditore dovrebbe fornire ledizione critica
(meglio se sinottica) di ognuna di queste
redazioni.

Macrovarianza nella Chanson dAspremont


Comparando la struttura narrativa della prima
parte dellopera nei singoli testimoni
dellAspremont, ci si accorge che essi si dividono
in tre famiglie, corrispondenti a tre redazioni
differenti:
redazione , rappresentata da P2, P5 ;
redazione , rappresentata da P1, W, B, R ;
redazione , rappresentata da L1, L3, Ch, Cha, P3,
V4, V6.
Un esempio, fra i tanti, di come queste tre
redazioni si oppongono dato dallepisodio della
spedizione di Namo in Aspromonte.

Antefatto dellepisodio
Arrivato in Calabria con le sue truppe,
Carlomagno decide di inviare un messaggero
presso i Saraceni, che sono stanziati a Reggio, al
di l dellAspromonte, per capire quali sono le
loro intenzioni.
Carlomagno rifiuta la candidatura a messaggero
di Ogier, perch non vuole mettere a rischio la
vita di un grande principe; preferisce affidare la
missione a un cavaliere parimenti coraggioso, ma
di origini pi modeste.
Altri prncipi si offronto volontari, ma Carlo
respinge le loro candidature, finch non si fa
avanti Richier, povero cavaliere al servizio di
Namo.

Richier si offre volontario

Richier si offre volontario

Richier si offre volontario

Carlomagno accetta

Carlomagno accetta

Carlomagno rifiuta

Richier in Aspromonte:

Richier scala lAspromonte:

- tentativo di attraversamento del


fiume;

- attacco del grifone;

- attacco del grifone;

- tentativo di attraversamento del


fiume;

- fuga e perdita dello sperone;

- attacco dello scorpione e perdita


dello sperone;

- ritorno allaccampamento franco

- ritorno allaccampamento franco

Namo in Aspromonte:

Namo in Aspromonte:

Namo in Aspromonte:

- attraversamento del fiume;

- attraversamento del fiume;

- attraversamento del fiume;

- uccisione del grifone;

- uccisione del grifone;

- uccisione del grifone;

- ritrovamento dello sperone di


Richier;

- ritrovamento dello sperone di


Richier;

- notte alladiaccio;

- notte alladiaccio;

- notte alladiaccio;

- attacco degli animali selvaggi.

- attacco degli animali selvaggi.

- attacco degli animali selvaggi.

Caratteristiche delle tre redazioni


Le differenze transfrastiche fra le tre redazioni
possono essere di due tipi:
diversa resa narrativa degli stessi episodi /scene
attraverso amplificazioni, aggiunte o sottrazioni di
temi e motivi.
presenza in una redazione di episodi/scene che
non si ritrovano nelle altre due.
Resta ancora da verificare col metodo degli errori
comuni se le tre redazioni corrispondono a tre
famiglie stemmatiche, anche se le prime
collazioni sembrano confermare questa ipotesi.

Classificazione provvisoria dei testimoni per la


prima parte della Chanson dAspremont

Episodio tipico di e
LAspremont ripropone, pur modificandoli, alcuni
episodi celebri della Chanson de Roland. Uno di questi
la doppia scena del corno, che qui per vede
protagonista il saraceno Eaumont.
Come Rolando, Eaumont si rifiuta di suonare il corno
per richiamare larmata guidata dal padre Agolant e
moltiplicare cos le forze per contrastare lattacco
franco. Questa decisione, che causa molte perdite,
attira il biasimo prima di suo zio Tramods (lassa 258),
poi di Balan (lassa 265).
Questa imitazione della Chanson de Roland non
presente nella redazione . Non abbiamo elementi
certi per stabilire se ha omesso le due lasse o e le
hanno aggiunte: quello che importa che queste due
redazioni sembrano pi interessate a sfruttare la
fortuna letteraria dellepisodio rolandiano.

Episodio tipico di
In tutte e tre le redazioni dellAspremont lepisodio dellambasciata
di Balan si conclude in questo modo: di fronte alle minacce
proferite dal messaggero pagano, Carlo ha una reazione violenta e
vorrebbe colpirlo; interrotto da Namo che lo ammonisce e lo
riporta alla ragione.
In presente unamplificazione (lasse 46-48) dellepisodio: con
fare ancora pi arrogante e minaccioso Balan provoca nuovamente
Carlo. Interviene Ogier, che si offre di sfidare a duello Balan per
vendicare loffesa inflitta allimperatore. Namo si intromette e
ribadisce che sarebbe ingiusto rivalersi sullambasciatore. Ogier
scambia la presa di posizione di Namo per codardia e lo insulta
pesantemente. Alla fine prevale il punto di vista di Namo e il duello
viene scongiurato.
Lamplificazione presente in sviluppa due temi abbastanza diffusi:
quello dellimmunit diplomatica degli ambasciatori e quello del
contrasto fra saggezza (incarnata da Namo) e ardimento (incarnato
da Ogier).

Stemma dei testimoni franco-italiani

Caratteristiche della sottofamiglia x


Presenza di un prologo, posto a inizio della
chanson e ambientato alla corte di Agolant, che
narra come i Saraceni giungono alla decisione di
attaccare lEuropa cristiana.
Presenza di numerose scene e descrizioni che
valorizzano il mondo saraceno in raffronto con
quello cristiano.
Presenza di riferimenti letterari ai romanzi antichi
(ad es. il Roman dAlexandre) o a romanzi del ciclo
bretone (ad es. Tristano).
Vaghi riferimenti alla storia locale italiana (ad es.
menzione della citt di Pavia).

Il contenuto del prologo in V4-V6


Il giovane Eaumont esprime al padre Agolant il
desiderio di conquistare le terre dei cristiani ed essere
incoronato a Roma.
Agolant convoca il consiglio dei baroni per chiedere un
parere sulleventuale spedizione militare in Europa.
Si decide di inviare una spia, Sobrin, nelle terre
cristiane; questi parte per la corte di Carlo, ci si
introduce e torna in Africa con preziose informazioni
sul nemico.
Cominciano i preparativi per la spedizione: Agoulant
riunisce nuovamente il consiglio che decide di inviare a
Carlo un messaggero, Balan.
Balan incaricato di riferire un ultimatum
allimperatore franco: per evitare la guerra con i
Saraceni, Carlo dovr rinnegare la fede cristiana e
diventare vassallo di Agolant.

Il contenuto del prologo in Cha


Proposito di Eaumont di conquistare lEuropa cristiana;
Agolant convoca i suoi baroni e decide subito di
mandare Sobrin come spia alla corte di Carlo.
I Saraceni intraprendono un viaggio verso Reggio.
Fingono di essere commercianti, entrano nel porto e
prendono la citt dassalto.
I cristiani che rifiutano di convertirsi al paganesimo
sono uccisi; per stabilire il suo potere sul territorio,
Agolant decide di edificare una torre sullAspromonte
in onore di Maometto.
Sobrin arriva a Reggio e racconta tutto quello che ha
visto alla corte di Carlo; egli consiglia ad Agolant di
mandare un messaggero al re francese.
Per lambasciata viene scelto Balan, di cui viene
descritto il viaggio intrapreso per arrivare alla corte di
Carlo.

Il prologo di lunghezza diversa nei tre


manoscritti: 39 lasse in V6, 25 in V4, 29 in Cha.
La versione di Cha sensibilmente diversa
rispetto a quella di V4-V6.
In entrambi i casi si tratta sicuramente dellopera
di un rimaneggiatore. Si arrivati a questa
conclusione:
per motivi stemmatici: il prologo presente solo
nella sottofamiglia x e non nel resto di : va
pertanto considerato come unaggiunta tardiva di
x;
per motivi linguistici: lautore del prologo sarebbe
italiano come dimostra la presenza di numerosi
italianismi usati in rima e dunque non imputabili
al copista.

Criterio della riconvertibilit della rima


I testi francesi copiati in Italia sono ibridi da un punto di
vista linguistico perch conservano numerose tracce
del sistema linguistico dei copisti.
Questi testi, pur essendo ricchi di italianismi allinterno
del verso, mantengono in rima una fisionomia che non
si discosta troppo da quella dei loro modelli francesi ;
sono, in altre parole, riconvertibili nella loro forma
originaria.
Nel prologo dei manoscritti franco-italiani ci sono degli
italianismi in rima che non sono imputabili ai copisti
perch la restituzione della corrispettiva forma
francese porterebbe a una violazione della rima; essi
vanno dunque ascritti a un autore italiano.

In una lassa del prologo rimata in -a troviamo i


seguenti versi (vv. 240-243):

Subrin fu sajes, li fait regarda:


Chi tint omae ne fedelt,
Chi li serve e chi li consiela,
E chi secors in host li donra.
fedelt un italianismo; se lo riconvertiamo nel
suo corrispettivo francese, fidelit, la rima non
pi rispettatata.

Funzione del prologo in x


Il prologo in x funge da contraltare saraceno alla
descrizione della corte di Carlomagno che apre la
Chanson dAspremont in tutti gli altri manoscritti.
Anche altre aggiunte di x incentrate sulluniverso
saraceno propongono un raffronto speculare di
questultimo con luniverso cristiano per metterne in
risalto la somiglianza (o addirittura lidentit).
Questa valorizzazione del mondo saraceno nei
manoscritti franco-italiani sarebbe imputabile secondo
alcuni alle ottime relazioni commerciali ed economiche
che lItalia del Nord intratteneva col mondo islamico in
epoca medievale. Unaltra ipotesi che il
rimaneggiatore abbia voluto rendere ancora pi
perfetta la struttura parallelistica della chanson,
aggiungendo degli episodi che fanno da perfetto
contraltare ad altri gi presenti nella versione vulgata.