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La struttura!
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L'infinito di Leopardi!

Questidillio diviso in due parti perfettamente simmetriche che durano circa 7 versi e mezzo; la
prima parte descrive il paesaggio mentre la seconda parte pi riflessiva.!
In questa poesia presente luso degli endecasillabi sciolti, vale a dire una serie indefinita di
endecasillabi non rimati, per, nonostante ci sia assenza di rima la poesia teatro di un gioco
ritmico, la sua rigida, infatti, struttura viene rotta dagli enjambement.!
Questultimi, inoltre, rallentano lo scorrere delle immagini suscitate dai versi facendo risalire pi in
fretta il tema di fondo del componimento.!
Le scelte lessicali di Leopardi si avvalgono delluso di parole vaghe, indefinite, che lasciano al
lettore la possibilit di interpretare la poesia secondo il proprio stato danimo, inoltre queste parole
annebbiate danno un senso pi lieve e poetico e rendono molto meglio lidea dinfinito.!
Nella parte conclusiva dellopera labbandono allinfinito reso attraverso luso di metafore che
hanno come termine di paragone il mare, nella sua profondit e mutevolezza, nella sua apparenza
superficiale.!

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Spiegazione!
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Il Leopardi nella prima parte descrive un paesaggio familiare che illustra delle immagini a lui care
come il colle che si erige solitario. La siepe per lui un ostacolo alla vista materiale, ma un
incentivo per attivare la sua immaginazione che si amplia verso sterminati spazi, sovrumani silenzi
e profondissima quiete, che rappresentano un po le tre dimensioni, piano, altezza e profondit, di
uno spazio infinito. Questa profondissima quiete per non intesa come silenzio, ma come
immobilit, la stessa immobilit che accompagnata al silenzio riesce a spaventare il cuore del
poeta tanto infinita la sua grandezza.!
Lautore riportato alla realt dal rumore del vento che muove le fronde delle piante intorno a lui,
questo rumore gli ricorda le voci dellepoca presente in cui vive, mentre quellinfinito silenzio il
portavoce delle epoche passate. Linfinito e leterno sono rispettivamente riferite allo spazio e al
tempo, eterno sia nel passato sia nel futuro, ma non nel presente perch esso solo un attimo,
questi due elementi uniti assieme riescono a formare la sintesi dellImmensit, dove il pensiero del
Leopardi va a picco, poich non ce la fa a racchiudere in s questa grandezza, ma nonostante
questo perdersi in questa immensit, in queste riflessioni gradevole.!

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Interpretazione!
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La capacit delluomo di far sorgere in se unimmaginazione del vago e dellindefinito, in un luogo


della semplice vista delle cose, dolce e piacevole, ed tipica dei fanciulli e degli uomini dellet
antica.!
Questa sensazione sta allorigine delle illusioni.!
Si tratta della sensazione - esperienza di un oltre rispetto alla semplice vista delle cose: ma un
oltre che non esiste, che solo prodotto dellimmaginazione umana, anche se luomo desidera
perdersi in esso, lo trova una cosa dolce.!
In questidillio aperta una via verso la dolcezza di queste sensazioni: ma esse rimangono
semplicemente costatate e narrate dal poeta, non vengono interpretate dando al lettore la
possibilit di naufragare nellimmensit che solitamente il pensiero umano pu solo sfiorare.!

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Pi che mai in questa breve composizione comunica il profondo senso di solitudine piena di dolore
calmo e raccolto. Fa da sfondo allesperienza della sua anima il paesaggio che parte di un
ambiente paesano e famigliare. La sofferenza del Leopardi acquista una risonanza cosmica, come
se nella sua tristezza si esprimesse la voce dolente degli uomini di tutti i luoghi e di tutti i tempi.!

La natura eterna appare serena ed impassibile di fronte al pianto e alla rassegnata malinconia dei
mortali. Il luogo della riflessione del poeta il monte Tabor di Recanati ma nella lirica appare
lontano dalla realt, ci troviamo nel mondo della fantasia, il luogo appartato ci suggerisce, per, la
solitudine de poeta ed il suo isolamento.!

La siepe rappresenta limpedimento, la forza che pone dei limiti invalicabili alla conoscenza
delluomo, ma gradita perch gli desta per contrasto, limmagine dellinfinito spaziale e
temporale, gli permette di spaziare con la fantasia. Si costruisce col pensiero spazi interminabili,
che si estendono al di l dalla siepe e li riempie di un silenzio infinitamente superiore ad ogni
umano silenzio.!

La fantasia ha dato libero spazio al sentimento ha potuto creare una pace ed una immobilit
divine, approdo sognato e distacco dallagitato ed irrequieto mondo umano. Lanimo del Leopardi
dellessere finito, supera i limiti sella sua individualit e si sperde, smarrito, in quellinfinita
vertiginosa vastit, che cancella ogni traccia della propria piccolezza. Il vento che passa fra le
foglie e le fa stormire rappresenta un lieve sussurro se paragonato allimmaginato sovrumano
silenzio.!

Rappresenta la storia degli uomini sullo sfondo del tempo infinito. Le et ormai scomparse (le
morte stagioni) sono state un momentaneo bisbigliare di foglie mosse dal vento e di loro non
rimasta alcuna traccia. Avverr cos anche per lepoca presente viva oggi per un attimo prima di
smarrirsi e scomparire nellimmensit del tempo. Questo smarrirsi nellimmensit dellinfinito
come un naufragare in un mare aperto, soltanto in questo modo lanimo del poeta trova la sua
quiete in questo immergersi nellinfinito.!

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Commento!
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La poesia una fuga fantastica, e la fuga fantastica un'esperienza sensistica, oggetto della
realt sensibile che fa scattare la fuga. L'incipit ci proietta in questa relat concreta (il colle e la
siepe); il "questo" un elemento deittico che rafforza il realismo. Colle e siepe sono cari perch
impediscono la vista, spingendo ad immaginare; c' quindi un rapporto causa-effetto tra "caro" ed
"esclude" ( "caro" perch "esclude").!

L'uomo, non vedendo con gli occhi, invitato a vedere con la mente. C' continuit semantica tra
"interminati" e "sovrumani", in clausola di versi, e tra "spazi" e "silenzi", in incipit. "Interminati",
"sovrumani" e "profondissimi" ben suggeriscono l'infinit di spazio in cui si muove la fantasia per il
significato che hanno che per la loro lunghezza (4-5 sillabe).!

Tale la grandezza degli spazi che il cuore sobbalza: "per poco il cor non si spaura"; d
sensazione di smarrimento. Mente e cuore, abituati a vivere nel finito, quasi si smarriscono
nell'infinito. Il v. 8 lega perfettamente le 2 sequenze: il continuum reso a livello formale su tutti i
piani, c' un movimento lirico assolutamente unitario.!

Il punto fermo a met del verso divide perfettamente i due momenti, uniti da "E". Prima c' un
momento visivo, poi uditivo. Si crea una corrispondenza assolutamente perfetta tra le due parti
della poesia e tra le 2 fasi dell'esperienza: "questo colle", "questa siepe", "queste piante", "questa
voce". Lo "stormir" del vento un suono vago e lontano, indefinito, sussurrato. "Questo" delinea il
tangibile; "quello" il remoto. I numerosi enjambement trascrivono il continuum, tracciano una linea
continua dall'inizio alla fine del canto. Nel polisindeto c' l'opposizione finito-infinito, presentepassato. Significa il susseguirsi incalzante dei movimenti interiori. Il naufragio, lo smarrimento,
"dolce", termine che rimanda al "caro" del v. 1. L'esperienza di questo canto d all'uomo l'illusione
del piacere infinito cui esso aspira. E' una poesia consolativa: consola l'uomo, in quanto non potr
mai raggiungere il piacere infinito.!

La poesia un'illusione indispensabile per quest'uomo dolente. La poesia del "caro immaginar"
nasce dal pi lucido razionalismo, e per questo strettamente legato all' "arido vero". La prima

fase dell'esperienza, l'entrata nell'infinito, provoca paura, mentre la seconda d un senso di infinita
beatitudine. "Questa immensit" mostra proprio come l'uomo sia entrato nell'infinito. Questa
esperienza estatico-mistica non un percorso, come in Dante, alla ricerca dela verit, ma per
fuggire la verit.!

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-----Commento all'Infinito di G.Leopardi!
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Linfinito una poesia di G. Leopardi, un famoso poeta nato a Recanati, una piccola cittadina delle
Marche posseduta dallo stato pontificio, nel 1798 ed morto nel 1837. A 15 anni Giacomo
Leopardi conosceva gi diverse lingue e aveva letto quasi tutto: lingue classiche, ebraico, lingue
moderne, storia, filosofia e filologia, scienze naturali e astronomia. Nei sette anni che seguirono,
Leopardi si butt in uno studio matto e disperatissimo, in cui tradusse i classici, pratic sette
lingue, scrisse un dotto testo di astronomia e scrisse un falso poema in greco antico,
sufficientemente convincente da ingannare un esperto.!
Subisce dei forti disagi come un problema agli occhi che lo ha costretto a tenere una benda agli
occhi per sei mesi e un forte problema alla colonna vertebrale. Inoltre lui matur due tipi di
pessimismo, il pessimismo personale, lui diceva che era lunico uomo infelice sulla terra, e il
pessimismo cosmico, affermava che la natura era maligna. Leopardi aveva una finestra sul
mondo, Pietro Giordani, il quale gli narrava i principali avvenimenti che coinvolgevano lItalia.!
Leopardi il massimo rappresentante del Romanticismo, una corrente letteraria che si basava sul
sentimento. Nasce in Germania nella prima met dellottocento.!
Leopardi scrive quando lItalia vive i problemi dellindipendenza nazionale.!
Il tema predominante della poesia limmensit dellinfinito, la poesia fa parte del gruppo dei
Piccoli Idilli.!
Si possono individuare nel testo quattro unit tematiche: la prima dal titolo il limite, il reale
espresso dalle parole-chiave questo ermo colle, questa siepe, ultimo orizzonte (v. 1, 2, 3)
narra cosa prova il poeta per il colle Tabor e per la siepe che gli limita la vista dellorizzonte.!
La seconda ha come titolo linfinito e limmaginazione, le parole-chiave interinati spazi,
sovrumani silenzi, profondissima quiete e io nel pensier mi fingo, ci fanno capire cosa il
Leopardi sta pensando quando si trova davanti alla siepe.!
Le parole-chiave il vento odo stormir, quello infinito silenzio, questa voce ci introducono la
terza unit tematica, il ritorno di un dato reale, che ci narra un confronto che il poeta fa nei
confronti del vento.!
nellultima, dal titolo Il piacere dellimmaginazione, espresso dalle parole-chiave questa
immensit (v. 13), sannega il pensier mio (v. 14), naufragar m dolce in questo mar (v. 15), il
poeta conclude che dolce naufragar nel mare dellinfinito.!

LInfinito un testo poetico composto da 15 versi, endecasillabi sciolti; nel testo compaiono diversi
termini aulici, che evidenziano la formazione classica dellautore.!
Verso 1: ermo (solitario); verso 2: guardo esclude (limita lo sguardo); verso 4: mirando
(osservando attentamente); verso 5: sovrumani (incommensurabili) verso 7: fingo (plasmo con le
mani) verso 8: cor (cuore) verso 11: comparando (confrontando) sovvien (mi ricordo).!
Nel testo sono presenti diversi enjambement, come al verso 2-3, al verso 4-5-6. Questa tecnica
poetica viene usata dallautore per non interrompere limmagine, che continua, nonostante termini
il verso.!
Nella poesia compare una metafora al verso 14-15: il poeta afferma di naufragare nel mare
dellimmaginazione.!
Nel testo compaiono diversi aggettivi dimostrativi; laggettivo questo viene usato allinizio per
indicare un elemento, cio quest ermo colle.!
Ci che invece immenso e infinito viene definito con laggettivo quello, perch lontano da lui.!
Al termine del testo limmensit definita con laggettivo questo perch linfinito e limmensit sono
diventati sentimenti dell autore.!
Nel testo vengono usati diversi termini di formazione classica ma nellinsieme non presenta
difficolt di comprensione.!
Questa poesia una delle poche che mi ha veramente emozionato: questa poesia secondo me
nata tutta dal cuore dellautore ed molto spontanea. Ma secondo me il grande pregio di questa

poesia il fatto che quando ho letto questa poesia mi subito venuto in mente il concetto di infinito
descritto da leopardi, cio come una cosa lontana, sconosciuta; quando ho letto questo testo ho
capito veramente cosa provava lautore mentre lo scriveva. Dovendo dargli un voto io darei 9
perch questo genere di poesie (nate dallinteriore) il mio preferito.!
Facendo un confronto con altre poesie che ho letto, come ad esempio S. Martino, Febbraio
oppure Pianto Antico posso affermare che questa la pi profonda, quella che nata pi dal
cuore.!

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Parafrasi!
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Mi furono sempre cari questa collina solitaria e questa siepe che impedisce al mio sguardo di
guardare verso lestremo orizzonte. Ma stando seduto e osservando, io mi disegno nella mente
spazi infiniti oltre la siepe e silenzi che vanno oltre limmaginazione umana e una grandissima
calma; in tal modo, per poco il cuore non si smarrisce. E non appena sento fischiare il vento in
mezzo a questi alberi, io inizio a paragonare quellinfinito silenzio a questo rumore: e mi viene in
mente il pensiero delleternit, le stagioni passate e quella presente e ancora viva e il suo rumore.
Cos il mio pensiero si smarrisce in questa immensit ed piacevole per me naufragare in questo
mare.!

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Il Sabato del Villaggio - Giacomo Leopardi - 1829!
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La donzelletta vien dalla campagna ---->immagine di giovinezza (rappresenta il futuro, la


speranza)!
in sul calar del sole,
---->paesaggio/ chiaro scuro/gioco di luce e ombra!
col suo fascio dell'erba; e reca in mano!
un mazzolin di rose e viole,!
onde, siccome suole, ornare ella si appresta----> assonanza!
dimani, al d di festa, il petto e il crine.!
Siede con le vicine!
su la scala a filar la vecchierella,--------->rappresenta la memoria, il passato!
incontro l dove si perde il giorno; -------->paesaggio/ chiaro scuro/gioco di luce e ombra!
e novellando vien del suo buon tempo,----->immagine di giovinezza!
quando ai d della festa ella si ornava,!
ed ancor sana e snella!
solea danzar la sera intra di quei!
ch'ebbe compagni nell'et pi bella.!
Gi tutta l'aria imbruna, -----------------> paesaggio/ chiaro scuro/gioco di luce e ombra!
torna azzurro il sereno, e tornan l'ombre!
gi da' colli e da' tetti,!
al biancheggiar della recente luna.!
Or la squilla d segno --------------->sensazioni auditive!
della festa che viene;!
ed a quel suon diresti!
che il cor si riconforta. ---------->allitterazione!
I fanciulli gridando ------------------>sensazioni auditive!
su la piazzuola in frotta,!
e qua e l saltando,!
fanno un lieto romore;--------------->sensazioni auditive!
e intanto riede alla sua parca mensa,!
fischiando, il zappatore,------------->sensazioni auditive!
e seco pensa al d del suo riposo.!

Poi quando intorno spenta ogni altra face, --->paesaggio/ chiaro scuro/gioco di luce e ombra!
e tutto l'altro tace,!
odi il martel picchiare, odi la sega--------------->sensazioni auditive!

del legnaiuol, che veglia!


nella chiusa bottega alla lucerna, -------------->paesaggio/ chiaro scuro/gioco di luce e ombra!
e s'affretta, e s'adopra!
di fornir l'opra anzi al chiarir dell'alba. --------->paesaggio/ chiaro scuro/gioco di luce e ombra!

Questo di sette il pi gradito giorno, ----->illusioni!


pien di speme e di gioia:!
diman tristezza e noia
-------->pessimismo!
recheran l'ore, ed al travaglio usato!
ciascuno in suo pensier far ritorno.!

Garzoncello scherzoso,!
cotesta et fiorita -------------------------->metafora!
come un giorno d'allegrezza pieno,------>similitudine!
giorno chiaro, sereno,!
che precorre alla festa di tua vita.!
Godi, fanciullo mio; stato soave,!
stagion lieta cotesta.!
Altro dirti non vo'; ma la tua festa!
ch'anco tardi a venir non ti sia grave. !

LESSICO!
Leopardi utilizza un lessico di gusto classico (piazzuola, legnaiuol, in sul, intra di) composto da voci
dotte e ormai desuete!

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SPAZIO!
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Piazzuola Sabato del Villaggio a Recanati!


Lo spazio della poesia quello dei luoghi pi familiari e cari al poeta: di fronte alla sua casa si
apriva appunto la piazzuola chiamata poi Sabato del Villaggio. E' la vita del borgo che viene
cantata dal poeta, la quotidiana operosit che si mescola alla lieta attesa del d di festa.!
Sul lato ovest esisteva, ora demolita, la casetta dove sedeva su la scala a filar la vecchierella.
Ancora oggi I fanciulli gridando su la piazzuola in frotta e qual e l saltando fanno un lieto
romore proprio come accade nei versi del canto da cui la piazza stessa prende il nome.!

I PERSONAGGI!
La donzelletta e la vecchierella hanno un chiaro valore simbolico: rappresentano l'una la speranza
e il futuro e l'altra il ricordo e la memoria. Le figure maschili dei ragazzi e dello zappatore
rispecchiano questa doppia visione: gli uni sono spensierati, allegri, l'altro invece
rappresentazione della maturit, della paziente accettazione della fatica e del lavoro quotidiano
(confortata dal pensiero di un breve riposo).!
Le figure cantate in questa poesia appartengono agli "umili", alla gente del popolo, accomunata
tutta dallo stesso destino, che quello di non vivere una vera felicit nel presente, ma di attenderla
(i giovani) o di ricordarla (gli anziani).!
Da notare l'uso dei diminutivi (donzelletta, vecchierella, garzoncello) che lasciano intendere la
confidenza e la tenerezza che il poeta prova per i suoi personaggi (soprattutto per gli adolescenti-->il garzoncello a cui il poeta si rivolge con toni quasi paternalisitici) e con cui sente di avere un
comune destino.!

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TEMATICHE PRINCIPALI!
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Tema della rimembranza - del ricordo!


Tema dell'evanescenza della giovinezza!
Tema delle illusioni e Pessimismo leopardiano (il poeta invita a non illudersi sulla gioia che porter
la domenica, cos come non bisogna illudersi all'idea che la vita porter gioia e felicit. Tutti sogni

della giovinezza verranno infranti quindi meglio non aspettarsi niente in modo da non dover poi
restare delusi se e quando il niente arriver)!

Leopardi alterna versi settenari, che danno un ritmo incalzante, a endecasillabi che risaltano un
ritmo lento; lautore ha voluto creare questo contrasto tra ritmi perch anche il lettore provi un
contrasto come lo provava lui interiormente: si sentiva triste a vedere i giovani prepararsi e andare
alla festa per voleva continuare a guardarli consapevole di quello che gli facevano provare.
Questa una situazione che successa a tutti noi: vediamo una cosa che ci fa star male per ci
viene voglia di saperne di pi.!

Questo sentimento viene risaltato anche dal contrasto tra la descrizione della donzelletta seguita
dalla descrizione della vecchierella, Leopardi si sente come la vecchierella: rimugina dentro di s il
desiderio di essere ancora giovane e spendere la sua vita basandosi su vivere il presente e non
lattesa del futuro. Attendere qualcosa pi che giusto, ma attendere vivendo solo per quello che
succeder e non per le cose che mi accadono da sciocchi e il poeta se ne accorto troppo tardi,
perch quando arrivata let adulta che tanto aspettava ne rimasto deluso; largomento
dellattesa lo descrive tutta la poesia: questo brano, infatti, parla di come prepararsi alla festa e tutti
questi preparativi vengono fatti per lattesa di una speranza, Leopardi ci dice che la giovinezza
unattesa a ci che deve succedere e cos si aperti a tutto, quindi lintera poesia una metafora
sullattesa.!

Lattesa una cosa particolare: pi bello viverla che ottenere quello che hai atteso, per questo
Leopardi nel quindicesimo verso dice let pi bella, perch vorrebbe riessere giovane per
gustare ancora lattesa della vita perch lui deluso dal fatto che quello che ha atteso gi finito.!

La poesia una metafora della giovent, lautore si rivolge ai giovani e raccomanda di vivere
adesso perch se si vive nellattesa poi una delusione, raccomanda anche non avere fretta di
crescere perch la giovent let pi bella.!

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A SILVIA (operette morali)!
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Il canto si divide in due parti: la prima parte ha carattere rievocativo, incentrato sulla poetica della
memoria, la seconda parte ha carattere riflessivo.!

Nella prima parte, Leopardi domanda a Silvia se, dopo tanti anni, ricorda ancora i giorni felici nei
quali si affacciava alla giovinezza. Quando anche il poeta aveva nel cuore la fiducia nella vita e,
come Silvia, aveva pensieri piacevoli, speranze e belli gli apparivano il fato e la vita. Tuttavia
questo destinato a finire per colpa della natura, che promette negli anni della giovinezza e
delladolescenza, ma poi non mantiene ci che ha promesso.!

Nella seconda parte il poeta fa un paragone tra il destino della ragazza e il suo. Silvia moriva
senza veder fiorire la sua giovinezza, senza poter parlare di amore con le compagne e senza
godere delle lodi della propria bellezza. Con la sua morte, tramontava anche la speranza di felicit
di Leopardi. A lui, infatti, come a Silvia, i fati negarono le gioie della giovinezza, dove sogni e
speranze dovrebbero diventare realt. Svaniti dunque i sogni con lapparire della realt dolorosa,
non resta altro che la morte per liberarci dalla miseria e dalle amarezze della vita.!

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CANTO NOTTURNO DI UN PASTORE ERRANTE!
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Prima strofa. La luna vergine e intatta, non toccata dalla miseria della condizione umana.
Essa solitaria e pensierosa, il che indica la distanza dal pastore. candida, ossia pura. La
luna anche immortale. La luna rappresenta lostilit della natura (immortale) nei confronti
delluomo (mortale). !

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La natura non si occupa delle sua creature, e infatti la luna silenziosa.!


Il poeta individua un tratto di somiglianza tra la luna e il pastore: entrambi fanno sempre le stesse
cose.!
Gi alla fine della prima strofa si nota la distanza abissale: al vagare breve delluomo
contrapposta limmortalit della luna.!

Seconda strofa. riferimento a Petrarca (canzone L).!


Se per Petrarca il vecchietto era un pellegrino in cerca di pace (alla fine trovata), per Leopardi il
vecchio pastore limmagine della condizione umana, che si affanna per poi giungere a una morte
annunciata.!
Nella seconda strofa c una punteggiatura fitta, che rappresenta la corsa del vecchio.!

Terza strofa. Leopardi spiega che tutta la vita delluomo pu essere compresa sin dalla nascita. La
nascita un momento di sofferenza e pericolo. Anche crescendo, il bambino viene sorretto dai
genitori.!
vv. 50-51: incoraggiare la cosa migliore che i genitori possano fare.!
v. 60: la luna si disinteressa dello stato degli uomini.!

Quarta strofa. Pi densamente poetica, con espressioni pi vicine alla poetica del vago e
dellinfinito. Quando il pastore si pone domande esistenziali, ontologiche, la poesia diventa
sentimentale e filosofica.!
vv. 61-85: parte poetica.!
vv. 85-104: parte filosofica, con in conclusione la riscoperta delarido vero.!
v. 72: dimensione temporale dellinfinito.!
vv. 87-89: dimensione spaziale dellinfinito.!
Ora linfinito ha unaccezione negativa. I termini usati e il concetto sono quasi gli stessi, ma
nellInfinito la percezione che si ha di esso positiva; con il pessimismo cosmico linfinito
rappresenta lo smarrimento esistenziale.!
Dal v. 86 il poeta si pone domande esistenziali.!

Sesta strofa. L'interlocutore del poeta diventa il gregge.!


Il tema centrale la noia. Leopardi riprende la teoria di Schopenhauer: la vita un pendolo tra noia
e dolore. Luomo prova piacere, secondo Leopardi, solo negli intervalli.!
Leopardi paragona la noia degli uomini alla condizione degli animali: ritiene essi fortunati, in
quanto sono privi di ragione.!

Settima strofa: forse (v.133), se si potesse nascere in una condizione diversa da quella umana,
si potrebbe vivere felici (tema della speranza).!

Il poeta, identificatosi in un pastore nomade, vaga nelle steppe asiatiche con il suo gregge di
pecore, sotto lo sguardo della luna, che lo segue ovunque; egli si lascia andare ad un canto che
suona come una richiesta di aiuto alla Natura. Forse l'astro, da sempre presente nel cielo, conosce
il perch del succedersi del tempo e delle stagioni della vita, il perch del dolore umano, il perch
della noia, condizione che stimola l'incessante interrogazione degli esseri sul senso del loro
esistere, ma non risponde. (silenziosa luna) !
questo grande idillio fondamentale nel passaggio da una visione di pessimismo personale a
quella di tipo cosmico: la vita del pastore, come descritta da leopardi, continua sofferenza
(Vecchierel bianco, infermo, / mezzo vestito e scalzo, / con gravissimo fascio in su le spalle, / ...)
che non tende ad altro che alla morte (abisso orrido, immenso, / ov'ei precipitando, il tutto obblia.) !
il dolore della vita comincia a presentarsi dal momento stesso della nascita ( dolore il nascimento)
ed infatti i genitori da subito iniziano a consolare il bambino (con giocattoli e altri divertimenti),
quasi come a volersi fare perdonare per averlo messo al mondo. il pastore/poeta chiede a questo
punto alla luna perch far nascere un essere umano per poi vederlo soffrire: qui leopardi capisce
che probabilmente la luna non prova dolore n tedio, qualit presenti solo nel mortali. la luna

conosce tutte le risposte alle domande del pastore, alle domande della vita, ma non le condivide
con lui. !
perduta ogni speranza di risposta da parte della luna, il pastore si rivolge al gregge: le pecore sono
mortali come lui, ma sono pi fortunate perch non provano noia e dimenticano il dolore provato,
quasi istantaneamente. !
in conclusione leopardi arriva per ad un'altra soluzione: probabilmente tutti i mortali, in qualsiasi
forma, uomini o animali, (forse in qual forma, in quale / stato che sia, dentro covile o cuna, /
funesto a chi nasce il d natale) provano le stesse sensazioni di noia e sofferenza. !

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LA GINESTRA!
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Prima strofa. Vengono presentati i protagonisti del componimento: il Vesuvio e la ginestra,


questultima allegoria della natura e delluomo saggio, che non cede di fronte agli inganni, capace
di guardare la realt con occhio cristallino, di cogliere larido vero.!
C differenza tra passato e presente, a livello culturale, di pensiero, ma anche a livello stilistico e
linguistico. Il passato rappresentato da Ercolano e Pompei, luoghi di villeggiatura degli antichi
Romani, simbolo di ricchezza. !

Il presente ruina (v.33). Leopardi subito mette in evidenza la differenza tra passato e presente
per sottolineare che la natura la vera artefice del destino delluomo.!
Il poeta polemizza contro gli individui che si sentono al centro di tutto e artefici del proprio destino:
sulle pendici del Vesuvio possono capire che luomo nulla.!

Seconda strofa. Vi la polemica nei confronti del XIX secolo, definito superbo e sciocco perch
ritiene gli uomini pi importanti di quello che sono in realt. Gli uomini stanno regredendo invece di
progredire, perch non seguono la via tracciata dal Rinascimento e dallIlluminismo, che prevede
luso e limportanza della ragione per cogliere la realt. !
Luomo invece cade nelle illusioni della spiritualit.!
Pargoleggiar (v.59): chi non crede nella religione ritiene che essa sia una favola.!
Gli intellettuali cedono anche essi alla spiritualit, bench in cuor loro scherniscano il loro tempo (v.
62).!
Non io (v. 63): Leopardi non morir con la vergogna di aver seguito il pensiero degli uomini del
suo tempo; non si preoccupa di essere dimenticato insieme al suo secolo (vv. 68-71).!
Dal v. 72 (Libert vai sognando) Leopardi critica il principio di autorit (ipse dixit: si ricorreva
allautorit di qualcuno per affermare una propria idea, senza che venisse cercato un fondamento
di questa nella realt). !
Test per scegliere l'UniversitTest per scegliere l'UniversitTrucchi per studiare meglioTrucchi per
studiare meglioCome creare una start upCome creare una start up!
La libert di pensiero veniva limitata.!
Nel XIX secolo non si accetta la realt (arido vero), si rifiuta il limite dellessere umano, la sua
finitezza.!
Chi segue la spiritualit (vv. 85-86) o astuto (perch consapevole ma vuole manipolare la
gente) o folle (perch crede davvero nella religione).!

Terza strofa. La nobile natura quella che in grado di accettare la realt per quella che .
ridicolo chi finge sulla sua condizione (vv. 87-93); stolto chi fa finta di non capire in che
condizione nato luomo e promette felicit (vv. 103-104) a un popolo che pu essere facilmente
travolto dalla natura.!
Luomo di nobile natura sopporta le sofferenze, non si inimica i simili, capace di capire che la
natura la responsabile di tutte le sofferenze (v.125). Solo luomo di nobile natura capisce che il
genere umano deve allearsi in una catena sociale (concetto rousseauviano) (v. 149).!
I valori che rendono un popolo civile sono: il consorzio civile, la giustizia, il rispetto (vv. 152-153).!

Quarta strofa. E' caratterizzata da un poetare pi vicino alla poetica del vago e dellinfinito, la
conclusione della strofa sar realistica.!

Vi sono contrapposizioni tra la finitezza dell'uomo e l'infinit dell'universo e tra la finitezza della
Terra e l'infinit dell'universo.!
La violenta realt che luomo e la Terra sono nulli.!
Luomo cos presuntuoso che crede che un dio si sia fatto uomo per parlare con lui (v. 193).!

Quinta strofa. Vi una polemica celata. La natura non si occupa delle sue creature: tutti gli esseri
viventi sono uguali e hanno un destino comune.!

Sesta strofa. Il Vesuvio semina ancora terrore. C la figura poetica dellumile contadino che teme
di perdere il suo campo.!
Dal v. 269 Leopardi parla di Pompei, che rischia di essere ancora travolta;!
vv. 280-288: richiamo alla poesia lugubre di Foscolo (e a quella cimiteriale inglese): l'atmosfera
cupa e funerea, e su questo sfondo la lava ancora pi evidente;!
v. 289: opposizione tra la vita delluomo e le sue opere e limmortalit della natura;!
sta: immobilismo natura;!
caggiono, passan: movimento, caducit degli uomini.!

Settima strofa. La struttura del canto circolare: esso si conclude con la ginestra e il Vesuvio.!
La lenta ginestra si piega ma non si spezza, si adatta alle forze. La ginestra innocente, non si
ribella, ma non codarda n superba.!

La ginestra pu essere lallegoria delluomo dalla nobile natura o della voce della poesia, che
consola luomo nel deserto dellesistenza.!

Nellopera, che costituisce il testamento spirituale e letterario di Leopardi, si individua il


pessimismo storico (critica al suo secolo), il pessimismo cosmico (malvagit della natura; idea che
tutte le creature sono destinate a perire), e il pessimismo combattivo (invito a una catena sociale).!
La ginestra unaallegoria moderna. Mentre nel medioevo lallegoria era considerata la verit (Dio)
coperta da bella menzogna (simboli), ora la verit non pi Dio. Luomo si rivolge a se stesso, non
pi a Dio; solo in se stesso pu trovare la verit (e comprendere la realt).!

PESSIMISMO COSMICO: !
Un ulteriore aggiustamento della concezione di natura si ebbe quando il poeta spost la sua
attenzione dal tema del Piacere, che non si pu avere, a quello della Sofferenza che non si pu
evitare. Anche se l'individuo potesse raggiungere il piacere, il bilancio della sua esistenza sarebbe
comunque negativo, per la quantit dei mali reali (infortuni, malattie, invecchiamento, morte) con
cui la natura, dopo averlo prodotto, tende a eliminarlo per dar luogo ad altri individui in una lunga
vicenda di produzione e distruzione, destinata a perpetuare l'esistenza e non a rendere felice il
singolo. !
In altri momenti il Leopardi approfondisce la sua meditazione sul problema del dolore e conclude
scoprendo che la causa di esso proprio la natura, perch proprio essa che ha creato l'uomo
con un profondo desiderio di felicit, pur sapendo che egli non l'avrebbe mai raggiunta: "0 natura,
natura, perch non rendi poi quel che prometti allor ? Perch di tanto inganni i figli tuoi ?", dice il
poeta nel canto "A Silvia". !
Cos, di fronte alla natura, il Leopardi assume un duplice atteggiamento: ne sente allo stesso
tempo il fascino e la repulsione, in una specie di "odi et amo" catulliano. L'ama per i suoi spettacoli
di bellezza, di potenza e di armonia; la odia per il concetto filosofico che si forma di essa, fino a
considerarla non pi la madre benigna e pia (del primo pessimismo), ma una matrigna crudele ed
indifferente ai dolori degli uomini, una forza oscura e misteriosa, governata da leggi meccaniche ed
inesorabili . !
E' questo il terzo aspetto del pessimismo leopardiano che investe tutte le creature (sia gli uomini
che gli animali). !
Ma in questo momento della sua meditazione il Leopardi rivaluta la ragione, prima considerata
causa di infelicit. Essa gli appare colpevole di aver distrutto le illusioni con la scoperta del vero,
ma anche l'unico bene rimasto agli uomini, i quali, forti della loro ragione, possono non solo porsi
eroicamente di fronte al vero, ma anche conservare nelle sventure la propria dignit, anzi,

unendosi tra loro con fraterna solidariet, come egli dice nella "Ginestra", possono vincere o
almeno lenire il dolore. !
PESSIMISMO STORICO: !
Indagando sulla causa dell'infelicit umana, il Leopardi segue la spiegazione di Rousseau, e
afferma, con la sua "Teoria delle Illusioni", che gli uomini furono felici soltanto nell'et primitiva,
quando vivevano a stretto contatto con la natura, ma poi essi vollero uscire da questa beata
ignoranza e innocenza istintiva e, servendosi della ragione, si misero alla ricerca del vero. Le
scoperte della ragione furono catastrofiche: essa infatti scopr la vanit delle illusioni, che la natura,
come una madre benigna e pia, aveva ispirato agli uomini; scopr le leggi meccaniche che
regolano la vita dell'universo; scopr il male, il dolore, l'infelicit, l'angoscia esistenziale. !
La storia degli uomini quindi, dice il Leopardi, non progresso, ma decadenza da uno stato di
inconscia felicit naturale, ad uno stato di consapevole dolore, scoperto dalla ragione. Ci che
avvenuto nella storia dell'umanit, si ripete immancabilmente, per una specie di miracolo, nella
storia di ciascun individuo. Dall'et dell'inconscia felicit, quale quella dell'infanzia,
dell'adolescenza e della giovinezza, allorch tutto sorride intorno e il mondo pieno di incanto e di
promesse, si passa all'et della ragione, all'et dell'arido vero, del dolore consapevole e
irrimediabile . !
La ragione colpevole della nostra infelicit, in contrasto con la natura madre provvida, benigna e
pia, che cerca di coprire col velo dei sogni, delle fantasie e delle illusioni le tristi verit del nostro
essere.!

!
DIALOGO TRISTANO E AMICO!
!

Loperetta stata composta nel 1832, periodo in cui Leopardi sviluppa il pessimismo eroico,
ovvero lultima fase del suo pensiero in cui ritiene che luomo non si debba arrendere di fronte alla
natura matrigna, ma, unirsi in una sociale catena e non sottomettersi allinfelicit tipica dei viventi.!
Il dialogo, che vuole essere una lettera di protesta a Luigi De Sinner e una difesa della propria
filosofia negativa, ha una forza polemica e unironia tipica del pessimismo eroico. Occupa l'ultima
posizione dell'opera e questo non un caso, infatti in questa abbiamo la pi esplicita incarnazione
del punto di vista dell'autore. I personaggi sono due: Tristano, (nome che allude alla parola triste)
che ovviamente rappresenta lautore, e un amico che ha la semplice funzione di provocare le
battute. !

Questa struttura molto simile a quella del Dialogo di Timandro e di Eleandro e al Dialogo della
Terra e della Luna, infatti in tutte abbiamo un personaggio che non ha una controparte attiva ma
permette al personaggio principale di esporre le sue teorie.!
La discussione ha origine dallultimo libro scritto da Tristano (e qui c una sicura allusione alle
Operette morali di Leopardi), il quale era malinconico, sconsolato e disperato. Nel suo discorso,
Tristano dice, con una marcata ironia, che le sue idee riguardo la condizione infelice delluomo e
del secolo sono cambiate radicalmente. !
Tuttavia conclude dicendo che, pur essendo convinto che tutti gli uomini sono felici, lui,
infelicissimo e preferirebbe la morte a qualsiasi altra cosa. Leopardi utilizza la tecnica della
palinodia che gli consente di rafforzare la sua posizione fingendo un punto di vista obbiettivo.!

Loperetta pu essere divisa in 4 parti:!


* "Ho letto il vostro librochio credeva": in questa prima parte Tristano ammette di aver cambiato
completamente la sua opinione rispetto a ci che aveva sostenuto nel suo libro. Segue quindi la
descrizione della teoria precedentemente sostenuta (che la filosofia di Leopardi): luomo
infelice ma cerca di nascondere a se stesso questa condizione di infelicit, infatti meglio
credere che la vita sia bella pregevole piuttosto che conoscere la realt. necessario accettare
la condizione dellinfelicit umana anche se una filosofia dolorosa. Questo tema dellinfelicit
delluomo un tema costante in tutta la produzione leopardiana a partire dalla produzione
poetica (Ginestra, Cantico notturno di un pastore errante dellAsia) fino ad arrivare allo Zibaldone
(4128, 4175-77).!
*

* "E avete cambiatavoi siete diventato de nostri": con la tecnica dellantifrasi Tristano si schiera
con lottimismo delle ideologie dominanti nel suo secolo per quanto riguarda il progresso e la
superiorit dei moderni rispetto agli antichi. Egli sostiene che la specie umana vada ogni giorno
migliorando e, pur ammettendo che gli antichi fossero migliori nei sistemi morali e di metafisica, e
che il numero di sapienti fosse maggiore nellantichit rispetto al presente, tuttavia afferma
ironicamente che luomo sia in continuo miglioramento e che il sapere e i lumi crescano di
continuo. A questo punto lamico di Tristano felice perch anche Tristano ha abbracciato la
filosofia dei giornali, cio quella del presente, e gli dice che, se non scherza, diventato dei "loro",
quelli che preferiscono illudersi che la vita sia bella e che luomo sia felice.!
Il tema centrale in questa parte quello del ritorno all'et dell'oro considerata come et della
perfezione, in contrasto con la corruzione dell'et contemporanea. Questo tema tipico della
produzione leopardiana infatti l'abbiamo gi incontrato nella Scommessa di Prometeo. Un'altra
cosa da sottolineare la distanza che separa Tristano, e quindi Leopardi, dalla cultura
contemporanea, troppo ottimistica per la sua visione catastrofica, tema gi anticipato nel Dialogo di
Timandro e di Eleandro.!

* "S certamente e dica le sue ragioni": in questa parte Tristano parla di come il secolo XIX sar
giudicato dai posteri e anche del destino del malinconico libro. Tristano ride allidea di lasciare il
libro in eredit ai posteri perch risulta inutile preoccuparsi dei posteri visto che i processi di
massificazione stanno indebolendo il peso delle intelligenze individuali. Il problema del destino
delle Operette morali centrale in questa parte e, come vedremo, anche in quella seguente. Ma
un altro tema importante quello della critica al proprio secolo che viene giudicato un secolo
povero di cose ma ricchissimo di parole. Leopardi aggiunge che nel secolo non si attenti ai veri
sapienti che si perdono tra il rumore e la confusione degli infimi che si credono
illustri( probabilmente Leopardi allude a se stesso).!

* Voi parlate...vorrei tempo a risolvermi": l'operetta si conclude con l'affermazione dell'infelicit


dell'autore e on il tema della morte. Tutto ci vuole essere una sfida all'ottimismo del secolo. Si
nota nell'ultima parte l'atteggiamento eroico di Tristano che non si sottomette al destino infelice, ma
piuttosto desidera la morte. Inoltre si intravedono il tipico tema della natura matrigna e della
fanciullezza intesa come et del sogno.!

!
DIALOGO DI FEDERICO R E LE SUE MUMMIE!
!
Morte !
!

La tematica di quest'Operetta verte sul problema dell'uomo in punto di morte, cos caro alla
meditazione etica e filosofica di ogni tempo, e su cui era tornata a riflettere la cultura del '700. Nel
Ruysch, Leopardi affronta l'argomento in modo originale facendo parlare coloro i quali la morte
l'hanno vissuta in prima persona e che dovrebbero quindi essere i pi preparati sull'argomento: i
cadaveri. Tuttavia, come afferma Ruysch sin dall'inizio, la conoscenza degli stessi morti risulta
limitata: Io mi pensava che sopra questa faccenda della morte, i vostri pari ne sapessero qualche
cosa pi che i vivi. (19) Persino una volta giunti verso la fine dell'Operetta, i morti non
dimostrano di avere una conoscenza maggiore a quella degli esseri viventi. Ruysch chiede: nel
tempo della morte, mentre sentivate quella dolcezza, vi credeste di morire, e che quel diletto fosse
una cortesia della morte; o pure immaginaste qualche altra cosa? (30) Le mummie allora
rispondono che finch non furono morte avevano sempre sperato fino all'ultimo di poter vivere
ancora per una o due ore. Tuttavia, il commento di Ruysch dopo la loro risposta indica
implicitamente che i cadaveri non hanno per nulla esposto qualcosa di nuovo ed originale: Cos
Cicerone [nel capitolo VII del Senectute] dice che nessuno talmente decrepito, che non si
prometta di vivere almanco un anno. (33) Il finale senza risposta alla domanda Ma come vi
accorgeste in ultimo, che lo spirito era uscito dal corpo? Dite: come conosceste dessere
morti? (33) sottolinea nuovamente e definitivamente che i morti dello studio di Ruysch, malgrado
credano di sapere cosa sia la morte, in realt non sanno nulla di concreto. Mostrando la loro
ignoranza, Leopardi sembra voler quindi dimostrare che nessuno in grado di spiegare cosa sia
esattamente la morte, n i sentimenti che si dovrebbero provare. Inoltre interessante notare il

fattore temporale. I quindici minuti ormai scaduti sembrano voler evidenziare che il tempo a nostra
disposizione non sar comunque mai abbastanza per rispondere a tale domanda, non riusciremo
mai a dare una definizione precisa dellargomento.!

Piacere!
Il Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie si svolge in unatmosfera notturna e cupa,
temperata dallironia. Come gi visto nel Coro, Leopardi affronta il problema della morte in chiave
epicurea. La morte, nel nostro dialogo, vista non solo come una non-causa di dolore, ma persino
come effetto di piacere, nellinconsapevole distacco dello spirito dal corpo. La morte, dunque,
contrariamente alla vita, dove dominano il dolore, la malattia e il senso della gratuit dellesistenza,
assume connotati positivi. Questa caratteristica ha a che fare con le posizioni sensistiche assunte
da Leopardi, in quanto comportano in s un freno al piacere e alla felicit: il piacere non si trova
nella vita che come una forma di languidezza che conduce alla morte. (Binni 1987: 88). Questo
punto fondamentale gi toccato nel Coro dei morti che oltre ad essere un esempio eccellente di
poesia, propone una visione della vita perduta e ormai sconosciuta. Leopardi stesso definiva il
Coro come unimitazione dellinsensibilit e della morte. Il Coro esprime il messaggio seguente:
la morte un punto indolore e quieto che segna, se non linizio della felicit, almeno la fine del
dolore. !

!
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DIALOGO NATURA E ISLANDESE!


Dalle Operette Morali, componimento che esprime al meglio il pessimismo cosmico
leopardiano.!

Riassunto!
Un islandese insofferente e infelice e inizialmente crede che questo suo stato danimo sia dovuto
ai mali rapporti con i vicini. Per questo motivo decide di isolarsi ulteriormente.!
Ma ancora un a volta insofferente e attribuisce la sua infelicit al clima.!
In casa costretto a stare vicino al fuoco ma qui soffre per lambiente secco e pieno di fumo,
allesterno invece il clima troppo rigido.!
Decide dunque di girare il mondo convinto di trovare un luogo adatto a lui.!
Ma trova luoghi troppo caldi, troppo freddi, troppo piovosi, troppo freddi, con venti forti, terremoti.!
Arrivato in Africa, incontra la Natura (la quale ha sembianze di donna enorme appoggiata a una
montagna) a cui rivolge domande esistenziali circa luomo, dopo averle mostrato la sua
incomprensione e contraddizione verso il suo comportamento (della Natura).!
La paragona inoltre a un ospite pazzo che costringe colui che ospita a stare in luoghi scomodi, lo
tiranneggia e lo danneggia, impedendogli di andare via.!
Quindi lislandese chiede alla Natura il senso del suo operare contro i viventi ma lei asserisce di
essere al di l del bene e del male e di operare seguendo un ciclo di conservazione ben al di sopra
delle vite.!
Ma quando alla fine lislandese chiede a chi giova questa vita infelice delluniverso, conservata con
il danno e con la morte delle cose che lo compongono.!

La storia ha un doppio finale:!


1. passano due leoni e lo divorano.!
2. una tempesta di sabbia lo seppellisce rendendolo una mummia da esposizione.!

Questopera fu scritta tra il 21 e il 30 maggio 1824.!


Leopardi si ispira alla storia di Jenni Voltaire in cui si parla dei flagelli a cui sono sottoposti gli
islandesi.!

- Islandese: simbolo dellinfelicit delluomo.!


- Emerge la cultura cosmopolita di Leopardi (Vasco de Gama, isola di Pasqua, Lapponia,
Tropici)!
- ateo ma conosce bene i testi sacri.!
- nichilista: tutto nulla ( non esiste nulla di trascendentale ma tutto immanente)- (N.B. !

nichilismo: atteggiamento anarchico di chi nega i valori della vita e propone labbattimento
dellordine costitutivo.)!
- Il duplice finale si ricollega a questa teoria per cui nulla si crea, nulla si distruggeinfatti!
Mummia: oggetto di studio, serve agli studiosi.!
Mangiato dai leoni: se mangiato utile per la sopravvivenza di altre specie.