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L'ULTIMO SALUTO DI SHERLOCK HOLMES

SHERLOCK HOLMES

Prefazione

cap. 5

cap. 1

L'avventura del detective morente

L'avventura di Wisteria Lodge

cap. 6

cap. 2

La scomparsa di Lady Frances Carfax

L'avventura della scatola di cartone

cap. 7

cap. 3

L'avventura del piede del diavolo

L'avventura del Cerchio Rosso

cap. 8

cap. 4

L'ultimo saluto. Un epiologo

L'avventura dei Piani Bruce-Partington

ARTHUR CONAN DOYLE

L'ULTIMO SALUTO DI SHERLOCK HOLMES

Prefazione
Gli amici di Sherlock Holmes saranno lieti di sapere che ancora vivo e vegeto anche se talvolta soffre di attacchi reumatici.
Da molli anni, vive in una piccola fattoria sulle Dune a cinque
miglia da Eastbourne, dove passa il suo tempo dedicandosi alla
filosofia e all'agricoltura. Durante questo periodo di riposo, ha
rifiutato le offerte pi principesche perch si occupasse di vari
casi, dal momento che aveva deciso di ritirarsi per sempre. Ma
l'approssimarsi del conflitto tedesco lo indusse a porre la sua eccezionale combinazione di abilit intellettuale e di energia pratica al servizio del governo; con risultati che si potrebbero definire storici e che sono raccontati in questo ULTIMO SALUTO. Per
completare il volume, ho aggiunto anche alcuni casi precedenti
che conservavo da tempo nella mia cartella.
John B. WATSON, M.D.
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L'ULTIMO SALUTO DI SHERLOCK HOLMES

L'avventura di Wisteria Lodge


1. La singolare esperienza del signor John Scott Eccles

Dal mio taccuino risulta che era una giornata ventosa e deprimente verso la fine del marzo 1892. Mentre stavamo pranzando,
Holmes aveva ricevuto un telegramma e aveva scarabocchiato
una risposta. Non fece commenti, ma la cosa lo aveva colpito
poich, dopo mangiato, rimase in piedi davanti al caminetto
con aria assorta, fumando la pipa e lanciando ogni tanto un' occhiata al messaggio.
D'improvviso, si volse verso di me con un balenio malizioso
negli occhi.
Immagino, Watson, che la si debba considerare un uomo di
lettere, disse. Quale significato darebbe al termine "grottesco?
Strano - singolare, suggerii.
Ma croll il capo.
Sicuramente significa ben pi di questo, osserv; una
qualche recondita sfumatura di tragico e di terribile. Se torna indietro con la mente a qualcuno di quei racconti con i quali ha afflitto i suoi longanimi e pazienti lettori ricorder quanto spesso
il grottesco si intensificato nel criminoso. Pensi a quella faccenduola degli uomini dai capelli rossi. Al principio, era senz'altro grottesca ma poi finita in un disperato tentativo di rapina.
O anche, il caso, davvero grottesco, dei cinque semi d'arancio
che ci ha condotto a un complotto di omicidio. "Grottesco"
un termine che mi mette in guardia.
in quel messaggio?, domandai.
Lesse il telegramma ad alta voce.
Ho appena fatto la pi incredibile e grottesca esperienza. Posso consultarla?
Scott Eccles
Ufficio Postale, Charing Cross.

Uomo o donna?, chiesi.

Oh, uomo, naturalmente. Una donna non spedirebbe mai


un telegramma con risposta pagata. Verrebbe di persona.
Intende riceverlo?
Mio caro Watson, lei sa quanto mi sono annoiato da quando
abbiamo spedito in galera ii colonnello Carruthers. La mia mente come un motore da corsa, che va in panne se non svolge il lavoro per cui stato costruito. La vita monotona; i giornali,
privi di qualsiasi interesse; romanzo e avventura sembrano essere scomparsi per sempre dalle scene dal mondo dcl crimine. E ha
ii coragglo di chiedermi se sono disposto a occuparmi di un nuovo problema, per banale che possa dimostrarsi? Ma, se non sbaglio, ecco ii nostro cliente che arriva.
Si sent un passo misurato per le scale e un attimo dopo una
persona corpulenta, alta, con i favoriti grigi e un aspetto di solenne rispettabilit, fu fatta accomodare nella stanza. La storia
della sua vita era scritta nei lineamenti pesanti, nei modi pomposi. Dalle ghette agli occhiali montati in oro era un conservatore,
un uomo di chiesa, buon cittadino, ortodosso e convenzionale
al massimo. Qualche insolita esperienza aveva per turbato la
sua compostezza congenita lasciandone traccia nei capelli ispidi, le guance arrossate e il comportamento nervoso e agitato.
Venne subito al nocciolo.
Ho avuto una stranissima e spiacevolissima esperienza, signor Holmes, disse. Non ml sono mai trovato in una situazione simile in vita mia. Una cosa assolutamente disdicevole - oltraggiosa. Devo insistere per una spiegazione. Si gonfiava e
sbuffava per la collera.
Si accomodi prego, signor Scott Eccles, disse Holmes in tono suadente. Posso chiederle, in primo luogo, perch venuto
da me?
Be', signore, non sembrava una faccenda di competenza
della polizia, eppure, quando sentir i fatti, dovr riconoscere
che non potevo lasciare le cose come stavano. Non ho nessuna

simpatia per gil investigatori privati; comunque, avendo sentito


il suo nome...
Capisco. Ma, in secondo luogo, perch non venuto subito?
Cosa vorrebbe dire?
Holmes guard il suo orologlo.
Sono le due e un quarto, disse. Il suo telegramma stato
spedito verso l'una. Ma basta vedere il suo abbigliamento, le sue
condizioni, per capire che le sue inquietudini sono cominciate
appena lei si alzato.

Il nostro cliente si ravvi i capelli con la mano e si tocc il


mento ispido.
Ha ragione, signor Holmes. Non ho nemmeno pensato a far
toletta. Non vedevo l'ora di uscire da quella casa. Ma sono stato
in giro a chiedere informazioni prima di venire da lei. Sa, sono
stato all'agenzia immobiliare e mi hanno detto che l'affitto del
signor Garcia era stato debitamente pagato e che a Wisteria
Lodge tutto era in ordine.
Andiamo andiamo, signore, replic Holmes ridendo. Lei
come il mio amico, il dottor Watson, che ha la pessima abitudine di cominciare i suoi racconti dalla fine. Coordini le sue
idee, la prego, e mi esponga esattamente, in ordine logico, quegli eventi che l'hanno spinta ad uscire spettinato e con la barba
lunga, con le scarpe, il panciotto e la giacca abbottonati nel modo sbagliato, per cercare aiuto e consiglio.
Il nostro cliente abbass gli occhi a guardare, mortificato, il
suo abbigliamento, davvero poco convenzionale.
Devo avere un aspetto orribile, signor Holmes, e non credo
che una cosa simile mi sia mai accaduta prima in vita mia. Ma le
racconter tutta questa strana faccenda e, alla fine, sono certo
che ce n' abbastanza per scusarmi.
Ma la sua narrazione fu troncata sul nascere. Si sent un trambusto e la signora Hudson apr la porta per far entrare due robusti individui, dall'aspetto ufficiale, uno dei quali conoscevamo
bene come l'ispettore Gregson, di Scotland Yard; un funzionario energico, coraggioso e, nei suoi limiti, capace. Strinse la mano ad Holmes e present il suo collega come ispettore Baynes,
del comando di polizia del Surrey.
Andiamo a caccia insieme, signor Holmes, e la nostra pista
ci ha condotto in questa direzione. Volse gli occhi da bulldog
sul nostro ospite. Lei il signor John Scott Eccles, di Popham
House, Lee?
Sono io.
tutta la mattina che la stiamo seguendo.
Senza dubbio lo avete rintracciato mediante il telegramma,
osserv Holmes.
Proprio cos, signore. Ne abbiamo trovato le tracce alla Posta Centrale di Charing Cross, e ci hanno portato fin qui.
Ma perch mi seguite? Cosa volete?
Vogliamo una sua dichiarazione, signor Scott Eccles, circa
gli eventi che hanno portato alla morte, la scorsa notte, del signor Aloysius Garcia di Wisteria Lodge, nei pressi di Esher.
Il nostro cliente si era drizzato sulla seggiola con gli occhi

sbarrati mentre il volto sbalordito diventava bianco come un


lenzuolo.
Morto? Ha detto che morto?
S signore, morto.
Ma in che modo? Un incidente?
Omicidio, se mai ce ne fu uno al mondo.
Mio Dio! Ma terribile! Non vorr forse dire - non vorr
forse dire che si sospetta di me?
Nelle tasche del morto stata trovata una sua lettera dalla
quale abbiamo appreso che lei intendeva trascorrere la scorsa
notte a casa sua.
E cos ho fatto.

Ah, cos ha fatto?


Spunt fuori il taccuino ufficiale.
Aspetti un momento, Gregson, disse Holmes. Tutto quello che lei vuole una semplice dichiarazione, no?
Ed mio dovere informare il signor Scott Eccles che potr
essere usata contro di lui.
Il signor Eccles stava appunto per raccontarci come sono andate le cose quando voi siete entrati. Credo, Watson, che un
brandy e soda non gli farebbe male. E adesso, signore, le suggerirei di non badare a questa aggiunta al suo pubblico e di proseguire col suo racconto esattamente come avrebbe fatto se non
fossimo stati interrotti.
Il nostro visitatore aveva mandato gi il brandy tutto d'un
fiato e stava riprendendo un po' di colore. Con un'occhiata
dubbiosa al taccuino dell'ispettore, inizi subito la sua straordinaria storia.
Sono scapolo, disse, e, essendo una persona socievole, ho
molti amici. Fra questi, la famiglia di un fabbricante di birra in
pensione, un certo Melville, che abita ad Albemarle Mansion,
Kensington. stato proprio alla sua tavola che, qualche settimana fa, ho incontrato un giovanotto di nome Garcia. A quanto ho capito, era di discendenza spagnola e, in un modo o nell'altro, era collegato con l'ambasciata. Parlava un perfetto inglese, molto affabile, ed era l'uomo pi avvenente che avessi
mai visto in vita mia.
Non so come, facemmo amicizia, questo giovane ed io. Sembr prendermi in simpatia fin dall'inizio e, due giorni dopo il
nostro incontro, venne a trovarmi a Lee. Una cosa port a
un'altra e fin con l'invitarmi a passare qualche giorno a casa
sua, Wisteria Lodge, fra Esher e Oxshott. Ieri sera mi recai ad
Esher per tener fede all'appuntamento.
In precedenza, mi aveva descritto la casa. Viveva con un fede-

le domestico, suo conterraneo, che si occupava di lui. Quest'uomo parlava inglese e gli mandava avanti la casa. Aveva poi un
cuoco meraviglioso, disse, un mezzo-sangue che aveva raccolto
nel corso di uno dei suoi viaggi e che cucinava divinamente. Ricordo che osserv che il suo era un mnage piuttosto insolito da
trovare nel cuore del Surrey, e che io fui d'accordo con lui, anche se poi doveva rivelarsi assai pi insolito di quanto avessi immaginato.
Raggiunsi in calesse la localit - circa due miglia a sud di
Esher. La casa era piuttosto grande, arretrata rispetto alla strada, con un viale carrozzabile a curva, fiancheggiato da cespugli
di sempreverdi. Si trattava di un vecchio edificio cadente, in
condizioni pietose. Quando il calesse si ferm sul prato antistante la porta d'ingresso, macchiata e logorata dagli agenti atmosferici, pensai che forse non era stata una buona idea quella
di andare a trovare una persona che conoscevo cos poco. Comunque, venne lui stesso ad aprire, dimostrando grande cordialit. Fui affidato al domestico, un tipo bruno e malinconico che
mi fece strada, reggendo la valigia, fino alla mia stanza. Il posto
era molto deprimente. A cena eravamo noi due soli e, pur se il
mio anfitrione faceva del suo meglio per intrattenermi, sembrava che continuasse a pensare ad altro e i suoi discorsi erano talmente vaghi e sconclusionati che quasi non riuscivo a capirlo.
Continuava a tamburellare con le dita sul tavolo, si mordicchiava le unghie e dava altri segni di impazienza e di irritazione. Il cibo non era n ben servito n ben cucinato e la presenza opprimente del taciturno domestico non contribuiva certo ad alleggerire l'atmosfera. Vi assicuro che molte volte, durante la serata,
desiderai di poter trovare qualche scusa per tornarmene a Lee.
Una cosa rammento che forse potrebbe avere un certo peso
nella faccenda che voi due signori state investigando. Al momento, non ci feci caso. Verso la fine della cena, il domestico gli
consegn un biglietto. Notai che, dopo averlo letto, il mio anfitrione si fece ancora pi strano e preoccupato. Rinunci a far
finta di tenere viva la conversazione e rimase assorto nei suoi

pensieri, fumando una sigaretta dietro l'altra; ma non accenn


al contenuto del biglietto. Alle undici circa fui ben felice di andarmene a dormire. Qualche tempo dopo, Garcia si affacci alla porta della mia stanza - che in quel momento era immersa
nel buio - per chiedermi se avevo suonato. Gli risposi di no. Si
scus per avermi disturbato a quell'ora cos tarda, aggiungendo
che era quasi l'una. Dopo di che mi assopii e dormii profondamente tutta la notte.
E adesso veniamo alla parte pi sorprendente del mio raccon-

to. Mi svegliai che era giorno pieno. Guardai l'orologio, erano


quasi le nove. Avevo chiesto specificatamente di essere svegliato
alle otto e quindi fui molto sorpreso da quella dimenticanza.
Saltai gi dal letto e suonai per il cameriere. Nessuno rispose.
Suonai e risuonai, con lo stesso risultato. Conclusi allora che il
campanello doveva essere guasto. Mi vestii in fretta e furia e mi
precipitai dabbasso con un diavolo per capello per ordinare dell'acqua calda. Immaginate la mia sorpresa quando scoprii che
non c'era nessuno. Chiamai ad alta voce nell'ingresso. Nessuna
risposta. Allora, feci di corsa il giro delle stanze. Tutte vuote. La
sera prima, Garcia mi aveva indicato la sua camera da letto,
quindi bussai alla porta. Niente. Girai la maniglia ed entrai. La
stanza era vuota, il letto intatto. Se n'era andato con gli altri.
Padrone di casa, valletto e cuoco erano tutti svaniti durante la
notte! E cos fin la mia visita a Wisteria Lodge.
Holmes si stropicciava le mani ridacchiando mentre aggiungeva questo bizzarro incidente alla sua raccolta di episodi strani.
Per quanto ne so, la sua un'esperienza unica, disse. Posso chiederle, signore, cosa ha fatto a quel punto?
Ero furibondo. La mia prima idea fu che ero rimasto vittima
di un qualche stupido scherzo. Raccolsi le mie cose, mi sbattei la
porta d'ingresso alle spalle e, con la valigia in mano, mi diressi
alla volta di Esher. Andai all'ufficio degli Allan Brothers, la
principale agenzia immobiliare del villaggio, e scoprii che erano
stati loro a dare in affitto la villa. Pensai che tutta quella faccenda non mirava tanto allo scopo di farmi fare la figura dello
sciocco, quanto a quello di non pagare l'affitto. Ci avviciniamo
alla fine di marzo e quindi alla data di scadenza trimestrale del
canone. Ma la mia teoria non stava in piedi. L'agenzia mi ringrazi per averli informati ma mi dissero che l'affitto era stato
pagato anticipato. Tornai allora in citt e mi recai all'Ambasciata di Spagna. Nessuno conosceva quell'individuo. Dopo di
che, andai da Melville; era infatti a casa sua che avevo incontrato per la prima volta Garcia, ma scoprii che, sul suo conto, Melville ne sapeva meno di me. Alla fine, dopo aver ricevuto la risposta al mio telegramma, sono venuto da lei, perch mi risulta
che lei sia la persona adatta a dare un consiglio in caso di difficolt. Ma adesso, ispettore, da quanto lei ha detto entrando, capisco che lei conosce il seguito della storia e che dev'essere successo qualcosa di tragico. Posso assicurarle che ogni parola che
ho detto la pura verit e che, all'infuori di quanto vi ho raccontato, non so assolutamente niente sulla sorte di quell'uomo. Il
mio unico desiderio di cooperare con la legge in tutte le maniere possibili.

Non ne dubito, signor Scott Eccles - non ne dubito, disse


amabilmente l'ispettore Gregson. Devo ammettere che il suo
racconto collima perfettamente con i fatti a nostra conoscenza.
Per esempio, quel messaggio arrivato durante la cena. Saprebbe
dirmi cosa ne stato?
S. Garcia l'ha appallottolato e l'ha gettato nel fuoco.
Che ne dice, signor Baynes?
L'investigatore distrettuale era un omone tarchiato e rubicondo con un volto dalle fattezze grossolane, riscattate da due
occhi straordinariamente luminosi, quasi nascosti dalle profonde pieghe delle guance e della fronte. Con un lento sorriso, trasse di tasca un pezzo di carta ripiegato e scolorito.

C'era una grata davanti al camino, signor Holmes, oltre la


quale il signor Garda gett il foglietto. Ho trovato questo pezzo
sul retro della grata; era stato risparmiato dalle fiamme.
Holmes sorrise compiaciuto.
Deve aver perquisito la casa con estrema attenzione per aver
trovato questo pezzettino di carta.
Infatti, signor Holmes. il mio modo di lavorare. Devo leggerlo, signor Gregson?
Il londinese annu.
Il messaggio tracciato su normale carta bianca, senza filigrana. Un quarto di foglio. La carta stata tagliata in due riprese con forbici a lama corta. Ripiegato tre volte e sigillato con ceralacca rossa applicata frettolosamente e premuta con un oggetto piatto e ovale. indirizzato al signor Garcia, Wisteria Lodge.
Dice:
Nostri colori, verde e bianco. Verde aperto, bianco chiuso. Scala principale,
primo corridoio, settima a destra, tappezzeria verde. Buona fortuna. D.

Scrittura femminile, penna a punta aguzza; ma l'indirizzo


stato scritto con una penna o da una mano diversa. Come vede,
il tratto pi grosso e pi deciso.
Un biglietto davvero interessante, disse Holmes dandogli
un' occhiata. Devo farle i miei complimenti, signor Baynes, per
la sua attenzione ai dettagli. Si potrebbero forse aggiungere altre piccole osservazioni. Il sigillo ovale ovviamente un semplice gemello da polso - cos'altro ha una forma simile? E le forbici erano forbicine da unghie ricurve. Per brevi che siano i due
tagli, pu notare in entrambi la stessa leggera curvatura.
Il detective locale ridacchi.
Pensavo di averlo spremuto come un limone, ma vedo che
c'era rimasta qualche goccia, disse. Ma devo confessare che

non do molta importanza a questo biglietto tranne il fatto che


era a portata di mano e che, al solito, c'era sotto una donna.
Durante la conversazione, il signor Scott Eccles si era agitato
sulla sedia.
Sono lieto che l'abbiate trovato, dal momento che convalida
la mia storia, disse. Ma vorrei farvi notare che ancora non so
cosa sia accaduto al signor Garcia, o alle persone della casa.
In quanto a Garcia, disse Gregson, facile rispondere.
stato trovato morto questa mattina a Oxshott Common, circa
un miglio da casa sua, con la testa fracassata da pesanti colpi inferti con un sacchetto di sabbia o un'arma del genere che pi che
ferire hanno sfondato. un angolo isolato e non ci sono case nel
raggio di un quarto di miglio. Apparentemente sembra sia stato
prima colpito alle spalle, ma il suo assalitore deve aver continuato a colpirlo anche quando era gi morto. Un'azione straordinariamente violenta. Non ci sono n impronte n indizi che possano condurre ai criminali.
Rapinato?
No, nessun tentativo di rapina.
Tutto questo molto triste - triste e terribile, disse Scott
Eccles con voce querula, ma non vedo perch io debba andarci
di mezzo. Non ho avuto niente a che fare con l'escursione notturna del mio anfitrione, n con la sua triste fine. In che modo
sarei coinvolto nel caso?
Semplicissimo, signore, rispose l'ispettore Baynes. L'unico documento trovato in tasca al defunto era la sua lettera in cui
gli annunciava il suo arrivo la sera della morte. E fu proprio la
busta di quella lettera a fornirci nome e indirizzo della vittima.
Erano passate le nove di questa mattina quando siamo arrivati
alla casa dove non abbiamo trovato n voi n nessun altro. Ho
telegrafato al signor Gregson pregandolo di rintracciare lei a
Londra mentre io perquisivo Wisteria Lodge. Poi, sono tornato
in citt, mi sono unito al signor Gregson, ed eccoci qui.
A questo punto, disse Gregson alzandosi, penso che dovremmo ufficializzare tutta la faccenda. Lei verr con noi al comando di polizia, signor Scott Eccles, e ci rilascer la sua dichia-

razione scritta.
Certamente, anche subito. Ma mi riservo ancora i suoi servigi, signor Holmes. Non lesini n spese n tempo per arrivare alla
verit.
Il mio amico si rivolse all'ispettore di contea.
Immagino lei non abbia nulla in contrario alla mia collaborazione, signor Baynes?

Ne sar onoratissimo, signore.


Finora, lei si dimostrato molto rapido ed efficiente. Mi
consenta una domanda: c'era qualche indizio circa l'ora precisa
del decesso?
Il corpo era l dall'una. Ha piovuto verso quell'ora e sicuramente era morto prima che cominciasse a piovere.
Ma assolutamente impossibile, signor Baynes, esclam il
nostro cliente. La sua voce inconfondibile. E giurerei che sia
stato lui a parlarmi mentre ero in camera, proprio a quell'ora.
Strano, ma possibilissimo, sorrise Holmes.
Lei ha un indizio?, chiese Gregson.
A prima vista, non sembrerebbe un caso molto complicato,
anche se presenta aspetti nuovi e interessanti. Ma devo saperne
di pi prima di avanzare un'opinione precisa e definitiva. A proposito, signor Baynes, esaminando la casa ha trovato altro di interessante, oltre questo foglietto?
Il detective guard Holmes in modo molto strano.
C'erano, rispose, un paio di cose molto interessanti. Magari, quando avr terminato al comando di polizia, lei potrebbe
raggiungermi e dirmi cosa ne pensa.
Sono a sua completa disposizione, disse Holmes suonando
il campanello. Accompagni i signori alla porta, signora Hudson, e gentilmente mandi il ragazzo a spedire questo telegramma. Deve pagare cinque scellini per la risposta.
Usciti i nostri visitatori, restammo per un po' seduti in silenzio. Holmes continuava a fumare con le sopracciglia aggrottate,
lo sguardo intenso e il volto proteso in avanti con la sua solita
espressione impaziente.
Bene, Watson, mi chiese all'improvviso, che ne pensa di
questa storia?
Non riesco a capire la mistificazione di Scott Eccles.
Ma il delitto?
Be', preso insieme alla sparizione dei suoi compagni, direi
che in qualche modo erano coinvolti nell'omicidio e se la sono
squagliata.
senz'altro possibile. Ma deve ammettere, per, che molto strano che i due domestici fossero in combutta contro di lui e
lo abbiano assalito proprio l'unica sera in cui aveva un ospite.
Lo avevano avuto alla loro merc, da solo, tutte le altre sere della settimana.
Allora perch sono scappati?
Appunto. Perch sono scappati? E questo uno dei problemi. L'altro, la straordinaria esperienza del nostro cliente,
Scott Eccles. Ora, mio caro Watson, davvero oltre i limiti del-

l'umana immaginazione fornire una spiegazione che copra entrambi questi fatti? E se la spiegazione riguardasse anche il messaggio misterioso con la sua fraseologia bizzarra, potremmo accettarla come ipotesi temporanea. Se poi i nuovi fatti che verranno a nostra conoscenza si potessero inserire nello schema, la
nostra ipotesi potrebbe gradatamente trasformarsi in soluzione.
Ma qual la nostra ipotesi?
Holmes si adagi contro lo schienale ad occhi semichiusi.
Ammetter, caro Watson, che l'idea di uno scherzo da
scartare. C'erano in ballo cose grosse, come gli eventi hanno dimostrato, e il fatto di indurre Scott Eccles a recarsi a Wisteria
Lodge ha senza dubbio un nesso con tutto questo.
Ma quale?

Procediamo un passo alla volta. A prima vista, c' qualcosa


di poco naturale in questa strana e improvvisa amicizia fra il
giovane spagnolo e Scott Eccles. stato lo spagnolo a forzare il
passo. stato lui ad andare a trovare Eccles al capo opposto di
Londra subito il giorno dopo averlo conosciuto, e a tenersi in
contatto con lui fino a quando riuscito a portarlo ad Esher.
Cosa voleva, dunque, da Eccles? Ed Eccles cos'era in grado di
dargli? Non un uomo affascinante. N particolarmente intelligente - non il tipo da riuscire simpatico a un latino dalla mente
sveglia. Perch, allora, stato scelto proprio lui, fra tutte le altre
persone incontrate da Garcia, come particolarmente adatto al
suo scopo? Possiede qualche qualit speciale? Direi di s. l'incarnazione della convenzionale rispettabilit britannica e proprio l'uomo la cui testimonianza farebbe colpo su un altro britannico. Ha visto lei stesso che nessuno dei due ispettori si sognato di mettere in dubbio la sua dichiarazione, per quanto
straordinaria.
Ma su che cosa doveva testimoniare?
Su niente, visto come sono andate le cose; ma sarebbero potute andare diversamente. Io la vedo cos.
Capisco, avrebbe potuto fornire un alibi.
Esattamente, caro Watson; avrebbe potuto fornire un alibi.
Supponiamo per un momento che gli occupanti di Wisteria
Lodge siano associati in qualche piano. L'impresa, qualunque
sia, deve essere compiuta, diciamo, prima dell'una. Con qualche trucchetto agli orologi potrebbero benissimo aver spedito a
letto Eccles pi presto di quanto lui pensasse; e in ogni caso
probabile che quando Garcia si prese la briga di dirgli che era
l'una, in realt non fosse pi tardi di mezzanotte. Se Garcia riusciva a fare ci che doveva fare e ad essere di ritorno per l'ora

menzionata, avrebbe evidentemente avuto una potente arma di


difesa. C'era quell'irreprensibile inglese pronto a giurare in tribunale che l'accusato era rimasto a casa tutto il tempo. Era come un'assicurazione sulla vita.
D'accordo, questo lo capisco anche io. Ma la scomparsa degli altri?
Non dispongo ancora di tutti gli elementi ma non credo che
ci siano difficolt insormontabili. Comunque, un errore discutere con i dati che abbiamo in mano. Si finisce per adattarli poco
a poco alle nostre teorie.
E il messaggio?
Come diceva? "I nostri colori, verde e bianco." Sembrerebbe riferirsi a una corsa ippica. "Verde aperto, bianco chiuso.~~
Evidentemente un segnale. "Scala principale, primo corridoio,
settima a destra, tappezzeria verde." Questo un incarico. Potremmo scoprire che alla base di tutto c' un marito geloso. In
ogni caso, era un'impresa pericolosa. Altrimenti non avrebbe
aggiunto "Buona fortuna" alla fine. "D" - questa potrebbe
essere una traccia.
L'uomo era spagnolo. Direi che "D" sta per Dolores, un
nome di donna molto comune in Spagna.
Bene, Watson - molto bene - ma inammissibile. Una spagnola scriverebbe nella sua lingua a un connazionale. Chi ha
scritto questo biglietto sicuramente inglese. Be', non ci rimane
che armarci di santa pazienza e aspettare che l'esimio ispettore
torni a prenderci. Frattanto, possiamo ringraziare la nostra
buona stella che, per qualche ora, ci ha sottratto alla insopportabile fatica dell'ozio.
Prima ancora che il nostro funzionario del Surrey tornasse,
Holmes aveva ricevuto una risposta al suo telegramma. Lo lesse
e stava per riporlo nel taccuino quando scorse il lampo di curiosit nei miei occhi. Me lo gett, ridendo.
Ci stiamo muovendo negli ambienti bene, disse.
Il telegramma era un elenco di nomi e indirizzi:
lord Harringby, The Dingie; Sir George Ffolliott, Oxshott Towers; sig. Hynes Hynes. Giudice di Pace, Purdey Place; sig. James Baker Williams, Forton

Old Hall; sig. Henderson, High Gable; rev. Joshua Stone, Nether Walsling.

Un modo molto semplice per limitare il nostro campo di


operazioni, disse Holmes. Senza dubbio Baynes, con la sua
mente metodica, ha gi adottato un piano del genere.
Non capisco.

Be', amico mio, siamo gi arrivati alla conclusione che il


messaggio ricevuto a cena da Garcia era un appuntamento o un
incarico. Ora, se l'interpretazione ovvia quella giusta e, per recarsi nel luogo convenuto, bisogna salire una scala e cercare la
settima porta in un corridoio, chiaramente deve trattarsi di una
casa molto grande. E, altrettanto chiaramente, la casa non pu
distare pi di un miglio o due da Oxshott dal momento che Garcia stava andando a piedi in quella direzione e sperava, secondo
la mia interpretazione dei fatti, di essere di ritorno a Wisteria
Lodge in tempo utile per valersi di un alibi che scadeva all'una.
Dato che le case cos grandi e cos vicine a Oxshott non possono
essere tante, ho adottato il semplice sistema di chiedere informazioni all'agenzia menzionata da Scott Eccles, per averne un
elenco. L'elenco appunto in questo telegramma, e fra questi
nomi deve trovarsi il bandolo della nostra aggrovigliata matassa.
Erano quasi le sei quando ci trovammo nel grazioso villaggio
di Esher, nel Surrey, in compagnia dell'ispettore Baynes.
Holmes ed io ci eravamo portati l'occorrente per la notte e
trovammo comodamente alloggio al Bull. E finalmente, col nostro detective, ci avviammo verso Wisteria Lodge. Era una scura e fredda serata di marzo, con un vento gelido e una pioggerellina che ci sferzava il viso - degna cornice alla desolata brughiera dove si snodava la nostra strada e al tragico obiettivo verso
cui ci conduceva.
2. La Tigre di San Pedro
Una fredda e malinconica passeggiata di un paio di miglia ci
port a un'alta cancellata di legno che si apriva su un tetro viale
di castagni. Il percorso, cupo e sinuoso, si arrestava davanti a un
edificio basso, scuro, che si stagliava nero contro un cielo color
ardesia. Dalla finestra anteriore sinistra dell'ingresso filtrava un
fievole barlume di luce.
C' un poliziotto di guardia, disse Baynes. Busser alla finestra. Attravers il prato e picchi ai vetri. Attraverso la lastra appannata intravidi un uomo che si alzava di scatto da una
sedia accanto al fuoco e sentii un grido acuto provenire dall'interno della stanza. Un attimo dopo un poliziotto, pallido e ansante, aveva aperto la porta reggendo una candela con mano
tremante.
Che succede, Walters?, chiese bruscamente Baynes.

Sono felice che lei sia venuto, signore. stata una lunga serata e ho paura che i miei nervi non siano pi quelli di una volta.
I suoi nervi, Walters? Credevo che non sapesse nemmeno
cosa sono.
Be', signore, questa casa, silenziosa e solitaria, e quella
strana cosa in cucina. Poi, quando lei ha bussato ai vetri, ho
pensato che fosse tornato.
Tornato chi?
Il diavolo, signore, per quanto ne so. Era alla finestra.
Cosa era alla finestra, e quando?
Giusto un paio d'ore fa. Stava facendosi buio. Ero seduto in
poltrona a leggere. Non so perch ho alzato gli occhi ma da dietro il pannello inferiore c'era una faccia che mi guardava. Gesummio, signore, che faccia! Me la rivedr in sogno.

Ma andiamo, Walters. Non sono cose da dirsi, per un poliziotto.


Lo so, signore, lo so; ma mi ha spaventato, signore, inutile
negarlo. Non era n bianca n nera, signore, n di nessun colore
che conosco, ma di una tinta strana, come argilla con un po' di
latte. E poi, le dimensioni - due volte la sua, signore. E l'aspetto - enormi occhi sgranati, e una chiostra di denti come quelli
di un animale affamato. Le assicuro, signore, che non riuscivo a
muovere un dito n a respirare fino a quando sparita. Sono
corso fuori e attraverso il boschetto, ma grazie a Dio l non c'era
nessuno.
Se non sapessi che lei un bravo poliziotto, Walters, le darei
una nota di demerito per questo. Anche se si trattasse del diavolo in persona, un poliziotto in servizio non dovrebbe mai ringraziare Iddio per non averlo acciuffato. Sicuro che non si trattasse
di un'illusione, uno scherzo dei nervi?
Questo, almeno, presto detto, osserv Holmes accendendo la sua piccola torcia tascabile. S, disse dopo un breve esame del terreno erboso, scarpe del numero dodici, direi. Se la
statura era proporzionata al piede, doveva essere un gigante.
Che fine ha fatto?
Pare che abbia tagliato per il boschetto dirigendosi verso la
strada.
Bene, comment l'ispettore con aria grave e preoccupata,
chiunque fosse, e qualunque cosa volesse, per ora se n' andato e abbiamo cose pi urgenti cui pensare. Ora, signor Holmes,
col suo permesso, le mostrer la casa.
Le varie stanze da letto e i vari salotti erano stati perquisiti da
cima a fondo, ma senza risultato. A quanto sembrava, gli occu-

panti avevano portato poco o niente con s e tutto l'arredamento, fino all'ultimo spillo, era stato affittato con la casa. Erano
rimasti solo parecchi imballaggi con il marchio della Marx and
Co., High Holborn. Dalle indagini telegrafiche gi compiute,
era risultato che la Marx non sapeva nulla del suo cliente, se non
che pagava puntualmente. Fra i pochi oggetti personali ritrovati
c'erano varie cianfrusaglie, qualche romanzo, due in spagnolo,
un revolver a percussore vecchio modello, e una chitarra.
Tutta roba senza importanza, disse Baynes passando con
la candela in mano da una stanza all'altra. Ma a questo punto,
signor Holmes, le chiedo di fare attenzione alla cucina.
La cucina era un locale tetro, dal soffitto alto, sul retro della
casa, con un pagliericcio in un angolo che ovviamente serviva da
giaciglio al cuoco. Sul tavolo erano accumulati piatti sporchi, e
piatti con rimasugli di cibo, i resti della cena consumata la sera
prima.
Guardi questo, disse Baynes. Che ne pensa?
Alz la candela a illuminare un oggetto straordinario, dietro
la credenza. Cos raggrinzito e disseccato da renderne difficile
l'identificazione. Si poteva solo dire che era qualcosa di nero e
coriaceo, vagamente somigliante a una figura umana lillipuziana. In un primo tempo, esaminandola, pensai che si trattasse di
un bimbo negro mummificato; poi mi sembr una vecchia scimmia contorta. Alla fine, restai col dubbio se si trattasse di un animale o di un essere umano. Al centro di quella cosa era legata
una doppia striscia di conchiglie bianche.
Interessante - davvero molto interessante!, disse Holmes
scrutando quel funesto cimelio. Niente altro?
Senza parlare, Baynes fece strada verso il lavello, illuminandolo con la candela. Le zampe e il corpo di un qualche grosso
volatile bianco, fatto selvaggiamente a pezzi, con tutte le penne,
erano sparsi dappertutto. Holmes indic i bargigli della testa
mozzata.
Un gallo bianco, disse. Straordinario! Davvero un caso
molto curioso.
Ma il signor Baynes aveva tenuto il peggio per ultimo. Da sotto il lavello tir fuori un recipiente di zinco che conteneva una
quantit di sangue. Poi, prese dal tavolo un piatto da portata

pieno di pezzettini di osso carbonizzati.


Qualcosa stato ucciso e qualcosa stato bruciato. Li abbiamo tirati fuori dal fuoco. Questa mattina venuto un medico.
Dice che non si tratta di resti umani.
Holmes sorrise stropicciandosi le mani.

Devo congratularmi con lei ispettore, per questo caso tanto


insolito e istruttivo che le stato affidato. La sua abilit, se posso dirglielo senza offesa, mi sembra superiore alle opportunit
che le vengono offerte.
Gli occhietti dell'ispettore Baynes brillarono di soddisfazione.
Lei ha ragione, signor Holmes. Vegetiamo in provincia. Un
caso del genere pu offrire una buona occasione e spero che sapr approfittarne. Che mi dice di queste ossa?
Un agnello, direi, o un capretto.
E il gallo bianco?
Strano, signor Baynes, molto strano. Quasi unico, direi.
Gi. In questa casa ci devono essere state persone molto
strane, con abitudini molto strane. Uno di loro morto. Sono
stati i suoi compagni a seguirlo e ucciderlo? Se cos, dovremmo
catturarli perch tutti i porti sono sorvegliati. Ma io la vedo diversamente. Molto diversamente, caro signore.
Dunque ha una sua teoria?
E la controller da solo, signor Holmes. un credito che
spetta a me. Lei ormai si fatto un nome, ma io devo ancora farmelo. Alla fine, mi piacerebbe poter dire di aver risolto questo
caso senza il suo aiuto.
Holmes rise divertito.
Bene, bene, ispettore, rispose. Lei segua pure la sua strada e io seguir la mia. E i risultati saranno sempre a sua completa disposizione, se vorr conoscerli. Credo di aver visto tutto
quanto mi serve in questa casa e che il mio tempo sarebbe meglio
speso altrove. Au revoir e buona fortuna!
Da vari segnali, che ad altri sarebbero sfuggiti, capivo che
Holmes aveva fiutato una buona pista. Impenetrabile come
sempre per chi non lo conosceva, c'era per un'eccitazione repressa, un'ombra di tensione nel suo sguardo acceso e nella vivacit dei suoi gesti che mi dicevano che la partita era iniziata.
Secondo il suo solito, non disse una parola e, secondo il mio,
non gli feci domande. Mi bastava condividere la sua caccia e offrire la mia umile collaborazione alla cattura della preda senza
distrarre con interruzioni inutili la sua concentrazione. A tempo
debito, avrei saputo tutto.
Aspettai, quindi - ma, con mio sempre maggiore disappunte, aspettai invano. I giorni si susseguivano e il mio amico non
avanzava di un passo. Una mattina, rimase per tutto il tempo in
citt e, da un'osservazione casuale, appresi che era stato al British Museum. Tranne quell'unica volta, passava i giorni in lun-

ghe e spesso solitarie passeggiate o a chiacchierare con i pettegoli del villaggio, che si era fatto amici.
Sono sicuro, Watson, che una settimana in campagna le farebbe benissimo, osserv un giorno. molto piacevole osservare i primi germogli verdi sulle siepi e i noccioli che si coprono
ancora una volta di foglie. Con un sarchiello, una scatola di latta e un testo di botanica per principianti, si possono passare delle giornate molto istruttive. Lui stesso se ne andava in giro con
quell'armamentario ma le piante che riportava a casa la sera
non erano davvero un gran che.
Ogni tanto, durante i nostri vagabondaggi, incontravamo l'ispettore Baynes. Il suo faccione rubicondo s'increspava di sorrisi e i suoi occhietti brillavano mentre salutava il mio amico. Del
caso parlava poco ma, da quel poco, capimmo che anche lui non
era del tutto insoddisfatto della piega presa dagli eventi. Devo
ammettere per che rimasi piuttosto sorpreso quando, cinque
giorni dopo il delitto, aprendo il giornale lessi a lettere di scato-

la:
RISOLTO IL MISTERO DI OXSHOTT
ARRESTO
DEL PRESUNTO ASSASSINO

Holmes fece un salto sulla seggiola, come punto da una vespa, quando gli lessi i titoli.
Per Giove!, grid. Non mi dir che Baynes l'ha acciuffato?
Cos sembrerebbe, risposi leggendo quanto segue:
Ha provocato grande fermento ad Esher e nelle zone circostanti la notizia
pervenuta ieri nella tarda serata che era stato effettuato un arresto in relazione
al delitto di Oxshott. Come i lettori ricorderanno, il signor Garcia, di Wisteria
Lodge, fu trovato morto ad Oxshott Common e il suo corpo mostrava segni di
gravissime violenze; e la notte stessa, il cuoco e il domestico del defunto si diedero alla fuga facendo sospettare una loro partecipazione al crimine. Venne
ventilata l'ipotesi, mai peraltro confermata, che il defunto signor Garcia avesse avuto oggetti di valore nella casa e che il furto fosse stato il movente dell'omicidio. L'ispettore Baynes, che dirige le indagini, ha fatto di tutto per scoprire dove si nascondessero i due fuggiaschi avendo buoni motivi di ritenere che
non si fossero allontanati molto dalla zona ma avessero trovato asilo in un rifugio gi predisposto. Comunque, fin dall'inizio si ebbe la certezza che sarebbero stati rintracciati dal momento che il cuoco, secondo la testimonianza di
alcuni fornitori che ebbero occasione di scorgerlo dietro la finestra, un individuo facilmente riconoscibile - un gigantesco e orribile mulatto, con la faccia giallastra e dai lineamenti marcatamente negroidi. Quest'uomo stato visto dopo il delitto, individuato e inseguito dalla guardia Walters la sera stessa

quando ebbe l'audacia di tornare a Wisteria Lodge. L'ispettore Baynes, convinto che quella visita dovesse avere un preciso scopo e quindi non sarebbe
probabilmente stata l'ultima, abbandon la casa lasciando per degli uomini
dl guardia nascosti nel frutteto. Ieri sera l'uomo cadde nella trappola e fu arrestato dopo una violenta colluttazione con la guardia Downing alla quale diede
anche un feroce morso. Apprendiamo che, quando il prigioniero sar condotto davanti al magistrato, la polizia chieder un rinvio. Dalla cattura di quest'individuo si attendono ulteriori, importanti sviluppi.

Dobbiamo vedere Baynes immediatamente, esclam Holmes prendendo il cappello. Lo fermeremo prima che esca di casa. Ci affrettammo lungo le strade del villaggio e, come previsto, trovammo l'ispettore sul punto di uscire.
Ha visto il giornale, signor Holmes?, chiese porgendocene
una copia.
S, Baynes, l'ho visto. La prego, non si offenda se la metto
amichevolmente in guardia.
In guardia, signor Hohnes?
Ho esaminato attentamente il caso e non sono convinto che
lei sia sulla strada giusta. Non voglio che si esponga troppo a
meno di essere certissimo.
Lei molto gentile, signor Holmes.
Le assicuro che sto parlando nel suo interesse.
Per un istante mi sembr di scorgere un leggero ammiccamento in uno degli occhietti di Baynes.
Siamo rimasti d'accordo di seguire ognuno la propria strada, signor Holmes. quello che sto facendo.
Oh, benissimo, rispose Holmes. Non se la prenda con
me.
No, signore; sono convinto che ha le migliori intenzioni. Ma
tutti abbiamo i nostri sistemi, signor Holmes. Lei ha i suoi e pu
darsi che io abbia i miei.
Non ne parliamo pi.
Non ho nulla in contrario a darle le notizie che ho. Quell'individuo un vero e proprio selvaggio, forte come un bue e crudele come il demonio. Con un morso ha quasi staccato il pollice
a Downing prima che si riuscisse a bloccarlo. Non parla una parola d'inglese e non gli abbiamo cavato di bocca altro che grugniti.
E lei ritiene di avere le prove che stato lui ad uccidere il suo
padrone?
Non ho detto questo, signor Holmes; non ho detto questo.
Tutti abbiamo i nostri metodi. Lei provi i suoi e io prover i

miei. L'accordo questo.


Mentre ci allontanavamo, Holmes si strinse nelle spalle.

Non riesco a capire quell'uomo. Sembra che vada in cerca di


un mare di guai. Be', come dice, ognuno deve seguire i propri
metodi e vedere cosa ne vien fuori. Ma c' qualcosa nell'ispettore Baynes che mi sfugge.
Si metta seduto, Watson, disse Holmes quando rientrammo nel nostro alloggio al Bull. Voglio aggiornarla sulla situazione perch questa sera potrei aver bisogno del suo aiuto. Lasci
che le presenti lo sviluppo di questo caso fin dove ho potuto seguirlo. Per semplice che sia negli aspetti fondamentali, ha presentato per sorprendenti difficolt per quanto concerne un arresto. Da quel lato, ci sono delle lacune che dobbiamo ancora
colmare.
Torniamo al famoso biglietto consegnato a Garcia la sera della sua morte. Possiamo scartare l'idea di Baynes che i domestici
fossero implicati. E la prova sta nel fatto che era stato lui a combinare la presenza di Scott Eccles e l'unico motivo non poteva
essere che quello di crearsi un alibi. Era dunque Garcia quello
che aveva un piano, un piano criminale, a quanto sembra, da
mettere in atto quella notte e durante il quale fu ucciso. Dico
"criminale" perch solo chi ha un intento criminale vuole crearsi un alibi. E fin qui, mi sembra che tutto fili.
Vediamo ora quale potrebbe essere il motivo della scomparsa
dei domestici di Garcia. Erano tutti complici dello stesso, sconosciuto crimine. Se fosse stato compiuto al ritorno di Garcia,
la presenza dell'inglese avrebbe allontanato ogni sospetto, e tutto sarebbe andato bene. Ma era un tentativo pericoloso e, se
Garcia non fosse rientrato entro una certa ora, c'era da ritenere
che fosse morto. Si era quindi convenuto che in quel caso i suoi
due dipendenti avrebbero dovuto recarsi in qualche luogo precedentemente stabilito dove avrebbero potuto sfuggire alle indagini e, in seguito, essere in condizioni di fare un altro tentativo. Questo spiegherebbe tutto, non le pare?
L'intera, arruffata matassa sembrava dipanarmisi davanti
agli occhi. Mi domandai, come sempre, perch non ci avevo
pensato prima.
Ma perch mai uno dei domestici doveva tornare?
Possiamo supporre che, nella confusione della fuga, avesse
dimenticato qualcosa di prezioso, qualcosa da cui non voleva
assolutamente separarsi. E questo spiegherebbe la sua tenacia,
no?
Bene, qual la mossa successiva?
La mossa successiva il biglietto ricevuto da Garcia durante
la cena. Indica la presenza di un complice da qualche parte. Ma
dove? Le ho gi dimostrato che poteva trovarsi solamente in

una casa spaziosa, e le case spaziose non sono molte. Ho dedicato le prime giornate in questo villaggio a tutta una serie di passeggiate durante le quali, negli intervalli delle mie ricerche botaniche, ho preso nota di tutte le case grandi e della storia familiare di chi le occupa. Una casa, e solo una, inchiod la mia attenzione. Si tratta della famosa masseria dell'epoca di re Giacomo I,
la masseria di High Gable a un miglio da Oxshott e a meno di
mezzo miglio dalla scena della tragedia. Le altre dimore appartenevano a gente prosaica e rispettabile, la cui vita non aveva
nulla di romanzesco. Ma il signor Henderson, di High Gable,
era generalmente considerato un tipo strano al quale potevano
succedere strane cose. Quindi, mi concentrai su di lui e sulla sua
famiglia.
Persone davvero insolite, Watson - e lui pi di ogni altro.
Con un pretesto plausibile, sono riuscito a vederlo ma nei suoi
occhi scuri, profondamente incassati e meditabondi mi sembr
di leggere che egli era perfettamente consapevole di quello che
cercavo. un tipo sulla cinquantina, forte, energico, capelli grigio ferro, sopracciglia nere e folte, il passo di un cervo e l'aria di

un imperatore - un uomo deciso, autoritario, con uno spirito


ardente dietro quel suo viso da pergamena. O straniero oppure
ha vissuto a lungo nei Tropici, perch giallastro e disidratato,
ma resistente come un nerbo. Il suo amico e segretario, il signor
Lucas, senza dubbio straniero, con la pelle color cioccolata,
astuto, garbato e felino, con un modo di parlare di una cortesia
velenosa. Come vede, Watson, abbiamo gi trovato due gruppi
di stranieri - uno a Wisteria Lodge e l'altro a High Gable quindi le nostre lacune cominciano a colmarsi.
Questi due uomini, legati da profonda amicizia, sono il punto
focale della casa; ma c' un'altra persona che, per i nostri scopi
immediati, pu essere anche pi importante. Henderson ha due
figlie - di undici e tredici anni. La loro governante una certa
signorina Burnet, un'inglese sulla quarantina o gi di l. C' anche un uomo di fiducia. Questo gruppetto costituisce la vera famiglia, viaggiano sempre tutti insieme e Henderson un gran
viaggiatore, sempre in movimento. tornato solo in queste ultime settimane a High Gable, dopo un anno di assenza. Devo aggiungere che ricchissimo e pu agevolmente togliersi ogni capriccio. Per il resto, la casa piena di maggiordomi, valletti, domestiche e la solita marea di personale, che ha troppo da mangiare e troppo poco da fare, tipico di una grande dimora inglese
di campagna.
Tutto questo l'ho appreso in parte dalle chiacchiere del villaggio e in parte dalle mie osservazioni personali. La fonte migliore

di notizie sono i domestici licenziati e che serbano rancore, e ho


avuto la fortuna di trovarne uno. La definisco fortuna, ma non
l'avrei avuta se non l'avessi cercata. Come dice Baynes, tutti abbiamo i nostri metodi. E il mio mi ha permesso di trovare John
Warner, ex giardiniere di High Gable, scacciato dal suo autoritario padrone in un momento d'ira. E a sua volta Warner aveva
degli amici fra i domestici rimasti in servizio, uniti dal timore e
dall'antipatia nei confronti del padrone. Cos sono entrato in
possesso delle chiavi segrete.
Strana gente, Watson! Non pretendo di capire ancora tutto,
ma comunque sono davvero strana gente. La casa ha due ali, in
una vivono i domestici e nell'altra la famiglia. Non esiste nessun
rapporto fra loro tranne che per il domestico personale di Henderson, che serve a tavola. Tutto viene portato a una certa porta
che costituisce l'unico punto di collegamento. La governante e
le bambine non escono quasi mai, se non per andare in giardino.
Henderson non gira mai da solo; quel suo scuro segretario lo segue come un'ombra. La voce che circola fra la servit che il padrone ha una tremenda paura di qualcosa. "Ha venduto l'anima al diavolo per i soldi" dice Warner, "e si aspetta che il suo
creditore venga a reclamarla." Da dove vengano o chi siano,
nessuno lo sa. Sono persone molto violente. Ben due volte Henderson ha colpito la gente col suo frustino e solo sganciando un
cospicuo indennizzo riuscito a evitare il tribunale.
Ora, Watson, giudichiamo la situazione sulla base di questo
nuovo elemento. Possiamo supporre che la lettera provenisse da
questa strana famiglia e invitasse Garcia a compiere un tentativo gi pianificato. Chi l'ha scritta? Qualcuno all'interno della
cittadella, una donna. E chi altri allora se non la signorina Burnet, la governante? Tutti i nostri ragionamenti sembrano condurre a lei. Comunque, partiamo dal presupposto che sia cos e
vediamo cosa ne deriva. Posso aggiungere che l'et e il tipo della
signorina Burnet hanno escluso immediatamente la mia prima
ipotesi e cio che questa storia avesse un risvolto sentimentale.
Se ha scritto lei il biglietto, presumibilmente era amica e complice di Garcia. E in questo caso, come avrebbe reagito alla notizia della sua morte? Se era avvenuta nel corso di una qualche impresa criminale, potrebbe non aprire bocca. Ma, dentro di s, sicuramente nutre odio e rancore nei confronti di chi l'ha ucciso e
magari potrebbe essere disposta a collaborare per vendicarsi.
Era dunque possibile incontrarsi con lei, e cercare di tirarla dalla
nostra parte? Questo fu il mio primo pensiero. Ma adesso arri-

viamo a un fatto molto sinistro. Dalla notte dell'omicidio, nessuno ha pi visto la signorina Burnet. svanita nel nulla. vi-

va? O forse stata uccisa la stessa notte in cui stato ucciso l'amico che aveva chiamato? O semplicemente tenuta prigioniera? Questo il punto che resta ancora da decidere.
Capir, Watson, come la situazione sia complicata. Non abbiamo elementi per chiedere un mandato. Il nostro piano apparirebbe pazzesco agli occhi di un magistrato. Che la donna sia
scomparsa non significa nulla, dato che in quella straordinaria
famiglia chiunque potrebbe rimanere invisibile per una settimana. Eppure, in questo stesso momento, la Burnet potrebbe trovarsi in pericolo di vita. Tutto ci che posso fare tenere d'occhio la casa e lasciare il mio agente, Warner, di guardia ai cancelli. Non possiamo permettere che una situazione del genere
continui. Se la legge ha le mani legate, dobbiamo assumerci noi
il rischio.
Cosa suggerisce?
So qual la sua stanza. Si pu raggiungere dal tetto della serra, il mio suggerimento che lei ed io questa notte andiamo a vedere se riusciamo ad arrivare al nocciolo del mistero.
Confesso che la prospettiva non mi allettava molto. Quella
vecchia casa con la sua atmosfera di morte, le persone strane e
pericolose che vi abitavano, i pericoli sconosciuti di quell'iniziativa e il fatto che ci stavamo mettendo in una posizione molto
poco legale, tutto contribuiva a smorzare il mio entusiasmo. Ma
c'era qualcosa in quel gelido e lineare ragionamento di Holmes
che rendeva impossibile tirarsi indietro da un'avventura che secondo lui avrebbe dato frutti. Era chiaro che cos, e solo cos, si
poteva arrivare a una soluzione. Gli strinsi in silenzio la mano, e
il dado fu tratto.
Ma non era destino che la nostra indagine avesse una fine cos
avventurosa. Erano circa le cinque e gi si stavano addensando
le prime ombre di quella sera di marzo quando un contadino si
precipit agitatissimo nella nostra stanza.
Se ne sono andati, signor Holmes. Sono partiti con l'ultimo
treno. La signora riuscita a sfuggire e adesso mi sta aspettando
gi in carrozza.
Eccellente, Warner!, esclam Holmes balzando in piedi.
Watson, le lacune si stanno colmando rapidamente.
In carrozza c'era una donna, semisvenuta per la tensione nervosa. Il viso aquilino ed emaciato recava tracce di una qualche
recente tragedia. Il capo le ricadeva sul petto ma quando lo sollev alzando lo sguardo spento su di noi vidi che le pupille non
erano che due puntini neri al centro dell'iride grigia e dilatata.
Era stata drogata con l'oppio.
Stavo controllando il cancello come lei mi aveva ordinato,

signor Holmes, disse il nostro emissario, il giardiniere licenziato. Quando la carrozza uscita l'ho seguita fino alla stazione.
Lei camminava come nel sonno ma quando hanno cercato di
farla salire in treno si come risvegliata e ha cominciato a dibattersi. L'hanno spinta nel vagone. Ma riuscita a scendere. L'ho
aiutata, l'ho caricata in carrozza ed eccoci qui. Non dimenticher mai quella faccia al finestrino mentre la portavo via. Non
camperei a lungo se potesse fare a modo suo - quel minaccioso
demonio giallo dagli occhi neri.
Trasportammo su la donna, la sdraiammo sul divano e un
paio di tazze di caff fortissimo riuscirono presto a dissipare i
fumi dell'oppio. Holmes aveva mandato a chiamare Baynes, e
gli spieg rapidamente la situazione.
Perbacco, signore, mi ha procurato proprio le prove che cercavo, esclam calorosamente l'ispettore stringendo la mano al
mio amico. Ero anch'io sulla sua stessa pista, fin dal principio.
Cosa? Anche lei sospettava di Henderson?
Caro signor Holmes, mentre lei sgusciava nel frutteto di

High Gable, io ero arrampicato in cima a un albero e l'ho vista


sotto di me. Si trattava solo di chi avrebbe trovato le prove per
primo.
E allora perch ha arrestato il mulatto?
Baynes ridacchi.
Ero sicuro che Henderson, come si fa chiamare, sentiva di
essere sospettato e quindi se ne sarebbe rimasto buono e tranquillo finch il pericolo non fosse scongiurato. Ho arrestato
l'uomo sbagliato per fargli credere che non sospettavamo pi di
lui. Sapevo che avrebbe colto l'occasione per filarsela, dandoci
cos la possibilit di arrivare alla signorina Burnet.
Holmes pos una mano sulla spalla dell'ispettore.
Lei far molta carriera. Ha fiuto e intuizione, gli disse.
Baynes arross di soddisfazione.
Per tutta la settimana ho tenuto un poliziotto in borghese di
guardia alla stazione. Dovunque andavano quelli di High Gable, lui li teneva d'occhio. Ma deve essersi trovato in un bell'impiccio quando la signorina Burnet riuscita a fuggire. Comunque, se n' occupato il suo uomo e tutto finito bene. Chiaramente, non possiamo procedere a un arresto senza la sua testimonianza, quindi prima ci rilascia una deposizione tanto meglio
.
Ogni minuto che passa si sta riprendendo, disse Holmes
dando un'occhiata alla governante. Ma mi dica, Baynes, chi
questo Henderson?

Henderson, rispose l'ispettore, don Murillo, un tempo


noto come la Tigre di San Pedro.
La Tigre di San Pedro! In un lampo, mi torn in mente tutta
la storia di quell'uomo. Si era fatto la fama del tiranno pi debosciato e sanguinario che mai avesse governato un paese con
una certa pretesa di civilt. Forte, audace, ed energico, era riuscito ad imporre la sua disgustosa condotta a una popolazione
tremebonda per dieci o dodici anni. Il suo nome era il terrore del
Centro America. Alla fine, ci fu un'insurrezione generale contro di lui. Ma era astuto quanto crudele e, alle prime avvisaglie
del pericolo, aveva segretamente trasferito tutti i suoi beni su
una nave la cui ciurma era composta tutta di suoi sostenitori. E
il giorno seguente, gli insorti fecero irruzione in un palazzo vuoto. Il dittatore, le due figlie, il segretario e tutti i suoi tesori erano
spariti. Da quel momento scomparve dalla faccia della terra e la
stampa europea spesso aveva ventilato le pi svariate congetture
circa la sua nuova identit.
Proprio cos, signore, don Murillo, la Tigre di San Pedro,
disse Baynes. Se vuole controllare, vedr che i colori della bandiera di San Pedro sono il verde e il bianco, come nel biglietto,
signor Holmes. Si faceva chiamare Henderson, ma ne avevo seguito le tracce, Parigi, Roma, Madrid e Barcellona dove la sua
nave arriv nell'86. Un mucchio di gente lo cercava per vendicarsi, ma solo adesso hanno cominciato a scoprire qualcosa.
Lo avevano scoperto un anno fa, disse la signorina Burnet
che si era messa seduta e ascoltava attentamente la conversazione. Gi una volta avevano attentato alla sua vita, ma qualche
spirito del male lo protesse. E adesso, ancora una volta, il nobile e cavalleresco Garcia che morto, mentre quel mostro se l'
scampata. Ma ne verr un altro, e un altro, fino al giorno in cui
sar fatta giustizia; sicuro quanto sicuro che domani sorger il
sole. Strinse le dita sottili e il suo volto sciupato sbianc per
l'intensit del suo odio.
Ma come finita lei in questa storia, signorina Burnet?,
chiese Holmes. Come pu una signora inglese trovarsi coinvolta in un omicidio?
Ci sono finita perch era l'unico sistema al mondo di ottenere giustizia. Cosa importano alla legge inglese i fiumi di sangue
che sono scorsi anni fa a San Pedro, o il carico di tesori che quest'individuo ha rubato? Per voi, questi crimini come se fossero
stati commessi su un altro pianeta. Ma noi sappiamo. Noi abbiamo imparato la verit nel dolore e nella sofferenza. Per noi

non esiste all'inferno un demonio come Juan Murillo, n esiste

pace nella nostra vita fintanto che le sue vittime gridano vendetta.
Sicuramente, disse Holmes, quell'uomo era come lei lo
descrive. Ho sentito parlare delle sue atrocit. Ma in che modo
lei ne ha sofferto?
Vi racconter tutto. La politica di quel delinquente era quella di eliminare, con un pretesto o con l'altro, chiunque desse segni di poter diventare, col tempo, un avversario pericoloso. Mio
marito - s, in realt io sono la moglie di Victor Durando - era
rappresentante diplomatico di San Pedro a Londra. E a Londra
ci incontrammo e ci sposammo. E mai ci fu sulla terra uomo pi
nobile di lui. Disgraziatamente, Murillo sent parlare delle sue
qualit, lo richiam con una qualche scusa, e lo fece fucilare.
Quasi presagendo la sua sorte, non volle che lo accompagnassi.
Le sue propriet vennero confiscate ed io rimasi con pochi spiccioli e il cuore spezzato.
Poi arriv la caduta del tiranno. Fugg, come avete appena
descritto. Ma le tante persone alle quali aveva distrutto la vita, i
cui congiunti pi prossimi e pi amati aveva torturato e ucciso
con le sue mani, non potevano lasciare le cose come stavano. Si
riunirono in un'associazione che non avrebbe mai dovuto sciogliersi fino a quando non fosse stata fatta giustizia. Dopo che
scoprimmo che il tiranno rovesciato si era trasformato in Henderson, tocc a me infiltrarmi in casa sua e tenere gli altri informati dei suoi movimenti. E riuscii nel mio intento facendomi assumere come governante nella sua famiglia. Non poteva certo
immaginare che la donna che gli stava di fronte a tavola fosse la
stessa il cui marito aveva spedito all'altro mondo nel giro di
un'ora. Gli sorridevo, svolgevo i miei doveri con le ragazze, e
aspettavo. Sub un attentato a Parigi ma senza conseguenze. Ci
spostavamo rapidamente su e gi per l'Europa per sfuggire agli
inseguitori e alla fine tornammo a questa casa che aveva acquistato quando era arrivato per la prima volta in Inghilterra.
Ma qui lo aspettava anche la giustizia. Sapendo che sarebbe
tornato, Garcia, che figlio di un ex altissimo dignitario di San
Pedro, lo stava aspettando con due fedeli compagni, di umile
estrazione, tutti e tre motivati dalla stessa sete di vendetta. Durante il giorno poteva fare ben poco perch Murillo prendeva
tutte le precauzioni e non usciva mai di casa senza il suo onnipresente Lucas, o Lopez come si chiamava ai tempi del suo splendore. Di notte, per, dormiva solo e il vendicatore poteva arrivare
fino a lui. Una certa sera, stabilita in precedenza, mandai al mio
amico le ultime istruzioni perch quell'individuo era sempre all'erta e cambiava continuamente stanza. Dovevo fare in modo

che le porte fossero aperte e, segnalando con una luce bianca o


verde alla finestra che dava sul viale, indicare se tutto era pronto
o se era meglio rimandare il tentativo.
Ma tutto and storto. Non so come, avevo insospettito Lopez, il segretario. Mi si avvicin silenziosamente alle spalle e mi
salt addosso quando avevo appena finito di scrivere il biglietto. Lui e il suo padrone mi trascinarono nella mia stanza e mi
sottoposero a un processo sommario per tradimento. Mi avrebbero accoltellato seduta stante se avessero trovato il sistema per
sfuggire alle conseguenze. Alla fine, dopo molte discussioni, decisero che sarebbe stato troppo pericoloso uccidermi. Ma decisero anche di liberarsi per sempre di Garcia. Mi imbavagliarono
e Murillo mi torse il braccio fino a quando riusc a costringermi
a dargli il suo indirizzo. Giuro che avrebbe potuto anche strapparmelo, se solo avessi immaginato quello che sarebbe successo
a Garcia. Lopez scrisse l'indirizzo sul biglietto, lo sigill col gemello da poso e lo mand, per mano del domestico Jos. Come
lo abbiano ucciso non so; so solo che fu Murillo personalmente
perch Lopez era rimasto a sorvegliarmi. Immagino che si sia
nascosto fra i cespugli che fiancheggiano il sentiero e lo abbia

colpito mentre passava. In un primo tempo, avevano parlato di


lasciarlo entrare in casa e poi di ucciderlo fingendo che lo avessero scoperto a rubare; ma poi decisero che, una volta coinvolti
in un'inchiesta, la loro identit sarebbe stata immediatamente
resa pubblica e si sarebbero trovati esposti ad altri attentati.
Con la morte di Garcia, l'inseguimento sarebbe cessato perch
gli altri potenziali attentatori si sarebbero spaventati.
E tutto sarebbe andato secondo i loro piani se io non fossi stata al corrente di ci che avevano fatto. Sono certa che pi di una
volta la mia vita si trov appesa a un filo. Mi confinarono nella
mia stanza, terrorizzandomi con le pi spaventose minacce, tentando di fiaccarmi lo spirito con i peggiori maltrattamenti guardate questa pugnalata sulla spalla e i lividi sulle braccia e, una volta che cercai di invocare aiuto dalla finestra, mi imbavagliarono. Rimasi cos imprigionata per cinque giorni, non
avendo da mangiare nemmeno quel tanto necessario a tenermi
in vita. Questo pomeriggio mi portarono un ricco pranzo ma,
subito dopo aver mangiato, mi resi conto di essere stata drogata. Ricordo vagamente, come in un sogno, di essere stata mezzo
condotta mezzo trascinata alla carrozza; e, sempre in quello stato, di essere stata portata al treno. Solo allora, quando le ruote
stavano per mettersi in moto, mi resi improvvisamente conto
che la mia libert era nelle mie mani. Saltai gi dal treno, cercarono di trascinarmi indietro e, se non fosse stato per l'aiuto di

questo brav'uomo che mi condusse alla carrozza, non sarei mai


riuscita a fuggire. Ora, grazie a Dio, sono per sempre al di l del
loro potere.
Avevamo tutti ascoltato molto attentamente questo straordinario racconto. Fu Holmes a rompere il silenzio.
Le nostre preoccupazioni sono finite, osserv scuotendo il
capo. Finisce il lavoro della nostra polizia, e comincia quello
della nostra magistratura.
Esattamente, risposi. Un bravo avvocato potrebbe invocare la legittima difesa. Possono avere una fedina penale lunga
un chilometro ma solo per questo che possono essere chiamati
in giudizio.
Andiamo, andiamo, disse Baynes in tono rincuorante, ho
un'opinione migliore della legge. Legittima difesa una cosa.
Ma attirare un uomo a sangue freddo con preciso intento di ucciderlo un'altra, quale che sia il pericolo che potrebbe rappresentare. No, no, vedrete che quanto prima gli inquilini di High
Gable finiranno davanti alle Assise di Guildford.
Ma oramai sappiamo che doveva passare ancora un po' di
tempo prima che la Tigre di San Pedro avesse ci che si meritava. Astuto e temerario, lui e i suoi compagni sfuggirono ai loro
inseguitori entrando in una pensione a Edmonton Street e
uscendo dall'ingresso posteriore in Curzon Street. Da quel giorno, non furono pi visti in Inghilterra. Circa sei mesi dopo il
marchese di Montalva e il signor Rulli, il segretario, vennero assassinati nelle loro stanze all'Hotel Escuriai di Madrid. Il delitto
fu attribuito ai Nichilisti e gli assassini non vennero mai arrestati. L'ispettore Baynes venne a trovarci a Baker Street con un foglio sul quale era riportata a stampa la descrizione del volto dalla carnagione scura del segretario e di quello autoritario e dallo
sguardo magnetico e le sopracciglia cespugliose del suo padrone. Non potemmo allora pi dubitare che, anche se in ritardo,
giustizia era stata fatta.
Un caso caotico, caro Watson, disse Holmes una sera mentre stavamo fumando la pipa. Non le riuscir di presentarlo in
quella forma compatta che tanto le cara. Copre due continenti, coinvolge due gruppi di individui misteriosi e, per giunta,
complicato dalla rispettabilissima presenza del nostro amico,
Scott Eccles, la cui inclusione mi dimostra come il defunto Garcia avesse la mente acuta e uno sviluppatissimo istinto di autoconservazione. L'unica cosa degna di nota che, fra una giungla di possibilit noi, insieme col nostro degno collaboratore,

l'ispettore, ci siamo attenuti ai fatti essenziali riuscendo cos a

percorrere quel cammino ingannevole e tortuoso. C' qualche


punto che non le del tutto chiaro?
Perch torn il cuoco del mulatto?
Credo che possa spiegarcelo quella strana creatura in cucina. L'uomo era un selvaggio primitivo che veniva dalle foreste
vergini di San Pedro, e questo era il suo feticcio. Quando lui e il
suo compagno si rifugiarono in qualche luogo prestabilito dove, senza dubbio, li attendeva un complice - il compagno
l'aveva convinto a rinunciare a un oggetto tanto compromettente. Ma il mulatto lo aveva nel cuore e, il giorno seguente, non
pot fare a meno di venire a cercarlo e fu allora che, attraverso la
finestra, vide che in casa c'era la guardia Walters. Aspett altri
tre giorni, poi la sua devozione, o superstizione, lo indusse a
provarci ancora. L'ispettore Baynes che, con la solita astuzia,
aveva minimizzato l'incidente mentre c'ero io, in realt ne aveva
pienamente afferrato l'importanza e aveva preparato una trappola dentro cui il selvaggio caduto. C' altro, Watson?
L'uccello smembrato, il paiolo col sangue, le ossa carbonizzate, tutto quel mistero di quella cucina cos negromantica?
Holmes sorrise, cercando qualcosa sul taccuino.
Ho trascorso un' intera mattinata al British Museum per documentarmi su quel punto e su altri. Ecco una citazione da Voodooism and the Negroid Religions, di Eckermann:
I veri cultori del Voodoo non intraprendono mai nulla di importante senza
prima offrire dei sacrifici per propiziarsi i loro sciagurati di. In casi estremi,
questi riti prendono la forma di sacrifici umani cui seguono riunioni di cannibalismo. Solitamente, le vittime sono o un gallo bianco, che smembrano ancora vivo, o una capra nera che sgozzano per poi bruciarla.

Come vede, il nostro amico selvaggio era molto ortodosso


nelle sue cerimonie. grottesco, Watson, prosegu Holmes richiudendo lentamente il suo taccuino ma, come spesso ho avuto occasione di osservare, dal grottesco all'orrendo non c' che
un passo.
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L'avventura della scatola di cartone


Nel selezionare quei casi che, meglio di altri, illustrano le
straordinarie doti mentali del mio amico Sherlock Holmes ho
cercato, nei limiti del possibile, di scegliere quelli meno sensazionali ma pi adatti a mettere in luce le sue qualit. Purtroppo,
impossibile scindere del tutto il sensazionale dal criminale, e
un cronista rimane col dilemma se debba sacrificare i dettagli
che sono essenziali al racconto, e dare cos una falsa impressione
del problema, oppure servirsi di quegli elementi che il caso, e
non la scelta, gli ha messo a disposizione.
Premesso questo, vorrei illustrare i miei appunti su quella che
si dimostr una strana, anche se particolarmente funesta, concatenazione di eventi.
Era una torrida giornata d'agosto. Baker Street era un forno
e il riverbero del sole sui mattoni gialli della casa dirimpetto faceva male agli occhi. Difficile credere che fossero le stesse mura
che occhieggiavano cos cupe nella nebbia invernale. Le persiane erano semichiuse e Holmes se ne stava raggomitolato sul divano leggendo e rileggendo una lettera che aveva ricevuto con la
posta del mattino. In quanto a me, gli anni trascorsi come militare in India mi avevano abituato a resistere pi al caldo che al
freddo e la colonnina di mercurio a quasi 50 non mi dava nessun fastidio. Ma il giornale del mattino non conteneva niente
d'interessante. Il Parlamento aveva sospeso i lavori. Tutti erano
fuori citt e io sognavo le radure del New Forest o la ghiaia di
Southsea. Un conto bancario ridotto all'osso mi aveva costretto

a rimandare le vacanze, e in quanto al mio amico, n campagna


n mare presentavano per lui la bench minima attrazione. Gli
piaceva starsene proprio al centro di cinque milioni di individui,
affondare in mezzo a loro i suoi tentacoli, attento al minimo
sentore di sospetto e di delitto irrisolto. Fra le sue molte doti non
c'era l'amore per la natura e il suo unico svago, quando distoglieva la mente dal malfattore di citt, era quello di rivolgerla al
suo fratello di campagna.
Vedendo che Holmes era troppo assorto per fare conversazione, avevo gettato da una parte l'inutile giornale e, adagiandomi

nella poltrona mi ero abbandonato ai miei pensieri. Improvvisamente, la voce del mio amico mi riscosse.
Ha ragione, Watson, disse. Sembra davvero un modo assurdo di risolvere una disputa.
Assolutamente assurdo!, esclamai, poi, rendendomi improvvisamente conto di come avesse fatto eco ai miei pensieri
pi reconditi, mi tirai su, guardandolo sbalordito.
Ma Holmes!, gridai. Questo supera ogni mia immaginazione!
Vedendomi cos sconcertato, scoppi a ridere, divertito.
Ricorder, disse, che un po' di tempo fa le lessi un brano
di un racconto di Poe in cui una persona, a stretto fil di logica,
segue i pensieri inespressi del suo compagno e lei giudic la cosa
semplicemente un tour-de-force dell'autore. E si mostr incredulo quando le dissi che anche io facevo sempre la stessa cosa.
Oh no!
Forse non con le parole, mio caro Watson, ma certo con la
sua espressione. Quindi, quando l'ho vista gettare da parte il
giornale e immergersi nei suoi pensieri sono stato ben felice di
avere l'occasione di seguirli e, infine, intromettermi per dimostrarle che ero in rapporto mentale con lei.
Ma non ero affatto convinto. Nel brano che lei mi lesse, risposi, l'uomo aveva tratto le sue conclusioni osservando le
mosse del suo compagno. Se ben ricordo, aveva inciampato su
un mucchio di sassi, aveva alzato gli occhi al cielo, e cos via. Ma
io sono rimasto tranquillamente seduto in poltrona; quali indizi
posso averle fornito?
Lei si sottovaluta. I lineamenti sono stati dati all'uomo come un mezzo per esprimere le sue emozioni, e i suoi la servono
fedelmente.
Vuol dire che lei mi ha letto in faccia ci che pensavo?
In faccia, e specialmente negli occhi. Scommetto che nemmeno lei riesce a ricordare come iniziata la sua meditazione.
Infatti non me lo ricordo.
Allora glielo dir io. Dopo aver gettato il giornale, e quello
fu il gesto che richiam la mia attenzione, lei rimasto per trenta
secondi seduto a fissare il vuoto. Poi, ha rivolto lo sguardo sul
ritratto del generale Gordon che ha appena fatto incorniciare e,
dall'alterazione dei suoi lineamenti, ho capito che stava cominciando a pensare a qualcosa. Ma cambi presto rotta. Ha lanciato un'occhiata al ritratto senza cornice di Henry Ward Beecher che sta in cima al suo scaffale. Poi ha guardato la parete e,
naturalmente, era ovvio che stava pensando che, se avesse fatto
incorniciare anche quello, sarebbe andato benissimo per riempi-

re quello spazio vuoto facendo da pendant al ritratto di Gordon.


Ma proprio cos!, esclamai.
Fin qui non avrei potuto sbagliare. Ma poi i suoi pensieri sono tornati a Beecher e lei ha fissato gli occhi sul ritratto quasi a
studiarne la personalit attraverso i lineamenti. Poi il suo sguardo si fece meno intenso ma continu a guardare da quella parte,
con espressione pensierosa. Stava riandando con la mente agli
incidenti della carriera di Beecher. E sapevo benissimo che non
poteva farlo senza pensare alla sua missione per conto dei Nordisti durante la Guerra Civile, perch ricordo che lei ebbe parole

di fuoco per il modo con cui era stato trattato dagli elementi pi
turbolenti. Ne era rimasto cos sdegnato che sapevo come, pensando a Beecher, non avrebbe potuto fare a meno d pensare anche a quello. Quando, un attimo dopo, la vidi distogliere gli occhi dal ritratto, sospettai che i suoi pensieri fossero ora volti alla
Guerra Civile e quando notai le labbra strette, gli occhi fiammeggianti e le mani contratte, seppi con certezza che stava appunto pensando al coraggio dimostrato da entrambe le parti in
quella lotta disperata. Ma la sua espressione ridivent triste;
scosse il capo. Stava pensando alla tristezza, all'orrore e allo
spreco di tante vite. andato con la mano alla sua vecchia ferita
e ha sorriso leggermente, dimostrandomi cos come non aveva
potuto fare a meno di cogliere il lato assurdo di un simile sistema
per dirimere le questioni internazionali. A questo punto, convenni con lei che era assurdo e ho avuto il piacere di constatare
che le mie deduzioni erano corrette.
Assolutamente!, confermai. E ora che me lo ha spiegato,
confesso che sono sorpreso quanto lo ero prima.
Una cosa molto superficiale, mio caro Watson, glielo assicuro. Non avrei richiamato la sua attenzione se quel giorno non
si fosse dimostrato tanto incredulo. Ma ho qui per le mani un
problemino che forse si dimostrer pi difficile da risolvere che
non il mio piccolo exploit nella lettura del pensiero. Ha notato
nel giornale un breve paragrafo circa lo straordinario contenuto
di un pacchetto spedito alla signorina Cushing, di Cross Street,
Croydon?
Veramente no.
Ah! Dev'esserle sfuggito. Mi butti il giornale. Eccolo, qui,
sotto la colonna finanziaria. Sia gentile lo legga a voce alta.
Presi il giornale che mi aveva gettato di nuovo e lessi il paragrafo indicato. Era intitolato, Un macabro pacchetto.
La signorina Susan Cushing, abitante a Cross Street, Croydon, rimasta

vittima di quello che dobbiamo definire uno scherzo particolarmente rivoltante, a meno che l'incidente non risulti avere un significato pi sinistro. Alle due
di ieri pomeriggio, il postino le recapit un pacchettino, avvolto in carta marrone, che conteneva una scatola di cartone riempita di sale grosso. Rovesciando fuori il sale, la signorina Cushing rimase inorridita nel trovare due orecchie
umane mozzate molto di recente. La scatola era stata spedita come pacco postale da Belfast, il mattino precedente. Non ci sono elementi che indichino il
mittente e la faccenda tanto pi misteriosa in quanto la signorina Cushing,
nubile, sulla cinquantina, ha condotto vita molto ritirata e ha cos poche conoscenze o corrispondenti che raramente riceve posta. Qualche anno fa, per,
quando abitava a Penge, aveva affittato delle camere a tre giovani studenti di
medicina che era stata poi costretta a mandar via per le loro abitudini rumorose e irregolari. Secondo la polizia, il macabro scherzo compiuto ai danni della
signorina Cushing potrebbe essere stato opera dei tre giovani che le serbavano
rancore e speravano di spaventarla mandandole quei resti della sala anatomica. Teoria che sembrerebbe avvalorata in parte dal fatto che uno degli studenti
proveniva dall'Irlanda del Nord e, per quanto ne sa la signorina Cushing, da
Belfast. Nel frattempo, la polizia sta attivamente indagando sulla faccenda e il
caso stato affidato al signor Lestrade, uno dei nostri pi brillanti investigatori.

Questo per quanto riguarda il Daily Chronicle, disse Holmes quando ebbi terminato di leggere. Per quanto riguarda invece il nostro amico Lestrade, stamane ho ricevuto da lui questo
biglietto in cui mi dice:
Credo che questo caso rientri nel suo campo.
Abbiamo ottime speranze di risolverlo, ma incontriamo qualche difficolt
nel reperire elementi su cui lavorare. Naturalmente abbiamo telegrafato all'ufficio postale di Belfast, ma in quel giorno sono stati spediti molti pacchi e
non possono identificare questo in particolare, n ricordarne il mittente. La
scatola di quelle che contengono 250 grammi di tabacco conciato con melassa, e non ci di alcun aiuto. Sono sempre del parere che la teoria pi probabile
sia quella dello studente di medicina ma, se lei avesse qualche ora da dedicarmi, sarei felicissimo, se volesse venire qui. Mi trover per tutta la giornata a casa o al comando di polizia.

Che ne dice, Watson? Se la sente di sfidare il caldo e fare con


me una corsa a Croydon? Potrebbe ricavarne qualcosa per i suoi

annali!
Mi auguravo, appunto, di aver qualcosa da fare.
Allora l'avr. Chiami il fattorino e gli dica di procurarci una
carrozza. Vado a cambiarmi e a riempire il mio portasigari; sar
di ritorno fra un attimo.
Mentre eravamo in treno, venne gi uno scroscio di pioggia, e
a Croydon il caldo era molto meno opprimente che in citt. Holmes aveva spedito un telegramma cos che Lestrade, impettito,
azzimato e simile a un furetto, come sempre, ci stava aspettando

alla stazione. Cinque minuti di strada ci portarono a Cross


Street, dove abitava la signorina Cushing.
Era una strada molto lunga, fiancheggiata da case a due piani, sobrie ed eleganti, con i gradini di marmo bianco e gruppetti
di donne col grembiule che spettegolavano sulla porta. A met
della strada, Lestrade si ferm e buss a una porta che ci venne
aperta da una camerierina. La signorina Cushing era seduta nella stanza sul davanti, dove fummo introdotti. Era una donna
dall'aria placida, con occhi grandi e gentili, e capelli grigi rialzati in due bande ai lati. Teneva in grembo un coprischienale ricamato e, su un tavolino accanto a lei, un cestino di matassine di
seta colorate.
Quella roba orrenda nel capanno, disse appena Lestrade
entr. Vorrei proprio che se le portasse via.
Lo far senz'altro, signorina Cushing. Le ho lasciate qui solo perch il mio amico, il signor Holmes, potesse dargli un'occhiata in sua presenza.
E perch in mia presenza?
Nel caso volesse rivolgerle qualche domanda.
A che scopo farmi domande, dal momento che le dico che
non ne so assolutamente nulla?
Ha ragione, signora, disse Holmes nel suo tono conciliante. Senza dubbio, lei stata disturbata pi che abbastanza per
questa storia.
Proprio cos, signore. Sono una persona tranquilla e conduco una vita ritirata. una novit per me vedere il mio nome sui
giornali e trovarmi la polizia in casa. Non voglio quella roba
qui, signor Lestrade. Se vuole vederla, deve andare al capanno.
Si trattava di una baracchetta nel minuscolo giardino sul retro
della casa. Lestrade vi entr e riusc portando una scatola gialla
di cartone, con un pezzo di carta marrone e dello spago. C'era
una panca alla fine del vialetto e ci sedemmo mentre Holmes
esaminava, uno per uno, gli oggetti che Lestrade gli aveva consegnato.
Questo spago interessantissimo, osserv alzandolo verso
la luce e annusandolo. Che ne pensa di questo spago, Lestrade?
stato incatramato.
Precisamente. un pezzo di corda catramata. Senza dubbio, avr anche notato che la signorina Cushing l'ha tagliata con
le forbici, come si vede dalla sfrangiatura sulle due estremit.
Questo importante.

Non vedo che importanza abbia, comment Lestrade.


L'importanza sta nel fatto che il nodo rimasto intatto, e
che si tratta di un nodo molto particolare.
legato con molta precisione. Ne ho gi preso nota, disse
Lestrade con aria di sufficienza.
Con lo spago, allora, abbiamo finito, disse Holmes sorridendo. Veniamo ora all'imballaggio. Carta marrone, con un
inconfondibile profumo di caff. Come, non l'ha notato? Credo che non ci siano dubbi. Indirizzo a stampatello, grafia piuttosto disordinata: "Signorina S. Cushing, Cross Street, Croydon". Tracciata con una penna a punta larga, probabilmente
una J, con inchiostro molto scadente. La parola "Croydon" era
stata prima scritta con la "i" poi corretta in "y". L'indirizzo sul

pacco stato quindi scritto da un uomo - lo stampatello decisamente mascolino - di scarsa cultura, che non conosce Croydon. Fin qui, tutto bene! La scatola una scatola gialla da 250
grammi per tabacco alla melassa, nulla di particolare tranne due
impronte di pollice nell'angolo inferiore sinistro. Riempita di
sale grosso, del tipo usato per conciare pelli e cose del genere, la
qualit pi scadente in commercio. E affondati nel sale ci sono
questi due stranissimi allegati.
Parlando, aveva preso le due orecchie e, appoggiandosi di
traverso sulle ginocchia un'assicella di legno, le esamin minuziosamente mentre Lestrade ed io, chinandoci alle sue spalle,
guardavamo ora quegli orrendi resti ora il volto intento e pensieroso del nostro amico. Alla fine, li rimise nella scatola e rest
immerso in profonda meditazione.
Naturalmente, avr notato, disse infine, che le due orecchie non appartengono alla stessa persona.
S, l'ho notato. Ma se si tratta dello scherzo di qualche studente di medicina, pu aver preso due orecchie a caso dalla sala
anatomica; non era necessario che appartenessero a un'unica
persona.
Appunto. Ma questo non uno scherzo.
Ne sicuro?
I presupposti sono tutti contrari. Nei cadaveri in sala anatomica si inietta un fluido conservante. Queste orecchie non ne recano traccia. E sono state tagliate da poco. Con uno strumento
smussato, il che non sarebbe se a tagliarle fosse stato uno studente. E ancora, un futuro medico penserebbe all'acido fenico o
alla formaldeide come conservante, certo non al sale grosso. Ripeto che qui non si tratta di uno scherzo; siamo alle prese con un
grave delitto.
Ascoltando le parole di Holmes e vedendo la sua espressione

grave e preoccupata, mi sentii correre un brivido per la schiena.


Quei brutali preliminari sembravano indicare qualcosa di strano e di inspiegabilmente orrendo nello sfondo. Ma Lestrade
scosse la testa, non del tutto convinto.
Certo, esistono obiezioni all'ipotesi dello scherzo, disse;
ma ne esistono ancora di pi a quella del delitto. Sappiamo che
questa donna ha condotto una vita tranquilla e rispettabile, sia a
Penge che qui, da vent'anni a questa parte. E durante quel periodo non si praticamente mai allontanata da casa. Per quale
motivo, dunque, un criminale dovrebbe spedirle le prove della
sua colpevolezza specialmente quando, se non un'attrice insuperabile, la signorina ne sa quanto noi di questa faccenda?
Questo il problema che dobbiamo risolvere, rispose Holmes, e, per quanto mi riguarda, partir dal presupposto che il
mio ragionamento sia giusto e che stato commesso un duplice
omicidio. Una delle orecchie appartiene a una donna; piccola,
delicata ed forata per gli orecchini. L'altra di un uomo, abbronzata, macchiata e anch'essa forata per portare un orecchino. Presumibilmente queste due persone sono morte, altrimenti
ne avremmo gi sentito parlare. Oggi venerd. Il pacchetto
stato spedito gioved mattina. La tragedia, quindi, deve aver
avuto luogo mercoled o marted, o forse anche prima. Se le due
persone sono state assassinate chi, se non l'assassino, avrebbe
mandato alla signorina Cushing questo pegno della sua opera?
Partiamo dal fatto che l'uomo che cerchiamo quello che ha
spedito il pacchetto. Deve aver avuto dei motivi molto forti per
fare questo. Ma quali? Forse per informare la signorina Cushing che il lavoro era stato fatto! O forse per ferirla. Ma in questo caso, lei ne conoscerebbe l'identit. La conosce? Ne dubito.
Se fosse cos, infatti, perch avrebbe chiamato la polizia?
Avrebbe potuto seppellire le orecchie e nessuno ne avrebbe saputo niente. Questo avrebbe fatto se avesse voluto proteggere
l'assassino. Ma se non desiderasse proteggerlo, ne farebbe il nome. una matassa ingarbugliata che dobbiamo dipanare.
Aveva parlato in tono alto e concitato, guardando sopra lo steccato del giardino; ma a questo punto balz rapidamente in piedi

avviandosi verso la casa.


Devo fare qualche domanda alla signorina Cushing, disse.
In quel caso, la lascio, rispose Lestrade; ho un'altra piccola faccenda da sbrigare. Personalmente, ritengo di non avere
altro da chiedere alla signorina. Mi trover alla centrale di polizia.
Passeremo da lei andando alla stazione, disse Holmes. Un
attimo dopo, lui ed io eravamo di nuovo nella stanza sul davanti

dove la signorina, impassibile, stava ancora lavorando al suo


poggiatesta. Lo pos quando entrammo e ci guard con quegli
occhi azzurri e inquisitori.
Sono convinta, disse, che questa storia sia tutto un errore
e che il pacchetto non fosse affatto destinato a me. L'ho ripetuto varie volte a quel signore di Scotland Yard, ma mi ha riso in
faccia. Non ho un nemico al mondo, per quanto ne so, e dunque
perch qualcuno dovrebbe farmi uno scherzo del genere?
Comincio a condividere la sua opinione, signorina Cushing, disse Holmes sedendosi accanto a lei. Ritengo sia pi
che probabile..., s'interruppe e, voltandomi, rimasi molto sorpreso dallo sguardo intento con cui osservava il profilo della
donna. Per un attimo, il suo volto trad sorpresa e soddisfazione
anche se quando la signorina si gir, colpita dal suo silenzio,
aveva ripreso la sua aria tranquilla e riservata. Guardai anche io
i capelli brizzolati e composti della donna, la sua cuffietta, i minuscoli orecchini d'oro, i lineamenti placidi; ma non riuscii a vedere nulla che giustificasse la palese eccitazione del mio amico.
Ci sarebbero un paio di domande...
Oh, basta con le domande!, esclam seccata la signorina
Cushing.
Se non sbaglio, lei ha due sorelle.
Come lo sa?
Nell'istante stesso in cui sono entrato in questa stanza ho notato che tiene sul caminetto un ritratto di gruppo di tre signore,
una delle quali senza dubbio lei, mentre le altre le somigliano
talmente tanto che non ci si pu sbagliare sulla parentela.
S, ha ragione. Sono proprio le mie sorelle, Sarah e Mary.
E qui accanto a me c' un'altra fotografia, fatta a Liverpool, della sua sorella minore in compagnia di un uomo che dall'uniforme si direbbe uno steward. Vedo che a quell'epoca, sua
sorella non era sposata.
Lei un osservatore molto acuto.
il mio mestiere.
Gi, ha ragione. Ma spos il signor Browner pochi giorni
dopo. Quando stata scattata quella foto, lui lavorava sulla rotta del Sud America; ma era talmente innamorato di mia sorella
che non poteva sopportare l'idea di stare lontano da lei per periodi cos lunghi e quindi pass alle rotte di Liverpool e di Londra.
Ah, la Conqueror, forse?
No, la May Day, almeno secondo le ultime notizie che ho
avuto. Una volta, Jim venne a trovarmi qui. Fu prima che infrangesse la promessa; ma poi beveva sempre una volta sbarca-

to, e bastavano due dita di alcol per fargli perdere ogni controllo. Ah! stato davvero un brutto giorno quello in cui ha ripreso
in mano un bicchiere. Prima, ruppe i rapporti con me, poi litig
con Sarah e, adesso che Mary ha smesso di scrivere, non abbiamo idea di come vadano le cose fra loro.
Era evidente che l'argomento stava molto a cuore alla signorina Cushing. Come tutte le persone che conducono vita solitaria,
in un primo tempo era stata molto reticente ma in seguito si fece
estremamente comunicativa. Ci raccont un'infinit di piccole
cose sul cognato, lo steward, poi, passando agli studenti di medicina, suoi ex pensionanti, ci fece un lungo elenco delle loro
malefatte fornendoci il loro nome e quello degli ospedali dove
lavoravano. Holmes ascoltava attentamente, facendo ogni tan-

to una domanda.
A proposito di sua sorella Sarah, disse. Dal momento che
siete entrambi nubili, mi domando perch non abitiate insieme.
Ah, non si meraviglierebbe se conoscesse il carattere d Sarah. Feci il tentativo quando venni a Croydon ma dopo un paio
di mesi fummo costrette a separarci. Non voglio parlar male di
mia sorella, ma stata sempre intrigante e scorbutica, Sarah.
Mi ha detto che aveva litigato con i vostri parenti a Liverpool.
S, e pensare che una volta erano ottimi amici. addirittura
andata a vivere l per essere vicina a loro. E adesso dice tutto il
male possibile di Jim Browner. Gli ultimi sei mesi in cui stata
qui non faceva che parlare del suo vizio del bere e del suo comportamento. Ho il sospetto che una volta lui l'abbia sorpresa a
impicciarsi di quello che non la riguardava e che gliene abbia
dette quattro; e tutto cominci cos.
Grazie, signorina Cushing, disse Holmes alzandosi e inchinandosi. Mi sembra lei abbia detto che sua sorella Sarah abita
a New Street, a Wallington? Arrivederci, mi spiace molto che lei
sia stata turbata per qualcosa con cui, come mi ha detto, lei non
ha nulla a che fare.
Mentre uscivamo, Holmes ferm una carrozza di passaggio.
Quanto c' da qui a Wallington?
Pi o meno un miglio, signore.
Benissimo. Salga, Watson. Dobbiamo battere il ferro finch
caldo. Semplice come questo caso, pure presenta un paio di
dettagli molto istruttivi. Si fermi al primo ufficio postale che
trova, vetturino.
Holmes sped un breve telegramma e per tutto il resto della
corsa rimase appoggiato allo schienale col cappello tirato sul na-

so per ripararsi dal sole. Il cocchiere si ferm davanti a una casa


non dissimile da quella che avevamo appena lasciato. Il mio
amico gli ordin di aspettare e stava per bussare quando la porta
si apr e un giovanotto dall'aria grave, vestito di nero, con un
cappello lucido per l'uso, apparve sulla soglia.
in casa la signorina Cushing?, chiese Holmes.
La signorina Sarah Cushing molto ammalata, rispose il
giovane. Da ieri presenta gravi sintomi di disturbi cerebrali.
Come suo medico, non posso prendermi la responsabilit di
permettere che venga disturbata. Vi consiglio di tornare fra una
decina di giorni. Si infil i guanti, chiuse la porta e se ne and
impettito per la sua strada.
Be', se non possiamo, non possiamo, comment filosoficamente Holmes.
Forse, non avrebbe potuto, o voluto, dirle molto.
Non volevo che mi dicesse niente. Volevo solo darle un'occhiata. Comunque, credo di avere ormai tutto ci che mi serve.
Vetturino, ci porti a un qualche albergo decente dove possiamo
pranzare, poi passeremo dal nostro amico Lestrade, alla centrale di polizia.
Fu un piacevole spuntino tte--tte durante il quale Holmes
non parl che di violini, raccontando con grande entusiasmo come avesse acquistato il suo Stradivarius, che valeva almeno 500
ghinee, nel negozietto di un ebreo in Tottenham Court Road,
per 55 scellini. Dai violini pass a Paganini e restammo seduti
per un'ora davanti a una bottiglia di chiaretto mentre mi raccontava un aneddoto dopo l'altro su quell'uomo straordinario.
Era gi pomeriggio inoltrato e la luce violenta si era attenuata in
un morbido chiarore quando arrivammo alla centrale di polizia.
Lestrade ci attendeva sulla porta.
Telegramma per lei, signor Holmes, disse.
Ah! La risposta! Lo apr, gli diede un'occhiata, lo appallottol e se lo ficc in tasca. Tutto bene, disse.
Ha scoperto qualcosa?
Ho scoperto tutto!
Cosa!? Lestrade lo fiss sbalordito. Sta scherzando.

Mai stato pi serio in vita mia. stato commesso un delitto


orrendo e credo che ora ne ho messo in luce tutti i particolari.
E il colpevole?
Holmes scribacchi poche parole su uno dei suoi biglietti da
visita, che porse a Lestrade.
Questo il nome, disse. Lei non potr effettuare un arresto prima di domani sera. Preferirei che non facesse il mio nome
in collegamento con questo caso dal momento che preferisco es-

sere associato a quei delitti che presentino una certa difficolt di


soluzione. Andiamo, Watson. Ci avviammo entrambi alla stazione lasciando Lestrade che ancora guardava con espressione
deliziata il biglietto che Holmes gli aveva messo in mano.
Il caso, disse Holmes mentre quella sera scambiavamo due
chiacchiere fumando placidamente nel nostro appartamento di
Baker Street, uno di quelli per cui abbiamo dovuto risalire
dagli effetti alle cause, come fu per gli altri due che lei ha chiamato Uno Studio in rosso e Il Segno dei quattro. Ho scritto a Lestrade, chiedendogli di fornirci i particolari che ancora ci mancano e che avr solo dopo aver arrestato il nostro uomo. E lo arrester senza alcun dubbio perch, anche se non ha un briciolo
di cervello, tenace come un bulldog una volta capito cosa deve
fare e, anzi, proprio quella sua tenacia che lo ha portato ai vertici di Scotland Yard.
Allora, il suo caso non ancora completo?, domandai.
Abbastanza completo nelle linee essenziali. Sappiamo chi
l'autore di questa disgustosa faccenda, anche se una delle vittime ancora ci sfugge. Sicuramente, sar arrivato anche lei alle
sue conclusioni.
Presumo che sia questo Jim Browner, lo steward della nave
di Liverpool, l'uomo di cui lei sospetta?
Oh! pi che un sospetto.
Personalmente, non vedo che indicazioni molto vaghe.
Al contrario, per me non ci potrebbe essere nulla di pi chiaro. Rivediamo i passi principali. Ricorder che abbiamo affrontato questo caso con la mente assolutamente sgombra da qualsiasi preconcetto, il che sempre un vantaggio. Non avevamo
elaborato alcuna teoria. Eravamo l unicamente per osservare e
trarre delle deduzioni da ci che osservavamo. Cosa abbiamo
visto per prima cosa? Una placida e rispettabile signora, apparentemente senza segreti, e un ritratto dal quale capii che aveva
due sorelle pi giovani. Immediatamente mi balen l'idea che la
scatola fosse stata destinata a una di loro. Accantonai l'idea che
poteva essere confermata o scartata in un secondo tempo. Poi,
come ricorder, andammo in giardino e vedemmo il singolare
contenuto della scatoletta gialla.
La corda era del tipo usato dai velai di bordo e subito nelle nostre indagini si pot fiutare l'odore del mare. Quando notai che
il nodo era un tipico nodo da marinaio, che il pacchetto era stato
spedito da un porto e che l'orecchio appartenente a una persona
di sesso maschile era forato per metterci un orecchino, cosa assai pi comune fra la gente di mare che non di terra, fui sicurissi-

mo che tutti gli attori in quella tragedia appartenevano alla categoria dei naviganti.
Quando esaminai l'indirizzo del pacchetto notai che si trattava della signorina S. Cushing. Ora l'appellativo di signorina Cushing era quello della sorella maggiore ma l'iniziale "S" poteva
anche appartenere a una delle sorelle. In quel caso, avremmo
dovuto ripartire ex novo con le indagini. Mi recai quindi in quella casa con l'intenzione di chiarire questo punto. Stavo per rassicurare la signorina Cushing, dicendole che ero convinto si fosse
trattato di un errore quando, come forse ricorder, mi sono improvvisamente bloccato. Il fatto era che avevo appena notato
qualcosa che mi aveva immensamente stupito e, al tempo stesso,
che restringeva al minimo il nostro campo di indagine.

Come medico, lei sa benissimo, Watson, che nessuna parte


del corpo presenta tante varianti quante l'orecchio umano.
Ogni orecchio presenta delle caratteristiche individuali ben precise, diverse da tutte le altre. Nell'Anthropological Journal dell'anno scorso, trover due mie brevi monografie sull'argomento. Avevo quindi esaminato le orecchie contenute nella scatola
con l'occhio di un esperto, prendendo accuratamente nota delle
loro caratteristiche anatomiche. Immagini quindi la mia sorpresa quando, osservando la signorina Cushing, mi accorsi che il
suo orecchio corrispondeva esattamente all'orecchio femminile
che avevo appena esaminato. Non poteva assolutamente trattarsi di una coincidenza. Lo stesso lobo accorciato, l'ampia curvatura dell'elice, le stesse circonvoluzioni della cartilagine interna. In tutti i particolari essenziali era lo stesso orecchio.
Mi resi immediatamente conto dell'importanza di quella scoperta. Era evidente che la vittima era una persona consanguinea, probabilmente una parente stretta. Cominciai a parlarle
della sua famiglia e ricorder che ci forn subito dei particolari
estremamente importanti.
In primo luogo, la sorella si chiamava Sarah e, fino a non
molto tempo prima, era vissuta allo stesso indirizzo; era quindi
ovvio come si fosse verificato l'errore e a chi fosse indirizzato il
pacchetto. Poi abbiamo saputo dello steward, marito della terza
sorella, e abbiamo appreso che una volta era stato tanto intimo
della signorina Sarah, che ella si era recata di proposito a Liverpool per essere vicina ai Browner, ma che poi avevano litigato e
si erano separati. La lite aveva interrotto ogni loro contatto per
qualche mese, cos che se Browner avesse voluto mandare un
pacchetto alla signorina Sarah l'avrebbe senz'altro spedito al
vecchio indirizzo.
A questo punto, la matassa si stava sbrogliando. Avevamo

saputo dell'esistenza di questo steward, un uomo impulsivo,


passionale - rammenter che aveva rinunciato a un ottimo incarico per restare vicino a sua moglie - soggetto ad occasionali
crisi di alcolismo. Avevamo motivo di ritenere che la moglie fosse stata uccisa e che al tempo stesso anche un uomo - presumibilmente un uomo di mare - aveva subito la stessa sorte. Naturalmente, pensai subito alla gelosia come movente del crimine.
E perch queste prove del misfatto erano state mandate alla signorina Sarah Cushing? Probabilmente perch, durante la sua
permanenza a Liverpool, aveva in qualche modo provocato gli
eventi che condussero poi alla tragedia. Osserver che le navi di
questa linea fanno scalo a Belfast, Dublino e Waterford; quindi, partendo dal presupposto che l'omicida fosse Browner che
poi si era subito imbarcato sulla May Day, Belfast sarebbe stato
il primo porto da dove avrebbe potuto spedire quel macabro
pacchetto.
A questo punto, per, era anche possibile una seconda soluzione e, pur ritenendola estremamente improbabile, ero deciso a
prenderla in esame prima di andare oltre. Un amante respinto
avrebbe potuto uccidere i due Browner e l'orecchio maschile poteva essere quello del marito. C'erano molti elementi contrari a
questa ipotesi che, per, non la escludevano del tutto. Mandai
quindi un telegramma al mio amico Algar, della polizia di Liverpool pregandolo di controllare se la signora Browner era in casa
e se il marito era partito a bordo della May Day. Poi, siamo andati a Wallington, a trovare la signorina Sarah.
Per prima cosa, ero curioso di vedere fino a che punto le sue
orecchie rispecchiassero quelle di famiglia. E poi, naturalmente, poteva darci delle informazioni importanti, anche se non ero
molto convinto che l'avrebbe fatto. Doveva aver saputo della
faccenda il giorno prima, perch ne parlava tutta Croydon, e
soltanto lei avrebbe potuto capire a chi era in realt indirizzato il
pacchetto. Se avesse voluto aiutare la giustizia probabilmente si
sarebbe messa gi in contatto con la polizia. Comunque, avevamo il dovere di vederla, cos ci siamo andati. Abbiamo scoperto
che la notizia dell'arrivo del pacchetto - poich proprio a quei

giorni risaliva la sua malattia - l'aveva talmente scossa da procurarle una febbre cerebrale. Oramai non c'era dubbio che ne
avesse pienamente compreso il significato; ma era ugualmente
chiaro che avremmo dovuto aspettare un certo tempo prima di
poter avere il suo aiuto.
Ma oramai quell'aiuto non ci serviva pi. Le nostre risposte ci
aspettavano alla centrale di polizia dove avevo chiesto ad Algar
di inviarle. E furono quanto mai conclusive. La casa della signo-

ra Browner era chiusa da oltre tre giorni e i vicini ritenevano che


fosse andata al Sud a trovare i parenti. Agli uffici di navigazione, era stato accertato che Browner aveva salpato a bordo della
May Day che, secondo i miei calcoli, dovrebbe entrare nel Tamigi domani sera. Quando Browner arriver, trover ad accoglierlo l'ottuso ma risoluto Lestrade e allora sapremo senza dubbio
tutti i particolari.
Le speranze di Holmes non andarono deluse. Due giorni dopo, ricevette una grossa busta contenente una breve nota dell'ispettore e un documento dattiloscritto che occupava molti fogli
protocollo.
Lestrade l'ha beccato subito, disse Holmes lanciandomi
un'occhiata. Forse le interesser sentire cosa dice.
Caro signor Holmes:
in base allo schema che avevamo elaborato per controllare le nostre teorie
(quell"'avevamo" non niente male, vero Watson?) ieri, alle sei del pomeriggio, mi sono recato all'Albert Dock e sono salito a bordo della S.S. May Day,
della Liverpool, Dublino, Londra Steam Packet Company. Alle mie domande, mi stato risposto che a bordo c'era uno steward, di nome James Browner
e che, durante il viaggio, si era comportato in modo talmente strano che il capitano aveva dovuto sollevarlo dall'incarico. Scendendo nella sua cuccetta, lo
trovai seduto su un baule con la testa fra le mani, mentre si dondolava avanti e
indietro. un omone robusto, senza barba n baffi, molto abbronzato - un
po' come Aldridge, quello che ci aiut nel caso della lavanderia fantasma.
Quando sent perch ero venuto balz in piedi e io avevo gi il fischietto in bocca, pronto a chiamare un paio di guardie fluviali che stavano vicinissime; ma
Browner sembrava come svuotato e mi porse senza storie i polsi per le manette.
Abbiamo portato in cella lui e il suo baule perch abbiamo pensato che forse
poteva contenere qualcosa di incriminante ma, tranne un grosso coltello del tipo che hanno quasi tutti i marinai, non c'era altro. In ogni caso, non abbiamo
bisogno di altre prove perch, quando l'abbiamo portato davanti all'ispettqre
capo, ha chiesto di poter fare una dichiarazione che, naturalmente, stata verbalizzata, parola per parola, dal nostro stenografo. Ne abbiamo fatto tre copie dattiloscritte, di cui gliene accludo una. Come avevo sempre pensato, s
trattava di un caso semplicissimo; comunque, le sono grato per la sua assistenza alle indagini. Con molti saluti,
Cordialmente suo,
G. Lestrade

Hum! L'indagine in effetti stata semplice, osserv Holmes, ma non credo che gli sembrasse tale quando venuto da
noi per la prima volta. In ogni caso, vediamo cosa ha da dirci
Jim Browner. Questa dichiarazione stata resa in presenza dell'ispettore Montgomery, al comando di polizia di Shadwell, e ha
il vantaggio di essere trascritta fedelmente.
Ho qualcosa da dichiarare? S, ho molto da dichiarare. Vo-

glio dirvi tutto. Potete impiccarmi, o lasciarmi andare. Non


m'importa un accidente di quello che farete. Vi dico che da allora non ho pi chiuso occhio e credo che mai ci riuscir fino al
giorno in cui non ci sar pi nessun risveglio. A volte il viso di
lui, ma quasi sempre quello di lei. Uno o l'altro, mi stanno
sempre davanti agli occhi. Lui ha l'aria corrucciata e incollerita,
ma lei ha un'espressione quasi di sorpresa. Povero agnellino,
aveva tutte le ragioni di sorprendersi leggendo la morte su un viso su cui aveva sempre letto l'amore.
Ma la colpa stata di Sarah, e che la maledizione di un uomo
distrutto ricada su di lei e le faccia marcire il sangue nelle vene!

Non che cerco scuse. Lo so che avevo ricominciato a bere, da


quell'animale che ero. Ma lei mi avrebbe perdonato; mi sarebbe
rimasta legata come la fune al paranco se quella donna non fosse mai comparsa sulla soglia. Perch Sarah Cushing mi amava
- da qui cominciato tutto - mi amava fino a quando l'amore
non si trasform in odio implacabile quando si rese conto che
per me era pi preziosa l'impronta di mia moglie nel fango che
non lei, anima e corpo.
Le sorelle, tutt'insieme, erano tre. La maggiore era una brava
donna, la seconda un demonio e la terza un angelo. Quando mi
sposai, Sarah aveva 33 anni e Mary 29. Nella nostra casetta eravamo felici da mattina a sera e in tutta Liverpool non c'era donna migliore della mia Mary. Poi, invitammo Sarah per una settimana, e la settimana divent un mese e poi, una cosa tira l'altra
e fin col vivere con noi.
A quell'epoca avevo il Nastro Azzurro, stavamo mettendo da
parte un po' di soldi, e tutto filava a gonfie vele. Mio Dio, chi
avrebbe mai pensato che sarebbe finita cos? Chi se lo sarebbe
sognato?
Molto spesso ero a casa il fine settimana e a volte, se la nave
era trattenuta per caricare, avevo tutta la settimana libera e cos
vedevo spesso mia cognata Sarah. Era una bella donna, alta,
bruna, vivace e ardente, con un modo orgoglioso di portare il
capo e negli occhi un lampeggiare come la scintilla di un acciarino. Ma quando c'era la piccola Mary non ci pensavo nemmeno
a lei, lo giuro, che Dio abbia piet di me.
Qualche volta avevo avuto l'impressione che volesse rimanere
sola con me, o che cercasse di convincermi a fare una passeggiata con lei, ma non avevo mai dato peso alla cosa. Una sera, per,
mi si aprirono gli occhi. Ero arrivato dalla nave e mia moglie
non c'era; ma Sarah era in casa. "Dov' Mary?" le chiesi. "Oh,
andata a pagare dei conti." Io ero impaziente e andavo su e gi
per la stanza. "Non riesci ad essere felice cinque minuti senza

Mary, Jim?", mi fa. "Non gentile nei miei confronti che non
puoi accontentarti della mia compagnia nemmeno per poco
tempo." "Va tutto bene, ragazza mia", dissi tendendole gentilmente la mano, ma l'afferr nelle sue, e ardevano come se avesse la febbre. La guardai e lessi tutto nei suoi occhi. Non c'era bisogno di parlare, n lei n io. Mi accigliai e ritirai la mano. Allora rimase accanto a me in silenzio per un po', e mi batt la mano
su una spalla. "Il fedele vecchio Jim!" disse con una risatina
ironica, e corse fuori dalla stanza.
Be', da quel momento Sarah mi odi con tutte le sue forze, e
vi assicuro che una donna che sa odiare. Sono stato un cretino
a permetterle di restare con noi - un maledetto cretino - ma
non ne feci mai parola con Mary perch sapevo che le avrei dato
un dispiacere. Le cose continuarono pi o meno come prima
ma, dopo un po' cominciai a notare un certo cambiamento in
mia moglie. Era sempre stata fiduciosa e innocente, ma adesso
si era fatta strana e sospettosa, voleva sapere dov'ero stato e cosa avevo fatto, e chi mi scriveva, e cosa avevo in tasca, e mille altre sciocchezze del genere. Ogni giorno diventava pi strana e
pi irritabile e non facevamo che litigare per niente. Non riuscivo a capire. Sarah adesso mi evitava, ma lei e Mary erano inseparabili. Capisco ora che stava complottando e manipolando
per avvelenare la mente di mia moglie contro di me, ma a quell'epoca ero talmente cieco e ottuso che non riuscii a capirlo. Poi,
rinunciai al Nastro Azzurro e ricominciai a bere, ma credo che
non l'avrei fatto se Mary fosse rimasta quella di sempre. Ora s
che aveva motivi di avercela con me e ci allontanammo ogni
giorno di pi. E poi arriv questo Alec Fairbairn e le cose diventarono ancora peggio.
Fu per vedere Sarah che venne la prima volta, ma ben presto
continu a venire per tutti noi, perch era un tipo dai modi insinuanti e si faceva amici dappertutto. Era un tipo focoso e spaccone, un bel ragazzo con i capelli ricci, che aveva girato mezzo
mondo e sapeva raccontare quello che aveva visto. In compa-

gnia era molto simpatico, non lo nego, ed era educatissimo per


un marinaio, tanto che credo ci fosse stato un tempo in cui conosceva meglio la poppa che gli alloggi dell'equipaggio. Per tutto
un mese, and e venne da casa mia e non mi pass mai per la
mente che quei suoi modi insinuanti e insidiosi avrebbero potuto provocare dei guai. Poi, alla fine, qualcosa m'insospett e da
quel giorno non ebbi pi pace.
In fondo, si trattava di una cosa da niente. Ero entrato d'improvviso in salotto e, varcando la soglia, avevo scorto una luce
di benvenuto negli occhi di mia moglie. Ma appena vide di chi si

trattava, la luce si spense e gir il capo con un gesto d delusione.


Quello mi bast. L'unico il cui passo aveva potuto scambiare
col mio era Alec Fairbairn. Se lo avessi avuto fra le mani in quel
momento l'avrei ammazzato perch, quando perdo il controllo,
mi comporto sempre come un pazzo. Mary vedendo il mio
sguardo mi corse incontro prendendomi per un braccio. "No,
Jim, no!", mi grida. "Dov' Sarah?", le chiesi. "In cucina",
mi risponde. "Sarah", le faccio entrando in cucina, "quel Fairbairn non deve pi mettere piede in questa casa." "Perch
no?", mi chiede?. "Perch lo dico io." "Oh!", dice lei, "se i
miei amici non sono abbastanza buoni per questa casa, allora
non lo sono nemmeno io." "Fa' quello che ti pare", le rispondo, "ma se quel Fairbairn si fa vedere ancora da queste parti ti
mando per regalo una delle sue orecchie." Credo che la mia faccia l'avesse spaventata, perch non rispose nemmeno una parola e quella sera stessa se ne and da casa mia.
Be', non so se fosse pura o semplice malvagit da parte sua
oppure credesse di potermi mettere contro mia moglie incoraggiandola a comportarsi male. Fatto sta, che prese casa a due
strade di distanza e affittava le stanze ai marinai. Fairbairn aveva l'abitudine di stare da lei e Mary andava a prendere il t con
sua sorella e con lui. Quante volte ci sia andata non lo so, ma un
giorno la seguii e, mentre entravo a forza dalla porta, Fairbairn
se la squagli scavalcando il muro del giardino sul retro, da quel
vigliacco farabutto che era. Giurai a mia moglie che l'avrei ammazzata se l'avessi ancora trovata l in sua compagnia e la riportai indietro con me, tremante e singhiozzante, pallida come un
panno lavato. Oramai fra noi due non c'era pi traccia d'amore. Vedevo che mi odiava, e mi temeva e quando, spinto da quel
pensiero, cominciai anche a bere, cominci anche a disprezzarmi.
Dunque, Sarah scopr che non ce la faceva a tirare avanti da
sola a Liverpool cos, a quanto ne so, torn a vivere da sua sorella a Croydon e a casa le cose continuarono zoppicando come
sempre. Poi arriv quest'ultima settimana, e tutto il dolore e la
rovina.
stato cos. Ci eravamo imbarcati sulla May Day per un viaggio di andata e ritorno che sarebbe durato una settimana ma una
botte si era slegata e aveva spaccato una delle paratie stagne,
quindi dovemmo rientrare in porto per dodici ore. Scesi a terra e
andai a casa, pensando di fare una sorpresa a mia moglie nella
speranza che sarebbe stata contenta di rivedermi cos presto. E a
quello appunto stavo pensando mentre svoltavo nella strada di
casa quando mi pass accanto una carrozza e dentro c'erano

mia moglie e Fairbairn, ridendo e chiacchierando senza pensare


nemmeno lontanamente a me, che me ne stavo a guardarli dal
marciapiede.
Vi garantisco, vi do la mia parola che, da quel momento, persi
completamente il controllo e, se ci ripenso, mi sembra tutto un
brutto sogno. Adesso, c' qualcosa che mi pulsa nel cervello, come un martello pneumatico, ma quella mattina mi sembrava di
sentire nelle orecchie il fragore scrosciante delle cascate del Niagara.
Mi misi a correre dietro la carrozza. Avevo in mano un pesante bastone di rovere e posso dirvi che vidi rosso fin dal primo

istante. Ma, mentre correvo, ebbi un lampo di astuzia e rallentai


un po', per vederli senza essere visto. Presto si fermarono davanti alla stazione. C'era molta gente davanti agli sportelli quindi arrivai molto vicino a loro senza che se ne accorgessero. Presero i biglietti per New Brighton. Feci altrettanto, ma salii tre
carrozze dietro di loro. Quando arrivammo a New Brighton, si
misero a camminare sul lungomare e io rimanevo a non pi di
cento yarde dietro di loro. Alla fine, vidi che noleggiavano una
barca e si avviavano per fare una gita in mare dato che faceva
molto caldo e sicuramente avevano pensato che al largo sarebbe
stato pi fresco.
Fu come se mi fossero stati consegnati nelle mani. C'era un
po' di foschia e la visibilit era di poche centinaia di yarde. Noleggiai anche io una barca e mi misi a remare dietro a loro. Scorgevo vagamente la loro imbarcazione ma andavano quasi alla
mia stessa velocit e dovevano essere un po' pi di un miglio dalla spiaggia quando li raggiunsi. La foschia ci avvolgeva da ogni
parte, e noi tre eravamo l in mezzo. Mio Dio, potr mai dimenticare le loro facce quando videro chi c'era nella barca che si stava avvicinando? Mary url. Lui bestemmi come un turco e cerc di spingermi via col remo, perch deve aver visto la morte nei
miei occhi. Lo schivai, e colpii a mia volta col remo fracassandagli la testa come un uovo. Malgrado fossi impazzito, avrei
forse risparmiato lei ma la vidi gettargli le braccia al collo, piangendo e invocando il suo nome. Colpii di nuovo, e lei gli croll
accanto, Ero come una belva che ha assaggiato il sangue. Per
Dio, se Sarah fosse stata l, avrebbe fatto la stessa fine. Tirai
fuori il coltello e... be', lo sapete. Ho detto abbastanza. Provai
una specie di gioia selvaggia pensando come si sarebbe sentita
Sarah ricevendo quei segni che erano il risultato dei suoi maneggi. Poi, legai i corpi nella barca, divelsi un'asse del fondo e
aspettai fino a che affond. Sapevo benissimo che il proprietario avrebbe pensato che avevano smarrito la direzione nella fo-

schia ed erano stati trascinati al largo. Mi ripulii, tornai a terra e


risalii sulla nave senza che anima viva avesse il minimo sospetto
di ci che era successo. Quella sera stessa preparai il pacchetto
per Sarah Cushing e la mattina dopo lo spedii da Belfast.
E adesso sapete tutta la verit. Potete impiccarmi, o fare di
me quello che volete, tanto non riuscirete mai a punirmi quanto
gi sono stato punito. Non posso chiudere gli occhi senza vedermi davanti quelle due facce che mi fissano - mi fissano come mi
fissarono quando la mia barca spunt fuori dalla foschia. Io li
ho uccisi rapidamente, ma loro mi stanno uccidendo lentamente; e se avr un'altra notte come questa, prima che faccia mattina sar morto o impazzito. Non vorr mettermi in una cella da
solo, signore? Per amore di carit non lo faccia, e nel giorno della sua agonia possa essere trattato come lei tratter ora me.
Che scopo ha tutto questo, Watson?, disse in tono grave
Holmes quando fin di leggere. A che serve questo circolo vizioso di dolore, di violenza, di paura? Deve avere uno scopo, altrimenti il nostro universo governato dal caso, il che impensabile. Ma quale? Questo l'immenso, sempiterno interrogativo al quale la mente umana ancora lontanissima dal poter dare
una risposta.
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L'avventura del Cerchio Rosso


1.
Bene, signora Warren, non vedo che lei abbia motivi particolari per preoccuparsi n capisco per quale motivo io, che non
ho tempo da perdere, debba immischiarmi in questa faccenda.
Ho veramente altro da fare. Cos parl Sherlock Holmes, tornando a dedicarsi al grosso album nel quale stava sistemando e

catalogando parte del suo materiale recente.


Ma l'affittacamere aveva la pertinacia e anche l'astuzia del
suo sesso. Non batt ciglio.
L'anno scorso lei ha rimesso a posto le cose per un mio inquilino, disse - il signor Fairdale Hobbs.
Ah, s - una cosa molto semplice.
Ma non faceva che parlarne, signore - della sua gentilezza,
signore, e di come ha portato la luce nelle tenebre. Ho sempre
rammentato le sue parole, quando io stessa mi trovavo nel buio
e nelle tenebre. So che potrebbe, se solo lo volesse.
Holmes era vulnerabile alle lusinghe e anche, bisogna ammetterlo, agli appelli alla sua gentilezza. Le due cose lo indussero a
posare il pennellino della colla con un sospiro rassegnato e a
spingere indietro la sedia.
Va bene, va bene, signora Warren, allora, sentiamo di che si
tratta. Non le dispiace se fumo, vero? Grazie Watson - i fiammiferi! A quanto capisco, lei si preoccupa perch il nuovo inquilino se ne sta chiuso in casa e lei non lo vede mai. Ma via, signora
Warren, se il suo inquilino fossi io, spesso non mi vedrebbe per
settimane di fila.
Senza dubbio, signore; ma questa una cosa diversa. Mi
spaventa, signor Holmes. Non riesco a dormire per la paura.
Sentire quel suo passo rapido che va di qui e di l dalla mattina
presto a tarda notte, e non vederlo mai, nemmeno da lontano pi di quanto possa sopportare. Mio marito innervosito come me per questa storia, ma lui sta fuori di casa al lavoro per tutto il giorno, mentre io devo sentirlo in continuazione. Perch si
nasconde? Che ha fatto? Tranne che per la ragazza, sono com-

pletamente sola in casa, con lui, e i miei nervi non ce la fanno


pi.
Holmes si chin in avanti poggiando le lunghe dita sottili sulla
spalla della donna. Quando voleva, aveva un potere tranquillizzante quasi ipnotico. Dagli occhi della signora Warren scomparve lo sguardo spaurito, i suoi lineamenti contratti si distesero
nella solita, banale espressione. Si sedette sulla sedia che le aveva indicato.
Se dovr occuparmene, devo conoscere ogni dettaglio, disse Holmes. Ci pensi su. Anche la cosa pi trascurabile pu essere importantissima. Lei dice che quell'uomo venuto dieci
giorni fa e che le ha pagato vitto e alloggio per due settimane?
Mi ha chiesto quanto volevo. Gli ho risposto cinquanta scellini a settimana. C' un salottino e una camera da letto, completamente mobiliati, e all'ultimo piano.
E allora?
Mi ha risposto, "le dar cinque sterline la settimana se lei
verr incontro alle mie richieste". Sono una povera donna, signore, e Warren guadagna poco, e quel denaro voleva dire molto per me. Tir fuori di tasca un biglietto da dieci sterline e me lo
diede subito. "Avr la stessa cifra ogni quindici giorni, per parecchio tempo, se lei si atterr alle mie condizioni", mi disse.
"Altrimenti, chiudiamola subito."
Quali erano le condizioni?
Be', signore, erano che doveva avere una chiave di casa.
Non c'era problema. Spesso gli inquilini ce l'hanno. E poi, che
bisognava lasciarlo in pace e mai, per nessun motivo, disturbarlo.
Non mi sembra che in questo ci sia niente di strano.
Non in una situazione ragionevole, signore. Ma qui di ragionevole non c' niente. Sta l da dieci giorni e n Warren, n io, n
la ragazza lo abbiamo visto una sola volta. Possiamo sentire
quel suo passo rapido che va su e gi, su e gi, notte, mattina e
giorno; ma tranne che per quella prima sera non mai pi uscito
di casa.
Ah, la prima sera uscito, allora?
S signore, e rientr molto tardi - eravamo gi tutti a letto.
Dopo aver preso la stanza mi avvert che lo avrebbe fatto e mi
chiese di non sbarrare la porta. Lo sentii salire le scale dopo

mezzanotte.
Ma i pasti?
Ha insistito sul fatto che, quando suonava, dovevamo sempre lasciargli il pasto su una sedia, fuori dalla porta. Poi, suona
di nuovo quando ha finito e io riprendo il vassoio, da quella

stessa sedia. Se vuole qualche altra cosa, la scrive a stampatello


su un foglietto e lo lascia l.
A stampatello?
S, signore; a stampatello e a matita. Solo una parola, nulla
di pi. Eccone uno che le ho portato a far vedere - SAPONE. E
qui ce n' un altro - FIAMMIFERO. Questo quello che lasci la
prima mattina - DAILY GAZETTE. Gli metto il giornale sul vassoio
della colazione, tutte le mattine.
Santo cielo, Watson, disse Holmes osservando con gran
curiosit i fogliettini che l'affittacamere gli aveva dato,questo
davvero un po' insolito. L'isolamento lo posso capire; ma perch a stampatello? pi difficile e richiede pi tempo. Perch
non scrivere? Cosa le suggerisce, Watson?
Che vuole nascondere la sua calligrafia.
Ma perch? Cosa pu importargli se la padrona di casa ha
una parola scritta da lui? Comunque, sar come dice lei. E poi,
perch messaggi cos laconici?
Davvero non saprei.
Apre un piacevole campo di speculazione intellettuale. Le
parole sono scritte con una matita color violetto, a punta larga,
di tipo comune. Noter che la carta stata strappata di lato dopo scritta la parola a stampatello, tanto che la "S" di "SAPONE"
in parte mancante. Suggestivo, Watson, non le sembra?
Un gesto di prudenza?
Esattamente. Evidentemente, in quel punto c'era qualche
marchio, un'impronta, qualcosa che poteva fornire una chiave
all'identit della persona. Ora, signora Warren, lei dice che un
uomo di corporatura media, con la barba. Che et pu avere?
Abbastanza giovane, signore - non oltre la trentina.
Bene, pu darmi qualche altra indicazione?
Parlava un buon inglese, signore, eppure dall'accento ho
pensato che fosse straniero.
Ed era ben vestito?
In modo molto elegante, signore - un vero gentiluomo.
Abiti scuri - niente di vistoso.
Non le ha dato il suo nome?
No signore.
E non ha ricevuto lettere, n visite?
Niente.
Ma certo lei o la ragazza entrate nella stanza la mattina.
No, signore; si fa tutto da s.
Santo cielo! Davvero insolito. E il bagaglio?
Aveva solo una grossa sacca marrone - niente altro.

Be', sembra che non ci sia molto che possa aiutarci. Lei dice
che niente uscito da quella stanza - assolutamente niente?
L'affittacamere tir fuori una busta dalla borsa; e ne fece cadere sul tavolo due fiammiferi bruciati e un mozzicone di sigaretta.
Questi erano sul vassoio stamattina. Li ho portati perch ho
sentito dire che dalle piccole cose lei ne scopre di grandi.
Holmes si strinse nelle spalle.
Qui non c' niente, rispose. Naturalmente, i fiammiferi
sono serviti ad accendere le sigarette. Questo evidente, visto
che solo la capocchia bruciata. Per accendere una pipa o un sigaro, il fiammifero si consuma fino a met. Ma, un momento!
Questo mozzicone di sigaretta davvero straordinario. Lei dice
che questo signore aveva barba e baffi?
S signore.
E allora non capisco. Direi che pu averla fumata solo un
uomo sbarbato. Diamine, Watson, perfino i suoi baffetti sareb-

bero rimasti strinati.


Un bocchino?, suggerii.
No, no; l'estremit opacizzata dalla saliva. Suppongo che
in quella stanza non possano esserci due persone, vero, signora
Warren?
No, signore. Quell'uomo mangia cos poco che spesso mi
chiedo come faccia a sopravvivere.
Be', credo che dovremo aspettare finch avremo qualche altro indizio. Dopotutto, lei non ha di che lamentarsi. Le ha pagato l'affitto e non un inquilino fastidioso, anche se, certamente,
insolito. La paga bene, e se preferisce starsene nascosto la cosa,
in fondo, non la riguarda. Non abbiamo alcuna scusa per violare la sua privacy fino a quando non avremo motivo di ritenere
che sia motivata da qualche colpa. Ho accettato questo caso e lo
seguir. Mi venga a riferire se ci dovesse essere qualcosa di nuovo e, se ha bisogno d'aiuto, conti su di me.
Senza dubbio, una faccenda che presenta aspetti interessanti, Watson, osserv quando la donna se ne fu andata. Naturalmente, pu anche trattarsi di una banalit - semplicemente
un comportamento eccentrico; oppure pu esserci sotto qualcosa di ben pi serio. La prima cosa che viene in mente ovviamente la possibilit che l'attuale inquilino sia una persona diversa da quella che ha affittato la stanza.
Cosa glielo fa pensare?
Be', a prescindere dal mozzicone di sigaretta, non le sembra
strano che l'unica volta in cui quell'uomo uscito sia stata subito dopo avere affittato la stanza? E che sia rientrato - o che

qualcuno sia rientrato - quando non c'erano testimoni in giro?


Chi ci dice che l'uomo che rientrato fosse lo stesso che era uscito? E ancora; la persona che ha affittato la camera parlava bene
inglese. Quest'altra invece, scrive a stampatello "fiammifero"
quando avrebbe dovuto scrivere "fiammiferi". Suppongo che
abbia cercato la parola su un vocabolario, dove indicata la parola al singolare e non al plurale. Quello stile laconico potrebbe
servire a nascondere il fatto che non sa l'inglese. S, Watson, ci
sono buoni motivi di ritenere che si sia verificata una sostituzione di persona.
Ma a quale scopo?
Ah! Qui sta il problema. Ma c' una linea di investigazione
abbastanza ovvia. Tir gi il librone in cui, giorno per giorno,
raccoglieva gli annunci personali pubblicati dai vari quotidiani
londinesi. Mio Dio!, esclam, girando le pagine, che sfilza
di lamenti, grida e gemiti! Che accozzaglia di casi strani! Senza
dubbio, per, la pi straordinaria riserva di caccia che mai studioso dell'insolito abbia avuto a disposizione! Questa persona
sola e non pu essere raggiunta per lettera senza infrangere quell'assoluta segretezza che cerca. Come possono dunque giungergli notizie o messaggi dall'esterno. Ovviamente tramite un annuncio sul giornale. Sembra l'unica strada e, per fortuna, dobbiamo occuparci di un solo giornale. Ecco qui i ritagli del Daily
Gazette per gli ultimi quindici giorni. "Signora con un boa nero al Prince's Skating Club" - questo non ci interessa. "Jimmy
non vorr certo spezzare il cuore a sua madre" - irrilevante.
"Se la signora che svenuta sull'autobus di Brixton" - non mi
interessa. "Ogni giorno il mio cuore agogna..." Piagnucolii,
Watson - nient'altro che piagnucolii! Ah, questo potrebbe andare. Ascolti. "Abbi pazienza. Troveremo senz'altro un mezzo
di comunicazione. Per ora, questa colonna. G." Questo risale a
due giorni dopo l'arrivo dell'inquilino della signora Warren.
Suona plausibile, no? L'uomo misterioso capisce l'inglese, anche se non lo sa scrivere. Vediamo se ne ritroviamo le tracce. S,
ecco qui - tre giorni dopo. "Sto sistemando le cose. Pazienza e
prudenza. Le nubi passeranno. G." Dopo di che, niente per una
settimana. Poi arriva qualcosa di molto pi preciso: "La strada
si sta spianando. Se avr possibilit invio segnale ricorda codice
concordato - uno A, due B e cos via. Avrai presto notizie.
G.". Questo era nel giornale di ieri. In quello di oggi non c'

niente. Tutto calza a pennello con l'inquilino della signora Warren. Se aspettiamo un po', Watson, sono convinto che le cose diventeranno pi comprensibili.

E cos fu: la mattina trovai il mio amico in piedi, con le spalle


al caminetto e un sorriso di soddisfazione stampato in faccia.
Che ne dice, Watson?, esclam prendendo il giornale dal
tavolo. "Palazzo mattoni rossi, alto, con rivestimenti marmo
bianco. Terzo piano. Seconda finestra sinistra. Dopo tramonto.
G." Questo ben preciso. Dopo colazione direi di andare a fare
un giretto di ricognizione dalle parti della signora Warren. Ah,
signora Warren! Che notizie ci porta stamattina?
La nostra cliente era piombata nella stanza con tale foga da
farci capire che c'erano stati nuovi, clamorosi sviluppi.
una faccenda per la polizia, signor Holmes! grid. Ne
ho abbastanza! Deve andarsene, armi e bagagli. Sarei salita a
dirglielo personalmente ma ho pensato che era meglio sentire
prima lei. Ma sono al limite della pazienza, e quando cominciano a malmenare il mio vecchio...
Malmenare il signor Warren?
Quantomeno maltrattarlo.
Ma chi lo ha maltrattato?
proprio quello che vorremmo sapere! successo stamattina, signore. Mio marito controlla il lavoro alla Morton & Waylight, di Tottenham Court Road. Deve uscire di casa prima delle
sette. Be', stamattina non aveva fatto nemmeno dieci passi fuori
di casa che due tipi gli sono arrivati alle spalle, gli hanno gettato
un cappotto sulla testa e l'hanno caricato su una carrozza che
aspettava all'angolo. Lo hanno portato in giro per un'ora poi
hanno aperto lo sportello e l'hanno spinto fuori. rimasto a terra, cos scosso che non ha nemmeno visto che fine ha fatto la
carrozza. Quando si un po' ripreso, ha scoperto di trovarsi ad
Hampstead Heath; cos ha preso l'autobus, tornato a casa e
adesso sta l, disteso sul divano, mentre io sono venuta direttamente da lei a raccontarle quello che successo.
Molto interessante, disse Holmes. Ha osservato quegli
uomini - li ha sentiti parlare?
No; completamente stordito. Sa soltanto che stato sollevato come per magia e ributtato a terra come per magia. Erano
almeno in due, e forse in tre.
E lei collega questa aggressione al suo inquilino?
Be', viviamo l da quindici anni e non mai successa una cosa simile. Ne ho abbastanza di quell'individuo. Il denaro non
tutto. Lo voglio fuori di casa mia prima di stasera.
Aspetti un momento, signora Warren. Non sia precipitosa.
Comincio a credere che questa storia sia molto pi importante
di quanto sembrava a prima vista. Adesso ovvio che qualche
pericolo minaccia il suo inquilino. Ed altrettanto ovvio che i

suoi nemici, appostati vicino casa, hanno scambiato per lui suo
marito, nella nebbia del mattino. Scoprendo l'errore, lo hanno
liberato. Cosa avrebbero fatto se non avessero catturato la persona sbagliata, non possiamo che immaginarlo.
Allora che devo fare, signor Holmes?
Ho una gran voglia di vedere questo suo inquilino, signora
Warren.
Non vedo come sia possibile, a meno che lei sfondi la porta.
Lo sento sempre girar la chiave nella serratura quando scendo
dopo avergli lasciato il vassoio.
Ma il vassoio deve tirarlo dentro. Potremmo nasconderci e
osservarlo mentre lo prende.
La donna ci pens su un momento.
Be', signore, c' il ripostiglio dirimpetto. Forse, potrei sistemare uno specchio e se lei si mettesse dietro la porta...
Perfetto!, esclam Holmes. A che ora pranza?
Verso l'una.
Allora, il dottor Watson e io arriveremo in tempo utile. Per

il momento, arrivederci, signora Warren.


Alle dodici e mezza eravamo sui gradini della casa dell'affittacamere - un edificio alto e stretto, di mattoni giallastri in
Great Orme Street, un'angusta stradina a nord-ovest del British
Museum. Sorge proprio sull'angolo della strada e d quindi anche sulla parte terminale di Howe Street, con i suoi edifici pi
pretenziosi. Holmes, ridacchiando, ne indic uno, un condominio di case residenziali che sporgevano cos che era impossibile
non vederle.
Guardi, Watson!, esclam. "Un alto edificio rossiccio
con il rivestimento di marmo". Da l parte il segnale. Conosciamo la casa e conosciamo il codice; quindi il nostro compito dovrebbe essere molto semplice. A quella finestra c' un cartello di
"affittasi". Ovviamente si tratta di un appartamento vuoto al
quale il complice pu accedere. Bene, signora Warren, e adesso?
Ho preparato tutto. Se volete salire, lasciando gli stivali sul
pianerottolo, vi far sistemare.
Il nascondiglio che ci aveva preparato era eccellente. Aveva
messo lo specchio in modo che, seduti al buio, potevamo vedere
benissimo la porta dirimpetto. Ci eravamo appena sistemati e la
signora se n'era andata quando un tintinnio lontano annunci
che il nostro misterioso vicino aveva suonato il campanello. Dopo un secondo apparve la signora Warren col vassoio, lo pos su
una sedia accanto alla porta chiusa poi si allontan con passo
pesante. Rannicchiati nell'angolo della porta, non staccavamo

gli occhi dallo specchio. D'improvviso, appena i passi della padrona di casa si furono allontanati, si sent cigolare una chiave,
la maniglia gir e due mani sottili uscirono in un lampo per
prendere il vassoio dalla sedia. Un attimo dopo il vassoio fu rimesso a posto e riuscii a intravedere un bel viso, scuro e terrorizzato rivolto alla porta socchiusa del ripostiglio. La porta si richiuse con un tonfo, la chiave gir di nuovo nella serratura, e
tutto fu silenzio. Holmes mi tir per la manica e, pian pianino,
riscendemmo le scale.
Torner questa sera, disse alla Warren che stava in trepidante attesa. Credo, Watson, che discuteremo meglio di questa faccenda a casa nostra.
Come vede, la mia ipotesi si dimostrata corretta, disse,
sprofondato nella poltrona. C' stata una sostituzione di inquilino. Quello che non prevedevo che avremmo trovato una
donna, e non una donna comune, Watson.
Ci ha visti.
In ogni caso, ha visto qualcosa che l'ha messa in allarme.
Questo certo. La sequenza degli eventi molto chiara, no?
Una coppia cerca rifugio a Londra, minacciata da un pericolo
terribile e imminente. E la portata di quel pericolo la vediamo
dalle precauzioni che hanno preso. L'uomo, che ha un qualche
lavoro da compiere, vuole nel frattempo lasciare la donna in un
luogo assolutamente sicuro. Non un problema facile, ma lo risolve in modo originale, e cos efficiente che nemmeno la donna
che le porta il cibo ne al corrente. Ora chiaro che i messaggi
erano a stampatello, per non tradirsi con la calligrafia femminile. L'uomo non pu avvicinare la donna, altrimenti condurrebe da lei i suoi nemici. Dal momento che non pu mettersi in
contatto diretto, ricorre agli annunci personali del giornale. Fin
qui, tutto chiaro.
Ma cosa c' sotto?
Ah, gi, Watson... pratico come sempre! Cosa c' sotto?
Via via che procediamo, il problema della signora Warren, che
all'inizio sembrava un parto di fantasia, si complica e assume
una connotazione pi sinistra. Possiamo dire questo: non si
tratta di una banale fuga d'amore. Ha visto il viso della donna
all'avvisaglia di un pericolo. E abbiamo anche saputo dell'assalto al signor Warren, che evidentemente era destinato all'inquilino. Questi allarmi e il disperato bisogno di segretezza, indicano
che si tratta di una questione di vita o di morte. L'attacco a War-

ren, inoltre, ci fa capire che il nemico, chiunque sia, non al corrente della sostituzione di inquilino. una storia strana e complessa, Watson.

Perch dovrebbe continuare ad occuparsene? Che ci guadagna?


Gi, cosa? Non che arte per amore dell'arte, Watson. Immagino che quando lei faceva il medico avr studiato dei casi
senza pensare all'onorario?
Per imparare di pi, Holmes.
Non si finisce mai d'imparare, Watson. tutta una serie di
lezioni, di cui l'ultima la pi importante. Questo un caso
istruttivo. Non frutta n denaro n credito, ma c' il desiderio di
risolverlo. Quando caler il sole ci troveremo un passo pi avanti nelle nostre indagini.
Quando tornammo a casa della signora Warren, il grigiore di
una sera d'inverno londinese si era trasformato in un'unica cortina opaca, spenta, rotta solo dai riquadri gialli delle finestre e
dall'alone incerto dei lampioni a gas. Seduti nel salotto al buio
scrutavamo nelle tenebre quando una luce fioca balugin in alto
attraverso le tenebre.
Qualcuno si sta muovendo in quella stanza, sussurr Holmes col volto magro e intento accostato al vetro della finestra.
S, ne vedo l'ombra. Eccolo di nuovo! Ha in mano una candela. Adesso sta guardando fuori. Vuole essere sicuro che lei stia
all'erta. Ora, comincia a fare i segnali. Prenda anche lei il messaggio, Watson, cos poi li confronteremo. Un lampo solo questa di sicuro una A. Allora. Quanti ne ha contati? Venti.
Anch'io. Dovrebbe significare T AT - abbastanza comprensibile. Un'altra T. Sar certo l'inizio di un'altra parola. Ora,
...TTENTA. Ha smesso. Ma non pu essere tutto, Watson. ATTENTA non ha senso. N hanno senso anche fossero tre parole, AT,
TEN, TA, a meno che T. A. non siano le iniziali di qualcuno. Ecco,
ricomincia! Cos' questo? ATTE... ma sta ripetendo lo stesso
messaggio. Strano, Watson, molto strano. E ricomincia di nuovo! AT... ecco, lo ripete per la terza volta. ATTENTA tre volte!
Quante volte ancora lo ripeter? No, sembra che abbia finito. Si
spostato dalla finestra. Cosa ne pensa, Watson?
Un messaggio cifrato.
Il mio amico improvvisamente fece una risatina di comprensione. un cifrario davvero non molto oscuro, Watson, disse. Perbacco, ma certo, italiano! La A significa che il messaggio indirizzato a una donna. "Attenta! Attenta! Attenta!" che
gliene pare?
Credo che abbia colpito nel segno.
Senza alcun dubbio. un messaggio molto urgente, ripetuto
tre volte per sottolinearle l'urgenza. Ma attenta a che? Un momento; sta tornando alla finestra.

Scorgemmo di nuovo la sagoma indistinta di un uomo inginocchiato e il rapido chiarore della fiamma attraverso la finestra, mentre ricominciavano i segnali. Erano pi rapidi di prima
- cos rapidi che era difficili seguirli.
PERICOLO - pericolo - eh, che vuol dire, Watson? Per Giove, sicuro, un segnale di pericolo. Ecco, ricomincia! PERI. Ehi,
che diamine...
La luce si era improvvisamente spenta, il riquadro della finestra era piombato nel buio e il terzo piano non era che una fascia
scura sulla facciata del palazzo, con le file di finestre illuminate.
L'ultimo grido d'allarme era stato interrotto. Come, e da chi?
Ci balen a entrambi lo stesso pensiero. Holmes salt in piedi
dal punto dove era accucciato accanto alla finestra.
Questa una faccenda seria, Watson, esclam. C' in atto qualche diavoleria! Perch un messaggio dovrebbe interrompersi in quel modo? Vorrei avvisare Scotland Yard... ma troppo importante perch possiamo assentarci adesso.
Vado io alla polizia?

Dobbiamo definire un po' pi chiaramente la situazione.


Forse, c' una spiegazione del tutto innocente. Andiamo, Watson, andiamo noi a vedere cosa possiamo cavarne.
2.
Mentre percorrevamo a passo rapido Howe Street mi voltai a
dare un'occhiata al fabbricato che avevamo appena lasciato. E,
alla finestra dell'ultimo piano, potevo scorgere l'ombra di una
testa, una testa di donna, che scrutava rigida e intensa nella notte, col fiato sospeso, in attesa che il messaggio interrotto riprendesse. All'ingresso della casa di Howe Street un uomo imbacuccato in cappotto e sciarpa si appoggiava alla cancellata. Quando
la luce sulla porta illumin i nostri volti, ebbe un sussulto.
Holmes!, esclam.
Perbacco, Gregson!, rispose il mio amico stringendo la
mano dell'ispettore di Scotland Yard. I viaggi si concludono
con l'incontro degli amanti. Cosa la porta qui?
Lo stesso motivo che porta lei, immagino, disse Gregson.
Ma non riesco a capire come c' arrivato.
Fili diversi, che per mi hanno condotto alla stessa ingarbugliata matassa. Ho raccolto i segnali.
Segnali?
S, da quella finestra. Si sono interrotti nel bel mezzo. Siamo
venuti a scoprirne il perch. Ma dal momento che la faccenda

nelle sue capaci mani, mi sembra che non ci sia pi scopo nelle
nostre indagini.
Aspetti un momento!, esclam ansiosamente Gregson.
Devo confessarle, signor Holmes, che fin ora non c' mai stato
un caso nel quale non mi sia sentito confortato per averla al mio
fianco. La casa ha una sola uscita, quindi lui non pu sfuggire.
Lui chi?
Bene, bene, una volta tanto abbiamo un punto a nostro favore, signor Holmes. Questo set nostro. Diede un colpo secco
a terra col suo manganello e un vetturino, con la frusta in mano,
avanz lemme lemme da una carrozza ferma in fondo alla strada. Posso presentarle il signor Sherlock Holmes?, disse Gregson al vetturino. Questo il signor Leverton, dell'Agenzia
americana Pinkerton.
L'eroe del mistero della miniera di Long Island?, disse
Holmes. Sono felicissimo di fare la sua conoscenza.
L'americano, un giovanotto tranquillo, efficiente, col viso
sbarbato dai lineamenti affilati, arross di piacere a quelle lusinghiere parole. Sto seguendo la pista pi importante della mia
vita, adesso, signor Holmes, disse. Se riesco a mettere le mani
su Gorgiano...
Cosa?! Gorgiano, quello del Cerchio Rosso?
Allora lo conoscono anche in Europa, eh? Be', in America
sappiamo tutto di lui. Sappiamo che c' la sua mano dietro ben
cinquanta omicidi eppure non riusciamo ad avere elementi sufficienti per incastrarlo. L'ho seguito fin da New York e gli sono
stato alle costole per una settimana qui a Londra, aspettando
l'occasione buona per agguantarlo. Il signor Gregson ed io l'abbiamo rintracciato in quel casermone e siccome c' una sola
uscita non pu sfuggirci. Da quando l dentro, sono uscite tre
persone, ma sono pronto a giurare che non era nessuno di loro.
Il signor Holmes parla di segnalazioni, disse Gregson.
Immagino che, come al solito, ne sappia molto pi di noi.
In poche, chiare parole Holmes spieg la situazione come la
vedevamo noi. L'americano si strinse rabbiosamente le mani.
Ci ha scoperti!, esclam.
Cosa glielo fa pensare?
Be', mi sembra chiaro, no? Se ne sta l, a mandare messaggi
a un complice - a Londra ci sono parecchi componenti della
sua banda. E all'improvviso, come dice lei, proprio mentre li
stava avvisando di un pericolo, si interrotto. Cos'altro pu vo-

ler dire se non che, dalla finestra, ci ha improvvisamente scorti


nella strada o che, in qualche modo, si reso conto di quanto

imminente fosse il pericolo e quindi doveva agire immediatamente se voleva evitarlo? Lei cosa suggerisce, signor Holmes?
Che saliamo subito a vedere con i nostri occhi.
Ma non abbiamo un mandato d'arresto.
Si trova in un appartamento vuoto in circostanze sospette,
disse Gregson. Per il momento, questo baster. Quando l'avremo in mano vedremo se New York potr aiutarci a tenerlo
stretto. Mi prendo io la responsabilit di arrestarlo adesso.
I nostri funzionari di polizia mancheranno di cervello ma mai
di coraggio. Gregson sal le scale per arrestare quell'assassino
disperato con la stessa aria pacifica e decisa con cui avrebbe salito le scale di Scotland Yard. L'investigatore della Pinkerton cerc di passargli avanti ma Gregson lo respinse deciso, con una
gomitata. I pericoli di Londra sono appannaggio della polizia
londinese.
La porta dell'appartamento di sinistra al terzo piano era socchiusa. Gregson la spalanc. Dentro, tutto era silenzio e oscurit. Strofinai un fiammifero e accesi la lampada dell'investigatore. E quando il barlume divent fiamma restammo tutti senza
fiato per la sorpresa. Sulle assi del pavimento, privo di tappeto,
c'erano tracce di sangue fresco. Le impronte insanguinate venivano nella nostra direzione per poi scomparire in una stanza interna, la cui porta era chiusa. Gregson l'apr con una spallata tenendo alta davanti a s la lampada mentre noi sbirciavamo ansiosi alle sue spalle.
Per terra, al centro della stanza vuota, c'era la figura raggomitolata di un omone grande e grosso, col viso scuro e sbarbato
orribilmente contorto in una smorfia grottesca e il capo circondato da un raccapricciante alone scarlatto di sangue che si allargava in un cerchio umido sul legno chiaro del pavimento. Aveva
le ginocchia piegate fino al petto, le braccia tese in gesto di agonia e dalla gola scura, rivolta verso l'alto, spuntava il manico di
un coltello affondato nel corpo fino all'impugnatura. Per gigantesco che fosse, l'uomo doveva essere caduto di schianto come un bue sotto la scure. Accanto alla sua mano destra, c'era
per terra un pugnale a doppio taglio col manico di corno e, vicino al pugnale, un guanto di capretto nero.
Per Giove! Black Gorgiano in persona!, grid il detective
americano. Questa volta, qualcuno ci ha preceduti.
Ecco la candela alla finestra, signor Holmes, disse Gregson. Ma che diamine sta facendo?
Holmes si era accostato alla finestra, aveva acceso la candela
e la stava muovendo avanti e indietro attraverso il vetro. Poi

scrut nell'oscurit, spense con un soffio la candela e la gett


per terra.
Penso che questo servir a qualcosa, disse. E rimase assorto a guardare i due professionisti che esaminavano il cadavere.
Lei ha detto che, mentre aspettavate per la strada, tre persone
sono uscite dal palazzo, disse alla fine. Le avete osservate attentamente?
S, le ho osservate.
C'era un tipo sulla trentina, scuro, con la barba nera, di corporatura media?
S, stato l'ultimo a passarmi accanto.
Credo proprio che sia quello il vostro uomo. Posso darvene
una descrizione, e abbiamo un' eccellente impronta del suo piede. Questo dovrebbe bastarvi.
Non tanto, signor Holmes, fra i milioni di persone che ci sono a Londra.
Forse no. Ecco perch ho ritenuto pi opportuno chiamare
questa signora in vostro aiuto.
A quelle parole ci voltammo. E sulla soglia c'era una bella
donna, alta - la misteriosa inquilina di Bloomsbury. Avanz

lentamente, col viso pallido e tirato per l'ansia, gli occhi spalancati e fissi, lo sguardo terrorizzato inchiodato sulla figura che
giaceva a terra.
L'avete ucciso!, mormor. Oh, Dio mio, l'avete ucciso!
Poi, la sentii d'improvviso trattenere il respiro e fare un balzo di
gioia mettendosi a ballare per tutta la stanza, battendo le mani,
con gli occhi che le brillavano di felicit mentre pronunciava
mille gioiose esclamazioni in italiano. Era terribile e sorprendente vedere quella donna che letteralmente impazziva di gioia
davanti al morto.
Ma voi! Voi siete polizia, no? Voi avete ucciso Giuseppe
Gorgiano. Non cos?
Siamo della polizia, signora.
La donna gir lo sguardo nella stanza buia.
Ma allora, dov' Gennaro?, chiese. mio marito, Gennaro Lucca. Io sono Emilia Lucca, e veniamo entrambi da New
York. Dov' Gennaro? Mi ha appena chiamato dalla finestra, e
sono arrivata qui di corsa.
Sono stato io a chiamarla, disse Holmes.
Lei! Come ha fatto?
Il vostro codice non era difficile, signora. Era il caso che lei
venisse qui. Sapevo che avrei solo dovuto segnalarle "vieni" e
lei sarebbe accorsa subito.
La bella italiana guard intimorita il mio amico.

Non capisco come possa sapere queste cose, disse. Giuseppe Gorgiano... come ..., s'interruppe, poi una luce di orgoglio e di gioia le si dipinse in viso. Adesso capisco! Il mio
Gennaro! Il mio splendido, bellissimo Gennaro, che mi ha sempre protetta da ogni male, stato lui, con le sue mani forti, lui
che ha ucciso quel mostro! Oh, Gennaro, sei meraviglioso!
Quale donna potrebbe mai esser degna di un uomo simile?
Bene, signora Lucca, intervenne il prosaico Gregson prendendo per un braccio la donna con la stessa indifferenza che se
fosse stata un teppista di Notting Hill, non ho ancora capito
bene chi o che cosa lei; ma ha detto abbastanza perch quello
che sicuramente chiaro che alla polizia avremo bisogno di
lei.
Un momento, Gregson, intervenne Holmes. Ho idea che
la signora sia tanto ansiosa di darci informazioni quanto noi di
riceverne. Lei capisce, signora, che suo marito sar arrestato e
giudicato per la morte di quest'uomo? Quello che lei dice potr
essere usato come testimonianza. Ma se ritiene che lui abbia agito per motivi non criminosi e che vorrebbe si risapessero, la cosa
migliore che pu fare per suo marito raccontarci tutto.
Ora che Gorgiano morto, non abbiamo pi nulla da temere, disse la donna. Era un mostro e un demonio, e nessun giudice al mondo punirebbe mio marito per averlo ucciso.
In questo caso, prosegu Holmes, suggerirei di chiudere a
chiave questa porta, lasciare tutto come abbiamo trovato, accompagnare a casa la signora e farci un'idea della situazione dopo avere ascoltato quanto ha da dirci.
Mezz'ora dopo, eravamo tutti e quattro seduti nel salottino
della signora Lucca, ascoltando il suo straordinario racconto di
quegli eventi sinistri di cui avevamo per caso visto la fine.
La donna si esprimeva in un inglese molto rapido e scorrevole
ma tutt'altro che corretto e quindi, per amor di chiarezza, ne
corregger la grammatica.
Sono nata a Posillipo, vicino Napoli, disse, e mio padre
era Augusto Barelli, il maggiore avvocato e, una volta, parlamentare della zona. Gennaro era un dipendente di mio padre e
me ne innamorai, come avrebbe fatto qualsiasi altra donna.
Non aveva n denaro n posizione - solo la sua bellezza, la sua
forza e il suo entusiasmo - cos mio padre proib le nostre nozze. Fuggimmo insieme, ci sposammo a Bari e io vendetti i miei
gioielli per poterci pagare il viaggio in America. Questo accadde
quattro anni fa, e da allora siamo sempre stati a New York.
In principio, la fortuna ci arrise. Gennaro fece un grosso fa-

vore a un gentiluomo italiano - lo salv da un gruppo di malvi-

venti in un luogo chiamato il Bowery, e si fece cos un potente


amico. Quel signore si chiamava Tito Castalotte ed era il socio
anziano di una grossa ditta, la Castalotte & Zamba, i maggiori
importatori di frutta di New York. Il signor Zamba invalido e
il nostro nuovo amico Castalotte manda praticamente avanti la
ditta che ha oltre trecento dipendenti. Diede lavoro anche a mio
marito, come caporeparto, e lo agevol in tutti i modi. Il signor
Castalotte era scapolo e credo considerasse Gennaro un po' come suo figlio, e mio marito ed io lo amavamo come se fosse stato
nostro padre. Avevamo preso e ammobiliato una casetta a
Brooklin e il futuro sembrava assicurato quando comparve
quella nuvola nera destinata ad oscurare ben presto il nostro cielo.
Una sera, rientrando dal lavoro, Gennaro port con s un
compaesano, un certo Gorgiano, che veniva anche lui da Posillipo. Come avete visto, era un omone grande e grosso e non solo il
suo corpo, ma tutto in lui era gigantesco, grottesco e terrificante. Nella nostra piccola casa, la sua voce rimbombava come un
tuono. Quasi non c'era spazio per le braccia che agitava come
mulinelli quando parlava. I suoi pensieri, le sue emozioni, le sue
passioni erano tutti esagerati e mostruosi. Parlava o, meglio,
ruggiva con tanta energia che gli altri non potevano fare altro
che stare seduti ad ascoltarlo, tremando sotto quell'impetuoso
torrente di parole. Vi fissava con gli occhi fiammeggianti, e vi
teneva in pugno. Era un uomo terribile e prodigioso. Sia ringraziato Iddio che morto!
Veniva molto spesso a casa nostra. Ma notavo che anche Gennaro, come me, non era molto contento della sua presenza. Il
mio povero marito sedeva pallido e inerte ascoltando i suoi incessanti vaneggiamenti sulla politica e le questioni sociali che
costituivano l'argomento di conversazione del nostro ospite.
Gennaro non apriva bocca ma io lo conoscevo bene e leggevo sul
suo viso dei sentimenti che non vi avevo mai letto prima. In un
primo tempo, pensai che si trattasse di antipatia. Poi, poco a poco, capii che era qualcosa di pi. Era paura - una profonda
paura, segreta e incontrollabile. Quella sera - la sera in cui
compresi che si trattava di paura - lo abbracciai implorandolo
per l'amore che portava a me e a tutto ci che gli era caro, di non
nascondermi nulla e di dirmi perch quell'uomo gigantesco lo
terrorizzava tanto.
Me lo disse e, ascoltandolo, mi sentii gelare il sangue. Il mio
povero Gennaro, ai tempi in cui era giovane, scapestrato e impetuoso, quando tutto il mondo sembrava contro di lui e si sentiva
quasi impazzire per le ingiustizie della vita, si era unito ai Car-

bonari. I giuramenti e la segretezza di quella stta erano terribili


ma, una volta entrati, era impossibile uscirne. Quando eravamo
fuggiti in America, Gennaro aveva creduto di esserseli scrollati
di dosso una volta per tutte. Ma quale fu il suo orrore una sera
quando incontr per la strada proprio quell'uomo che lo aveva
iniziato a Napoli, il gigantesco Gorgiano che, nell'Italia meridionale, si era guadagnato il soprannome di "Morte", per tutti
gli omicidi che aveva sulla coscienza! Era venuto a New York
per sfuggire alla polizia italiana e aveva gi costituito una branca di quella spaventosa societ l da noi. Tutto questo mi raccont Gennaro e mi mostr una convocazione che aveva ricevuto
quel giorno stesso, un foglietto in cima al quale era disegnato un
Cerchio Rosso, in cui lo si informava che, in un certo giorno, ci
sarebbe stata una riunione alla quale gli ordinavano di partecipare.
Quello era gi un guaio, ma il peggio doveva ancora venire.
Gi da parecchio avevo notato che quando Gorgiano veniva da
noi la sera, e ci veniva spessissimo, si rivolgeva sempre a me; e
anche quando le sue parole erano dirette a mio marito non smetteva di fissarmi con quei suoi occhi terribili e lampeggianti, da

bestia feroce. Una sera, il suo segreto venne fuori. Avevo risvegliato in lui ci che egli chiamava "amore" - l'amore di un
bruto - di un selvaggio. Quando arriv, Gennaro non era ancora rientrato. Entr a forza, mi prese fra quelle sue braccia
possenti, stringendomi in un abbraccio da orso, coprendomi di
baci e implorandomi di andar via con lui. Stavo dibattendomi
urlante quando Gennaro entr e gli si gett addosso. Con un pugno, quell'animale lo stese a terra svenuto poi scapp dalla casa
e non vi fece mai pi ritorno. Quella sera, ci eravamo fatti un nemico mortale.
Pochi giorni dopo ci fu la riunione. Gennaro dovette andarci
e torn a casa con una faccia tale da farmi capire che qualcosa di
terribile era successo. Peggio di quanto avremmo mai potuto
immaginare. La societ raccoglieva fondi ricattando ricchi italiani, minacciandoli con la violenza se rifiutavano di pagare.
Sembra che si fossero messi in contatto anche con Castalotte, il
nostro caro amico e benefattore. Castalotte non si era piegato
alle minacce e aveva informato la polizia. Quei malviventi decisero allora che dovevano fare di lui un esempio che avrebbe trattenuto altre vittime dal ribellarsi. Durante la riunione venne deciso di far saltare lui e la sua casa con la dinamite. Si tir a sorte
il nome di colui che avrebbe dovuto perpetrare quel misfatto.
Mentre metteva la mano nel bussolotto, Gennaro vide un sorriso malvagio sulla faccia del nostro nemico. Senza dubbio, in

qualche modo tutto era stato combinato perch il fatale disco


col Cerchio Rosso, l'ordine di uccidere, era nella sua mano. Doveva assassinare il suo migliore amico o altrimenti esporre se
stesso e me alla vendetta dei suoi confederati. Faceva parte del
loro malvagio sistema punire coloro che temevano o odiavano
facendo del male non solo ad essi ma anche alle persone che essi
amavano; ed era proprio questa consapevolezza che terrorizzava il mio povero Gennaro facendolo quasi impazzire per l'angoscia.
Restammo svegli tutta notte, abbracciati, rincuorandoci a vicenda. L'attentato doveva aver luogo la sera seguente. Entro
mezzogiorno, mio marito ed io eravamo in viaggio per Londra,
ma non prima di avere avvisato il nostro benefattore del pericolo e aver lasciato alla polizia informazioni sufficienti a proteggere la sua vita in futuro.
Il resto, signori, lo sapete. Eravamo certi che i nostri nemici ci
avrebbero seguiti come ombre. Gorgiano aveva dei motivi personali per vendicarsi ma comunque sapevamo quanto potesse
essere spietato, astuto e instancabile. L'Italia e l'America sono
piene di resoconti del suo spaventoso potere e, se mai lo voleva
esercitare, questo era proprio il momento. Il mio adorato marito us quei pochi giorni di libert che la fuga ci aveva concesso
per cercare un rifugio per me cos da tenermi lontana da ogni pericolo. Dal canto suo, voleva essere libero per potersi mettere in
contatto con la polizia sia americana che italiana. Non so come,
n dove vivesse. Le sue uniche notizie mi arrivavano dalle colonne di un giornale. Ma una volta, guardando dalla finestra, vidi
due italiani che sorvegliavano la casa e capii che Gorgiano, in un
modo o nell'altro, aveva scoperto il nascondiglio. Infine, tramite il giornale, Gennaro mi comunic che mi avrebbe fatto dei segnali da una certa finestra; ma quando i segnali arrivarono, non
erano che degli avvertimenti, che s'interruppero bruscamente.
Ora capisco che sapeva che Gorgiano gli stava alle costole e che,
grazie a Dio, era pronto ad affrontarlo. E adesso, signori, vi
chiedo se abbiamo qualcosa da temere dalla legge, o se esiste sulla faccia della terra un giudice che condannerebbe il mio Gennaro per quello che ha fatto?
Bene, signor Gregson, disse l'americano guardando il funzionario. Non so come la pensiate voi inglesi ma secondo me il
marito di questa signora a New York riceverebbe un voto generale di ringraziamento.
Dovr comunque venire con me dal capo, rispose Gregson.
Se la sua storia sar convalidata, non credo che lei o suo marito

abbiano nulla da temere. Ma quello che proprio non riesco a ca-

pire, signor Holmes, come lei si sia trovato coinvolto in questa


storia.
Istruzione, Gregson, istruzione. Sempre in cerca di conoscenza alla vecchia universit. Bene, Watson, lei ha un altro
campione tragicomico da aggiungere alla sua collezione. A proposito, non sono ancora le otto e stasera c' la Serata Wagneriana al Covent Garden! Se ci sbrighiamo, faremo in tempo per il
secondo atto.
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L'avventura dei piani Bruce-Partington


Era il novembre del 1895. Nella terza settimana di quel mese,
una densa coltre giallastra di nebbia gravava su Londra. Dal luned al gioved era praticamente impossibile scorgere la sagoma
dei palazzi dirimpetto dalle nostre finestre di Baker Street. Il
primo giorno, Holmes si era dedicato a fare le note di richiamo
nel suo grosso album di consultazione. Il secondo e il terzo, si
era pazientemente occupato di un argomento che costituiva il
suo ultimo hobby - la musica del Medioevo. Ma quando, per il
quarto giorno consecutivo, alzandoci dal tavolo della colazione
vedemmo quella nebbia filante, untuosa, scura, turbinare ancora davanti ai nostri occhi per condensarsi in gocce oleose sui vetri della finestra, il carattere impaziente e attivo del mio amico
era arrivato al limite della sopportazione. Andava avanti e indietro per la stanza in una febbre di energia repressa, mordendosi le unghie, tamburellando con le dita sui mobili, mordendo
il freno.
Niente di interessante nel giornale, Watson?, chiese.
Sapevo che dicendo interessante Holmes si riferiva a qualcosa di interessante sotto l'aspetto criminale. C'era la notizia di
una rivoluzione, di una possibile guerra, di un imminente scambio di governo; tutte cose che al mio amico non interessavano.
Non riuscivo a trovare niente che avesse a che fare con la criminalit, se non notizie futili e banali. Holmes ebbe un gemito e riprese il suo irrequieto andirivieni.
I criminali londinesi mancano certo d'iniziativa osserv
con la voce acrimoniosa del cacciatore piantato in asso dalla
preda. Guardi fuori dalla finestra, Watson. Guardi come le
persone si intravedono ogni tanto, vagamente, e poi scompaiono di nuovo in quel muro di nebbia. In una giornata come questa, ladri e assassini potrebbero aggirarsi tranquillamente per
Londra, come le tigri nella giungla, invisibili fino all'istante dell'attacco e, anche allora, visibili solo alla loro vittima.
Ci sono stati numerosi furtarelli, dissi.
Holmes sbuff sdegnosamente.
Questo ampio, fosco palcoscenico merita qualcosa di me-

glio, rispose. una fortuna per la societ che io non sia un


criminale.
Questo sicuro! , convenni calorosamente.
Immagini che io sia Brooks o Woodhouse, o una qualsiasi di
quella cinquantina di persone che hanno buoni motivi per eliminarmi, per quanto tempo riuscirei a sfuggire? Un invito, un appuntamento fasullo, e sarebbe tutto finito. Per fortuna non ci
sono giornate di nebbia come questa nei paesi latini - i paesi
dove si ammazza la gente. Per Giove! Finalmente qualcosa per
interrompere la monotonia.
Era la domestica con un telegramma. Holmes lo apr in fretta
e scoppi a ridere.
Bene, bene! Questa, poi!, esclam. Il fratellino Mycroft

viene a farci visita.


Che c' di strano?, chiesi.
Che c' di strano? come incontrare un tram in un viottolo
di campagna. Mycroft ha i suoi binari, e li segue. Il suo appartamento a Pall Mall, il Diogenes Club, Whitehall - il suo itinerario quello. Una volta, una sola volta, venuto qui. Cosa mai
pu averlo fatto deragliare?
Non lo spiega?
Holmes mi porse il telegramma del fratello.
Devo vederti Cadogan West. Arrivo subito.
Mycroft

Cadogan West? un nome che ho sentito.


A me non ricorda nulla. Ma che Mycroft debba piombare
qui in questo modo! Tanto varrebbe che un pianeta uscisse dalla
sua orbita. A proposito, lei sa cosa fa Mycroft?
Ricordavo vagamente una spiegazione all'epoca dell'avventura dell'interprete greco.
Mi ha detto che aveva un qualche incarico governativo di
scarso rilievo.
Holmes ridacchi.
Allora non la conoscevo cos bene. Bisogna essere discreti
quando si parla di importanti questioni di stato. Ha ragione di
pensare che lavori per il governo. In un certo senso, avrebbe ragione anche se dicesse che, occasionalmente, il governo.
Mio caro Holmes!
Immaginavo che sarebbe rimasto sorpreso. Mycroft guadagna 450 sterline l'anno, rimane un dipendente, non ha ambizioni di nessun genere, rifiuta onori e titoli, ma resta pur sempre la
persona pi indispensabile per il paese.

Ma in che modo?
Be', si trova in una posizione unica. Se l' creata lui stesso.
Non c'era mai stato niente di simile prima, n ci sar in futuro.
Mycroft possiede un cervello ordinato e metodico, con un' enorme capacit di incamerare nella memoria fatti che riguardino
chiunque. Le stesse grandi facolt che io ho dedicato alla scoperta dei crimini, lui le ha dedicate a questa sua attivit particolare. Le conclusioni elaborate da ogni dipartimento dello Stato
passano per le sue mani; lui , per cos dire, la borsa centrale, la
stanza di compensazione che elabora il saldo. Supponiamo che
un ministro abbia bisogno di informazioni su un argomento che
coinvolge la Marina, l'India, il Canada e il problema del bimetallismo; potrebbe riceverle separatamente, da vari dicasteri,
ma Mycroft l'unico in grado di sintetizzarle e di dire subito in
quale modo ciascun fattore pu influenzare l'altro. In un primo
tempo, si servirono di lui come di una scorciatoia, una comodit; ora, si reso indispensabile. In quel suo gran cervello, ogni
cosa incasellata e pu essere tirata fuori in un istante. Pi di
una volta la sua parola stata decisiva per la politica nazionale.
la sua vita. Non pensa ad altro tranne quando, come esercizio
mentale, si rilassa se vado da lui a chiedergli consiglio per uno
dei miei piccoli problemi. Ma oggi Giove scende dall'Empireo.
Cosa mai vorr dire? Chi Cadogan West, e cosa c'entra con
Mycroft?
Ci sono!, esclamai rovistando nel mucchio dei giornali sul
divano. Certo, certo, eccolo qui, non c' dubbio! Cadogan
West era il giovanotto trovato morto nella Metropolitana marted mattina.
Holmes si arrest con la pipa a mezz'aria.
Dev'essere una cosa seria, Watson. Un decesso che ha indotto mio fratello a cambiare le sue abitudini non pu essere una
faccenda di normale amministrazione. Ma cosa mai potr averci a che fare? Per quanto ricordo il caso non presentava particotare interesse. A quanto pareva, il giovanotto era morto cadendo dal treno. Non era stato derubato e non c'erano motivi particolari che facessero pensare a un omicidio. Non cos?

C' stata un'inchiesta, risposi, e sono emersi molti fatti


nuovi. A un esame pi attento, direi che certo si tratta di un fatto strano.
A giudicare dall'effetto prodotto su mio fratello, dev'essere
davvero stranissimo. Si rannicchi nella sua poltrona. Ora,
Watson, sentiamo i fatti.
L'uomo si chiamava Arthur Cadogan West. Ventisette anni, scapolo, impiegato al Woolwich Arsenal.

Dunque un dipendente statale. Si comincia a vedere il nesso


col fratellino!
Si allontanato da Woolwich improvvisamente luned sera.
L'ultima a vederlo stata la fidanzata, la signorina Violet Westbury, che ha lasciato bruscamente nella nebbia verso le 7,30 di
quella sera. Non c'era stato fra loro alcun litigio e la ragazza non
sa spiegare il suo comportamento. L'unica notizia che si poi
avuta di lui che stato trovato morto da un operaio addetto alle rotaie, un certo Mason, proprio fuori Aldgate Station, lungo
la linea della Metropolitana.
Quando?
Il corpo stato trovato alle sei di marted mattina. Giaceva
lontano dalle rotaie, sulla sinistra del percorso andando verso
Est, vicino alla stazione, nel punto dove il treno esce dal tunnel.
Aveva il cranio fracassato - il che poteva essere stato provocato dalla caduta dal treno. Solo cos il corpo poteva trovarsi lungo la linea ferroviaria. Se fosse stato trasportato l da una strada
vicina, avrebbe dovuto superare il posto di controllo dove c'
sempre un incaricato. Questo punto sembra assolutamente certo.
Benissimo. Il quadro abbastanza chiaro. L'uomo, morto o
vivo, caduto o stato gettato dal treno. Fin qui ho capito. Vada avanti.
I treni che passano sui binari accanto ai quali stato trovato
il corpo sono quelli che vanno da ovest a est, qualcuno esclusivamente delle linee Metropolitane, altri provenienti da Willesden e
da altre stazioni di raccordo pi lontane. Si pu affermare con
sicurezza che, al momento della morte, l'uomo viaggiava in
questa direzione, in una qualche ora della notte; ma impossibile sapere in che punto sia salito sul treno.
Lo si pu vedere facilmente dal biglietto.
Non aveva in tasca nessun biglietto.
Nessun biglietto! Parola mia, Watson, questo davvero
molto strano. So per esperienza personale che impossibile raggiungere la piattaforma di un treno della Metropolitana se prima non si esibito il biglietto. Presumibilmente, quindi, il giovanotto ne aveva uno. Gli stato sottratto perch non si sapesse
da quale stazione proveniva? possibile. Oppure, lo ha lasciato
cadere lui nel vagone? Possibile anche questo. Ma un punto
stranamente interessante. A quanto ho capito, non c'erano segni di furto?
Pare di no. Qui c' un elenco dei suoi effetti. Un portamonete con due sterline e quindici pence. Un libretto d'assegni sulla
filiale di Woolwich della Capitai and Counties Bank. Proprio

tramite questo libretto d'assegni stato possibile stabilire la sua


identit. C'erano anche due biglietti per la prima galleria del
Woolwich Theatre, per quella stessa sera. E anche un pacchetto
di documenti tecnici.
Holmes ebbe un'esclamazione di soddisfazione.
Finalmente ci siamo, Watson! Governo britannico - Woolwich Arsenal - carte tecniche - mio fratello Mycroft, il quadro completo. Ma se non mi sbaglio, eccolo che arriva, per dirci tutto lui stesso.
Un attimo dopo, l'alta e imponente figura di Mycroft Holmes
fu introdotta nella stanza. Pesante e massiccia, quella sagoma
suggeriva una certa primitiva inerzia fisica, dominata per da
una fronte cos maestosa, due occhi grigio-acciaio cos profondi

e penetranti, una bocca dalle linee cos decise eppur cos sottilmente espressive che, al secondo sguardo, ci si dimenticava di
quel corpo massiccio per ricordare solo quella mente superiore.
Lo seguiva alle calcagna il nostro vecchio amico, l'ispettore
Lestrade - esile e austero. L'espressione grave dei due volti era
foriera di gravi notizie. L'ispettore ci strinse la mano in silenzio.
Mycroft Holmes si liber faticosamente del cappotto e si lasci
cadere in poltrona.
Una faccenda davvero molto seccante, Sherlock, disse.
Mi secca terribilmente ogni deroga alle mie abitudini, ma ho
dovuto obbedire alle alte sfere. Data l'attuale situazione nel
Siam, la mia assenza dall'ufficio giunge quanto mai a sproposito. Ma si tratta realmente di una crisi. Non ho mai visto il primo
ministro cos sconvolto. In quanto all'Ammiragliato - ronza
come un alveare capovolto. Hai seguito il caso sui giornali?
Lo abbiamo appena letto. Di che genere di documenti tecnici si trattava?
Ah! Questo il punto! Per fortuna, non trapelato. Altrimenti, la stampa sarebbe in subbuglio. I documenti che quel disgraziato giovanotto aveva in tasca erano i piani del sottomarino Bruce-Partington.
Mycroft Holmes parlava con una solennit che enfatizzava
l'importanza del soggetto. Suo fratello ed io restammo in attesa.
Non dirmi che non ne hai sentito parlare? Credevo che tutti
sapessero di che si tratta.
Ho sentito solo il nome.
Sarebbe impossibile esagerarne l'importanza. Si tratta del
segreto statale pi gelosamente custodito. Puoi credermi se ti dico che uno scontro navale diventa impossibile nel raggio di operazioni del Bruce-Partington. Due anni fa, una grossa somma

stata fatta passare attraverso le maglie del bilancio preventivo


dello Stato ed servita ad acquistare il monopolio dell'invenzione. Si fatto di tutto per tenere segreta la transazione. I piani,
complicatissimi, comprendono una trentina di brevetti separati,
ciascuno dei quali indispensabile per il funzionamento del sottomarino, e sono custoditi in una cassaforte speciale, in un ufficio
riservato adiacente all'arsenale, con porte e finestre blindate.
Quei piani non dovevano mai, per nessun motivo, uscire da
quell'ufficio. Se l'ingegnere capo della Marina desiderava consultarli, perfino lui doveva recarsi all'ufficio di Woolwich. Eppure, li troviamo nella tasca di un giovane impiegato deceduto
nel cuore di Londra. Da un punto di vista ufficiale semplicemente spaventoso.
Ma ne siete rientrati in possesso?
No, Sherlock, no! Questo il guaio. Non cos. Dieci grafici
sono scomparsi da Woolwich. Cadogan West ne aveva in tasca
solo sette. I tre pi importanti sono scomparsi - rubati, svaniti.
Devi lasciar perdere qualsiasi altro impegno, Sherlock. Lascia
perdere i tuoi soliti giochetti di polizia. Quello che devi risolvere
un problema di vitale importanza per il paese. Perch Cadogan West ha preso i documenti, dove sono quelli mancanti, come morto, come arrivato il suo corpo dove stato trovato,
come si pu rimediare a questo disastro? Trova una risposta a
tutte queste domande, e avrai reso un buon servigio al tuo paese.
Perch non lo risolvi tu stesso, Mycroft? Le tue capacit non
sono inferiori alle mie.
Pu darsi, Sherlock. Ma la questione raccogliere i particolari. Dammi i tuoi particolari e, senza spostarmi dalla poltrona,
ti dar l'eccellente parere di un esperto. Ma correre qua e l, interrogare la polizia ferroviaria, stendermi per terra con una lente... non il mio mtier. No, sei tu quello che pu chiarire la faccenda. Se hai voglia di vedere il tuo nome nel prossimo elenco
delle onorificenze...
Il mio amico scosse il capo sorridendo.
Gioco per amore del gioco, disse. Ma il problema presen-

ta senza dubbio degli aspetti interessanti e sar felicissimo di occuparmene. Qualche altro fatto, per favore.
Ho buttato gi su questo foglio i fatti essenziali, con qualche
indirizzo che ti sar utile. Attualmente, il custode ufficiale dei
documenti il famoso esperto del governo, Sir James Walter, le
cui onorificenze e titoli occupano parecchio spazio nel "Chi
?". Ha fatto i capelli grigi in servizio, un gentiluomo, ospite
favorito in molte famiglie di riguardo e, soprattutto, un uomo il

cui patriottismo al disopra di ogni sospetto. uno dei due che


hanno la chiave della cassaforte. Posso aggiungere che i documenti erano sicuramente nell'ufficio durante l'orario di lavoro,
luned, e che Sir James part per Londra verso le tre del pomeriggio, portando con s la sua chiave. Ha trascorso tutta la sera in
cui si verific l'incidente a casa dell'ammiraglio Sinclair a Barclay Square.
Questa circostanza stata verificata?
S; suo fratello, il colonnello Valentine Walter, ha testimoniato sulla sua partenza da Woolwich e l'ammiraglio Sinclair sul
suo arrivo a Londra; quindi Sir James non pi direttamente
coinvolto nella faccenda.
Chi era l'altra persona che aveva la chiave?
L'impiegato pi anziano e progettista, il signor Sidney
Johnson. Un uomo di quarant'anni, sposato, con cinque figli.
un indviduo silenzioso, scontroso ma che, nell'insieme, ha un
ottimo curriculum nel settore pubblico. Poco popolare fra i colleghi, ma gran lavoratore. Secondo la sua deposizione, corroborata solo dalla parola di sua moglie, luned dopo l'ufficio rimasto a casa per tutta la sera; e la chiave rimasta sempre attaccata alla catena dell'orologio, dove la tiene.
Dicci di Cadogan West.
Lavora nella pubblica amministrazione da dieci anni e ha
sempre fatto un buon lavoro. Ha fama di essere impulsivo, una
testa calda, ma un uomo onesto e retto. Non abbiamo niente
contro di lui. Aveva l'ufficio accanto a quello di Sidney Johnson. I suoi incarichi lo portavano ogni giorno in contatto personale con i progetti. Non li maneggiava nessun altro.
Chi li ha messi in cassaforte quella sera?
Sidney Johnson, l'impiegato anziano.
Be', sembra che non ci sia dubbio su chi li ha portati via. Sono stati trovati addosso a Cadogan West. Mi pare definitivo,
no?
Infatti, Sherlock, ma ci sono ancora tante cose inspiegabili.
In primo luogo, perch li ha presi?
Immagino che avessero un certo valore?
Avrebbe potuto tranquillamente ricavarne parecchie migliaia di sterline.
Puoi suggerire un qualche motivo plausibile per portare i
documenti a Londra se non per venderli?
No, non posso.
Allora dobbiamo partire da questa ipotesi. Il giovane West
ha sottratto i documenti. Ora, poteva farlo solo se aveva una
chiave falsa...

Parecchie chiavi false. Doveva aprire il portone d'ingresso e


la porta dell'ufficio.
Diciamo allora che aveva parecchie chiavi false. Ha portato
i documenti a Londra per vendere il segreto ripromettendosi,
senza dubbio, di rimetterli in cassaforte la mattina dopo, prima
che se ne notasse la scomparsa. Mentre era a Londra per quella
sua poco onorevole missione stato ucciso.
In che modo?
Possiamo supporre che stesse facendo ritorno a Woolwich
quando stato ucciso e buttato gi dal treno.
Aldgate, dove stato rinvenuto il corpo, molto dopo la stazione di London Bridge, dove sarebbe dovuto passare per raggiungere Woolwich.

Si possono immaginare molti motivi per cui abbia oltrepassato London Bridge. Per esempio, che nello scompartimento ci
fosse qualcuno con cui era immerso in un interessante colloquio. Poi, il colloquio degenera in una colluttazione, durante la
quale perde la vita, O forse, ha tentato di lasciare lo scompartimento, caduto sui binari ed morto. L'altra persona chiude lo
sportello. C' una fittissima nebbia. E nessuno vede niente.
Con quello che sappiamo fino a questo momento, la spiegazione pi attendibile; ma pensa quante cose hai tralasciato di
considerare, Sherlock. Supponiamo, per amor di chiacchiera,
che il giovane Cadogan West avesse deciso di portare quelle carte a Londra. Avrebbe naturalmente preso un appuntamento con
l'agente segreto e si sarebbe tenuto la serata libera. Invece, ha
comperato due biglietti per il teatro, ci ha accompagnato la fidanzata fino a met strada, poi, all'improvviso, scomparso.
Una manovra diversiva, disse Lestrade che era rimasto ad
ascoltare la conversazione con una certa impazienza.
Una manovra molto singolare. Questa l'obiezione n. 1.
Obiezione n. 2: supponiamo che arrivi a Londra e si incontri con
l'agente straniero. Deve rimettere i documenti al loro posto prima della mattina o se ne scoprir la mancanza. Ne ha portati via
dieci. In tasca ne aveva solo sette. Che fine hanno fatto gli altri
tre? Non li avrebbe certo ceduti di sua spontanea volont. E, ancora, qual il prezzo di questo tradimento? Ci si sarebbe aspettati di trovargli in tasca una grossa somma di denaro.
A me sembra tutto chiarissimo, disse Lestrade. Non ho
dubbi su quanto successo. Ha preso i documenti per venderli.
Si incontrato con l'acquirente. Non si sono messi d'accordo
sul prezzo. Ha ripreso la strada di casa, ma l'agente andato
con lui. Sul treno, lo ha ucciso, ha preso i documenti pi impor-

tanti e ha buttato il corpo gi dal treno. Questo spiegherebbe


tutto, no?
Come mai non aveva il biglietto?
Il biglietto avrebbe indicato la stazione pi vicina alla casa
dell'agente segreto. Quindi glielo ha tolto di tasca.
Bene, Lestrade, molto bene, disse Holmes. La sua teoria
regge. Ma se vera, il caso chiuso. Da una parte, il traditore
morto. Dall'altra, i piani del sottomarino Bruce-Partington
presumibilmente sono gi sul Continente. Che ci resta da fare?
Agire, Sherlock... agire!, grid Mycroft balzando in piedi.
Il mio istinto mi dice che la spiegazione non questa. Usa le tue
facolt! Vai sulla scena del delitto! Parla con le persone coinvolte! Non trascurare niente! In tutta la tua carriera non hai mai
avuto un'occasione come questa per renderti utile al tuo paese.
D'accordo, d'accordo, rispose Holmes stringendosi nelle
spalle. Andiamo, Watson! E lei, Lestrade, potrebbe concederci il piacere della sua compagnia per un'ora o due? Cominceremo col fare una visitina alla Stazione di Aldgate. Arrivederci,
Mycroft, ti far avere un rapporto prima di sera ma ti avviso fin
d'ora che non sar gran che.
Un'ora dopo Holmes, Lestrade ed io eravamo sulla linea della Metropolitana nel punto in cui esce dal tunnel, subito prima
della Stazione di Aldgate. Un cortese, anziano signore dal viso
rubicondo rappresentava la compagnia ferroviaria.
Il corpo del giovanotto era steso qui, disse indicando un
punto a circa tre piedi dalla rotaia. Non poteva essere caduto
dall'alto perch, come vedete, sono pareti nude. Quindi, non
poteva che provenire dal treno e quel treno, per quanto abbiamo
potuto ricostruire, dev'essere passato verso la mezzanotte di luned.
Sono stati esaminati gli scompartimenti per eventuali segni
di colluttazione?
Non ci sono segni del genere, e non stato trovato nessun biglietto.
Risulta che sia stato trovato uno sportello aperto?
Nessuno.
Abbiamo ricevuto nuove informazioni questa mattina,

disse Lestrade. Un passeggero che passato da Aldgate con un


vagone ordinario della Metropolitana verso le 11,40 di luned
sera dice di aver sentito un colpo sordo, come di un corpo che
cadeva sui binari, subito prima che il treno arrivasse in stazione.
Ma c'era una nebbia fittissima e non si vedeva niente. Al momento, non ha riferito l'incidente. Ehi, che le prende, signor
Holmes?

Il mio amico, con espressione tesa e intensa, stava fissando le


rotaie che uscivano in curva dal tunnel. Aldgate un nodo ferroviario e c'era una rete di scambi. Su questi era appunto concentrato il suo sguardo interrogativo e scorsi sul suo viso teso e vigile quella tensione delle labbra, quel fremito delle narici, quell'aggrottare di sopracciglia che conoscevo cos bene.
Scambi, borbott; gli scambi.
Cio? Cosa intende dire?
Penso che non ci siano molti scambi in una rete come questa.
No; ce ne sono molto pochi.
E una curva. Scambi, e una curva. Per Giove! Se solo fosse
cos.
Di che si tratta, signor Holmes? Ha un indizio?
Un'idea - una traccia, niente di pi. Ma il caso si sta senza
dubbio facendo pi interessante. Unico, assolutamente unico,
eppure, perch no? Non vedo tracce di sangue sui binari.
L'osso era fratturato, ma non c'erano gravi lesioni esterne.
Eppure, qualche traccia di sangue avrebbe dovuto esserci.
Potrei ispezionare il treno su cui viaggiava il passeggero che sent il tonfo di una caduta nella nebbia?
Temo di no, signor Holmes. Il treno stato gi diviso e le
carrozze sono state agganciate ad altri convogli.
Le assicuro, signor Holmes, intervenne Lestrade, che tutte le carrozze sono state esaminate con attenzione. Me ne sono
occupato io stesso.
Una delle debolezze pi evidenti del mio amico era che non
sopportava la gente con un cervello meno scattante del suo.
Possibilissimo, rispose girando le spalle. Ma si d il caso
che non sono i vagoni che desidero esaminare. Watson, qui abbiamo fatto tutto il possibile. Non la disturberemo oltre, signor
Lestrade. Credo che ora la nostra indagine ci porti a Woolwich.
A London Bridge Holmes sped un telegramma al fratello e
me lo porse perch prima lo leggessi. Diceva cos:
Un po' di luce brilla nelle tenebre, ma potrebbe spegnersi. Frattanto, prego
mandare per fattorino a Baker Street, per consegna al mio ritorno, un elenco
completo di tutte le spie straniere o gli agenti internazionali che risultano attualmente in Inghilterra, con indirizzi completi.
Sherlock

Questo dovrebbe aiutarci, Watson, osserv mentre prendevamo posto nel treno per Woolwich. Senza dubbio, siamo in

debito con il mio beneamato fratello Mycroft, per averci sottoposto quello che promette di essere un caso davvero interessante.
Il suo viso aveva ancora quell'espressione di energia intensa e
di eccitazione che mi dimostravano come qualche nuova e suggestiva circostanza avesse aperto una linea di pensiero stimolante. Immaginate un segugio che si aggira ciondolando per il canile, a testa bassa e coda fra le gambe e immaginate poi lo stesso
cane che, con occhi lucenti e muscoli tesi, corre seguendo una
traccia che ha fiutato nettamente - tale era stato il cambiamento verificatosi in Holmes da quella mattina. Era un uomo totalmente diverso dalla persona annoiata e fiacca, in veste da camera color topo, che solo poche ore prima si aggirava cos irrequieto nella nostra stanza circondata dalla nebbia.

Qui c' del materiale. Ci sono delle possibilit, disse. Sono proprio uno stupido a non averlo capito prima.
In quanto a me, brancolo nel buio.
Il fine non chiaro nemmeno a me, ma ho un'idea che potrebbe condurci lontano. L'uomo morto da qualche altra parte, e il suo corpo era sul tetto del vagone.
Sul tetto!
Straordinario, vero? Ma consideri i fatti. una coincidenza
che sia stato trovato proprio nel punto in cui il treno oscilla e vibra mentre imbocca uno scambio in curva? Non proprio il posto dove ci si aspetta che un oggetto sul tetto cada gi? Gli scambi non disturberebbero nulla all'interno del vagone, O il corpo
caduto dal tetto o si verificata una coincidenza davvero strana.
E veniamo alla faccenda del sangue. Certo, se il corpo aveva
sanguinato altrove, non c'era sangue sul binario. Ognuna di
queste due cose altamente suggestiva in s e per s. Insieme,
hanno un notevole peso.
E c' la faccenda del biglietto!, esclamai.
Appunto. Non riuscivamo a spiegare la mancanza del biglietto. Ma questo la spiegherebbe. Tutto combacia.
Ma, anche supponendo che cos fosse, siamo ancora ben
lontani dal risolvere il mistero della sua morte. Anzi, pi che
semplificarsi, si complica.
Forse, rispose pensieroso Holmes, forse. Ricadde in una
silenziosa meditazione che dur fino a quando il treno arriv finalmente a Woolwich Station. L chiam una carrozza e trasse
di tasca il foglietto mandatogli da Mycroft.
Questo pomeriggio abbiamo parecchi giretti da fare, disse.

Credo che la nostra attenzione dovrebbe rivolgersi per primo a


Sir James Walter.
La casa del famoso funzionario era una bella villa, con dei
prati verdi che scendevano fino al Tamigi. Quando arrivammo,
la nebbia si stava diradando per lasciar passare un sottile e acquoso raggio di sole. Un maggiordomo rispose alla nostra scampanellata.
Sir James, signore! , disse con aria solenne. Sir James
morto questa mattina.
Santo cielo! , esclam Holmes stupito. Come morto?
Forse, signori, vorrete accomodarvi e parlare con il fratello
di Sua Signoria, il colonnello Valentine?
S, forse meglio.
Fummo fatti entrare in un salotto in penombra dove, un
istante dopo, ci raggiunse un bell'uomo, molto alto, con una
leggera barba, sulla cinquantina, il fratello minore dello scienziato defunto. Gli occhi stralunati, le guance macchiate, i capelli
spettinati denunciavano il terribile colpo che si era abbattuto
sulla famiglia. Non riusciva a parlarne in maniera coerente.
stato questo terribile scandalo, disse. Mio fratello, Sir
James, aveva un profondo senso dell'onore, e non poteva sopravvivere a una cosa del genere. Gli ha spezzato il cuore. Era
sempre stato cos fiero dell'efficienza del suo dipartimento e
questo l'ha annientato.
Speravamo che avrebbe potuto darci qualche indicazione
per aiutarci a risolvere la faccenda.
Vi assicuro che per lui era un mistero, come lo per lei e per
tutti noi. Aveva gi detto alla polizia tutto quello che sapeva.
Naturalmente, non aveva dubbi sulla colpevolezza di Cadogan
West. Ma tutto il resto era inspiegabile.
Lei non pu dirci nulla di nuovo?
So solo quello che ho letto o sentito. Non vorrei sembrarle
scortese ma lei capisce, signor Holmes, che al momento siamo
sconvolti e devo pregarla di concludere questo colloquio.
uno sviluppo davvero inatteso, disse il mio amico quando risalimmo in carrozza. Mi domando se si trattato di morte
naturale, o se quel povero diavolo si ucciso! Nel qual caso, potrebbe essere un sintomo di un senso di colpa per non aver fatto
il proprio dovere? Una domanda che dobbiamo lasciare al futu-

ro. Ora, dobbiamo rivolgerci ai Cadogan West.


Una casa piccola ma ben tenuta, nei sobborghi della citt,
ospitava l'afflitta madre. L'anziana signora era troppo prostrata dal dolore per esserci di aiuto ma al suo fianco c'era una giovane donna dal volto pallido che si present come Violet West-

bury, la fidanzata del morto e l'ultima ad averlo visto in quella


sera fatale.
Non riesco a spiegarmelo, signor Holmes, disse. Non ho
chiuso occhio dal giorno della tragedia e ho pensato, pensato,
pensato notte e giorno per cercar di capirne il senso. Arthur era
l'uomo pi leale, cavalleresco e patriottico del mondo. Si sarebbe tagliato la mano destra piuttosto che vendere un segreto di
Stato affidato alla sua custodia. una cosa assurda, impossibile, ridicola per chiunque lo conosceva.
Ma i fatti, signorina Westbury?
S, s; ammetto di non saperli spiegare.
Aveva per caso bisogno di denaro?
No; le sue esigenze erano molto semplici e aveva un ottimo
stipendio. Aveva messo da parte qualche centinaio di sterline e
dovevamo sposarci a Capodanno.
Nessun segno di perturbazione mentale? Suvvia, signorina
Westbury, sia assolutamente sincera con noi.
L'occhio vigile del mio compagno aveva notato un cambiamento nei suoi modi. La ragazza arross ed esit.
S, disse alla fine, avevo l'impressione che fosse preoccupato per qualche cosa.
Da quanto tempo?
Solo nell'ultima settimana, pi o meno. Era pensieroso e
turbato. Una volta ho insistito perch parlasse. Ha ammesso
che c'era in effetti qualcosa e che riguardava la sua vita ufficiale. " una faccenda troppo grave perch io possa parlarne, perfino con te", rispose. E non sono riuscita a sapere altro.
Holmes era molto scuro in viso.
Vada avanti signorina Westbury. Anche se sembra mettere
in cattiva luce il suo fidanzato, vada avanti. Non si sa mai dove
potremo arrivare.
Davvero, non ho altro da dire. Un paio di volte mi sembrato che fosse sul punto di confidarsi con me. Una sera, parl dell'importanza del segreto e, se non ricordo male, disse che senza
dubbio i servizi segreti stranieri avrebbero pagato una bella cifra
per entrarne in possesso.
Il viso di Holmes si fece ancora pi grave.
Niente altro?
Ha detto che sotto questo aspetto, c'era molta trascuratezza
- che sarebbe stato facile, per un traditore, impadronirsi dei
piani.
Ed solo di recente che ha fatto questa osservazione?
S, molto di recente.
Ora, ci parli di quell'ultima sera.

Dovevamo andare a teatro. La nebbia era cos fitta che sarebbe stato inutile prendere una carrozza. Andammo a piedi, e il
tragitto ci port vicino al suo ufficio. Improvvisamente, sfrecciato via nella nebbia.
Senza una parola?
Solo un'esclamazione; niente altro. Aspettai, ma non torn.
Allora mi avviai a piedi verso casa. La mattina seguente, dopo
l'apertura dell'ufficio, vennero a fare delle domande. Verso
mezzogiorno siamo state informate dell'accaduto. Oh, signor
Holmes, se solo lei potesse salvare il suo onore! Era cos importante per lui!
Holmes scosse tristemente il capo.
Andiamo, Watson, disse, dobbiamo cercare altrove. La
nostra prossima tappa deve essere l'ufficio da dove sono stati
sottratti i documenti. Le cose si erano gi messe male per quel
povero ragazzo, ma le nostre indagini le hanno peggiorate, os-

serv mentre la carrozza si avviava lentamente. Il suo imminente matrimonio ci offre un movente per il crimine. Naturalmente aveva bisogno di denaro. L'idea gli era gi balenata nella
mente, dal momento che ne ha parlato. Ha quasi reso la ragazza
sua complice dicendole i suoi piani. Va proprio male.
Ma sicuramente anche la personalit ha un suo peso, Holmes? E poi, perch avrebbe dovuto lasciare la fidanzata in mezzo alla strada e precipitarsi a compiere un crimine?
Esattamente! Ci sono delle obiezioni. Ma devono combattere contro un caso quasi disperato.
Il signor Sidney Johnson, l'impiegato anziano, ci venne incontro nell'ufficio accogliendoci con il rispetto che solitamente
suscitava il biglietto da visita del mio amico. Era un tipo di mezz'et, magro, ispido, occhialuto, con le guance smunte e le mani
che si agitavano nervosamente per lo stress al quale era stato sottoposto.
Brutta faccenda, signor Holmes, brutta faccenda davvero!
Ha sentito della morte del capo?
Veniamo proprio adesso da casa sua.
Qui tutto sottosopra. Morto il capo, morto Cadogan
West, i documenti rubati. Eppure, quando abbiamo chiuso la
porta luned sera il nostro ufficio era uno dei pi efficienti dell'amministrazione pubblica. Signore Iddio, non posso pensarci!
Che proprio West debba aver fatto una cosa simile!
Lei dunque sicuro della sua colpevolezza?
Non vedo come potrebbe essere altrimenti. Eppure, mi sarei
fidato di lui come di me stesso.
A che ora avete chiuso l'ufficio luned sera?

Alle cinque.
Ha chiuso lei?
Sono sempre l'ultimo ad uscire.
Dove si trovavano i piani?
In quella cassaforte. Ce li avevo messi personalmente.
Non c' un custode nell'edificio?
C', ma deve controllare anche altri uffici. un veterano di
guerra, persona assolutamente fidata. Quella sera non ha visto
niente. Certo, c'era molta nebbia.
Supponiamo che Cadogan West volesse entrare negli uffici
dopo l'orario di chiusura; avrebbe avuto bisogno di tre chiavi,
prima di poter arrivare ai documenti, no?
S. La chiave del portone, quella dell'ufficio e quella della
cassaforte.
Solo Sir James Walter e lei avevate quelle chiavi?
Io non avevo le chiavi delle porte - solo della cassaforte.
Sir James era un uomo ordinato e metodico?
S, credo di s. So che, per quanto riguarda quelle chiavi, le
teneva tutte sullo stesso anello e portachiavi. L'ho visto spesso.
E lo portava a Londra con s?
Cos diceva.
E la sua chiave rimasta sempre in suo possesso?
Sempre.
Allora, se lui il colpevole, West doveva averne avuto un
duplicato. Ma non gli stata trovata addosso nessuna chiave.
Un'altra cosa: se un impiegato avesse voluto vendere i piani,
non sarebbe stato pi semplice copiarseli anzich prendere gli
originali, come successo?
Per copiarli correttamente sarebbero occorse notevoli cognizioni tecniche.
Ma immagino che Sir James, o lei, o West avevate quelle cognizioni tecniche?
Senza dubbio, ma la prego di non cercare di coinvolgere me
in questa storia, signor Holmes. A che scopo fare tante ipotesi
dal momento che i piani originali sono stati trovati addosso a
West?
Be', senza dubbio strano che abbia voluto correre il rischio
di sottrarre gli originali quando poteva benissimo farne delle co-

pie, che sarebbero ugualmente servite al suo scopo.


Strano, senza dubbio - per l'ha fatto.
In questo caso, ogni indagine rivela qualcosa di inspiegabile.
Ora, tre documenti sono ancora mancanti. Se ho ben capito, sono i tre pi importanti.

S, cos.
Intende dire che chiunque abbia in mano questi tre documenti, anche senza gli altri sette, sarebbe in grado di costruire
un sottomarino Bruce-Partington?
Questo quanto ho riferito all'Ammiragliato. Ma oggi, ho
esaminato di nuovo i progetti, e non ne sono pi tanto sicuro. Le
doppie valvole con le fessure automatiche auto-regolabili sono
disegnate su uno dei documenti di cui siamo rientrati in possesso. Fino a quando una potenza straniera non le inventi per proprio conto, non potr costruire il sottomarino. Naturalmente,
una difficolt facilmente superabile.
Ma i piani che mancano sono i pi importanti?
Sicuramente.
Col suo permesso, credo che ora far un giretto per l'ufficio. Non mi vengono in mente altre domande da porle.
Esamin la serratura della cassaforte, la porta della stanza e,
infine, le persiane di ferro delle finestre. Solo quando uscimmo
all'esterno, sul prato, il suo interesse si riaccese. Fuori dalla finestra c'era un cespuglio di alloro e molti rami apparivano contorti o spezzati. Li esamin attentamente con la lente, poi esamin dei segni vaghi e confusi sul terriccio. Alla fine, chiese all'impiegato di chiudere le persiane di ferro e mi fece notare che al
centro non si congiungevano perfettamente e che chiunque,
stando fuori, avrebbe potuto vedere all'interno della stanza.
Le indicazioni sono rovinate dai tre giorni di ritardo. Possono voler dire qualcosa, oppure niente. Bene, Watson, non credo
che Woolwich possa aiutarci oltre. Non stato un gran raccolto.
Vediamo se possiamo avere miglior fortuna a Londra.
Prima, per, di lasciare Woolwich Station, aggiungemmo un
altro manipolo alla nostra msse. L'impiegato della biglietteria
ci raccont in confidenza di aver visto Cadogan West - che conosceva bene di vista - il luned sera, e che era andato a Londra
col convoglio delle 8,15 per London Bridge. Era solo, e aveva
preso un unico biglietto di terza classe. Al momento, l'impiegato era rimasto sorpreso vedendolo tanto agitato e nervoso. Gli
tremavano tanto le mani che non riusciva a raccogliere le monetine del resto e l'impiegato aveva dovuto aiutarlo. Un'occhiata
all'orario dimostr che quello delle 8,15 era il primo treno che
West potesse prendere dopo aver lasciato la fidanzata verso le
7,30.
Vediamo di ricostruire i fatti, Watson, disse Holmes dopo
essere rimasto in silenzio per una mezz'oretta. Non ricordo che
in tutte le nostre indagini ci sia mai capitato un caso pi difficile
di questo da dipanare. Ogni passo avanti non fa che metterci da-

vanti a un ulteriore ostacolo. Eppure, abbiamo certo fatto dei


progressi notevoli.
In linea di massima, il risultato delle nostre ricerche a Woolwich si dimostrato contrario a Cadogan West; ma gli indizi offerti dalla finestra si presterebbero a un'ipotesi pi favorevole.
Poniamo, per esempio, che sia stato avvicinato da un qualche
agente straniero. L'incontro potrebbe essersi svolto in base a
condizioni tali da impedirgli di parlarne ma potrebbe avere incanalato i suoi pensieri nella direzione indicata dai commenti fatti
alla fidanzata. Benissimo. Supponiamo ora che, mentre si avviava a teatro con la ragazza improvvisamente, nella nebbia,
avesse intravisto quello stesso agente che si dirigeva verso l'ufficio. West era un uomo impulsivo, di decisioni rapide. Il dovere
veniva prima di tutto. Ha seguito l'uomo, arrivato alla finestra, ha visto il furto dei documenti e ha pedinato il ladro. In
questo modo, viene a cadere l'obiezione che nessuno avrebbe

preso gli originali quando poteva farne delle copie. L'estraneo


doveva prendere gli originali. Fin qui, il ragionamento fila.
Qual la prossima mossa?
E adesso viene il difficile. Si penserebbe che, in queste circostanze, la prima cosa che il giovane Cadogan West avrebbe fatto
sarebbe stata di acciuffare il malvivente e dare l'allarme. Perch
non lo ha fatto? Il ladro poteva forse essere un funzionario di alto grado? Questo spiegherebbe il comportamento di West. O
forse il ladro aveva seminato West nella nebbia e West si diretto subito a Londra per andarlo a scovare a casa sua, presumendo che sapesse dove abitava? Doveva essere un impulso molto
pressante, dal momento che ha piantato la fidanzata in mezzo
alla strada, nella nebbia, senza nemmeno tentare di mettersi in
contatto con lei. E qui le tracce si perdono e rimane un'enorme
lacuna fra le due ipotesi e il fatto che il corpo di West, con sette
fogli in tasca, sia stato depositato sul tetto di un convoglio della
Metropolitana. Il mio istinto mi suggerisce di partire dall'estremit opposta. Se Mycroft ci ha fatto avere l'elenco degli indirizzi potremmo individuare il nostro uomo e quindi seguire due
tracce invece di una.
E infatti, a Baker Street ci aspettava un biglietto. Un messo
della pubblica amministrazione l'aveva portato con urgenza.
Holmes gli diede un'occhiata e me lo lanci.
Ci sono molti pesci piccoli, ma pochi che si immischierebbero in una faccenda cos grossa. Gli unici che vale la pena di prendere in considerazione sono
Adolph Meyer, 13, Great George Street, Westminster; Louis La Rothire,
Campden Mansions, Notting Hill; e Hugo Oberstein, 13, Caulfield Gardens,

Kensington. Quest'ultimo risulta che fosse in citt luned ma che adesso partito. Lieto di sapere che hai intravisto un po' di luce. Sollecitazioni urgenti sono giunte dalle pi alte sfere. Se ne hai bisogno, tutta la forza dello Stato alle
tue spalle.
Mycroft

Temo proprio, disse Holmes sorridendo, che in questa


faccenda tutti i cavalli e gli uomini della regina non serviranno a
molto. Aveva aperto la sua pianta di Londra e la stava studiando attentamente. Bene, bene, esclam a un tratto in tono di
soddisfazione, finalmente, il vento gira un po' dalla parte nostra. Sa, Watson, credo onestamente che dopotutto ce la faremo.
Mi diede una pacca sulle spalle con un improvviso scoppio
d'ilarit. Ora esco. Solo una ricognizione. Non far niente
d'importante senza avere al mio fianco il mio fedele camerata e
biografo. Resti qui e molto probabilmente mi rivedr fra un'ora
o due. Se si annoia troppo, prenda carta e penna e cominci a
scrivere il suo racconto di come salvammo lo Stato.
La sua allegria mi aveva contagiato perch sapevo benissimo
che non avrebbe tanto derogato dal suo solito comportamento
austero se non ne avesse avuto buoni motivi. Rimasi ad attenderlo per tutta quella lunga sera di novembre, impaziente di vederlo tornare. Alla fine, poco dopo le nove, arriv un fattorino
con un biglietto:
Sono a cena al Ristorante di Goldini, Gloucester Road, Kensington. Mi raggiunga subito. Porti con lei un grimaldello, una lanterna cieca, uno scalpello e
una pistola.
S. H.

Davvero un bell'equipaggiamento, per un cittadino rispettabile, da portarsi appresso per le strade buie e nebbiose. Nascosi
tutto nelle tasche del mio soprabito e andai direttamente all'indirizzo che mi aveva dato. E c'era il mio amico, seduto a un tavolino rotondo accanto alla porta dello sgargiante ristorante
italiano.
Ha gi cenato? Allora mi faccia compagnia con un caff e
un curaao. Provi uno dei sigari del padrone. Sono meno perfidi

di quanto ci si aspetti. Ha gli strumenti?


Nelle tasche del cappotto.
Benissimo. Lasci che le dia un'idea di cosa ho fatto e di
quanto stiamo per fare. Ora, deve apparirle evidente, Watson,
che il corpo di questo giovanotto stato collocato sul tetto del

treno. Era chiaro fin dal momento in cui ho determinato il fatto


che era caduto dal tetto e non da un vagone.
Non avrebbe potuto essere stato buttato gi da un ponte?
Direi che impossibile. Se esamina i tetti dei vagoni vedr
che sono leggermente convessi e privi di ringhiere. Possiamo
quindi affermare con sicurezza che il giovane Cadogan West
stato collocato su un tetto.
Ma in che modo?
Questa appunto era la domanda alla quale bisognava rispondere. C' un solo modo possibile. Lei sa che in qualche
punto del West End la Metropolitana corre in superficie. L'ho
presa anche io qualche volta e mi ricordavo vagamente di avere
visto delle finestre proprio sopra la mia testa. Ora, poniamo che
un treno si fermi proprio sotto una di quelle finestre; che difficolt ci sarebbe a depositare un corpo sul tetto?
Sembra molto improbabile.
Dobbiamo attenerci al vecchio assioma che quando ogni altra eventualit viene a mancare quello che resta, per quanto improbabile, dev'essere la verit. Qui, ogni altra eventualit venuta a mancare. Quando ho scoperto che il principale agente internazionale, che ha appena lasciato Londra, viveva in una delle
case che si affacciano sulla Metropolitana, me ne sono talmente
rallegrato che lei stesso si stupito della mia frivolezza.
Oh, allora era di questo che si trattava?
S, proprio di questo. Il signor Hugo Oberstein, abitante al
n. 13 di Caulfield Gardens era diventato il mio obiettivo. Ho iniziato le mie operazioni alla Stazione di Gloucester Road, dove
un gentilissimo funzionario mi ha accompagnato lungo la strada ferrata consentendomi cos di appurare non solamente che le
finestre posteriori di Caulfield Gardens danno sui binari ma, cosa anche pi importante, che, grazie all'incrocio con una linea di
maggior traffico, i vagoni della Metropolitana spesso rimangono fermi per qualche minuto in quel punto.
Splendido, Holmes! Ce l'ha fatta!
Fino a adesso - fino a adesso, Watson. Procediamo, ma la
mta ancora lontana. Bene, dopo aver visto il retro di Caulfield Gardens, ho guardato la facciata e mi sono accertato che il
nostro uccellino aveva effettivamente preso il volo. una casa
imponente e, per quanto ho potuto vedere, senza mobili ai piani
superiori. Oberstein ci viveva con un unico valletto, probabilmente suo complice e confidente. Non dimentichiamo che
Oberstein si recato sul Continente per collocare il bottino, ma
senza l'idea di fuggire; infatti, non aveva motivo di aspettarsi un
mandato di comparizione e certo non gli sarebbe mai venuta in

mente l'eventuale visita di un dilettante. E invece proprio quello che stiamo per fare.
Non potremmo ottenere un mandato e legalizzarla?
Non con le prove che abbiamo.
E che cosa speriamo di cavarne?
Non si pu dire che tipo di corrispondenza potremmo trovarci.
Non mi piace, Holmes.
Amico mio, lei rimarr in strada a far la guardia. Della parte
criminale me ne occupo io. Non il momento di fare gli schizzinosi. Pensi al biglietto di Mycroft, all'Ammiragliato, al Gabinetto, all'alto personaggio che aspetta notizie. Dobbiamo andarci.
Per tutta risposta mi alzai da tavola.
Ha ragione, Holmes, dobbiamo andarci.
Si alz di scatto anche lui, stringendomi la mano.

Sapevo che all'ultimo lei non si sarebbe tirato indietro, disse e, per un momento, vidi nei suoi occhi qualcosa che, pi di
quanto avessi mai visto, somigliava alla tenerezza.
a circa mezzo miglio, ma non c' fretta. Andiamo a piedi, disse. Per carit, non faccia cadere gli attrezzi. Sarebbe
davvero un incresciosa complicazione se dovessero arrestarla
come individuo sospetto.
Caulfield Gardens era una di quella serie di facciate piatte,
con colonne e portico, cos tipiche della met del periodo Vittoriano che si trovano nel West End di Londra. Nella casa accanto
a quella che ci interessava sembrava fosse in corso una festa di
bambini, perch l'aria della sera risuonava di voci giovani e allegre e dello strimpellare di un pianoforte. La nebbia ancora incombeva nascondendoci nel suo amichevole grigiore. Holmes
aveva acceso la sua lanterna illuminando il portone massiccio.
Non sar molto facile, disse. Sicuramente chiusa a chiave e bloccata col catenaccio. Sar meglio usare il seminterrato.
Laggi c' una comoda arcata, nel caso dovesse capitarci addosso un poliziotto troppo zelante. Mi dia una mano, Watson, poi
aiuter lei.
Un attimo dopo eravamo nel seminterrato.
Ci eravamo appena nascosti nell'ombra che, nella nebbia soprastante, sentimmo i passi di un poliziotto. Quando la loro soffocata cadenza si fu allontanata, Holmes si mise al lavoro sulla
porta inferiore. Lo vidi chinarsi e armeggiare finch, con uno
schianto sordo, si spalanc. Ci infilammo di corsa nel passaggio
scuro, chiudendoci la porta del seminterrato alle spalle. Holmes

fece strada su per la scalinata ricurva, senza passatoia. Il piccolo


raggio giallo della sua torcia illumin una finestra bassa.
Ci siamo, Watson - dev'essere questa. La apr e, in quel
momento si sent un brontolio aspro, soffocato che via via si trasform in un fragore rombante mentre un treno ci sfrecciava accanto nell'oscurit. Holmes fece scorrere la luce sul davanzale.
Era ricoperto di uno spesso strato di fuliggine per via dei treni
ma in alcuni punti quella superficie scura era sfocata e strofinata.
Vede dove hanno appoggiato il corpo. Ehi, Watson! Questo
cos'? Non c' dubbio, una traccia di sangue. Indicava delle
leggere chiazze sull'intelaiatura di legno della finestra. Ce n'
anche un'altra sui gradini. La dimostrazione esauriente. Restiamo qui fino a quando si ferma un treno.
Non dovemmo attendere a lungo. Il treno successivo usc
rombando, come il precedente, dal tunnel ma, all'aperto, rallent poi, con uno stridio di freni, si ferm proprio sotto di noi.
Dal davanzale al tetto del vagone non c'erano nemmeno quattro
piedi. Holmes richiuse silenziosamente la finestra.
Fin qui siamo giustificati, comment. Lei che ne dice,
Watson?
Un capolavoro. Lei ha veramente toccato il massimo.
Su questo non sono d'accordo. Dal momento in cui mi venuta l'idea che il corpo potesse trovarsi sul tetto, e certo non era
un'idea troppo peregrina, tutto il resto era inevitabile. Se non
fosse per i grossi interessi in ballo, il problema, fino a questo
punto, sarebbe insignificante. Le nostre difficolt devono ancora venire. Ma forse, troveremo qui qualcosa che ci possa aiutare.
Avevamo salito le scale della cucina ed eravamo entrati nelle
stanze al primo piano. Una era la sala da pranzo, austeramente
ammobiliata, senza niente di interessante. La seconda, una camera da letto, e anche quella non ci rivel niente. La terza stanza
appariva pi promettente e il mio amico si accinse a una sistematica perquisizione. Era piena di libri e di carte sparsi qua e l, e
evidentemente serviva da studio. Con rapidit e metodo Holmes
vuot cassetto dopo cassetto, credenza dopo credenza ma nessun lampo di successo gli illumin il viso. Un'ora dopo, eravamo esattamente al punto di partenza.
Quella maledetta volpe ha coperto le sue tracce, disse.

Non ha lasciato niente che potesse incriminarlo. La sua corrispondenza pericolosa stata distrutta o portata via. Questa la
nostra ultima speranza.
Si trattava di una cassettina di sicurezza di metallo, sopra la

scrivania. Holmes l'apr con lo scalpello. Dentro, c'erano var


rotoli di carte, coperte di cifre e calcoli, senza nessuna nota per
indicare a cosa si riferissero. Le parole ricorrenti pressione
idrica e pressione per pollice quadrato suggerivano un possibile riferimento a un sottomarino. Holmes le gett da una parte,
con un gesto di stizza. Restava solo una busta contenente dei
piccoli ritagli di giornale. Li rovesci sul tavolo e, dalla sua
espressione intensa, capii subito che le sue speranze si erano
riaccese.
Questo cos', Watson? Eh? Cos'? Una serie di messaggi
negli annunci di un giornale. A giudicare dalla stampa e dalla
carta, la colonna dei messaggi personali del Daily Telegraph.
L'angolo in alto a destra della pagina. Questo dev'essere il primo:
Avevo sperato di avere pi presto notizie. Termini accettati. Scrivere per
esteso a indirizzo indicato su biglietto.
Pierrot

Poi viene:

Troppo complicato ptr descrizione. Occorre rapporto completo. Roba per


lei pronta alla consegna della merce.
Pierrot

Dopo:
Faccenda preme. Devo ritirare offerta se contratto non completato. Prenda
appuntamento per lettera. Confermer tramite inserzione.
Pierrot

E infine:
Luned sera dopo le nove. Due colpi. Solamente noi. Non sia cos sospettoso. Pagamento contanti alla consegna.
Pierrot

Una registrazione completa, Watson! Se solo potessimo metter le mani sul destinatario! Rimase seduto, immerso nei suoi
pensieri, tamburellando con le dita sul tavolo. Alla fine balz in
piedi.

Be', forse non sar cos difficile, dopotutto. Qui non abbiamo altro da fare, Watson. Credo che dovremmo fare un salto
negli uffici del Daily Telegraph e concludere cos il buon lavoro
della giornata.
Mycroft Holmes e Lestrade, ai quali avevamo dato appuntamento, erano arrivati il giorno seguente dopo colazione e Sherlock li aveva messi al corrente delle nostre avventure del giorno
prima. L'ispettore scosse il capo alla nostra confessione di scasso.
Noi della polizia non possiamo fare cose del genere, signor
Holmes, disse. Non mi sorprende che lei ottenga pi di noi dei
risultati. Ma uno di questi giorni, si spinger troppo in l e lei e il

suo amico vi troverete nei guai.


Per l'Inghilterra, la famiglia e la bellezza - eh Watson?
Martiri per la patria. Ma tu che ne pensi, Mycroft?
Eccellente, Sherlock! Straordinario! Ma a che ti servir?
Holmes prese il Daily Telegraph che era sul tavolo.
Avete visto l'inserzione di oggi di Pierrot?
Cosa? Un'altra?
Gi, eccola qui:
Questa sera. Stessa ora. Stesso posto. Due colpi alla porta. Assolutamente
vitale importanza. in gioco la sua vita.
Pierrot.

Per Giove!, esclam Lestrade. Se risponde, lo abbiamo in


pugno!
Questa era appunto la mia idea quando ho messo l'inserzione. Credo che se poteste venire entrambi con noi, verso le otto, a
Caulfield Gardens, ci avvicineremmo alla soluzione.
Una delle caratteristiche pi straordinarie di Sherlock Holmes era quella di arrestare l'attivit del cervello per proiettare
tutti i suoi pensieri su cose pi dilettevoli e leggere ogniqualvolta
si convinceva che ogni ulteriore sforzo intellettivo non avrebbe
portato a nessun vantaggio. Ricordo che per tutta la durata di
quel memorabile giorno, si dedic a una monografia sui Mottetti Polifonici di Lasso che aveva cominciato a scrivere. Per parte
mia, non possedevo quella sua facolt di astrazione e quella mi
apparve, perci, una giornata interminabile. L'enorme importanza nazionale del problema, l'ansia diffusa nelle alte sfere, la

natura diretta dell'esperimento in cui ci eravamo imbarcati tutto contribuiva a farmi stare con i nervi tesi. E mi sentii sollevato quando, finalmente, dopo una cena leggera, ci avviammo
per la nostra spedizione. Lestrade e Mycroft si incontrarono con
noi, come d'accordo, fuori della Gloucester Road Station. Il seminterrato della casa di Oberstein era stato lasciato aperto la
notte prima e tocc a me, visto che Mycroft Holmes rifiut categoricamente, indignato, di arrampicarsi sulla ringhiera, di entrare per andare ad aprire la porta d'ingresso. Alle nove, eravamo tutti seduti nello studio, in paziente attesa del nostro
uomo.
Pass un'ora. Ne pass un'altra. Quando batterono le undici, i misurati rintocchi del grande orologio della chiesa sembrarono i rintocchi a morto delle nostre speranze. Lestrade e Mycroft si agitavano sulla sedia guardando l'ora ogni mezzo minuto. Holmes sedeva silenzioso e raccolto, a occhi semichiusi, ma
con tutti i sensi all'erta. D'improvviso, con uno scatto alz il capo.
Sta arrivando, disse.
Un passo furtivo era risuonato fuori dalla porta. Ora tornava
indietro. Sentimmo uno stropiccio di piedi all'esterno e poi due
colpi secchi all'uscio. Holmes si alz facendoci cenno di rimanere seduti. La lampada a gas nell'ingresso non era che un minuscolo puntino luminoso. Apr la porta di strada e mentre una figura scura gli scivolava accanto la richiuse col catenaccio. Da
questa parte! sentimmo che diceva, e un attimo dopo il nostro
uomo era davanti a noi. Holmes lo seguiva subito alle spalle e,
quando si volt con un grido di sorpresa e di allarme, lo afferr
per il colletto trascinandolo di nuovo nella stanza. Prima che il
nostro prigioniero si riprendesse Holmes aveva chiuso la porta
appoggiandosi di spalle ai battenti. L'uomo si guard intorno a
occhi sbarrati, barcoll e cadde a terra svenuto. Nella caduta, il
cappello a larghe tese vol via, la sciarpa gli scivol dal viso e ci
trovammo davanti la barbetta leggera e i lineamenti regolari e
delicati del colonnello Valentine Walter.
Holmes fischi leggermente per la sorpresa.
Questa volta, pu anche darmi del somaro, Watson, disse.
Non era questo l'uccellino che cercavo.

Chi ?, chiese incuriosito Mycroft.


Il fratello minore del defunto Sir James Walter, capo della
Sezione Sottomarini. S, s; ora le carte parlano chiaro. Si sta riprendendo. Credo sia meglio che lo interroghi io.
Trasportammo il corpo quasi inerte sul divano. Il nostro prigioniero si mise seduto, si guard intorno con aria terrorizzata e

si pass la mano sulla fronte come uno che non crede ai propri
occhi.
Che storia questa?, chiese. Io sono venuto qui a trovare
il signor Oberstein.
Sappiamo tutto, colonnello Walter, rispose Holmes. Come un gentiluomo inglese possa essersi comportato in modo simile va al di l della mia comprensione. Ma siamo perfettamente al corrente della sua corrispondenza e dei suoi rapporti con
Oberstein. Come siamo al corrente delle circostanze relative alla
morte del giovane Cadogan West. Le consiglierei di guadagnarsi almeno un minimo di credito col pentimento e la confessione,
dal momento che ci sono ancora certi particolari che solo lei pu
dirci.
Con un gemito, l'uomo si nascose il volto fra le mani. Aspettammo, ma rimase in silenzio.
Le assicuro, riprese Holmes, che conosciamo gi tutti i
dati essenziali. Sappiamo che lei aveva un disperato bisogno di
denaro; che ha fatto fare una copia delle chiavi di suo fratello; e
che entrato in corrispondenza con Oberstein che rispondeva
alle sue lettere tramite gli annunci del Daily Telegraph. Sappiamo che luned sera, approfittando della nebbia, lei andato in
ufficio ma stato visto e seguito dal giovane West il quale, probabilmente, aveva gi motivo di sospettare di lei. West la vide
rubare i documenti ma non pot dare l'allarme poich c'era la
sia pur minima possibilit che lei prendesse quei documenti per
portarli a suo fratello, a Londra. Mettendo da parte tutti i suoi
impegni, da quell'onesto cittadino che era, West la pedin nella
nebbia e le rimase dietro fino a quando lei arriv a questa casa.
Allora la affront e fu in quel momento, colonnello Walter, che al
tradimento lei aggiunse il crimine, ben pi grave, dell'omicidio.
Non sono stato io! Non sono stato io! Giuro davanti a Dio
che non sono stato io!, grid il pover'uomo.
E allora ci dica come morto Cadogan West prima che lei ne
deponesse il corpo sul tetto di un vagone ferroviario.
Ve lo dir. Giuro che ve lo dir. S, vero, di tutto il resto sono colpevole. proprio come dice lei. Dovevo pagare un debito
di Borsa. Avevo assoluto bisogno di soldi. Oberstein mi offr
cinquemila sterline. Mi sarei salvato dalla rovina. Ma in quanto
all'omicidio, sono innocente quanto lei.
Allora cosa successo?
Aveva gi dei sospetti, e mi segu, come ha detto lei. Non
me ne accorsi fino a quando arrivai a questa porta. C'era una fitta nebbia e non si vedeva a tre metri di distanza. Avevo bussato
due volte e Oberstein mi aveva aperto. Quel giovanotto ci piom-

b addosso chiedendoci cosa intendevamo fare dei documenti.


Oberstein aveva un piccolo manganello. Lo portava sempre con
se. Mentre West ci seguiva a forza nella casa, Oberstein lo colp
sulla testa. Il colpo fu fatale e West mor dopo cinque minuti.
Stava l, per terra, nell'ingresso e non sapevamo assolutamente
cosa fare. Poi ad Oberstein venne l'idea dei treni che si fermavano sotto la sua finestra sul retro. Ma prima, esamin le carte che
gli avevo portato. Disse che tre erano indispensabili e che le
avrebbe tenute lui. "Ma non pu tenersele", gli dissi. "Se non le
rimetto a posto scoppier un putiferio a Woolwich." "Devo
trattenerle", rispose, "perch sono cose talmente tecniche che
impossibile copiarle in tempo." "Allora devo riportarle indietro tutte questa notte stessa", insistei. Riflett per un po' poi
esclam che aveva trovato il sistema. "Mi terr quei tre documenti", disse, "e metteremo gli altri nelle tasche di questo gio-

vanotto. Cos, quando lo troveranno, daranno sicuramente la


colpa a lui." Non vedevo altra via d'uscita e facemmo come aveva suggerito. Aspettammo mezz'ora alla finestra prima che un
treno si fermasse. C'era una tale nebbia che non si vedeva niente
e fu facilissimo calare il corpo di West sul tetto del vagone. E cos fin la faccenda, per quanto mi riguarda.
E suo fratello?
Non disse niente, ma una volta mi aveva sorpreso con le sue
chiavi e credo che sospettasse la verit. Glielo lessi negli occhi.
Come sapete, non si pi ripreso.
Nella stanza scese il silenzio. Che fu interrotto da Mycroft
Holmes.
Non pu riparare? La sua coscienza sarebbe pi leggera; e
probabilmente anche la sua condanna.
In che modo potrei riparare?
Dove si trova Oberstein con i documenti?
Non lo so.
Non le ha lasciato un indirizzo?
Disse che eventuali lettere indirizzate all'Hotel du Louvre, a
Parigi, gli sarebbero state recapitate.
Allora, ha ancora il modo di riparare, disse Holmes.
Far qualsiasi cosa. Non devo certo della gratitudine a quell'individuo. stata la mia rovina e il mio disonore.
Eccole carta e penna. Si sieda, e scriva quanto le detto. Come indirizzo, metta pure quello che le stato dato. Cos. E adesso scriva:
Egregio Signore,
con riferimento alla nostra transazione, a quest'ora avr senza dubbio nota-

to che manca un dato essenziale. Ho un ricalco che completer il tutto. Procurarmelo, per, mi costato ulteriori fatiche e sono costretto a chiederle un
compenso extra di cinquecento sterline. Non affider quel ricalco alla posta e
accetter solo oro o banconote in pagamento. La raggiungerei all'estero ma se
mi allontanassi dal paese in questo momento susciterei delle chiacchiere. La
incontrer quindi nella sala da fumo del Charing Cross Hotel sabato a mezzogiorno. Rammenti che accetter solamente banconote inglesi usate o oro.

Questo andr benissimo. Mi sorprenderebbe molto se non attirasse il nostro uomo.


Lo attir e come! Oramai, la faccenda riguarda la storia - la
storia segreta di una nazione spesso molto pi interessante e familiare delle cronache pubbliche. Oberstein, ansioso di portare
a termine il pi grosso colpo della sua vita, cadde nella trappola
e spar per quindici anni in una prigione britannica. Nel suo baule, furono ritrovati i preziosissimi piani Bruce-Partington che
aveva messo all'asta in tutti i maggiori centri navali europei.
Il colonnello Walter mor in carcere, verso la fine del suo secondo anno di pena. Holmes se ne torn tutto tranquillo alla sua
monografia sui Mottetti Polifonici di Lasso che fu poi stampata
in un numero limitato di copie e che alcuni esperti definiscono
l'ultima parola sull'argomento. Qualche settimana dopo venni
per caso a sapere che il mio amico aveva trascorso una giornata
a Windsor, da dove era tornato con un fermacravatta di smeraldi piuttosto notevole. Quando gli domandai se lo aveva comperato, rispose che era dono di una certa benevola dama nel cui interesse aveva avuto la fortuna di portare a termine un piccolo incarico. Non aggiunse altro ma suppongo che potrei facilmente
indovinare il nome dell'augusta dama e sono certo che la spilla
di smeraldi ricorder per sempre al mio amico l'avventura dei
piani Bruce-Partington.
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L'avventura del detective morente


La signora Hudson, padrona di casa di Sherlock Holmes, era

una donna molto paziente. Non solo il suo appartamento al primo piano era invaso a tutte le ore da una folla di personaggi strani e spesso indesiderabili, ma il suo straordinario inquilino conduceva una vita cos eccentrica e irregolare da mettere senza
dubbio a dura prova la sua sopportazione. Il suo incredibile disordine, l'abitudine di mettersi a suonare il violino in qualsiasi
ora, di fare pratica di tiro con la pistola fra le quattro pareti di
casa, i suoi misteriosi e spesso maleodoranti esperimenti scientifici e l'atmosfera di violenza e di pericolo che lo circondava, facevano di lui il peggior inquilino di tutta Londra. D'altro canto,
le pagava un affitto principesco. Sono sicuro che con quello che
Holmes aveva sborsato in tutti quegli anni in cui eravamo stati
insieme, si sarebbe potuto comperare quella casa.
La padrona di casa aveva un sacro terrore di lui e non osava
mai interferire, per insopportabile che fosse. Gli si era anche affezionata, poich Holmes trattava le donne in modo gentilissimo e amabile. Il bel sesso non suscitava in lui n simpatia n fiducia, ma era sempre un avversario cavalleresco. Sapendo
quanto la signora Hudson lo stimasse veramente ascoltai attentamente la sua storia quando, dopo un anno che mi ero sposato,
venne da me per raccontarmi in quali penose condizioni si era ridotto il mio amico.
Sta morendo, dottor Watson, mi disse. Da tre giorni non
fa che peggiorare e ho paura che non arriver a domani. Non ha
voluto che chiamassi un dottore. Questa mattina, quando ho visto le ossa che quasi gli bucavano la pelle del viso, e quei suoi occhi enormi e lucidi che mi guardavano, non ce l'ho fatta pi.
"Con o senza il suo permesso, signor Holmes, ora stesso vado a
chiamare un medico", gli ho detto. "E allora, che sia Watson",
mi ha risposto. Se fossi in lei, signore, verrei subito, o rischia di
non rivederlo vivo.
Ero inorridito, perch non avevo la minima idea che stesse
male. Inutile dire che mi precipitai a prendere cappotto e cappello. Strada facendo, le chiesi altri particolari.

Non c' molto che io possa dirle, signore. Stava lavorando a


un caso gi a Rotherhithe, in una stradina accanto al fiume, e
quando tornato stava gi male. Si messo a letto mercoled pomeriggio e da allora non si pi alzato. In tutti questi giorni non
ha mandato gi n un boccone n una goccia d'acqua.
Santo cielo! Ma perch non ha chiamato un medico?
Non ne ha voluto sentir parlare, signore. Sa com' autoritario. Non ho osato disobbedirgli. Ma oramai sta per andarsene,
come si accorger lei stesso appena lo vede.
In effetti, offriva uno spettacolo deplorevole. Alla fioca luce
di una nebbiosa giornata di novembre la stanza di un ammalato
sempre un luogo deprimente, ma quel viso emaciato, smunto
che mi guardava dal letto a occhi sbarrati, mi strinse il cuore. Gli
occhi erano lucidi di febbre, un cupo rossore gli imporporava le
guance, le labbra nere e screpolate; le mani sottili sul copriletto
si agitavano incessantemente, la voce rauca e convulsa. Quando
entrai nella stanza, giaceva inerte ma, alla mia vista, un lampo
di riconoscimento gli guizz negli occhi.
Be', Watson, a quanto pare ce la stiamo passando male,
disse con voce fievole ma con un accenno della sua solita noncuranza.
Amico mio!, esclamai, avvicinandomi.
Stia indietro! Stia indietro!, esclam con quel tono secco e
imperioso che associavo solo a momenti di crisi. Se mi si avvicina, Watson, la caccer fuori di casa.
Ma perch?
Perch voglio cos. Non basta?
La signora Hudson aveva proprio ragione. Era pi autoritario che mai. Ma a vederlo cos debole si stringeva il cuore.
Volevo solo aiutarla, spiegai.
Appunto. Il modo migliore per aiutarmi fare quello che le
dico.
D'accordo, Holmes.

Il suo atteggiamento si fece un po' meno intransigente.


arrabbiato?, chiese, respirando a stento.
Povero diavolo, come potevo essere arrabbiato vedendolo in
quelle condizioni pietose?
per il suo bene, Watson, rantol.
Per il mio bene?
So qual la mia malattia. una malattia che colpisce i portatori indigeni, e viene da Sumatra. Gli olandesi la conoscono
meglio di noi, anche se finora hanno fatto pochi progressi. Una
cosa certa. invariabilmente mortale, e contagiosissima.

Ora parlava con un'eccitazione febbrile, mentre con le lunghe


dita tremanti e spasmodiche mi faceva cenno di allontanarmi.
Contagiosissima per contatto, Watson - proprio cos, per
contatto. Si tenga lontano e andr tutto bene.
Santo cielo, Holmes! Ma crede proprio che mi preoccupi di
questo? Non me ne preoccuperei nel caso di un paziente sconosciuto. Pensa davvero che mi tratterrebbe dal fare il mio dovere
con un cos vecchio e caro amico?
Avanzai di nuovo, ma mi respinse con un'occhiata furibonda.
Se rimane l parler. Altrimenti, esca da questa stanza.
Ho un tale rispetto per le straordinarie doti di Holmes che ho
sempre acconsentito ai suoi desideri, anche quando non li capivo affatto. Ma adesso, tutti i miei istinti professionali si ribellavano. Poteva darmi ordini in qualsiasi altro luogo, ma nella
stanza di un malato gli ordini li davo io.
Holmes, gli dissi, lei sragiona. Un malato come un bambino, e come tale la tratter. Che le piaccia o non le piaccia, le
far una visita e le dar una cura.
Mi guard con uno sguardo velenoso.
Se devo avere un medico mio malgrado, allora voglio almeno qualcuno di cui fidarmi, rispose.
Allora non si fida di me?
Della sua amicizia, senza dubbio. Ma i fatti sono fatti, Watson, e dopotutto lei solo un medico generico con esperienza limitatissima e mediocremente qualificato. Mi spiace dire queste
cose, ma lei non mi lascia scelta.
Ero profondamente ferito e amareggiato.
un commento davvero indegno di lei, Holmes. E mi dimostra chiaramente lo stato dei suoi nervi. Ma se non ha fiducia in
me, non le imporr certo i miei servigi. Le porter Sir Jasper
Meek o Penrose Fisher, o uno qualsiasi dei migliori specialisti di
Londra. Ma deve vedere un medico, e su questo non si discute.
Se crede che io me ne star qui a vederla morire senza aiutarla io
stesso o senza portarle qualcun altro che l'aiuti, ha proprio capito male.
Lei animato dalle migliori intenzioni, Watson, disse il
malato in un tono fra il singulto e il gemito. Vuole che le dimostri la sua ignoranza? Per esempio, mi dica, cosa ne sa lei della
febbre Tapanuli? Cosa ne sa della peste nera di Formosa?
Mai sentito parlare.
Esistono molte malattie problematiche, molte strane possibilit patologiche in Oriente, Watson. Dopo ogni breve frase si
arrestava per riprendere fiato. L'ho imparato nel corso di alcu-

ne ricerche recenti di carattere medico-criminale. Ed proprio


durante queste ricerche che ho contratto la malattia. Lei non
pu fare nulla.
Forse no. Ma si d il caso che sappia che il dottor Ainstree, la
massima autorit vivente sulle malattie tropicali, si trovi a Londra. Inutile protestare, Holmes, vado subito a chiamarlo. Mi
girai deciso verso la porta.
Non avevo mai avuto uno shock del genere! In un secondo,
con un balzo felino, il morente mi aveva intercettato. Sentii il
rumore secco di una chiave che girava. Un momento dopo, era
ritornato barcollando a letto, esausto e ansante dopo quel suo

terribile sforzo.
Non mi prender la chiave con la forza, Watson, l'ho incastrata, amico mio. qui e ci rester fino a quando lo dir io. Ma
cercher di accontentarla. (Le parole gli uscivano di bocca a
fatica, fra un rantolo e l'altro per riprendere fiato.) Lei vuole
solo aiutarmi. Questo lo so benissimo. Far a modo suo, ma mi
dia il tempo per riprendere forza. Non adesso, Watson, non
adesso. Sono le quattro. Alle sei, potr andarsene.
Questa una pazzia, Holmes.
Solamente due ore, Watson. Le prometto che alle sei potr
andarsene. disposto ad aspettare?
Mi sembra di non avere scelta.
Nessunissima, Watson. Grazie, posso sistemare le coperte
da me. Per favore, si tenga lontano. Ora, Watson, devo porle
un'altra condizione. Andr a cercare aiuto, non dalla persona
che dice lei ma da quella che sceglier io.
D'accordo.
Le prime parole di buon senso che ha detto da quando entrato in questa stanza, Watson. L ci sono dei libri. Sono un po'
stanco. Mi domando come si senta una batteria che porta corrente a un materiale isolante? Alle sei, Watson, riprenderemo la
nostra conversazione.
Ma era destino che la riprendessimo molto prima e in circostanze che mi procurarono un altro shock non minore di quello
che mi aveva provocato il suo balzo verso la porta. Ero rimasto
per qualche minuto a guardare quella figura silenziosa stesa nel
letto. Il viso era quasi nascosto dalle coperte e sembrava addormentato. Non riuscivo a sedermi tranquillamente a leggere
quindi andai lentamente su e gi per la stanza osservando i ritratti di famosi criminali che ne decoravano le pareti. Alla fine,
nel mio girovagare senza scopo, arrivai al caminetto. Sulla mensola erano sparsi cenere di pipa, borse di tabacco, siringhe, temperini, bossoli di pistola e altre cianfrusaglie. Fra l'altro, una

scatoletta d'avorio, bianca e nera, col coperchio scorrevole. Era


un oggettino grazioso e avevo steso la mano per esaminarlo pi
da vicino quando...
Il suo fu un urlo terribile - un urlo che si sarebbe potuto sentire fin nella strada. Un urlo che mi gel il sangue e mi fece drizzare i capelli. Voltandomi, intravidi un viso convulso, degli occhi deliranti. Rimasi paralizzato, con la scatoletta in mano.
La posi! La posi subito, Watson - subito, le dico! La testa
gli ricadde sul cuscino e diede un profondo sospiro di soddisfazione quando ebbi rimesso la scatola sulla mensola. Non sopporto che si tocchino le mie cose, Watson. Lei sa benissimo che
non lo sopporto. Mi sta irritando in maniera incredibile. Lei, un
dottore - manderebbe al manicomio un paziente. Si sieda una
buona volta, e mi lasci riposare!
Quell'incidente lasci in me una spiacevolissima impressione.
Quell'agitazione violenta e ingiustificata, quel modo di parlare
cos brutale, tanto diverso dalla sua solita cortesia, mi mostrarono fino a che punto fosse fuori di s. Di tutte le rovine, quella
di una nobile mente la pi sconvolgente. Rimasi in silenzio, depresso, fino a quando fu trascorso il tempo stabilito. A quanto
sembra, anche lui aveva tenuto d'occhio l'orologio perch non
erano nemmeno le sei quando cominci a parlare con la stessa
eccitazione febbrile.
Allora, Watson, mi disse, ha degli spiccioli in tasca?
S.
Monete d'argento?
Parecchie.
Quante mezze corone?
Cinque.
Ah, troppo poche! Troppo poche! Un vero peccato, Watson! Comunque, quante che siano, le metta nel suo taschino dell'orologio. E tutto il resto dei soldi nella tasca sinistra dei pantaloni. Grazie. Cos sar molto pi bilanciato.
Follia pura. Rabbrivid e di nuovo ebbe quel suono fra il sin-

ghiozzo e il lamento.
Ora accenda il gas, Watson, ma stia attento che la fiamma
sia a non pi di met. La scongiuro, stia attento, Watson. Grazie, cos va benissimo. No, non occorre chiudere le persiane.
Ora abbia la cortesia di mettere su questo tavolo delle lettere e
delle carte, alla mia portata di mano. Grazie. Ora, un po' di
quelle cianfrusaglie sul caminetto. Perfetto, Watson. L ci sono
delle pinze da zucchero. Le usi per prendere la scatoletta d'avorio. La metta qui, fra le carte. Bene! Adesso pu andare a chia-

mare il signor Culverton Smith, al numero 13 di Lower Burke


Street.
A dir la verit, mi era un po' passata la voglia di andare a chiamare un medico perch il povero Holmes era cos evidentemente
in preda al delirio che mi sembrava pericoloso lasciarlo solo. Ma
adesso era decisissimo a consultare la persona indicata quanto
era prima stato deciso a rifiutare.
un nome che non ho mai sentito, dissi.
Probabile, mio buon Watson. La sorprender sapere che
l'uomo che su questa malattia ne sa pi di chiunque altro al
mondo, non un medico ma un piantatore. Il signor Culverton
Smith molto conosciuto a Sumatra, dove risiede; e attualmente si trova a Londra. Un'epidemia di questa malattia scoppiata
nella sua piantagione, lontana da qualsiasi centro di assistenza
medica, lo ha indotto a studiarla lui stesso, con conseguenze
piuttosto impreviste. una persona molto metodica, e l'ho trattenuta qui fino alle sei perch sapevo benissimo che prima non
lo avrebbe trovato nel suo studio. Se potesse convincerlo a venire qui e a darci il beneficio della sua esperienza ineguagliabile su
questa malattia, che si dedicato a studiare a fondo, sono certo
che potrebbe aiutarmi.
Naturalmente, sto riportando le parole di Holmes tutte di seguito e non cercher di descrivere come esse fossero interrotte
da lunghe pause per tirare il fiato e da quelle contrazioni delle
mani che tradivano il dolore. Nelle poche ore che ero rimasto
con lui, il suo aspetto era peggiorato. Gli zigomi erano ancor pi
accesi, gli occhi brillavano pi lucidi dalle orbite infossate e scurite, la fronte era coperta di sudore freddo. Ma conservava sempre la sua baldanzosa autorevolezza. Padrone fino all'ultimo.
Gli riferir esattamente come mi ha lasciato, continu.
Dar anche a lui l'impressione che ha lei - quella di un uomo
in punto di morte - in punto di morte e in preda al delirio. Anzi, non riesco a capire come mai il fondo dell'Oceano non sia che
un'unica massa solida di ostriche, tanto sembrano prolifiche
quelle creature. Ah, sto divagando! Strano come il cervello controlli il cervello! Che stavo dicendo, Watson?
Mi stava dando istruzioni per Culverton Smith.
Ah, s, ora ricordo. Ne va della mia vita. Cerchi di convincerlo, Watson. Fra noi non corre buon sangue. Suo nipote,
Watson - lo sospettavo di un delitto, e gliel'ho lasciato capire.
Il ragazzo fece una fine orribile. Lui ha del rancore nei miei confronti. Lo plachi, Watson. Lo preghi, lo scongiuri, lo porti qui
ad ogni costo. l'unico che pu salvarmi - l'unico!

Lo porter qui anche se dovessi metterio di peso in una carrozza.


Non far niente del genere. Dovr persuaderlo a venire. Poi,
torner qui prima di lui. Trovi una qualche scusa per non arrivare insieme. Non se ne dimentichi, Watson. Lei non mi deluder.
Non mi ha mai deluso. Senza dubbio, ci sono dei nemici naturali
che limitano il riprodursi di quei molluschi. Lei ed io, Watson,
noi abbiamo fatto la nostra parte. Il mondo dovr dunque essere governato dalle ostriche. No, no; orribile! Lei riferir tutto
ci che ha in mente.
Uscii portandomi dietro l'immagine di quella mente eccezionale che farfugliava come un bambino sciocco. Mi aveva consegnato la chiave ed ebbi la felice idea di portarla con me, per evi-

tare che si chiudesse dentro. La signora Hudson, tremante e


piangente, mi aspettava in corridoio. Mentre uscivo dalla casa
sentii alle mie spalle la voce alta e sottile di Holmes che, nel delirio, cantava. Per la strada, davanti al portone, quando stavo fischiando per chiamare una carrozza, un uomo mi si accost
sbucando dalla nebbia.
Come sta il signor Holmes, signore?, chiese.
Malissimo, risposi.
Mi lanci un'occhiata molto strana. Se non fosse stata un'idea davvero incredibile avrei pensato che, alla luce del fanale, il
suo viso sembrava avere un'espressione esultante.
L'ho sentito dire, osserv.
Era arrivata la carrozza e lo lasciai l.
Lower Burke Street consisteva in una fila di case eleganti che
sorgono pi o meno in quella striscia che segna l'incerto confine
fra Notting Hill e Kensington. La casa davanti alla quale si ferm la carrozza aveva un'aria boriosa di falsa modestia e rispettabilit dietro l'antiquata ringhiera di ferro, col suo massiccio
portone a battenti, e gli ottoni lucidi. Il tutto in perfetta armonia
con un solenne maggiordomo che comparve incorniciato dalla
luce rosata di una lampada colorata alle sue spalle.
S, il signor Culverton Smith in casa. Il dottor Watson! Bene, signore, porter su il suo biglietto.
Il mio umile nome e la mia umile qualifica non sembrarono
impressionare il signor Culverton Smith. Dalla porta semiaperta sentii una voce penetrante, acuta e querula.
Chi questa persona? Cosa vuole? Santo cielo, Staples,
quante volte ho detto che non voglio essere disturbato nelle mie
ore di studio?
Segu una serie di spiegazioni tranquillizzanti da parte del
maggiordomo.

Be', non posso riceverlo, Staples. Non posso interrompere


cos il mio lavoro. D che non sono in casa. Se proprio vuole vedermi, digli che venga domattina.
Di nuovo quel tranquillizzante mormorio.
Bene, bene, dagli il mio messaggio. Pu venire domattina, o
non venire affatto. Il mio lavoro non dev'essere disturbato.
Pensai ad Holmes che si agitava nel suo letto contando i minuti, forse, aspettando il mio aiuto. Non era il momento di fare
complimenti. La sua vita dipendeva dalla mia rapidit. Prima
che il maggiordomo avesse finito di riferire il messaggio con tante scuse, l'avevo spinto da una parte ed ero entrato nella stanza.
Con un'esclamazione d'ira, un uomo si alz da una poltrona
davanti al caminetto. Vidi un largo viso giallo, dalla pelle ruvida
e untuosa, con un pesante doppio mento e due occhi grigi, incupiti e minacciosi, che mi squadrarono da sotto un paio di cespugliose sopracciglia color sabbia. Sul cranio alto e calvo una berrettina di velluto vezzosamente inclinata da una parte. Il cranio
era enorme ma, abbassando gli occhi, vidi con mia sorpresa una
figura piccola e fragile, dalle spalle e il dorso contorti come chi
abbia sofferto rachitismo nell'infanzia.
Che mai questo?, grid con voce alta e stridula. Come si
permette di entrare in questo modo? Non le ho fatto dire che l'avrei ricevuta domattina?
Mi spiace, risposi, ma la cosa non pu aspettare. Il signor
Sherlock Holmes...
Il frome del mio amico ebbe un effetto straordinario su quell'ometto. Dal suo viso scomparve immediatamente l'espressione irosa. I lineamenti gli si fecero tesi e intenti.
Lei viene da parte di Holmes?, chiese.
L'ho appena lasciato.
Che mi dice di lui? Come sta?
gravemente malato. Per questo sono venuto.
L'uomo mi fece cenno di sedermi, sprofondandosi di nuovo
in poltrona. E in quel momento intravidi il suo viso nello specchio sopra il caminetto. Avrei giurato che su di esso aleggiava un
maligno e detestabile sorriso. Mi convinsi che doveva trattarsi di

una contrazione nervosa perch, un attimo dopo, si rivolse a me


con aria sinceramente preoccupata.
Mi dispiace, disse. Conosco il signor Holmes solo per via
di una certa transazione che abbiamo avuto ma ho il massimo rispetto per il suo talento e la sua personalit. un amatore del
crimine, come io lo sono della malattia. Per lui, il malvivente,
per me, il microbo. Le mie prigioni sono queste, aggiunse, indicando una fila di bottiglie e flaconi allineati su un tavolino.

Fra quelle colture di gelatina ora stanno scontando la pena alcuni fra i peggiori malfattori del mondo.
Proprio per queste sue particolari cognizioni il signor Holmes desiderava vederla. La stima moltissimo e pensa che lei sia
l'unico in tutta Londra che pu aiutarlo.
L'uomo trasal e la sua baldanzosa berretta cadde a terra.
Perch?, chiese. Perch il signor Holmes dovrebbe pensare che io possa aiutarlo?
Per la sua conoscenza delle malattie orientali.
Ma per quale motivo ritiene che la malattia di cui soffre sia
una malattia orientale?
Perch, nel corso del suo lavoro professionale, ha frequentato i marinai cinesi gi al molo.
Il signor Culverton Smith sorrise amabilmente raccogliendo
la sua berretta.
Ah, cos, dunque?, disse. Spero che la cosa non sia cos
grave come lei immagina. Da quanto tempo malato?
Da circa tre giorni.
Delira?
Ogni tanto.
Tz, tz! Sembra una cosa seria. Sarei inumano a non rispondere al suo appello. Mi secca moltissimo venire interrotto nel
mio lavoro, dottor Watson, ma questo sicuramente un caso eccezionale. Verr subito con lei.
Rammentai l'ingiunzione di Holmes.
Ho un altro appuntamento, dissi.
Benissimo. Andr da solo. Conosco l'indirizzo del signor
Holmes. Stia tranquillo, sar da lui fra mezz'ora al massimo.
Rientrando in camera di Holmes mi sentivo molto depresso.
Per quanto ne sapevo, durante la mia assenza poteva essere accaduto l'irreparabile. Con mio enorme sollievo, lo trovai, invece, molto migliorato. Aveva sempre un'aria spettrale, ma non
c'erano pi tracce di delirio e parlava con voce debole, questo s,
ma con pi energia e lucidit del solito.
Bene, Watson, l'ha visto?
S; sta arrivando.
Perfetto, Watson! Perfetto! Lei il migliore dei messaggeri.
Voleva tornare con me.
Sarebbe stato un guaio, Watson. Non doveva assolutamente
succedere. Le ha chiesto di che soffrivo?
Gli ho accennato ai cinesi nell'East End.
Esattamente! Bene, Watson, lei ha fatto tutto quanto pu
fare un buon amico. Ora pu uscire di scena.

Devo aspettare per sentire il suo parere, Holmes.


Naturale. Ma ho motivo di ritenere che il suo parere sarebbe
molto pi sincero e prezioso se pensasse che siamo soli lui ed io.
C' proprio lo spazio adatto dietro la spalliera del mio letto,
Watson.
Ma Holmes!
Temo che non ci siano alternative. In questa stanza non c'
dove nascondersi, e meglio cos, perch non d adito a sospetti.
Ma credo proprio che questo piccolo spazio andr benissimo,
Watson. Improvvisamente, si rizz a sedere con espressione rigida e attenta sul volto emaciato. Ecco le ruote, Watson. Presto, se mi vuole bene. E qualunque cosa accada non si muova qualunque cosa accada, ha capito? Non parli! Non si muova! Si

limiti ad ascoltare attentamente. Poi, in un attimo, quel suo


improvviso accesso di energia si spense e il suo tono imperioso e
preciso si spense nel sommesso, vago mormorio di una persona
quasi in preda al delirio.
Dal nascondiglio in cui mi aveva spedito cos precipitosamente sentii i passi per le scale, e la porta della camera da letto che
veniva aperta e richiusa. Poi, con mia sorpresa, ci fu un lungo silenzio, rotto solo dall'ansimare rantolante del malato. Potevo
immaginare il nostro ospite accanto al letto che lo guardava. Alla fine quella strana quiete fu rotta.
Holmes! , esclam. Holmes! , nel tono insistente con cui
si risveglia un dormiente. Holmes, mi sente? e si sent un fruscio, come se lo avesse bruscamente scosso per una spalla.
lei signor Smith?, sussurr Holmes. Non speravo che
sarebbe venuto.
L'altro si mise a ridere.
Lo credo bene, rispose. Eppure, come vede, sono qui. Le
restituisco bene per male, Holmes - bene per male!
molto buono - molto nobile da parte sua. Apprezzo le
sue conoscenze speciali.
Il nostro visitatore sogghign.
Lo so. Per fortuna, lei l'unico in tutta Londra ad apprezzarle. Sa qual la sua malattia?
La stessa, rispose Holmes.
Ah! Dunque riconosce i sintomi?
Fin troppo bene.
Be', non mi sorprenderebbe, Holmes. Non mi sorprenderebbe se fosse proprio la stessa. Non ha prospettive molto rosee.
Il povero Victor al quarto giorno era morto - un ragazzo forte
e robusto. Certo, come lei disse, era molto strano che si fosse
presa una cos insolita malattia asiatica nel cuore di Londra - e

una malattia, per giunta, su cui avevo condotto speciali studi.


Singolare coincidenza, Holmes. Molto acuto da parte sua accorgersene, ma poco caritatevole suggerire che si trattava di
causa ed effetto.
Sapevo che era stato lei.
Ah, lo sapeva? Be', comunque, non pot dimostrarlo. Ma
che effetto crede che faccia diffondere voci del genere sul mio
conto e poi, appena si trova nei guai, strisciare da me per chiedermi aiuto? A che gioco sta giocando, eh?
Sentii il respiro affannoso e roco del malato. Mi dia da bere!, ansim.
Lei sta proprio per andarsene, amico mio, ma non voglio
che se ne vada prima che io le abbia detto un paio di cosette. Ecco perch le do l'acqua. Attento, non la rovesci! Cos. Riesce a
capire quello che dico?
Holmes gemette.
Mi aiuti. Dimentichi il passato, mormor. Dimenticher
quelle parole - giuro che le dimenticher. Mi guarisca, e le dimenticher.
Dimenticher cosa?
Dimenticher la morte di Victor Savage. Un momento fa,
ha praticamente ammesso di essere stato lei. Lo dimenticher.
Pu dimenticarselo o ricordarselo, come le pare. Non la vedo al banco dei testimoni. La vedo in una bella bara, mio caro
Holmes, glielo assicuro. Non mi interessa affatto che lei sappia
come morto mio nipote. Non di lui che stiamo parlando. Ma
di lei.
S, s.
Quel tipo che venuto a cercarmi - ho dimenticato il nome
- ha detto che ha contratto la malattia nell'East End, fra i ma- rinai.
l'unico modo in cui posso spiegarmelo.
Lei molto fiero del suo cervello, vero, Holmes? Lei si crede
molto furbo, no? Be', questa volta ha trovato chi pi furbo di
lei. Ora, torni indietro con la mente, Holmes. Non pu pensare
a un altro modo in cui avrebbe potuto contagiarsi?

Non riesco a pensare. Sto impazzendo. Per amor di Dio, mi


aiuti!
Certo che l'aiuter. L'aiuter a capire esattamente a che
punto si trova e come ci arrivato. Voglio che lo sappia prima di
morire.
Mi dia qualcosa per calmare il dolore.
Fa male, vero? Gi, i portatori indigeni strillavano un po',
verso la fine. Vengono come dei crampi, immagino.

S, cos; un crampo.
Be', comunque pu sentire quello che le dico. E adesso,
ascolti! Ricorda qualche incidente strano che le sia capitato proprio all'epoca in cui ha avvertito i primi sintomi?
No, no; niente.
Ci pensi bene.
Sto troppo male per pensare.
D'accordo, allora l'aiuter io. Le arrivato qualcosa per
posta?
Per posta?.
Una scatola, per esempio?
Sto svenendo - mi sento morire!
Ascolti, Holmes!, si sent un rumore come se stesse scuotendo il morente e dovetti fare un terribile sforzo per rimanermene tranquillo nel mio nascondiglio. Deve sentirmi. Lo deve.
Ricorda una scatola - una scatola d'avorio? arrivata mercoled. Lei l'ha aperta - ricorda?
S, s, l'ho aperta. C'era dentro una molla aguzza. Uno
scherzo...
Non era affatto uno scherzo, come scoprir a sue spese. Stupido, se l' cercata! Chi le ha chiesto di mettermi i bastoni fra le
ruote? Se mi avesse lasciato in pace, non le avrei fatto niente.
Ora ricordo, ansim Holmes. La molla! uscito del sangue. Questa scatola - questa sul tavolo.
Proprio quella; perbacco! E sar meglio che lasci questa
stanza nella mia tasca. E cos se ne va l'ultimo straccio di prova
che aveva. Ma adesso sa la verit, Holmes, e pu morire sapendo che l'ho uccisa io. Sapeva troppo di quanto era accaduto a
Victor Savage, e cos le ho fatto fare la stessa fine. Lei sta l l per
andarsene, Holmes. Rimarr qui seduto a guardarla morire.
La voce di Holmes era diventata un bisbiglio impercettibile.
Come dice?, chiese Smith. Alzare la luce? Ah, cominciano a scendere le ombre, vero? Certo, far pi luce, cos potr
vederla meglio. Travers la stanza e la luce si fece improvvisamente pi intensa. Posso fare altro per lei, caro amico?
Desidera altro?
Una sigaretta e un fiammifero.
Quasi mi lasciai sfuggire un grido di gioia e di stupore. Parlava in tono normale - forse un po' debole, ma proprio la voce
che conoscevo cos bene. Vi fu una lunga pausa e capii che Culverton Smith era rimasto sconcertato, in silenzio, a guardarlo.
Che significa questo?, lo sentii finalmente dire con voce
rauca.
Il modo migliore per recitare una parte quello di viverla,

disse Holmes. Le do la mia parola che da tre giorni non ho n


mangiato n bevuto, tranne quel bicchiere d'acqua che lei mi ha
gentilmente versato. Ma quello al quale mi dava pi fastidio rinunciare il tabacco. Ah, ecco qui delle sigarette. Sentii lo
strofinio di un fiammifero. Cos va molto meglio. Hallo! Hallo! Sento il passo di un amico?
Risuonarono dei passi nel corridoio, la porta si apr e comparve l'ispettore Morton.
Tutto a posto, e questo il vostro uomo disse Holmes.
Il poliziotto gli lesse come al solito i suoi diritti.
Lei in arresto per l'omicidio di un certo Victor Savage,
concluse.
E pu anche aggiungere per il tentato omicidio di un certo

Sherlock Holmes, aggiunse il mio amico con una risatina. Per


risparmiare una fatica a un invalido, ispettore, il signor Culverton Smith ha avuto la cortesia di dare il segnale alzando la fiamma della lampada. A proposito, il prigioniero ha nella tasca destra del cappotto una scatoletta che sarebbe bene rimuovere.
Grazie. Se fossi in lei, la maneggerei con grande cautela. La metta qui. Servir al processo.
Si sent uno scalpiccio e il rumore di una colluttazione, seguito da un tintinnio metallico e un grido di dolore.
Riuscir solamente a farsi male, disse l'ispettore. Stia un
po' fermo. Si sent lo scatto delle manette che si chiudevano.
Bella trappola, esclam quella voce stridula e rabbiosa.
Sar lei a finire sul banco degli imputati, Holmes, non io. Mi
ha chiesto di venire qui per curarlo. Mi dispiaceva per lui e sono
venuto. Ora, senza dubbio, affermer che io ho detto effettivamente tutto quello che lui potr inventare per corroborare i suoi
ridicoli sospetti. Pu mentire quanto vuole, Holmes. La mia parola vale quanto la sua.
Santo cielo!, esclam Holmes. L'avevo completamente
dimenticato. Mio caro Watson, le devo un milione di scuse. Come ho potuto dimenticarmi di lei! Non occorre che le presenti il
signor Culverton Smith dal momento che, se non erro, vi siete
incontrati nel pomeriggio. Ha gi la sua carrozza? Mi vesto e la
seguo; potrei essere utile alla Centrale di Polizia. Ne avevo davvero bisogno, disse Holmes rifocillandosi con un bicchiere di
chiaretto e dei biscotti, mentre si vestiva. Comunque, lei sa che
le mie abitudini sono irregolari e un'esperienza del genere mi costa meno di quanto costerebbe ad altri. Era indispensabile convincere la signora Hudson delle mie condizioni disperate, dato
che doveva convincere lei e lei, a sua volta, doveva convincere
Smith. Si offeso, Watson? Ammetter che pur avendo moltis-

sime qualit, lei non brilla certo come attore; se fosse stato a conoscenza del mio segreto non sarebbe mai riuscito a convincere
Smith che la sua presenza era assolutamente necessaria, il che
era il nocciolo di tutto il piano. Conoscendone il carattere vendicativo, ero sicurissimo che sarebbe venuto a dare un'occhiata al
suo lavoretto.
Ma il suo aspetto, Holmes - quel viso spettrale?
Tre giorni di assoluto digiuno non sono certo una cura di
bellezza, Watson. Per il resto, non c' niente che una spugna
non possa togliere. Con della vaselina sulla fronte, belladonna
negli occhi, fard sugli zigomi e incrostazioni di cera d'api intorno alle labbra, si pu produrre un effetto quanto mai soddisfacente. La simulazione della malattia un argomento sul quale
ogni tanto ho pensato di scrivere una monografia. Sporadici accenni a mezze corone, ostriche o altri argomenti totalmente inconseguenti, producono un efficace effetto di delirio.
Ma perch non ha voluto che mi accostassi a lei, dal momento che in realt non c'era nessun pericolo di contagio?
E me lo chiede, caro Watson? Crede proprio che io non abbia alcun rispetto per le sue doti di medico? E che pensassi che lei
avrebbe preso per moribondo una persona che non presentava
n febbre n pulsazioni affrettate? A una distanza di quattro
metri, potevo ingannarla. Altrimenti, chi mi avrebbe messo fra
le mani il mio Smith? No, Watson, non la toccherei, quella scatola. Se la guarda obliquamente, pu vedere il punto in cui la
molla scatta come il dente di una vipera nel momento in cui la
apre. Suppongo che stata una trappola del genere a uccidere
quel povero Savage, che si era frapposto fra quel mostro e un capovolgimento della situazione. Come lei sa, per, ricevo corrispondenza di tutti i generi e sono sempre sospettoso se mi arriva
un pacco. Era ovvio, per, che, facendogli credere di essere effettivamente riuscito nel suo intento, avrei potuto estorcergli
una confessione. Quindi, ho portato avanti la commedia con la
coscienziosit del vero artista. Grazie, Watson, deve darmi una
mano a infilarmi il cappotto. Quando abbiamo finito alla Centrale, credo che qualcosa di sostanzioso da Simpson's non ci sta-

rebbe male.
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La scomparsa di Lady Frances Carfax


Ma perch turchi?, chiese Sherlock Holmes, osservando
fissamente i miei stivali. In quel momento me ne stavo sdraiato
su una sedia di vimini e i miei piedi avevano attirato la sua sempre vigile attenzione.
Inglesi, risposi un po' sorpreso. Li ho comperati da Latimer, a Oxford Street.
Holmes sorrise con espressione di rassegnata pazienza.
I bagni!, precis; i bagni! Perch i bagni turchi, rilassanti
ma costosi, e non gli stimolanti bagni nostrani?
Perch in questi ultimi giorni i reumatismi e gli anni si sono
fatti sentire. Un bagno turco quello che noi chiamiamo una
medicina alternativa - un nuovo punto di partenza, una disintossicazione totale. A proposito, Holmes, aggiunsi, non dubito che il nesso fra i miei stivali e un bagno turco appaia evidentissimo a una mente logica, ma le sarei grato se volesse spiegarmelo.
Non poi cos complicato, Watson, disse Holmes con un
sorriso malizioso. Rientra nella stessa elementare categoria di
deduzione che le illustrerei chiedendole con chi ha condiviso il
tragitto in carrozza questa mattina.
Una illustrazione che non una spiegazione, risposi un po'
seccato.
Bravo, Watson! Rimostranza dignitosa e logica. Vediamo.
Quali erano i punti? Cominciamo dall'ultimo - la carrozza.
Noter che ha delle macchie sulla manica e sulla spalla sinistra
della giacca. Se fosse stato seduto al centro del sedile probabilmente non si sarebbe inzaccherato o, comunque, le macchie sarebbero state simmetriche. chiaro, dunque, che lei sedeva di
lato. Quindi, ugualmente chiaro che con lei c'era qualcuno.
Questo ovvio.
Assurdamente banale, no?
Ma gli stivali e il bagno?
Ugualmente, un giochetto da bambini. Lei ha l'abitudine di
allacciarsi le scarpe in un certo modo. Vedo che in questo caso
sono allacciate con un complicato doppio nodo che lei non usa

fare. Quindi, se l' tolte. Chi le ha allacciate? Un calzolaio - o il


ragazzo dei bagni. Il calzolaio poco probabile, dal momento
che le sue scarpe sono quasi nuove. Cosa rimane? I bagni. Assurdo, no? Ma, comunque, i bagni turchi hanno sortito un effetto.
Sarebbe a dire?
Lei afferma di esserci andato perch aveva bisogno di un
cambiamento. Lasci che gliene suggerisca uno. Che ne pensa di
Losanna, caro Watson - viaggio in prima classe, tutto profumatamente pagato?
Splendido! Ma perch?
Holmes si adagi in poltrona tirando fuori di tasca il suo taccuino.
Una delle categorie pi pericolose di questo mondo, disse,
quella delle donne senza amici e che peregrinano a destra e a
manca. Una donna del genere la pi innocua e spesso la pi utile delle creature, ma inevitabilmente suscita gli istinti criminali
altrui. inerme. migratoria. Dispone di mezzi sufficienti, per
passare da un paese all'altro e da un albergo all'altro. Spessissimo, si perde in un labirinto di pensioncine e albergucci di quart'ordine. Una gallina smarrita in un mondo di volpi. E quando
viene divorata, nessuno si accorge della sua mancanza. Ho una
gran paura che sia capitato qualcosa di brutto a Lady Frances
Carfax.

Mi sentii sollevato a questa improvvisa discesa dal generico al


particolare. Holmes consult i suoi appunti.
Lady Frances, prosegu, l'unica sopravvissuta in linea
diretta del defunto conte di Rufton. Le propriet, come forse lei
ricorda, andarono ai discendenti maschi. Lady Frances rimase
con mezzi piuttosto limitati ma con alcuni splendidi gioielli in
argento di antica fattura spagnola, e con dei diamanti tagliati in
maniera insolita, ai quali era molto affezionata - troppo affezionata, perch rifiutava di lasciarli in banca, e li portava sempre con s. Un personaggio piuttosto patetico, Lady Frances,
una bella donna, appena al principio della mezz'et eppure, per
uno strano caso, l'ultimo relitto di quella che vent'anni fa era
una potente flotta.
Cosa le accaduto?
Ah, cosa accaduto a Lady Frances? viva o morta? Questo quello che dobbiamo scoprire. una donna molto metodica, e da quattro anni, invariabilmente ogni quindici giorni, scriveva alla signorina Dobney, la sua vecchia governante, che da
molto tempo si ritirata a vivere nel Camberwell. Ed appunto la
signorina Dobney che si rivolta a me. Sono passate quasi cinque

settimane, senza una parola. L'ultima lettera veniva dall'Hotel


Nationai di Lausanne. Sembra che Lady Frances sia partita da
l, senza lasciare indirizzo. La famiglia in ansia e, dal momento
che hanno un mucchio di soldi, non baderanno a spese pur di risolvere il problema.
La nostra unica fonte di informazioni la signorina Dobney? Avr pure avuto altri corrispondenti?
Ce n' uno che rappresenta una fonte sicura, Watson. La
Banca. Le signore sole debbono pur vivere, e i loro libretti di
banca sono dei veri e propri diari concentrati. La sua banca la
Silvester. Ho dato un'occhiata al suo conto. Il penultimo assegno risulta essere quello con cui ha pagato il conto a Losanna,
ma era per una grossa cifra e probabilmente le rimasto del denaro liquido. Da allora stato staccato solo un altro assegno.
A nome di chi, e dove?
Alla signorina Marie Devine. Non ci sono indicazioni circa il
luogo di emissione. L'assegno stato incassato al Crdit Lyonnais di Montpellier meno di tre settimane fa. L'ammontare era
di cinquanta sterline.
E chi Marie Devine?
Sono riuscito a scoprire anche questo. La signorina Marie
Devine era la cameriera personale di Lady Frances Carfax. Ancora non abbiamo scoperto perch le abbia dovuto dare quell'assegno. Ma sono certo che le sue ricerche chiariranno ben presto la cosa.
Le mie ricerche!
Ecco il motivo del suo corroborante viaggio a Losanna. Lei
sa che io non posso assolutamente allontanarmi da Londra fintanto che il vecchio Abraham vive col mortale terrore di essere
ucciso? Inoltre, per una questione di principio, meglio che io
non lasci il paese. Scotland Yard si sente sola senza di me e questo provoca una insana agitazione nel mondo del crimine. Vada,
dunque, mio caro Watson, e se il mio umile consiglio pu valere
la stravagante spesa di due pence la parola, a sua disposizione
giorno e notte all'altra estremit della linea telegrafica continentale.
Due giorni dopo, ero all'Hotel National di Losanna, dove fui
accolto con estrema cortesia dal direttore, M. Moser. Lady
Frances, mi disse, era rimasta da loro per svariate settimane.
Tutti coloro che l'avevano incontrata l'avevano trovata una
persona piacevolissima. Non aveva pi di quarant'anni. Era ancora una bella donna e si vedeva che, da giovane, doveva essere
stata bellissima. M. Moser non sapeva niente di gioielli preziosi
ma la servit aveva notato che il pesante baule in camera della si-

gnora era sempre scrupolosamente chiuso a chiave. Marie Devi-

ne, la cameriera, era benvoluta quanto la sua padrona. Anzi,


era fidanzata a uno dei capo-camerieri dell'hotel e non c'erano
difficolt ad avere il suo indirizzo. Abitava al numero 11 di Rue
de Trajan, a Montpellier. Presi nota di tutto, con l'impressione
che lo stesso Holmes non avrebbe saputo raccogliere meglio le
sue informazioni.
Solo un punto restava ancora nell'ombra. Qualsiasi lume io
possedessi, non si riusciva a chiarire il motivo per l'improvvisa
partenza della signora. A Losanna si trovava benissimo. Tutto
faceva pensare che sarebbe rimasta per la stagione nella sua lussuosa suite prospiciente il lago. Invece, era partita con solo 24
ore di preavviso, per cui si era trovata a pagare inutilmente la tariffa di una settimana. Solo Jules Vibart, lo spasimante della cameriera, avanz una supposizione; collegando l'improvvisa
partenza della signora alla visita, un paio di giorni prima, di un
tizio alto, barbuto, scuro di carnagione. Un sauvage - un vritable sauvage! esclam Jules Vibart. L'uomo alloggiava in
citt, da qualche parte. Lo avevano visto parlare animatamente
con madame sul lungolago. Poi era venuto a cercarla in albergo.
La signora si era rifiutata di vederlo. Era inglese, ma nessuno ne
conosceva il nome. Subito dopo, madame era partita. Jules Vibart e, cosa pi importante, la fidanzata di Jules Vibart, pensavano che la visita di quell'individuo e la partenza fossero causa
ed effetto. Una sola cosa Jules rifiut di discutere. Il motivo,
cio, per cui Marie aveva lasciato la sua padrona. Su quello non
sapeva o non voleva dire niente. Se volevo saperlo, dovevo andare a Montpellier e chiederlo a Marie.
Cos si concluse il primo capitolo della mia indagine. Il secondo, lo dedicai al luogo dove Lady Frances si era recata dopo aver
lasciato Losanna. Su questo punto c'era stata una certa segretezza, il che confermava l'ipotesi che fosse partita con l'intenzione di far perdere le proprie tracce a qualcuno. Altrimenti,
perch il suo bagaglio non portava apertamente l'etichetta di
Baden? La signora e il bagaglio avevano raggiunto la cittadina
termale renana facendo un giro vizioso. Questo fu quanto appresi dal direttore dell'agenzia locale della Cook. Andai quindi
a Baden, dopo aver spedito a Holmes un resoconto delle mie
operazioni e averne ricevuto in risposta un telegramma di pi o
meno canzonatoria lode.
A Baden non fu difficile seguire la traccia. Lady Frances aveva alloggiato per due settimane all'Englischer Hof, dove aveva
fatto la conoscenza del dottor Shlessinger, un missionario proveniente dal Sudamerica, e di sua moglie. Come quasi tutte le don-

ne sole, Lady Frances trovava conforto e occupazione nella religione. La notevole personalit del dottor Shlessinger, la sua assoluta devozione, e il fatto che fosse convalescente da una malattia contratta nell'esercizio dei suoi doveri apostolici, l'avevano profondamente colpita; aveva infatti aiutato molto la signora Shlessinger a curare il sant'uomo convalescente. A quanto mi
disse il direttore, il missionario trascorreva il tempo su una sedia
a sdraio nella veranda, mentre le due donne erano sempre al suo
fianco. Stava preparando una mappa della Terrasanta, con speciale riferimento al regno dei Medianiti, sui quali stava scrivendo una monografia. Finalmente, essendosi rimesso in salute, lui
e sua moglie erano tornati a Londra, accompagnati anche da
Lady Frances. Questo era successo proprio tre settimane prima
e da allora il direttore non ne aveva pi avuto notizie. In quanto
a Marie, la cameriera, era partita qualche giorno prima di loro,
piangendo a dirotto, e dicendo alle altre cameriere che se ne andava per sempre. Prima di partire, il dottor Shlessinger aveva
pagato il conto per tutti.
A proposito, disse il proprietario al termine del suo racconto, lei non l'unico amico di Lady Frances che sia venuto a
chiedermi sue notizie. Circa una settimana fa, venuto un altro
signore a farmi le stesse domande.
Ha lasciato il suo nome?, chiesi.
No; ma era inglese, anche se un tipo un po' strano.

Un selvaggio?, dissi, collegando i fatti come faceva il mio


illustre amico.
Esattamente. un termine che lo descrive a pennello. Un tipo massiccio, barbuto, abbronzato, che sembrerebbe pi adatto
alla locanda di una fattoria che a un hotel alla moda. Un uomo
duro, spietato, direi, col quale non vorrei litigare.
Il mistero cominciava ad assumere contorni pi netti, via via
che le figure emergevano dalla nebbia. Ecco una buona e pia signora inseguita da un luogo all'altro da un individuo sinistro e
inesorabile. Evidentemente lo temeva, altrimenti non sarebbe
fuggita da Losanna. Ma l'aveva seguita. Presto o tardi l'avrebbe raggiunta. O forse l'aveva gi raggiunta? Era quello il segreto
del suo prolungato silenzio? Le brave persone che erano con lei
non avevano potuto difenderla dalla violenza o dal ricatto di
quell'individuo? Quale orribile scopo, quale segreto disegno si
nascondeva dietro quel lungo inseguimento? Era questo il problema che dovevo risolvere.
Avevo scritto ad Holmes per dimostrargli con quanta rapidit
ed efficienza ero arrivato al nocciolo della questione. Mi rispose
con un telegramma in cui mi chiedeva una descrizione dell'orec-

chio sinistro del dottor Shlessinger. Holmes ha una strana idea


dell'umorismo, a volte offensiva, cos ignorai quel suo scherzo
intempestivo - anzi, avevo gi raggiunto Montpellier sulle
tracce della cameriera Marie, prima che ricevessi il suo messaggio.
Non ebbi difficolt a rintracciarla e a farmi dire tutto quello
che sapeva. Era una creatura devota, che aveva abbandonato la
sua padrona solo perch era sicura che fosse in buone mani e
perch il suo imminente matrimonio avrebbe in ogni caso reso
inevitabile la separazione. La sua padrona, mi confess angosciata, aveva dato segni di irritabilit durante la sua permanenza
a Baden e una volta l'aveva perfino interrogata, come se avesse
dei dubbi sulla sua onest, e questo aveva reso la separazione
meno penosa di quanto altrimenti sarebbe stata. Lady Frances
le aveva dato cinquanta sterline come dono di nozze. Anche Marie, come me, diffidava profondamente di quello sconosciuto
che aveva indotto la sua padrona a lasciare Losanna. Lo aveva
visto con i suoi occhi afferrarla violentemente per un polso sul
lungolago, davanti a tutti. Era un individuo feroce e terribile.
Era convinta che fosse per paura di lui che Lady Frances aveva
accettato la scorta degli Shlessinger fino a Londra. Non ne aveva mai parlato con Marie, ma da molti piccoli segni la cameriera
era convinta che la signora viveva in uno stato di ansia permanente. Era arrivata a questo punto del suo racconto quando improvvisamente balz su dalla sedia con un'espressione di sgomento e di terrore dipinta sul volto. Guardi!, grid. Quel
furfante ancora all'inseguimento! proprio l'individuo di cui
le sto parlando.
Dalla finestra aperta del salotto, vidi un uomo grosso, scuro,
con un'ispida barba nera che camminava lentamente al centro
della strada, osservando attentamente i numeri civici. Era chiaro che, come me, era sulle tracce della cameriera. Spinto da un
subitaneo impulso, mi precipitai fuori e lo affrontai.
Lei inglese, dissi.
E allora?, rispose con un grugnito.
Posso chiederle come si chiama?
No, non pu, rispose con decisione.
Era una situazione imbarazzante ma spesso l'approccio diretto il migliore.
Dov' Lady Frances Carfax?, gli chiesi.
Mi guard sbalordito.
Che ne ha fatto? Perch l'ha inseguita? Voglio una risposta!, insistei.
L'uomo, con un ruggito d'ira, mi salt addosso come una tigre. Ho affrontato onorevolmente parecchie colluttazioni ma

quell'uomo aveva una stretta ferrea e la furia di un invasato. Mi


aveva afferrato alla gola e stavo per perdere i sensi quando un
ouvrier francese con la barba lunga e un camiciotto azzurro sbuc correndo da un cabaret di fronte brandendo un manganello
con cui colp violentemente l'avambraccio del mio assalitore,
che lasci la presa. Rimase per un attimo fremendo di rabbia,
incerto se attaccarmi di nuovo o no. Poi, con un ringhio irato,
mi lasci ed entr nel cottage da cui ero appena uscito. Mi voltai
per ringraziare il mio salvatore che era rimasto in strada, accanto a me.
Bene, Watson, disse, ha combinato proprio un bel pasticcio! Penso che sia meglio che torni a Londra con me, con l'espresso della sera.
Un'ora dopo Holmes, nel suo abbigliamento consueto, era
seduto nella mia stanza d'albergo. La sua spiegazione per quell'improvvisa e tempestiva comparsa era di una semplicit elementare; visto che poteva allontanarsi da Londra aveva deciso
di precedermi alla successiva, ovvia tappa delle mie peregrinazioni. Travestito da operaio, era rimasto nel cabaret aspettando
il mio arrivo.
Le sue indagini sono state eccezionalmente coerenti, mio caro Watson, disse. Al momento, non mi viene in mente un
qualsiasi possibile errore che lei non abbia commesso. Il risultato complessivo delle sue azioni stato quello di mettere in allarme tutti e di non scoprire niente.
Forse nemmeno lei sarebbe riuscito a far meglio, risposi
amareggiato.
Non c' "forse" che tenga. Io ho fatto di meglio. Ecco l'onorevole Philip Green, ospite come lei di questo albergo; potrebbe essere il punto di partenza per una ricerca pi proficua.
Avevano portato su un vassoio un biglietto da visita, seguito
subito dopo dal barbuto malvivente che mi aveva assalito per la
strada. Quando mi vide, ebbe un sussulto.
Cosa significa questo, signor Holmes?, chiese. Ho ricevuto il suo biglietto e sono venuto. Ma quest'uomo cos'ha a che fare con tutta la faccenda?
Questo il mio vecchio amico e collaboratore, il dottor Watson, che ci sta aiutando.
Lo sconosciuto tese una grossa mano abbronzata, con qualche parola di scusa.
Spero di non averle fatto male. Quando lei mi ha accusato di
averle nuociuto, ho perso la testa. Anzi, in questi giorni non sono davvero pi me stesso. Ho i nervi a fior di pelle. Ma una situazione che non riesco ad afferrare. Quello che voglio sapere,

per prima cosa, signor Holmes, come ha fatto lei a sapere della
mia esistenza.
Sono in contatto con la signorina Dobney, la governante di
Lady Frances.
La vecchia signorina Dobney con la cuffia! La ricordo benissimo.
Anche lei la ricorda. Risale a prima.., prima che lei ritenesse
pi opportuno recarsi in Sud Africa.
Ah, vedo che lei conosce tutta la storia. Non occorre che le
nasconda niente. Le giuro signor Holmes che mai uomo al mondo am una donna pi sinceramente e profondamente di quanto
io amassi Frances. Ero un giovanotto scapestrato, lo so - come
tutti gli altri della mia levatura. Ma la sua mente era candida come la neve. Non sopportava la minima volgarit. Perci, quando venne a sapere certe cose del mio passato, non volle pi aver
niente a che fare con me. Eppure mi amava - questa la cosa
straordinaria! - Mi amava tanto da rimanere sola per il resto
della sua santa vita, unicamente per amor mio. Dopo molti anni, quando mi ero fatto una posizione a Barberton, pensai che
forse avrei potuto rivederla e farle cambiare idea. Avevo saputo
che era ancora nubile. La trovai a Losanna e feci tutto quello
che potevo. Si ammorbid un po', credo, ma aveva un carattere
molto forte e, quando andai a cercarla la seconda volta, era par-

tita. La rintracciai a Baden e poi, dopo un certo tempo, venni a


sapere che la sua cameriera si trovava qui. Sono un tipo rude,
che ha condotto fino a ieri una vita rude, e quando il dottor
Watson mi parl in quel modo, per un attimo persi la testa. Ma,
per amor di Dio, ditemi cosa ne stato di Lady Frances.
quello che dobbiamo scoprire, rispose Holmes in tono
stranamente grave. Qual il suo indirizzo di Londra, signor
Green?
Al Langham Hotel sapranno dove trovarmi.
Posso allora consigliarle di tornarci e di tenersi a disposizione se per caso avessi bisogno di lei? Non desidero affatto incoraggiare false speranze, ma stia pur certo che sar fatto tutto il
possibile per la sicurezza di Lady Frances. Per ora, non posso
dirle di pi. Le lascio questo biglietto cos potr tenersi in contatto con noi. E adesso, Watson, se vuoi fare i bagagli, telegrafer alla signora Hudson pregandola di fare del suo meglio
per due viaggiatori affamati di ritorno alle 7,30 di domani.
Arrivando a Baker Street trovammo ad attenderci un telegramma che Holmes lesse con un'esclamazione di interesse e poi

mi porse. Frastagliato o lacerato, era il messaggio, e proveniva da Baden.


Che vuol dire?, chiesi.
Vuol dire tutto, rispose Holmes. Lei ricorder la mia domanda, apparentemente irrilevante, circa l'orecchio sinistro di
quel gentiluomo di chiesa. Lei non mi rispose.
Avevo lasciato Baden, e non avrei saputo a chi domandarlo.
Appunto. Per questo mandai una copia del telegramma al
direttore dell'Englischer Hof, ed ecco la sua risposta.
E cosa dimostra?
Dimostra, caro Watson, che abbiamo a che fare con un individuo estremamente astuto e pericoloso. Il reverendo dottor
Shlessinger, missionario dal Sud america, altri non che Holy
Peters, uno dei pi spregiudicati furfanti che l'Australia abbia
mai prodotto - e, per essere un paese giovane, ne ha prodotti
un bel numero. La sua specialit quella di incantare signore sole facendo leva sui loro sentimenti religiosi e la sua cosiddetta
moglie, un'inglese, una certa Fraser, la sua degna compagna.
La sua identit mi stata suggerita dalle sue tecniche e questa caratteristica fisica - qualcuno gli diede un violento morso all'orecchio in una rissa da taverna ad Adelaide - conferm i miei
sospetti. Quella povera signora nelle mani di una coppia di demoni, pronti a tutto, Watson. Che sia gi morta un'ipotesi
molto probabile. Se non lo , allora si trova senza dubbio praticamente tenuta prigioniera o isolata, e in condizioni di non poter scrivere alla signorina Dobney o agli altri suoi amici. sempre possibile che non sia mai arrivata a Londra, o che ci sia stata
solo di passaggio; ma la prima ipotesi poco attendibile dato
che, col loro sistema di registrazioni, difficilmente gli stranieri
possono giocare degli scherzi alla polizia continentale; e poco
attendibile lo anche la seconda, dal momento che quei furfanti
non potevano sperare di trovare un altro posto dove fosse facile
tenere sotto chiave una persona. Il mio istinto mi dice che a
Londra ma, poich attualmente non possiamo assolutamente
sapere dove, non ci resta che fare le cose pi ovvie, vale a dire cenare e metterci l'anima in pace. Pi tardi andr a far due passi, e
una chiacchieratina col nostro amico Lestrade a Scotland
Yard.
Ma n la polizia ufficiale n la piccola, ma efficientissima,
squadra personale di Holmes riuscirono a chiarire il mistero.
Fra i milioni di londlinesi, le tre persone che stavamo cercando
sembravano svanite nel nulla, quasi non fossero mai esistite.
Mettemmo degli annunci, e senza risultato. Seguimmo delle

tracce, e non portarono a nulla. Setacciammo ogni ambiente

della malavita dove poteva trovarsi Shlessinger, ma invano. Tenemmo d'occhio i suoi antichi compari, ma giravano alla larga
da lui. Poi, improvvisamente, dopo una settimana di forzata e
inutile attesa, arriv un raggio di luce. Un ciondolo di argento e
brillanti, di antico disegno spagnolo, era stato impegnato da
Bovington, a Westminster Road. Chi l'aveva impegnato era un
uomo grosso, sbarbato, con l'aria di un ecclesiastico. Naturalmente, aveva dato nome e indirizzo falsi. Nessuno aveva notato
l'orecchio, ma la descrizione corrispondeva senza dubbio a
Shlessinger.
Tre volte il nostro barbuto amico del Langham era venuto a
chiedere notizie - la terza, dopo nemmeno un'ora da questo
nuovo sviluppo. I vestiti gli stavano diventando sempre pi larghi. Sembrava struggersi nell'ansia. Se solo mi desse qualcosa
da fare! era il suo ritornello costante. Alla fine, Holmes pot
accontentarlo.
Ha cominciato a impegnare i gioielli. Adesso dovremmo
prenderlo.
Ma questo vuoi dire che accaduto qualcosa a Lady Frances?
Hoimes scosse il capo con aria molto grave.
Supponiamo che finora l'abbiano tenuta prigioniera; chiaro
che non possono lasciarla andare se non autodistruggendosi.
Dobbiamo prepararci al peggio.
Cosa posso fare io?
Questa gente la conosce di vista?
No.
possibile che quel tipo in futuro si rivolga a qualche altro
negozio di pegni. In quel caso, dobbiamo ricominciare da capo.
D'altro canto, stato pagato bene, e senza domande quindi, se
avr bisogno di denaro, probabilmente torner da Bovington.
Le dar un biglietto per quelli di Bovington e le permetteranno
di aspettare nel loro negozio. Se quel tizio ritorna, lo segua fino
a casa. Ma con molta discrezione e, soprattutto, senza violenze.
Conto sulla sua solenne promessa che non far niente a mia insaputa e senza il mio consenso.
Per due giorni non avemmo notizie dell'onorevole Philip
Green (tra parentesi, era figlio del famoso ammiraglio che comand la flotta nel Mar d'Azof durante la guerra di Crimea).
La sera del terzo giorno, irruppe nel nostro salotto, pallido, tremante, con ogni suo muscolo che vibrava per l'eccitazione.
L'abbiamo in pugno! L'abbiamo in pugno!, grid.

L'agitazione lo rendeva incoerente. Holmes lo tranquillizz


con qualche parola e lo spinse in poltrona.
Ora ci racconti tutto dal principio, disse.
arrivata giusto un'ora fa. La moglie, questa volta, ma il
ciondolo che ha portato era il gemello del precedente. una
donna alta, pallida, con occhi da furetto.
proprio lei, convenne Holmes.
Quando uscita dal negozio l'ho seguita. Si avviata per
Kennington Road, e io ero dietro di lei. Poi entrata in un negono. Signor Holmes, era un'impresa di pompe funebri.
Il mio amico sussult. E poi? chiese in quel tono vibrante
che tradiva il fuoco che covava dietro quel suo viso freddo e impassibile.
Stava parlando con l'impiegata dietro il banco. Sono entrato anche io. " tardi", l'ho sentitadire, o qualcosa di simile. La
donna si stava scusando. "Avrebbe dovuto gi essere qui", rispose. "C' voluto pi tempo, era un po' fuori dall'ordinario."
Poi s'interruppero entrambe, guardandomi, cos ho fatto qualche domanda e poi sono uscito.
Si comportato benissimo. Cosa successo dopo?
La donna uscita, ma io ero nascosto nel vano di un portone. Credo che si fosse insospettita, perch si guardava intorno.
Poi ha chiamato una carrozza ed salita. Ho avuto la fortuna di
trovarne una anch'io cos ho potuto seguirla. Alla fine, scesa
al n. 36 di Poultney Square, a Brixton. Ho proseguito, ho lascia-

to la carrozza all'angolo della piazza e sono rimasto a sorvegliare la casa.


Ha visto qualcuno?
Tutte le finestre erano buie tranne una al piano inferiore. La
persiana era abbassata quindi non ho potuto vedere all'interno.
Stavo l a chiedermi cosa fare quando arrivato un furgone coperto con due uomini. Sono scesi, hanno tirato fuori qualcosa
dal furgone e l'hanno portata su per i gradini fino alla porta. Signor Holmes, era una bara.
Ah!
Per un attimo sono stato sul punto di precipitarmi dentro.
La porta era stata aperta per far entrare quegli uomini e il loro
carico. stata la donna ad aprire. Ma mentre ero l mi ha intravisto e credo che mi abbia riconosciuto. L'ho vista trasalire e ha
richiuso in fretta la porta. Ho ricordato la promessa che le avevo
fatto, ed eccomi qui.
Eccellente lavoro, disse Holmes scribacchiando qualcosa
su un mezzo foglietto di carta. Legalmente non possiamo agire
senza un mandato e la cosa migliore che lei possa fare quella di

portare questo biglietto alle autorit e farsene rilasciare uno.


Potrebbero fare difficolt, ma credo che la vendita dei gioielli
dovrebbe essere sufficiente. Lestrade si occuper di tutto.
Ma nel frattempo potrebbero ucciderla. Cosa pu significare quella bara, per chi potrebbe essere se non per lei?
Faremo tutto il possibile, signor Green. Non perderemo
nemmeno un momento. Si fidi di noi. Ora, Watson, aggiunse
mentre il nostro cliente usciva frettolosamente, lui metter in
moto le regolari forze di polizia. Noi, come al solito, siamo gli
irregolari e dobbiamo agire a modo nostro. La situazione mi
sembra talmente disperata da giustificare le misure pi estreme.
Dobbiamo recarci immediatamente a Poultney Square.
Cerchiamo di ricostruire i fatti, disse mentre la carrozza superava rapidamente le Houses of Parliament e Westminster
Bridge. Quei furfanti hanno indotto la sfortunata signora a venire a Londra, dopo averla allontanata dalla sua fedele cameriera. Se ha scritto delle lettere, le hanno sicuramente intercettate.
Tramite un complice, hanno affittato una casa ammobiliata.
Una volta dentro, l'hanno tenuta prigioniera impadronendosi
dei gioielli, ai quali miravano fin dal principio. Hanno gi cominciato a venderne qualcuno, senza troppi risch dal momento
che non hanno motivo di pensare che qualcuno si interessi alla
sorte della signora. Qualora la liberassero naturalmente li denuncerebbe. Quindi, non dev'essere liberata. Ma non possono
tenerla sottochiave per sempre. Perci l'unica soluzione l'omicidio.
Sembra chiarissimo.
Facciamo ora un ragionamento diverso. Seguendo due linee
di pensiero separate, Watson, in genere s'incontra qualche punto di intersezione, che dovrebbe avvicinarsi alla verit. Cominciamo ora non dalla signora ma dalla bara, e torniamo indietro.
Temo che quell'incidente dimostri senza ombra di dubbio che la
signora morta. Fa anche pensare a una normale inumazione
con tanto di certificato medico e permesso ufficiale. Se la signora fosse stata uccisa in maniera ovvia, l'avrebbero sepolta in una
fossa in giardino. Ma qui tutto regolare, alla luce del sole. Cosa pu voler dire? Sicuramente che l'hanno uccisa in maniera tale da trarre in inganno il dottore facendola sembrare morte naturale - forse veleno. Eppure strano che abbiano permesso
che le si accostasse un medico, a meno che non si trattasse di un
complice, il che inverosimile.
Potrebbero aver falsificato il certificato?
Pericoloso, Watson, molto pericoloso. No, non ce li vedo a
fare una cosa del genere. Fermi, vetturino! Questo evidente-

mente il negozio delle pompe funebri, visto che abbiamo appena


passato quello dei pegni. Vuole entrare lei, Watson? Il suo

aspetto ispira fiducia. Chieda a che ora sar domani il funerale a


Poultney Square.
La donna nel negozio mi rispose senza esitare che sarebbe stato alle otto di mattina. Vede, Watson, nessun mistero; tutto alla luce del sole! In un modo o nell'altro, sono state adempiute
tutte le formalit di legge e sono convinti di non aver nulla da temere. Be', ora non ci resta che un attacco frontale. Lei armato?
Il mio bastone!
Bene, bene, ci baster. "Tre volte armato chi di ragione
armato." Non possiamo assolutamente permetterci di aspettare
la polizia o di attenerci strettamente alla legge. Lei pu andare,
vetturino. E adesso, Watson, affidiamoci insieme alla fortuna,
come gi altre volte in passato.
Avevo suonato con forza il campanello di una grossa casa
scura al centro di Poultney Square. La porta fu subito aperta da
una donna alta la cui figura si stagliava contro la luce fioca dell'ingresso.
Cosa volete?, chiese seccamente scrutandoci nel buio.
Voglio parlare col dottor Shlessinger, rispose Holmes.
Qui non c' nessun Shlessinger, rispose e cerc di chiudere
la porta, ma Holmes l'aveva immediatamente bloccata col piede.
Bene, allora voglio vedere l'uomo che abita qui, comunque
si chiami, insistette Holmes con fermezza.
La donna ebbe un attimo di esitazione, poi spalanc la porta.
Va bene, entrate!, disse. Mio marito non ha paura di nessuno. Chiuse la porta alle nostre spalle e ci introdusse in un salotto sulla destra dell'ingresso alzando la luce della lampada mentre ci lasciava. Il signor Peters sar da voi fra un attimo, disse.
E lo disse in senso letterale, perch non eravamo nemmeno
riusciti a guardarci intorno in quella stanza polverosa e piena di
tarli dove ci trovavamo che la porta si apr e un omone sbarbato
e calvo entr con passo leggero. Aveva una faccia larga e rossa,
con le gote flosce e un'aria generale di benevolenza a fior di pelle, smentita dalla bocca cattiva e crudele.
Ci de'essere sicuramente un errore, signori, disse in tono
untuoso e falsamente cordiale. Credo che vi abbiano dato l'indirizzo sbagliato. Forse, se provaste pi gi lungo la strada...
La smetta; non abbiamo tempo da perdere, rispose seccamente il mio amico. Lei Henry Peters, di Adelaide, ultimamente conosciuto sotto il nome di reverendo dottor Shlessinger,

di Baden e del Sudamerica. Ne sono certo, come sono certo di


chiamarmi Sherlock Holmes.
Peters, come d'ora in avanti lo chiamer, rimase per un po' a
guardare il suo formidabile inseguitore. Credo proprio che il
suo nome non mi spaventi, signor Holmes, disse senza scomporsi. Quando un uomo ha la coscienza tranquilla, non ha nulla per cui agitarsi. Cosa cerca in casa mia?
Voglio sapere che ne ha fatto di Lady Frances Carfax che
avete portato qui con voi da Baden.
Sarei lietissimo se fosse lei a dirmi dove si trova questa signora, rispose Peters senza batter ciglio. Sono in credito con lei di
circa cento sterline e come unica prova non ho che un paio di
orecchini da quattro soldi che il negoziante non ha nemmeno
voluto esaminare. Si appiccicata alla signora Peters e a me a
Baden - effettivamente in quel momento usavo un altro nome
- e ci rimasta alle costole fino a quando siamo venuti a Londra. Io ho pagato il suo conto e il suo biglietto. Arrivati a Londra se l' svignata e, come ho detto, ci ha lasciato questi vecchi
gioielli in pagamento. La trovi lei, signor Holmes, e sar suo debitore.
E intendo trovarla, rispose Holmes. Frugher questa casa
fino a quando l'avr trovata.
Dov' il suo mandato?
Holmes tir fuori di tasca la pistola. Questa dovr bastare
fino a che non ne arriva uno migliore.

Ma allora lei un volgare scassinatore.


Pu anche descrivermi cos, rispose cordialmente Holmes.
Anche il mio amico un pericoloso furfante. E insieme, frugheremo casa sua.
Il nostro avversario apr la porta.
Annie, chiama un poliziotto. Si sent un fruscio di gonne
nel corridoio e il rumore della porta di casa che si apriva e si richiudeva.
Il nostro tempo limitato, Watson, disse Holmes. Se lei
cerca di fermarci, Peters, ci rimetter senz'altro. Dov' quella
bara che vi hanno portato?
Cosa vuol farsene, della bara? stata usata. C' dentro un
corpo.
Devo vederlo.
Col mio consenso, mai.
E allora, senza. Con un rapido movimento, Holmes lo
spinse da parte e usc nell'ingresso. Di fronte a noi c'era una
porta semiaperta. Entrammo. Era la stanza da pranzo. Sul tavolo, sotto un lampadario acceso a met, era posata la bara.

Holmes alz la luce e sollev il coperchio. Sul fondo della bara


giaceva un corpo emaciato. Il lampadario illuminava un viso invecchiato e sfiorito. Non c'erano sicuramente crudelt, inedia o
malattia che avrebbero potuto trasformare la ancora bella Lady
Frances in quel relitto consunto. Il viso di Holmes trad la sua
sopresa ma anche il suo sollievo.
Dio sia lodato!, mormor. Non lei.
Ah, questa volta ha preso una bella cantonata, signor Sherlock Holmes, disse Peters che ci aveva seguiti nella stanza.
Chi questa donna?
Se proprio ci tiene a saperlo, la vecchia bambinaia di mia
moglie, Rose Spender, che abbiamo trovato nel Cronicario dei
Poveri a Brixton. L'abbiamo portata qui, abbiamo chiamato il
dottor Horsom, che abita al 13 di Firbank Villas - prenda nota
dell'indirizzo, signor Holmes - e l'abbiamo fatta curare come
avrebbe fatto ogni buon cristiano. Dopo tre giorni morta - il
certificato dice di vecchiaia - ma questa solo l'opinione del
medico e naturalmente lei ne sa molto di pi. Per il funerale, abbiamo dato incarico alla Stimson & Co. di Kennington Road, e
l'inumazione sar alle otto di domani mattina. In tutto questo
c' qualcosa che non va, signor Holmes? Si sbagliato di grosso
e tanto vale che lo ammetta. Darei qualcosa per una fotografia
della sua faccia sbalordita quando ha alzato il coperchio aspettandosi di trovare Lady Frances Carfax e invece ha trovato solo
una povera vecchia novantenne.
L'espressione di Holmes era impassibile come sempre sotto il
sarcasmo del suo avversario, ma i pugni serrati tradivano la sua
profonda irritazione.
Frugher la sua casa da cima a fondo, disse.
Ah, davvero?, esclam Peters mentre dall'ingresso risuonarono una voce di donna e dei passi pesanti. Lo vedremo subito. Da questa parte, guardia, prego. Questi uomini si sono introdotti a forza in casa mia e non riesco a liberarmene. Mi aiuti a
buttarli fuori.
Un sergente e un poliziotto stavano sulla soglia. Holmes porse loro il suo biglietto da visita.
Ecco il mio nome e l'indirizzo. Questo il mio amico, il dottor Watson.
Certo signore, la conosciamo molto bene, disse il sergente,
ma non pu stare qui senza un mandato.
Naturalmente no, lo capisco benissimo.
Arrestatelo! , grid Peters.
Sappiamo dove rintracciare questo signore, se avremo biso-

gno di lui, rispose maestosamente il sergente, ma lei deve andarsene, signor Holmes.
Gi, Watson, dovremo andarcene.

Un momento dopo eravamo di nuovo per la strada. Holmes


era freddo come sempre ma io bruciavo di rabbia e di umiliazione. Il sergente ci aveva seguito.
Mi dispiace, signor Holmes, ma la legge.
Esatto, sergente, lei non poteva fare altrimenti.
Immagino che ci fossero dei buoni motivi per la vostra presenza l. Se posso fare qualcosa...
Si tratta di una signora scomparsa, sergente, e riteniamo che
si trovi in quella casa. Sto aspettando un mandato da un momento all'altro.
Allora, terr d'occhio quei due, signor Holmes. Se succede
qualcosa, la informer subito.
Erano solo le nove, e ci rimettemmo immediatamente sulla pista. Per prima cosa, andammo al Cronicario di Brixton dove
scoprimmo che effettivamente, qualche giorno prima, una coppia molto caritatevole aveva riconosciuto in una vecchia rimbecillita un'antica domestica e aveva ottenuto il permesso di portarla via con loro. Nessuno si meravigli nel sapere che era morta.
La nostra tappa successiva era il dottore. Era stato chiamato,
aveva trovato la vecchia moribonda per pura e semplice vecchiala, l'aveva attualmente vista morire e aveva debitamente firmato il certificato di decesso. Vi assicuro che era tutto assolutamente normale e non c'era possibilit di frode, disse. Non
aveva notato niente di sospetto in quella casa tranne il fatto che
era strano che persone di quella classe sociale non avessero domestici. E fu tutto quello che seppe dirci.
Alla fine, ci dirigenimo a Scotland Yard. C'erano state difficolt burocratiche per il mandato. Il ritardo era inevitabile. Non
si poteva avere la firma del magistrato prima dell'indomani
mattina. Se Holmes voleva passare verso le nove, sarebbe potuto poi andare con Lestrade per la perquisizione. Cos fin la giornata, salvo che verso mezzanotte il nostro amico sergente venne
a dirci che aveva visto delle luci brillare qua e l alle finestre di
quella casa, ma che nessuno era uscito o entrato. Non ci restava
che pazientare fino al mattino.
Holmes era troppo irritato per chiacchierare e troppo agitato
per dormire. Lo lasciai che fumava una sigaretta dopo l'altra,
con le sopracciglia aggrottate e le lunghe dita che tamburellavano sul bracciolo della poltrona esaminando ogni possibile soluzione del mistero. Molte volte, durante la notte, lo sentii aggi-

rarsi per casa. Alla fine, appena mi ebbe svegliato la mattina, si


precipit nella mia stanza. Era in veste da camera ma il suo viso
pallido, con gli occhi cerchiati, mi disse che aveva passato la
notte in bianco.
A che ora era il funerale? Alle otto, no? chiese ansiosamente. Bene, adesso sono le 7,20. Santo cielo, Watson, che ne stato del cervello che Dio mi ha dato? Svelto, amico, svelto! Si tratta di vita o di morte - cento a uno, di morte. Se arriveremo
troppo tardi non me lo perdoner mai, mai!
Dopo nemmeno cinque minuti eravamo in carrozza, percorrendo a tutta velocit Baker Street. Ma erano le 7,35 quando
passammo davanti a Big Ben e suonavano le otto mentre correvamo gi per Brixton Road. Per, erano in ritardo anche gli altri. Alle otto e dieci, il carro funebre era ancora davanti alla porta della casa e proprio mentre il nostro cavallo, con la schiuma
alla bocca, si fermava, la bara, portata da tre uomini, apparve
sulla soglia. Holmes si precipit a sbarrar loro la strada.
Riportatela dentro! , grid, spingendo indietro il primo dei
portatori con la mano. Riportatela subito dentro!
Che diavolo le salta in mente? Le chiedo ancora una volta,
dov' il suo mandato?, grid di rimando Peters, furibondo col
faccione rosso che spuntava dietro l'estremit della bara.
Il mandato sta arrivando. E fino a che non arriva questa bara rimane in casa.
Il tono autoritario di Holmes fece il suo effetto sui portatori.
Peters era improvvisamente scomparso all'interno e gli uomini

obbedirono al nuovo ordine. Svelto, Watson, svelto! Ecco un


cacciavite!, esclam mentre la bara veniva riappoggiata sulla
tavola. Eccone uno anche per lei, brav'uomo! Una sovrana se
togliete il coperchio in un minuto! Niente domande - al lavoro!
Bene! Un'altra! e un'altra ancora! Ora, spingete tutti insieme!
Cede! Cede! Ah, finalmente!
Unendo i nostri sforzi avevamo rimosso il coperchio. E dall'interno venne un fortissimo, stupefacente odore di cloroformio. Nella bara giaceva un corpo, col capo avvolto nell'ovatta
imbevuta di narcotico. Holmes lo tolse scoprendo il viso statuario di una donna di mezz'et, dai bei lineamenti spirituali. In un
attimo, col braccio l'aveva sollevata a sedere.
andata, Watson? C' ancora una scintilla di vita? Non mi
dica che siamo arrivati troppo tardi!
Per mezz'ora, sembr che cos fosse. Un po' per la mancanza
d'aria, un po' per i vapori di cloroformio, Lady Frances diede
l'impressione di essere ormai al di l di ogni speranza. Ma alla fine, con la respirazione artificiale, con iniezioni di etere, con

ogni mezzo che la scienza poteva suggerire, un lieve battito delle


palpebre, un tremolio di vita, una leggera opacit sullo specchio
ci dissero che stava lentamente tornando in vita. Intanto era arrivata una carrozza e Holmes aprendo le persiane guard fuori.
Ecco Lestrade col suo mandato, disse. Trover che gli uccellini sono scappati. E qui, aggiunse mentre passi pesanti e frettolosi risuonavano nell'ingresso, c' qualcuno che ha ben pi
diritto di noi di occuparsi della signora. Buon giorno, signor
Green, credo che prima riusciremo a portar via Lady Frances
meglio sar. Frattanto, il funerale pu continuare e quella povera vecchia ancora nella bara potr andare da sola al suo ultimo
riposo.
Se per caso vuole aggiungere questo caso ai suoi annali, mio
caro Watson, disse Holmes quella sera, sar un esempio di
quella temporanea eclisse alla quale anche la mente pi equilibrata pu essere soggetta. Sono errori comuni a tutti i mortali, e
lode a colui che sa riconoscerli e porvi rimedio. E almeno a questo piccolo credito penso di aver diritto. Per tutta la notte, ero
stato ossessionato dal pensiero che da qualche parte mi era arrivato un indizio, una frase strana, un'osservazione inconsueta
che non avevo preso nella dovuta considerazione. Poi improvvisamente, prima dell'alba, mi sono ricordato. Era l'osservazione della moglie dell'imprenditore di pompe funebri, quale me
l'aveva riferita Philip Green. La donna aveva detto, "Doveva
gi essere qui. C' voluto pi tempo perch era una cosa insolita". Parlava della bara. Che era insolita. Il che poteva solo dire
che era stata fatta su misure speciali. Ma perch? Perch? Poi,
in un lampo, mi tornarono alla mente le fiancate cos alte e quel
piccolo corpo rinsecchito sul fondo. Perch una bara cos grande per un cadavere cos piccolo? Per lasciare spazio a un altro
corpo. Le due donne sarebbero state seppellite con lo stesso certificato. Era tutto cos chiaro, se solo non mi si fosse appannata
la vista. Alle otto, Lady Frances sarebbe stata sepolta. La nostra
unica possibilit era di fermare la bara prima che uscisse dalla
casa.
Avevamo una possibilit su cento di trovarla ma quell'unica
possibilit esisteva, come hanno dimostrato i risultati. Per
quanto ne sapevo, quella gente non era mai arrivata all'omicidio. Potevano seppellirla senza che nessuno sapesse come era
morta e, anche in caso di esumazione, avrebbero potuto scamparla. Mi auguravo che si lasciassero guidare da questa considerazione. Ha visto quell'orribile tugurio in cima alle scale dove la
povera signora rimasta segregata per tanto tempo. Si precipitarono dentro, ebbero la meglio su di lei col cloroformio, la tra-

sportarono gi, versarono altro cloroformio nella bara per essere certi che non si risvegliasse, poi chiusero il coperchio. Un sistema furbo, Watson. Un sistema in cui fino a questo momento

non mi ero mai imbattuto. Se i nostri amici ex missionari sfuggiranno alle grinfie di Lestrade, mi aspetto di venire a conoscenza
di qualche altra loro brillante impresa, in futuro.
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L'avventura del piede del diavolo


Nelle mie occasionali cronache delle bizzarre esperienze e gli
interessanti ricordi che associo alla mia lunga e stretta amicizia
con Sherlock Holmes, ho sempre dovuto affrontare grosse difficolt a causa della sua avversione per ogni forma di notoriet.
Il suo spirito cupo e cinico aborriva l'applauso popolare e, alla
fine di un caso brillantemente risolto, nulla lo divertiva di pi
che attribuire la soluzione a qualche funzionario ufficiale, prestando orecchio divertito al coro generale di congratulazioni
mal riposte. Fu proprio questo atteggiamento da parte del mio
amico, e non certo la mancanza di materiale interessante, che in
questi ultimi anni mi ha indotto a limitare al massimo il numero
dei casi presentati al pubblico dei miei lettori. La mia partecipazione a qualcuna delle sue imprese sempre stata un privilegio
che comportava, da parte mia, discrezione e reticenza.
Fu dunque con notevole sorpresa che, marted scorso, ricevetti da Holmes un telegramma - non mandava mai una lettera
quando bastava un telegramma - il cui tenore era il seguente:
Perch non raccontare l'orribile avventura della Cornovaglia - il caso pi
strano che mi sia mai capitato.

Non ho idea di quale riesumazione mnemonica gli abbia riportato alla mente quel caso, o per quale capriccio desideri che
lo renda noto; comunque, prima che mi arrivi un telegramma di
contrordine, mi affretto a tirar fuori i miei appunti con i particolari esatti del caso che mi accingo a narrare ai miei lettori.
Fu, dunque, nella primavera del 1897 che il fisico di ferro di
Holmes cominci a dar segni di cedimento davanti al suo incessante, faticosissimo lavoro, aggravato, forse, da qualche occasionale stravizio. Nel marzo di quell'anno il dottor Moore Agar,
di Harley Street, il cui drammatico incontro con Holmes forse
racconter un giorno, gli ordin tassativamente di accantonare
tutti i casi e di prendersi un periodo di assoluto riposo se voleva
evitare un crollo nervoso. Le sue condizioni fisiche erano qualcosa
di cui non si interessava minimamente per via del suo totale di-

stacco mentale ma alla fine, in vista del pericolo di non poter essere pi in condizioni di lavorare, si convinse a concedersi un
cambiamento d'aria e di ambiente. Fu cos che, agli inizi di primavera di quell'anno, ci trovammo alloggiati in un piccolo cottage accanto a Poldhu Bay, all'estremit della penisola della
Cornovaglia.
Si trattava di una localit singolare, particolarmente adatta
all'umor nero del mio paziente. Dalle finestre del nostro piccolo
alloggio intonacato di bianco che sorgeva sulla sommit di un
promontorio erboso, l'occhio spaziava sull'intero, sinistro semicerchio di Mounts Bay, quell'antica trappola mortale per le
imbarcazioni, con i suoi bordi di scogliere nereggianti e le sue
barriere coralline spazzate dalle onde, che erano costate la vita a
tanti e tanti marinai. Quando spira il leggero vento del Nord, la
baia si stende riparata e tranquilla, quasi a invitare la nave sbattuta dalle tempeste a cercare in essa riposo e protezione.
Poi d'improvviso, il vento gira, arriva la raffica burrascosa
da sud-ovest, l'ancora galleggiante, la costa sottovento, l'ultima battaglia contro i cavalloni che precipitano schiumeggianti. Il marinaio accorto si tiene alla larga da quel luogo funesto.
A terra, il panorama era altrettanto cupo. Una distesa di bru-

ghiere ondulate, solitarie, di un color bruno grigiastro dove qua


e l un campanile indica il luogo dove sorge un antico villaggio.
Dovunque su quelle brughiere si ritrovavano tracce di qualche
popolo oramai totalmente scomparso che aveva lasciato come
unico segno della propria lontana esistenza degli strani monumenti di pietra, cumuli irregolari che contenevano le ceneri arse
dei morti, e curiosi terrapieni di fortificazione che parlavano di
combattimenti preistorici. Il fascino misterioso di quel luogo,
con la sua sinistra atmosfera di esseri e comunit oramai cadute
nell'oblio, sollecitavano la fantasia del mio amico che trascorreva molto tempo in lunghe passeggiate e solitarie meditazioni sulla brughiera. Anche l'antico idioma della Cornovaglia aveva attirato la sua attenzione e ricordo di avergli sentito formulare l'ipotesi che fosse simile al Caldeo e derivato, in gran parte, dalla
lingua dei commercianti fenici. Si era fatto mandare dei testi di
filologia e si accingeva a sviluppare quella sua tesi quando improvvisamente, con mio grande dispiacere e con sua estrema
gioia ci trovammo, anche in quella terra di sogni, immersi fino
al collo in un problema che ci riguardava da vicino; un problema
pi cupo, pi coinvolgente e infinitamente pi misterioso di
ogni altro problema che ci aveva spinto ad allontanarci da Londra. La nostra vita semplice, la nostra tranquilla e sana routine

fu improvvisamente sconvolta, precipitandoci in una serie di


eventi la cui eco risuon non solo in Cornovaglia ma in tutta
l'Inghilterra occidentale. Molti dei miei lettori ricorderanno
forse quello che allora fu definito l'orrore della Cornovaglia,
anche se la stampa londinese ne ricevette un resoconto molto approssimativo. Oggi, dopo tredici anni, render pubblici gli
aspetti autentici di quell'incredibile vicenda.
Ho gi detto che sporadici campanili segnavano i villaggi
sparsi in questa zona della Cornovaglia. Il pi vicino di questi
villaggi era Tredannick Wollas dove i cottage di un centinaio di
abitanti si stringevano intorno all'antica chiesetta ricoperta di
licheni. Il vicario, il signor Roundhay, era una specie di archeologo e fu cos che Holmes ne fece la conoscenza. Era un uomo di
mezz'et, affabile e corpulento, buon conoscitore delle tradizioni locali. Ci aveva invitato a prendere un t in canonica e, in~
quell' occasione, facemmo la conoscenza anche del signor Mortimer Tregennis, un gentiluomo benestante che arrotondava gli
scarsi fondi del religioso occupando un alloggio in quel vasto e
labirintico edificio. Il vicario, scapolo, era stato ben lieto di stipulare quell'accordo pur avendo ben poco in comune col suo inquilino, un uomo magro, scuro, occhialuto e curvo al punto da
dare l'impressione di essere fisicamente deforme. Ricordo che
durante la nostra breve visita il vicario si mostr loquace e discorsivo mentre Tregennis rimase stranamente reticente; un individuo introverso, dal viso triste, che se ne stava seduto guardando altrove, apparentemente pensando ai fatti suoi.
Questi erano i due uomini che fecero irruzione nel nostro minuscolo soggiorno quel marted, 16 marzo, poco dopo l'ora di
colazione mentre Holmes ed io stavamo seduti a fumare preparandoci alla nostra quotidiana passeggiata sulla brughiera.
Signor Holmes, disse il vicario con voce agitata, durante
la notte successo qualcosa di straordinario e di tragico. Una
cosa inaudita. davvero un dono speciale della Provvidenza il
fatto che lei, per combinazione, si trovi qui dato che, in tutta
l'Inghilterra, proprio lei la persona di cui abbiamo bisogno.
Gli lanciai un'occhiata non proprio amichevole; ma Holmes,
togliendosi di bocca la pipa, si rizz a sedere come un vecchio segugio al suono del corno da caccia. Accenn al divano e il nostro
tremebondo visitatore, col suo compagno, anche lui agitato, si
accomodarono, fianco a fianco. Il signor Mortimer Tregennis si
controllava meglio del vicario, ma i movimenti convulsi delle
mani sottili e la luce che ardeva nei suoi occhi scuri dimostravano come ne condividesse le emozioni.
Parlo io o parla lei?, chiese al vicario.

Be', dal momento che stato lei a fare la scoperta, di qualsiasi cosa si tratti, e ne ha informato poi il signor vicario, sar
meglio che parli lei, disse Holmes.
Diedi un'occhiata al religioso, che appariva essersi vestito in
fretta e furia, e al suo inquilino, abbigliato invece di tutto punto, al suo fianco e sorrisi fra me e me alla sorpresa che si dipinse
sui loro volti per la semplice deduzione di Holmes.
Forse sar meglio che io dica prima due parole, intervenne
il prete, poi giudicher lei se vorr conoscere tutti i dettagli dalla bocca del signor Tregennis o se non sar meglio recarci subito
sulla scena di questo misterioso affare. Vorrei spiegarle, dunque, che il nostro amico qui presente ieri ha trascorso la serata in
compagnia dei suoi due fratelli, Owen e George, e di sua sorella
Brenda, nella loro casa di Tredannick Wartha, che sorge vicino
alla vecchia croce di pietra sulla brughiera. Li ha lasciati poco
dopo le dieci di sera che giocavano a carte seduti al tavolo da
pranzo, in perfetta salute e di ottimo umore. Questa mattina,
dato che ha l'abitudine di alzarsi molto presto, si avviato da
quella parte prima di colazione ed stato raggiunto dalla carrozza del dottor Richards il quale gli ha spiegato che era stato mandato a chiamare con urgenza da Tredannick Wartha. Naturalmente, il signor Tregennis and con lui. Arrivati a Tredannick
Wartha, si trov davanti agli occhi un quadro incredibile. I due
fratelli e la sorella erano seduti ancora intorno al tavolo, esattamente come li aveva lasciati, con le carte ancora davanti e le candele consumate fino al bocciolo. La sorella, morta stecchita, era
appoggiata allo schienale della seggiola mentre i due fratelli le
sedevano a fianco, ridendo, gridando e cantando, completamente impazziti. Sul volto di tutti e tre, la sorella morta e i due
uomini in preda alla follia, era dipinta un'espressione di orrore
- di un terrore sconvolgente, orribile a vedersi. Nella casa, non
c'era traccia della presenza di altre persone all'infuori della signora Porter, l'anziana cuoca e governante, la quale dichiar di
aver dormito profondamente e di non aver sentito alcun rumore
durante la notte. Nulla era stato rubato o spostato e non c' assolutamente alcuna spiegazione di quale orribile cosa possa aver
fatto morire di spavento una donna e fatto uscir di senno due
uomini vigorosi. Questa, in due parole, la situazione, signor
Holmes e se lei pu aiutarci a chiarirla avr davvero compiuto
una grossa impresa.
Avevo sperato in un modo o nell'altro di riuscire a indurre il
mio amico a restarsene in quella tranquillit che aveva costituito
lo scopo del nostro viaggio; ma bast un'occhiata al suo volto
incupito e alle sopracciglia aggrottate per farmi capire quanto la

mia speranza fosse vana. Rimase per un po' in silenzio, assorbito in quello strano dramma che aveva sconvolto la nostra
quiete.
Mi occuper di questa faccenda, disse alla fine. A prima
vista, sembra che si tratti di un caso veramente eccezionale. Lei
stato l personalmente, signor Roundhay?
No, signor Holmes. Il signor Tregennis tornato alla canonica a raccontarmi tutto e l'ho subito esortato a consultare lei.
A che distanza si trova la casa dove si verificata questa singolare tragedia?
A circa un miglio, nell'entroterra.
Allora, ci faremo una passeggiata insieme. Ma prima di avviarci, devo farle qualche domanda, signor Tregennis.
Tregennis era rimasto in silenzio tutto il tempo ma avevo notato che la sua agitazione, bench controllata, era anche pi intensa della palese emozione del religioso. Sedeva col viso pallido
e tirato, fissando ansiosamente Holmes, con le mani sottili strettamente intrecciate. Le labbra esangui gli tremavano ascoltando
il resoconto di quell'orribile esperienza che si era abbattuta sulla
sua famiglia e gli occhi scuri sembravano rispecchiare l'orrore di
quella scena.
Chieda pure quello che vuole, signor Holmes, disse prontamente. terribile parlarne, ma le risponder la verit.

Mi racconti di ieri sera.


Bene, signor Holmes, ho cenato da loro, come le ha detto il
vicario, e dopo mio fratello George ha proposto una mano di
whist. Ci siamo messi a giocare verso le nove. Alle dieci e un
quarto mi sono alzato per andarmene. Li ho lasciati tutti intorno al tavolo, di eccellente umore.
Chi l'ha accompagnata alla porta?
La signora Porter era andata a dormire, quindi sono uscito
da solo. Chiudendomi il portone alle spalle. La finestra della
stanza in cui erano i miei fratelli era chiusa, ma le persiane non
erano abbassate. Questa mattina, porta e finestra erano come le
avevo lasciate e niente faceva supporre che uno sconosciuto fosse entrato in casa. Eppure, loro erano l, impazziti dal terrore,
con Brenda morta di paura, il capo reclinato sul bracciolo della
sedia. Non dimenticher mai quella scena finch avr vita.
Senza dubbio i fatti, come lei me li racconta, sono straordinari, disse Holmes. Immagino che lei non abbia nessuna teoria circa l'accaduto?
qualcosa di diabolico, signor Holmes! Diabolico!, esclam il signor Tregennis. Una cosa dell'altro mondo. In quella

stanza penetrata qualcosa che ha sconvolto la loro mente.


Quale agente umano avrebbe potuto farlo?
Temo, disse Holmes, che se si tratta di una faccenda che
trascende l'umano, trascende anche le mie facolt. Prima di ripiegare su una teoria del genere, dobbiamo scartare tutte le spiegazioni naturali. In quanto a lei, signor Tregennis, mi sembra di
capire che, in qualche modo, lei era diviso dalla sua famiglia,
dal momento che i suoi fratelli vivevano insieme e lei aveva un
alloggio separato?
cos, signor Holmes, anche se si tratta di una storia vecchia
e sepolta. La nostra famiglia aveva delle miniere di stagno a Redruth ma vendemmo l'impresa a una societ e ci ritirammo con
abbastanza da vivere. Non posso negare che ci furono dei disaccordi circa la divisione del denaro e, per un po', la cosa ci estrani ma poi dimenticammo tutto, ed eravamo tornati ottimi amici.
Ripensando alla sera che ha trascorso con loro, le viene in
mente nulla che potrebbe gettare una qualche possibile luce su
questa tragedia? Rifletta bene, signor Tregennis, se c' qualche
indizio che potrebbe aiutarmi.
Non c' assolutamente nulla, signore.
I suoi fratelli erano dell'umore solito?
Mai stati meglio.
Erano nervosi? Hanno mai mostrato di temere un eventuale
pericolo?
Niente del genere.
Allora, non ha altro da aggiungere per aiutarmi.
Mortimer Tregennis rimase a riflettere per un momento.
Una cosa mi viene in mente, disse alla fine. Quando eravamo seduti intorno al tavolo io davo le spalle alla finestra e mio
fratello George, mio compagno di partita, era di fronte a me.
Una volta l'ho visto guardare attentamente oltre le mie spalle e
mi sono girato per guardare anche io. La persiana era alzata e la
finestra chiusa ma riuscivo appena a scorgere i cespugli sul prato
e, per un momento, ebbi l'impressione che qualcosa si muovesse
fra le foglie. Non saprei dire se uomo o animale; pensai solamente che c'era qualcosa. Quando gli chiesi cosa stesse guardando, mi disse che aveva avuto anche lui la stessa impressione.
Questo tutto quello che posso dirle.
Non siete usciti a vedere?
No; non abbiamo dato peso alla cosa.
Lei, dunque, se n' andato senza alcuna premonizione di
quanto poi accaduto?
Assolutamente.

Non mi chiaro come abbia fatto a venirlo a sapere cos pre-

sto questa mattina.


Sono molto mattiniero e, in genere, faccio una passeggiata
prima di colazione. Stamattina mi ero appena avviato che mi
passata accanto la carrozza del dottore. Mi disse che la signora
Porter gli aveva mandato un ragazzo con un messaggio urgente.
Saltai in carrozza con lui e proseguimmo la strada insieme. Arrivati l, guardammo in quella terribile stanza. Candele e caminetto dovevano essersi spenti da molte ore, e loro erano rimasti
seduti l, al buio, fino all'alba. Il dottore ha detto che Brenda era
morta da almeno sei ore. Non c'erano segni di violenza. Era
semplicemente riversa sul bracciolo con quell'espressione dipinta in viso. George e Owen cantavano brani di canzoni farfugliando come due scimmioni. Oh, uno spettacolo orribile! Non
riuscivo a sopportarlo, e il dottore era bianco come un panno lavato. Anzi, addirittura piombato su una sedia, mezzo svenuto
e c' mancato poco che dovessimo prenderci cura anche di lui.
Straordinario - assolutamente straordinario! disse Holmes alzandosi e prendendo il cappello. Credo che forse faremmo meglio a recarci senza indugio a Tredannick Wartha. Confesso che raramente mi capitato un caso che, a prima vista,
presentasse un problema cos insolito.
La nostra attivit di quella prima mattina non ci fece progredire molto nelle indagini. Fin dall'inizio, per, si verific un incidente che mi lasci un'impressione molto funesta. La strada
per raggiungere il luogo dove si era svolta la tragedia era un viottolo di campagna, stretto e tortuoso. Mentre lo percorrevamo
sentimmo il rumore di una carrozza che veniva verso di noi e ci
scansammo per lasciarla passare. Mentre ci sfrecciava davanti,
attraverso il finestrino chiuso intravidi una faccia orribilmente
contorta e ghignante che ci fissava. Quegli occhi sbarrati e quei
denti digrignanti ci passarono davanti come un'orribile visione.
I miei fratelli!, grid Mortimer Tregennis, sbiancando in
viso. Li stanno portando a Helston.
Guardammo inorriditi la carrozza che si allontanava traballando. Poi ci dirigemmo verso quella sinistra casa in cui un destino cos insolito li aveva colpiti.
Era un edificio ampio e luminoso, una villa pi che un cottage, con un gran giardino che, nell'aria della Cornovaglia, gi si
stava riempiendo di fiori. Su questo giardino dava la finestra del
salotto e da qui, secondo Mortimer Tregennis, doveva essere
uscita quella cosa malvagia e tanto orribile da sconvolgere in un
minuto le loro menti. Holmes si aggir pensieroso e a passo len-

to fra le aiuole e lungo il sentiero prima che entrassimo nel porticato. Era cos immerso nei suoi pensieri, ricordo, che inciamp
nell'innaffiatoio rovesciandolo e inondando i nostri piedi e il
sentiero. In casa, fummo accolti dall'anziana governante, la signora Porter che, con l'aiuto di una ragazza, si occupava della
famiglia. Rispose prontamente a tutte le domande di Holmes.
Quella notte non aveva sentito niente. Recentemente, i suoi datori di lavoro erano stati di eccellente umore, e non li aveva mai
visti pi allegri e felici. Era svenuta per l'orrore entrando in
quella stanza la mattina e vedendo quel terrificante gruppetto
intorno al tavolo. Appena si era ripresa, aveva spalancato la finestra per far entrare l'aria ed era corsa verso il sentiero da dove
aveva mandato un giovane contadino a chiamare il medico. La
signora era sul suo letto al piano superiore, se volevamo vederla.
C'erano voluti quattro uomini robusti per caricare i due fratelli
sulla carrozza della casa di ricovero. In quanto a lei, non sarebbe rimasta un giorno di pi in quella casa e il pomeriggio stesso
partiva per raggiungere la sua famiglia a St. Ives.
Salimmo le scale per vedere la salma. Brenda Tregennis era
stata una gran bella ragazza, anche se oramai si avvicinava alla
mezz'et. Il suo viso scuro e cesellato era bello anche nella morte, ma su di esso ancora indugiava una traccia di quell'orrore
sconvolgente che era stato la sua ultima emozione umana. Dalla
camera da letto scendemmo nel salotto, dove era avvenuta la

tragedia. Sulla griglia del camino c'erano ancora le ceneri della


sera prima; sul tavolo, le quattro candele consumate e sgocciolate e le carte da gioco sparse sul ripiano. Le seggiole erano state
spostate contro il muro ma, per il resto, tutto era rimasto come
la sera precedente. Holmes si aggirava per la stanza a passi rapidi e leggeri, si sedette sulle varie seggiole, tirandole avanti per rimetterle nella posizione in cui erano la sera. Controll quanta
parte del giardino si vedeva; ispezion pavimento, soffitto e caminetto; ma nemmeno una volta scorsi quell'improvvisa luce
nello sguardo, quel serrare di labbra da cui avrei capito che aveva scorto un barlume di luce in quella fitta tenebra.
Perch il caminetto acceso?, domand a un certo punto.
Accendevano sempre il fuoco in questa stanzetta in una serata
di primavera?
Mortimer Tregennis spieg che si era trattato di una serata
fredda e umida. Per quel motivo era stato acceso il fuoco dopo il
suo arrivo. E ora che intende fare, signor Holmes?, chiese.
Il mio amico sorrise posandomi la mano sul braccio. Credo,
Watson, che ricomincer con la mia abitudine di avvelenarmi
col tabacco che lei ha tanto spesso e tanto giustamente condan-

nato, rispose. Col vostro permesso, signori, ora ce ne torneremo a casa visto che qui non credo che troveremo altro di nuovo. Rifletter su questa faccenda, signor Tregennis, e, se mi venisse in mente qualcosa, mi metter subito in contatto con lei e
con il vicario. Frattanto, auguro ad entrambi una buona giornata.
Solo molto tempo dopo che eravamo di nuovo a Poldhu Cottage Holmes ruppe quel suo completo e assorto silenzio. Se ne
stava raggomitolato in poltrona, con il viso ascetico e smunto
praticamente nascosto da una nuvola di fumo azzurrognolo,
con le sopracciglia aggrottate, la fronte corrugata, lo sguardo
perso nel vuoto; alla fine, pos la pipa alzandosi di scatto.
Cos non va, Watson!, esclam ridendo. Andiamo a fare
una passeggiata sulla scogliera a cercare punte di freccia. Sar
pi facile trovare quelle che non la soluzione al nostro problema. Far funzionare il cervello senza materiale sufficiente come
imballare un motore. Va in pezzi. Aria di mare, sole e pazienza,
Watson - tutto il resto verr da s.
Ora, vediamo di definire con calma la nostra posizione,
Watson, continu mentre costeggiavamo insieme la scogliera.
Vediamo di sviscerare quel poco che abbiamo cos che, quando
succeder qualcosa di nuovo, potremo inserire i fatti al posto
giusto. In primo luogo, suppongo che nessuno di noi sia disposto ad ammettere un'intrusione diabolica nelle faccende umane.
Cominciamo con lo scartare subito quest'idea. Benissimo. Ci rimangono tre persone dolorosamente colpite da un agente umano conscio o inconscio. Fin qui, andiamo sul sicuro. Ora, quando successo questo? Evidentemente, se quanto ci hanno raccontato vero, subito dopo che il signor Tregennis era uscito
dalla stanza. Questo un punto molto importante. Diciamo,
dopo pochi minuti. Le carte erano ancora sul tavolo. Era gi
passata l'ora in cui abitualmente andavano a dormire. Eppure,
non avevano cambiato posizione, n spinto indietro le sedie. Ripeto quindi che tutto dev'essere successo subito dopo che se n'era andato, e non pi tardi delle undici di sera.
Il passo successivo evidentemente quello di controllare, per
quanto possibile, i movimenti di Mortimer Tregennis dopo che
ha lasciato la stanza. In questo non c' niente di difficile e sembrano al disopra di ogni sospetto. Conoscendo, come lei conosce, i miei metodi si reso senza dubbio conto che sono ricorso
all'espediente piuttosto goffo dell'innaffiatoio per avere un'impronta pi nitida delle sue scarpe di quanto, altrimenti, avrei
potuto. Sul sentiero umido e sabbioso l'impronta si fissata
perfettamente. Anche la notte precedente era umida, come ri-

corder, e - una volta ottenuta l'impronta campione - non

stato difficile distinguere le sue tracce fra le altre e seguire i suoi


movimenti. Sembra che si sia avviato a passo svelto in direzione
della canonica.
Se, dunque, Mortimer Tregennis esce di scena, eppure qualche estraneo colp i giocatori di carte, come possiamo ricostruire
quella persona e in quale modo sono stati terrorizzati fino a quel
punto? Possiamo eliminare la signora Porter. del tutto innocua. Esiste qualche prova che un intruso sia arrivato furtivamente fino alla finestra sul giardino e, in qualche modo, abbia
prodotto un effetto cos terrificante da far uscire di senno coloro che lo videro? L'unico suggerimento in questo senso ci viene
dallo stesso Tregennis il quale dice che suo fratello parl di un
movimento nel giardino. Questo certamente molto strano,
poich era una serata piovosa, nuvolosa e scura. Chiunque avesse l'intenzione di allarmare quelle persone avrebbe dovuto necessariamente appoggiare la faccia contro il vetro della finestra
perch lo vedessero. Fuori da quella finestra c' una larga aiuola, ma nessuna impronta. Difficile dunque immaginare come un
estraneo avrebbe potuto produrre un effetto cos terrificante su
quelle persone, n abbiamo scoperto un possibile motivo per un
tentativo cos bizzarro ed elaborato. Capisce le nostre difficolt, Watson?
Sono fin troppo chiare, risposi con convinzione.
Eppure, se avessimo qualche altro elemento, potremmo dimostrare che non sono difficolt insormontabili, riprese Holmes. Credo che nel suo ricco archivio, Watson, lei riuscirebbe
a trovare dei casi altrettanto oscuri. Per il momento accantoniamo l'intera faccenda in attesa di dati pi precisi e dedichiamo il
resto della mattinata alla ricerca dell'uomo neolitico.
Pu darsi che io abbia gi parlato della facolt che aveva il
mio amico di isolare a comando la sua mente ma non ne rimasi
mai tanto sorpreso quanto nella mattina di primavera in Cornovaglia quando, per due ore, parl di Celti, di punte di freccia, di
frammenti di coccio come se non esistesse un mistero sinistro in
attesa di soluzione. Solo rientrando nel pomeriggio al nostro
cottage, dove ci attendeva un visitatore, la nostra mente torn al
problema di cui ci stavamo occupando. Quel visitatore non aveva bisogno di presentazione. Il corpo massiccio, il viso segnato e
scavato, gli occhi lampeggianti, il naso aquilino, la capigliatura
brizzolata che quasi sfiorava il soffitto della stanza, la barba,
bianca attorno alla bocca, tranne che per le macchie di nicotina
lasciate dal sigaro che teneva perennemente fra le labbra, che si
faceva bionda all'estremit - tratti famosi a Londra come in

Africa, caratteristici della formidabile personalit del dottor


Leon Sterndale, il grande cacciatore ed esploratore.
Avevamo saputo che si trovava da quelle parti e un paio di
volte avevamo intravisto la sua alta figura sui sentieri della brughiera. Egli per non aveva fatto nulla per conoscerci, n ci saremmo sognati di prendere noi l'iniziativa dato che tutti sapevano del suo amore per la solitudine, che lo aveva spinto a trascorrere la maggior parte delle pause fra un viaggio e l'altro in un
piccolo bungalow nascosto nella foresta di Beauchamp Arriance. L, fra i suoi libri e le sue mappe, viveva totalmente isolato,
provvedendo alle sue limitate necessit e apparentemente disinteressandosi delle faccende dei suoi vicini. Rimasi quindi assai
sorpreso nel sentirlo chiedere ansiosamente a Holmes se aveva
fatto progressi nella ricostruzione di quel misterioso incidente.
La polizia locale non sa dove battere la testa, disse, ma forse
la sua pi vasta esperienza le ha suggerito una qualche verosimile spiegazione. L'unico motivo per cui mi permetto di sollecitare
la sua confidenza che, durante i molti periodi nei quali ho vissuto qui, sono arrivato a conoscere molto bene la famiglia Tregennis - anzi, potrei addirittura definirli cugini per parte di mia
madre, anche lei nata in Cornovaglia - e la loro incredibile sorte mi ha lasciato molto scosso. Immagini che ero gi arrivato a
Plymouth, diretto ancora una volta in Africa ma, quando mi
hanno riferito la notizia, questa mattina, sono tornato subito

indietro per aiutare nelle indagini.


Holmes inarc le sopracciglia.
Tornando indietro ha perduto il piroscafo?
Prender il successivo.
Santo cielo! Questa davvero quella che si chiama amicizia!
Le ho detto che eravamo parenti.
Gi - cugini di sua madre. Il suo bagaglio rimasto a bordo?
In parte, ma il grosso ancora in albergo.
Capisco. Ma certo la tragedia non pu essere stata riportata
dai giornali del mattino di Plymouth.
No, signore; ho ricevuto un telegramma.
Posso chiederle da chi?
Un'ombra oscur il volto scarno dell'esploratore.
Lei fa molte domande, signor Holmes.
il mio mestiere.
Con uno certo sforzo, il dottor Sterndale riprese il controllo
di se stesso.
Non ho difficolt a dirglielo, rispose. stato il signor

Roundhay, il vicario, a mandarmi il telegramma che mi ha fatto


tornare indietro.
La ringrazio, disse Holmes. In risposta alla sua prima domanda posso dirle che ancora non ho un'idea molto chiara di
questo caso ma che ho buone speranze di arrivare a una soluzione. Sarebbe prematuro aggiungere altro.
Potrebbe almeno dirmi se i suoi sospetti puntano verso una
direzione precisa?
No, a questo non posso rispondere.
Allora ho sprecato il mio tempo e non occorre prolungare
questa visita. Il famoso dottore usc dal cottage di pessimo
umore, e dopo cinque minuti Holmes gli era alle calcagna. Non
lo rividi fino alla sera, quando rientr a passo lento, con aria
molto stanca e con una faccia che mi fece capire come non avesse compiuto un solo passo avanti nella sua investigazione. Diede
un'occhiata distratta a un telegramma che era arrivato per lui, e
lo gett nel caminetto.
Dall'hotel di Plymouth, Watson, mi disse. Ne ho avuto il
nome dal vicario e ho telegrafato per controllare il racconto del
dottor Sterndale. Sembra che effettivamente abbia pernottato l
e che abbia realmente mandato del bagaglio in Africa mentre lui
rientrava per essere presente alle indagini. Che ne pensa, Watson?
Che la cosa gli interessa molto.
Gi - gli interessa molto. Questo un filo che non abbiamo
ancora afferrato e che potrebbe aiutarci a sbrogliare la matassa.
Coraggio, Watson, sono sicurissimo che troveremo altri indizi.
E allora, avremo la soluzione a portata di mano.
Non immaginavo certo che le parole di Holmes si sarebbero
realizzate cos presto, n quanto sinistro e strano sarebbe stato il
nuovo sviluppo che ci apriva una linea di indagine completamente nuova. La mattina, stavo accanto alla finestra facendomi
la barba quando sentii uno scalpitare di zoccoli e, guardando
fuori, vidi un calessino che arrivava a tutta velocit. Si ferm alla nostra porta e ne scese il nostro amico vicario che si precipit
lungo il sentiero del giardino. Holmes era gi vestito e scendemmo rapidamente per accoglierlo.
Il nostro visitatore era cos agitato che quasi non riusciva a
spiccicare parola ma alla fine, a pezzi e bocconi, gli usc di bocca
la tragica storia.
C' il demonio fra noi, signor Holmes! Nella mia povera
parrocchia c' il demonio! esclam. Satana in persona si
scatenato fra noi! Siamo in suo potere! Nella sua agitazione
saltellava qua e l, e sarebbe apparso ridicolo se non fosse stato

per il suo pallore cadaverico e gli occhi sbarrati. Alla fine, tir

fuori la sua terribile notizia.


Il signor Mortimer Tregennis deceduto durante la notte, e
esattamente con gli stessi sintomi del resto della sua famiglia.
Holmes balz in piedi, scattando, pronto all'azione.
Possiamo entrarci tutti nel suo calessino?
Certamente.
Allora, Watson, faremo colazione pi tardi. Signor Roundhay, siamo a sua completa disposizione. Presto, presto prima
che qualcuno sposti le cose da come stanno.
L'alloggio di Tregennis consisteva in due stanze nella canonica, due stanze d'angolo separate, una sull'altra. Al piano inferiore, un ampio salotto; al piano superiore, la camera da letto.
Entrambe davano su un campo da croquet che arrivava sotto le
finestre. Eravamo arrivati prima del dottore e della polizia cos
che tutto era rimasto esattamente come stava. Consentitemi di
descrivervi la scena quale essa ci apparve in quella nebbiosa
mattina di marzo. Mi ha lasciato un'impressione che non dimenticher mai.
La stanza dava la sensazione di un'atmosfera terribilmente
soffocante e deprimente. La domestica che era entrata per prima aveva alzato il vetro della finestra, o sarebbe stata ancor pi
intollerabile. Forse perch sul tavolo al centro della stanza c'era
una lampada fumigante in procinto di spegnersi. Accanto al tavolo, sedeva il morto, reclinato all'indietro sulla sedia, col viso
rivolto verso l'alto, gli occhiali spinti sulla fronte e il volto scarno e magro girato verso la finestra distorto nella stessa espressione di terrore che presentavano i lineamenti della sorella morta. Le membra e le dita contratte come se fosse morto in un parossismo di paura. Era vestito di tutto punto anche se evidentemente si era vestito in gran fretta. Sapevamo gi che aveva dormito nel suo letto e che aveva incontrato la sua tragica fine nelle
prime ore del mattino.
La bruciante energia che si nascondeva sotto l'aspetto flemmatico di Holmes trapelava chiaramente dal subitaneo cambiamento sopravvenuto in lui nel momento stesso in cui mise piede
nell'appartamento. In un attimo, si fece teso e vigile, gli occhi
brillanti, il viso deciso, tutto il corpo vibrante di attivit. Usc
sul prato, rientr dalla finestra, gir per la stanza, sal nella camera da letto, sembrava proprio un segugio focoso che cercasse
di stanare la preda. Perquis rapidamente la camera da letto e fin per spalancare la finestra; cosa che sembr acuire la sua eccitazione perch si sporse a guardar fuori con una violenta esclamazione di interesse e trionfo. Poi corse gi per le scale, usc dal-

la finestra aperta, si gett bocconi sul prato, rientr con un salto


nella stanza, sempre con l'energia di un cane da caccia a un passo dalla selvaggina. Esamin con estrema attenzione la lampada, che era del tipo pi comune, misurandone il paralume. Osserv con la lente il rivestimento della cappa del camino grattando via un po' della cenere appiccicata sulla superficie che poi mise in una busta che si ficc in tasca. Alla fine, proprio mentre
stavano arrivando il dottore e la polizia, fece cenno al vicario e
tutti e tre uscimmo sul prato.
Sono lieto di dirvi che la mia indagine non stata del tutto
infruttuosa, osserv. Non posso trattenermi per discuterne
con la polizia ma le sarei gratissimo, signor Roundhay, se volesse porgere i miei rispetti all'ispettore attirando la sua attenzione
sulla finestra della stanza da letto e sulla lampada in salotto. Sono due elementi molto suggestivi e, presi insieme, direi quasi
conclusivi. Se la polizia vuole altre informazioni, sar lietissimo
di vedere chiunque di loro al cottage. Watson, credo che adesso
saremo pi utili altrove.
Pu darsi che la polizia fosse seccata per l'ingerenza di un dilettante, o che pensasse di essere gi su una buona strada; fatto
sta che, nei due giorni successivi, non avemmo loro notizie. In
quei due giorni, Holmes pass parte del suo tempo a fumare e a
elucubrare dentro casa; ma soprattutto a fare lunghe passeggiate solitarie dalle quali rientrava dopo molte ore senza dirmi dove

era stato. Uno dei suoi esperimenti mi fece intuire quale fosse la
sua linea d'indagine. Aveva acquistato una lampada esattamente uguale a quella che era accesa nella stanza di Mortimer Tregennis la mattina della tragedia. La riemp con lo stesso olio che
si usava in canonica, e prese attentamente nota del tempo che
occorreva prima che si spegnesse. Un altro suo esperimento fu
di natura molto pi spiacevole e non mi sar facile dimenticarlo.
Ricorder, Watson, mi disse un pomeriggio, che c' un
unico elemento comune nei vari rapporti che ci sono arrivati.
Vale a dire l'effetto che l'atmosfera della stanza ha avuto in ciascuno dei casi su coloro che vi sono entrati per primi. Ricorder
che Mortimer Tregennis, descrivendo la sua ultima visita a casa
del fratello, ci disse che il dottore, entrando, cadde sulla sedia?
L'aveva dimenticato? Be', posso garantirle che era cos. E forse
ricorder anche che la signora Porter, la governante, ci disse di
essere svenuta entrando nella stanza e di avere poi spalancato la
finestra. Nel secondo caso - quello dello stesso Tregennis non pu aver dimenticato quell'orribile atmosfera soffocante
della stanza al nostro arrivo, anche se la domestica aveva aperto
la finestra. Sono poi venuto a sapere che quella stessa domestica

si era sentita cos male da andarsene a letto. Ammetter, Watson, che sono fatti molto suggestivi. In ciascuno dei due casi ci
troviamo di fronte a un'aria avvelenata. E in ciascuno dei due
casi troviamo che nella stanza c' una fiamma - in uno, quella
del caminetto; nell'altro, quella della lampada. Il caminetto era
necessario, ma la lampada - come dimostra il confronto nel
consumo dell'olio - venne accesa quando era gi giorno fatto.
Perch? Senza dubbio, perch esiste un nesso fra le tre cose - la
fiamma che brucia, l'aria soffocante e, infine, la follia o la morte di quei poveretti. Questo chiaro, no?
Sembrerebbe di s.
Diciamo che, se non altro, un'ipotesi accettabile. Supponiamo allora che, ogni volta, sia stata bruciata qualcosa che
produceva uno strano effetto tossico nell'aria. Benissimo. Nel
primo caso - quello della famiglia Tregennis - questa sostanza stata messa nel caminetto. La finestra era chiusa ma parte
del fumo sarebbe andato su per la cappa. Ci si aspetterebbe
quindi che gli effetti della sostanza tossica fossero meno forti
che nel secondo caso, dove il fumo non aveva una via d'uscita. E
i fatti sembrano confermarlo dato che, nel primo caso, solo la
donna, il cui organismo era presumibilmente pi delicato, rimasta uccisa mentre gli altri danno segni di temporanea o permanente follia, che evidentemente l'effetto primario della droga. Nel secondo caso, il risultato stato definitivo. I fatti quindi
sembrano confermare la teoria di un veleno sprigionato mediante combustione.
Seguendo questo ragionamento ho naturalmente esaminato
la camera di Tregennis in cerca di qualche traccia di questa sostanza. Il posto pi ovvio era il paralume della lampada dove infatti ho notato delle scaglie di cenere e, agli orli, della polvere
brunastra non ancora consumata. Come ha visto, ne ho preso
met e l'ho messa in una busta.
Perch solo met?
Mio caro Watson, non sono tipo da ostacolare le forze di polizia. Ho lasciato a loro disposizione tutte le prove che ho trovato. Il veleno era ancora l, se erano abbastanza intelligenti da
trovarlo. Ora, Watson, accendiamo la nostra lampada; ma prima, apriamo per precauzione la finestra, onde evitare il prematuro decesso di due stimati membri della societ; e lei si sieda in
poltrona accanto alla finestra aperta a meno che abbia il buon
senso di non prendere parte all'esperimento. Ah, vuole assistere, eh? Lo sapevo. Metter questa sedia di fronte alla sua cos
che ci troveremo faccia a faccia ed equidistanti dal veleno. Lasciamo la porta socchiusa. Ora, ciascuno di noi vede in faccia

l'altro e pu metter fine all'esperimento se ritenesse di vedere

sintomi allarmanti. Tutto chiaro? Allora, prendo la nostra polvere - o quello che ne resta - dalla busta e la metto sulla lampada accesa. Cos! Adesso, Watson, sediamoci ad aspettare gli
eventi.
Non ci fu molto da aspettare. Mi ero appena seduto quando
percepii un odore greve, muschioso, sottile e nauseabondo. Appena annusato, persi il controllo della mente e dell'immaginazione. Una densa nube di fumo nero mi turbin davanti agli occhi e il cervello mi disse che in quella nube, ancora invisibile ma
in procinto di aggredire i miei sensi sconvolti, era in agguato tutti ci che di orrendo, di mostruoso, di inconcepibilmente malvagio esisteva nell'universo. Forme indistinte turbinavano e fluttuavano in quel cupo banco di nuvole, ciascuna di esse minaccia
e monito di qualcosa che stava per arrivare, dell'avvento di una
qualche indicibile presenza la cui sola ombra avrebbe distrutto
la mia anima. Un orrore gelido s'impadron di me, sentii rizzarmisi i capelli in testa, gli occhi uscirmi dalle orbite, la bocca
aperta, la lingua come cuoio. Tale era lo sconvolgimento della
mia mente che qualcosa doveva necessariamente spezzarsi. Cercai di gridare e sentii vagamente un suono gracchiante che doveva essere la mia voce, ma distante, come distaccato da me. In
quel momento, cercando di sfuggire, emersi da quella nube di
disperazione e intravidi il viso di Holmes, bianco, rigido, inorridito - la stessa espressione che avevo visto sui lineamenti del
morto. E fu quella visione a darmi un istante di lucidit e di forza. Mi buttai gi dalla sedia, circondai Holmes con le braccia, e
insieme ci precipitamino barcollando fuori dalla porta, e un attimo dopo ci eravamo gettati sull'erba del prato, fianco a fianco, consapevoli unicamente della luce del sole che irrompeva attraverso quella diabolica nube di terrore in cui eravamo racchiusi. E lentamente la nube si sollev dal nostro animo come la nebbia da un paesaggio fino a che riacquistammo pace e raziocinio e
ci trovammo seduti sull'erba, asciugandoci la fronte madida di
sudore freddo e appiccicoso e guardandoci ansiosamente l'un
l'altro cercando le ultime tracce di quella terrificante esperienza.
Parola mia, Watson, disse Holmes con voce malferma, le
devo i miei ringraziamenti e le mie scuse. stato un esperimento
imperdonabile, anche per me e, a maggior ragione, per un amico. Sono davvero molto spiacente.
Lei sa, gli risposi un po' emozionato poich mai prima di
allora Holmes mi aveva cos aperto il suo cuore, che per me
una grande gioia e un gran privilegio esserle di aiuto.

Riprese subito quel suo atteggiamento fra sardonico e cinico


che gli era abituale nei confronti di chi gli stava intorno. Sarebbe davvero superfluo che diventassimo pazzi, mio caro Watson, disse. Anche se un osservatore obiettivo direbbe certamente che gi lo eravamo per imbarcarci in un esperimento cos
pericoloso. Confesso che non avrei mai immaginato che l'effetto potesse essere cos subitaneo e cos grave. Rientr di corsa
nel cottage, ne riemerse con la lampada, tenendola a debita distanza e gettandola poi in un cespuglio di rovi. Dobbiamo lasciar cambiare un po' l'aria nella stanza. Immagino, Watson,
che lei non abbia pi dubbi sul come si sono verificate quelle tragiche morti?
Nessunissimo dubbio.
Ma il movente rimane ancora oscuro. Venga qui, sotto questo pergolato, e parliamone. Mi sento ancora in gola quella pestifera sostanza. Dobbiamo ammettere che tutto sta ad indicare
proprio quest'uomo, Mortimer Tregennis, come il criminale per
quanto riguarda la prima tragedia, anche se poi, nella seconda,
stato la vittima. In primo luogo, non dimentichiamo che c'
stata una qualche lite familiare, seguita da una riconciliazione.
Quanto violenta sia stata la lite o quanto superficiale la riconciliazione, non lo sappiamo. Quando penso a Mortimer Tregennis con quella sua faccia da faina, e quegli occhietti acuti dietro
gli occhiali, lo vedo come un individuo non particolarmente in-

cline a perdonare o dimenticare. In secondo luogo, ricorder


che l'idea di qualcuno che si aggirava nel giardino, e che per un
momento ci ha distratti dalla vera causa della tragedia, partita
da lui. E aveva un buon motivo per portarci fuori strada. Infine,
se non stato lui a gettare quella sostanza nel fuoco prima di andarsene, chi stato? Tutto successo appena lui uscito. Se fosse entrato qualcuno, la famiglia si sarebbe certamente alzata dal
tavolo. E poi, nella pacifica Cornovaglia, la gente non va a fare
visite dopo le dieci di sera. Possiamo quindi concludere che tutto sta ad indicare come colpevole il nostro Mortimer Tregennis.
Ma allora la sua morte stato un suicidio!
Be', date le circostanze, non un'ipotesi impossibile. Un uomo che ha sulla coscienza un simile sterminio della sua famiglia
potrebbe essere spinto dai rimorsi a sterminare se stesso. Ma esistono valide ragioni per affermare il contrario. Per fortuna, c'
una sola persona in Inghilterra che sa tutto e ho fatto in modo
che oggi pomeriggio ascolteremo ogni cosa dalla sua viva voce.
Ah! un po' in anticipo. Prego, si accomodi da questa parte, dottor Leon Sterndale. Abbiamo fatto un piccolo esperimento per

cui al momento la casa non adatta a ricevere un visitatore cos


di riguardo.
Avevo sentito lo scatto del cancello del giardino e ora l'imponente figura del grande esploratore africano apparve sul sentiero. Un po' sorpreso si volse verso il pergolato rustico sotto il
quale eravamo seduti.
Lei mi ha mandato a chiamare, signor Holmes. Ho ricevuto
il suo biglietto circa un'ora fa e sono venuto, anche se davvero
non so per quale motivo dovrei obbedire alle sue convocazioni.
Forse, un punto che potremo chiarire prima di separarci,
disse Holmes. Per il momento, le sono molto obbligato per il
suo gentile consenso. Ci scuser per l'accoglienza cos poco formale all'aria aperta, ma per poco il mio amico Watson ed io non
abbiamo aggiunto un ulteriore capitolo a quello che la stampa
definisce l'Orrore della Cornovaglia, e per un po' preferiamo
l'aria fresca. Forse, dal momento che ci che dobbiamo discutere la riguarda personalmente, tanto di guadagnato se parliamo
al riparo da orecchie indiscrete.
L'esploratore si tolse il sigaro di bocca guardando con aria severa il mio amico.
Non riesco proprio a immaginare, signore, di cosa debba
parlarmi che mi riguardi cos da vicino.
L'uccisione di Mortimer Tregennis, rispose Holmes.
Per un attimo, desiderai di essere armato. Il volto austero di
Sterndale si era fatto scarlatto, gli lampeggiarono gli occhi e
grosse vene gli si gonfiarono sulla fronte mentre con i pugni serrati si lanciava contro Holmes. Poi si ferm e con un violento
sforzo riacquist una calma fredda e contenuta forse ancora pi
pericolosa di quel suo inconsulto gesto d'ira.
Ho vissuto per tanto tempo fra i selvaggi e fuori della legge,
disse, che mi sono abituato a essere io stesso la mia legge. Farebbe bene a non dimenticarlo, signor Holmes, dato che non desidero farle del male.
N io desidero farlo a lei, dottor Sterndale. E credo ci sia
ampiamente dimostrato dal fatto che, sapendo quello che so, io
abbia mandato a chiamare lei e non la polizia.
Sterndale, ansimando, piomb a sedere, intimidito probabilmente per la prima volta nella sua vita avventurosa. Il comportamento di Holmes aveva una tale pacata sicurezza alla quale
non si poteva resistere. Il nostro visitatore balbett per un attimo, aprendo e chiudendo nervosamente i pugni.
Cosa intende dire?, chiese alla fine. Se questo un bluff,
signor Holmes, ha scelto l'uomo sbagliato su cui sperimentarlo.
Piantiamola di menare il can per l'aia. Cosa intende dire?

Glielo dir, rispose Holmes, e glielo dir perch spero che

franchezza chiami franchezza. Il mio prossimo passo dipende


esclusivamente da quello che mi dir in sua difesa.
In mia difesa?
S, signore.
Mia difesa da che?
Dall'accusa di omicidio nella persona di Mortimer Tregennis.
Sterndale si asciug la fronte col fazzoletto. Parola mia, lei
sta esagerando, disse. Tutti i suoi successi sono dovuti a questa sua abilit di bluffare?
lei che sta bluffando, dottor Sterndale, non io, rispose in
tono grave Holmes. E glielo dimostrer elencandole alcuni dei
fatti su cui si basano le mie conclusioni. Non parler del suo ritorno a Plymouth dopo aver lasciato che gran parte delle sue cose proseguissero per l'Africa anche se proprio questo stato uno
dei fattori che mi ha portato a concludere che lei era uno dei personaggi del dramma...
Sono tornato...
Ho gi sentito i suoi motivi e li ritengo inadeguati e poco
convincenti. Ma lasciamo perdere. Lei venuto a chiedermi di
chi sospettavo. Io non le ho voluto rispondere. Allora, si recato alla canonica, ha aspettato per un po' all'esterno, e infine
tornato a casa.
Come lo sa?
L'ho seguita.
Io non ho visto nessuno.
E nessuno ci che pu aspettarsi di vedere, quando a seguirla sono io. Ha trascorso una notte insonne e ha elaborato
determinati piani che, al mattino, si accinto a mettere in atto.
uscito di casa alle prime luci dell'alba, e si riempito le tasche
con della ghiaia rossa accumulata accanto al suo cancello.
Sterndale sobbalz, guardando Holmes a occhi spalancati.
Poi ha percorso rapidamente il miglio di strada che la separava dalla canonica. Posso aggiungere che indossava lo stesso
paio di scarpe da tennis che porta adesso. Arrivato alla canonica, ha attraversato il frutteto e la siepe laterale arrivando sotto
la finestra della stanza di Tregennis. Frattanto si era fatto giorno, ma tutti dormivano ancora. Ha preso di tasca un po' di
ghiaia e l'ha tirata contro la finestra sopra di lei.
Sterndale balz in piedi.
Lei dev'essere il diavolo in persona!, grid.
Holmes sorrise al complimento. Ci vollero due, o forse tre,
manciate di ghiaia prima che l'inquilino si affacciasse. Gli fece

cenno di scendere. Si vest in fretta e scese in salotto. Lei entr


dalla finestra. Ci fu un colloquio - breve - durante il quale lei
and su e gi per la stanza. Poi usc e chiuse la finestra, rimanendo all'esterno, sul prato, a fumare un sigaro e vedere cosa succedeva. Alla fine, dopo che Tregennis era morto, se n' andato come era venuto. Ora, dottor Sterndale, come giustifica questa
condotta, e quali sono i motivi che l'hanno spinta ad agire in
questo modo? Se lei m'inganna o mi prende in giro, le assicuro
che la faccenda passer per sempre in altre mani.
Ascoltando le parole del suo accusatore, l'uomo si era fatto
terreo in volto. Ora, rimase per un po' in silenzio, con il viso fra
le mani. Poi, con un gesto improvviso e impulsivo, tolse dalla
tasca interna della giacca una fotografia che gett sul tavolino
rustico davanti a noi.
Questo il motivo, disse.
La fotografia mostrava il volto e il busto di una bellissima
donna. Holmes si chin a guardarla.
Brenda Tregennis, disse.
S, Brenda Tregennis, ripet il nostro visitatore. La amavo da anni. E da anni lei mi amava. Questo il segreto di questo
mio volontario esilio in Cornovaglia di cui tutti si sono stupiti.
Mi ha portato vicino all'unica cosa al mondo che mi fosse cara.
Non potevo sposarla perch ho una moglie che da anni mi ha lasciato e dalla quale, in base alle deplorevoli leggi inglesi, non po-

tevo divorziare. Ho atteso per anni. E questo ci per cui ho atteso. Un singhiozzo lacerante gli scosse il corpo massiccio e si
port le mani alla gola, sotto la barba brizzolata. Poi, con uno
sforzo, si riprese e prosegu il suo racconto:
Il vicario ne era al corrente. Ci eravamo confidati con lui. Vi
dir che era un angelo in terra. Per questo mi telegraf ed io tornai. Che mi importava del bagaglio e dell'Africa quando la donna che adoravo aveva fatto quella fine? Ecco il movente che le
mancava per il mio gesto, signor Holmes.
Continui, disse il mio amico.
Il dottor Sterndale tir fuori di tasca un pacchetto di carta che
pos sul tavolo. All'esterno c'era scritto Radix pedis diaboli e
sotto c'era un etichetta rossa ad indicare che si trattava di un veleno. Spinse il pacchetto verso di me. A quanto ho capito, lei
un medico. Ha mai sentito parlare di questo preparato?
Radice di piede di diavolo! No, mai sentito.
Non un demerito per le sue cognizioni mediche, disse;
credo infatti che, tranne per un campione che si trova in un laboratorio di Buda, non ne esistano altri in Europa. una sostanza non ancora entrata a far parte della farmacopea o della

letteratura tossicologica. Si tratta di una radice a forma di piede, per met umano e per met caprino; da qui lo strano nome,
che fu coniato da un missionario botanico. Viene usato come
veleno ordalico dallo stregone in alcune zone dell'Africa Occidentale, ed un segreto locale. Questo particolare campione
l'ho ottenuto in circostanze straordinarie nella terra degli Ubangi. Apr il pacchetto mostrandoci un mucchietto di polvere rossastra, simile a tabacco da fiuto.
E allora?, chiese in tono severo Holmes.
Sto per raccontarle tutto quanto successo, signor Holmes,
dal momento che lei gi cos informato che nel mio interesse
dirle tutto. Le ho gi spiegato il rapporto che mi legava alla famiglia Tregennis. Per amore della sorella ero amico dei fratelli.
C'era stata una disputa in famiglia a proposito di certo denaro
per cui questo Mortimer si era estraniato, ma sembrava ormai
cosa passata e in seguito incontrai lui come gli altri. Era un individuo infido, sottile, intrigante e, da tante piccole cose, avevo
cominciato a nutrire dei sospetti nei suoi confronti, ma non avevo un motivo valido per rompere i nostri rapporti.
Un giorno, un paio di settimane fa, venne al mio cottage e gli
mostrai alcune delle mie curiosit africane. Fra l'altro, questa
polvere, spiegandogliene le strane propriet, come stimolasse i
centri nervosi che controllano l'emozione della paura, e di come
l'infelice indigeno che il sacerdote tribale sottopone a questa ordalia o impazzisce o muore. Gli dissi che la scienza europea non
sarebbe mai riuscita a individuarne la presenza. Come fece a
prenderla non lo so, perch non mi allontanai mai dalla stanza;
ma senza dubbio fu mentre stavo aprendo gli stipetti e chinandomi sulle scatole che riusc a impadronirsi di un po' della radice. Ricordo che mi fece molte domande circa la quantit e il tempo necessario perch facesse effetto, ma non immaginavo davvero che in quelle sue domande si nascondesse un motivo personale.
Non pensai pi alla cosa fino a quando il telegramma del vicario non mi giunse a Plymouth. Quel farabutto pensava che sarei
gi stato in navigazione prima di poter venire a sapere della cosa
e che sarei rimasto per anni in Africa. Ma tornai subito indietro.
Naturalmente, appena sentiti i particolari, capii immediatamente che si trattava del mio veleno. Venni da lei nella speranza
che lei avesse trovato qualche altra spiegazione. Ma non potevano essercene. Ero convinto che Mortimer Tregennis fosse l'assassino; che, per avidit di denaro e pensando forse che, se gli altri membri della sua famiglia fossero stati dichiarati infermi di
mente, lui sarebbe rimasto unico custode dei beni familiari,

avesse sperimentato su di loro la polvere del piede di diavolo, ne

avesse fatti impazzire due e avesse ucciso sua sorella Brenda,


l'unico essere umano che io abbia mai amato o che mi abbia mai
amato. Quello era il suo delitto; quale sarebbe stato il suo castigo?
Dovevo ricorrere alla legge? Che prove avevo? Sapevo che le
cose stavano cos ma come avrei potuto convincere una giuria di
contadini a credere a una storia cos fantastica? Forse ci sarei
riuscito o forse no. Ma non potevo permettermi di rischiare. Il
mio cuore gridava vendetta. Ho gi avuto occasione di dirle, signor Holmes, che ho passato molti anni della mia vita fuori dalla legalit e che sono arrivato a farmi giustizia da solo. E cos ho
fatto. Decisi che avrebbe subito la stessa sorte che aveva inflitto
agli altri. O, altrimenti, avrei fatto giustizia sommaria con le
mie stesse mani. In tutta l'Inghilterra non c' uomo che valuti la
propria vita meno di quanto io valuti oggi la mia.
Ora le ho detto tutto. Lei stesso ha fornito il resto. Come ha
detto, dopo una notte insonne uscii di casa all'alba. Prevedevo
la difficolt di svegliarlo, quindi presi qualche manciata di
ghiaia dal cumulo di cui lei ha parlato e la gettai contro il vetro
della finestra. Scese e mi fece entrare per la finestra del salotto.
Lo accusai del suo delitto. Gli dissi che ero venuto come giudice
e come giustiziere. Quel disgraziato si lasci cadere sulla sedia,
paralizzato alla vista del mio revolver. Accesi la lampada, ci misi sopra la polvere e rimasi fuori dalla finestra, pronto a mettere
in atto la mia minaccia di sparargli se avesse tentato di uscire
dalla stanza. In cinque minuti, era morto. Mio Dio! Che morte!
Ma non provavo alcuna piet, perch non gli stava accadendo
nulla di diverso da quanto era accaduto al mio tesoro innocente.
Questa la mia storia, signor Holmes. Forse, se lei avesse amato
una donna, al posto mio avrebbe fatto lo stesso. Comunque, sono nelle sue mani. Agisca come meglio crede. Le ho gi detto che
nessuno meno di me teme la morte.
Holmes rimase seduto per un po' in silenzio.
Quali erano i suoi progetti?, chiese alla fine.
Avevo deciso di andarmi a seppellire nell'Africa centrale. Il
mio lavoro in quelle zone fatto solo a met.
Vada a fare l'altra met, disse Holmes. Almeno io, non
intendo impedirglielo.
Il dottor Sterndale si alz in tutta la sua statura, fece un profondo inchino e si allontan dal pergolato. Holmes accese la pipa, porgendomi la borsa del tabacco.
Del fumo non velenoso un piacevole cambiamento, disse.
Credo converr con me, Watson, che questo un caso in cui

non siamo chiamati a intervenire. Abbiamo indagato in via del


tutto personale, e del tutto personale sar anche il nostro modo
di agire. Lei non denuncerebbe quell'uomo?
Certamente no, risposi.
Non sono mai stato innamorato, Watson, ma se lo fossi stato e se la donna che amavo avesse fatto quella fine, avrei potuto
agire proprio come ha agito il nostro cacciatore di leoni fuorilegge. Chiss? Bene, Watson, non voglio offendere la sua intelligenza spiegandole ci che ovvio. Naturalmente, stata la
ghiaia sul davanzale a dare il via alle mie indagini. Non ce n'era
traccia nel giardino della canonica. Solo quando la mia attenzione venne richiamata sul dottor Sterndale andai al suo cottage, e l trovai lo stesso tipo di ghiaia. La lampada accesa in pieno
giorno e le tracce di polvere sul paralume furono gli anelli successivi di una catena abbastanza evidente. E ora, mio caro Watson, credo che possiamo dimenticarci di tutta questa faccenda e
tornare a studiare, con la coscienza tranquilla, quelle radici caldee che sicuramente sono rintracciabili nella versione usata in
Cornovaglia del grande idioma celtico.
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L'ultimo saluto

Epilogo
Erano le nove di sera del 2 agosto - l'agosto pi terribile nella storia della terra. Si sarebbe potuto pensare che gi la maledizione divina gravava pesantemente su un mondo degenerato, e
l'aria afosa e stagnante era pervasa da una quiete impressionante, un senso di attesa indistinta. Il sole era tramontato da un pezzo ma lontano, all'orizzonte, uno squarcio rosso sangue sembrava una ferita aperta. Le stelle brillavano in cielo e nella baia
occhieggiavano le luci delle imbarcazioni. I due famosi tedeschi
erano appoggiati al parapetto di pietra del viale alberato dando
le spalle alla casa lunga, bassa, col tetto a spioventi, e guardavano in basso, verso la spiaggia, ai piedi dell'alta scogliera dove,
quattro anni prima, Von Bork si era rifugiato, come un'aquila
errante. Con le teste ravvicinate, parlottavano in tono sommesso e confidenziale e, viste dal basso, le estremit luminose dei sigari accesi potevano sembrare gli occhi di bragia di una qualche
malevola creatura che scrutasse nel buio.
Un uomo straordinario, questo Von Bork - un uomo che
non aveva rivali fra i fedeli agenti del Kaiser. Erano state le sue
qualit a fargli affidare la missione inglese, la pi importante di
tutte; ma, da quel momento, le sue qualit si erano rivelate sempre pi chiaramente a quella mezza dozzina di persone al mondo
che conoscevano la verit. Una di quelle persone era appunto il
suo compagno, il barone Von Herling, primo segretario della
Legazione, la cui potente Benz da 100 cavalli bloccava il sentiero
in attesa di ricondurre a Londra il suo proprietario.
Per quanto posso giudicare, visto come stanno andando le
cose, probabilmente in settimana lei sar di nuovo a Berlino,
stava dicendo il segretario. E credo proprio, caro Von Bork,
che rimarr sorpreso dell'accoglienza che le faranno al suo arrivo. Si d il caso che io sappia cosa pensano le alte sfere del lavoro che lei ha svolto in questo paese. Era un individuo imponente, il segretario, grande e grosso con un modo di parlare lento e
ponderato che gli era stato utilissimo nella sua carriera politica.
Von Bork si mise a ridere.

Non difficile ingannarti, osserv. Non saprei immaginare gente pi ingenua e suggestionabile.
In quanto a questo, non saprei, disse il suo compagno in tono pensieroso. Hanno strane limitazioni e bisogna imparare ad
osservarle. proprio quella loro apparente ingenuit che costituisce una trappola per lo straniero. La prima impressione che
siano gente totalmente malleabile. Poi, all'improvviso, ci si trova di fronte a qualcosa di molto duro e ci si rende conto di aver
raggiunto il limite, e di doverne prendere atto. Per esempio,
hanno le loro convenzioni insulari che vanno assolutamente rispettate.
Intende dire "buona creanza" e cose del genere?, sospir
Von Bork con l'aria dell'individuo molto provato.
Intendo dire i pregiudizi britannici in tutte le loro peculiari
manifestazioni. Posso citarle ad esempio uno dei miei errori
peggiori - posso permettermi di parlare dei miei errori dato che
lei abbastanza al corrente del mio lavoro da conoscerne i successi. Ero appena arrivato. Fui invitato per il fine settimana nella casa di campagna di un ministro di Gabinetto. Si facevano discorsi sorprendemente indiscreti.
Von Bork annu. Ci sono stato anch'io, disse seccamente.
Appunto. Be', naturalmente inviai un riassunto delle informazioni a Berlino. Sfortunatamente, il nostro caro cancelliere
ha un po' la mano pesante in queste cose e trasmise un'osservazione che dimostrava come fosse al corrente di quanto era stato
detto. Il che, naturalmente, fece subito risalire la traccia fino a
me. E non ha idea di che danno ne abbia riportato. In quell'occasione, posso assicurarle che non ci fu proprio niente di malleabile nei nostri anfitrioni britannici. Ci son voluti due anni perch la cosa fosse messa a tacere. Ora, lei, con questa sua posa di

sportivo...
No, no, non la chiami una posa. Una posa qualcosa di artificiale mentre il mio un atteggiamento del tutto naturale. Sono
uno sportivo nato. Lo sport mi piace.
Be', questo rende il suo lavoro ancora pi efficiente. Gareggia con loro sul panfilo, va a caccia con loro, gioca a polo, partecipa a ogni loro gioco, il suo tiro a quattro vince il premio a
Olimpia. Ho sentito dire che arrivato al punto di sostenere incontri di pugilato con i giovani ufficiali. E qual il risultato?
Nessuno la prende sul serio. Lei "un bel tipo", "brava persona, per essere un tedesco", un giovanotto temerario, buon bevitore, amante dei night club, un allegro compagnone. E per tutto
il tempo questa sua tranquilla casa di campagna il centro da cui
nasce la met dei guai dell'Inghilterra, e lo sportivo signorotto

l'agente segreto pi astuto di tutt'Europa. Genio, mio caro Von


Bork - genio!
Lei mi lusinga, barone. Ma in effetti posso affermare che i
miei quattro anni in questo paese non sono stati improduttivi.
Non le ho mai mostrato il mio piccolo deposito. Le spiacerebbe
entrare un momento?
La porta dello studio dava direttamente sulla terrazza. Von
Bork la spinse e, facendo strada, premette l'interruttore della
luce. Poi richiuse la porta alle spalle della massiccia figura che lo
seguiva e accost accuratamente le pesanti tende che schermavano i vetri della finestra. Solo dopo aver preso, e controllato,
queste precauzioni, volse il suo viso aquilino verso l'ospite.
Mancano alcune carte, disse. Mia moglie e il personale sono partiti ieri per Flushing portando con s quelle meno importanti. Per le altre devo, naturalmente, chiedere la protezione
dell'ambasciata.
Il suo nome gi stato registrato fra quelli del corpo diplomatico. Non ci saranno difficolt n per lei n per il suo bagaglio. anche possibile che non dovremo partire affatto. Pu
darsi che l'Inghilterra abbandoni la Francia al suo destino. Siamo sicuri che non esiste fra loro alcun trattato vincolante.
E il Belgio?
Lo stesso.
Von Bork scosse il capo. Non vedo come sia possibile. In
quel caso, c' un trattato ben definito. Il paese non potrebbe
mai riprendersi da una simile umiliazione.
Se non altro, per il momento avrebbe la pace.
Ma il suo onore?
Ma via, signore, viviamo in un'epoca pratica. L'onore un
concetto medioevale. Inoltre, l'Inghilterra non pronta. inconcepibile, ma nemmeno la nostra speciale tassa di guerra di
cinquanta milioni, che avrebbe dovuto rendere il nostro scopo
chiaro come se fosse stato pubblicato sulla prima pagina del Times, riuscita a scuotere questa gente dal loro torpore. Ogni
tanto, qualcuno pone delle domande. Ed mio compito trovare
le risposte. Ogni tanto emerge una certa irritazione. Ed mio
compito placarla. Ma le garantisco che per quanto riguarda le
cose essenziali - i depositi di munizioni, le preparazioni per un
attacco dei sottomarini, i preparativi per la fabbricazione di
esplosivi ad alto potenziale - non c' niente di pronto. E allora,
come pu l'Inghilterra intervenire, specialmente dopo che abbiamo portato a bollore quel calderone infernale della guerra civile irlandese, quelle furie scatenate che mandano in frantumi le

vetrine, e Dio sa che altro per costringerla ad occuparsi esclusivamente dei guai di casa propria.
Deve pensare al suo futuro.
Ah, quella un'altra faccenda. Credo che in futuro avremo i
nostri piani ben precisi sull'Inghilterra, e che le sue informazioni saranno per noi di vitale importanza. John Bull ha i giorni
contati - oggi o domani. E se preferisce oggi, siamo prontissimi. Se sar domani, saremo ancora pi pronti. Direi che fareb-

bero bene a combattere a fianco degli alleati anzich da soli, ma


questo affar loro. In questa settimana si decide il loro destino.
Ma lei mi stava parlando delle sue carte. Si sedette in poltrona,
sotto la lampada che gli illuminava il cranio calvo, fumando
tranquillamente il suo sigaro.
La grande stanza, con i pannelli di legno e le librerie tutt'intorno, aveva un'altra tenda nell'angolo pi lontano. Una volta
scostata, rivel una grossa cassaforte con le rifiniture in ottone.
Von Bork prese una chiavetta dalla catena dell'orologio e, dopo
varie manovre con la serratura, apr il pesante sportello.
Guardi!, disse scostandosi, con un cenno della mano.
La luce illuminava l'interno della cassaforte e il segretario
d'ambasciata guard con estremo interesse le varie file di casellari pieni di carte. Ogni casellario aveva la sua etichetta e il suo
occhio scorse una serie di diciture quali Guadi, Difese Portuali, Aerei, Irlanda, Egitto, Forti di Portsmouth,
La Manica, Rosythe e un'altra dozzina. Ogni casellario rigurgitava di documenti e piani.
Colossale! , disse il segretario. Posando il sigaro applaud
sommessamente.
E tutto in quattro anni, barone. Non male, per il signorotto
amante del vino e della caccia. Ma la gemma della mia collezione sta per arrivare e c' gi il posto pronto per accoglierla. Indic uno spazio sul quale era scritto a stampatello Segnalazioni
navali.
Ma c' gi un buon dossier.
Superato. Cartaccia. L'Ammiragliato, non so come, ha
avuto l'allarme e tutti i codici sono stati cambiati. stato un colpo, barone - il peggior intralcio della mia campagna. Ma grazie al mio libretto d'assegni e al buon Altamont, questa sera tutto sar di nuovo a posto.
Il barone guard l'orologio, con un'esclamazione gutturale
di disappunto.
Bene, non posso trattenermi oltre. Come pu immaginare,
le cose si stanno muovendo a Carlton Terrace e dobbiamo essere
tutti ai nostri posti. Avevo sperato di poter portare qualche noti-

zia del suo colpo grosso. Altamont non le ha dato un'ora precisa?
Von Bork gli porse un telegramma.
Verr senza fallo questa sera, con le nuove candele.
Altamont

Candele, eh?
Vede, si fa passare per un esperto meccanico e io ho un garage al completo. Nel nostro codice, ogni cosa indicata col nome
di un pezzo di ricambio. Se parla di radiatore, significa una corazzata; la pompa dell'olio, un incrociatore, e cos via. Le candele sono le segnalazioni navali.
Da Portsmouth a mezzogiorno, disse il segretario osservando il timbro del telegramma. A proposito, quanto lo paga?
Per questo lavoro particolare, cinquecento sterline. Naturalmente, ha anche uno stipendio.
Un farabutto venale. Sono utili, questi traditori, ma mi pesa
ogni maledetto centesimo che gli diamo.
Nel caso di Altamont, a me non pesa nulla. Fa un ottimo lavoro. Lo pago bene, ma almeno mi consegna merce buona, per
dirla come lui. E poi, non un traditore. Le garantisco che il nostro pi accanito Junker pan-germanico ha verso l'Inghilterra i
sentimenti di una colombella appena nata, al confronto di un irlandese-americano col dente avvelenato.
Oh, irlandese-americano?
Se lo sentisse parlare, non avrebbe dubbi. Le assicuro che a
volte non riesco a capirlo. Sembra che abbia dichiarato guerra
all'inglese del re, oltre che al re dell'Inghilterra. Deve proprio
andare? Potrebbe essere qui da un momento all'altro.

No, mi spiace, ma mi sono trattenuto pi del dovuto. L'aspetteremo domattina presto e quando ricever quel libro delle
segnalazioni attraverso la porticina sui gradini del duca di York
potr apporre trionfalmente la parola fine alla sua attivit in Inghilterra. Perbacco! Tokaj! Indic una bottiglia sigillata e coperta di polvere accanto a due bicchieri su un vassoio.
Posso offrirle un bicchiere prima che si metta in viaggio?
No, grazie. Ma ha tutta l'aria di una celebrazione.
Altamont un intenditore di vini, e si incapricciato del mio
Tokaj. un tipo suscettibile e bisogna accontentarlo nelle piccole cose. Devo studiarlo, glielo assicuro. Erano usciti di nuovo sulla terrazza e avevano raggiunto il lato estremo dove, al

tocco dell'autista del barone, la grossa macchina vibr mentre si


avviava il motore. Immagino che quelle siano le luci di Harwich, disse il segretario infilandosi lo spolverino. Come tutto
sembra pacifico e tranquillo. Ma in settimana ci saranno altre
luci, e la costa inglese sar meno tranquilla! E anche i cieli potrebbero non essere pi cos placidi se il nostro Zeppelin manterr le sue promesse. A proposito, quella chi ?
Nella casa alle loro spalle solo una finestra era illuminata; dietro i vetri si vedeva una grossa lampada e accanto una donna,
con una piacevole faccia da contadina, con una cuffia in testa.
Sedeva al tavolo lavorando a maglia e carezzando ogni tanto un
grosso gatto nero accovacciato su uno sgabello al suo fianco.
Quella Martha, l'unica domestica che mi rimasta.
Il segretario ridacchi.
Potrebbe quasi impersonare la Britannia, disse, cos totalmente assorta e con quell'aria di pacifica sonnolenza. Be', au
revoir, Von Bork! Con un ultimo cenno della mano sal in
macchina e un attimo dopo i coni di luce dorata dei fari anteriori
forarono l'oscurit della notte. Il segretario si lasci andare sui
cuscini della lussuosa limousine, cos immerso nelle sue riflessioni circa l'imminente tragedia che incombeva sull'Europa da
non accorgersi che la sua macchina, attraversando le tortuose
stradine del villaggio, pass accanto a una piccola Ford che proveniva dalla direzione opposta.
Von Bork rientr a passo lento nello studio dopo che i fanali
della limousine scomparvero in distanza. Entrando, not che la
governante aveva spento la lampada ed era andata a coricarsi. Il
silenzio che regnava in quella grande casa era un'esperienza
nuova per lui, abituato a una famiglia numerosa. Si sentiva per
sollevato al pensiero che erano tutti al sicuro, tranne la vecchia
rimasta a indugiare in cucina, e che aveva la casa tutta per s.
C'erano molte cose da riordinare nello studio e si mise subito all'opera, finch il suo viso, dai tratti regolari e intenti, s'imporpor al calore delle carte che bruciavano. Accanto al tavolo, era
posata una valigia di cuoio nella quale cominci a riporre sistematicamente e in buon ordine il prezioso contenuto della sua
cassaforte. Ma aveva appena cominciato che il suo orecchio
acuto percep il lontano rumore di una macchina. Con un'esclamazione soddisfatta, affibbi le cinghie della valigia, chiuse la
cassaforte, gir la chiave e usc rapidamente sulla terrazza. Giusto in tempo per scorgere una piccola vettura che si fermava al
cancello. Ne usc un uomo che avanz rapidamente verso di lui

mentre l'autista, un uomo anziano, robusto, con i baffi grigi, si


sistemava con l'aria di chi prevede una lunga attesa.
Bene?, chiese ansiosamente Von Bork correndo incontro
al visitatore.
Per tutta risposta, l'uomo agit trionfalmente sopra la testa
un pacchetto avvolto in carta marrone.
Questa sera pu complimentarsi con me, signore. Finalmente ce l'abbiamo fatta, esclam.
Le segnalazioni?
Come le ho detto nel telegramma. Dalla prima all'ultima,
bandierine, segnali luminosi, Marconi - una copia, badi bene,

non l'originale. Sarebbe stato troppo pericoloso. Ma tutto autentico, su questo pu contarci. Diede una pacca sulla spalla al
tedesco con una familiarit che lo fece trasalire.
Entri, disse. Sono solo in casa. Stavo solo aspettando
questo. Naturalmente meglio una copia che non l'originale. Se
fosse sparito l'originale avrebbero cambiato tutto. Penso che
per la copia non ci saranno problemi.
L'irlandese-americano era entrato nello studio sedendosi in
poltrona e stendendo le lunghe gambe. Era un individuo alto,
magro, sulla sessantina, con i lineamenti marcati e una barbetta
a punta che lo faceva vagamente somigliare alle caricature dello
Zio Sam. All'angolo della bocca gli pendeva un sigaro umidiccio, fumato a met; mentre si accomodava tir fuori un fiammifero e lo riaccese. Pronto a partire? osserv guardandosi intorno. Senta un po', aggiunse notando la cassaforte non pi
nascosta dalla tenda, non mi dir che tiene i suoi documenti l
dentro?
Perch no?
Santo cielo, in un barattolo come quello! E la ritengono una
spia in gamba! Perfino un ladruncolo Yankee da quattro soldi
l'aprirebbe con un apriscatole. Se avessi saputo che le mie lettere
sarebbero finite in un coso come quello, non sarei stato tanto
cretino da scriverle.
Quella cassaforte darebbe del filo da torcere a qualsiasi malintenzionato, rispose Von Bork. Non c' utensile che riuscirebbe a tagliare quel metallo.
E la serratura?
Nemmeno. a doppia combinazione. Sa cosa vuol dire?
Non ne ho la minima idea, rispose l'americano.
Significa che occorre una parola, oltre a una serie di cifre,
per farla funzionare. Si alz e indic un disco a doppio giro intorno alla serratura. Il disco esterno per le lettere, quello intemo per le cifre.

Ok, ok, va bene.


Quindi, non cos facile come crede. La feci costruire quattro anni fa e cosa pensa che abbia scelto come parola e cifre?
A me lo chiede?
Come parola ho scelto agosto e come cifre 1914, ed eccoci
qui.
Sul viso dell'americano si dipinse un ammirato stupore.
Per, furba, l'idea! Ha calcolato al millimetro!
Gi, pochi di noi anche allora avrebbero potuto indovinare
la data. Eccola, e domattina chiudo bottega.
Credo proprio che dovr trovare una sistemazione anche per
me. Non ho nessuna intenzione di rimanermene da solo in questo stramaledetto paese. A quanto vedo, fra una settimana o anche meno John Bull comincer a scalciare e a impennarsi, e preferisco guardarlo dall'altra sponda della Manica.
Ma lei cittadino americano!
E allora? Era cittadino americano anche Jack James, ma
adesso sta scontando la pena a Portland. Un piedipiatti britannico se ne infischia se sei un cittadino americano. "Qui siamo in
Gran Bretagna, e le leggi sono queste" ti risponde. A proposito
di Jack James, signore, mi sembra che lei non faccia un gran che
per coprire i suoi uomini.
Cosa intende dire?, chiese seccamente Von Bork.
Be', lei che li assume, no? e tocca a lei vedere che non finiscano nei guai. Ma ci finiscono, e quando mai lei ha alzato un dito per aiutarli? Prenda James. .
stata tutta colpa sua, e lei lo sa benissimo. Era troppo ostinato per questo tipo di lavoro.
James era una testa dura, lo ammetto. Poi c' stato van Hollis.
Era un pazzo.
Effettivamente, negli ultimi tempi era un po' imbranato.
Ma c' di che sentirsi nella fossa dei serpenti quando uno deve
recitare una commedia dalla mattina alla sera in mezzo a un cen-

tinaio di tizi pronti a scatenarti contro i piedipiatti. Ma, per


esempio, Steiner...
Von Bork ebbe un sussulto e il suo viso acceso si fece improvvisamente pallido.
Che successo a Steiner?
Be', l'hanno beccato, ecco tutto. Ieri sera hanno fatto un'irruzione nel suo deposito e adesso lui e tutte le sue carte sono in
galera a Portsmouth. Lei se ne va e quel povero diavolo resta in
ballo, e gli andr bene se non ci rimette la pelle. Ecco perch voglio tagliare la corda contemporaneamente a lei.

Von Bork era un uomo forte e dotato di molto autocontrollo,


ma era facile vedere che la notizia lo aveva sconvolto.
Come avranno fatto ad arrivare a Steiner?, mormor.
Questo il colpo peggiore.
E c' mancato poco che non ne avesse uno ancora pi brutto, perch credo che mi stiano alle costole.
Sta scherzando!
Neanche per idea. La mia padrona di casa gi a Fratton si
sentita fare un sacco di domande, e quando l'ho saputo ho capito che era arrivato il momento di alzare i tacchi. Ma quello che
mi domando, come fanno i poliziotti a sapere tante cose? Steiner il quinto uomo che lei ha perduto da quando ha ingaggiato
me e, se non me la filo in fretta, so chi sar il sesto. Come lo spiega, e non si vergogna a vedere i suoi uomini che cadono come birilli?
Von Bork avvamp d'ira.
Come osa parlare in questo modo!
Se non osassi tante cose, amico, non sarei al suo servizio. Ma
le dico chiaro e tondo quello che penso. Ho sentito dire che con
voi politicanti tedeschi, quando un agente ha compiuto il suo lavoro non vi dispiace poi tanto che lo levino di mezzo.
Von Bork balz in piedi.
Oserebbe insinuare che ho denunciato i miei agenti?
Non dico questo, ma da qualche parte c' un informatore o
un doppiogiochista, e sta a lei scoprirlo. Comunque, io non corro altri rischi. Io me la filo, e pi presto meglio .
Von Bork era riuscito a dominare la sua ira.
Siamo stati alleati troppo a lungo per cominciare a litigare
proprio adesso, nell'ora della vittoria, disse. Lei ha fatto un
ottimo lavoro e ha rischiato molto, e non lo dimenticher. Se ne
vada pure in Olanda, e da Rotterdam pu imbarcarsi per New
York. Fra una settimana, qualunque altra linea marittima sar
pericolosa. Quel libro lo imballer con gli altri.
L'americano teneva in mano il pacchetto e non fece il minimo
gesto di porgerglielo.
E la grana?, chiese.
La cosa?
Il malloppo. La ricompensa. Le 500 sterline. Verso la fine, il
cannoniere si era fatto maledettamente scorbutico e ho dovuto
sganciargli altri cento dollari altrimenti nisba, n per lei n per
me. "Niente da fare!" mi dice, e parlava sul serio, ma l'ultimo
centone l'ha convinto. Dal principio alla fine, questo giochetto
m' costato duecento sterline, e quindi non creda che glielo dia
senza avere la mia mazzetta in cambio.

Von Bork sorrise con amarezza. Sembra che lei non abbia
un'opinione molto alta della mia onorabilit, disse, vuole i
soldi prima di consegnarmi il libro.
Be', amico, gli affari sono affari.
Certo. Come vuole lei. Si sedette al tavolo e riemp rapidamente un assegno, che per non porse al suo accolito. Dopo
tutto, dal momento che la mette su questo tono, signor Altamont, disse, non vedo perch dovrei fidarmi di lei pi di
quanto lei si fidi di me. Capisce?, aggiunse guardando l'americano da sopra la spalla. Sul tavolo c' l'assegno. Ma ho il diritto di esaminare quel pacchetto prima che lei prenda i soldi.

Senza parlare, l'americano glielo porse. Von Bork disfece la


cordicella e i due involucri di carta. Poi rest a guardare per un
momento, stupito e in silenzio, il volumetto azzurro davanti a
lui. Sulla copertina, in lettere dorate, era stampata la dicitura
Manuale dell'apicoltore. Per un solo istante l'agente segreto pos lo sguardo su quella scritta sorprendentemente banale. Poi,
due mani di ferro gli cinsero il collo e una spugna imbevuta di
cloroformio gli venne premuta sul viso.
Un altro bicchiere, Watson! , disse Holmes tendendo la
bottiglia dell'Imperial Tokaj.
Il massiccio autista che si era seduto accanto al tavolo si affrett a spingere avanti il suo bicchiere.
un buon vino, Holmes.
Straordinario, Watson. Il nostro amico sul divano mi ha assicurato che proviene dalle cantine speciali di Francesco Giuseppe, nel Castello di Schoenbrunn. Sia gentile, apra la finestra. Il
cloroformio non giova al palato. La cassaforte era socchiusa e
Holmes ne stava togliendo un dossier dopo l'altro, esaminandoli rapidamente uno per uno prima di sistemarli ordinatamente
nella valigia di Von Bork. Il tedesco era sdraiato sul divano, russando come un contrabbasso, con le braccia e i piedi legati.
Non abbiamo fretta, Watson. Non c' pericolo di interruzioni. Le spiacerebbe suonare il campanello? In casa non c' che
la vecchia Martha, che ha recitato la sua parte alla perfezione.
Sono io che le ho trovato questo posto prima di incaricarmi della faccenda. Ah, Martha, sar contenta di sapere che va tutto
bene.
La simpatica vecchia signora era apparsa sulla soglia. Si inchin sorridendo a Holmes non senza per gettare un'occhiata
apprensiva alla figura sul divano.
Non si preoccupi, Martha. Non gli abbiamo fatto alcun male.
Ne sono contenta, signor Holmes. Nei limiti del suo possibi-

le, stato un padrone gentile. Ieri voleva che andassi in Germania con sua moglie, ma questo non si sarebbe molto accordato
con i suoi piani, vero, signore?
Proprio no, Martha. Finch lei era qui mi sentivo pi tranquillo. Questa sera abbiamo atteso un bel po' per il suo segnale.
Per via del segretario, signore.
Lo so. La sua macchina ci passata accanto.
Pensavo che non si sarebbe mai deciso ad andarsene. Sapevo
che non avrebbe voluto trovarselo qui, signore.
No certamente. Be', dopotutto si trattato solo di aspettare
pi o meno una mezz'oretta prima che la sua lampada si spegnesse per darci il via libera. Pu venire domani da me a Londra, Martha, al Claridge Hotel.
Benissimo signore.
Immagino che lei abbia tutto pronto.
S signore. Oggi ha impostato sette lettere. Come al solito,
ho gli indirizzi.
Perfetto, Martha. Gli dar un'occhiata domani. Queste carte, continu dopo che la donna se ne fu andata, non sono
molto importanti perch, naturalmente, le informazioni che
contengono sono state spedite gi da tempo al governo tedesco.
Questi sono gli originali, che non era facile far uscire dal paese.
Allora non servono a niente.
Questo non lo direi, Watson. Se non altro, serviranno a dimostrare ai nostri quali sono le informazioni che conoscono e
quali quelle che non conoscono. Posso anche dire che molte di
queste carte le ha avute tramite me, ed inutile aggiungere che
sono del tutto inattendibili. Sarebbe la gioia della mia et avanzata vedere un incrociatore tedesco attraversare il Solent attenendosi ai piani dei campi minati forniti da me. Ma lei, Watson - interruppe il suo lavoro prendendo per le spalle il vecchio amico - non l'ho ancora vista alla luce. Come l'ha trattata il tempo? Sembra il solito ragazzone di sempre.

Mi sento vent'anni di meno, Holmes. Raramente ho provato tanta gioia come quando ho ricevuto il suo telegramma che
mi diceva di raggiungerla ad Harwich con la macchina. Ma lei
Holmes - lei cambiato pochissimo - tranne che per quell'orrenda barbetta a punta.
Sono i sacrifici che uno fa per la patria, Watson, rispose
Holmes tirandosi il pizzetto. Domani, non sar che uno sgradevole ricordo. Con i capelli tagliati e pochi altri cambiamenti di
poco conto, domani sicuramente ricomparir al Claridge come
ero prima di questa americanata - chiedo scusa, Watson, sem-

bra che il mio inglese sia definitivamente inquinato - prima che


mi occupassi di questo lavoretto americano.
Ma lei si ritirato, Holmes. Abbiamo sentito dire che viveva
come un eremita fra le sue api e i suoi libri in una piccola fattoria
sulle South Downs.
Proprio cos, Watson. E questo il frutto dei miei ozii, il
magnus opus della mia vecchiaia! Prese il volume dal tavolo e
ne lesse il titolo completo, Manuale di apicoltura pratica, con
Osservazioni sulla Segregazione dell'Ape Regina. L'ho scritto
tutto da me. Osservi il risultato di meditazioni notturne e di
giornate laboriose dedicate ad osservare quelle bestiole lavoratrici come una volta avevo osservato il mondo della criminalit
londinese.
Ma come mai ha ripreso la sua professione?
Ah, me lo sono spesso domandato anch'io. Al ministro degli
Esteri avrei anche potuto resistere, ma quando il Primo Ministro in persona si degn di visitare la mia umile dimora...! Il fatto , Watson, che questo gentiluomo sdraiato sul divano era un
po' troppo in gamba per la nostra gente. in una classe a s. Le
cose andavano male, e nessuno riusciva a capire perch andassero male. Molti agenti sono stati sospettati e perfino arrestati, ma
tutto stava ad indicare la presenza di una forza centrale, occulta
e potente. Era assolutamente necessario portarla allo scoperto.
Mi sono state fatte molte pressioni perch me ne occupassi. un
lavoro che mi costato due anni, Watson, ma due anni non privi
d'interesse. Quando le dico che ho iniziato il mio pellegrinaggio
a Chicago, sono stato ammesso a una societ segreta irlandese a
Buffalo, ho procurato molti guai alla polizia di Skibbareen e cos, finalmente, ho attirato l'attenzione di uno degli agenti tirapiedi di Von Bork il quale mi raccomand come un elemento da
prendere in considerazione, capir bene che si trattato di una
faccenda molto complessa. Da quel momento, Von Bork mi ha
onorato della sua confidenza, il che non ha impedito che gran
parte dei suoi piani andassero maluccio e che cinque dei suoi uomini migliori finissero in carcere. Li tenevo d'occhio, Watson, e
li coglievo appena erano maturi. Bene, signore, spero che non si
senta troppo male!
Quest'ultima osservazione era rivolta allo stesso Von Bork
che, respirando a fatica e sbattendo gli occhi era rimasto disteso
in silenzio ad ascoltare il racconto di Holmes. Ora, eruppe in un
torrente di invettive in tedesco, col viso contorto dal furore.
Holmes continu il suo rapido esame dei documenti mentre il
prigioniero continuava a lanciare maledizioni e bestemmie.
Anche se poco musicale, il tedesco la lingua pi espressi-

va, comment quando Von Bork tacque per pura e semplice


stanchezza. Guarda! Guarda!, aggiunse, osservando attentamente l'angolo di un ricalco prima di riporlo nella scatola.
Questo dovrebbe servire a mettere in gabbia un altro uccellino. Non sapevo che il commissario di bordo fosse un tale farabutto, anche se lo tengo d'occhio da tempo. Signor Von Bork,
lei avr molte cose di cui rispondere.
Con una certa difficolt, il prigioniero si era messo a sedere
sul divano e guardava il suo catturatore con un misto di stupore
e di odio.
Gliela far pagare, Altamont, disse parlando in tono lento

e deliberato. Dovesse volermici tutta la vita, gliela far pagare!


La solita vecchia canzonetta, disse Holmes. Quante volte
l'ho sentita in passato. Era il ritornello preferito del compianto
professor Moriarty. Piaceva tanto anche al colonnello Sebastian Moran. Eppure sono ancora vivo e allevo api sulle South
Downs.
Accidenti a lei, maledetto traditore! , grid il tedesco cercando di liberarsi dai legacci con gli occhi lampeggianti d'ira.
No, no, non siamo a questo punto, disse Holmes sorridendo. Come le mie parole certo le dimostrano, il signor Altamont
di Chicago in realt non esiste. Me ne sono servito ed scomparso.
Ma allora chi ?
Chi io sia non ha nessuna importanza ma, visto che la cosa
sembra interessarla, signor Von Bork, posso dirle che questo
non il mio primo incontro con un componente della sua famiglia. In passato ho lavorato molto in Germania e probabilmente
il mio nome le familiare.
Vorrei proprio saperlo.
Sono stato io a provocare la separazione fra Irene Adler e il
defunto re di Boemia quando suo cugino Heinrich era inviato
imperiale. E sempre io che ho impedito al nichilista Klopman di
assassinare il conte Von und Zu Grafenstein, fratello maggiore
di sua madre. E ancora io...
Von Bork si rizz a sedere sbalordito.
C' solo un uomo..., esclam.
Esattamente, rispose Holmes.
Con un gemito, Von Bork ricadde sul divano. E quasi tutte
quelle informazioni le ho avute tramite lei, disse. Cosa valgono? Cosa ho fatto? Sono rovinato per sempre!
Effettivamente, non sono molto affidabili, disse Holmes.
Dovranno essere controllate e lei non ha molto tempo per far-

lo. Il suo ammiragljo forse scoprir che i cannoni sono un po'


pi potenti di quanto si aspetta, e gli incrociatori un po' pi veloci.
Von Bork si port le mani alla gola in un gesto di disperazione.
Ci sono molti altri dettagli che senza dubbio verranno fuori
a tempo debito. Ma lei, Von Bork, possiede una virt molto rara
per un tedesco; lei uno sportivo e non mi serber rancore sapendo che lei, che tante volte ha dato scacco agli altri, alla fine
ha perso la partita. Dopotutto, lei ha fatto del suo meglio per il
suo paese, e io per il mio, e cosa c' di pi naturale? Inoltre, aggiunse con una certa bonomia posando la mano sulla spalla dell'uomo prostrato, meglio che cadere davanti a un nemico meno meritorio. Le carte sono pronte, Watson. Se mi d una mano
col nostro prigioniero, credo che potremo partire subito per
Londra.
Non fu facile spostare Von Bork perch era un uomo forte e
disperato. Alla fine, tenendolo per le braccia, i due amici lo condussero passo passo attraverso quel giardino che aveva calpestato con tanta orgogliosa sicurezza ricevendo le congratulazioni
del famoso diplomatico, solo poche ore prima. Dopo una breve
colluttazione finale fu issato, con mani e piedi ancora legati,
nella piccola vettura. Accanto alla sua preziosa valigia.
Mi auguro che stia comodo per quanto lo consentono le circostanze, disse Holmes quando l'ebbero sistemato. Sarebbe
eccessivo se mi prendessi la libert di accendere un sigaro e metterglielo in bocca?
Ma le cortesie erano sprecate per quel tedesco infuriato.
Immagino lei si renda conto, signor Holmes, che se il suo governo approva la sua condotta un vero e proprio atto di guerra?, disse.
E che mi dice del suo governo, e di questa condotta?, rispose Holmes tamburellando con le dita sulla valigia.
Lei un privato cittadino. Non ha mandato per arrestarmi.

L'intero procedimento assolutamente illegale e oltraggioso.


Assolutamente, convenne Holmes.
Sequestrare un cittadino tedesco.
E rubare i suoi documenti privati.
Bene, si rende conto della sua posizione, lei e questo suo
complice. Se dovessi invocare aiuto mentre attraversiamo il villaggio...
Mio caro signore, se lei facesse una cosa cos sciocca, probabilmente arricchirebbe le due insegne delle nostre locande contadine con una terza, quella del "Prussiano Impiccato". Gli in-

glesi sono gente paziente ma, al momento, non sono molto di


buon umore e sarebbe bene non stuzzicarli troppo. No, signor
Von Bork, lei verr con noi buono e tranquillo a Scotland Yard,
da dove potr mandare a chiamare il suo amico, il barone Von
Herling, per chiedergli se non sia ancora possibile per lei occupare il posto che le ha prenotato nell'ambasciata. In quanto a
lei, Watson, lei in procinto di tornare alla sua antica professione, se non sbaglio, quindi Londra non le rimarr fuori strada.
Resti qui con me sulla terrazza; potrebbe essere la nostra ultima
occasione di scambiare due chiacchiere in pace.
I due amici si immersero per qualche minuto in una amichevole e intima conversazione, ricordando i giorni passati, mentre
il prigioniero cercava invano di liberarsi dalle corde. Tornando
verso la macchina, Holmes indic il mare illuminato dalla luna e
scosse il capo, pensieroso.
Si sta avvicinando il vento da Est, Watson.
Non credo, Holmes. Fa molto caldo.
Caro vecchio Watson! Unico punto fisso in un'epoca in mutamento. Si sta avvicinando il vento dell'Est, un vento che non
ha mai soffiato sull'Inghilterra. Sar un vento freddo e pungente, Watson, e molti di noi rabbrividiranno alle sue raffiche. Ma
sempre un vento mandato da Dio e, passata la bufera, una terra migliore, pi pulita e pi forte si riscalder ai raggi del sole.
Metta in moto, Watson, tempo di andare. Ho un assegno per
cinquecento sterline che dev'essere incassato prima possibile; il
traente sarebbe capacissimo di bloccarlo, se potesse.
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