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Riassunto sui tempi dei verbi

I verbi ausiliari (essere e avere).


Modo/Tempo

Verbo essere

Verbo avere

Indicativo/Presente

sno, si, , site, sno

h, avte

Indicativo/Imperfetto

ro, ri, ra, rano

avvo, avvi, avva, avvano

Indicativo/Futuro
semplice

sar, sarmo, sarte

avr, avrmo, avrte

Indicativo/Passato
remoto

fsti, fste

bbi, avsti, bbe, avmmo,


avste, bbero

Congiuntivo/Presente

sari, sarsti, sarbbe,


avri, avrsti, avrbbe,
sarmmo, sarste, sarbbero avrmmo, avrste, avrbbero

Congiuntivo/Imperfetto

fssi, fsse, fssimo, fste,


fssero

avssi, avsse, avste,


avssero

Participio/Presente

--------

avnte

Gerundio/Presente

essndo

avndo

Le principali desinenze dei verbi non ausiliari.


Modo/Tempo

Singolare

Plurale

1^ pers.

2^ pers. 3^ pers. 1^ pers. 2^ pers. 3^ pers.

Indicativo/Presente

-----

-----

-----

-----

-te

-----

Indicativo/Imperfetto

-vo

-vi

-va

-----

-----

-vano

Indicativo/Futuro semplice

-----

-----

-mo

-te

-----

Indicativo/Passato remoto

-ci

-----

-ce

-----

-----

-cero

-i

-sti

-mmo

-ste

-rono

-lsi

-----

-lse

-----

-----

-lsero

-nni

-----

-nne

-----

-----

-nnero

-rsi

-----

-rse

-----

-----

-rsero

-si

-----

-se

-----

-----

-sero

-ssi

-----

-sse

-----

-----

-ssero

Gli omonimi
Nella lingua italiana si presentano casi di omonimie che si differenziano nel loro
significato proprio in ragione del diverso tipo di accento fonico che le caratterizza,
sebbene, per altro, tale accento non sia mai segnalato dalla grafica.
Nelle due tabelle seguenti sono elencati quei casi nei quali occorre prestare particolare
attenzione al fine di evitare ambiguit e malintesi.
Vocale aperta

Vocale chiusa

Acctta (verbo e aggettivo)

Acctta (scure)

Afftto (sentimento, colpito da malanno)

Afftto (verbo affettare)

Arna (circo, anfiteatro)

Arna (sabbia)

Collga (compagno)

Collga (verbo collegare)

Corrsse (verbo correggere)

Corrsse (verbo correre)

Crdo (preghiera e sostantivo)

Crdo (verbo credere)

Crta (isola del mediterraneo)

Crta (argilla)

sca (verbo uscire)

sca (cibo, richiamo per pesci)

sse (lettera dell'alfabeto)

sse (pronome)

Lgge (verbo leggere)

Lgge (norma)

Mnto (verbo mentire)

Mnto (parte del viso)

Msse (raccolto)

Msse (funzioni religiose)

Ni (macchie della pelle)

Ni (preposizione articolata)

Psca (frutto)

Psca (verbo pescare)

Pste (malattia)

Pste (tracce, orme)

R (nota musicale)

R (monarca, regnante)

T (bevanda)

T (pronome)

Tlo (dardo, freccia)

Tlo (tessuto)

Tma (argomento, componimento)

Trna (verbo temere e sostantivo)

Vnti (plurale di vento)

Vnti (numero)

Gli omonimi

Vocale aperta

Vocale chiusa

Accrsi (verbo accorgere)

Accrsi (verbo accorrere)

Btte (percosse)

Btte (recipiente per vini)

Clto (verbo cogliere)

Clto (istruito, coltivato)

Cppa (tazza)

Cppa (parte del collo)

Crso (abitante della Corsica)

Crso (sostantivo e verbo correre)

Fro (tribunale, piazza)

Fro (buco passante)

Fsse (buche)

Fsse (verbo essere)

Indtto (non dotto, ignorante)

Indtto (verbo indurre)

Prsi (verbo porgere)

Prsi (verbo porre)

Psta (ufficio postale, somma in gioco)

Psta (verbo porre)

Rcca (fortezza)

Rcca (conocchia del filatoio)

Rsa (fiore)

Rsa (verbo rodere)

Scpo (fine, obiettivo)

Scpo (verbo scopare)

Scrsi (verbo scorgere)

Scrsi (verbo scorrere)

Srta (specie)

Srta (verbo sorgere)

Tcco (pezzo, berretto)

Tcco (sostantivo e verbo toccare)

Trre (verbo togliere)

Trre (edificio)

Trta (verbo torcere)

Trta (dolce)

Vlto (verbo volgere)

Vlto (viso)

Vlgo (verbo volgere)

Vlgo (plebe, popolo)

Vto (vuoto)

Vto (proponimento, desiderio, scelta)

I nomi propri

I nomi propri non seguono le regole esposte precedentemente. Occorre quindi


conoscerne l'esatta pronuncia imparando a memoria quelli pi comuni. Eccone un elenco:
Able, Adlchi, Adle, Adlfo, Adne, Albrto, Agnse, Alssio, Alfrdo, Alighiro,
Ambrgio, Amedo, Amlia, Amlto, Anaclto, Andra, Anglica, Antnio, Antonllo,
Anslmo, Arnldo, Aurra
Benedtto, Brta, Bris
Carltta, Carmlo, Celste, Csare, Cllia, Clemnte, Cornlio, Csimo, Cristforo,
Danile, Demtrio, Desidrio, Digo, Domnico, Dra, Donatlla,
be, Edmndo, gle, lena, Eleonra, Elttra, lio, Elisabtta, Eliso, lsa, Emanule,
mma, nnio, nzo, Ernsto, ster, ttore, Eugnio, Eusbio, va,
Fedle, Fedra, Filibrto, Fiornzo, Francsco, Fulgnzio,
Gabrile, Gabrilla, Galilo, Gaudnzio, Gastne, Gmma, Gensio, Genovffa,
Gilbrto, Ginvra, Giglila, Girgio, Giosu, Girlamo, Gislla, Giusppe, Goffrdo,
Gregrio, Gualtiro, Guglilmo,
Innocnzo, Irne, Isablla, Istta, Ipplito,
Leopldo, Lambrto, Lornzo,
Maddalena, Marcllo, Matto, Michle, Milna, Mirlla, Mnica,
Nicla, Nra, Nrma,
Oflia, Oliviro, lga, Omro, Orste, Ornlla, rsola, scar, Otllo,
Perptua, Pitro, Pompo,
Rachle, Raffale, Raimndo, Rebcca, Rmo, Robrto, Romo, Rcco, Rmolo,
Rsa, Ruggro,
Salvatre, Secndo, Srgio, Ssto, Sttimo, Sevro, Silvstro, Simne, Simontta,
Stfano, Snia,
Taddo, Telmaco, Teodro, Ternzio, Tersa, Teso,
Umbrto,
Valrio, Vernica, Vincnzo, Vittrio

I numeri cardinali.
no

si

ndici

sdici

trnta

de

stte

Ddici

diciasstte

-----

tr

tto

Trdici

dicitto

cnto

quttro

nve

quattrdici

diciannve

-----

cnque

dici

qundici

vnti

miline

I numeri ordinali.
prmo

ssto

undicsimo

sedicsimo

secndo

sttimo

dodicsimo

diciassettsimo

trzo

ottvo

tredicsimo

diciottsimo

qurto

nno

quattordicsimo

diciannovsimo

qunto

dcimo

quindicsimo

ventsimo

I mesi dell'anno.
gennio

febbrio

mrzo

aprle

mggio

gigno

lglio

agsto

settmbre

ottbre

novmbre

dicmbre

I giorni della settimana.


luned

marted

mercoled

gioved

venerd

Il rafforzamento

sbato

domnica

La regola del rafforzamento sintattico, in genere ignorata (al nord) o malamente


utilizzata (al sud), impone di pronunciare alcune consonanti semplici, poste ad inizio di
parola, come se fossero doppie.
Questo raddoppiamento pronunciato, e non scritto, deve essere effettuato nei
seguenti casi:
1. Dopo tutte le parole polisillabe tronche
Esempi:
perch no --> perch-nn
citt santa --> citt-ssanta
sar tua --> sar-ttua
2. Dopo i monosillabi accentati o tonici n, gi, qu, l, fa, pi, s, ma, sa, fra, se, a,
e, o,ecc..
Esempi:
gi detto --> gi-ddetto
l sotto -->l-ssotto
fra noi --> fra-nnoi
se dici --> se-ddici
e poi --> e-ppoi
a noi --> a-nnoi
3. Dopo la forma del verbo essere
Esempi:
vero --> -vvero
falso --> -ffalso

La Z dolce o sonora

La "z" dolce o sonora italiana quella usata per pronunciare il vocabolo zero e deriva
spesso dalla "-di-" seguita da vocale del latino classico.
Esempi:
prandium --> pranzo,
radius --> razzo.
La lettera "z" ha suono dolce o sonoro nei seguenti casi:
1. Nei suffissi dei verbi in "-izzare"
Esempi: organizzare, penalizzare, coalizzare, concretizzare, carbonizzare, sinterizzare,
sintetizzare
2. Quando lettera iniziale di un vocabolo ed seguita da due vocali
Esempi: zaino, zuavo, zoologo
Eccezioni ("z" aspra o sorda):
nel vocabolo zio e suoi derivati che rientrano nella regola della zeta aspra o sorda
perch presentano la vocale "i" seguita da un'altra vocale.
4. Quando lettera iniziale di un vocabolo e la seconda sillaba inizia con una delle
consonanti cosiddette sonore "b", "d", "g", "l", "m", "n", "r", "v"
Esempi: zebra, zodiaco, zigote, zelante, zummare, zenzero, zero, zavorra
Eccezioni ("z" aspra o sorda):
nei vocaboli zanna e zazzera
nel vocabolo zigano perch in realt deriva dal termine caucasico "tzigan".
6. Quando semplice in mezzo a due vocali semplici
Esempi: azalea, azoto, ozono, Ezechiele, Azeglio, nazareno
Eccezioni ("z" aspra o sorda):
nel vocabolo nazismo.

La Z aspra o sorda
La "z" aspra o sorda italiana quella usata per pronunciare il vocabolo calza e deriva
spesso dalla "-ti-" seguita da vocale del latino classico.
Esempi:
pretium --> prezzo
tertium --> terzo
facetia --> facezia
La lettera "z" ha suono aspro o sordo nei seguenti casi:
1. Quando preceduta dalla lettera "L"
Esempi: alzare, sfilza, calza, milza, innalzare, scalzare, colza, balzano, filza, calzolaio
Eccezioni ("z" dolce o sonora):
nei vocaboli elzeviro e belzeb.
3. Quando lettera iniziale di un vocabolo e la seconda sillaba inizia con una
delle consonanti cosiddette mute "c", "f", "p", "q", "t"
Esempi: zampa, zoccolo, zoppo, zappa, zattera, zufolo, zinco, zucchero, zitto, zolfo,
zecca
Eccezioni ("z" dolce o sonora):
nei vocaboli zaffiro, zefiro, zotico, zeta, zafferano, Zacinto.
5. Quando seguita dalla vocale "i" seguita a sua volta da un'altra vocale
Esempi: zio, agenzia, polizia, grazia, ospizio, silenzio, vizio
Eccezioni ("z" dolce o sonora):
nel vocabolo azienda
in tutti quei vocaboli derivati da altri vocaboli che seguono la regola della zeta dolce o
sonora (Es.: romanziere che deriva da romanzo, ecc.).
7. Nei vocaboli con terminazioni in "-ezza", "-ozza", "-uzzo"
Esempi: grandezza, tinozza, spruzzo, carrozza, puzzo, pozzo, olezzo, piccozza,
piccolezza
Eccezioni ("z" dolce o sonora):
nel vocabolo brezza.
9. Nelle desinenze dell'Infinito in "-azzare"
Esempi: ammazzare, strapazzare, sghignazzare, cozzare, insozzare, sminuzzare

10. Nei suffissi in "-anza", "-enza"


Esempi: speranza, usanza, credenza, assenza, prudenza, portanza, vicinanza,
incompetenza, impazienza, tolleranza, tracotanza, presenza
11. Nei suffissi in "-onzolo"
Esempi: ballonzolo, pretonzolo, mediconzolo

La S dolce o sonora
La "s" dolce o sonora italiana quella usata per pronunciare il vocabolo asma e si
presenta nei seguenti casi:
1. Quando si trova tra due vocali
Esempi: viso, rosa, chiesa, bisogno, uso, coeso, difeso, contuso, colluso, reso, steso,
bleso, blusa
Eccezioni ("s" aspra o sorda):
In alcuni vocaboli come preside, presidente, trasecolare, disegno. Questi vocaboli, in
realt, sono vocaboli composti anche se questa caratteristica non immediatamente
evidente.
3. Quando seguita dalle consonanti cosiddette sonore "b", "d", "g", "l", "m", "n", "r",
"v"
Esempi: sbarco, sdegno, sdoppiare, sgarbo, sgridare, slitta, slegare, smania,
sminuzzare, sniffare, snaturare, sradicare, svelto, sventare

La S aspra o sorda
La "S" aspra o sorda italiana quella usata per pronunciare il vocabolo sale e si
presenta nei seguenti casi:
1. Quando si trova in principio di vocabolo ed seguita da vocale
Esempi: sole, sale, sapere, sedano, sorpresa, sabato, sicuro, solluchero, sedurre,
sospetto, situazione, secessione, superiore, sultano
2. Quando iniziale del secondo componente di un vocabolo composto
Esempi: affittasi, disotto, girasole, prosegue, risapere, unisono, preservare, riservare,
reggiseno, pluristrato, multistrato
3. Quando doppia
Esempi: essere, asso, tosse, dissidio, tessera, rissa, fossa, riscossa, affossare,
arrossare, assistente, intossicante
4. Quando preceduta da consonante

Esempi: arso, polso, comprensione, corso, ascensore, censore, pulsore, arsura,


tonsura, censo, incenso
Eccezioni ("s" dolce o sonora):
nei vocaboli con prefisso "trans-" (Es.: transalpino, transatlantico, transigere,
transitare, translucido, transoceanico).
6. Quando seguita dalle consonanti cosiddette sorde "c", "f", "p", "q", "t"
Esempi: scala, sfera, spola, squadra, storta, ascolto, aspetto

Le consonanti sibilanti dentali


Una distinzione simile a quella fatta per le vocali anche individuabile per le
Consonanti Sibilanti Dentali che sono la "S" e la "Z".
Pertanto avremo:
Consonanti sibilanti dentali alfabetiche sono in numero di DUE:
"S", "Z"
Consonanti sibilanti dentali fonetiche sono in numero di QUATTRO:
"S" aspra, "Z" aspra (dette anche sorde)
"S" dolce, "Z" dolce (dette anche sonore)
La pronuncia fonetica di queste consonanti sar:
"S" sorda o aspra, come nelle parole sole, rosso, cascare
"S" sonora o dolce, come nelle parole rosa, asilo, vaso
"Z" sorda o aspra, come nelle parole zucchero, bellezza, stanza
"Z" sonora o dolce, come nelle parole zanzara, azalea, dozzina

La chiusa
La "o" fonica chiusa italiana () deriva spesso dalla "o" lunga e dalla "u" breve del
latino classico.
Esempi:
nomen --> nme
cognosco --> consco
fuga --> fga
supra --> spra

La lettera "o" ha suono chiuso nei seguenti casi:


1. Nei monosillabi che terminano con consonante
Esempi: cn, nn, cl
Eccezioni ("o" aperta):
nei vocaboli sl (nota musicale) e dn.
3. Nelle terminazioni in "-oce"
Esempi: crce, ferce, atrce, fce, nce
Eccezioni ("o" aperta):
nei casi in cui la "o" sia preceduta dalla vocale "u" formando il dittongo "-uo-" (Es.:
nuce, cuce, ecc.)
nel vocabolo precce
5. Nelle terminazioni in "-ogno", "-ogna"
Esempi: bisgno, cargna, sgno, cicgna, zampgna, rampgna
6. Nei suffissi di aggettivi in "-ognolo"
Esempi: amargnolo, giallgnolo
7. Nelle terminazioni in "-one"
Esempi: missine, ottne, nasne, calzne, coccolne, briccne, mascalzne,
pantalne, giaccne, vegline, torrine, bastine
8. Nelle terminazioni in "-zione"

Esempi: azine, creazine, dizine, lezine, situazine


9. Nei suffissi di sostantivi e aggettivi in "-oio", "-oia"
Esempi: abbeveratio, galoppatio, mangiatia, mattatio, corridio, feritia, cesia,
tettia
Eccezioni ("o" aperta):
nei vocaboli sia, salamia,
11. Nelle terminazioni in "-ondo", "-onda"
Esempi: fndo, mndo, secndo, snda, nda
12. Nelle terminazioni in "-onto", "-onte", "-onta"
Esempi: frnte, cnto, nta, mnte, scnto, accnto, viscnte
13. Nei suffissi di sostantivi in "-onzolo"
Esempi: medicnzolo, pretnzolo, girnzolo, frnzolo
14. Nelle terminazioni in "-ore", "-ora"
Esempi: dolre, amre, ra, ancra, finra, attre, candre, tenre, fattre, corridre,
calre, livre, fervre, colre, nuotatre, pescatre
Eccezioni ("o" aperta):
nei casi in cui la "o" sia preceduta dalla vocale "u" formando il dittongo "-uo-" (Es.:
nura, cure, ecc.).
16. Nelle terminazioni in "-orno", "-orna"
Esempi: girno, contrno, frno, adrna, ritrna, ritrno
Eccezioni ("o" aperta):
nel vocabolo crno, crna, prno
18. Nei suffissi di sostantivi e aggettivi in "-oso", "-osa"
Esempi: affettuso, afso, erbsa, gioiso, dolorsa, ambiziso, contenziso, collsa,
medicamentsa, curiso, pallsa, sedizisa, calorso, stizzso, baldanzsa, boriso
Eccezioni ("o" aperta):
nei vocaboli rsa (fiore e colore), csa, isa, spsa
20. Nei pronomi personali
Esempi: ni, vi, lro, costro, colro

La aperta
La "o" fonica aperta italiana () deriva spesso dalla "o" breve e dal dittongo "au" del
latino classico.

Esempi:
focus --> fuco
locus--> lugo
aurum --> ro
paucus --> pco

La lettera "o" ha suono aperto nei seguenti casi:


1. Nel dittongo "-uo"
Esempi: tuno, scula, umo, sui, tui, bui, vui, sucera, nura, sura, cure
Eccezioni ("o" chiusa):
quando il dittongo fa parte dei suffissi di sostantivi in "-uosa", "-uoso" (Es.: affettuso,
sinuso, flessusa, lussusa, fruttuso, acqusa, ecc.)
nei vocaboli liqure, langure.
3. Nei vocaboli tronchi terminanti in "-o" comprese le forme verbali del futuro e del
passato remoto
Esempi: per, fal, andr, arriv, cerc, sogn, pedal, ritir, acquist
4. Nei vocaboli in cui la "o" sia seguita da una consonante dopo la quale vengono due
vocali
Esempi: negzio, scio, petrlio
Eccezioni ("o" chiusa):
nel vocabolo incrcio.
6. Nelle terminazioni in "-orio", "-oria"
Esempi: stria, glria, dormitrio, conservatrio
7. Nei vocaboli di origine straniera entrati a far parte del linguaggio comune
Esempi: bxe, gng, ygurt, lden, lrd, pster
8. Nelle terminazioni in "-occio", "-occia"
Esempi: cartccio, saccccia, bccia, grassccio, rccia, figliccio
Eccezioni ("o" chiusa):
nei vocaboli dccia e gccia.
10. Nelle terminazioni in "-odo", "-oda", "-ode"
Esempi: brdo, chido, sda, mda, pagda, chido, ldo, do, frdo, frde
Eccezioni ("o" chiusa):
nel verbo rdere e nei suoi composti (Es.: rdo, erdo, corrdo, ecc.)
nel vocabolo cda.
12. Nelle terminazioni in "-oge", "-ogia", "-ogio", "-oggia", "-oggio", "-oggi"

Esempi: dge, fggia, ggi, piggia, barbgio, allggio, frge, appggia, appggio
13. Nei suffissi di sostantivi e aggettivi in "-oide"
Esempi: tiride, mattide, collide, steride, pazzide
14. Nei suffissi di sostantivi in "-olo", "-ola"
Esempi: carrila, tritlo, stagnla, taglila, bagnarla, mariulo, mentlo
Eccezioni ("o" chiusa):
i vocaboli slo, vlo
le voci del verbo colare e i suoi derivati (Es.: clo, sclo, ecc.)
16. Nelle terminazioni in "-osi", "-osio" in sostantivi usati in campo scientifico e medico
Esempi: calcolsi, fibrsi, tubercolsi, artrsi, ipnsi, lattsio, destrsio, maltsio,
saccarsio, glucsio
17. Nei suffissi di sostantivi e aggettivi in "-otto" e in generale nelle terminazioni in "otto", "-otta"
Esempi: semplicitto, bamboltto, ltto, btta, ctto, ctta, saltto, dtto, dectto
Eccezioni ("o" chiusa):
nei verbi derivati dal latino "ducere" (Es.: indtto, condtto, ridtto, tradtto, ecc.)
nei vocaboli ghitto, rtto, stto
19. Nei suffissi di sostantivi in "-ottola", "-ottolo"
Esempi: vittolo, collttola, nanerttolo, pallttola
20. Nei suffissi di sostantivi in "-ozzo", "-ozza"
Esempi: tinzza, tavolzza, czzo, tzzo, czza, picczza
Eccezioni ("o" chiusa):
i vocaboli gzzo, pzzo, singhizzo, rzzo, szzo
22. Nelle terminazioni in "-olgia", "-orgia"
Esempi: blgia, frgia, rgia
23. Nelle desinenze "-olsi", "-olse", "-olsero" del Passato Remoto
Esempi: clsi, tlsero, sconvlsero, vlsero, vlsi, avvlsero, racclsi
24. Nel Participio Passato in "-osso"
Esempi: msso, scssa, percsso
25. Nei suffissi di derivazione greca: "-ologo", "-ogico", "-ografo", "-omico"
Esempi: prlogo, psicolgico, fotgrafo, cmico

La chiusa
La "e" fonica chiusa italiana () deriva spesso dalla "e" lunga e dalla "i" breve del
latino classico.
Esempi:
cera --> cra
semen --> sme
vitrum --> vtro
capillus --> capllo

La lettera "e" ha suono chiuso nei seguenti casi:


1. Nei monosillabi atoni
Esempi: (congiunzione), m, n, t, s, r (monarca), v, pr
Eccezioni: ("e" aperta)
il vocabolo r (nota musicale)
3. Nei suffissi di avverbi in "-mente"
Esempi: sinceramnte, inutilmnte, praticamnte, segretamnte, popolarmnte,
frugalmnte, correttamnte
4. Nelle terminazioni in "-mento" e "-menta"
Esempi: sentimnto, proponimnto, momnto, mnta, strumnto, tormnto, godimnto,
struggimnto, fallimnto
Eccezioni ("e" aperta):
le voci del verbo mentire: io mnto, tu mnti, egli mnte, che tu mnta, ecc.
6. Nei vocaboli tronchi in "-ch"
Esempi: perch, giacch, anzich, poich, fuorch, sicch, macch
7. Nelle terminazioni in "-eccio", "-eccia"
Esempi: frccia, fccia, trccia, libccio, villerccio, intrccio, cicalccio

8. Nei sostantivi con terminazione in "-efice"


Esempi: orfice, carnfice, artfice, pontfice
9. Nei suffissi di sostantivi e verbi in "-eggio", "-eggia", "-egge", "-eggi"
Esempi: campggio, manggio, postggio, pontggio, alpggio, cartggio, lgge
(sostantivo), pulggia
Eccezioni ("e" aperta):
I vocaboli: ggia, sggio, pggio
le forme del verbo lggere: tu lggi, egli lgge
11. Nei suffissi di aggettivi in "-esco"
Esempi: pazzsco, burlsco, guerrsco, goliardsco, principsco, farssco, mansco
12. Nelle terminazioni in "-ese", "-esa", "-eso", "-esi"
Esempi: arnse, frsa, sospso, pase, francse, imprsa, pso, illso
Eccezioni ("e" aperta):
nei vocaboli nei quali la "e" fonica forma dittongo con la "i" (Es.: chisa)
nei vocaboli blso, obso, tsi(sostantivo), catechsi, esegsi
14. Nei suffissi di sostantivi in "-esimo"
Esempi: battsimo, umansimo, cristiansimo, pagansimo
Eccezioni ("e" aperta):
nel vocabolo infinitsimo
i numerali ordinali (Es.: centsimo, millsimo, ecc...)
16. Nei suffissi di sostantivi femminili in "-essa"
Esempi: dottorssa, principssa, contssa, elefantssa, badssa
17. Nei suffissi di sostantivi collettivi in "-eto", "-eta"
Esempi: fruttto, melto, pinta, agrumto, rosto
18. Nei suffissi di sostantivi e aggettivi diminutivi e collettivi in "-etto", "-etta"
Esempi: librtto, castta, chiestta, pezztto, navtta, terztto, quinttto, palchtto,
porchtta, forchtta, carrtta, colltto
19. Nelle terminazioni in "-eguo", "-egua"
Esempi: sguo, adguo, trgua, dilguo, ecc.
20. Nei suffissi di aggettivi che al singolare terminano in "-evole"
Esempi: lodvole, incantvole, ammirvole, caritatvole, deplorvole, cedvole,
arrendvole

21. Nei suffissi di sostantivi in "-ezza"


Esempi: bellzza, debolzza, chiarzza, salvzza, dolczza, mitzza, arrendevolzza,
segretzza
Eccezioni ("e" aperta):
nel vocabolo mzza
23. Nelle preposizioni articolate
Esempi: dl, dlla, dllo, dgli, dlle, di, nl, nllo, nlla, ngli, nlle, ni, pi
24. Nei pronomi personali
Esempi: gli, lla, sso, ssa, ssi, sse
25. Negli aggettivi dimostrativi
Esempi: qusto, qusta, quste, qusti, qullo, qulla, qugli, qulli, qulle, codsto,
codsta, codsti, codste
26. Nelle desinenze del Passato Remoto in "-ei", "-esti", "-e", "-emmo", "-este", "-ettero"
Esempi: credi, credste, credttero, pot, potmmo, dicmmo, volsti
27. Nelle desinenze del Futuro in "-remo, "-rete"
Esempi: vedrmo, dirte, cadrte, volermo, filerte, carichermo, toccherte,
calcolermo
28. Nelle desinenze dell'Infinito della seconda coniugazione
Esempi: cadre, avre, volre, bre, sedre, potre, godre
29. Nelle desinenze del Congiuntivo Imperfetto in "-essi", "-esse", "-essimo", "-este", "essero"
Esempi: dovssi, volsse, prendssimo, cadste, godssero
30. Nelle desinenze del Condizionale Presente in "-resti", "-remmo", "-reste"
Esempi: farmmo, vedrste, cadrsti, potrsti, vorrmmo
31. Nelle desinenze del Indicativo Presente e dell'Imperativo in "-ete"
Esempi: prendte, cadte, rompte, volte, potte, dovte
32. Nelle desinenze dell'Indicativo Imperfetto in "-evo", "-eva", "-evano"
Esempi: dicvo, facvano, mettvo, volvano, potvo, dovvano

La aperta
La "e" fonica aperta italiana () deriva spesso dalla "e" breve e dal dittongo "ae" del
latino classico.
Esempi:
decem --> dici,
ferrum --> frro,
laetus --> lito,
praesto --> prsto.

La lettera "e" ha suono aperto nei seguenti casi:


1. Nel dittongo "-ie-"
Esempi: bandira, iri, cavalire, lito, ditro
Eccezioni ("e" chiusa):
nei suffissi dei vocaboli di derivazione etnica (Es.: atenise, puglise, marsiglise,
ecc.),
nei suffissi dei diminutivi in "-ietto" (Es.: maglitta, foglitto, vecchitto,ecc.)
nei suffissi dei sostantivi in "-iezzo" (Es.: ampizza)
nei vocaboli chirico e biglitto.
2. Quand' seguita da vocale
Esempi: coli, costi, fudo, ida, li
Eccezioni ("e" chiusa):
nella desinenza "-ei" del passato remoto (Es.: credi, ecc.),
nelle preposizioni articolate (Es.: d&eacutei, pi, ni, ecc.),
nell'aggettivo dimostrativo qui.
3. Quand' seguita da una consonante dopo la quale vengono due vocali
Esempi: assdio, gnio, egrgio, prmio
Eccezioni ("e" chiusa):
quando seguita dalle sillabe "-gui-", "-gua-", "-guo-" (Es.: dilguo, persguo, sguito,
trgua, ecc.),
nei vocaboli frgio, sfrgio.
4. Nei vocaboli di origine straniera che terminano con una consonante

Esempi: hotl, rcord, rbus, sxy, prmier, sltz, ngus


5. Nei vocaboli tronchi di origine straniera
Esempi: caff, bign, t (bevanda), gil
6. Nelle desinenze del condizionale in "-ei", "-ebbe", "-ebbero"
Esempi: vorri, fari, farbbe, crederbbero, dirbbe, marcerbbe, marcirbbero,
circolerbbero, fraintenderbbero, comprerbbe, accetterbbero, colpirbbe,
tradurrbbero
7. Nelle terminazioni in "-eda", "-ede", "-edo", "-edi"
Esempi: cdo, corrdo, erde, prda, schda, arrdo, sde, sdi
Eccezioni ("e" chiusa):
nelle forme verbali di crdere e vedre (Es.: crdo, vdo, crdi, vdi, ecc.)
nelle forme verbali derivate dalla precedenti (Es.: provvdo, ricrdo, miscrdo,
ravvdo, intravdo, rivdo, ecc.)
nel vocabolo fde.
8. Nelle terminazioni in "-eca", "-eco", "-eche", "-echi"
Esempi: tca, co, gco, cortco, trichchi, discotche, enotca, bibliotca, paninotca,
videotca, comprendendo anche i nomi di popolo come Grco, Guatemaltco, Aztco,
Zapotco, Toltco, Uzbco
9. Nei suffissi in "-edine"
Esempi: salsdine, pingudine, raucdine, torpdine, intercapdine, acrdine
10. Nelle terminazioni in "-ello", "-ella"
Esempi: paglla, mastllo, llo, sorlla, fratllo, fardllo, spinllo, porcllo, padlla,
caramlla, lavllo, manovlla spesso usate anche come suffissi di diminutivi e/o
vezzeggiativi come asinllo, torllo, praticllo, bricconclla, cattivlla, orticllo
Eccezioni ("e" chiusa):
nelle preposizioni articolate (Es.: dl, dllo, dlla, di, dgli, dlle, nl, nlla, ecc.),
negli aggettivi dimostrativi (Es.: qul, qullo, qulla, qui, qulle, ecc.)
nei vocaboli stlla e capllo
12. Nei suffissi di sostantivi in "-emo", "-ema", "-eno", "-ena"
Esempi: teorma, anatma, problma, apotma, crisantmo, Polifmo, eritma,
Trasimno, falna, altalna, cantilna, trno
13. Nelle terminazioni in "-enda", "-endo" e in tutte le desinenze del gerundio
Esempi: agnda, bnda, tremndo, orrnda, corrndo, temndo, cuocndo, aprndo,
leggndo, facndo, morndo, starnutndo, ferndo, mettndo
Eccezioni ("e" chiusa):

nei verbi scndo e vndo.


15. Nelle desinenze dell'infinito in "-endere"
Esempi: appndere, sorprndere, attndere, intndere
Eccezioni ("e" chiusa):
nei verbi scndere e vndere.
17. Nei suffissi di sostantivi e aggettivi derivati dai numerali in "-enne"
Esempi: decnne, ventnne, tredicnne, sessantnne, quarantaquattrnne
18. Nei suffissi di sostantivi e aggettivi derivati dai numerali in "-ennio"
Esempi: binnio, trinnio, millnio, cinquantnnio
19. Nei suffissi di nomi etnici in "-eno"
Esempi: madrilno, cilno, nazarno
20. Nelle terminazioni in "-ensa", "-ense", "-enso"
Esempi: snso, intnso, fornse, dispnsa, mnsa, melnso, parmnse, pnso, ripnso
21. Nelle terminazioni in "-enta", "-ente", "-ento", "-enti" comprese tutte le desinenze del
participio presente in "-ente"
Esempi: lnte, gnte, accidnte, sovnte, corrnte, silnte, consulnte, sedicnte,
seducnte, mittnte, ponnte, avnte, dorminte, perdnte, spingnte, cednte,
contrante, adernte, facnte, bevnte, taglinte
Eccezioni ("e" chiusa):
tutti gli avverbi in "-mente" (Es.: abilmnte, benevolmnte, incessantemnte,
correttamnte, generalmnte, scioccamnte, duramnte, simpaticamnte, facilmnte,
inopinatamnte, assurdamnte, esattamnte)
nei vocaboli vnti (numero), trnta
nei vocaboli in "-mento", "-mente", "-menta", "-menti" (Es.: lamnto, pavimnto,
momnti, tormnto, mnta, semnte)
23. Nelle terminazioni in "-enza"
Esempi: adernza, snza, partnza, urgnza, lnza, licnza, ricorrnza, invadnza,
maldicnza
24. Nelle terminazioni in "-erbo", "-erba"
Esempi: risrbo, acrbo, srbo, suprbo, rba, srba
25. Nelle terminazioni in "-erbia"
Esempi: suprbia

26. Nelle terminazioni in "-erio", "-eria"


Esempi: misria, srio, putifrio
27. Nelle terminazioni in "-erno", "-erna"
Esempi: etrno, quadrno, lucrna, invrno, matrno, tavrna, govrno, lantrna
Eccezioni ("e" chiusa):
nel vocabolo schrno.
29. Nelle terminazioni in "-erro", "-erra"
Esempi: trra, frro, gurra, affrro, sottrro, srra, vrro, sottrra
30. Nelle terminazioni in "-erso", "-ersa"
Esempi: prso, emrso, vrso, trso, sommrso, disprsa, detrsa, rivrsa
31. Nelle terminazioni in "-erto", "-erta", "-erte"
Esempi: aprto, coprta, incrto, soffrto, consrte, crto
Eccezioni ("e" chiusa):
nei vocaboli rta (salita), rto (scosceso)
nell'espressione "all'rta".
33. Nelle terminazioni in "-ervo", "-erva"
Esempi: srvo, crvo, risrva, nrvo
34. Nelle terminazioni in "-ervia"
Esempi: protrvia
35. Nei suffissi dei superlativi in "-errimo"
Esempi: integrrimo, asprrimo, acrrimo
36. Nei suffissi dei numerali ordinali in "-esimo"
Esempi: centsimo, millsimo, milionsimo, ventsimo, trentsimo
37. Nelle terminazioni in "-estre", "-estra", "-estro", "-estri"
Esempi: alpstre, terrstre, palstra, canstro, finstra, pedstre, maldstro,
ambidstro, dstra
38. Nelle desinenze del passato remoto in "-etti", "-ette", "-ettero"
Esempi: credtti, dovttero, stttero, cedtte
39. Nei vocaboli terminanti in "-ezio", "-ezia"

Esempi: inzia, scrzio, faczia

APPUNTI DI DIZIONE
Regola principale
Quando su una sillaba contente una e o una o non cade l'accento tonico, la e o
la o si deve pronunciare sempre chiusa.
Esempio: tvolo, lbro, volnte, dsco, bottglia
Tutta la nostra attenzione sar perci ora rivolta alle parole che contengono
una sillaba con e o con o sulla quale cade l'accento tonico. In questo caso
dovremo chiederci se la vocale e o o si deve pronunciare aperta o chiusa.
Nella lingua italiana le Vocali vanno distinte fra:
Vocali alfabetiche, in numero di CINQUE:

a, e, i, o, u
Vocali fonetiche, in numero di SETTE:

a, (aperta), (chiusa), i, (aperta), (chiusa), u


Come si pu notare nella categoria delle Vocali fonetiche sono annoverati due tipi di
e e due tipi di o, infatti su queste due vocali che incide la distinzione fonetica di
pronuncia.
Altra distinzione necessaria per pronunciare correttamente le parole italiane quella
tra accento tonico e accento fonico.
Accento tonico la forza che viene data ad una sillaba in particolare tra quelle che
compongono la parola (Es.: tvolo, perch, tastira)
Accento fonico indica la distinzioni tra suoni aperti e chiusi per le vocali e ed o.
Per indicare quali vocali vanno pronunciate aperte e quali chiuse si usano due tipi di
accento fonico:
Accento grave:

per indicare le vocali da pronunciare aperte (Es.: pdio, sdia)


Accento acuto:

per indicare le vocali da pronunciare chiuse (Es.: brsa, perch)