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LO STANLINISMO

Dopo la morte di Lenin si apr allinterno del partito comunista sovietico una lotta per
la successione. Protagonisti di questa lotta furono Trotskij e Stalin. In questo conflitto
ebbe la meglio Stalin, che ottenne il potere nel 1927. La differenza tra Trotskij e Stalin
era che Trotskij si necessitava di una rivoluzione permanente (rivoluzione
internazionale, coinvolgendo anche altri paesi nel processo rivoluzionario), mentre
Stalin voleva una rivoluzione in un solo paese (visto che il Biennio Rosso non aveva
dato esiti rivoluzionari in Europa non si poteva pensare davvero ad una rivoluzione a
livello internazionale, ma concentrarsi sulledificazione del socialismo in un solo paese,
Unione Sovietica). Bisognava fare in modo che lURSS diventasse una grande potenza
industriale e militare. Per questo Stalin mise al centro del suo programma
lindustrializzazione del suo paese. Nel 1929 Stalin inizi lindustrializzazione a
tappe forzate, che prevedeva che leconomia fosse pianificata e controllata
direttamente dallo stato e quindi dal partito. Furono realizzati dei piani quinquennali
(il primo inizi nel 1928). Per permettere lindustrializzazione bisognava spostare una
grande quantit di risorse dallagricoltura allindustria. Questo fu realizzato attraverso
la collettivizzazione forzata delle terre. La terra viene espropriata, statalizzata ed
organizzata in cooperative o in aziende di propriet dello stato, in cui i contadini
lavoravano come salariati. Provoc lopposizione dei contadini e per piegare
questopposizione il regime utilizz la violenza ed il terrore, in particolare questa
violenza colp la classe dei contadini proprietari chiama Kulaki. In alcuni casi si
trattava di contadini davvero agiati, ma in molti casi erano piccoli proprietari,
coltivatori diretti che avevano un piccolo appezzamento di terra. Questi non volevano
cedere le loro terre allo stato e quindi Stalin scaten contro di essi una campagna di
odio, presentandoli come nemici della rivoluzione, sfruttatori del proletariato rurale.
Lattacco ai Kulaki non si limit a questa campagna ed alla confisca delle terre, ma
prese la forma delleliminazione fisica dei Kulaki e delle loro famiglie. Stalin nel 1929
annuncia il progetto della liquidazione dei Kulaki come classe o
dekulakizzazione, che significava davvero leliminazione. I beni dei Kulaki furono
confiscati e vi fu anche larresto e la deportazione nei Gulag, campi di
concentramento sovietici, in Siberia. Si calcola che nel giro di 5 anni morirono
centinaia di migliaia di persone. I deportati sono circa 2 milioni. Ci furono dei costi
umani altissimi, una parte veniva fucilata, mentre altri morivano di stenti durante la
deportazione e nei Gulag (campi di lavoro). Tutto il mondo contadino era contrario alla
collettivizzazione. Questultima ebbe conseguenze negative anche in ambito
economico, permise s di trasferire risorse e manodopera nel settore industriale (quello
pi importante per Stalin), provoc per nelle campagne una gravissima carestia
(allinizio degli anni 30), che provoc a sua volta milioni di morti per fame, in
particolare in Ucraina. Le risorse prodotte venivano spostate per lindustria, le terre
non erano coltivate in modo intensivo e si trovarono quindi a fronteggiare questa
gravissima carestia. Questa collettivizzazione forzata permise per lindustrializzazione
del paese, infatti lURSS si trasform in una grande potenza industriale, alla vigilia
della seconda guerra mondiale lURSS aveva quasi raggiunto la Germania e gli Stati
Uniti. Anche nel settore industriale questo fu possibile anche grazie allo sfruttamento
intensivo della manodopera, ovvero i salari degli operai furono mantenuti bassi e
furono inoltri costretti a lavorare duramente. Accanto alla propaganda ci fu anche il
terrore, la costrizione. Cera anche una parte di consenso, in questo regime cera
anche un elemento di consenso da parte di unampia fascia della popolazione
(assolutamente non i contadini), ma una parte molto ampia del proletariato urbano
aderiva ai valori ed ai progetti del regime. Un altro limite di questindustrializzazione fu
che essa si concentr soprattutto nellindustria pesante (quella che interessava di pi

Stalin in vista di una possibile guerra, negli anni 30 i rapporti tra gli stati stavano
degenerando nuovamente e si erano accorti tutti che si stava preparando unaltra
guerra).
Dal punto di vista politico il regime di Stalin prese la forma del dominio di un partito
unico, perch lunico centro di potere era il partito comunista sovietico, al cui vertice
cera Stalin, cio il capo. Stalin guidava il partito in modo assolutamente autoritario
colpendo ogni forma di opposizione interna. Alla fine degli anni 30 Stalin scaten
contro gli oppositori interni al partito e contro la vecchia classe dirigente bolscevica,
che non condivideva la sua linea politica, il cos detto GRANDE TERRORE o grandi
purghe, unazione capillare di repressione fatta dalla polizia politica fatta di arresti,
fucilazione e deportazioni di tutti coloro che non aderivano fedelmente e lealmente
alla linea di Stalin. Questazione di repressione violenta colp anche i quadri
dellesercito, anche gli ufficiali dellarmata rossa, questo rese lesercito sovietico meno
organizzato allinizio della guerra e quindi meno in grado di affrontare un attacco
nazista. Il grande terrore e le grandi purghe colpirono la classe superiore sovietica, ma
accanto ad esse il regime mise in atto una sistematica azione di terrore nei confronti
anche dei cittadini comuni, che venivano appunto accusati di attivit
controrivoluzionarie oppure di essere dei dissidenti neri confronti del regime e quindi
venivano accusati di essere un pericolo per il popolo. Questo terrore poliziesco una
caratteristica fondamentale dellURSS nel periodo in cui Stalin fu al potere, perch
bastava la delazione di un vicino di casa, di un conoscente per essere arrestati senza
processo, senza alcuna tutela giuridica ed essere deportati nei Gulag. Vediamo anche
in questo caso due elementi:
- Terrore;
- Ricerca del consenso ottenuta attraverso la mobilitazione delle masse e il
controllo dei media;
- Costruzione del mito del capo (in Germania il Fhrer, in Italia il Duce).
I Gulag funzionarono a pieno regime fino al 1953, quando mor Stalin e cominci in
quegli anni un processo chiamato destalinizzazione, un processo attraverso cui la
classe dirigente, pur mantenendo il regime cerc di prendere le distanze dai crimini
compiuti da Stalin, denunciandoli anche pubblicamente. La pratica delle deportazioni
di massa fin, anche se in realt il sistema dei Gulag fu smantellato definitivamente
negli anni 80 da Gorbacv (Gorbaciov), che cerc di trasformare il regime comunista
in un regime trasparente, lesito di questo processo fu per la fine dellURSS. Dura ben
oltre quindi la seconda guerra mondiale, resta in vita fino a che resta in vita il regime.
[Ricordi dalla casa dei morti (Dostoevskij)]
I Gulag non erano campi di sterminio, per le condizioni di vita erano talmente dure
(considerando che si trovavano in Siberia) che moltissimi prigionieri perivano (fame,
freddo, lavoro). Il risultato era comunque quello di morire di stenti, quando non
venivano fucilati perch provavano a ribellarsi.