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Total War Attila, Campagna cooperativa

Longobardi/Dani

Introduzione
Migrazione e nascita dei Longobardi. I Winnili divennero Longobardi

La leggenda narra di un popolo che in epoche remote abitava presso la Scania, nel Gotaland meridionale.
Essi erano i Winnili, ossia i "vincitori" e come altri del loro popolo, dovevano far fronte alle difficolt di una
terra impervia e ingrata. Dediti da sempre alla dea della terra e della fertilit Nertthus, si trovarono a dover
rivalutare la propria condizione e le proprie divinit quando una strega, di nome Gambara, fece la sua
profezia. Ella predisse grande gloria nel sud, e spron il popolo dei winnili ad abbandonare la propria terra
ancestrale per superare il mare e darsi alla conquista di nuove terre. I Winnili non erano certo i primi ad aver
fatto quel passo, altri prima di loro erano partiti e di certo non sarebbero stati gli ultimi. Come altri popoli
goti dediti al culto della madre terra per, seguendo l'esempio dei grandi e potenti Geati, si erano fin a quel
momento da sempre rifiutati di abbandonare la Scania. La strega Gambara per, rispettata e temuta, aveva
parlato in nome della madre terra e li aveva avvisati che presto sarebbero periti se fossero rimasti li. Era
quello di lei, un segno che non potevano ignorare, cosicch il popolo dei Winnili accett di porsi sotto il
comando dei suoi due figli Ybor e Aio, dando il via ad una delle pi grandi e leggendarie migrazioni della
storia.

Superarono quindi il Baltico e si stabilirono presso una regione che chiamarono Scoringa. Essa era abitata da
popoli di origine germanica e alcuni di loro si dimostrarono da subito ostili, primi tra tutti i Vandali che
divennero nemici giurati del popolo di Ybor e Aio. I Winnili trovarono grande difficolt a mantenere la loro
nuova terra, poich il loro valore non bastava a compensare l'esiguit numerica e gli scontri furono duri e
numerosi, fino al giorno della battaglia finale. Narra la leggenda che i capi dei Vandali pregarono Odino (che
i winnili chiamavano Godan) di concedere loro la vittoria, ma il dio supremo disse che avrebbe decretato il
successo al popolo che, il mattino della battaglia, avrebbe visto per primo. Gambara e i figli invece ricorsero
alla moglie di Odino, Frigg (che i winnili identificarono in Nerthus), che diede loro il consiglio di presentarsi
sul campo di battaglia al sorgere del sole, uomini e donne insieme, queste con i capelli sciolti fin sotto il
mento come fossero barbe. Al sorgere del sole Frigg fece s che Odino si girasse dalla parte dei Winnili e il
dio, quando li vide, chiese: "Chi sono quelli con le lunghe barbe?". Al che la dea rispose: "Poich hai dato
loro un nome, dai loro anche la vittoria". I Winnili sconfissero i Vandali facendo di loro grande strage e da
quel giorno si chiamarono come Godan aveva decretato: "Uomini dalle lunghe barbe", i Langbarten, i
Longobardi.

Nel corso del primo secolo a.C. di quello che sarebbe divenuto il calendario dei romani, i Longobardi
migrarono ancora a sud e abbandonando quindi una religione orientata al culto della fertilit in favore di una
che promuoveva i valori della guerra e la classe dei guerrieri, si ritagliarono con il sangue un posto in quelle
ricche terre, affrontando sassoni, rugi, marcomanni e gli stessi romani che si scontrarono con loro nel 98 d.C,
continuando a farlo almeno fino al 167 d.C, anno in cui i romani di Marco Aurelio consolidarono
definitivamente il loro potere e i loro confini, tenendo le popolazioni barbare al di l del confine del fiume
Elba. Fuori dall'influenza romana e con una relativa indipendenza garantita con la forza delle armi, i
longobardi mantennero una posizione solida lungo quei confini per molti anni ancora. La storia che vi
racconter ha inizio in una calda notte di primavera dell'anno 395 d.C, dove nell'insediamento longobardo di
Aregelia, il Re Leti chiam a se d'urgenza l'assemblea degli uomini in arme.

Un araldo dalla Scandza era giunto.


La nascita dei Dani. Un popolo destinato a dominare il Nord

Narrano i canti al nord che vi furono due fratelli, acclamati come capi di genti che vivevano sulle coste della
Scania. Era un popolo di pescatori e navigatori ma, come tutti gli uomini del nord, era belligerante e viveva
per la guerra. Si dice che questi due fratelli avessero sangue divino e che tra i loro avi ci fosse Rig,
conosciuto anche come Heimdallr.
Non avevano padre, ne madre ed erano sempre in rivalit. Molti guerrieri parteggiavano per l'uno o per l'altro
e pochi rimanevano neutrali. Erano tutti per concordi che nessun'altro avrebbe potuto rivaleggiare come
loro signore. I due fratelli li avevano guidati sempre alla vittoria contro altri popoli e perfino contro i
Romani.

Un giorno, dopo l'ennesimo scontro, dissero di comune accordo di non voler spargere sangue fraterno e per
questo ognuno and per la sua strada.
Uno fu conosciuto come Angul, coloro che lo seguirono vennero chiamati Angli e si stanziarono
nell'Angelen. In seguito il loro popolo fu scacciato e distrutto, molti si persero nella storia, altri migrarono
fino alla Britannia e si mischiarono alle popolazioni locali.
L'altro fratello portava il nome di Dan, da molti chiamato anche Danr e questo nome invece fu ricordato a
lungo nella storia del Nord.

Danr navig con i suoi uomini fino ad un grande isola stretta tra la Scania e le terre degli Juti. Lui e i suoi
guerrieri scacciarono tutti gli abitanti locali, conosciuti come Eruli, che nei secoli successivi viaggiarono per
lEuropa entrando nella storia di altri popoli.
Danr disse che quell'isola sarebbe stata la loro casa. Costruirono molti insediamenti e chiamarono quel luogo
Hafn che nella loro lingua significa "Porto".
Danr disse che dovevano costruire un salone, per festeggiare, bere e scaldarsi. Un giorno fu completato. Gli
uomini lo chiamavano Hurot e vollero bere, cantare e giacere con le donne per festeggiare ma Danr disse che
lo avrebbero fatto l'indomani e che ora dovevano dormire nelle loro case. Quella notte per sentirono dei
rumori, come se qualcuno stesse lavorando ancora dentro il salone ma erano stanchi e non ci badarono.
Il giorno dopo andarono a Hurot e vi erano fuochi, idromele, carne e donne con cui soddisfarsi. Tutti per
notarono un grande seggio di legno massiccio, rialzato ad un lato della sala. Danr bevve con i suoi uomini,
seduto con loro e tutti risero e inneggiarono a Odino, che era conosciuto come Wodan da molti. Poi senza
dire nulla Danr prese una grande ascia, con un colpo secco la piant saldamente davanti al seggio. Poi si
sedette su quel trono di legno, guard tutti e disse: ''Io sono il vostro signore, voi sarete i miei combattenti.
Chiamatemi Re e vi condurr alla gloria. Se qualcuno non d'accordo prenda quell'ascia e mi spacchi la testa
in due, perch solo cos potr fermarmi."
L'ascia rimase piantata a terra e nessuno mai os toccarla, perch Danr fu un grande re e port i suoi alla
gloria. Quegli uomini chiamavano se stessi Daner e altri li conoscevano come Dani e successivamente
Danesi. La terra che dominavano si chiam Danimarca e Danr la trasform in un grande regno del Nord.
ATTO I
Dani, Primavera Anno 395 d.C. Oltre lorizzonte

Re Danr osservava la neve sciogliersi. Un altro inverno era passato. All'interno del salone, mentre il grande
fuoco crepitava, i suoi uomini mezzi ubriachi festeggiavano. Lothar, suo primogenito, come sempre,
spavaldo e altezzoso, raccontava di qualche sua impresa, per lo pi inventata. Fuori Hafn era silenziosa.
Ingimarr, consigliere del re, lo vide rientrare dal portone e not subito il suo sguardo. Qualcosa stava per
accadere.
Il re giunse al suo seggio ma non si sedette. Scambi uno sguardo con Grytha, la sua regina e poi si rivolse ai
suoi uomini. La sua voce possente si ud subito nel salone e tutti si zittirono
''Fratelli, figli miei, guerrieri Daner ascoltatemi! Un altro inverno passato, una nuova stagione di razzie ci
attende''
I guerrieri e capitani nel salone esultarono. Alcuni erano vecchi lupi di mare, temprati dal freddo e dal sale.
Un cenno di re Danr per port di nuovo il silenzio.
''Tutti abbiamo visto quanto questo inverno stato rigido. Era dai tempi di mio nonno che non vedevamo
cos tanto ghiaccio. Le foreste attorno ad Hafn ci forniscono sempre meno legno per costruire gli scafi. Il
cibo scarseggiato e se non fosse stato per le scorte avremmo avuto problemi. Qualcosa sta cambiando
lentamente.
Quando il ghiaccio avr liberato le nostre navi riprenderemo a navigare verso le coste a sud, razzieremo,
bruceremo, combatteremo e prenderemo oro e cibo''.
Gli uomini ancor esultarono alzando i loro boccali.
''E poi questo regno verr coperto dai ghiacci, e i nostri fuochi si spegneranno" disse infine il re con tono
grave.
Gli uomini si zittirono. Danr li osservava e non parl per molti secondi. Sapeva quanto era importante il
silenzio. Il ghiaccio del nord era forte e il freddo era silenzioso. Spesso mangiava i rumori e sembrava che
anche il tempo fosse congelato.
"Possiamo sopravvivere, possiamo combattere e dominare il nord, ma per farlo ci occorre un vero regno,
come i romani del sud che hanno conquistato il mondo, o gli imperi all'est, fin dove sono arrivate le nostre
navi. I nostri vicini, Juti, Geati e le trib del sud ignorano tutto questo. La loro vista limitata e non
combattono per la grandezza, ma solo per sopravvivere. Noi combatteremo per la grandezza, per un regno
forte e solido, per dominare il nord!"
L'enfasi di quelle parole aveva acceso gli animi degli uomini, i quali fremevano in attesa di sapere cosa il
loro re avesse in serbo per loro, ma Lothar, primogenito de re parl:
"vuoi forse attaccare e razziare le terre del nord, degli Juti e dei Geati?"
"Sei un buon combattente e capitano, ma non hai la stoffa di un capo, non sai vedere al di l del tuo naso e
non sapresti gestire il nostro regno" rispose Danr.
"Il nostro regno?" disse ridendo Lothar "cosa ci vorr mai per comandare Hafn?".
Danr lo guard, poi volse lo sguardo a tutti i suoi uomini
"E per questo che non sei pronto per essere un re. Tu vedi Hafn, io vedo un grande regno del nord. Vedo i
Rugi, nostri nemici annientati, vedo la Gothiscandza sotto il nostro dominio, e quando avremo campi fertili,
mercati e allevamenti avremo abbastanza forza da costruire flotte ed eserciti. Juti e Geati si sottometteranno a
noi, oppure prenderemo anche le loro terre. Costruiremo un grande regno nel nord e quando le nostre flotte
domineranno i mari razzieremo terre in cui non siamo mai giunti, tutto il mond dovr temere i guerrieri
Daner. Wodan con noi!"
Gli uomini si alzarono in piedi ed esultarono. Inneggiavano al loro carismatico re. Lothar soddisfatto,
nonostante il rimprovero, aspettava di mostrare le sue capacit in battaglia. Humbli, secondogenito del re
beveva alla salute del padre. Non era un buon combattente, molti lo deridevano perch era un poeta, un
cantore e oratore, ma suo padre aveva riconosciuto il suo acume e le sue doti. Re Danr sosteneva che i suoi
figli fossero le due met di lui, Lothar un generale, Humbli un buon capo, ma entrambi peccassero dell'altra
parte. Nessuno era degno di lui, o almeno non lo avevano ancora dimostrato. Gli anni a venire forse
avrebbero dato modo ai suoi figli di dimostrarsi degni del seggio reale.
Ingimarr si avvicin al re. I consigliere era un uomo del nord atipico. Non un buon combattente, ma aveva
viaggiato molto, conosceva diverse lingue e aveva un intelletto superiore a molti. I suoi consigli erano
sempre stati utili a. re, il quale lo teneva in grande considerazione
"Mio re, ci sono molti popoli a sud, trib temprate dalla guerra. I Rugi hanno alleati e molti altri potrebbero
ostacolarci. I Varni ci odiano e non attendono che un pretesto per attaccarci"
Danr gli mise una mano sulla spalla e gli rispose "ed qui, mio fidato Ingimarr che ho bisogno di te. Le navi
sono gi pronte, andrai verso sud, scenderai lungo i fiumi e giungerai dal popolo delle lunghe barbe. Son fieri
guerrieri fedeli a Wodan. Stringeremo unalleanza, abbiamo molto da offrire loro. Abbiamo molti nemici in
comune. Sono convinto che saprai come convincerli".
Ingimarr si inchin, poi si sedette di nuovo con gli altri.
Danr raggiunse la regina Grytha. Ella aveva fama di essere astuta e lungimirante, molti uomini temevano il
suo sguardo. Le sue figlie avevano preso da lei. Brynja, la maggiore, la vergine scudata, era vista dal padre
come la sua vera erede, ma nacque femmina. Aveva le doti per essere una regina. Jorunnr, la minore era
ancora una bambina ma gi dimostrava uno sguardo deciso.
"Andrai incontro a tempi duri e sarai costretto a fare grandi sacrifici" disse Grytha a suo marito.
Danr si volse verso i propri figli, guardandoli uno per uno.
"lo so" rispose infine " ma sono disposto a tutto, domineremo il nord, ad ogni costo".

Diversi giorni dopo i drakkar danesi risalivano lEbla all'interno delle terre dei longobardi. Giunti al porto di
Aregelia, Ingimarr a prua osservava questo popolo bellicoso. Conosceva le lingue di quelle terre, anche se
era molto che non le parlava
" Ingimarr, porto le parole di re Danr. Portatemi da Leti, il vostro re"
Longobardi, Anno 395 d.C. Le parole della Strega
Leti ascolt con attenzione le parole dell'araldo ma decise di prendersi quella notte per meditare una risposta.
I dubbi e le incertezze che la proposta avevano generato lo turbavano, cosicch mentre le luci e i suoni del
banchetto indetto per i dani giunti dal nord si allontanavano nella vallata, egli percorse un vecchio sentiero
che si inerpicava nella foresta, fino a giungere nei pressi di una grotta di orso, che ben conosceva. In
quell'antro, vi era la strega Gambara, o almeno lui la aveva da sempre chiamata con quel nome. Difficile
strappare la realt dalla leggenda, quando ti rechi in un bosco sacro a Nerthus.

Addentrandosi nel buio, riusc a vedere nel fondo della grotta una figura anziana adagiata su di un lato e
coperta da delle pelli logore di lupo e orso. Ella, si costrinse a ricordare, era gi vecchia anche quando lui era
un bambino. "E' da quando facesti il tuo giuramento che non hai pi varcato la soglia della casa della madre
terra. Vieni re dei longobardi, siediti vicino al mio fuoco" disse lei incalzandolo con voce rauca. Si alz
faticosamente a sedere borbottando parole in una lingua antica. Mentre lei faceva quello strano rito, Leti
riport alla mente il giorno in cui don il proprio occhio destro in cambio della conoscenza. Cosi come
Godan aveva fatto, si era privato di un occhio sano per poter bere alla fonte del sapere. Gambara gli offr un
corno, con dell'idromele sacro e di l a poco era divenuto il terzo re dei longobardi. Molti dei suoi guerrieri
pi fedeli credevano comunque che fosse stato perso in battaglia o da giovane, combattendo con un orso, ma
la realt era che contrariamente a molti di loro Leti onorava la madre terra quanto onorava Godan e sarebbe
morto con questo segreto nel cuore. Quella notte cercava consiglio, e come rare volte in vita sua aveva fatto,
lo cerc in Nerthus anzich in Godan. Lui sapeva delle leggende e sapeva che fu la dea madre a convincere
Godan a rendere vittorioso il suo popolo e questo gli fece comprendere che quando una decisione necessita
di saggezza e astuzia, sono agli gli dei a cui far affidamento.

Gambara termin il suo incantesimo gettando delle ossa sulla nuda terra. Pass su di esse una mano nodosa,
mentre interpretava i segni. Leti sapeva che non sarebbe stato necessario porre le domande, ad una donna che
conosceva gi le risposte. Si limit ad attendere in silenzio che ella prendesse la parola. "Vedo draghi che si
scontrano con altri draghi. Alcuni arrivano dal mare, con la bruma. Altri attendono sulle colline e dietro alte
mura di pietra. Vedo la spuma del mare lordarsi del sangue di entrambi senza un vincitore. Ho visto la
sconfitta dei draghi del mare molte volte, ma ho visto anche la loro vittoria in terre lontane..... una volta
soltanto". Leti rimase sconcertato da quelle parole, non sapeva interpretarle nonostante fosse convinto di aver
bevuto l'idromele dell'albero sacro. "Sono qui per chiedere il tuo consiglio. I dani hanno chiesto il nostro
aiuto per sconfiggere i loro nemici nel nord. Offrono il loro supporto in cambio, per sconfiggere i nostri, ma
il nostro legame lontano e non abbiamo motivo di portare i nostri guerrieri a nord. La profezia ci spinge a
sud, tutti lo sanno. Ci stata promessa ricchezza e potere nel sud, ci stata promessa Roma. Perch dovrei
accettare la loro offerta?" chiese dubbioso il re. "Non travisare la profezia Leti" lo ammon lei duramente. "E'
stata promessa la vittoria su Roma, il che non significa che ucciderai l'imperatore con la tua scramasax, ma
che farai scempio dei loro beni e razzierai le loro citt. Farai schiava la loro gente e prenderai le loro terre
cosi come le loro donne. Non ho mai detto che siederai sul trono come imperatore". Leti diger quella
precisazione con un misto di riverenza e rabbia, ma prima che gli uscissero le parole sbagliate di bocca, ella
riprese. "Nel tempo il sangue longobardo si allontanato da quello dei nostri avi, questo vero, ma non per
questo divenuto meno forte. Ci siamo uniti a popoli forti e fieri e i nostri guerrieri hanno assaggiato le loro
donne. Da queste unioni sono nati guerrieri pi forti. I dani sono gente fiera e il fatto che vogliano piegare gli
altri della loro razza per poi partire alla conquista e il saccheggio lo dimostra. Il nostro popolo ha dimenticato
il mare e ha dimenticato il sale in favore della terra e della spada. Devi riunire la stirpe, mischia la terra con il
sale". Leti comprese che era vero, i longobardi pur essendo di stirpe vichinga non erano navigatori e avevano
abbandonato quello stile di vita da secoli. "Mischiare la terra con il sale.... mio figlio Ulrich potrebbe
prendere in sposa una delle figlie del re dei dani e a quel punto terra e sale sarebbero tutt'uno" esord infine,
pensando di avere il piano perfetto, ma Gambara scosse la testa. "Ulrich un fiero longobardo, ma come te
figlio della terra. Comander un giorno, questo certo, ma non sar colui che cambier le cose. Devi essere
tu il primo a compiere il passo, anche a costo di sbarazzarti di quella megera di Grimilde, la tua moglie
infedele. Prima o poi si presenter a te con un bastardo e a quel punto il tuo sangue sar rovinato. Non
passer molto, prima che accada" concluse ridacchiando, nella consapevolezza di sapere qualcosa che Leti
non sapeva. Il re si rese conto che quel che la strega diceva era vero e che se voleva aspirare alla
grandezza non poteva andare contro al volere degli dei. Il suo era stato un matrimonio di convenienza e non
era un segreto che Grimilde amasse giacere con altri, come lui dopotutto faceva con altre donne. Ma la
profezia, era una profezia. "Dimmi Gambara" disse Leti alzandosi per andare. "Verremo mai sconfitti?"
chiese con preoccupazione, intendendo ovviamente a cosa portasse la scelta offerta dai dani. "Solo quando i
longobardi sceglieranno di non combattere pi per Godan" gli disse lei, prima di riaccasarsi borbottando
parole senza senso, nell'ombra dell'umida grotta.

Tornando alla grande sala, Leti percorse all'inverso il grande fiume ove erano attraccate le navi dei dani.
Sollevando lo sguardo, osservandole da vicino, rimase stupito e confuso nel vederne le prue. "Draghi, draghi
che giungono dal mare" disse senza rendersi conto di parlare a voce alta. Si riavvolse nel mantello di orso per
far fronte al gelo notturno e rientr nella grande sala come un ladro, accertandosi che nessuno lo avesse visto
uscire. Il mattino dopo, venne riunita nuovamente l'Assemblea degli uomini in arme, a cui era presente il
gruppo di dani venuti dal nord. La sedia della regina era vuota. "I longobardi sono un popolo fiero e libero"
esord Leti con tono imponente. "ma non sono estranei al valore. I dani hanno scelto di portare la guerra a
terre lontane come noi abbiamo fatto. Questo ci accomuna. I dani hanno nemici da sconfiggere. Popoli deboli
che non onorano il loro grande passato e ignorano che il vento sta cambiando. Ignorare il cambiamento
significa perire. Pochi popoli lo hanno capito e solo questi popoli sono capaci di mirare alla grandezza.
Offrirci la guerra come offrire una bella donna, per un longobardo. Accettiamo di unire il nostro sangue al
vostro, di unire la terra al sale. Ci uniremo a voi nella sconfitta dei Varni, dei Rugi e dei Burgundi se
necessario. Porteremo morte a Juti e Geati se non si piegheranno al vostro vessillo, mentre voi pagherete qui
lo stesso prezzo in sangue e ferro, quando porteremo la guerra ai Turingi, ai Vandali, ai Sassoni e Angli. E'
tempo di stabilire un nuovo potere nel nord, ma affinch ci si possa considerare fratelli in questa vita e nel
Valhalla, il vostro sangue si unir in modo insolubile al nostro. Porta al tuo re la mia offerta, se la accetter
potr godere con noi dell'ebrezza del massacro". Un sottoposto port una sacca ancora umida di sangue
contenente una testa di donna. Leti volle mandare un messaggio chiaro, chiedendo come tributo una moglie
per se e per suo figlio Ulrich al re dei dani.
Dani, Primavera Anno 395 d.C. Lalleanza del Nord
Hafn brulicava di uomini in fermento. I carpentieri e i mastri costruttori allestivano le nuove navi. La
secolare esperienza, tramandata di padri in figli trasformava le foreste della Scandza nella pi letale flotta di
navi del mondo. I Daner sapevano navigare le turbolente acque del nord meglio di chiunque altro, dormivano
serenamente cullati dalle tempeste, il mare gli dava cibo, riparo e risorse. Tutti erano marinai ancora prima di
essere combattenti. Ragnarr era un vecchio lupo di mare, un comandante rispettato, esperto. Aveva gi
navigato fino alle coste della Britannia, aveva esplorato mari a nord e sud. Isole talmente remote nei mari
gelidi da sembrare leggendarie. Da bambino era cresciuto con re Danr, giocavano insieme. Poi lui divenne il
loro signore e Ragnarr continu a navigare. Era molto tempo che non parlava con lui ma ora l'aveva
convocato.

Mentre Ragnarr lasciava i suoi uomini per recarsi alla sala del re. Danr ascoltava Ingimarr, da poco tornato
da Aregelia.
Rise, quando vide il sacco con la testa della defunta regina dei longobardi.
" Leti non ha paura del cambiamento, ecco io vedo un re che condivide il mio pensiero".
Grytha per sembrava preoccupata.
Ingimarr aveva riportato esattamente le parole che Danr sperava d sentire.
La famiglia era riunita e Ingimarr come consigliere stava attento ma defilato dopo aver compiuto il suo
dovere. Danr riflett a lungo e poi parl:
"Brynja, tu sarai regina, andrai in sposa a Leti e quando Jorunnr sar in et da marito sposer Ulrich".
Grytha si alz di scatto.
"Le tue due figlie? Non parenti o nobili Daner ma le due uniche figlie? Vuoi dare tutto ai Longobardi?
Inchinarti come loro schiavo cedendogli le tue figlie come ostaggi? Sei forse il servo d Leti?".
Danr fiss la moglie con sguardo grave e tutti ammutolirono.
Si alz: "Donna, posso perdonare l'aver gettato via la tua intelligenza per un attimo, sapendo quanto ami le
nostre figlie, ma ora siediti e sta zitta se non vuoi che prenda le azioni di Leti come un suggerimento disse
guardando la sacca grondante di sangue.
Grytha si sedette e Danr si rivolse ai suoi figli.
Ostaggi dice vostra madre, nulla di pi sbagliato. Tu vedi due figlie indifese in mano ad un lontano re. Io
vedo una regina, una regina Daner in seno alla corte di Leti, e di suo figlio quando sar re. Brynja non finir
mai in quella sacca. Leti giovane, un guerriero a quanto dicono e rispetta la forza. La sua regina era debole,
mia figlia non lo . Noi concediamo ma tu, moglie mia non vedi il guadagno. Io vedo la combattente pi
valida di Hafn, la pi astuta e colei di cui pi mi fido, fianco a fianco a Leti, giorno e notte. Come potrei
pensare ad una vantaggio migliore. Leti ha abbracciato il cambiamento. Ha capito che condividiamo un
destino. Non dar un calcio a questo sogno solo per un capriccio".
Brynja fissava il padre, non aveva paura, non ne aveva mai avuta. Avrebbe protetto Jorunnr. Non sarebbe mai
stata un ostaggio, sarebbe morta piuttosto. Ed era contenta che suo padre non le avesse destinato un vecchio
e ricco uomo o un nobile marinaio scorbutico. Sarebbe stata una regina di un fiero popolo ma sapeva che il
suo sangue Daner non avrebbe mai smesso di scorrerle nelle vene. Ora si scopr curiosa di conoscere questo
re Leti. Molte donne avrebbero tremato nel vedere quella sacca con la testa di colei che era stata sposata a
quell'uomo a cui lei era ormai promessa. Lei si sentiva lusingata del gesto.
Pi tardi le donne si ritirarono e il re rest con i suoi generali.
Quando Ragnarr giunse bevvero tutti assieme.
"Ragnarr, amico mio. tempo che ti venga riconosciuto il tuo valore. Conosci il mare meglio di chiunque
altro e non posso pensare a nessun'altro migliore di te per guidare la grande flotta, le vele oscure. Portami
Rugion. I Varni sono giunti alla fine del loro tempo, hanno aiutato fin troppo i Rugi. Rugion sar il nostro
avamposto per la conquista della Gothiscandza.
Tu Lothar guiderai l'esercito, sbarcherete a nord e insieme attaccherete. Voglio quella citt prima
dell'inverno. Ingimarr, partirai anche tu"
Il consigliere guard il suo re con aria perplessa. Danr lo not e gli disse:
"Quando conquisteremo avremo bisogno di governare, di ricostruire, di piegare gli slavi e si mostrare loro
che solo Wodan un dio degno di essere acclamato. Non posso pensare a uomo migliore di te, anche se mi
priver di un grande consigliere.
Fate di Rugion una provincia danese prima dell'inverno e voi, Ragnarr e Ingimarr diventerete miei figli e
sarete trattati come tali".
Ragnarr fu sorpreso dalle parole del re. Anche se entrambi avevano pochi anni meno di Danr, diventare suoi
figli era un onore, simbolico ma tenuto in grande considerazione. Avrebbero potuto anche diventare re una
volta riconosciuti ufficialmente. Daltronde Danr non aveva mai nascosto il disappunto per i suoi figli
elogiando invece Brynja. Forse cercava un erede degno. Per poi pens a Ingimarr. Se tra loro i fosse stato
qualcuno degno di essere re sarebbe stato lui. Anche Lothar ora aveva l'opportunit di essere acclamato dal
popolo guidando l'esercito e Humbli, che era molto amato era anche molto giovane e aveva tutto il tempo per
diventare un guerriero un giorno. Limmaginaria corona sulla testa di Ragnarr svan con i suoi pensieri quasi
subito, tornando con i piedi per terra. Ora aveva una flotta da capitanare, una citt da conquistare. Avrebbe
dimostrato il suo valore, e il futuro poi si sarebbe rivelato da solo.
Longobardi, Anno 395 d.C. "La regina Byrnja e la dote Turingia.
Leti aveva mandato un messaggio chiaro a re Danr, era stato disposto ad onorare il proprio legame con i dani
fino al punto da togliere di mezzo la propria moglie per prenderne una normanna. Il re dei longobardi gia da
tempo comunque aveva meditato di ripudiare Grimilde per via della sua infedelt, ma non vi erano mai state
valide e promettenti alternative come quella proposta dall'araldo dei dani. L'inviato Daner, con tutto il suo
seguito, ritorn alla corte del suo re con la controproposta longobarda e la testa di Grimilde in una sacca.
Non fu chiaro se re Danr, ne fosse pi stupito o perplesso ma di sicuro quel gesto ravvisava la ferma volont
di Leti di portare l'accordo ad un livello pi intimo, quasi inscindibile. Danr, nonostante l'accordo iniziale
prevedesse solo una delle sue figlie in sposa all'erede longobardo Ulrich, le mand entrambe, affinch una
potesse onorare l'accordo e l'altra potesse diventare fin da subito regina dei longobardi, come il gesto di Leti
gli aveva dato ad intendere. C'era molto interesse in questo accordo, perch il sol fatto che una delle sue
figlie divenisse regina senza attendere la morte dell'attuale re si traduceva in una alleanza forte fin dal suo
nascere. Leti dopotutto era un giovane re, irrequieto e spavaldo, ma sicuramente un ottimo partito poich i
longobardi non erano soliti avere dei regnanti per diritto di nascita, ma venivano eletti dall'Assemblea degli
uomini in arme solamente in tempo di guerra, scegliendo a volte con dei combattimenti cruenti, il pi forte
ed il pi saggio tra loro. Leti quindi, doveva essere per forza di cose il pi potente e temerario guerriero della
sua gente, motivo per cui la scelta tra le figlie ricadde su Byrnja, primogenita e impavida vergine scudata
dall'animo ribelle. Byrnja non si oppose a questa scelta, poich si era sempre dimostrata riluttante ad andare
in sposa a qualche nobile danese, per semplici questioni di ricchezza o terre. Sarebbe divenuta regina e Leti,
al contrario di suo padre, era un re guerriero che in prima persona combatteva con i suoi uomini sul campo,
senza timore alcuno di morire. Questo sol pensiero la affascinava e ben si accostava al suo spirito guerriero.
La sorella, pi mite, sarebbe quindi andata in sposa al figlio ed erede Ulrich. Entrambe partirono sulle loro
navi lunghe risalendo l'Elba quella stessa estate.

Nel frattempo, Leti non rimase con le mani in mano. Deciso a regalare a Byrnja qualcosa di degno per una
regina al suo arrivo, ai primi avvisagli estivi mosse guerra ai vicini turingi, che presi alla sprovvista tentarono
una resistenza inutile presso il villaggio di Lupfurdum, dove vennero massacrati. I longobardi avevano
comunque da tempo messo gli occhi sulle terre coltivabili che i turingi controllavano, e mossi anche dal non
voler passare un altro inverno alla fame, non si fecero troppi problemi a farne strage. La battaglia vide circa
1500 longobardi sfidare quasi 2000 turingi arroccati nel proprio insediamento. I numeri e le difese non
favorirono per re Coloberto. Le terre vennero prese, Lupfurdum venne occupata e tutto l'est della Germania
divenne territorio longobardo. I migliori guerrieri vennero integrati nelle fila degli assalitori, gli altri vennero
uccisi. Re Coloberto e tutti i capi trib turingi vennero decapitati in un bosco sacro a Godan e le loro teste
vennero portate ad Aregelia come dono di nozze alla regina dei Daner. Le trib vicine, con un misto di
rispetto e timore per i fatti accaduti, si affrettarono entro l'inverno a stipulare trattati e accordi che ne
tutelassero commerci e territori, cosicch Marcomanni, Lugi e Burgundi aprirono il loro commercio ai
longobardi, nella speranza di attrarne le simpatie. Anche i dani fecero la loro mossa, sconfiggendo i Varni
sulle coste della Gothiscanza e nell'autunno i primi mercanti Daner raggiungevano via terra le nuove rotte
commerciali con Aregelia. Gli alemmani invece, che commerciavano gi con i longobardi, quell'inverno
chiesero ed ottennero un patto di non aggressione in funzione anti romana.
Dani, Estate/Autunno Anno 395 d.C. Sbarco in Gothiscandza
Durante tutta l'estate i preparativi per la flotta e per l'esercito non ebbero mai sosta. In autunno le navi
salparono e una mattina assolata i Varni videro la flotta avvicinarsi a Rugion e subito allestirono le difese. Il
giorno dopo Lothar con il suo esercito attacc da ovest mentre Ragnarr penetrava in citt dal porto sbarcando
i suoi guerrieri. I Varni erano pi di tremila mentre l'esercito di Lothar contava circa duemila uomini e sulle
navi di Ragnarr vi erano poco pi di 800 combattenti. Ciononostante i Varni erano impreparati e Rugion non
aveva difese. Fu un massacro, che diede inizio alla vera guerra con i Rugi. I danesi erano sbarcati e per molte
stagioni la Gothiscandza non avrebbe visto la pace. Erano venuti per rimanerci. A Gothiscandza, nella loro
grande citt chiamata senza nome, ma a cui ci si riferiva con il nome della regione, i Rugi seppero presto la
notizia. Molti Varni erano fuggiti sulle navi prima dell'attacco e per molto tempo vagarono nei mari del nord.
Quando le fiamme di Rugion si estinsero Ingimarr passando per le strade osservava i resti della battaglia.
Linverno era alle porte e dovevano ricostruire e allestire delle difese alla svelta. Avevano cibo a sufficienza
ma non sapevano se i Rugi e i loro alleati avrebbero tentato di scacciarli. Dopo la distruzione era tempo di
costruire ed era per quello che Danr l'aveva inviato li.
Ragnarr fu adottato quello stesso inverno e divenne quindi un fratello giurato di Lothar, col quale aveva
combattuto fianco a fianco e Humbli.
Ora Dani e Longobardi confinavano. Erano ancora pi uniti mentre i carri viaggiavano da nord a sud
scambiando risorse tra i due regni. Era tempo che anche i popoli diventassero pian piano amici e che i
guerrieri si conoscessero. Avrebbero combattuto battaglie fianco a fianco. I Lugi, un popolo che abitava terre
a sud di Gothiscandza e che non era in buoni rapporti con i Varni e Rugi, subito incontr gli inviati Daner e
furono contenti di accettare un patto di amicizia e non belligeranza. I Burgundi avrebbero seguito il loro
esempio lanno successivo.
Danr fu informato della vittoria e vide il suo primo passo per diventare re di un grande regno, compiuto. Ma
ne avrebbe dovuti da fare molti altri e ben pi ardui. Lo sapeva.
Sapeva anche che ci voleva un simbolo e quindi ordin di iniziare la costruzione di una sala del re ad Hafn.
Un giorno avrebbe ricevuto altri regnanti e avrebbe avuto una corte ben pi grande. Quella sala sarebbe
divenuta una grande casa e infine una fortezza visibile da miglia di distanza, mentre anche il suo regno si
espandeva.
Longobardi, Anno 396 d.C. Tulifurdum brucia, si erge una Dinastia
La Turingia era infine sottomessa, i lavori di ricostruzione ed integrazione di quelle genti procedevano con
un certo rilento, ma senza grossi contrattempi. Non era facile sedare gli animi bellicosi dei germani, ma quei
popoli erano soliti chinare il capo davanti al pi forte e Leti gioc perfettamente il ruolo del re guerriero, che
era sceso in battaglia a guidare il suo popolo in guerra. Nella consapevolezza di aver guadagnato terre fertili
da far coltivare ai turingi sottomessi, per sfamare il suo popolo e i suoi guerrieri, il re longobardo decise di
prepararsi al prossimo passo, che avrebbe regolato diversi conti in sospeso con i suoi vecchi nemici, i
sassoni. Di certo non erano odiati quanto i vandali, ma i vandali avevano a suo tempo imparato a loro spese
chi fossero i favoriti di Godan. I sassoni invece erano divenuti nel tempo arroganti e bramosi di nuove terre.
Non era un segreto che guardassero ai longobardi con sospetto e odio, perch era chiaro che nelle terre di
Germania e Frisia non potevano esserci due re dalla pari forza.
Aregelia era poco pi di un villaggio, bel lontano dai fasti degli insediamenti sassoni o alemanni. I
longobardi non erano mai stati propensi a creare grandi spazi vitali, citt o insediamenti permanenti, poich
erano un popolo in continua lotta tra la sopravvivenza e la ricerca della terra promessa delle leggende. La
Germania era stata un luogo interessante, ma non sarebbe stata la loro casa. Avevano assaggiato il sangue
romano durante gli anni passati e per vie traverse sapevano per certo che esistevano a sud terre decisamente
pi fertili e rigogliose. La guerra, i numerosi nemici e la vita nomade, avevano fatto dei longobardi un
popolo brutale e tenace, ma Leti sapeva bene che il mondo si stava evolvendo prendendo una nuova forma ed
era giunto il tempo di porre le basi per un regno stabile e duraturo. I longobardi, eleggevano un re solamente
in tempo di guerra o di migrazione, per guidarli. Nel momento stesso in cui si insediavano in una nuova
terra, ogni grande guerriero badava al suo pezzo di terra, con proprie leggi e in completa autonomia. Non
appena la situazione lo richiedeva, i longobardi si radunavano in quella che era chiamata lassemblea degli
uomini in armi, in cui venivano prese le decisioni del caso eleggendo alla bisogna un re che li guidasse.
Ovviamente, la scelta doveva ricadere sul pi forte. Re Lamissone, li aveva condotti allElba, prima di lui la
co-reggenza di Ybor e Aio li aveva condotti lontano dalla Scania. Leti non avrebbe giurato che i longobardi
avrebbero un giorno finalmente smesso di spostarsi, ma a prescindere da questo, ci che pi temeva era la
rivalit dei signori della guerra, la loro indipendenza e la loro corruttibilit. Se voleva che i longobardi
iniziassero a creare qualcosa per propria mano, doveva consolidare il potere. La strega lo aveva avvisato,
avrebbe dovuto cambiare le cose ponendo le basi di una forte dinastia, che potesse venire tramandata di
padre in figlio. Se i longobardi avessero continuato a ricorrere ad un re solamente in caso di necessit, non
avrebbero mai realmente raggiunto la consapevolezza di essere un popolo, ragionando e combattendo come
tale.
Leti, allo sciogliersi della neve invernale, decret lampliamento di Aregelia, convincendo molti popoli
limitrofi a trasferirvisi ad abitare. Nellintento di preservare la sua posizione il pi a lungo possibile,
nellancora generale perplessit creata dallaver accettato lofferta dei Daner, sfrutt le sue abilit oratorie
per convincere i signori longobardi che era necessario proseguire nelle guerre, sottomettendo i nemici storici
e valutando la possibilit di trovarne di nuovi. La Germania dopotutto, era ben lontana dallessere in pace. I
turingi erano stata una facile preda, ma sassoni, vandali e gli altri confinanti erano una sfida pi ardua. Leti
sapeva bene che giocando sulla sete di ricchezza dei suoi nobili, poteva ottenere grandi risultati. Il coraggio
di un longobardo superato solamente dalla sua sete di oro e ricchezze, diceva sempre con un certo amaro
in bocca. Tuttavia, cera anche una grande verit, ossia che i longobardi erano mossi da una ricerca continua
del luogo in cui avrebbero dominato, ove avrebbero posto le basi per un futuro glorioso. Anche la promessa
di creare un regno che rivaleggiasse con Roma stessa, spartendo questa ricchezza con i suoi nobili, era un
motivo sufficiente per convincerli a muovere guerra a quei popoli che si frapponevano tra questo sogno
futuro ed il turbolento presente.
I sassoni erano ricchi e potenti. Re Gewis dalla sua Tulifurdum dominava gran parte della Frisia con la tipica
arroganza di colui che si sentiva ben voluto dagli dei. Leti avrebbe pagato venti sacche doro pur di vedere il
suo sguardo quando i longobardi posero lassedio alla sua citt. Lasciato il fedele Ragnaghar con un pugno di
uomini a presidiare Aregelia, ed Ermerico ad amministrarne le finanze, Leti lanci sul finire dellestate
lattacco a Tulifurdum, servendosi delleffetto sorpresa dato da alcuni onagri mercenari, trafugati ai romani. I
sassoni superavano in numeri i longobardi, due volte tanto, ma non potevano superarli in coraggio. Leti vinse
su re Gewis nellautunno di quellanno e i longobardi, durante la festa dedicata a Yol, offrirono agli dei il
loro ringraziamento, consacrando un bosco sacro vicino alla citt conquistata.
Nuove battaglie si preannunciavano dunque in primavera. Gli angli, popolazione a nord molto fedele ai
sassoni, tentarono di vendicare la presa di Tulifurdum attaccando gli avamposti dei dani in Gothiscanza,
muovendosi gi nel pieno dellinverno. Nuove battaglie si preannunciavano dunque in primavera, perch da
sud giunsero infauste notizie. Il re degli alemanni era caduto per mano dei terribili vandali, che ne avevano
occupato la citt, Uburziz. Leti, dopo aver affrontato con alcune schermaglie gli Angli indebolendone le fila,
dovette inevitabilmente valutare di schiacciare definitivamente i vandali nel sud della Germania entro e non
oltre lanno seguente. Questa serie di vittorie decisive, lalleanza con i dani, e la necessit di un leader che
scacciasse definitivamente i nemici storici, consolidarono a tal punto la figura di Leti che lassemblea degli
uomini in arme approv unanime la successione al trono longobardo per diritto dinastico, rendendo di fatto il
figlio Ulrich, erede al trono longobardo. Per la prima volta i longobardi, avevano una dinastia che li avrebbe
ricordati nei secoli, quella che tra miti e leggende venne ricordata come dinastia letingia.
Dani, Anno 396 d.C. Non si torna indietro

La notizia della conquista di Rugion da parte dei Dani si diffuse rapidamente in tutta la Gothiscandza dando
un duro colpo al precario equilibrio che governava la regione. I burgundi si affrettarono a chiedere un patto
di non aggressione ai Dani, temevano di essere facile preda della loro invasione. Le mire di Danr erano
invece altre. La guerra con i Rugi doveva finire con una vittoria. La grande citt di Gothiscandza li rendeva
potenti. Era un grande porto commerciale a nord e contava molti abitanti, mercati e artigiani. I Rugi avevano
l'esercito pi potente e numeroso della regione. I Dani invece si erano appena insediati e anche se non
avevano avuto molte perdite nell'assalto ai Varni, dovevano ricostruire le difese della citt e spendere molto
tempo e risorse a sedare gli animi turbolenti della popolazione.
Danr aveva chiesto a Ingimarr di governare la regione e, insieme a Lothar, di dominarla entro l'anno
successivo. Il suo progetto per non si sarebbe avverato in cos breve tempo.
Uno dei motivi fu la richiesta da parte dei Longobardi di supporto nella conquista di Tulifurdum.
Danr era infastidito. Mentre osservava i lavori per l'ingrandimento del suo palazzo pensava a quanto tempo
avrebbe perso nell'aiutare re Leti. Humbli per gli disse: ''Lasciamo che Ingimarr decida. E' saggio, valuter
le nostre risorse a Rugion''
Danr guard il figlio e rispose: ''Gli ho dato fiducia, ora che mi dimostri che ho fatto bene. Anche tu andrai
a Rugion, potrei aver bisogno di te la.''

Humbli salp a met primavera mentre Rugion veniva ricostruita. L'esercito di Lothar, i draghi del nord,
intanto si riarmavano. Gli artigiano della Gothiscandza li avevano dotati di archi in sostituzione delle
frombole, poco efficaci negli assedi.
Quando Humbli giunse portando gli ordini di re Danr, Ingimarr valut molto bene le sue opzioni. Rugion al
momento non poteva privarsi dell'esercito di Lothar. La flotta di Ragnarr pattugliava il mare nelle vicinanze
e sarebbe accorsa immediatamente in caso di attacco alla citt, ma gli uomini dell'ammiraglio erano poco pi
di ottocento, letali in mare ma poco efficaci in battaglie e assedi. Le difese erano complete ma molti edifici in
citt andavano ricostruiti o ampliati. Inoltre gli Angli, un popolo bellicoso a ovest, era sempre pi stretto
nella morsa tra Longobardi e Dani, ed ora era anche isolato. Se Rugion fosse stata indifesa avrebbero potuto
attaccarla forse spinti dalla paura. I burgundi a sud avevano stretto un patto ma l'avrebbero rispettato?
Ingimarr perci ebbe un idea. Mand un messaggio ad Aregelia chiedendo aiuti per la difesa di Rugion. In
cambio l'esercito di Lothar avrebbe servito Leti in battaglia. Ingimarr era uno stratega e un ottimo
diplomatico, inoltre aveva stretto personalmente l'alleanza con il re longobardo l'anno prima. Convinse Leti
che una Gothiscandza fiorente e stabile in mano ai Dani negli anni successivi avrebbe ripagato i longobardi
attraverso i commerci e la ricchezza della regione che si sarebbe diffusa tra i due regni.
Leti acconsent e poco prima dell'estate un carico di mille monete d'oro giunse a Rugion. Ingimarr invest il
denaro nella ricostruzione e per assoldare mercenari locali a difesa della citt. Con l'arrivo dell'estate Lothar
marci verso sud per bloccare eventuali rinforzi contro i longobardi. Giunse a Tulifurdum durante l'assedio e
mentre gli arcieri Daner indebolivano le difese Sassoni costringendoli a dividere l'esercito, Leti penetrava in
citt senza grosse difficolt.
I longobardi ora possedevano un grande citt e il loro regno lambiva i confini degli Angli. Quando questa
notizia giunse ai Rugi, decisero che era tempo di agire. Il loro grande esercito lasci la citt di Gothiscandza
e marci verso Rugion. Spie Daner portarono la notizia a Ingimarr. Le difese vennero preparate e la flotta di
Ragnarr torn in citt. I mercenari erano stati arruolati, ma erano truppe inaffidabili e non ancora
completamente armate. Il governatore subito sped dei messi a Lothar chiedendogli di rientrare in citt.
Ingimarr stava calcolando bene i tempi, i Rugi sarebbero stati fermati dall'inverno, ma ci che non si
aspettava erano gli angli da ovest. Questi infatti temevano l'arrivo dei longobardi e iniziarono a migrare
verso le terre dei Dani. Lothar doveva tornare al pi presto.
Come da previsioni di Ingimarr l'esercito di Rugi giunse verso la fine dell'autunno e cinse d'assedio della
citt.
Ingimarr osservava l'esercito nemico dalle mura. Era imponente ma non lo spavent. Ora avrebbe saputo se
la sua strategia si fosse rivelata giusta.
I piani di Ingimarr erano fondati su diversi fatti e tutti questi insieme furono motivo della disfatta dei Rugi. Il
loro comandante Eurico, signore dei Rugi, si accorse che non sarebbe riuscito a prendere la citt prima
dell'inverno, ma orgoglioso e irato contro i Dani per le recenti conquiste e la lunga guerra non si ritir.
Questo fu il suo primo errore. I mercenari infatti, per quanto impreparati, facevano sembrare la citt ben
difesa. Le navi di Ragnarr erano schierate nella baia in uno spettacolo imponente che lasciava presagire che
la citt fosse difesa da molti pi uomini di quanto in realt fossero. Erano infatti solamente la met dei Rugi.
Se Eurico avesse attaccato forse, con molte perdite avrebbe conquistato Rugion, ma sapeva che Lothar stava
tornando e se la sarebbe ripresa. Questo provoc uno stallo. Eurico, incapace di decidere rimase ad assediare
Rugion per tutto l'inverno sperando negli dei. I Dani erano ben preparati, infatti Ingimarr aveva accumulato
cibo, ricostruito molti edifici. Sarebbero stati al caldo mentre i Rugi soffrivano il rigido inverno nordico nelle
loro tende. Ingimarr aveva infatti concentrato i suoi sforzi sul popolo. Sapeva che se non avessero avuto gli
abitanti dalla loro parte sarebbero stati distrutti. Il popolo di quelle terre, un tempo in mano ai Varni era
indifferente ai Rugi o ai Dani e non aveva preferenze. Semplicemente non volevano altre guerre da quando
l'anno prima erano stati conquistati. Inoltre condividevano gli dei norreni dei Dani mentre molti dei Rugi
adoravano gli dei slavi. Tutto questo aveva calcolato Ingimarr ed ora aveva una citt difesa e piena di cibo ed
il popolo dalla sua parte. Poteva resistere fino alla fine dell'anno.
Longobardi, Anno 397 d.C. Ricostruire ed ampliare il regno
Dopo la conquista di Lupfurdum e Tulifurdum, successive all'ampliamento di Aregelia, re Leti cominci a
porre le basi del suo regno che ora si estendeva dalle piane della Germania alle coste della Frisia. Nella
primavera di quell'anno, traendo ispirazione dal sistema logistico romano, favor gli scambi e i commerci,
introducendo anche il razionamento delle provviste per gli eserciti che potevano da quel momento contare su
di un approvvigionamento al seguito prima di allora mancante. I romani consideravano i longobardi alla
stregua di barbari incivili, incapaci di tenersi la terra che conquistavano. Se era vero per molti popoli
dell'epoca, non lo era per il longobardi di Leti. Pur mantenendo inalterato il loro spirito guerrafondaio, Leti
seppe giocare sugli esempi eclatanti come quello romano, per trasmettere al suo popolo l'idea di grandezza,
raggiungibile non solo con la guerra, ma anche con la disciplina e una solida dinastia al potere. Avrebbe
preso il meglio del sistema romano, vero e unico punto di riferimento della sua era, e lo avrebbe trasformato
e modellato per adattarlo a quello longobardo. Sentiva che poteva essere una strategia vincente, unica strada
da percorrere per trasformare quello che era un'area controllata da una trib, in un regno. Leti, distribu il
potere ai propri dignitari, assicurandosi la lealt con delle concessioni. Diede la carica di compagno ad
Ermerico, eleggendo un nuovo dignitario per la Frisia, Almarico, particolarmente fedele alla strategia di Leti.

Dopo aver radunato nuovi guerrieri e rinforzato quanto bastasse il proprio esercito, Leti decise di occupare
l'intera primavera a dare la caccia agli angli del nord. 1200 longobardi, guidati da Ranaghar, misero a ferro e
fuoco il villaggio di Angolus, nella frisia settentrionale, dimostrando di poter colpire al cuore il nemico senza
alcuna piet. Dei 600 difensori, una piccola parte venne arruolata nell'esercito longobardo, gli altri vennero
massacrati, come da tradizione. Occupata Angolus, l'esercito mosse verso la Gothiscandza, guidato
direttamente da Leti, che ingaggi prima un piccolo gruppo di angli ad ovest e per poi batterli
definitivamente in un secondo scontro vicino a Rugion, sgominando il pericolo che stavano per porre alla
citt recentemente presa dai Daner. Nella stessa primavera, durante il approvvigionamento in citt, Leti con
l'aiuto dei Dani sconfisse duramente anche un nutrito esercito di quasi 3000 Rugi guidati da Erarico, giunti
per razziare l'insediamento. All'arrivo dell'estate, Leti riusc a bloccare l'ultimo esercito di angli rimasto sulle
coste della frisia annientandoli definitivamente. La frisia era oramai quasi completamente occupata, se non
per la citt di Flevum, controllata dai franchi, che confinavano direttamente con l'impero di Roma.
Nonostante Flevum rappresentasse un avamposto anche marittimo, molto ricco, i franchi non avevano
rapporti ostili con i longobardi e di certo non si aspettavano di doversi confrontare con le loro ambizioni.
Stabilendo che i franchi potevano aspettare, Leti mosse tutto il suo interesse verso la citt alemanna di
Uburziz, recentemente occupata dagli odiati vandali. Sul finire dell'estate, nacque Vulferam, il primo figlio di
Leti avuto dalla moglie Daner.

Leti sfrutt il favore dato da alcuni buoni raccolti in Germania, per preparare e rinforzare il suo esercito con
nuovi guerrieri per tutto l'autunno e nell'intento di non affrontare troppi nemici contemporaneamente, chiese
e ottenne la pace con Rugi e Varni, oramai allo sbando come trib nomadi senza pi una patria. Senza pi
nemici validi nel nord, l'inverno pass relativamente in pace e nella sua prosperit gli eserciti si prepararono
ad una nuova stagione di guerre.
Dani, Anno 397 d.C. Humbli, il primo passo verso il proprio destino
L'inverno pass e mentre le nevi si scioglievano, e il morale dei Rugi era basso, all'arrivo della primavera
l'esercito di Lothar giunse in Gothiscandza insieme ad un esercito di Longobardi. I Rugi indietreggiarono e si
prepararono allo scontro. Dalla citt le truppe comandate da Gandalfr uscirono e caricarono i nemici dando
man forte a Lothar. I Draghi del nord avevano fatto una lunga marcia durante l'inverno, e perso degli uomini
per il freddo, ma erano guerrieri del nord, temprati dal ghiaccio, e nelle piane della Gothiscandza i Rugi
vennero sconfitti.
Questa vittoria port per una grande tragedia. Lothar infatti mor durante la battaglia. Aveva spinto i suoi
guerrieri alla carica, spezzando le linee nemiche ma poi circondato fu sopraffatto. Lothar era impetuoso, un
grande guerriero, ma questa volta la sua arroganza e la sua ricerca di gloria in battaglia l'aveva tradito. Il
rimanente esercito dei Rugi fugg ma pochi giorni dopo Gandalfr con i suoi mercenari li raggiunse e prese la
testa di Eurico vendicando cos infine il principe, primogenito di Danr.
La guerra con i Rugi, che imperversava da anni era giunta al suo epilogo. Gandalfr con i suoi uomini torn a
difendere Rugion. Humbli prese per ordine di Danr il posto del fratello al comando dei Draghi del nord. Non
era un generale esperto, era giovane, ma avrebbe dovuto dar prova di coraggio e di comando. L'esercito di
Lothar era composto da uomini esperti che credevano nel loro generale. Ora avrebbero dovuto accettare
Humbli. Danr aveva perso il suo guerriero, ora Humbli doveva diventarlo.
Mentre il drakkar funebre di Lothar bruciava nel mare antistante Hafn, re Danr lo osservava con sguardo
fiero. Ingimarr che era giunto portando il corpo del principe, stava al suo fianco.
''Mio consigliere'' disse Danr ''mio amico e fidato governatore, tu d'ora in poi sarai mio figlio. Ne ho perso
uno ma ne guadagno un altro. Hai dato prova di fedelt, coraggio e astuzia. Rendi la Gothiscandza una
fiorente potente regione al mio servizio.''
''Come tu desideri, mio re'' Rispose Ingimarr senza indugio.

A sud nel frattempo, a combattere per i progetti di Danr erano rimaste le Vele oscure di Ragnarr. La flotta
pot salpare da Rugion. Gli angli a ovest erano infatti stati distrutti dai Longobardi e non rappresentavano un
problema. I burgundi a sud non avrebbero mai attaccato i Dani, dopo aver visto la fine dell'esercito dei Rugi,
ben pi potente del loro. Cos Ragnarr veleggi verso la sguarnita citt di Gothiscandza, sbarc dal porto e
stermin gli ultimi difensori. La citt era ora dominio di Danr. Eurico era morto e cos tutti i suoi eredi. I
Rugi erano sterminati e la guerra finita. Il popolo non si ribell. Eurico non era stato un buon re, fin troppo
esaltato dalla guerra con i Dani aveva trascurato il suo popolo. I Dani non provocarono danni alla citt e si
presentarono con un imponente flotta. Il buon governo di Ingimarr convinse presto il popolo che il grande
regno dei Dani sarebbe stato prospero e ricco per tutti. Molti giunsero in citt dalle terre a est e anche se ci
furono attriti tra i culti degli dei norreni e slavi, questo port grande ricchezza attraverso i suoi porti
commerciali e le sue grandi fiere. Gli artigiani riarmarono l'esercito con archi, lance, spade e molti cavalli
che pascolavano le piane. I Dani stabilirono contatti con i Venedi a est, un popolo di contadini indifferente
per alle vicende dei regni a ovest.
In autunno, mentre le risorse da sud giungevano ad Hafn, anche nella capitale fu reclutato un esercito per
difendere la citt. Danr infatti sapeva che prima o poi Juti e Geati avrebbero potuto non vedere di buon
occhio l'espansionismo danese. Garulf, un capitano che aveva combattuto sotto Lothar comand cos i
Cinghiali furenti, l'esercito di difesa di Hafn.

Intanto la citt di Gothiscandza cresceva e veniva ampliata. Un manipolo di esploratori e spie vennero
addestrate per controllare i confini a sud. Danr, su esempio dei grandi imperi sapeva che per dominare vaste
terre non bastavano forza e abilit in battaglia, ma anche risorse, informazioni e diplomazia. I danesi,
navigatori e razziatori stavano imparando tutto questo molto in fretta.
Giunse infine l'inverno e tutti i futuri progetti furono rimandati all'anno successivo
Longobardi, Anno 398 d.C. Una ferita ancora aperta
Alcuni dissero che i vandali, intuendo la guerra imminente, si convertirono al culto germanico abbandonando
il cristianesimo ariano per avere il favore dei longobardi. Nonostante questo potesse essere realmente il
primo passo verso la riconciliazione, Leti non riconobbe nel gesto la giusta sincerit, e li accus di essersi
convertiti per codardia. Prima che potesse muovere verso Uburziz per, giunse a Leti la richiesta dei Daner a
schierarsi a nord, contro i Burgundi. Anche i dani avevano mire espansionistiche e al contrario dei
longobardi non avevano ancora finito nel nord. Era noto infatti che volessero la Gothiscanza per loro. Deciso
a fare in fretta, per non lasciare un altro anno i vandali ad accrescere il loro potere, Leti decise di affidare a
suo figlio Ulrich il compito di soccorrere i dani. Gli diede il comando e un nutrito numero di guerrieri. Ulrich
desideroso di dimostrare il suo valore mosse verso le terre dei Burgundi, e nel farlo trucid i Rugi che si
erano insediati senza permesso in Germania infischiandosene della pace da poco raggiunta, annientandoli
definitivamente. I Burgundi si scontrarono ad Asuscalis, nella Gothiscanza quello stesso autunno, con le
forze di Ulrich e vennero infine decimati e le loro terre, consegnate ai dani. Questa serie di battaglie prive di
bottino, nonch la ricostruzione non ancora terminata di Tulifurdum e Angolus, pes parecchio sulle spese,
tanto che Leti decise a malincuore di terminare ogni battaglia per quell'anno, rimandando alla primavera
seguente la guerra ai vandali. La moglie Brynja, diede a Leti un secondo figlio, Drogo, che nacque quello
stesso inverno. Si disse che quell'evento calm l'animo furente di Leti che accusava i dani di averlo rallentato
nei suoi piani.
Dani, Anno 398 d.C. La Gothiscandza sotto un unico dominio
La primavera del nuovo anno fu sfruttata per i lavori di ampliamento e consolidamento della regione, mentre
l'esercito di Humbli si preparava. Con l'arrivo dell'estate Danr cercava un pretesto per attaccare i Burgundi
ma fu da questi anticipato. Il loro re dichiar infatti guerra ai Dani. Forse sentiva di essere il prossimo
obiettivo delle mire espansionistiche Daner e ormai isolato e senza alleati decise di passare all'attacco.
Humbli con il suo esercito, affiancato da Gandalfr con i suoi, per marciarono verso sud prima ancora che i
Burgundi potessero avanzare e Ascaucalis fu assediata e conquistata con l'aiuto di un esercito di longobardi
guidati da Ulrich. Burgundi e Rugi non esistevano pi. La Gothiscandza era danese. Nella battaglia Gandalfr
per fu ucciso. Humbli invece ne usc vittorioso e ottenne il primo passo per il rispetto dei suoi uomini.
Aveva assaltato la citt con coraggio. Sembrava aver ereditato il sangue di Lothar.

Con la conquista della regione le battaglie a sud cessarono. La provincia era in pace e unita sotto i danesi.
Durante l'autunno e l'inverno successivo Ingimarr si occup di consolidare la regione. Mentre Humbli e
Ragnarr con la flotta tornavano a nord, molti guerrieri furono arruolati per difendere Gothiscandza, sotto il
comando di Tormodr. I patti con i Lugi e Marcomanni a sud furono rinforzati, i commerci scorrevano lungo
le vie tra le citt e arricchirono la regione. I confini erano sicuri essendo circondati da popoli alleati o amici.
A est le citt dei Venedi erano lontane e pacifiche. Le terre degli angli a ovest erano state conquistate dai
Longobardi.

La Gothiscandza inizi con l'arrivo dell'inverno a essere consolidata dal buon governo di Ingimarr che pot
cos mantenere anche le promesse con re Leti. Il primo carico d'oro, un terzo di ci che i longobardi avevano
consegnato l'anno prima, fu spedito a i longobardi. Era solo un anticipo delle ricchezze che i Daner
avrebbero condiviso con gli alleati. Danr sapeva che Leti aveva da combattere molte battaglie a sud e da
ricostruire citt. La stabilit dei danesi contava anche sul fatto che gran parte dei confini erano protetti dai
longobardi. Avrebbe dovuto finanziarli ma non sarebbe stato un problema con le ricchezze che avrebbe
generato la regione. Intanto, dall'alto della sua fortezza volgeva lo sguardo a nord. Juti e Geati ora vedevano
il regno dei Daner. Erano sempre stati pi forti a nord, ma ora l'equilibrio era cambiato. Gi tra i popoli
iniziava a scorrere antipatia. I commercianti danesi trattavano i Geati con superiorit. Sempre pi spesso
scoppiavano risse nei porti. L'economia fiorente dei Daner aveva rubato commerci ai Geati e Juti che erano
sempre pi costretti a razziare. Inoltre gli inverni erano sempre pi rigidi e a nord importavano cibo dalle
terre Daner a sud, ma a caro prezzo. Tutto questo inaspriva i rapporti con i vecchi alleati. Re Danr voleva
proprio questo. Prima o poi si sarebbero dovuti sottomettere, con la pace o con la guerra. Mentre Ingimarr
governava a sud anche il re voleva la sua provincia fiorente e padrona del nord.
Ingimarr infatti ormai era conosciuto e potente. Durante l'estate per rinsaldare i rapporti con Leti, per ordine
di Danr, aveva sposato la figlia del re Longobardo, Ingertrude.
Ormai Il consigliere del re governava una vasta e potente regione, era rispettato, aveva spostato la figlia di un
potente re ed era anch'esso ufficialmente figlio di Danr. Lothar era morto e Humbli giovane. Molti iniziarono
credere che fosse lui l'erede di re Danr e forse anche il re stesso inizi a pensarci.
Dani, Anno 399 d.C. Linverno sta arrivando
L'estate del 399 fu per re Danr momento di grandi decisioni. Mentre l'autunno era stato portatore di ricchezza
in Gothiscandza e Ingimarr era sempre pi rispettato, nacque il primo erede maschio di Humbli e sua moglie
Dyrhildr. Gli diedero nome Getwulf. In verit Getwulf aveva gi una sorellastra pi grande, nata anni prima
che Humbli prendesse moglie. Il suo nome era Hreidunn e nonostante fosse probabilmente frutto del sollazzo
di Humbli con una serva, era amata da tutti. Quando Getwulf nacque per venne visto come il primo erede
della dinastia di Danr.

Il Re pensava al futuro: Ingimarr non era pi un giovane e ancora non aveva figli. Per quanto una sua
dinastia avesse rafforzato i legami con i longobardi questa tardava a venire. Humbli era giovane ed ora si
preparava ad esser un guerriero oltre che un uomo saggio. Stava dimostrando grandi doti che forse aveva
tenuto nascosto fino ad ora. Certo era sempre umile e a volte indeciso ma Danr era certo che col tempo
sarebbe cambiato. Ora il re pensava al suo regno negli anni futuri e al suo lascito. Ingimarr era stato adottato
e gi sospettava che Ragnarr ne fosse geloso. Alla sua morte l'ultima cosa che avrebbe voluto era il suo regno
spezzato sotto diverse rivendicazioni. Fu cos che quell'estate, in una grande cerimonia ad Hafn re Danr
incoron Humbli come suo legittimo erede. Ingimarr forse ne fu risentito, dopo tutto ci che aveva fatto, ma
era leale. Conosceva Humbli fin da quando era nato e anch'egli confidava in lui. Inoltre aveva avuto pi di
quanto ogni consigliere potesse ambire. Ciononostante non dimentic mai il fatto. Ragnarr invece ebbe la
conferma che non sarebbe mai stato un re. Humbli era l'erede e Ingimarr comunque era pi potente e
influente di lui, e lo sarebbe sempre stato. A lui rimaneva il mare. Daltronde pensava che forse non sarebbe
mai stato capace di governare, lui era un navigatore, il suo nome si sarebbe conosciuto grazie alle sue
imprese. Sarebbe stato per sempre il re della sua flotta e primo tra gli ammiragli del regno danese.

Intanto come aveva predetto Danr, il clima stava cambiando. L'inverno del 399 fu il pi rigido mai ricordato
nella storia danese. I raccolti furono scarsi e da l in poi il terreno non fu mai cos fertile come gli anni
precedenti. Ora pi che mai doveva iniziare la conquista del nord. Solo un grande regno avrebbe potuto
sopravvivere.
Nel frattempo, lontano a est, durante il pi freddo giorno di quel gelido inverno, nasceva un bambino che
avrebbe cambiato il destino di molti popoli. Il suo nome era Attila.
Longobardi, Anno 399 d.C. Una nuova minaccia arriva dallest
Il cambio climatico presagiva sventura. I longobardi, e lo stesso Leti, interpretarono tale evento come un
oscuro presagio. Era come se il nord gelido e sterile, dal quale erano fuggiti anni orsono, li avesse finalmente
raggiunti per decimarli. Dall'est giuse inoltre la notizia che tra il popolo degli Unni, era nato colui che li
avrebbe guidati alla gloria. Attila era il suo nome. Leti rise assieme ai suoi guerrieri pi fedeli a questa
notizia, facendo presente che le divinit dei nomadi dell'est non avevano fatto mai vincere loro nemmeno una
battaglia degna di nota. Nonostante questa sicurezza, il re dei longobardi non poteva non ricordare i racconti
sugli unni. Il suo popolo li aveva gia incontrati e battuti, ma ad un prezzo altissimo. Li chiamavano bulgari, e
a tutti gli effetti erano l'avanguardia degli unni. Questo fatto, contribu non poco a determinare le scelte in
merito alle campagne militari future, portando l'attenzione longobarda a ovest.

Le nuove necessit, tra cui principalmente l'oro e il cibo, portarono quindi re Leti a valutare ulteriori
espansioni verso terre pi fertili, e ad uno sbocco sul mare. Difatti, nonostante il freddo aveva impoverito la
terra, questo non accadeva certo al mare, che rimaneva pescoso e ricco di cibo. I Daner godevano di questo
privilegio e i longobardi non avevano nessuna intenzione di essere da meno. Prima che giungesse l'inverno,
alcuni araldi longobardi si recarono a Flevum, e ruppero ufficialmente ogni rapporto commerciale con i
franchi. Re Faramondo, comprese che entro la primavera ci sarebbe stata guerra, cosa che lo spinse a
rafforzare i suoi domini, colpendo e conquistando alcune province romane nella Maxima Sequanorum con la
conquista finale della citt di Argentoratum. Altro fatto che port il re dei franchi a questa deduzione fu
l'accordo di non aggressione stipulato tra longobardi e marcomanni, cosa che di fatto conferm che re Leti
aveva l'occidente come piano di conquista.

Prima dell'arrivo del rigido inverno comunque, Ybor e la sua armata espugnarono Ubirziz e la epurarono dai
vandali invasori. Gunderico, comandante dei vandali, tent di trattare una resa accomodante, che prevedeva
anche la restituzione della citt e delle terre agli alemanni, ma Ybor non accett alcun compromesso e
reclam la citt per il suo re, togliendo sia ai vandali che agli alemanni ogni speranza di avere voce in
capitolo. Senza alcuna piet, i vandali vennero tutti massacrati mentre i migliori guerrieri alemanni, reclutati
sotto le insegne dei "mangiamorte", l'esercito di Ybor.
Dani, Anno 400 d.C. Alla conquista del Nord
L'inverno era passato. Molti Daner se lo sarebbero ricordato per molto tempo, sarebbe rimasto impresso nelle
loro menti come il primo di una lunga serie di inverni gelidi costellati da carestie. La conquista della
Gothiscandza aveva aiutato molto, ma erano ancora tanti gli edifici da costruire e i campi da coltivare. Gli
allevamenti di capre e buoi non erano ancora fiorenti e a mala pena bastavano a sfamare la popolazione.
Inoltre molte contadini che abitavano le piane si avvicinarono sempre pi alle citt espandendole. Molte trib
di guerrieri nomadi a quel tempo scorrazzavano per le lande, provenienti da est. Ancora non erano giunti in
territorio Daner, ma gli abitanti delle campagne erano spaventati e si avvicinavano alle grandi citt
fortificate.
Hafn era riuscita a sostenersi da sola grazie al suo porto peschereccio ma ora Danr aveva anche altri
problemi da risolvere. Da moltissimo tempo i Daner non affrontavano un cos lungo periodo senza razzie.
Erano combattenti e navigatori ed ora avevano passato stagioni a conquistare, costruire e coltivare. Wodan
voleva il sangue. Danr riusc a calmare gli animi, promise che presto le razzie sarebbero riprese. Il re era
saldo al comando, finora aveva ottenuto vittorie e ricchezza e molti sapevano che l'inverno era passato grazie
alle sue conquiste, ma nel loro sangue scorreva la sete di battaglia. Juti e Geati con la primavera salparono
per nuove razzie a ovest e molti Daner protestarono con il re ad Hafn. Il re parl loro, ricevendoli nella
grande sala del capotrib recentemente ultimata, e permise a Ragnarr di partire con la flotta e con quanti
avessero voluto seguirlo. Poi preso l'ammiraglio da parte gli disse: ''Torna prima del prossimo inverno, ci
saranno ancora battaglie da combattere''.

Ragnarr part con molte navi e per tutta l'estate e l'autunno esplor a ovest, compiendo piccole razzie ma
osservando e preparando i piani per le grandi razzie future. Ora che avevano instaurato un regno dovevano
spingersi molto pi lontano in cerca di ricchezze, oltre il grande mare a nord. Navig fino alla Britannia e
alle terre dei Galli. I Dani conobbero i nomi di molti popoli che abitavano in quelle terre, furono rapidi
contatti, privi di accordi, a volte indifferenti, spesso bellicosi. Britanni, Caledoni, Pitti ed Ebdani videro cos
per la prima volta i Drakkar danesi pericolosamente vicino alle loro terre.
L'autunno port anche un lieto evento. Heidrek, secondo figlio maschio di Humbli nacque.
Intanto i Longobardi, dopo aver dato battaglia con l'aiuto dei Daner ad un esercito di vandali presso Uburziz,
avevano mosso guerra ai Franchi e puntavano la loro citt di Flevum, un porto a nord. Con il controllo di
Leti su quella citt tutto il mare del nord sarebbe stato sotto il controllo di Dani e longobardi, una volta che
Danr avesse dominato su Juti e Geati. Cos inizi a preparare la sua strategia.

L'inverno seguente arriv e fu ancora pi rigido del precedente. Hafn and incontro ad una carestia senza
precedenti e solo il cibo importato da sud garant la sopravvivenza della citt. Ad Alabu e Hrefnesholt andava
altrettanto male. Juti e Geati compravano cibo dai Daner, ma gi dall'autunno re Danr aveva ordinato di
alzare i prezzi. Voleva provocare una reazione. I Geati interruppero i commerci con Hafn, e i rapporti tra i
due popoli iniziarono pericolosamente a peggiorare. Gli Juti si affidavano alla pesca ma molte loro navi
iniziarono a non tornare in porto. Danr aveva infatti pagato molti pirati mercenari per assalire le navi degli
Juti allo scopo di affamarli. L'oro non mancava, al contrario del cibo. Gli Juti cos per continuare i commerci
con Hafn furono costretti a razziare ancora per tutto l'inverno. Molte navi ed esperti guerrieri lasciarono
Alabu. Danr aspettava solo questo. Cercava solo un pretesto e lo trov a met inverno. Molti Juti si spinsero
sempre pi a sud con i loro allevamenti, lambendo le terre dei Daner. In pi di unoccasione oltrepassando i
confini. Danr li lasci fare fin quando furono in molti ad essere accampati nelle sue terre. Allora accus gli
Juti di stare razziando in territorio Daner. Mand un messaggio ma questo venne respinto con male parole.
Danr non perse tempo. Mentre la flotta di Ragnarr circondava il porto di Alabu pronta a sbarcare, Humbli
marciava verso nord con il suo grande esercito. Assal la citt difesa solamente da poco pi di 800 guerrieri.
L'imponente forza Daner dei draghi del nord e delle vele oscure contava pi di 3500 uomini. I Daner
conquistarono facilmente la citt nonostante il freddo terribile. Come aveva ordinato Danr appena la citt fu
sotto il controllo di Humbli, venne distribuito cibo alla popolazione. Gli abitanti pensarono alla loro
sopravvivenza e questa strategia, unita al fatto che i Daner si proclamavano legittimi padroni del nord,
benedetti da Wodan, svent qualsiasi rappresaglia. L'alleanza con i longobardi e le leggende che
circondavano il popolo di Leti rafforzarono questa legittimazione. Wodan aveva scelto chi doveva dominare
il nord, e questo messaggio giunse anche alle orecchie di Algaut, signore dei Geati.
Quando Danr fece il suo ingresso in citt ordin di preparare un grande fal con la legna della sala del
capotrib, che venne completamente smantellata. Poteva esserci un solo re al nord, e il suo seggio era ad
Hafn. Il porto venne subito rimesso in attivit, con navi da pesca Daner e la carestia, anche per Hafn, fu
sorpassata.
Gli Juti non erano ancora sconfitti per. La loro flotta con il grosso dell'esercito era ad ovest, a razziare le
terre dei franchi e dei galli e probabilmente si era accampata per l'inverno. Sarebbero tornati al disgelo per
riprendersi Alabu. I Daner invece avrebbero difeso il loro regno. Humbli era pronto.
Longobardi, Anno 400 d.C. Il difficile rapporto con i Franchi
Come stabilito dall'Assemblea degli uomini in arme, la primavera venne dedicata alla guerra ai franchi.
L'erede al trono Ulrich, attacc la citt portuale e priva di mura di Flevum con una potente armata, sfidando
le forze del generale franco Elmerico e sconfiggendolo in battaglia ne reclam la citt. Nel frattempo, Ybor
mosse da Uburziz con i suoi guerrieri e attacc il re dei franchi, Faramondo presso Argentoratum, prima che
le mura della citt potessero essere da loro ricostruite. La vittoria sui franchi fu totale e Faramondo venne
gettato in una fossa da Ybor stesso, assieme ai suoi uomini, senza l'onore delle armi. Come ulteriore
umiliazione, venne ordinato ai capi franchi di sottomettersi ai longobardi e servirli, o di morire tutti quanti. I
franchi si piegarono e accettarono di divenire uno stato tributario longobardo, pur di sopravvivere. L'idea di
non occupare Argentoratum e di sottometterla, fu puramente strategica, in quanto re Leti non aveva reale
interesse a schiacciare altri che i romani cristiani nell'ovest. Conclusa quindi la campagna contro i franchi,
Flevum venne ricostruita e migliorata. Leti, in autunno, diede il via ai lavori del primo imbarcadero
commerciale longobardo, rinominandone la citt con il nome di Velsen, affinch le nuove generazioni non
conoscessero altro retaggio che quello longobardo in frisia. Mentre nel nord la guerra tra gli alleati Daner e
gli Juti aveva avuto inizio, le brutali vittorie contro i franchi convinsero i marcomanni a legarsi ulteriormente
al dominio longobardo con una alleanza difensiva. Il timore di essere i prossimi, era palese agli occhi di Leti.
Dani, Anno 401 d.C. Il regno forgiato con il ferro
Quando gli Juti sbarcarono per riprendersi la citt, i Dani erano schierati. Garulf era giunto da Hafn con un
migliaio di uomini che si erano uniti all'esercito di Humbli. Sulle coste dello Jutland l'esercito di Floki fu
sbaragliato dalle cariche Daner. Molti Juti si salvarono solo tonando alle navi e salpando. La flotta di Ragnarr
era lontana altrimenti quel giorno sarebbe stata la fine per il popolo di Alabu. Gli Juti avrebbero navigato
verso ovest e negli anni successivi si sarebbero stanziati in villaggi costieri lontano dalla loro terra natale, in
cui non sarebbero mai tornati. Ora era territorio Daner. Il corpo di Floki, ultimo dei signori Juti rimasto fu
portato in citt e fu bruciato con onore. Danr non voleva inimicarsi la popolazione, invece sottoline come i
Daner avevano difeso la loro terra e protetto gli abitanti da un esercito pronto a distruggere Alabu pur di
vendicarsi. Danr si mostrava magnanimo mentre perdonava i suoi avversari consegnandoli al Valhalla, ma
nella sua mente esultava mentre vedeva il corpo di Floki bruciare sulla stessa legna che era parte del salone
del re degli Juti e sognava che quel corpo fosse di Algaut. Presto lo sarebbe stato.

In autunno ci fu un buon raccolto e la carestia fu superata. Il porto di Alabu fu ampliato e grandi navi
commerciali salpavano ogni mese. Altri uomini vennero reclutati e molte navi si unirono alla flotta di
Ragnarr con molti marinai Juti esperti, felici di servire Danr, signore del nord. Ma c'era ancora un altro
signore da sconfiggere. Algaut dominava a Hrefnesholt, l'antico bastione a nord. Una citt leggendaria. Tutti
gli abitanti del nord avevano sempre visto la citt con una sorta di adorazione, velata di mistero. Vi era uno
dei pi antichi altari di Wodan e oltre, a nord, vi era solo ghiaccio. La citt era l'ultimo bastione prima delle
terre degli dei, o almeno cos molti credevano. Daner e Juti avevano sempre visto con soggezione il bellicoso
popolo dei Geati, molte leggende li circondavano. Ma ora i Daner avevano un grande regno e i Geati non
sembravano pi cos leggendari. Danr era conosciuto e rispettato in tutto il nord e i suoi eserciti sembravano
invincibili. Quando Alabu venne conquistata, come per gli Juti, l'esercito dei Geati era a ovest a razziare.
Humbli si mise in marcia.

Intanto alcune navi dei Geati affondarono un gruppo di navi al largo di Alabu. Danr sostenne che Algaut
aveva attaccato i Daner per conquistare le loro citt e che mai sarebbero stati al sicuro. In verit le navi
affondate erano dei Varni, che scacciati dai Daner, dopo aver ottenuto un trattato di pace, si erano stabiliti
sulle coste a nord e ora stavano migrando verso ovest. Danr non poteva perdere tempo. Aveva un pretesto e
la flotta dei Geati era lontana. Anche se era pieno inverno, Humbli marci verso nord nella neve e Ragnarr
navig verso Hrefnesholt. La citt fu cinta d'assedio e conquistata in poco tempo. Algaut fu ucciso mentre
combatteva sulle mura e il suo trono dato alle fiamme. Come per Alabu la popolazione in poco tempo venne
aiutata e le prediche dei sacerdoti mostravano un futuro di ricchezza e prosperit. La potenza dell'esercito
Daner aveva sedato ogni tentativo di rivolta. I Geati a ovest non tornarono mai nelle loro terre. La baia ora
apparteneva ai Daner, come tutto il mare del nord. Nessuna nave poteva passare senza il permesso della
letale flotta di Ragnarr.

Il tempio di Wodan venne ampliato. Ora i Daner avevano un grande altare a nord.
Danr fece forgiare una corona di ferro nero e si fece incoronare dal sacerdote del tempio. Il nord era suo, e
con la Gothiscandza tutti erano uniti sotto un unico cielo, un unico mare. Re Danr assunse ufficialmente il
titolo di Re del Nord. La grande citt in Gothiscandza venne rinominata Daneberg in suo onore. Era nato il
Regno Danese.
Longobardi, Anni 401/402 d.C. I seguaci di Giaccavento
Nell'arco di un solo inverno, i franchi dovettero adattarsi in fretta alla nuova terra concessagli dai longobardi.
Purtroppo per, essi caddero sotto la maledizione del "Cristo Bianco" e per pura convenienza si convertirono
in massa per ordine del loro nuovo re. Leti, trov questa scelta inaccettabile e minacci una nuova guerra, ma
Ragnagar consigli di non procedere subito contro i franchi, finch essi fossero stati in grado di mantenere il
proprio tributo e la loro fedelt. Era infatti di grande impatto tra i popoli germanici, che un popolo devoto a
Godan avesse un tale potere su di un popolo cristiano, anche se si trattava dei franchi. A rinforzare questo
fatto, celebrandolo, venne istituito ad Aregelia un bosco sacro. Nell'autunno di quell'anno, nacque Giselberto,
figlio dell'unione tra l'erede longobardo Ulrich e Jorunn, seconda figlia di re Danr.

I Daner nel frattempo, dichiararono guerra ai Geati prima dell'arrivo della primavera, cogliendo il fatto che le
loro flotte fossero lontane dalla capitale Hrefnesholt. Mentre nel nuovo anno si consumava la guerra nel
nord, che avrebbe visto i Daner vittoriosi, nella belgica, Augusta Trevorum venne attaccata da un capo trib
longobardo di nome Cancor con l'intento piegare dei ribelli romani che vi si erano insediati. La citt, colta di
sorpresa da un pugno di uomini (circa 60) venne presa, saccheggiata e poi data a Leti in dono, con sua
grande sorpresa. Quest'evento fu talmente straordinario che elev Cancor a eroe e i suoi uomini vennero
chiamati "i seguaci di giaccavento" per via dell'abitudine di Cancor a tenere la giubba aperta in battaglia,
facendo s che il vento la gonfiasse facendolo apparire pi grosso di quello che era in realt. Entro la fine
dell'estate, gli ultimi vandali fuggiti a est, si scontrarono con le forze Daner in marcia verso sud, che li
cancellarono definitivamente come popolo.
Dani, Anno 402 d.C. Il regno si espande
Con l'arrivo della primavera re Danr e Ingimarr lavorarono per stabilizzare il regno e renderlo fiorente. Le
costruzioni a nord vennero riparate, le citt ampliate. Nuovi campi furono coltivati in Gothiscandza e nuovi
commerci sorsero. Re Danr, dal suo seggio ad Hafn, controllava un grande regno i cui confini erano per la
maggior parte sicuri. A sud i longobardi stavano conquistando terre, a est i Venedi erano pacifici. Lugi e
Marcomanni erano popoli amici. Il mare del nord ora apparteneva ai Dani, le cui flotte controllavano le coste
per renderlo sicuro. Appena le navi dei commercianti giungevano in vista dello Jutland sapevano di essere in
acque sicure, senza pirati. Il mare freddo del nord li accoglieva. Sull'approssimarsi dell'estate per i Danesi
dovettero difendere per la prima volta i confini del loro regno. Un orda di vandali guidati da Genserico,
giunse da sud, un popolo senza terra, respinti dai Longobardi. Stavano migrando verso nord in cerca di
ricchezza. L'orda giunse presso Ascaucalis una mattina, attaccando la citt. Aleifr, un esperto generale era
accampato con i suoi uomini a controllare i confini a sud. Avvisato dagli esploratori appront le difese e i
Vandali non riuscirono a penetrare nell'insediamento. Erano inferiori di numero ma disperati. Solo quando
molti di loro vennero decimati da frecce e lance allora si ritirarono. Aleifr per voleva mantenere sicuri i
confini e cos dopo la battaglia insegu i fuggitivi. Nelle piane slave i vandali vennero raggiunti e sterminati.
Erano gli ultimi rappresentati del loro popolo, di loro non si sent pi parlare.
Intanto Danr aveva dato ordine di esplorare terre e mari per ampliare i contatti con gli altri popoli. In
quell'anno i Danesi navigarono lungo le coste della Britannia e vennero in contatto con i galli a ovest. Le
navi dei commercianti della Gothiscandza iniziarono a navigare verso sud in cerca di nuovi porti e nuove
risorse. Un esploratore chiamato Agmundur invece navig verso nord est, nelle piane a nord dei Venedi.
Erano lande desolate con pochi villaggi di agricoltori e pescatori. Sopra un promontorio affacciato sul mare
vide per le rovine di un vecchio insediamento. Agmundur si ferm per alcuni giorni e scopr che vi erano
molte caverne ricche di gemme. Mand dei messaggeri ad Hafn e re Danr acconsenti che vi stabilissero un
insediamento per valutare se sarebbe stato proficuo scavare in quelle terre. Agmundur ricevette l'incarico di
governatore. Chiam la nuova citt col nome con cui i contadini la conoscevano un tempo, Duna. Col
passare dei mesi molti pescatori e abitatori delle steppe aumentarono il numero dei cittadini di Duna. In poco
tempo sorsero case e un piccolo porto. Verso la fine dell'anno Agmundur inizi l'esplorazione e gli scavi
nelle gallerie.
Il regno si ampliava e cos la famiglia reale, All'arrivo dell'inverno nacque il terzo figlio di Humbli, Yngvi.
Longobardi, Anno 403 d.C. Consolidare la Belgica, puntare a nord
Se la primavera di questanno pass relativamente in pace, l'estate cominci con una nuova guerra contro i
Caledoni. I Daner, decisi a iniziare un redditizio periodo di razzie, mossero verso la Britannia intenti a fare
bottino ai danni delle popolazioni celtiche locali che avevano cacciato i romani. I longobardi, interessati da
facili guadagni, spalleggiarono gli alleati nell'iniziativa, anche perch in alcune parti della belgica confinante
la frisia, i caledoni avevano recentemente sottratto ai romani la citt di Colonia Agrippina, rendendola un
logico obiettivo da aggiungere alle terre prese da Cancor l'anno prima. Leti, decise che l'eroe Ybor avrebbe
condotto per i longobardi la stagione delle razzie e ordin il rafforzamento di un esercito a Velsen che
sarebbe salpato entro lo stesso anno per l'isola britannica. Nel mentre per, comand a Cancor e ai suoi
"giaccavento" di giungere dalla belgica e iniziare a preparare l'arrivo dell'armata di Ybor con atti di guerriglia
e brutalit. Il consiglio di guerra longobardo, incalzato dagli alleati e dalle popolazioni germaniche fedeli,
cavalc l'onda e dichiar in previsione della primavera, la guerra totale all'Impero Romando d'Occidente.

In quell'autunno nacque Rudeslnd, il secondo figlio mezzo sangue di Leti e Brynja e fu un evento lieto per
tutti. L'inverno che ne segu per non lo fu, in quanto ad Aregelia si scaten una epidemia di vaiolo senza
precedenti che fece molteplici vittime, in un momento dell'anno estremamente sfavorevole per via delle
condizioni invernali e per via del fatto che la primavera prevedeva nuove guerre e spese per l'erario. Cancor,
aveva nel frattempo attraversato il mare stretto e marciato fino alla citt britannica di Camolodorum. Non
potendola prendere con soli sessanta uomini, si serv di un nutrito gruppo di pirati varni non lontani dalla
costa, che convinti da un facile bottino, attaccarono dal mare la citt facendo il grosso del lavoro, mentre i
giaccavento si spartivano il bottino a fine razzia. Parte del bottino venne quindi dato ai Varni, mentre una
buona parte venne mandato in germania, a sopperire alle ingenti spese a cui Aregelia doveva far fronte per
via della pestilenza. Leti stesso con il suo seguito di guerrieri, venne costretto a lasciare la citt per fuggire
dalla malattia, ma cogliendo l'occasione favorevole, attacc i Caledoni che si erano insediati a Colonia
Agrippina. La citt venne presa, il capo dei caledoni Abudos ucciso. Due terzi della belgica romana, erano
stati sottomessi.
Dani, Anni 403/404 d.C. I razziatori salpano
Da quasi un anno, dall'incursione dei Vandali, i Danesi erano in pace. Humbli aveva reclutato molti guerrieri,
ragazzi erano diventati uomini pronti a combattere. Il regno era al sicuro e cibo e risorse non mancavano.
Molti slavi si erano convertiti agli dei nordici, anche grazie ai sacerdoti che predicavano a Gothiscandza. Era
tempo che il re mantenesse le sue promesse di razzie, i Danesi erano nati per quello.
La flotta di Ragnarr salp all'inizio dell'anno e qualche mese pi tardi Humbli, col suo esercito si mise in
mare.
Ragnarr giunse sulle coste britanniche verso l'estate, coste che ormai conosceva bene. Le vele oscure
apparvero al largo di Camulodunum una citt in mano al popolo caledone. Prima che le difese potessero
essere preparate. Ragnarr assalt il porto, sbarcando con i suoi uomini e razziando la citt. Quando le navi
Danesi ripresero il mare al tramonto, solo gli edifici in fiamme illuminavano i molti cadaveri per le strade.
Ragnarr continu a esplorare le coste. Qualche mese dopo si scontr con la flotta degli Ebdani. Era un
esercito proveniente da ovest la cui sfortuna volle farlo imbattere nella pi letale flotta del nord comandata
da un vecchio lupo di mare. Ragnarr affond le navi nemiche e poi diresse su Rotomagus sguarnita. La citt
fu assaltata e depredata di ogni oggetto di valore. Arriv infine anche l'inverno di quell'anno e con il freddo
giunsero anche i Draghi del Nord di Humbli.
L'anno successivo infatti fu l'anno della gloria per l'erede al trono danese. Humbli dopo aver passato
l'inverno sulle coste della Britannia penetr nei territori dei caledoni, che si erano insediati a sud delle loro
terre natali. Attacc e razzi la cittadina di Eildon. La stessa sorte tocc qualche mese pi tardi a Lindum.
Navi danesi furono costruite e partirono per Hafn portando i tesori ottenuti a re Danr. Mentre il regno danese
si arricchiva, la Britanna conosceva il suo periodo pi nero. Dopo che le trib celtiche avevano cacciato i
romani, ora si facevano guerra tra loro. Le citt cambiavano re di anno in anno. Tutti quei regni erano
instabili e la popolazione non conosceva la pace da molto tempo. L'arrivo dei Danesi port nuovo caos.
Molti fuggirono verso sud, attraversando il mare in cerca di nuove terre, ma il loro destino fu peggiore, si
scontrarono con l'espansionismo del regno longobardo di Leti.
I danesi sembravano inarrestabili, ma qualcuno prov a contrastarli. Un coraggioso generale dei Britanni,
Moritex, affront l'esercito di Humbli nelle piane a sud di Lindum. Humbli per era preparato. La battaglia
fu cruenta ma i Britanni non si aspettavano una tale ferocia nei guerrieri danesi. Molti di loro erano veterani
nelle guerre con Rugi, Juti e Geati, mentre l'esercito di Britanni era composto da reclute e giovani che non
avevano mai visto la guerra. Humbli vinse la battaglia e distrusse quei guerrieri. Nessuno di loro torn a
Londinium. La citt sguarnita poi cadde in mano ai Pitti che non sarebbero riusciti a governarla per
nemmeno un anno. Humbli era un grande generale, degno erede al trono dei Danesi, riconosciuto dai
guerrieri Daner e acclamato nella Scandza. La sua genia avrebbe governato i danesi in futuro e come
ulteriore vittoria alla campagna di razzie britanniche alle prime nevi invernali venne alla luce il suo quarto
figlio maschio, Dagr.
Longobardi, Anno 404 d.C. Molti nemici, molto onore
La primavera apr lanno con una tragedia senza pari. Ad Hannover, il vaiolo cominci a diffondersi tra la
popolazione, decimando e affamando. Gli anni di carestie, malasanit e guerre avevano pesato cos tanto sul
regno longobardo che bast ben poco per dare spazio al morbo anche in una citt cosi grande e organizzata.
Ai confini occidentali, la popolazione di Colonia si ribella e una mal organizzata compagine di ex legionari
romani e di galli tenta di riprendere la citt fallendo miseramente. Il malcontento ai confini appena occupati e
nelle stesse terre interne fin troppo tangibile. Ribellioni alle porte, pestilenze nel cuore della Germania.
Sotto alcuni punti di vista, sembrava che gli dei non fossero contenti delloperato di Leti, tanto da punirlo.
Determinato a contrastare queste credenze, Leti stipula con successo un trattato difensivo con il popolo dei
Lugi e un patto di non aggressione con gli Anti, un popolo slavo dellest che potrebbe dar man forte nella
resistenza agli Unni dellest. Durante tutta lestate, il regno di Leti cosparso di sangue. Dissidenti, nemici,
avversari politici spariscono o vengono uccisi. Leti in particolare, viene soprannominato il torturatore, per
via del fatto di aver sviluppato una propensione alla tortura prima di uccidere i propri avversari, sia dentro
che fuori dal regno. E indubbiamente un anno duro, che il re determinato ad affrontare con determinazione
e con il pugno di ferro, per non perdere il controllo di un regno ancora in via di formazione.
Nellautunno di quello stesso anno, lavanguardia delle orde unne, il popolo dei Budini, minaccia la
Germania con razzie e intrusioni. In risposta a questi atti intollerabili, il consiglio degli uomini in arme
muove guerra ai Budini, consapevole del fatto che questo atto non far altro che aggravare la situazione
diplomatica con lorda. Tuttavia Leti non assolutamente propenso a trovare un accordo con gli Unni, ma si
fa presto in lui avanti lardito pensiero di voler sfidare questo famigerato re dei nomadi in battaglia e
ucciderlo appena si far vedere allorizzonte, per consolidare definitivamente il potere longobardo sul
continente. I popoli attorno a noi fuggono dagli unni, come le pecore fuggono dai lupi. Quel popolo che
invece che voltarsi e fuggire, rimarr fermo e caparbio nel resistere al flagello incombente, sar
indubbiamente destinato a governare il mondo. Questo piace a Godan, ed questo quel che faremo noi
longobardi aveva detto al consiglio. Deciso a iniziare i preparativi per resistere agli unni, Leti diede una
serie di duri colpi a ovest e in Britannia, colpendo e occupando Durocortorum, ultima citt della Belgica non
ancora nelle sue mani.
Nellinverno che ne segu, i sassoni riapparvero nella Gallia occidentale con un forte esercito e cogliendo
loccasione, colpirono e razziarono una Durocortorum sguarnita e indifesa, senza per occuparla subito
dopo. A coronare quellanno di guerre annunciate, emissari dalla Sicilia portano alla corte di Leti anche la
dichiarazione di guerra dellItalia.
Dani, Anno 405 d.C. Il Re, il principe e il destino di un regno
La gran Britanna ormai era nel caos e i danesi ne approfittarono. Ragnar a nord dava battaglia ai caledoni
razziando i loro villaggi. Durante uno di questi attacchi, il loro re, Namatios era in mare con una piccola
flotta. Le Vele Oscure gli impedirono di approdare ed egli fugg verso nord. Ragnarr seppe da alcuni
prigionieri che la nave portava insegne reali e decise di dargli la caccia. Avrebbe portato ai caledoni la testa
del loro re perch si ricordassero per sempre dei guerrieri Daner. Cos ordin ad un suo ufficiale, Hrolfr, di
inseguire il re caledone con poche navi veloci. Per molti giorni gli esperti marinai di Ragnarr fendettero le
onde ed infine le raggiunsero. Rapidamente le navi nemiche furono affondate e Hrolfr port la testa di
Namatios al suo ammiraglio. Ragnarr piant la testa del re con tanto di corona su una picca dopo aver
depredato un piccolo villaggio. Gli incise il suo nome sulla fronte cos che i caledoni se lo sarebbero
ricordato per sempre.

I draghi del nord intanto marciavano per le terre a sud. Humbli compieva scorrerie e i suoi uomini lo
acclamavano. Un caldo giorno d'estate per gli esploratori notarono un orda di guerrieri nelle terre a nord di
Londinium. Sembravano sbarcati da pochi giorni. Erano Sassoni approdati in Britannia, gli ultimi
rappresentanti di quello che fu il regno distrutto dai Longobardi. Quando notarono i guerrieri Daner, il loro
signore Hengist volle parlare con colui che li comandava.
I due eserciti si schierarono e il mattino successivo Humbli incontr il generale sassone.
Hengist subito gli chiese: ''Chi sei? Che porti insegne di un popolo spregevole?''
Humbli rest sorpreso dalla stupidit dell'uomo. Aveva con se alcuni guerrieri pronti che a quelle parole gi
afferrarono le asce. Lui li ferm e rispose: ''Sono Humbli, figlio di Re Danr, signore di Danimarca. E tu chi
sei, vigliacco, che chiedi un incontro per portare solo insulti? Se tu fossi un uomo avresti chiesto un duello.''
Hengist iracondo disse: ''Conosco il tuo nome, tuo padre signore di portatori di rovina e tua sorella regina
dei nostri nemici. Maledetti Leti e Danr e maledetti i loro popoli!''
A quelle parole i guerrieri Daner non si trattennero e balzarono sui sassoni trucidandoli, ma Humbli li ferm
prima che colpissero Hengist e gli disse: ''Torna dai tuoi uomini cane! Ti uccider sul campo di battaglia!"
Cos quello stesso giorno Danesi e Sassoni si affrontarono. Humbli port alla vittoria i suoi uomini e
cancell dalla storia quel popolo, i cui ultimi rappresentanti erano migrati in Britannia per fuggire
all'espansione longobarda. Circa 300 guerrieri Daner raggiunsero il Valhalla, ma i sassoni che rimasero sul
campo di battaglia furono pi di mille.
Galvanizzati dalla vittoria i Draghi del nord si diressero verso Londinium mettendola sotto assedio. All'arrivo
dei primi giorni autunnali Humbli comand l'assalto alla citt e stermin tutti i pitti che la difendevano. Il
popolo di Londinium che era martoriato da innumerevoli guerre supplic Humbli di risparmiarli. Erano di
sangue britanno, mogli e figli dei guerrieri guidati da Moritex che l'anno prima proprio Humbli aveva
affrontato e ucciso. L'erede al trono danese ponder le sue scelte e decise di allestire temporaneamente un
luogo sicuro dove il suo esercito avrebbe potuto riposare. Cos decret che Londinium fosse di nuovo
governata dai britanni e strinse un patto con loro facendogli garantire tutto l'appoggio che avrebbero potuto
dare ai suoi uomini. Sarebbero stati alleati dei danesi. Limit le razzie in citt ma comunque si fece
consegnare una ricompensa in oro. I britanni non poterono fare altro che accettare. Intanto il caos in
Britannia aveva portato molte citt a rivoltarsi contro i loro signori. Un generale a Rotomagus prese il potere.
Si chiamava Gaio Silano Ummidio ed era di discendenza romana. Raccolse molti uomini e, in un disperato
tentativo di scacciare i barbari dagli antichi possedimenti imperiali, attacc l'esercito di Humbli. I danesi
vinsero uccidendo tutti i ribelli, ma le perdite furono molte. I guerrieri Daner infatti erano ancora provati
dalle recenti battaglie e gli uomini di Ummidio utilizzavano ancora le tattiche romane e anche le loro armi.
Dopo quasi due anni di razzie l'equipaggiamento dei Daner era usurato ma non la loro forza e coraggio.
Quasi met dei guerrieri morirono ma l'esercito ribelle fu annientato. Per risollevare il morale Humbli
comand di marciare su Rotomagus che fu razziata e data alle fiamme.
Giunse l'inverno e Humbli fece accampare i suoi nelle terre sicure dei Britanni ponderando cosa fare. Aveva
la met degli uomini di quando era partito dalla Scandza e aveva ottenuto ricchissimi bottini di guerra.
Appena l'inverno fosse passato sarebbero tornati nel loro regno.
Al di l del mare Danr era un possente Re di un regno in crescita. Le navi cariche d'oro mandate da suo figlio
vennero accolte con feste in tutta la Danimarca. Molte ricchezze furono investite, a Duna furono completate
le prime miniere e le gemme furono portate verso sud via mare per essere vendute alla fiera di Gothiscandza
e tramite il suo grande porto venivano esportate in tutte le terre del nord insieme al legname delle immense
foreste svedesi, al sale di Ascaucalis e a molte altre risorse. Fu in quell'anno che i primi commercianti danesi
raggiunsero l'africa. Un popolo lungimirante, conosciuto come Mauri, li accolse e patti commerciali furono
stretti. Per la prima volta merci sconosciute giungevano al nord mentre le navi danesi iniziarono a esplorare
il grande mare Mediterraneo. Il popolo degli Anti a est, tramite un loro inviato ad Hafn, chiese di stringere un
patto di alleanza e Danr accett, felice di rendere pi sicuri i propri confini nelle sconfinate lande della
Sarmazia.
In pieno inverno ci fu una ricorrenza e come ogni nove anni, al grande tempio di Wodan a Hrefnesholt ci fu
un Blt. Durante la grande cerimonia vennero sacrificati 9 uomini e 9 donne e 9 animali per ogni specie
posseduta dai Daner. Ci furono feste e canti per re Danr e per Humbli al di l del mare e tutti chiedevano a
Odino di favorire i Danesi. Un nome era sulla bocca di molti in quei giorni, Signy. Era una giovane donna,
sacerdotessa del tempio, una Vlva, maga e veggente. Molti le chiedevano consiglio e anche Danr lo fece.
"Cosa vedi nel futuro della mia famiglia" le chiese
"Tuo figlio sar re prima che i suoi figli combattano" rispose la donna.
Danr fu turbato da quelle parole "Vuoi dire che morir in pochi anni?"
"No mio signore" rispose Signy "Tuo figlio sar re, ma ancora tuo suddito ed erede"
Danr pens a quelle parole a lungo e inizi a progettare il futuro del suo regno.
Longobardi 405 d.C. La seconda guerra franca
La sottomissione dei franchi era stata una buona cosa, ma la loro conversione al cristianesimo non venne mai
digerita nel mondo longobardo. Nonostante essi fossero tributari di Aregelia, i franchi si riorganizzarono e
iniziarono a diventare arroganti. La religione era una componente troppo importante da sottovalutare, gli
araldi di Godan pensarono bene che una lezione sarebbe stata necessaria per fargli comprendere che Godan
era superiore in forza e saggezza al loro famoso Cristo Bianco. Una volta avuta lapprovazione del consiglio,
una armata longobarda comandata da Ybor stesso, cinse dassedio Argentoratum. Una compagine di circa
3000 longobardi affront un agguerrito esercito di circa 2000 franchi asserragliati nella citt, vincendolo
verso la tarda primavera. Argentoratum venne saccheggiata, vennero fatti bottino e schiavi.
Approfittando delle lotte a occidente, gli eserciti dei budini azzardano una invasione delle terre longobarde
passando dalla Hercyna, minacciando la stessa citt di Casurgis. La citt, completamente sguarnita rischiava
il saccheggio e la distruzione. Leti stesso, part da Wurtzburg con il suo esercito per affrontare gli invasori e
ricacciarli nelle loro terre ma i Budini erano veloci e le speranze di arrivare prima di loro a Casurgis erano
davvero poche. In un atto di estremo coraggio, consapevole che il re non sarebbe mai arrivato in tempo,
Ragnaghar e una esigua forza di trecento lanceri, decise di affrontare i Budini in uno scontro suicida.
Scendendo da nord, attravers il passo di montagna che portava nelle terre dei Marcomanni e li si fece
vedere dalle orde, facendogli credere di essere lavanguardia di un grande esercito giunto ad affrontarli. I
budini caddero nella sua trappola e lo inseguirono sulle montagne fino a raggiungerlo con i loro veloci
cavalli. La battaglia fu brutale e senza speranza. Sui monti Doupov leroico Ragnaghar trov la morte, ma
quando i nomadi si resero conto di essere stati ingannati, Casurgis era stata raggiunta con successo da un
potente esercito longobardo con a capo Leti stesso, fatto che bast a farli desistere nella presa della citt.
Mentre sul fronte orientale Leti aveva apertamente sfidato i budini ad affrontarlo, Ybor si occupava dei
franchi, assediando Vesontio. Ybor non condusse subito lattacco, in quanto la moglie marcomanna
Erminilth, partor Fastrada, prima figlia delleroe longobardo. A nord nel mentre, i Daner si confrontavano
nella Gallia con i Pitti e con i Sassoni, tenendo a bada nuove possibili razzie nella Belgica longobarda. Verso
la fine dellestate, nei pressi di Lindum, in Britannia, moriva Cancor con tutti i suoi uomini a causa di un
attacco a sorpresa mosso dai Caledoni.
Nel corso dellautunno, decisi a chiudere pi guerre possibili prima del giungere dellinverno, i longobardi di
Ulrich affrontano e distruggono definitivamente i sassoni presso Reims, mentre Ybor pi a sud concluder
con una razzia lassedio di Vesontio, piegando nuovamente i franchi ai longobardi come stato tributario.
Dani, Anni 406/407 d.C. ''Il generale, l'ammiraglio e la bellicosa guerriera''
Passato l'inverno in Britannia, Humbli si apprestava a rientrare. Decise per di non compiere il viaggio in
mare ma di attraversare lo stretto e sbarcare a sud, in terre dominate dai Longobardi. Erano molte le ragioni,
prima fra tutte dovevano ricostruire le navi e con il caos che dilagava in quelle terre molte citt erano state
bruciate e foreste distrutte. Avrebbero dovuto lavorare molti mesi. Inoltre Humbli sapeva che molti guerrieri
Ebdani, Caledoni e Pitti stavano fuggendo da loro muovendosi verso sud. I longobardi stavano combattendo
diverse guerre e inoltre i Daner erano ancora in debito con loro di una parte del denaro concessagli per
difendere Rugion anni prima. Humbli aveva ancora un ricco bottino con se, il rimanente di quello mandato
ad Hafn, e decise di cedere una parte ai Longobardi per saldare i debiti e rafforzare l'alleanza. Cos marci
verso sud e utilizz le navi dei Britanni per passare lo stretto mare che li separava dalla Gallia. Sbarcato a
sud di Flevum, che i Longobardi chiamavano Velsen, iniziarono la marcia verso nord. Un esercito di Ebdani
per transitava in quelle zone, razziando le campagne. Re Leti mand un armata a scacciarli e Humbli con i
suoi si un alla battaglia. Gli Ebdani furono sconfitti. In quell'occasione il principe danese incontr gli
emissari del re Longobardo e consegn molti carichi di monete e oggetti d'oro razziati in Britannia, pi di
quanto fosse il debito nei loro confronti. I longobardi stavano infatti conducendo sanguinose guerre a sud e
questo teneva al sicuro il regno di re Danr.
La marcia di Humbli prosegu poi verso est e in pochi mesi torn con l'esercito ad Hafn e fu accolto con
grandi onori.

Intanto in primavera Ragnarr con la sua flotta si era mosso verso sud abbandonando le coste britanniche.
Intercett una flotta dei Pitti, era un grande esercito che aveva assalito Velsen. Le Vele Oscure attaccarono la
flotta nemica e nonostante i Pitti fossero quattro volte pi numerosi, Ragnarr sfruttando le veloci navi danesi
affond tutte le navi nemiche al largo del porto Longobardo. I Pitti, inesperti navigatori, contavano di
sbarcare per dare guerra a Leti, ma non videro mai la costa.
Qualche mese dopo per un esercito di Caledoni navig verso Velsen mentre Ragnarr era in mare pi a nord.
Sbarcarono e razziarono la citt mentre gli eserciti dei Longobardi erano pi a sud. Ragnarr saputo
dell'attacco navig di nuovo verso sud e intercett la flotta dei Caledoni mentre rientrava in Britannia. Anche
in questo caso le veloci navi danesi fecero strage degli inesperti marinai caledoni. Erano tutte truppe di
fanteria infatti, forti sulle battaglie di terra, ma tra di loro vi erano pochissimi marinai. Ragnarr annient tutto
l'esercito nemico vendicando cosi la razzia di Velsen. L'ammiraglio poi decise di rientrare a Hrefnesholt,
infatti nonostante avessero ottenuto due grandi vittorie, molte navi erano perdute o danneggiate.
Intanto l'estate volgeva al termine e ad Hafn vi furono grandi festeggiamenti. I Daner inneggiarono al favore
degli Dei e cantarono e bevvero fino a svenire. Per la festa di fine estate re Danr, nella grande sala Hurot,
consegn a Humbli una spada dorata, Bodhvild, la "Bellicosa Guerriera". Il principe fu acclamato da tutti,
dopo aver condotto i suoi uomini a grandi vittorie. Inoltre Danr lod il suo comportamento con i Longobardi.
"Sei stato molto intelligente e arguto, figlio mio" gli disse "Eravamo in debito con Leti da quando ci aiut a
difendere la Gothiscandza. Ora l'abbiamo saldato, anzi siamo andati oltre. Ragnarr ha difeso il suo porto con
grande efficacia. La nostra alleanza pi forte che mai."

L'inverno arriv e i Danesi pensarono a investire i soldi guadagnati, le citt si ampliarono e furono addestrati
nuovi guerrieri. La flotta fu riparata e furono costruite nuove navi.
I commerci aumentarono e furono stretti accordi anche con i Galli. Re Danr era soddisfatto, mentre
osservava suo figlio e pensava all'ovest.
Longobardi, Anni 406/407 d.C. I nemici sono alle porte
Nella primavera del 406 Ybor si vede nuovamente impegnato a sedare ribellioni presso Argentoratum,
soffocate sistematicamente nel sangue fino alla fine dellanno. Nel contempo, il grande eroe venne benedetto
dalla nascita di un altro figlio, Gebicca. Questo insieme di eventi per lo terr impegnato per molto tempo,
impedendogli di poter dare rinforzo a nord-est dove i Budini riuscirono a razziare con successo Dresda,
lasciata sguarnita da Ragnaghar e dai suoi uomini. Tuttavia, lesercito dei Budini, durante la ritirata, in quella
estate si scontr contro una armata di Dani mandata a rinforzo, che seppur non fu in grado cambiare le sorti
della citt, affront e massacr fino allultimo uomo lorda, vendicando la memoria di Ragnaghar.
Nel corso dellestate dellanno seguente, dopo una difficile primavera passata principalmente a rinforzare le
difese, i Longobardi subiscono a Flevum un attacco dal mare, portato a termine con successo dai Pitti, che si
ritirano via nave prima che potessero essere affrontati sul campo da Ybor giunto da sud, poco dopo il
saccheggio. Deciso a riscattare laffronto, Ybor salp dalla Frisia per inseguire i Pitti e approdando sulle
coste della Britannia, inizi la sua vendetta saccheggiando e occupando subito dopo Camolodum, che venne
poi rinominata Clochester, stabilendo una testa di ponte ai danni dei Caledoni. Re Leti, stanco di dover
affrontare i celti della Britannia, diede ordine a Ybor di rimanere sullisola finch non avesse sterminato ogni
nemico che poteva minacciare il regno dal mare. Intuite le intenzioni dellalleato, il re dei Dani mosse
anchesso verso la Britannia, deciso a razziarla e indebolirne il popolo, in vista di possibili future conquiste.
Affascinati da questo grande potere e spinti dal matrimonio politico che la figlia del loro re aveva con Ybor, i
Marcomanni chiesero e ottennero una alleanza militare, rievocando le antiche gesta delle guerre
marcomanniche.
Dani, Anno 408 d.C. "Una lacrima per la regina"
La primavera pass tranquilla, mentre Danr e Humbli studiavano i piani per le nuove razzie in Britannia. La
citt dei Britanni, Londinium, che ora era alleata aveva garantito un approdo sicuro e re Danr aveva molti
piani in mente. Il Mediterraneo poteva essere una nuova meta ambita per i razziatori danesi, ma avrebbero
avuto bisogno di porti e risorse stabili per mantenere eserciti e flotte. Inoltre le citt in Danimarca
diventavano sempre pi popolose e gli inverni rigidi. Danr ordin a Humbli di raggiungere di nuovo la
Britannia, razziare, ma anche ottenere il dominio su alcune terre. Le popolazioni oltre il mare avevano gi
assaggiato le spade danesi, ora si sarebbero sottomessi o sarebbero scomparsi.
Humbli reclut molti guerrieri e inizi la marcia. Voleva infatti attraversare le terre Longobarde per giungere
a Londinium da sud ed evitare una rischiosa traversata in mare. Nonostante i danesi fossero abili marinai,
infatti Caledoni e Pitti probabilmente si aspettavano una nuova orda in arrivo dai mari ed erano pronti.
Ragnarr avrebbe portato la sua flotta a nord impegnando quei popoli, ma Humbli avrebbe marciato da sud
attaccandoli nelle loro terre.
Appena partirono per alcune spie portarono la notizia che un esercito di Ebdani aveva risalito le terre dei
Longobardi compiendo lunghe marcie e che si muoveva verso Rugion. I Draghi del Nord marciarono per
intercettarli e nei pressi di Tulifurdum vi fu battaglia. Longobardi e Danesi annientarono l'esercito Ebdano
guidato da Vosenio, e le terre di Re Leti furono di nuovo al sicuro. Humbli prosegu quindi la sua marcia
verso Velsen, accampandosi in terre alleate solo per passare i mesi pi freddi dell'inverno che giungeva. Nel
frattempo ad Hafn si presentava un messaggero inviato dai Geati, coloro che rimanevano dell'esercito
scacciato da Hrefnesholt e che non avevano accettato Danr come loro Re. Ormai ridotti a vagare per i mari
razziando villaggi, chiedevano un trattato di pace. Non volevano infatti incappare nelle Vele Oscure quando
ancora venivano considerati nemici. Danr accett solo a condizione di essere riconosciuto come unico Re del
Nord e i Geati non poterono far altro che accettare. Nessuno poteva pi contestare ormai il suo dominio su
Hrefnesholt. Quindi quei guerrieri, guidati da Gautrek navigarono verso sud, anche se molti di loro
preferirono rimanere nel regno Danese, andando ad aumentare la popolazione delle citt. In seguito dei Geati
si seppe che navigarono nel Mediterraneo e andarono a insediarsi in citt italiche perdute dai Romani.
Anche quell'anno volgeva al termine ma, prima che finisse, la regina Grytha si ammal e mor. Mentre Danr
nonostante gli anni appariva ancora vigoroso, sua moglie invece non era invecchiata altrettanto in salute.
L'inverno se la port via, nel silenzio di una gelida notte. Mor e fu ricordata come prima regina del regno
Danese e su di lei furono fatte canzoni e poemi. Molti erano d'accordo che la grandezza di re Danr fosse in
parte merito di quella forte e determinata donna norrena.
Longobardi, Anni 408-409 d.C. La Britannia in fiamme
Nonostante i franchi a sud fossero ben lontani dallessere stati pacificati e ad est i confini reggevano a
malapena, Leti era pi che mai deciso a chiudere i conti con le ostili popolazioni celtiche della Britannia
abbandonata dai romani. Il re stesso, decise di prendere il mare con il suo esercito in primavera, alla volta
della terra dei Pitti, nellestremo nord, con lintento di dimostrare quanto fosse profonda la collera
longobarda e quanto fosse lungo il suo braccio armato. La razzia che portarono a compimento a Flevum,
sarebbe costata un prezzo altissimo di vite umane ai Pitti. I Caledoni, intuendo la distruzione in corso,
abbandonarono le pretese in Britannia e la lasciarono poco prima dellestate. In segno di apprezzamento, i
longobardi accettarono le loro richieste di pace e li lasciarono illesi, a patto che non mettessero pi piede
sullisola. Nel corso dellautunno, Ybor affronter dei ribelli che minacciavano sia i confini di Clochester che
quelli della roccaforte dei Britanni, Londinium. Questi ultimi, offrirono un trattato commerciale in segno di
ringraziamento, che venne accolto con favore.
Giunto nellestremo nord con la sua flotta, Leti attacc la capitale dei Pitti senza attendere la stagione
favorevole. La citt di Tuesis venne razziata per tutto linverno, senza sosta e senza alcun tipo di riguardo per
la popolazione, che sub per mano del re longobardo le pi feroci atrocit. Prima che il nuovo anno si
affacciasse, i Dani conclusero la pace con i Geati e i longobardi con gli Juti.
Nella primavera del 409 Clochester era oramai in via di ricostruzione e da una testa di ponte per nuove
conquiste, i primi coloni iniziarono a considerarla la prima terra longobarda in Britannia. Tuttavia i Pitti non
erano ancora stati completamente sconfitti, ed approfittando del fatto che Ybor fosse lontano con lesercito,
portarono a termine un saccheggio che rese vani tutti gli sforzi fatti per rimettere in sesto la cittadina
portuale. La terribile situazione port presto allo sfociare di una ribellione nello stesso autunno, che minacci
nuovamente le forze longobarde sullisola.
Dani, Anno 409 d.C. "La campagna britannica"
Passato l'inverno le armate Danesi attraversarono la manica e sbarcarono nuovamente in Britannia. Humbli
guidava 1400 guerrieri, seguito da un altro esercito con a capo Aleifr, un comandante esperto. Marciarono
attraverso i territori alleati dei Britanni puntando Lindum, una citt a nord, che venne assalita e saccheggiata.
I danesi occuparono la citt per rifornirsi di cibo. Molti degli abitanti fuggirono ma la maggior parte rimase
quando Humbli decise di fermare le razzie e di mantenere un presidio Danese. Aveva bisogno di una base
fortificata ma ancora non voleva occuparsi di governare quelle terre. Per i mesi seguenti tutta la Britannia
Inferior fu senza un governo stabile, dominata da briganti e ribelli. Le corone cambiavano testa da un giorno
allaltro. Durante l'estate, mentre la flotta di Ragnarr circumnavigava la Britannia nei gelidi mari del nord, un
esercito di Pitti marci verso sud da Eboracum. Ybor guid i suoi guerrieri longobardi all'attacco, affiancato
dall'esercito di Humbli. Leti aveva ordinato guerra ai Pitti per vendicarsi degli assalti dei mesi precedenti.
L'esercito nemico fugg verso sud per essere intercettato da Aleifr con i suoi che li costrinse ea ripiegare
nuovamente nelle loro terre a nord. Eboracum era sguarnita e Humbli marci verso quella grande citt
assalendola. I Daner penetrarono le mura e razziarono ricchissimi bottini. Una parte venne donata da Humbli
a Ybor come segno di amicizia e di alleanza nelle guerre contro i celti. Humbli poi ordin di abbandonare
Lindum che venne rasa al suolo. I danesi si stabilirono a Eboracum e li l'erede di Danr decise di stabilire il
centro del nuovo dominio danese in Britannia. La citt era grande, fiorente e fortificata. Venne chiamata
Jorvic e fu il primo insediamento del regno di Danr oltre il mare.
Intanto gli Ebdani a ovest, intuendo il pericolo, mandarono messaggeri a Humbli chiedendo la pace. Il
principe per non aveva scordato ancora il loro assalto nelle terre di Leti e fece uccidere ogni messo
gettandolo in mare. Ragnarr al sopraggiungere dell'inverno raggiunse Eblana e la assal conquistandola. Gli
Ebdani erano senza un regno, costretti a fuggire verso nord. Negli anni che seguirono Eblana fu chiamata
Dubh Linn dai norreni, palude nera. Il regno Danese era sempre pi grande e prospero. Le ricchezze
guadagnate in Britannia furono usate per ricostruire le citt e renderle produttive. I danesi, questa volta,
erano tornati per rimanere.
In quel periodo le navi dalla Scandza solcavano i mari del mondo conosciuto, attraversando il Mediterraneo,
osservando per la prima volta Costantinopoli, mentre navigavano fino al lontano mare Nero commerciando
con i Gurutungi.
Longobardi, Anno 410 d.C. La guerra agli Unni e la codardia dei Marcomanni
Ybor dopo il saccheggio di Clochester, muove nuovamente verso sud e lungo il rientro attacca e saccheggia
assieme ai Daner la citt di Lindum in primavera. Nella stessa, viene istituita a Flevum la prima flotta
longobarda, nel tentativo di impedire che lunico porto in frisia potesse subire nuovi attacchi dal mare.
Rodoaldo diviene il primo ammiraglio della flotta. Alle porte dellestate, giunsero disperate richieste daiuto
dai Marcomanni, che si ritrovarono nelle mire espansionistiche degli unni. Invocando la recentemente
stipulata alleanza militare, i Marcomanni fecero leva sullorgoglio longobardo, affinch potessero unirsi con
loro alla lotta.
La richiesta arriv quellestate a Leti, mentre si trovava ancora in Britannia a combattere i celti assieme ai
Daner. Essendo essa una cosa che da tempo bramava per, non esit a stabilire nuove priorit belliche,
muovendo verso sud con grande fretta, lasciando di fatto i Daner soli a combattere nel nord dellisola, con
lappoggio del solo esercito comandato da Ybor, che rimaneva arroccato nella punta meridionale della stessa.
Mentre larmata di Ybor si preparava a superare linverno in quel di Clochester, larmata di Leti si imbarcava
dallo stesso porto per raggiungere nuovamente Flevum, incamminandosi poi verso le terre dei Marcomanni,
dove Leti sperava di affrontare con loro gli unni di Attila. Quellinverno per, ogni sicurezza di un solido
fronte orientale svan come neve al sole perch i Marcomanni, che speravano in un sostegno pi immediato,
abbandonarono Casurgis migrando con tutto il loro popolo a sud ovest, lasciando di fatto campo libero alle
orde nomadi in arrivo.
Quellinverno, che Leti pass a Flevum, fu particolarmente duro per il re, in quanto li si scontr con il figlio
Vulferam, su numerosi argomenti di tipo religioso e strategico. Il giovane uomo, frutto dellunione tra
longobardi e Daner, non credeva nellaldil, ma aspirava solamente alla gloria personale in battaglia. Leti
aveva riposto in lui molte speranze, in quanto lo credeva il figlio della leggenda del sale e la terra che
aveva udito dalla strega Gambara, rimanendone deluso. Aveva certamente la stoffa del guerriero, ma il poco
rispetto che portava a Godan e agli dei non pot passare inosservato, e a gran voce molti nobili e generali
chiesero soddisfazione. Se la gloria che cerchi, non potrai dunque trovarla qui, nella terra di Godan. Tu
non rispetti gli dei e non hai amore alcuno per Godan che ti ha dato la forza. Sei esiliato Vulferam, e non ti
riconosco pi come mio figlio. Prendi la flotta che ho fatto costruire in questo porto, tua. Va lontano a
cercare la tua gloria ma non tornare finch non avrai compiuto imprese leggendarie degne di una saga aveva
detto il re, scacciando il figlio dalla grande sala. A Vulferam si unirono molti uomini, principalmente Daner e
schiavi franchi desiderosi di libert. Partirono verso sud prima della primavera, intenzionati a razziare le
coste della Spagna romana. Si narr che Leti non profer parola con nessuno, finch non raggiunse la capitale
Aregelia, nel cuore della Germania longobarda, ricongiungendosi con la sua sposa.
Dani, Anni 410/411 d.C. "Coraggio e sacrificio"
All'arrivo della Primavera nuovi eventi costrinsero a rallentare la conquista della Britannia. Le prime
avanguardie delle orde dei nomadi Unni a est impegnarono i Longobardi, costretti a ritirarsi dalla Britannia
per difendere i propri confini. Senza l'appoggio di Ybor, Humbli fu costretto ad attendere a Jorvic per
riarmarsi. La citta di Eildon a nord era ben difesa dai Caledoni e dai Pitti, alleati contro i normanni. Intanto
Danr, prevedendo le mire espansionistiche di Leti nella Britannia Superior aveva iniziato a chiudere alcuni
trattati commerciali e a ritirare il patto di alleanza con i Britanni. Ormai Humbli aveva Jorvic e non
necessitava di altre terre sicure.
Mentre le citt crescevano e si consolidava il potere Danese in Britannia, giunse l'inverno seguente e con le
nevi arriv anche il primo scontro con coloro che negli anni seguenti avrebbero combattuto una sanguinosa
guerra e messo a dura prova i guerrieri Daner. Un orda di Unni marci verso nord mettendo a ferro e fuoco le
terre in Gothiscandza. Ascaucalis e Daneberg furono minacciate. Le armate in difesa della citt non erano
adatte a marciare contro i nomadi. L'esercito degli Unni era veloce e i molti arcieri a cavallo avrebbero
decimato in fretta i coraggiosi guerrieri Daner. Gautrek, un capitano a difesa di Ascaucalis reclut in fretta
molte compagnie mercenarie, guerrieri senza un regno, ci che rimaneva dei popoli a est i cui domini ora
erano terre desolate. Con questa armata marci verso l'orda attaccandola fuori dalle mura di Daneberg. La
battaglia fu cruenta e proprio quando per Gautrek stava per volgere al peggio, Ingimarr ordin all'esercito di
guarnigione della citt di aprire i portoni caricare gli Unni. Fu una mossa ardita ma coraggiosa. Gli unni
vennero decimati ma Ingimarr quel giorno mor in battaglia. Si narra che salv la vita a Gautrek, circondato
da cavalieri nomadi e che ne uccise molti prima cdi cadere trafitto da molte frecce. I suoi uomini
combatterono finch dei nemici non rimase traccia. Le nevi divennero rosse di sangue, ma la Gothiscandza
era salva grazie al coraggio di Ingimarr.
I danesi passarono l'inverno e la primavera riorganizzandosi. La Gothiscandza era senza un governatore e
anche le nuove regioni in Britannia necessitavano di essere amministrate. Per molti mesi le questioni
economiche e del popolo vennero gestite dagli anziani, in attesa di nuove nomine che tardavano ad arrivare.
Mentre a est infatti le risorse e le attenzioni di re Danr erano investite nella lotta contro i nomadi, a ovest la
Britannia doveva ancora essere resa sicura e gli abitanti delle citt erano ancora ostili e restii ad accettare il
nuovo governo danese e gli Dei norreni. All'arrivo dell'estate Humbli assal Eildon. Le armate dei pitti erano
tornate a nord per svernare e difendevano ancora Tuesis. Humbli sapeva che i Caledoni erano ancora in citt
con molti uomini ma doveva approfittarne ora, prima delle nuove nevi. Lui e Aleifr marciarono verso Eildon
e attaccarono la citt aprendo un varco nelle mura con gli onagri, macchine d'assedio costruite dagli artigiani
della Gothiscandza, basate sulle macchine romane. La battaglia fu cruenta e molti morirono ma Eildon fu
presa. Le perdite furono moltissime, ma Humbli sapeva che era stato necessario. Se avessero dato tempo, i
celti si sarebbero difesi meglio e Eildon sarebbe stata inespugnabile. Ora rimaneva solo Tuesis per assicurare
il dominio del nord. I pitti si rintanarono nella loro citt fortificandola.
Giunse di nuovo l'inverno e, mentre le armate si riposavano, era tempo di stabilizzare di nuovo il regno. Danr
prese le sue decisioni. Nomin Garulf, un generale rispettato ed esperto, governatore della Gothiscandza, che
subito si mise ad amministrarla proseguendo il lavoro di Ingimarr. Intanto Ragnarr, il fiero ammiraglio, si
ritir dalla flotta. La lunga vita in mare lo aveva reso quasi cieco, con gli occhi cotti dal sole e dal sale. La
sua lunga esperienza non fu per sprecata e fu nominato dal re, governatore della Caledonia. Dubh Linn ed
Eildon sarebbero state amministrate da lui e una volta conquistata Tuesis sarebbe divenuta la citt pi
importante della regione. Danr aveva fiducia in Humbli e dava per scontata la conquista della Britannia in
poco tempo.
Longobardi, Anni 411-412 d.C. Lera delle guerre celtiche
Nella primavera del 411, la Belgica era definitivamente consolidata come nuovo fronte occidentale del
regno. In virt di questo, si aprirono i commerci con i vicini Galli del Lugdunensis. Ybor, deciso a
conquistare lintero sud dellisola, prende nella primavera la citt di Corinium, in mano agli Ebdani, senza
quasi combattere. Due terzi della Britannia Superior, sono in mano ai longobardi. Nonostante questa chiara
dimostrazione di forza, i celti decisero di rispondere allattacco e lo fecero in massa. In un attacco a sorpresa
condotto in pieno inverno, la citt di Durocortorum, ora rinominata in Reims, viene nuovamente razziata dai
celti Ebdani, sbarcati in territorio gallo e lasciati passare senza colpo ferire fino alle porte della citt. Da
Wurtzburg, Ulrich figlio del re ed erede longobardo, muove verso la Belgica con la sua armata, ma a causa
dellinverno non sar in grado di giungervi se non nellestate dellanno seguente.
Non contenti di averla razziata nellinverno, gli Ebdani tornano a Reims la primavera seguente e la
saccheggiano nuovamente. Prima che potessero portare a termine un terzo saccheggio in estate per, giunge
infine lesercito di Ulrich, che li sconfigge e li scaccia alle porte della citt. Desideroso di consolidare il
fronte occidentale a causa della pressione a est degli unni, re Leti chiede e ottiene un accordo commerciale
con i franchi sottomessi, iniziando un graduale avvicinamento in prospettiva di usarli come stato cuscinetto
a ovest, mentre potr concentrarsi altrove. Leti chieder poi agli alleati Daner di sciogliere ogni trattato con i
Britanni e di scendere in guerra con lultimo popolo che si frappone tra i longobardi ed il dominio della
Britannia meridionale. Re Dan acconsente, comprendendo che la minaccia degli unni sta diventando un
problema anche per i suoi domini nella Germano Sarmazia ad est. Per questi due popoli, la pacificazione
della Britannia inizier a divenire una esigenza strategica, per meglio rinforzare il fronte orientale.
Sciolto quindi ogni legame tra i Britanni e i Daner, Ybor assalta la citt di Londinium e la conquista,
consolidando la provincia della Britannia Superior sotto il suo controllo. Ulrich nel mentre insegue e
sconfigge nuovamente gli Ebdani ai confini della Belgica. I Daner, dopo i recenti accordi, attaccano e
sconfiggono i Pitti, distruggendoli definitivamente come popolo. Lanno seguente, i Daner concluderanno la
pace con i Caledoni, che di fatto rimarranno lultimo popolo celtico rimasto. I longobardi e i Daner si
spartiranno quindi la Britannia da nord a sud, concludendo definitivamente le guerre celtiche.
Dani, Anni 412, 413 d.C. "Il giovane capitano e la conquista della Caledonia"
Durante il nuovo anno il re pens a rendere sicuro il suo regno per usare poi tutte le risorse nella lotta contro
i nomadi Unni. Rinsald i rapporti con i Lugi dando in sposa Ingertrude, vedova di Ingimarr e figlia di Leti
ad Ammius, loro Re. Egli stesso spos Zora, la figlia del re dei Venedi. Molti slavi infatti abitavano le terre
in Gothiscandza e in Sarmazia. I danesi si stavano espandendo a est e il loro regno comprendeva molti
villaggi di popoli che adoravano Dei slavi. Spesso la rivalit religiosa aveva portato disordini e per placare il
suo popolo Danr aveva dato un segnale, sposando una slava. Era un matrimonio di comodo, il Re infatti
aveva ormai pi di sessantanni mentre Zora era appena poco pi di una ragazza. Non ebbero mai figli,
qualcuno disse che Danr rimase fedele a Grytha, altri che non voleva mischiare il sangue con gli slavi, altri
ancora dicevano che i figli nati da Zora venissero uccisi per non far infuriare Wodan. Intanto il regno Danese
pass un anno tranquillo e i commerci ripresero fiorenti. Leti si mosse verso i Britanni e anche Danr,
rispettando l'alleanza con i Longobardi dichiar loro ufficialmente guerra, anche se non vi furono mai
scontri. Leti li avrebbe spazzati via e conquistato tutte le terre a sud della Britannia.
Intanto Humbli voleva chiudere la campagna a nord contro i celti prima della fine dell'anno. Comand ad un
suo generale di formare un esercito a Dubh Linn. Questi era Sveinn, un valente comandante innamorato della
figlia illegittima di Humbli, Hreidunn. Per dimostrare il suo valore al principe ed ottenere la mano
dell'amata, Sveinn raccolse molti uomini tra la popolazione locale e i marinai che erano giunti con Ragnarr.
Poi con due armate, insieme a Egill, un altro giovane generale, marci verso nord entrando nel territorio dei
Pitti. I barbari celti, credendo fosse l'unico esercito dei Danesi, usc dalla citt e marci verso di loro. La
battaglia fu cruenta, i Pitti erano guerrieri esperti e contavano pi uomini. I danesi erano meno e meno
preparati. Sveinn fu sconfitto ma si dimostro valoroso. Le perdite furono altissime da entrambe le parti. Egill
era morto, ma anche Baiorix, generale dei celti. Sveinn fece ripiegare i suoi uomini a Dubh Linn mentre i
Pitti superstiti dovettero affrontare una lunga marcia verso Tuesis e l'inverno stava giungendo. Fu una
sconfitta per entrambe le parti, ma apr la possibilit della vittoria finale per i Danesi. Mentre Aleifr infatti
marciava per intercettare l'esercito, Humbli si mosse verso Tuesis nonostante la neve. Sapeva che quella era
l'unica occasione per chiudere la guerra. Aleifr stermin l'esercito dei pitti spargendo il loro sangue sulle
nevi, mentre Humbli prese la citt. Adgennorix, Re dei Pitti fu ucciso e la conquista del nord fu conclusa.
Passato l'inverno tutto l'anno seguente fu impiegato a ripulire le terre a nord dalle bande e dalle orde di
Caledoni ed Ebdani che ancora non accettavano la resa. Humbli ed Aleifr marciarono per giorni sterminando
celti e solo alla fine dell'anno i Danesi ebbero il totale controllo della caledonia sotto l'amministrazione di
Ragnarr. Tuesis fu rinominata Rhynie per cancellare l'influenza dei celti e fu iniziata la costruzione di un
grande tempio dedicato a Wodan.
L'inverno giunse e gli eserciti tornarono a difendere le citt. Humbli si stanzi a Jorvic e furono aperti
commerci per importare ferro dalle miniere che i Longobardi avevano nel sud della Britannia.
Agmundur intanto, lo scopritore di Duna, mor a causa del crollo di una galleria mentre ispezionava le
miniere. Fu pianto dal popolo perch molto amato. Duna era stata una citt pacifica, lontano dalle guerre
danesi e Agmundur ne aveva fatto una lontana oasi a nord per artigiani e pescatori. Gunnar fu nominato
governatore della citt, era amico di Agmundur e figlioccio di Garulf, il governatore della Gothiscandza.
Longobardi, Anni 413-414 d.C. La guerra agli Illiri, una questione di fede
Dopo le brutali guerre con i celti, lanno 413 passa relativamente in pace, tra i preparativi e la ricostruzione
del regno devastato dalle loro incursioni. Piegare i celti non era stata una cosa facile, popoli duri a
sottomettersi e difficili da affrontare persino per gli orgogliosi longobardi. Alcuni sostennero che se non ci
fossero stati sconfinamenti in oriente, o i franchi non avessero dato problemi, re Leti avrebbe facilmente
sottomesso in un solo anno quei popoli anzich in tre. Ma i fatti parlavano chiaro, tre anni di guerra
sanguinosa in Britannia avevano provato le forze sia dei Longobardi che dei loro alleati Dani e ad est cera
chi se ne era accorto. I problemi per i longobardi sembravano non finire mai, ogni volta che si preparavano
ad una guerra, cera sempre qualcosa che li costringeva a rimandarla o a ridimensionarla. Gli Illiri bizantini,
a sud, si erano stanziati nel Norico e stavano iniziando a dare fastidio ai Marcomanni, che avevano trovato
nella citt di Iuvavum la loro nuova casa. Nonostante molti pensassero che fosse opportuno, lalleanza con i
Marcomanni non era stata sciolta, e nellintento di dar loro una seconda occasione, i longobardi, nella
primavera del 414, mossero guerra agli illiri del Norico, per impedir loro di espandere la loro influenza
religiosa tra gli indeboliti Marcomanni, che rischiavano di venir assorbiti nella loro cultura e nel culto
cristiano.
Ulrich, nellestate che ne segu, conquist la ricca citt di Augusta Vindelicorum dopo un assedio brevissimo
e quasi senza colpo ferire. Come avvenne anche per i celti caledoni, anche i Britanni chiesero la pace con i
longobardi. In cambio promisero di abbandonare la Britannia e la cosa fu accomodante. Leti accett la loro
richiesta e se ne andarono in pace verso sud, cercando fortuna nell Aquitania romana. In seguito, si venne a
sapere che abbracciarono il cristianesimo come molti altri avevano fatto in quelle terre. Con la guerra agli
Illiri, fortemente voluta dai sacerdoti di Godan che la appoggiarono per primi, consolid i rapporti con i
Marcomanni, e dopo la presa di Augusta, si pot con essi tornare a commerciare, sperando in una
ricostruzione. In tema religioso, Leti ricevette per un nuovo duro colpo. Drogo, figlio di Ulrich e la sua
moglie Daner, crebbe anchegli irrequieto e dubbioso sulla reale forza di Godan. Drogo, alla dichiarazione di
guerra agli Illiri, si dichiar pubblicamente contrario, accusando i sacerdoti di Godan di essere corrotti e
deviati, portando nel contempo grande vergogna sulla casata. Leti non poteva allontanare un altro figlio, ma
deciso a non soprassedere, assegn a Drogo mansioni amministrative nel Norico per tenerlo occupato. Inizi
a nascere nel suo cuore il dubbio sul fatto che quella empia unione tra longobardi e Daner non fosse ben
voluta da Godan stesso. I figli generati da queste unioni crescevano ostili alla religione e peccavano di
grande orgoglio.
Dani, Anno 414 d.C. "Il Danelaw e la fine della campagna britannica"
Passato l'inverno Humbli volle terminare la conquista della Britannia Inferior. Le popolazioni celtiche erano
sconfitte, Pitti ed Ebdani sterminati. I guerrieri Caledoni abbandonarono le loro terre migrando verso sud
offrendo tributi per ottenere la pace con i Danesi. Segontium, un forte romano a ovest, sul mare, era occupato
da guerrieri ribelli allo sbando, celti di ogni fazione radunatisi oltre le mura della cittadina. Humbli marci
verso di loro in primavera conquistando rapidamente quella che fu rinominata Caernarfon, in cui i Danesi
scoprirono anche ricchi depositi di piombo.

Quella fu l'ultima battaglia in Britannia, che per molti anni a venire conobbe pace e prosperit. La citt di
Lindum venne ripopolata nei mesi seguenti e venne chiamata Lindo dai norreni, mentre le popolazioni di
Britannia e Caledonia si adattarono al nuovo governo danese, calmando i disordini. Molti si convertirono agli
dei norreni. A sud anche i Longobardi avevano conquistato tutta la regione e i due regni alleati stabili
portarono ricchezza in quelle terre. La popolazione, stanca di anni di lotte interne alla fine accett gli
invasori Danesi e i loro dei, che in pochi anni avevano messo fine alla guerra.

Il regno di Danr ora era vasto, ma diviso in due dal grande mare del nord. Le terre in Britannia dovevano
essere governate in modo indipendente, ma fedeli alla corona di Hafn. Perci il re comand a Humbli di
amministrare le terre britanniche. Era ormai un grande e rispettato guerriero, tutti i suoi uomini gli erano
fedeli e i britanni lo vedevano come un grande conquistatore. Egli prese dimora a Jorvic, e le terre
britanniche sotto il dominio danese vennero chiamate Danelaw, il regno oltre il mare. Mentre Ragnarr
governava sulla caledonia, Humbli era l'amministratore della Britannia Inferior e signore del Danelaw. Per
siglare il suo dominio fu forgiata una corona d'argento e negli anni seguenti il governatore del Danelaw fu
chiamato spesso Re d'argento o Re oltre il mare, nonostante il vero e unico sovrano fu sempre il Re di
Danimarca, sul seggio di Hafn che portava la corona di ferro nero. La profezia di Signy fu realizzata.
Intanto l'esercito dei Draghi del Nord, orfano di Humbli, pass sotto il suo primo comandante, Sveinn, che
aveva dimostrato molto coraggio nelle battaglie in Britannia. Il nuovo generale spos la figlia di Humbli,
Hreidunn, tra grandi festeggiamenti e poi, visto che i mari del nord erano ormai totalmente sotto il dominio
dell'alleanza danese-longobarda, si appresto a reclutare guerrieri e a preparare le navi per navigare verso sud
in cerca di bottini e citt da razziare.

Mentre il Danelaw veniva edificato con templi e sale norrene, i Danesi inneggiarono al loro re. Mai un regno
cos grande a nord fu unito, potente e ricco nella storia. Re Danr era idolatrato e fu chiamato Mikillti, il
fiero, il magnifico.
Longobardi, Anno 415 d.C. La prima discesa in Italia
Leti diveniva sempre pi cupo e pensieroso. Nemmeno la moglie riusciva pi a consolarlo ed il tormento
aggrottava sempre pi la sua fronte inqueta. Con i nemici il re divenne sempre pi crudele e le cerimonie
rituali come laquila di sangue, divennero sempre pi comuni per i capi trib che osavano contestare il suo
dominio. Divenne simbolo di crudelt per molti e la sua immagine non ebbe alcun beneficio da questo
fatto. Tuttavia era il re dei Longobardi, signore di un regno che andava dalla Britannia al Norico. Aveva
sconfitto con le sue stesse mani, Budini, Pitti, Caledoni, Sassoni e molti altri popoli. Mai nessun re era stato
cosi presente in battaglia dai tempi dei grandi condottieri del passato. Il suo valore in guerra, era ci che i
longobardi rispettavano di pi, considerando il resto poco pi che un vizio, un curioso passatempo dovuto al
grande stress che il suo ruolo gli imponeva.
Nella primavera di quellanno, venne stipulato un transito militare con i Marcomanni stanziati nel Norico,
per agevolare il passaggio degli eserciti longobardi verso lIlliria. Gli Anti, un popolo slavo dellest, veniva
nel contempo distrutto e tutti compresero da coloro che giunsero in Germania, che gli Unni si stavano
muovendo verso ovest in forze. Vulferam nel frattempo, con la sua flotta aveva raggiunto le coste della
Spagna e aveva attaccato la prima citt romana che aveva incontrato. Brigantium, nella Gallaecia. Di questa
vittoria re Leti non ebbe occasione di udire alcunch, in quanto fatti ben pi consistenti stavano accadendo.
Ulrich con la sua armata longobarda, aveva passato le alpi scendendo dal Norico e nella stessa primavera
saccheggi con successo Verona, per poi saccheggiare agli inizi dellestate anche la citt di Aquileia. Gli
Illiri, amici dellImpero Romano dOriente, non poterono nulla contro linvasione e venne fatto grande
bottino. Per la prima volta nella loro storia, i longobardi assaporarono le ricchezze delle terre italiane e
difficilmente avrebbero dimenticato quante opportunit erano pronte per essere colte nella penisola che un
tempo fu la patria dellimpero di Roma. Costantinopoli, non pot che prendere atto del fatto che la
riconquista dellItalia che tanto bramava, poneva un nuovo ostacolo davanti a se.
Mentre Ulrich combatteva in Italia per consolidare i confini del Norico in favore dei Marcomanni, essi si
dimostrarono nuovamente vili e incapaci ad affrontare il nemico. Nuovamente ecco che il loro popolo migr,
abbandonando le terre che aveva appena conquistato ai piedi delle alpi. I Marcomanni si diressero verso
ovest, ancora una volta fuggendo dagli unni in arrivo. Leti trov questo fatto inaccettabile, cancell quindi
ogni accordo commerciale e di transito con i Marcomanni, ed ordin il rientro di Ulrich dallItalia
chiedendogli di occupare il Norico intero per conto della corona longobarda, senza pi concedere ai vili
alleati possibilit di tornarvi. Confermando la propria volont a non voler cedere nemmeno un metro di terra
agli invasori che sempre pi si facevano coraggio e nellintento di umiliarli definitivamente, Leti rifonda
Casurgis, vecchia capitale marcomanna abbandonata, con il nome di Prag, reclamando per diritto quelle terre
ancestrali come proprie.
Dani, Anno 415 d.C. "Il regno si espande"
Con l'arrivo dell'estate del nuovo anno Sveinn salp con l'esercito dirigendosi verso sud, costeggiando le
terre dei galli, per dirigersi verso la spagna ancora dominata dai romani. Intanto la Britannia era stabile e le
citt si ingrandivano. Anche in Sarmazia e Gothiscandza la popolazione aumentava. Molti slavi e germani,
attirati dal benessere danese, e spinti a cercare rifugio dalle orde nomadi, dietro le sicure mura norrene,
popolavano le citt. Molti Daner si stabilirono a sud di Duna, nelle steppe vicino a grandi fiumi. Innalzarono
mura ed edifici chiamando quell'insediamento Oium. Danr ordin che un armata di guerrieri Daner
difendesse sempre il villaggio che simboleggiava il lontano confine del suo regno. Era un punto strategico
fondamentale in quanto allontanava di molto la zona di controllo danese dalle ricche citt come Ascaucalis e
Daneberg. I nomadi sarebbero stati avvistati molto prima e le armate unne intercettate prima di essere
pericolosamente vicine ai porti.
Intanto Sveinn all'arrivo dell'inverno sbarcava nella spagna romana e Getwulf, primo figlio ed erede di
Humbli ebbe l'et per essere un guerriero e comandante. Nuovi guerrieri vennero addestrati ad Hafn e furono
posti sotto il suo comando. Furono chiamati Wendol, per incutere terrore nei nemici. Un nome oscuro e
pronunciato da pochi che rievocava i mostri della nebbia, i leggendari uomini-orso. Fu forgiata per lui una
cotta di maglia chiamata la Cotta della Luna. Getwulf attendeva di dimostrare il suo valore e presto ne
avrebbe avuto occasione.
Longobardi, Anno 416 d.C. La morte di Vulferam, lascesa di Ulrich
Nella primavera di quellanno, Vulferam e la sua flotta, non del tutto ripresa dalla battaglia di Brigantium,
tent il saccheggio di Olisipo fallendo miseramente nel suo intento. I suoi uomini si ritirarono sulle navi e la
citt venne solo superficialmente danneggiata dallassalto longobardo. Questo fallimento giunse alle orecchie
di Leti, che prefer ignorare le preghiere di Brynja di riportare il figlio a casa anche perch la moglie di
Vulferam, Mira, aveva appena partorito Childerico, loro figlio. Leti per, che era inconsolabile, non volle
sentire ragioni e afferm che avrebbe accettato nuovamente Vulferam nella propria dimora solo se fosse
tornato come re o con un grande bottino. In autunno, i Marcomanni abbandonarono nuovamente le loro
dimore appena riscattate e tentarono di muovere verso le terre dei franchi e degli ostrogoti nel nord Italia.
Lennesimo tradimento e fuga, che non stup pi di tanto la corte del re.
Mentre la flotta di Vulferam si stava ritirando a nord, dei pirati Ebdani ingaggiarono le mal ridotte
imbarcazioni longobarde, facendole a pezzi. Gli Ebdani, che furono scacciati dalla Britannia subendo un
grave torto, una volta appreso che il capitano longobardo non era altri che il figlio del re, chiesero riscatto.
La notizia non scompose Leti, che decret che gli Ebdani avrebbero potuto fare di lui quel che volevano. I
pirati non esitarono e uccisero tutti i prigionieri. Ritiratisi a sud, strapparono dalle mani dei romani proprio la
citt di Brigantium e la resero un loro insediamento permanente, concludendo la migrazione. Linverno
venne caratterizzato da altre vittorie di Ulrich contro gli unni, svoltesi nei pressi di Iuvavum, ribattezzata poi
Salisburgo. Ulrich ottenne anche una seconda gioia, ossia la nascita della figlia Veneranda. Con queste
vittorie, Leti non aveva alcun dubbio sul fatto che Ulrich sarebbe stato di fatto il prossimo a comandare il
popolo longobardo. Il fatto che potesse essere figlio illegittimo nato dal tradimento della sua prima moglie, o
cosi aveva intuito dalle parole della strega, cominciava a contare sempre meno sulle sue considerazioni.
Ulrich era molto amato dal popolo e da Leti stesso. Era coraggioso e leale, devoto a Godan e corretto in ogni
suo agire. Dopo Leti, era sicuramente al pari di Ybor, il pi forte tra i longobardi. Questo dopotutto, contava
per il popolo dalle lunghe barbe, niente altro.
Dani, Anni 416/417 d.C. "Attila porta la guerra al nord"
Sveinn conquist molto onore compiendo razzie per tutto l'anno. Assal Bracara, poi Olisipo e infine marci
razziando Augusta Emerita. Furono portati enormi bottini sulle navi e le legioni romane poterono solo vedere
i drakkar danesi prendere il largo dopo ogni assalto non riuscendo mai a fronteggiarli sul campo di battaglia.
Sveinn sapeva che era importante tenersi molti guerrieri cos lontano da casa e non si impegn in battaglie
contro le ancora temibili legioni romane. Cerc anzi di mantenere numerosi i ranghi del proprio esercito
usando una parte dell'oro per reclutare ribelli ostili ai romani. Dopo aver razziato la spagna navig verso sud
decidendo di dirigersi verso le coste africane. Nel nord intanto Danr rafforzava i rapporti con i Venedi
combinando matrimoni politici e stipulando trattati. Anche Heidrek, secondo figlio di Humbli, nel frattempo
divenne adulto e raggiunse il fratello ad Hafn.
L'inverno pass tranquillo, ma all'arrivo della primavera orde di unni si spinsero a nord in Sarmazia. Attila, il
terribile generale guidava molti guerrieri a sud minacciando le terre longobarde, mentre altre avanguardie si
muovevano verso quelle danesi. Oium e Duna furono messe sotto assedio e solo le nevi, cadute abbondanti
gi dal nuovo autunno, fermarono l'avanzata nomade e diedero il tempo a Danr di preparare la difesa del suo
regno. Intanto Sveinn sbarcava in africa e dopo aver razziato villaggi romani si diresse a Tamousiga, in
Mauritania. La citt era conosciuta dai commercianti danesi, un tempo dominio dei Mauri con cui avevano
trattati. Si presentava in stato disastroso, ben lontana dall'essere il ricco porto commerciale degli anni passati.
Le guerre con i romani avevano lasciato il segno ed ora il governo dei Mauri era stato spodestato dagli eredi
dell'impero. I Daner assalirono la citt uccidendo molti ribelli, legionari e trib nemiche prendendosi le loro
ricchezze. Poi Sveinn incontr i capi famiglia anziani dei Mauri e restitu loro il governo della citt. Essi
incoronarono un re che subito giur fedelt a Re Danr e strinse molti patti proficui per entrambi. Le merci
esotiche dell'africa in breve tempo tornarono ad essere vendute nei mercati di Daneberg.
Sveinn conclusa la sua proficua campagna di razzie, dopo aver goduto dell'ospitalit dei Mauri e aver
rifocillato i suoi uomini, lasci un piccolo contingente di guerrieri mercenari in citt per difenderla e salp
per tornare in Danimarca.
Longobardi, Anni 417-418 d.C. La difesa ad oltranza
La stagione della guerra si apre con una feroce battaglia che vede nuovamente gli unni invasori confrontarsi
con le forze longobarde guidate da Leti in persona, proprio nellarea limitrofa a Prag, appena costruita sulle
ceneri della marcomanna Casurgis. Gli unni, illusi da un facile bottino, si confrontarono invece con un re
determinato a non concedere nemmeno un metro di terreno. La vittoria fu decisiva e brutale, ma era oramai
chiaro che gli unni non avrebbero rinunciato allinvasione delle terre longobarde, ma che anzi avrebbero
colto quellaffronto coma una sfida, tornando in forze. Mentre il re era impegnato a nord, nel Norico il figlio
Ulrich affrontava ribelli romani e le legioni dellItalia giunte da sud quasi in contemporanea, ottenendo nuovi
brillanti successi militari. Sconfitti e umiliati, gli eserciti dellItalia sono ridotti allo sbando e da Siracusa
giungono lesti emissari richiedenti la pace. Solo i Daner accettarono tali condizioni, mentre i longobardi non
vollero sentire scuse, decidendo di prolungare la guerra almeno fino allinverno.
Mentre nella lontana africa settentrionale riemergeva fiero il popolo dei Mauri, Leti affronta un altro esercito
di unni, giunto da est ottenendo alle porte di Prag lennesima vittoria, ma pi i longobardi vincono sugli unni
e meno si consolida il coraggio dei propri alleati. I Lugi, seguendo lesempio dei Marcomanni, abbandonano
infatti le loro terre e si rifugiano oltre il confine longobardo, proseguendo verso ovest. In tutta Europa non
esiste pi un popolo che si frapponga ad Attila, se non quello di Leti e di Danr, pi a nord. I due re si resero
conto che ora tutto il destino di quelle terre, dipendeva dal loro ferro e dal loro coraggio.
Dopo aver accettato la pace proposta da Siracusa, i longobardi nellanno seguente continuano a sostenere una
durissima lotta con gli unni. Ybor li affronta e li vince a Prag, Gebicar li affronta prima a Rugion e poi ad
Auscalis, sostenendo lo sforzo dei Daner nel nord. C grande malcontento alla corte di Leti, in quanto
mentre i longobardi combattono gli unni e di fatto proteggono i confini dellEuropa, i Galli e i Britanni si
espandono in Aquitania, mentre i Lugi e Marcomanni fanno bottino in Narbonensis, incuranti dello sforzo
bellico in corso sostenuto da Leti. In particolare, i franchi non muovono un solo guerriero a sostegno del re
longobardo, preferendo approfittare di terre pi rigogliose a sud per espandere i loro confini e consolidare il
loro potere, che via via rischia di andare in contrasto proprio con quello longobardo. Il consiglio degli uomini
in arme, dibatte a lungo sul fatto di portare nuovamente la guerra ai franchi piuttosto che lasciare le cose
come stavano. Infine, principalmente per il volere di Ulrich stesso, che da quel momento divenne da molti
non apprezzato per questa sua prudenza, il consiglio decise che la guerra agli unni era pi importante e che
solo una volta sconfitti, i franchi avrebbero pagato per la loro arroganza.
Nellinverno del 418, nasce Anselmo, figlio di Drogo e Liutperga. Giselbert invece, sposa la bella Leutgard.
La dinastia letingia infine consolidata e mantiene fermamente il controllo sulla vita del popolo longobardo.
Dani, Anno 418 d.C. "Sangue e neve in Sarmazia"
Passato l'inverno inizi il contrattacco alle orde di nomadi. Danr ordin di impiegare tutte le risorse per
scacciare gli Unni dalla Sarmazia. Getwulf marci verso Oium spezzando l'assedio e scacciando l'esercito
nemico. Aveva perso molti uomini per il freddo, infatti negli ultimi anni la neve perdurava fino a primavera
inoltrata. Ciononostante i nomadi furono battuti e molti sterminati liberando cos la citt che era un
importante punto strategico nella guerra contro le orde barbare. Rimaneva Duna da liberare. Intanto per altri
Unni giunsero a sud, nei pressi di Ascaucalis. Getwulf e i Cavalieri di Sleipnir ripiegarono per difendere la
Gothiscandza. Danr aveva ordinato infatti di formare un esercito di soli cavalieri, per inseguire e contrastare
le orde Unne nelle steppe. Essi portavano il nome del cavallo di Odino in battaglia. I longobardi marciando
verso nord ed aiutarono a scacciare i nomadi dalle terre interne. Un orda di Attila infatti si era avvicinata
molto a Rugion, difesa dalla sola guarnigione cittadina. Mentre Getwulf tornava verso Daneberg, per,
migliaia di cavalieri nomadi penetrarono da sud, verso la citt. Getwulf si ricongiunse con le armate a
Daneberg ma i Cavalieri di Sleipnir, comandati da Heidrek, suo fratello, furono bloccati, stretti tra la costa e
gli Unni.
Mentre giungeva il nuovo inverno Getwulf ordin il reclutamento di molti guerrieri a Daneberg. Prese con se
chiunque fosse in grado di brandire un 'ascia. Mand i suoi capitani a ingaggiare mercenari cavalieri del sud
e slavi. Poi alla testa di questo grande esercito, marciando nelle nevi attacc l'Armata d'Oro unna, la pi
temibile che si era mai vista in quelle terre. Il primo figlio di Humbli guid i suoi alla vittoria, nelle foreste
slave coperte di neve. I cadaveri dei nomadi e dei loro cavalli erano innumerevoli e la neve che cadeva
impieg molto tempo a coprirli tutti.
Longobardi, Anno 419 d.C. Signori e Dame
La primavera si apre con il matrimonio di Gebicar, che prende in sposa la longobarda Hrodohidis e con la
messa al sicuro definitiva del Norico da parte di Ybor, che sconfigge a Virunum i separatisti romani che la
tenevano saldamente da circa dieci anni per poi inseguirli fino in Dalmazia dove li annienter
definitivamente presso la citt di Siscia. Nellestate che ne segu, Leti sconfigge a Duna, nella Sarmazia
settentrionale, due eserciti unni giunti a razziare i Daner. Deciso a rientrare in Germania prima della stagione
fredda, invece costretto a rimanere presso la citt di Rugion per via dellinverno implacabile.
Mira, donna slava e vedova di Vulferam, viene data in sposa a Warin, governatore della Frisia, e i due hanno
presto un figlio di nome Alwin. Nonostante fosse ancora in et da marito, Mira non volle mai accettare il
destino scelto per Vulferam, divenendo presto una moglie intrattabile. Re Leti, disporr di lei lanno
seguente, ordinando il divorzio da Warin e dandola in sposa al re dei franchi come gesto di dispregio. I
franchi per, ignorando la macchinazione di corte, prenderanno con favore questo gesto e di fatto lalleanza
ne trasse beneficio, a spese si Mira ovviamente.
Linverno si fece rigido, i raccolti poveri. La festa per la nascita del figlio di Giselbert, Gotleib, fu tra le pi
povere e contenute mai viste. Leti tent di assicurarsi la fedelt dei Lugi divenuti oramai nomadi per avere
supporto in guerra, con una alleanza militare. Contravvenendo a questo accordo appena stipulato per, le
trib non si fermarono per dare man forte, proseguendo la migrazione sempre pi a ovest, lontano dalla
minaccia unna e di fatto, dalla guerra. A coronare questa situazione divenuta insostenibile, giunse da est la
notizia che Attila era divenuto ufficialmente re degli Unni e che ora, non pi disposto a comandare le orde
dalle retrovie, sarebbe comparso alla testa di un esercito 10 volte pi forte e numeroso, guidando la sua
armata in prima persona. Leti sapeva bene che Attila non avrebbe esitato a cercare un confronto diretto con
lui, e comprese che presto sarebbe arrivato il momento della resa dei conti, su chi fosse il guerriero pi forte,
su chi aveva davvero il favore degli dei.
Dani, Anno 419 d.C. "Il Re difende il suo regno"
Il 419 fu un anno cruento, colmo di battaglie e di morti, norreni e nomadi.
Passato l'inverno Re Danr in persona raggiunse Daneberg. Lo videro arrivare con molti guerrieri sbarcando
al porto. Ormai era vecchio, ma ancora vigoroso.

"Un guerriero non deve morire vecchio e malato nel suo letto" disse "ma combattendo, per essere accolto
degnamente nel Valhalla". Gli uomini esultarono, il morale era alto. Danr si mise al comando dei Wendol e
Getwulf, suo nipote, guid i Cavalieri di Sleipnir. Il re lasci il comando amministrativo della Scandza e le
questioni diplomatiche in mano ad Heidrek, secondo figlio di Humbli, giovane ma gi esperto e capace.
All'arrivo della primavera per l'orda Unna che assediava Duna lanci l'assalto alla citt. Le armate danesi
erano lontane ma i Daner a duna vendettero cara la pelle. Gunnar e Tormodr comandarono la difesa, ma i
nomadi erano semplicemente troppi. I cavalieri Unni caricarono pi volte contro il muro di scudi e lance
danesi, bersagliati dai frombolieri, ma pi ne morivano, pi sembravano apparirne. Gli arcieri del diavolo
unni poi bersagliarono la citt con una pioggia di frecce letali. Duna cadde e fu data alle fiamme, gli abitanti
fuggirono. Gunnar combatt fino all'ultimo prima di cadere a terra morto.

Intanto a Oium giunsero ancora armate unne da sud. Getwulf marci verso la citt riuscendo a scacciare
l'orda, mentre Danr si mosse verso nord. I Longobardi intanto marciavano anch'essi verso nord a rinforzo.
Leti aveva deciso di dare la caccia personalmente alle armate dei nomadi e si un alla marcia di Danr con
molti guerrieri esperti. Due armate longobarde intercettarono le orde unne che avevano assalito Duna,
annientandole a nord di Daneberg. Poi Leti torn verso sud per rientrare nelle sue terre. Orde di nomadi
infatti stavano giungendo a sud di Ascaucalis. In autunno, prima che potessero giungere rinforzi attaccarono
la citt, priva di mura. Fridtjofr per, un valente generale che aveva gi dato prova di s, difese la citt
strenuamente e gli unni non riuscirono a penetrarvi. Fuggirono verso sud sconfitti. Furono raggiunti da Re
Danr con i Wendol che aveva marciato per giorni e assal l'orda a sud di Daneberg sterminandoli tutti. Danr
fece uccidere tutti i nomadi sopravvissuti e inizi a circolare voce che si divertisse anche a torturarli prima di
ucciderli, per vendicarsi della distruzione di Duna.
Poi per ordine del re, che non voleva vedere il suo regno ferito, Sveinn, tornato dalle razzie, raccolse molti
guerrieri, e prima che giungesse il nuovo inverno navig verso Duna. Ricostru le case e lavor per riavviare
la raccolta di gemme, rimettendo in attivit anche il porto. Molta della popolazione fuggita nelle steppe torn
verso la citt, difesa ora da un esercito. Ingvy, terzo figlio di Humbli, giunto con Sveinn a Duna, fu nominato
governatore della Sarmazia.

La guerra con i nomadi Unni era appena iniziata, ma re Danr giur che mai pi un barbaro sarebbe entrato in
una citt Danese. Come a preannunciare rovina e distruzione per l'inverno fu gelido e una oscura eclissi,
prima del nuovo anno, spavent i tutti i popoli europei. Presagi nefasti vedevano gli indovini. Attila in
persona si era messo al comando di un grande esercito e stava marciando verso ovest.
Longobardi, Anno 420 d.C. Lorda invade il Norico
I longobardi, vista linattesa novit, si affrettarono a prepararsi allarrivo del re degli Unni. Una frettolosa
pace venne stipulata con i separatisti romani e tutti i progetti di conquista nellItalia settentrionale vennero
rimandati. Le casse del regno vennero svuotate e si commissionarono molte opere edili, principalmente
agricole, per sopperire alla mancanza di cibo dovuta allinverno sempre pi rigido. Fu durante lautunno
dello stesso anno che venne ordinato il divorzio di Warin da Mira ed il suo esilio come sposa presso i
Franchi. Leti volle cogliere due piccioni con una fava, e vi riusc attraverso lallontanamento della moglie di
Vulferam, e consolidando la propria presa sui franchi con un matrimonio politico. Consapevole che non
sarebbe durato a lungo questo gesto di pace, se ne accontent, fintanto che potesse concentrare le sue
attenzioni ad est. Prima dellautunno, Leti tent di ottenere il favore dei Daci con un banchetto in loro onore,
ma pur migliorando i rapporti, non riusc a strappar loro un aiuto militare contro gli unni come aveva
previsto. Attila non si fece attendere e sfond dal Norico alla testa di una armata pronta a combattere,
puntando direttamente sulla citt romana di Virunum, ora rinominata Magdalensberg, dopo la presa
longobarda. Sfortunatamente per, alla difesa della piccola citt, vi era solo il provato esercito guidato da
Ybor, che ancora non si era completamente ripreso dalle battaglie con i ribelli romani in Dacia.
Ybor e i suoi guerrieri tentarono una difesa disperata e degli unni fecero grande strage, ma senza ottenere la
vittoria sperata. Ybor, in netta inferiorit numerica, tent pi volte in battaglia di uccidere Attila, ma non fu
mai a portata e prima di venire egli stesso ucciso, dovette rinunciarvi. Sconfitto e in fuga, Ybor si ritir a
nord, ripiegando verso Augusburg cercando rifugio dietro le sue alte mura di legno e pietra. Lasciata al
volere degli unni, Magdalensberg venne assediata subito dopo, in pieno inverno. Una seconda armata unna
invece, punt dritta a Salisburgo.
Dani, Anni 420/421 d.C. "La dove l'impavido pu vivere per sempre"
La primavera ormai era fredda come gli inverni di un tempo e mentre le nevi tardavano a sciogliersi, il re
Unno marciava verso le terre longobarde. Anche in Sarmazia per i Danesi furono minacciati. Attila aveva
diviso i suoi eserciti inviandoli contro i due pi fiorenti regni sorti dopo la caduta dei romani. Leti e Danr
erano gli unici in grado di fermarli.
I Venedi, un popolo pacifico di contadini, temendo la distruzione, migrarono abbandonando la loro citt in
Sarmazia, Paleskja. Solo i Daner rimanevano a difendere il nord.
Per tutta l'estate e l'autunno Danr e Getwulf diedero la caccia alle orde nomadi che scorrazzavano nelle loro
terre. Sconfissero anche una grande orda che razziava le lande a nord di Oium. Getwulf li assal con i
cavalieri per poi ripiegare. Il loro comandante Alzec lanci tutta l'orda all'inseguimento ma con un'abile
manovra tattica i Wendol di Danr sorpresero il nemico alle spalle. Gli unni, stretti tra i lanceri e arcieri del re
e i cavalieri di Sleipnir, furono annientati. Molte altre orde stavano per giungendo da sud ma si fermarono
all'arrivo delle nevi. Gli eserciti Daner raggiunsero le citt, mentre fuori gli Unni perdevano uomini per il
freddo mentre razziavano le campagne.
Nel frattempo in Britannia, Ragnarr, ormai vecchio e ceco lasci la carica di governatore. "In mare ho
sempre vissuto, e in mare voglio morire, non in un letto tiepido, ma tra il vento e il sale" Cos disse e salp
con molte navi per tornare dove era nato, in Danimarca. Humbli nomin Dagr, il suo quarto e pi giovane
figlio, governatore della Caledonia.

Il nuovo anno port molte vittorie militari ma anche la fine di una grande storia. Danr stava mantenendo la
promessa. Orde di Unni furono scacciate a sud di Ascaucalis da eserciti guidati da Fridtjofr e Ogmundur. In
Sarmazia orde di Sclaveni vollero approfittare della situazione attaccando i Danesi, ma furono respinti e
attaccati a loro volta. Quel popolo slavo cess di esistere andando a popolare le file degli unni o ad abitare
sperduti villaggi nella lande distrutte.
Re Danr aveva cacciato le orde nomadi per tutta la primavera, era ormai vecchio ma coraggioso. Guidava le
cariche alzando la sua spada nel vento. Dopo un assalto ad un accampamento nemico fu per gravemente
ferito. Ormai il suo corpo stanco non riusc a guarire e seppe che la fine era vicina. I suoi uomini portarono il
re verso Hafn. Volevano imbarcarsi a Daneberg ma Danr li ferm fuori dalla citt dicendo: "Da qui posso
udire il mare, fermiamoci qui." Fu allestita una tenda e una giaciglio per il re.
Danr chiam a se Getwulf, mentre pensava a suo figlio Humbli, lontano oltre il mare e a sua moglie Grytha
che lo attendeva. Fece scostare le tende per ammirare il cielo, era quasi il tramonto di una bella giornata di
fine primavera.
Il re parl a suo nipote: "Getwulf, tuo padre sar re, un re degno. Un giorno tu lo seguirai. Difendete la
Danimarca con tutte le vostre forze, rendete ancora pi glorioso ci che ho creato". Poi sent la fine vicina, si
fece portare la sua spada per stringerla ancora una volta e guardando il cielo rosso del crepuscolo disse:
"Mettete il mio corpo su una nave e bruciatela in mare, lasciate che il mio spirito si innalzi, saranno le
valchirie a guidarmi. Che mi portino al Valhalla, dove i miei fratelli mi attendono. Oh, fiamme bruciano in
cielo, il mio spirito vivr per sempre". E con queste parole spir.

Mor cosi il pi grande dei Re del Nord, colui che aveva sottomesso e guidato i Norreni, aveva creato il
Regno di Danimarca, conquistato il Danelaw e difeso le sue terre fino all'ultimo. Entro cosi nella leggenda re
Danr Mikillti, il Re Fiero, il Magnifico.
Il suo corpo, come egli voleva, fu portato ad Hafn. Li vi fu un grande funerale a cui parteciparono molti
rappresentanti dei popoli amici. Humbli osservava il corpo del padre e vicino a lui vi era Leti, Re dei
Longobardi, l'altro artefice del destino dei popoli barbari. Era la prima volta che si incontravano ed ebbero
modo di parlare del futuro dei loro regni. Brynja e Jorunn erano giunte e rividero Hafn e loro fratello dopo
molti anni
Secondo l'antico rito fu chiesto chi voleva morire con il re. La sua ultima moglie, Zora, si fece avanti. Fu un
grande gesto. La figlia del signore dei Venedi aveva abbracciato la fede in Odino tanto da seguire il suo re
nel Valhalla. Tutti compresero che Re Danr era stato un grande re tanto che anche gli slavi sottomessi e
alleati alla fine riconobbero il diritto della sua discendenza di regnare sul nord. Zora fu sollevata pi volte dai
guerrieri di Danr mentre diceva: "Oh, vedo mio padre e mia madre. Oh, ora vedo tutti i miei parenti defunti.
Oh ecco il mio padrone, seduto nel Valhalla, un luogo cos bello, cos verde. Con lui stanno i suoi guerrieri e
i suoi fratelli. Mi sta chiamando, portatemi da lui.''
Poi Signy, la sacerdotessa, l'angelo della morte, la port sulla nave e dopo che ebbe bevuto da una coppa e
cantato una canzone, entrarono nella tenda sulla nave e Zora fu uccisa con un pugnale. La grande nave fu
data alle fiamme e spinta nella baia al largo di Hafn.
Humbli venne incoronato Re di Danimarca e sul suo capo venne posta la corona di ferro nero.
Il suo secondogenito, Heidrek divenne signore di Britannia, il re oltre il mare, col capo cinto dalla corona
d'argento. Suo fratello pi giovane, Dagr governava la Caledonia sotto di lui. In Sarmazia Ingvy, il pi
giovane dei fratelli era governatore. Garulf, governatore della Gothiscandza giur fedelt al nuovo re, cos
come tutti i generali. Getwulf che divenne l'erede al trono, pass il comando dei Wendol a Torvadrr, figlio di
Agmundur, e chiam a se i veterani che avevano combattuti con Humbli, suo padre, nelle conquiste di
Britannia. Reclut molti altri e form cos nuovamente i Draghi del nord sotto il suo comando. I Daner erano
pronti a difendere ancora il loro regno, un nuovo anno di battaglie stava arrivando. Molti popoli rispettavano
sempre pi Danesi e Longobardi capendo che erano gli unici in grado di contrastare gli Unni. I commerci
infatti si ampliavano e molti offrivano trattati. Tanti altri regni invece vollero approfittare delle orde nomadi
per conquistare e razziare a loro volta e cos la Danimarca fu costretta a entrare in guerra anche con popoli
lontani, guardandosi bene dal navigare in certe acque. Uno di questi fu l'Abcasia, che gi in guerra contro i
Longobardi, divenne nemica anche dei Danesi e invi eserciti dal lontano est in cerca di fortuna.
Fortunatamente i Longobardi non si fecero sorprendere anche se le guerre con gli Unni, nonostante le
vittorie, stavano mettendo a dura prova i due grandi regni di Leti e Danr.
Longobardi, Anno 421 d.C. Attila solo un uomo
Leti quella primavera partecip ai funerali del re Danr, morto per una ferita mortale accusata in battaglia. I
due non si erano mai incontrati sul campo, non si erano mai realmente conosciuti a dovere, ma la presenza di
Leti e dei guerrieri longobardi durante la cerimonia, fu un grande gesto simbolico che non venne
dimenticato. Leti ebbe modo di scambiare poche parole con Humbli, lerede di quel popolo, lo esort a non
demordere davanti agli unni e di affiancarlo con tutte le sue forze come suo padre avrebbe fatto e voluto.
Magdalensberg, ancora sotto assedio, stava per cadere. Ybor ritiratosi a nord, stava ripristinando la propria
armata, reclutando validi uomini da tutta la Germania e dalla Raetia, ma non era ancora in grado di
rispondere ai suoi nemici. Nella Belgica, Agilfride prende le redini di un nuovo esercito e cos anche
Genebaldo in Frisia. Entrambi hanno il dovere di organizzare nuove forze nel nord, se il sud dovesse cadere
in mano agli unni. I longobardi per non si lasciano attendere e larmata di Gebicar giunge a Salisburgo
prima della fine della primavera ed ingaggia gli unni sconfiggendoli. Gebicar si port quindi pi a sud,
pronto a sostenere la guarnigione di Magdalensberg contro gli unni, accampandosi poco pi a nord della
citt. In quella stessa estate, Ybor, alla testa di un esercito ancora molto ridotto nei numeri, giunge a
Magdalensberg e unendosi alle forze di Gebicar porta quello che era un assedio, ad un confronto diretto sul
campo. Gli unni, che si erano preparati allattacco ma non a venire attaccati, si ritrovarono invece sorpresi
nel doversi porre in difesa e in questo vennero completamente sbaragliati.
Gebicar guid quindi le forze longobarde spezzando lassedio alla citt, facendo ripiegare Attila stesso. Ybor,
non soddisfatto dallesito della battaglia, muove con la sua piccola armata verso sud, intercettando Attila in
fuga attraverso le foreste del Norico, ferendolo poi gravemente con una freccia durante un inseguimento
furioso. Non fu una ferita mortale, e i suoi fedeli riuscirono a portare il re degli unni in salvo, sfruttando il
maltempo e la fitta foresta per scomparire come fantasmi. Una cosa per era certa, Attila non era cos forte
come veniva raccontato e nonostante i suoi eserciti fossero potenti, lui rimaneva solo un uomo, vulnerabile
come tutti alla morte. Nellautunno giunse presso Magdalensberg anche Ulrich con la sua armata, e scacci
gli ultimi eserciti unni che erano rimasti allo sbando nelle vallate. Questi enormi successi, oltre che ad essere
celebrati in patria, giunsero alle orecchie di molti regnanti, che riconsiderarono il ruolo dei longobardi nel
futuro dellEuropa, come unica speranza contro le orde del flagello di Dio. Cavalcando londa della gloria e
delle notoriet per le vittorie sugli unni, Leti riesce finalmente ad ottenere un trattato commerciale con i
Geati insediati a Ravenna, aprendo nuovi mercati e indirettamente preparando la strada per la discesa in Italia
che era ancora il suo progetto pi ambito.
Purtroppo per, il momento di gloria fu breve. Gli unni rimasti, anche se ridotti in numero, misero sotto
assedio Augusburg quellautunno, costringendo Ulrich a spostare le sue armate spezzando lassedio dopo due
sanguinose battaglie sotto le mura della citt. Lillusione che gli unni fossero stati sconfitti o terribilmente
debilitati svan definitivamente quando si apprese che gli alani, che nel frattempo si erano stanziati in
Pannonia, erano stati distrutti da nuove orde giunte da est. Era oramai chiaro che le battaglie contro gli unni
erano ben lontane dal concludersi, ma anzi, sarebbero presto state ancora pi cruente.
Dani, Anno 422 d.C. "Si difendono le citta"
La guerra continuava e passato l'inverno le incursioni degli Unni ripresero pi violente, per quanto fino a
primavere inoltrata la neve e il freddo persisteva. I cavalieri nomadi razziavano le terre in Sarmazia e
attaccarono ancora le citt. A met anno Duna fu assediata di nuovo e altre orde si avvicinarono ad Oium.
Sveinn riusc a spezzare l'assedio attaccando con i suoi cavalieri in Autunno. Einarr con l'esercito a difesa di
Duna e Ragnarr, sbarcando con i suoi, aiutarono i Cavalieri di Sleipnir a scacciare gli Unni massacrandone la
maggior parte. A sud Getwulf invece non riusc a raggiungere Oium, trovandosi infatti orde di nomadi tra se
e la citt. Fu attaccato in campo aperto e costretto a ritirarsi nelle foreste slave per proteggersi dalle cariche
dei cavalieri. Oium era protetta dai Wendol di Torwaldr e avrebbe resistito per mesi a qualsiasi assedio quindi
Getwulf decise di ripiegare verso Daneberg aspettando rinforzi da Nord e la fine dell'inverno che stava
giungendo. Mentre tutta lattenzione militare era rivolta alla Sarmazia, Humbli per non trascurava il regno
costruendo e stringendo rapporti diplomatici. Un nuovo accordo commerciale fu stretto con i Visigoti che
avevano costruito negli anni un regno nel sud Italia.
Longobardi, Anno 422-423 d.C. Il Norico si tinge nuovamente di rosso
Dopo una primavera passata a ristabilire le forze e le difese, gli unni fanno nuovamente breccia nel Norico.
Ulrich li affronta e li vince presso Savaria, in Pannonia, sperando di contenerne la furia, ma dopo la prima
vittoria costretto a ripiegare a Magdalensberg, a causa dellarrivo di altre armate unne da est. Altri due
generali, Rudesind e Gebicar, sotto suo ordine, fanno lo stesso e cercano nel Norico di approntare le difese,
ma la stessa Magdalensberg viene attaccata e razziata dagli abcasi, giunti assieme agli unni come
avanguardia, prima che Ulrich potesse giungere per tempo. Nellautunno, Gebicar ad affrontare gli abcasi e
sconfiggerli arginando i danni collaterali, affrontando subito dopo due armate unne con il sostegno delle
forze di Ulrich e Rudesind giunte dalla Pannonia. Queste vittorie, anche se portate a termine con fatica e
pagate a caro prezzo, sembrarono aver scongiurato la nuova ondata unna, almeno per il momento. La
notoriet longobarda aumenta ancora, e questa volta sono aperti commerci molto remunerativi con i Visigoti
stanziati nelle puglie e nella Macedonia occidentale, proprio come avevano fatto i danesi. Sul finire
dellanno, sembr potesse esserci spazio per la ripresa di nuove ambiziose manovre militari gi dalla
primavera successiva.
Servivano soldi, i fondi scarseggiavano e la ricostruzione degli eserciti e di Magdalensberg ne richiedevano
molti. Vennero quindi decise nuove incursioni in Italia nel 423, ai danni degli illiri bizantini, cosicch nella
stessa estate, le citt di Aquileia e Verona vennero messe nuovamente a ferro e fuoco dallarmata di Ulrich,
traendone ingente bottino destinato al proseguo della guerra contro gli unni. Verona fu lunica a porre una
certa resistenza, ma le superiori armate longobarde misero in ginocchio le malferme legioni illiriche ancora
una volta. Prima dellarrivo dellinverno, le due citt vennero saccheggiate anche dalle armate di Gebicar e
di Rudesind, giunti nella pianura padana a sostegno del loro principe dopo di lui.
Se da un lato le vittorie non mancavano, internamente alla corte di Leti nacquero dissensi e instabilit. Warin,
che venne prima premiato con una moglie per poi vedersi costretto a rinunciare ad ogni diritto acquisito
per una mera questione tra padri e figli, inizi a sviluppare istinti separatisti e ribelli. Gli eserciti longobardi,
impegnati nel sud, non avrebbero sicuramente potuto reagire per tempo ad una eventuale ribellione della
Frisia, e questo Warin lo sapeva bene. La sua lealt vacillante cominci a diventare un problema serio, e per
quanto si tentasse di farlo ragionare, ogni tentativo sembrava inutile. Lo stesso Leti, vincolato al fronte a
combattere, tent di recuperare la fiducia di Warin, mandando degli araldi a parlare con lui, senza alcun
risultato sensibile. Nemmeno il denaro sembrava avere effetto. Il focolaio della rivolta era oramai acceso e
rischiava di consumare i longobardi dallinterno.
Nel tentativo di consolidare i confini indifesi come aveva fatto con i Franchi, Leti ottenne un matrimonio
politico con i normanni di Ravenna, facendo sposare Rudesind con la figlia del re geato, Ketilrdr. In un certo
senso, il fronte meridionale era ora affrancato alla corona longobarda da un sistema di alleanze matrimoniali
che sembrava quantomeno solido. Questa fu una grande fortuna, perch i longobardi dovettero nuovamente
spostare le proprie armate nel Norico ancora una volta.
Dani, Anno 423 d.C. "Senza tregua"
Passato l'inverno le battaglie ripresero. Humbli voleva chiudere la guerra la pi presto e ordin a suo figlio di
guidare l'esercito per scacciare gli Unni per sempre dalla Sarmazia. Sveinn e Torwaldr guidarono i loro
uomini attaccando un orda nelle vicinanze di Oium e sconfiggendola. Gli Unni vennero uccisi tutti, non si
facevano prigionieri. I guerrieri Daner marciavano a ritmi estenuanti per proteggere i vasti territori slavi.
Erano determinati, spinti da sentimenti di vendetta e odio verso quei nomadi razziatori dell'est. Ma gli Unni
sembravano non finire mai, l'enorme migrazione era al suo apice e Attila spingeva tutte le trib a lui
sottomesse ad attaccare Danesi e Longobardi. Per tutto l'anno ci furono scontri fino a quando giunse di
nuovo un gelido inverno che copr di neve tutto il nord rallentando le marce di uomini e cavalieri.
Nonostante il freddo gli Unni assediarono ancora una volta Oium. Giunse inoltre notizia che i Venedi alleati
erano ormai dispersi e distrutti dagli attacchi dei cavalieri id Attila. Molti si unirono ai Daner ma il loro
popolo non esisteva pi. I Danesi erano soli, Leti infatti stava combattendo guerre sanguinose a sud. Danesi e
longobardi non potevano aiutarsi.
Longobardi, Anno 424 d.C. Alla vittoria, o tutti accoppati!
Nuove orde unne muovevano da est. Nel corso dellinverno avevano gi superato la Dacia e nella primavera
del 424 si presentarono alle porte della Pannonia, minacciando il Norico longobardo ancora una volta. Le
armate longobarde avevano oziato in italia per tutto linverno e dopo aver attraversato le alpi in tutta fretta,
ripiegarono verso Magdalenberg appena in tempo per tentare una disperata difesa. Gli unni infatti, si erano
sempre presentati in gran numero, ma mai cosi prima di allora. La vallata si tinse del nero dei cavalli
dellorda, mentre attorno alla citt si radunavano le armate dei longobardi, comandate dai loro generali pi
coraggiosi. Leti, i suoi figli, ed il valente Gebicar, erano pronti a combattere la battaglia decisiva contro la
pi potente forza di invasione unna che si fosse mai vista.

La primavera di quell'anno si era comunque aperta con grandi tensioni. L'arrivo in massa degli unni aveva
messo a dura prova i nervi di molti e per alcuni la lealt cominci a vacillare. Warin, per via dei giochi
matrimoniali messi in atto dal re, se ne stava nella lontana Frisia a tramare una possibile rivolta. Leti,
impegnato a sud a respingere l'orda, non fu in grado di muovere le giuste mani nei suoi confronti, attenuando
per il tempo necessario la sua rabbia. Gebicca, figlio di Ybor non era da meno, in quanto risentiva
pesantemente dell'odio che i longobardi nutrivano verso i codardi marcomanni, e lui, figlio di una
marcomanna, sentiva su di se il peso di una grave onta. L'arrivo degli unni nel Norico, non aveva fatto altro
che aggravare questa situazione, alimentando il desiderio separatista di Warin che voleva approfittare del
vuoto di potere lasciato a nord e di Gebicca che nella sua irrequietezza di giovent premeva sul padre
affinch potesse essere trovata una intesa con gli Unni prima che essi sfondassero definitivamente il fronte
sud e mettessero a ferro e fuoco l'intero regno longobardo.

Mentre Magdalensberg veniva cinta d'assedio dagli unni, l'orda attraversava la valle puntando direttamente
verso il colle su cui gli eserciti longobardi si erano radunati. Venne ipotizzato un piano di fuga, ma nessuno
lo accett. Rudesind, figlio del re ed il pi giovane e inesperto tra loro, soprese tutti quando si offr di parare
la ritirata con i suoi lanceri, affinch Leti, il principe e Gebicar potessero ritirarsi a nord. Leti per, non aveva
alcuna intenzione di sacrificare centinaia di uomini e una citt per garantirsi una fuga come un codardo.
Nessun longobardo lo avrebbe mai fatto e sicuramente non lo avrebbe fatto il pi forte e coraggioso tra loro.
Ybor, stava giungendo da nord. Venne atteso, ma gli unni arrivarono prima che potesse unirsi alla battaglia
poco dopo che lasc Salisburgo. Attila, desideroso di vendetta, era tra loro.

I longobardi si scontrarono con gli unni durante un giorno nebbioso, presso una piana non lontana da
Magdalenberg. Rudesind e i suoi lanceri si posero subito in formazione difensiva a semi cerchio poco dietro
un piccolo boschetto. Dietro di essi, attendevano pronti frombolieri e balestrieri. Avrebbero resistito fino alla
morte, per poter dare loccasione agli eserciti alleati di radunarsi in una formazione compatta. La nebbia
gioc a loro favore e le forze di Rudesind, di Ulrich e di Leti, furono in grado di sfruttarla appieno, senza
essere visti, lontano dagli archi degli unni. Gebicar era giunto da ovest, separato dal grosso delle forze
alleate, con lintento di aggirare il nemico. Diede disposizioni ai propri sottoposti, e con un gruppo di soldati
scelti si port alla difesa del re, assieme ad Ulrich e gli altri. La guarnigione di Gebicar aveva il preciso
compito di aggirare il nemico, colpendo i suoi onagri e distruggendoli, facendo pi strage possibile nelle
retrovie. Senza quelle armi dassedio, la battaglia poteva essere quasi ad armi pari. La strategia funzion e
quei coraggiosi, a costo di enormi perdite, riuscirono a togliere di mezzo gli onagri unni e a far piovere
frecce sulla cavalleria nelle retrovie, in una disperata azione a tenaglia mirata ad indebolire i potenti
avversari.
Per via della nebbia, la cavalleria di Attila dovette avvicinarsi non poco per scoccare. Questo diede modo ai
frombolieri e alle balestre di colpire ad una distanza accettabile. Con una mossa degna di un grande generale,
Leti ordin di usare frecce infuocate. I cavalli degli unni faticarono a combattere sotto una pioggia di fuoco,
si imbizzarrivano e disarcionavano i loro cavalieri. Le frecce che non colpivano il nemico colpivano gli
alberi dietro ai quali si erano radunati i longobardi, costringendo gli unni a passare oltre un muro infuocato
per avvicinarsi a dovere e colpire. In mezzo a quellinferno infuocato, la cavalleria dellorda non cont pi
nulla. Cadavera vero innumera avrebbero detto poi i latini, commentando quella grande strage.
I lancieri mantennero la posizione, mentre i guerrieri armati di spada e ascia saltavano oltre il muro di scudi
per assalire e massacrare cavalli e cavalieri impegnati in combattimento. I veloci uomini lupo devoti a
Godan, spuntavano come branchi affamati dalla boscaglia, assalendo il nemico e scomparendo subito dopo
nella nebbia come fantasmi. Laura di terrore che Leti instillava nei suoi nemici era percettibile, motivo per
cui si fece avanti Attila. Rudesind, impegnato coraggiosamente in prima linea cerc la gloria sfidando il
Flagello di Dio, ma egli, con grande vigliaccheria lo trafisse con il suo arco prima che potesse essere troppo
vicino. Il pi giovane dei figli del re, era morto. Gebicar, vide che il nemico mortale era vicino e prima che
potesse allontanarsi di nuovo, raccolse una balestra e mir ad Attila, colpendo invece il suo cavallo, che lo
disarcion. Colto lattimo, Leti usc dai ranghi incurante di essere esposto al nemico, seguito da Ulrich e da
Gebicar stesso a sua difesa. Attila faticando ancora per rimettersi in piedi, pose una inadeguata resistenza al
re longobardo. La vita a cavallo, oltre che avergli deformato le gambe, lo rendeva un uomo mal fermo sul
terreno, alla pari di un guerriero alle prime armi. Leti par un suo fendente con lo scudo e piazz la sua
spatha direttamente nelladdome dellodiato nemico, rigirandola nelle carni. Questo primo colpo mortale fu
seguito da quelli di Ulrich e Gebicar, che lo trafissero sul fianco e nella schiena. Alcuni affermarono che il re
degli unni, a terra e privo di vita sub almeno altri cento fendenti dai tre, che lo deturparono umiliandolo,
superando in violenza e odio anche coloro che congiurarono contro Giulio Cesare.
I longobardi, ridotti in numero, faticarono non poco a mantenere salda la propria posizione, ma luccisione di
Attila instill la paura nei cuori dei nomadi dellest, che mantennero lattacco finch loro stessi compresero
che non cera pi speranza di vincerlo. Altri balestrieri giunsero a rinforzo dei pochi guerrieri rimasti ed essi
furono la rovina definitiva dei cavalieri unni, che si ritirarono un massa. Si disse che i longobardi, schiumanti
di rabbia, inseguirono gli unni finch ebbero fiato, nonostante fossero appiedati e stanchi. La giornata
sembrava essere dei figli di Godan, ma le loro membra stanche e stressate dal lungo combattimento non
avevano ancora finito di essere messe alla prova. Korcdac, il generale unno che stava assediando
Magdalenberg, aveva tolto lassedio alla citt per dare man forte al suo re. Giunse in ritardo, ma la notizia
della morte di Attila non lo distolse dallintento di massacrare i longobardi rimasti, a suo avviso troppo pochi
e stanchi per affrontarlo e vincere.
A subire il primo assalto dando lallarme, fu proprio quel che rimaneva dellesercito di Rudesind, che privo
del proprio generale tent di far perdere pi tempo possibile agli unni nellattesa che Leti, Gebicar e Ulrich
radunassero le forze. A loro si un la guarnigione della citt, che pot uscire dalle mura non pi assediate a
dare man forte per quel che poteva. Quei coraggiosi vennero tutti massacrati, ma le forze longobarde
poterono riunirsi e combattere ancora. Le difese per erano poche, stanche e malmesse. A stento i lanceri
riuscirono a resistere alla nuova ondata degli unni, assolutamente freschi e pronti alla battaglia. Incalzato da
una possibile facile vittoria, lo stesso capo unno si lanci allattacco di un gruppo di guerrieri germanici che
non pot contenerne la forza distruttiva. Korcdac assieme ad altri cavalieri dassalto, riusc a sfondare il lato
sinistro delle difese, minacciando di travolgere lo stesso re Leti, spostatosi nelle retrovie per le troppe perdite
subite alle sue guardie personali. Fu con un atto glorioso che Ulrich, guidando una sessantina di impavidi
appiedati si lanci alla carica di una cavalleria assolutamente impossibile da battere. Ulrich per mirava al
loro capo, mirava a distruggere il loro morale. Ingaggiarono la cavalleria unna in uno scontro impari, ma in
un gesto suicida e disperato Ulrich riusc a disarcionare Korcdac e ucciderlo. Per farlo per, si fece trafiggere
a sua volta dalla lancia del cavaliere, usandola quindi come leva assieme al suo stesso corpo per farlo finire a
terra. Il capo unno era morto, e cos anche Ulrich. Contrariamente ai longobardi per, gli unni non avevano
altri che lui, cosicch Leti e Gebicar, urlando e incitando gli uomini alla lotta senza quartiere, caricarono gli
unni ed essi si diedero alla fuga spaventati da un nemico che sembrava oramai imbattibile. La battaglia per il
Norico era infine vinta, non cerano altre orde che minacciavano quelle terre se non dei rimasugli in fuga.
Magdalenberg era salva. Alle porte dellautunno, Ybor raggiunse la citt liberata e con il suo seguito
sconfisse, inseguendoli fino in Pannonia, tutti gli eserciti unni in ritirata. Saranno per lui vittorie dal sapore
amaro comunque, in quanto in cuor suo s dann per non essere arrivato in tempo in aiuto di Leti e dei figli
del re caduti in battaglia.
Ulrich venne tumulato proprio nel luogo dove aveva mostrato pi coraggio, Magdalenberg, e cos anche
Rudesind. I padri non dovrebbero mai seppellire i figli, fu tutto quello che Leti disse a Ybor durante
cerimonia funebre, nella quale per tutto il resto del tempo rimase in un composto silenzio, chiuso nel suo
dolore. Leti sapeva bene che Ulrich non era suo figlio, Gambara lo aveva avvisato di questo, ma non riusc
mai in vita a considerarlo diversamente. Ulrich ignorava di essere figlio dellinfedelt di Grimilde, ma il
rispetto e lamore che lo legava al padre avevano fatto di lui lerede alla corona longobarda che Leti aveva
sempre desiderato, contravvenendo alla profezia della terra e del sale, raccontata dalla strega oramai
trentanni prima. Leti aveva avuto altri figli dalla sua giovane moglie Daner. Dopo la morte di Vulferam,
Drogo sarebbe dovuto divenire erede e poi re, o almeno tutti cosi pensavano, Brynja compresa, che aspettava
con ansia il ritorno del re ad Aregelia per discutere del futuro del figlio, data la prematura morte di Rudesind.
Non fu cos semplice. Leti fatic ad accettare quel che era accaduto ai suoi figli e quel fatto lo fece riflettere
profondamente sullaccaduto e sul futuro dei longobardi. La leggenda vuole che Leti si fosse recato prima
dellinverno presso il bosco sacro non lontano da Magdalenberg e che li abbia ascoltato i suggerimenti degli
avi. Una strega mi aveva predetto che mischiando terra e sale avrei conquistato e portato gloria ai
longobardi. Era il vero, ma erroneamente ho creduto che in tutto questo, contasse anche il sangue. Il sangue
non aveva nulla a che fare con il nostro destino, i figli nati da questa mescolanza, anche se figli del re non
hanno alcun diritto tra i longobardi disse al consiglio degli uomini in arme il giorno seguente. Io stesso. Il
re prima di me, e il re prima di lui non discendevano da alcuna linea di sangue nobile o leggendario. Erano
solo i pi forti e coraggiosi tra i longobardi. Se vero che quando sconfiggiamo i nostri nemici offriamo ai
loro migliori guerrieri di unirsi a noi o morire, anche vero che tra i longobardi non c altra legge che
quella di Godan, e colui che guida il nostro popolo non pu che essere solamente il migliore tra noi. Fu con
queste parole, con grande acclamazione, che Leti decise di dare alloramai cinquantenne Ybor, lassociazione
al trono longobardo.
Jorunn, figlia del re dei Daner e vedova di Ulrich, nonostante le proteste di rivendicazione sulla sua
discendenza, venne data in sposa ad Elmerico, governatore della Germania, e per questo privata con tutti i
suoi figli di ogni diritto alla corona, subendo lo stesso destino di Drogo e della discendenza generata dalla
prima figlia dei Daner. Leti in quel preciso momento, sent di aver pareggiato il conto con il suo destino e di
aver onorato con quel gesto la memoria della figlia Ingertrude, morta in terra lontana per volere dei Daner,
come moglie del re dei Lugi, e di Ulrich, che nonostante fosse un figlio illegittimo e non fatto di terra e
sale si era dimostrato nella battaglia di Magdalenberg, il pi coraggioso dei longobardi.
Dani, Anno 424 d.C. La fine della guerra e una pace incerta
Sulle nevi primaverili Getwulf e Sveinn marciarono verso Oium sconfiggendo i nomadi e spezzando
l'assedio, ma i nemici non finivano mai. Altri eserciti giunsero da est e mentre i Danesi perdevano uomini, gli
Unni anche se sconfitti, venivano sostituiti. Molti giungevano dalle foreste, molti venivano assoldati dalle
popolazioni nomadi, altri combattenti erano sottomessi. I loro eserciti divenivano sempre meno addestrati e
fedeli, ma il loro numero era impressionante. Un'armata di Daner che marciava verso sud da Duna, per dare
rinforzo a Oium, fu assalita in un imboscata e caricata da migliaia di cavalieri Unni. La fanteria Danese non
pot difendersi e pi di duemila guerrieri furono uccisi. A sud Sveinn fu assalito da un orda e con i suoi
cavalieri si difese, nonostante fossero meno della met dei nemici. Sveinn riusc a ripiegare facendo
sopravvivere molti dei suoi ma lui trov la morte in battaglia. Era un valente generale, e nonostante avesse
sposato la figlia illegittima di Humbli, molti lo consideravano parte della famiglia reale. Humbli perse un
figlio e un ottimo capitano. I cavalieri furo comandati da Olafr, figlio di Agmundur, che reclut molti
guerrieri e assold mercenari tra i nomadi ribelli per sostituire i caduti. Sveinn non fu l'unico a cadere in
quell'anno che segn la fine di un lungo periodo di guerre.

Ragnarr cedette alla vecchiaia, mor in mare, come aveva desiderato. Se ne andava l'ultimo dei tre pilastri
che avevano edificato il regno Danese dalle sue fondamenta, raggiunse i suoi fratelli Ingimarr e re Danr.
La notizia pi importante per giunse da Sud. I Longobardi avevano combattuto un enorme battaglia. Ulrich,
figlio di Leti era morto coraggiosamente. Jorunn, sua moglie danese, figlia di re Danr era orgogliosa, seppur
triste, per suo marito. La morte di Ulrich non era stata vana. Attila fu sconfitto e ucciso. La notizia si diffuse
per tutto il nord. Le armate degli Unni subirono un duro colpo, il loro re era una leggenda ormai e la sua
caduta sembr spezzare l'incantesimo che rendeva invincibili gli Unni, anche ai loro stessi occhi. Molti erano
morti e gli eserciti rimasti non avevano un capo, n un obiettivo comune. Getwulf per tutti i mesi successivi
combatt contro i nomadi in Sarmazia distruggendo i loro eserciti e scacciandoli. All'arrivo dell'inverno
rimanevano ancora Unni nella regione, ma molti disertavano, altri si ritiravano. Attila era morto e senza di lui
sembr che tutti i nomadi dell'est perdevano la loro aura di forza e paura. Il freddo, la mancanza di cibo e la
disorganizzazione li stavano indebolendo. Morto il loro re, altri si divisero il potere e senza una guida
comune le orde iniziavano a disperdersi.
La guerra si avviava al termine.

I Danesi sfruttarono l'inverno per reclutare uomini e riparare le citt e scacciarono definitivamente gli Unni
dalla Sarmazia. Giunse notizia da sud che le ultime armate degli eredi di Attila erano state distrutte. La
minaccia dei nomadi non esisteva pi. Dopo quasi dieci anni di guerra con gli Unni, a vent'anni dai primi
scontri con i nomadi, i guerrieri di Odino avevano vinto. Danesi e Longobardi avevano fermato la minaccia
della pi grande e terribile invasione giunta a ovest da sempre. Dietro di se Attila aveva lasciato solo
distruzione. A est per giorni e giorni di marcia si stendevano solo lande desolate con villaggi e accampamenti
sparuti. Le grandi citt erano state rase al suolo. I regni del nord per ancora resistevano pi forti che mai.
Danr e Leti avevano costruito qualcosa che ora sembrava invincibile. Grazie alla loro alleanza avevano
sconfitto il freddo e il flagello di Dio. Odino li aveva favoriti per il loro coraggio.
Getwulf torn a Daneberg e reclut nuovi guerrieri scelti per preparare un grande esercito. Molti veterani dei
Draghi del Nord che avevano combattuto con suo padre si unirono a lui, che ormai era considerato un degno
erede del Re. Finita la guerra i pensieri Danesi gi andavano al mare e alle scorrerie che da anni non avevano
potuto compiere per difendere il loro regno. Torwaldr era stato degno comandante dei Wendol. Olafr, suo
fratello fu scelto come ammiraglio della flotta. I veterani di Ragnarr, le Vele Oscure, costruirono nuovi
vascelli, pronti a salpare.
Senza pi la minaccia degli Unni, molti slavi e Danesi tornarono a ripopolare la Sarmazia.
Dagr, figlio di Humbli e governatore della regione, fece ricostruire la citt di Paleskja, un tempo dominio dei
Venedi. Danesi e slavi la ripopolarono e divenne negli anni una grande citt.
In tutta l'europa la notizia della grande vittoria di Longobardi e Danesi aveva viaggiato per i regni. Molti
vollero stringere rapporti con coloro che riconoscevano come potenti imperi. Altri popoli invece erano
sempre stati nemici dell'alleanza di Humbli e Leti, ma nessuno li aveva contrastati finch difendevano l'ovest
dagli Unni. Ora la minaccia dei nomadi era finita e nonostante Longobardi e Danesi ne erano usciti vincitori,
l'economia ne aveva risentito e gli eserciti erano per la maggior parte a est, stanchi e non pi numerosi come
prima. Popoli infidi volevano approfittarne, per limitare il potere dell'alleanza del nord che ora avrebbe
minacciato le loro terre. I Galli, che da sempre avevano avuto rapporti molto freddi con i Danesi, alla fine
dell'anno, dichiararono guerra al regno di Humbli. Il re mentre ascoltava il messaggero non ne fu sorpreso,
ma sorrise. La flotta e gli eserciti di Getwulf e Torvaldr si stavano preparando per navigare verso le terre
fiorenti del sud a razziare. L'italia avrebbe atteso. Comand di iniziare i preparativi per l'invasione della
Gallia. Avrebbero rimpianto quella dichiarazione, quando i Daner sarebbero marciati sulle loro citt in
fiamme.

Un epoca di guerre e vittorie era finita, un'altra si apriva e presagiva un futuro prospero, questo futuro per
celava un ombra nella mente di Humbli. Era giunta verso la fine dell'anno una notizia ad Hafn. Jorunn,
sorella del re, vedova di Ulrich era stata fatta risposare da Leti, il quale aveva proclamato Ybor, suo erede.
Nessuno dei figli di Brynja sarebbe divenuto Re dei Longobardi e le sorelle di Humbli, alla morte di Leti,
non avrebbero avuto pi potere. Ingertrude, figlia di Leti, vedova di Ingimarr era morta con i Lugi anni
prima. Danr aveva combinato il matrimonio per rendere salda l'alleanza con i popoli a est, popoli che ora non
esistevano pi, travolti dagli Unni. Ora Danr era morto e Leti non era pi il giovane Re che aveva stretto un
saldo rapporto con i Danesi. Le corone sarebbero passate da capo a capo. Chi avrebbe scelto Ybor come
erede, visto che anch'egli non era pi un ragazzo? Un giorno Getwulf sarebbe stato Re e qualcun'altro
avrebbe indossato la corona dei Longobardi. Anni erano passati da quando l'alleanza era stata stretta ed ora,
con gli Unni sconfitti, l'ombra di un indebolimento si faceva largo nei pensieri di Humbli. Doveva sopportare
l'idea delle sue sorelle senza pi potere, l'idea che tempo prima suo padre aveva deciso di donarle a Leti. Non
si poteva tornare indietro. Sapeva che se l'alleanza si fosse spezzata sarebbe stata la fine per tutti. Suo figlio
l'avrebbe capito, sper che anche i futuri re Longobardi sarebbero stati abbastanza saggi da comprenderlo.
Appendice
Struttura del Regno Danese allapice della sua espansione a Nord
Humbli fu il Re Danese che consolid ci che suo padre, il leggendario re Danr fond ed edific, il regno di
Danimarca. L'epoca di Danr fu il tempo delle conquiste e dell'espansionismo Danese, della guerra agli Unni
e ai Britanni. Humbli, che da generale era stato l'artefice delle conquiste Britanniche da Re, una volta
sconfitto Attila, fu colui che rese fiorente e stabile il regno. Consolid il potere della corona, port molte
innovazioni amministrative e legislative, un tutti i popoli e le minoranze sotto il suo dominio facendo della
Danimarca uno degli imperi pi potenti di quegli anni. Fu merito di Humbli la divisione amministrativa del
regno che aiut la gestione di una nazione tanto estesa. Il potere era forte nelle sue mani, i governatori delle
province infatti erano figli diretti o fedelissimi. Il regno in quegli anni, seppur diviso da giorni di navigazione
o da steppe desolate era saldo e unito.
Il regno di Danimarca era diviso in tre aree o protettorati. Il centro di potere era la Danimarca, comprendente
la Scandinavia, la penisola dello Jutland e la Gothiscandza. I possedimenti in Britannia venivano chiamati
Danelaw e quelli in Sarmazia, Rus.
Il Danelaw
I possedimenti britannici erano divisi in due province. A sud vi era la Britannia Inferior, che i Danesi
chiamavano semplicemente Britannia. La sua capitale era Jorvic. Il governatore di Jorvic era considerato
governatore di tutto il Danelaw. Il titolo ufficiale era Signore del Danelaw, ma molti si riferivano a lui come
Re di Danelaw o Re oltre il Mare. Aveva una corona d'argento che simboleggiava il suo potere ma anche la
sua sottomissione al vero e unico re che sedeva ad Hafn il quale possedeva la corona di ferro nero. L'argento
mostrava la ricchezza della Britannia, una terra che col tempo era divenuta pacifica e prospera, il ferro per
era il metallo della guerra, l'anima dei norreni.
Jorvic era una grande citt, la pi popolosa in Britannia. Una citt con molte botteghe e mercati tra cui
spiccava il commercio di ambra. Un imponente salone fu costruito al centro della citt. Era la sede del potere
del Danelaw, dove risiedeva il governatore.
A sud vi era Lindo, un borgo agricolo sulla via che conduceva alla Britannia Superior e ai possedimenti
Longobardi. A ovest vi era Caernarfon, una cittadina sorta attorno al suo porto peschereccio e ai giacimenti
di piombo che veniva estratto e portato a Jorvic, oppure imbarcato sulle navi dirette a est.
La provincia a nord era la Caledonia, il cui governatore dominava anche sull'isola irlandese, ma era
considerato secondo rispetto al Signore del Danelaw. Tuesis era la grande citt dove risiedeva. La
popolazione di Tuesis variava continuamente in base alle stagioni, vi erano molte taverne, una grande salone
dell'idromele e un enorme fiera stagionale. Un grande tempio di Wodan svettava su tutti gli altri edifici. I riti
celti rimasero per molto tempo nel Danelaw, ma i loro Dei furono dimenticati in favore di quelli norreni.
Nella foresta tra Tuesis e Jorvic vi era Eildon, sulla via di passaggio, borgo importante per i suoi falegnami e
boscaioli che garantivano legname alle citt vicine. Sull'isola irlandese la cittadina pi grande era Dubh Linn
dal cui porto ogni giorno salpavano innumerevoli pescatori.

La Rus
I possedimenti slavi a est, sotto il dominio dei danesi, assunsero il nome di Rus. Il popolo di questa regione
era un misto di culture, anche se dopo le distruzioni portate dagli Unni, la cultura e la religione norrena
dominavano incontrastate. Molti slavi dimenticarono i loro dei ma molte usanze e riti si mischiarono ai
danesi. La Sarmazia era vastissima e molti erano i villaggi e le trib nomadi. I danesi non controllavano tutto
il territorio, come nelle altre province, ma le trib nomadi al suo interno pagavano tributi ed erano contenti di
stanziarsi in zone ricche di cibo e sicure. Era una regione agricola di contadini e allevatori. Palteskja era la
pi grande citt della regione, anche se durante l'estate erano pochi gli abitanti. Durante l'inverno invece tutti
i contadini e gli allevatori nomadi la raggiungevano e la sua popolazione quintuplicava. Con le nevi non era
insolito osservare enormi accampamenti che circondavano la citt, attorno alle mura. Vi erano taverne, saloni
e mercati. A sud vi era Oium, una citt fortificata che fu baluardo contro gli invasori. Vi erano artigiani
specializzati nella costruzione di archi e li venivano addestrati le unit di cavalleria. Nel lontano nord, sul
mare, vi era Duna, la prima citt fondata dai Danesi in Sarmazia. Duna era sorta attorno al suo ricco deposito
di gemme, che venivano esportate via nave verso la Gothiscandza. Il Signore della Rus e Governatore di
Sarmazia risiedette per decenni a Duna, prima di spostare il suo seggio a Palteskja.

Il Regno di Danimarca
Al centro dell'impero vi era il vero regno danese, dominato dal re. Era diviso in due province. A sud, sul
continente, vi era la Gothiscandza, amministrata da un governatore fedele al re. Era la pi ricca regione del
regno e una delle pi fiorenti al mondo dopo le devastazioni di Attila. Arrivando da Sud, dal Regno
Longobardo, si incontrava Ascaucalis, una grande cittadina posta sulle vie commerciali, dove venivano
addestrati soldati e cavalieri e veniva estratto il sale esportato in tutto il regno e all'estero. A ovest, vi era
Rugion, un borgo di pescatori e artigiani molto attivo. La pi grande citt della regione per era Daneberg.
Fu rinominata per onorare re Danr, prima di allora infatti era chiamata solo la Grande Citt o Il Porto. Gli
slavi la chiamavano Danzic. Daneberg divenne una delle pi ricche e grandi citt del mondo. Era la pi
popolosa di tutti i possedimenti danesi. Tutto ruotava attorno all'enorme porto commerciale, il pi grande del
nord. Ogni giorno navi provenienti da mari lontani giungevano a Daneberg. Le loro merci erano vendute in
un enorme mercato. Vi si potevano trovare mercanti e merci provenienti dal mediterraneo, italia, africa, mar
nero, oltre alle merci britanniche e germaniche e slave. Un enorme Sala degli Anziani accoglieva il
governatore e tutti i suoi funzionari che amministrano l'enorme quantit di scambi, cittadini e regole di
mercato sotto le direttive del Re. La sala era un punto di raccolta inoltre per guerrieri scelti danesi che
giungevano da nord per combattere negli eserciti. Famosi erano i temuti berseker che seminavano terrore
sula campo di battaglia. Col progredire delle tattiche di guerra a Daneberg venivano anche addestrato
esploratori e spie che garantivano la sicurezza del regno.
La provincia a Nord era la Scandza, amministrata dal Re. Terra natale dei norreni e centro del potere del
nord.
Sulla penisola dello Jutland vi era Alabu, l'antica citt degli Juti. Un tempo fiorente porto commerciale, perse
importanza con la crescita di Daneberg e divenne un produttivo borgo di pescatori e contadini, che
garantivano cibo alle regioni nordiche messe a dura prova dalle carestie invernali. Nel lontano nord,
circondata quasi sempre da nevi vi era Hrefnesholt. Era una citt quasi leggendaria e lontana dai commerci.
Pur grande, non contava molta popolazione, ma era un centro importantissimo per i danesi, religioso e
militare. Vi sorgeva il pi grande tempio del regno, un enorme costruzione circondata da una catena d'oro.
Svettava sulla citt. Al suo interno tre maestose statue che rappresentavano Odino, Thor e Freyr,
proteggevano il popolo danese a accoglievano i pellegrini. Qui venivano compiuti riti e formate le
sacerdotesse che poi venivano inviate nelle atre citt a diffondere i racconti sugli Dei. Il fulcro di Hrefnesholt
era per l'enorme porto militare. Qui, grazie alle vicine foreste svedesi, venivano costruite le pi letali navi
del mondo, i Drakkar norreni. L'enorme flotta militare faceva bella mostra di se nella baia antistante la citt.
I migliori marinai e costruttori di navi vivevano qui.
Al centro della provincia, sull'isola di Danimarca, sorgeva Hafn, la capitale del regno. Era una citt fortezza
di guerrieri, marinai e pescatori. Non molto grande, sorgeva su una collina di fronte al mare. Il suo porto un
tempo fu sede di grandi costruttori ma poi la maggior parte delle attivit vennero trasferite a Hrefnesholt e
rimasero solo i pescatori. Era comunque maestoso e accoglieva gli emissari giunti a incontrare il sovrano
danese. Hafn era arroccata tutta attorno all'enorme Fortezza del re, chiamata Hurot. La fortezza era visibile a
miglia di distanza. Le navi di mercanti giunte da tutto il mondo che navigavano verso Daneberg, passavano
in prossimit delle coste di Hafn e non potevano rimanere indifferenti al potere del Re Danese, espresso dalla
sua fortezza, sia di giorno che di notte, grazie alle grandi pire che venivano accese. Il vasto salone poteva
ospitare centinaia di guerrieri, i migliori di tutto il regno. Fuochi, donne, cibo e idromele non mancavano
mai. Il trono del re svettava ad un capo del salone, dietro di lui si innalzavano due teste di drago provenienti
da due polene di navi. Una guardava a ovest, l'altra a est. Simboleggiavano il controllo del re su Danelaw e
Rus. Davanti al trono vi era l'ascia di re Danr, primo re danese, piantata al suolo da lui stesso. Si narrava che
chiunque avesse voluto sfidare o contrastare il re avrebbe dovuto estrarla prima. Molti dicevano che se non
ne avesse avuto il diritto Odino l'avrebbe ucciso sul posto, altri che non gli avrebbe permesso di estrarla.
Nessuno os mai provare quale storia fosse vera. I canti sull'ascia di Danr e la sua leggenda si diffusero
tramite per il mondo e in altre culture andarono a creare altre leggende, come spade incastrate in rocce nella
lontana Britannia.
ATTO II