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28 la Biblioteca di via Senato Milano giugno 2014

Sul Nolano

BRUNO E LENIGMA
DEGLI ARCHETIPI
Il mistero delle immagini e un libro sconosciuto
GUIDO DEL GIUDICE

N
ella primavera del quello di Monaco di Baviera, mu-
1588, la lunga peregri- tilo per delle figure, e a quello
natio di Giordano Bru- moscovita contenuto nel Codice
no fece tappa a Praga, residenza Norov, ne esiste un esemplare al-
dellimperatore Rodolfo II dA- la Nationale de Paris, che quello
sburgo, dove lo attiravano le no- utilizzato da Felice Tocco per la
tizie sul mecenatismo del sovra- prima edizione delle opere lati-
no. Questa breve parentesi le- ne, e uno, finora del tutto trascu-
gata alla pubblicazione di un trat- rato, ottimamente conservato
tato, i Centosessanta articoli contro i presso la Biblioteca Comunale di
Matematici, da me recentemente Como, che ho esaminato perso-
tradotto, per la prima volta in ita- nalmente. Le prime undici figure
liano (Giordano Bruno, Contro i sono distribuite su otto grandi ta-
matematici, Roma, Di Renzo vole fuori testo (sette con una so-
Editore 2014, pp. 192, 14 euro). la incisione e lottava con quat-
Dellopera era nota, finora, sol- tro), senza alcuna didascalia che
tanto la dedica a Rodolfo II, uno dei brani pi letti e le designi. In particolare, le prime tre, da Bruno de-
celebrati di Bruno, in quanto costituisce una limpi- finite archetipi fecondissimi, corrispondenti alla
da esposizione del suo credo filosofico. Laspetto trinit ermetica di Mente, Intelletto e Amore, assu-
pi interessante dellopuscolo costituito, per, dal mono unimportanza che va aldil della matemati-
rilevante corredo iconografico, il pi ampio mai ca, sconfinando nella mathesis, quella sorta di geo-
realizzato dal Nolano, composto da 42 xilografie. Si metria trascendentale che egli eredit dal suo mae-
tratta di unopera di occasione, composta in fretta e stro Niccol Cusano. In essa la figura, il signum, as-
furia, come attestato, cosa inconsueta per il filoso- sume la funzione di strumento di supporto a unin-
fo, da numerose imprecisioni (numerazioni errate dagine che, dal piano delle forme, si innalza a quello
degli articoli, brani interpolati in maniera disordi- metafisico. Questi tre diagrammi, di impianto pla-
nata), comprensibili soltanto alla luce dellurgenza tonizzante, vengono richiamati continuamente in
di preparare un biglietto di presentazione per tutto il trattato attraverso tre simboli: un sole, una
limperatore. Fu stampata in pochissimi esemplari, luna e una stella a cinque punte, ripresi dal De occul-
di cui soltanto quattro sono giunti fino a noi. Oltre a ta philosophia di Cornelio Agrippa. Nessun astruso
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linguaggio cifrato, come concluse disinvoltamente


Frances Yates, che evidentemente non si era data
pena di leggere il libro, ma semplicemente tre notae
che rimandano allarchetipo corrispondente allo-
perazione illustrata nel testo.
Il confronto tra gli Articuli e le successive ope-
re di argomento matematico rivela lesistenza di un
piccolo mistero, riguardante lesatta identificazio-
ne di due delle tre figure archetipe. Giovanni Aqui-
lecchia, nella nota introduttiva alle Prelaectiones geo-
metricae e allArs deformationum, aveva per primo
fatto notare come le tres principes figurae (Mentis, In-
tellectus e Amoris) coincidessero con i tre atria (Apol-
linis, Minervae e Veneris) del De triplici minimo. Non
si era per accorto che due di esse, quella dellIntel-
letto e quella dellAmore, risultavano invertite ri-
spetto allatrio di Minerva e a quello di Venere, a cui
egli, secondo logica, le aveva abbinate. Anche Mino
Gabriele, nel suo Corpus iconographicum, fa osserva-
re come la seconda immagine dellesemplare pari- Presunto ritratto, di autore anonimo, di Giordano Bruno,
gino, commentata sia da Tocco che da Frances Ya- Juleum - Bibliotecheksaal, Helmsted
tes come figura Intellectus diventi nel De minimo la-
trio di Venere mentre la terza, considerata figura ta da tre cerchi concentrici, siccome hanno uno stesso,
Amoris, diventi latrio di Minerva del poema. Qua- unico centro indivisibile, che il principio, e non di meno
l, dunque, larchetipo dellIntelletto e quale quel- ununica circonferenza, che lestremit, detta figura
lo dellAmore? Quello definito negli Articuli o che certamente tutto comprende e unisce.
quello del De minimo? La terza, che si esplica in cerchi ora tangenti, ora inter-
Gabriele ipotizza che lo scambio sia dovuto a secati tra loro, denominata figura dellAmore, poich
un errore di impaginazione della copia parigina, e la sostanza delluniverso ora contraria e ora concorde,
che basti invertire le immagini per ristabilire lordi- in quanto conserva perpetuamente nella contrariet la
ne corretto. Non tiene conto per di due importan- concordia, nella concordia la contrariet, nellunione la
ti particolari, da cui si evince senza ombra di dubbio differenza e nella differenza lunione, la moltitudine
che le due figure cui Bruno si riferisce corrispondo- nellunit e lunit nella moltitudine.
no proprio allordine dellesemplare di Parigi. Nel
capitolo denominato Figuratio, infatti, egli non so- Inoltre, nel medesimo capitolo, Bruno asse-
lo descrive le immagini, ma ne enuncia anche il si- gna alle tre figurae il simbolo che corrisponde al-
gnificato matesico: limmagine richiamata di volta in volta nelle praxes
(costruzioni), descritte nei membri in cui il libro
La seconda, consistente in sette cerchi tangenti, cio in suddiviso. Ci ci permette di affermare con assolu-
punti che non si penetrano ed intersecano a vicenda, ta certezza che, nella Figuratio, egli considera come
detta figura dellIntelletto, che tutto distingue e distri- figura Intellectus limmagine che nel De minimo di-
buisce secondo le proprie ragioni. Inoltre, essendo forma- venter atrium Veneris e come figura Amoris quella
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1 2 3

4 5 6

1 Figura Mentis; 2 Figura Intellectus; 3 Figura Amoris; 4 Atrium Apollinis; 5 Atrium Minervae; 6 Atrium Veneris

che diventer atrium Minervae, ticuli alla trinit mitologica del


mentre la figura Mentis rimarr De minimo, i sigilli si cristallizza-
sotto il dominio di Apollo. Lipo- no definitivamente in quelli asse-
tesi dellerrore di impaginazione gnati alle tre divinit Olimpiche
viene, pertanto, a cadere, tanto e come tali saranno analizzati nei
pi che, esaminando la copia di Como, ho potuto dettagli nelle Prelaectiones geometricae e nellArs de-
rilevare che in essa la sequenza delle tre figure risul- formationum. Si tratta, anche in questo caso, di
ta ancora diversa, a riprova che il posizionamento scritti doccasione, che raccolgono gli appunti delle
delle stesse del tutto ininfluente sulla loro identi- lezioni tenute da Bruno a Padova quando cerc di
ficazione. accreditarsi per la cattedra di matematica lasciata
Nel IV libro del De minimo, con la consueta vacante da Giuseppe Moleti e poi assegnata a Gali-
tecnica mnemonica, il Nolano descrive la costru- leo. Essi sono successivi ai poemi francofortesi e,
zione delle tre immagini, servendosi di associazioni pertanto, presentano una migliore sistemazione
mitologiche, per cui probabile che egli abbia scel- della materia, per quanto riguarda sia liconografia
to, in fase di elaborazione, la figura che meglio si che la trattazione. Ne risultano due testi che, pur
prestava alla memorizzazione dei miti utilizzati se- nella loro brevit, sono molto precisi e curati, a dif-
condo uno schema geometrico. ferenza degli Articuli. Quanto detto dimostra lim-
Nel passaggio dalla trinit ermetica degli Ar- portanza molto relativa che il filosofo attribuiva al-
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lopuscolo praghese, presentato anche nella dedica va aver fatto per quelli degli Articuli, che sono so-
a Rodolfo II, soltanto come unintroduzione ad al- stanzialmente identici. Questa pratica assumeva
tre opere che sarebbero seguite, molto pi esau- per lui, molto probabilmente, un significato di tipo
rienti e accurate. Del resto, non insolito per Bru- mandalico. Carl Gustav Jung, che studi a lungo
no ritornare su concetti gi espressi in opere prece- questo tipo di espressione, defin il mandala: un
denti, modificandoli o, talvolta, addirittura capo- mezzo per la meditazione, attraverso la cui costruzione
volgendoli. luomo libera lo spirito, purifica lanima, entra in comu-
La Figuratio rimane, comunque, una vera e nione con tutte le forze positive presenti nel cosmo. Allo
propria anteprima del De minimo. stesso modo, le figure rappresentavano per il filoso-
La definizione dei tre archetipi come: fo di Nola uno strumento di introiezione di quei
meccanismi naturali (ciclo della vicissitudine, coin-
figure fecondissime, che riguardano al massimo grado cidenza dei contrari e indivisibilit dei minimi) che
non solo la geometria, ma anche tutto il campo del sapere, costituivano i fondamenti della sua potente, a tratti
dellosservare ed operare, delle quali certamente senza ossessiva visione dellinfinit delluniverso.
difetto, non possono esisterne che pi poche e pi inutili, Come si vede, questopuscolo misconosciuto
del Nolano, se correttamente analizzato, assume
verr ribadita nel poema latino: grande importanza nella comprensione del suo stu-
pefacente approccio sincretistico alla verit, realiz-
Riterrai dunque feconde quelle figure non solo perch zato attraverso una fusione di elementi multi-sa-
comprendono i presupposti di ogni genere di misura, ma pienziali di derivazione ermetica, mnemotecnica e
anche perch, con la loro configurazione, rappresentano magico-naturale. Il sigillo, larchetipo, si rivela un
larchetipo e il sigillo delle cose. potentissimo talismano, in grado di concentrare un
enorme patrimonio conoscitivo, diventando ideale
La peculiarit degli Articuli quella di farci strumento di intermediazione tra uomo e divinit,
comprendere, in tutti i suoi aspetti, il valore che tra micro e macrocosmo. Una ulteriore conferma
Bruno attribuiva allimmagine. Come riferisce Jo- che lo studio serio e approfondito delle opere bru-
hann Wechel, lo stampatore francofortese dei poe- niane, quando non si limita alle consuete strumen-
mi latini, egli aveva inciso personalmente gli stampi talizzazioni di basso profilo, in grado di svelare
dei diagrammi del De minimo, e la stessa cosa dove- orizzonti conoscitivi ancora inesplorati.

Bibliografia essenziale

BRUNO, Giordano. Opera latine nelle opere a stampa, Catalogo, del GIUDICE, Guido. Io dir la
conscripta, publicis sumptibus ricostruzioni grafiche e verit. Intervista a Giordano
edita, recensebat F. Fiorentino [V. commento di Mino Gabriele, Bruno, Roma, Di Renzo, 2012.
Imbriani, C.M. Tallarigo, F. Tocco, Milano, Adelphi, 2001. JUNG, Carl Gustav. Luomo e i
H. Vitelli], Neapoli, Morano BRUNO, Giordano. Praelectiones suoi simboli, Milano, Longanesi,
[Florentiae, Le Monnier], 1879- geometricae e Ars 1980.
1891, 3 voll. in 8 parti. deformationum, a cura di G. YATES, Frances A. Giordano
BRUNO, Giordano. Corpus Aquilecchia, Roma, Ed. di Storia e Bruno e la tradizione ermetica,
iconographicum. Le incisioni Letteratura, 1964.Operae latine Roma-Bari, Laterza, 1969.