You are on page 1of 1

LOKI89

Il LOKI89 (ribattezzato successivamente come LOKI) � stato il primo algoritmo della


serie ad essere pubblicato, nel 1990, dai crittografi australiani Lawrie Brown,
Josef Pieprzyk e Jennifer Seberry. Il LOKI89 � stato presentato come candidato per
il RIPE, ma non � stato selezionato.

Il cifrario utilizza un blocco dati lungo 64 bit ed una chiave crittografica lunga
anch'essa 64 bit. � basato su una rete di Feistel a 16 passaggi ed ha una struttura
molto simile al DES da cui deriva, differenziandosi per la particolare funzione di
sostituzione (S-box), per la funzione di permutazione (P-BOX) e per la funzione di
"permutazione ad espansione".

Le S-box utilizzano un criterio non lineare sviluppato da Josef Pieprzyk, che le


rende pi� complesse e non prevedibili rispetto a quelle del DES. Le P-box sono
state progettate per ottenere un rapido mescolamento degli output delle S-box, cos�
da favorire il cosiddetto effetto valanga, requisito fondamentale di ogni buona
rete di Feistel, mantenendo al contempo, rispetto alle P-box del DES, una struttura
chiara e semplice.

Dopo la sua pubblicazione, il LOKI89 � stato crittanalizzato risultando vulnerabile


ad attacchi condotti con la crittanalisi differenziale. A causa di ci� gli autori
ne hanno prodotto una versione modificata che ha preso il nome di LOKI91.

LOKI91
Il LOKI91 � stato progettato in risposta agli attacchi condotti al LOKI89 (Brown,
1991). Le modifiche includono la rimozione dei mascheramenti della chiave (key
whitening) iniziali e finali, una nuova S-box ed altre piccole modifiche al gestore
della chiave.

Pi� specificatamente, la funzione di sostituzione � stata cambiata per minimizzare


la probabilit� di avere differenti dati in ingresso che restituiscono lo stesso
risultato in uscita, un punto debole che viene utilizzato dalla crittanalisi
differenziale, rendendolo immune a questo tipo di attacchi. Le modifiche al gestore
della chiave (key scheduler) hanno invece ridotto il numero di chiavi equivalenti o
correlate, che riducono conseguentemente lo spazio delle chiavi, vale a dire il
numero di possibili combinazioni differenti.

Anche se il cifrario � provatamente pi� robusto e sicuro del LOKI89, ci sono


comunque un certo numero di potenziali attacchi che possono violare il cifrario,
cos� come descritto negli studi di Knudsen e Biham. Come conseguenza di ci� questi
cifrari dovrebbero essere intesi solo come tentativi di migliorare la struttura dei
cifrari a blocchi e non come algoritmi realmente utilizzabili.